festival, Letteratura

A Padova la “Fiera delle parole”

Parole, teatro e musica, un accordo perfetto che non smette mai di incantare e che trova alla Fiera delle Parole uno spazio dedicato alla parola cantata e recitata, sempre fonte di intense emozioni.

Tra gli appuntamenti da non perdere: il concerto di Roberto Vecchioni al Teatro Verdi che inaugurerà la 9° edizione del festival; la rappresentazione “Il canto del cigno” (di Cechov) a cura di Enrico Marino e Anita Santone; l’incontro con il cantautore Gualtiero Bertelli; lo spettacolo “L’annegato più bello del mondo” (di Gabriel Garcia Marquez) con Giancarlo Previati e i Coristi per caso; lo spettacolo del critico musicale Ezio Guaitamacchi che presenterà anche il libro “La storia del Rock” e le monografie su John Lennon e Jimmy Hendrix; lo spettacolo musicale “La strage dei congiuntivi” di Davide Zilli e Massimo Roscia; l’incontro con Renzo Alessi, autore dell’antologia completa su tutta all’opera di Bob Dylan e l’incontro con Salvatore Coccoluto tutto dedicato alla vita di Mia Martini; il reading di Filippo Martinez tratto dall’ultimo lavoro “Cammellini che entrano ed escono dalle orecchie” e accompagnato dalle chitarre de I Tremo; il concerto di Beppe Giampà “Della fatal quiete” che ha musicato i poeti dell’Ottocento, Le musiche e le canzoni di Mario Venuti per parlare del senso dell’amore  e ovviamente l’incontro con il grande cantautore italiano Francesco Guccini.

 

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autori, festival, libri

La parabola del consumismo

Mirco Rossi presenta il libro La parabola del consumismo

La parabola del consumismo

domenica 13 ottobre, ore 16:00 – Centro Culturale Altinate – San Gaetano – Auditorium

Mirco Rossi

presenta il libro “La parabola del consumismo”

Una narrazione dedicata ai giovani.

Per capire l’inganno del consumismo e scoprire il gusto della sobrietà
La parabola del consumismo

Memorie di un ragazzo al tempo della sobrietà

di Mirco Rossi

Come vivere, oggi, in un’Italia che sembra essere al tramonto di quella parabola del consumismo che s’impennò cinquant’anni fa? I padri, «infettati dal morbo “della dimenticanza e del disconoscimento”», hanno inflitto una vera «cecità» alle giovani generazioni, che si trovano ora poco attrezzate davanti a un futuro in cui la parola sobrietà pare a molti una minaccia.

Ma l’Autore in questo libro evita i toni predicatori. Soprattutto racconta. Ricorda la sua infanzia a Gazzera, «una contrada appena fuori Mestre», un microcosmo da cui osservare gli albori di un trapasso epocale per tutto il Paese. Siamo tra il dopoguerra e i primi anni Cinquanta, mentre ci si avvia da una società contadina verso un paesaggio industriale, da una cultura di attenzione al valore delle (poche) cose al Moplen e alla civiltà dello spreco. E Mirco Rossi continua a raccontare. Di come si giocava allora, con libertà e divertimento inauditi per i bambini d’oggi; quali erano le relazioni familiari e coi vicini; quale lo stile educativo (senza eccessive «intromissioni» da parte dei genitori nei rapporti tra i ragazzini, ma sotto l’occhio vigile di tutta una comunità); come si imparava a riutilizzare e a riparare oggetti, e a inventarne di nuovi… E come gli adulti come il papà del piccolo Mirco, operaio a Porto Marghera, si costruivano la nuova casa con le proprie mani.

L’autore di Energia e futuro. Le opportunità del declino, che con quel libro aveva già dimostrato le sue doti di divulgatore, questa volta si lascia insomma andare al gusto di narrare. Luoghi e volti che riaffiorano, tra i quali un aneddoto riguardante il patriarca di Venezia – si chiamava allora Angelo Roncalli.

La narrazione del passato rimanda sempre, esplicitamente o meno, alla realtà attuale. Come scrive nella prefazione Claudia Bettiol, docente di Geopolitica delle energie rinnovabili all’Università di Tor Vergata, questo libro porta «ad avere due sensazioni e stati d’animo opposti. Non sapevo se fosse un racconto nostalgico sul passato o una profezia sul futuro. Se pensiamo che questi racconti delle piccole comunità di campagna, e dell’arte del sapersi arrangiare vivendo in armonia con la natura senza tentare di forzare e manipolare i cicli biologici, appartengano oramai al nostro passato, allora non stiamo capendo la portata del cambiamento in corso». Questo, infatti, non è un libro nostalgico. L’Autore è convinto che, nonostante la discutibile eredità lasciata loro dalla generazione precedente, i giovani – che egli conosce per lunga e assidua frequentazione – «possiedono le potenzialità di leggere i fatti anche da punti di vista in disuso, diversi da quelli soliti orientati in direzione della crescita, gli unici o loro noti. E di reagire con nuova abilità, capacità e immaginazione». Hanno livelli elevati d’istruzione, entusiasmo, intelligenza, coraggio. «Basterà indirizzare tali potenzialità nelle direzioni opportune».

Potrà paradossalmente aiutare, in questo processo di cambiamento radicale e necessario, «il senso di disagio profondo» iniettato in tutti dall’inganno del consumismo.

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fotografia, Letteratura

Luce e oscurità

Un appuntamento nell’ambito di Universi Diversi 2012
LUCE E OSCURITA’
Sala Paladin di Palazzo Moroni, via Municipio 1
Sabato 19 maggio, ore 17
Con la partecipazione dell’Ensemble Barocco Les Eclaire de Musique
Letture di Barbara Giovannelli e Michele Silvestrin
Il Gruppo Letterario Formica Nera e il Fotoclub Padova offrono un viaggio poetico e fotografico sui temi della Luce e dell’Oscurità; due opposti che da sempre sono presenti nella storia dell’uomo e che ci fanno vivere in mondi diversi quando siamo immersi nella loro aura, donandoci emozioni e sensazioni sempre nuove.
Ma Luce e Oscurità possono anche incontrarsi e integrarsi, come avviene nel crepuscolo o quando l’animo passa dalla tristezza alla felicità e viceversa.
E per dare più pathos all’evento, due strumenti musicali daranno l’incipit e accompagneranno la lettura poetica e la visione delle immagini: il fauto per la Luce e il fagotto per  l’Oscurità, che suoneranno separati e in contrapposizione,  ma unendosi alla fine in un duetto, che segnerà l’incontro e la fusione delle due anime del mondo
(Giovanni Sato).
INGRESSO LIBERO
 FINO AD ESAURIMENTO DEI POSTI
Informazioni: Servizio Mostre – Settore Attività Culturali