illustrazione, mostre

Vero o falso?

VISITA GUIDATA

Collezione permanente del Museo della Figurina

e mostra Vero o falso?

Sabato 6 ottobre 2018, ore 17

Museo della Figurina

Palazzo Santa Margherita

I visitatori saranno accompagnati all’interno del percorso espositivo permanente del Museo della Figurina e della mostra Vero o falso? Le figurine sotto la lente d’ingrandimento della scienza, che indaga il rapporto tra scienza e verità conducendo virtualmente  il pubblico all’interno del laboratorio scientifico.
L’evento rientra nel costo del biglietto valido per accedere alla mostra. Ingresso gratuito per gli under 18, gli over 65 e il primo accompagnatore di un bambino sotto i 10 anni.

Jon Rafman, Erysichthon 2015 Video HD (colore, con suono in stereo) Durata: 8’4”. Courtesy l’artista

INGRESSO LIBERO

Prima domenica del mese

Domenica 7 ottobre 2018

 

Ogni prima domenica del mese, la FONDAZIONE MODENA ARTI VISIVE garantisce l’ingresso libero alle mostre con biglietto a pagamento.

Annunci
festival, filosofia

Festival di filosofia 2018

Da venerdì 14 a domenica 16 settembre a Modena, Carpi e Sassuolo quasi 200 appuntamenti fra lezioni magistrali, mostre, concerti, spettacoli e cene filosofiche. Tra i protagonisti Bodei, Bianchi, Cacciari, Galimberti, Marzano, Massini, Pagnoncelli, Recalcati, Severino, Vegetti Finzi, Augé, Eilenberger, Nida-Rümelin, Sloterdijk, Sperber

Dedicato al tema verità, il festivalfilosofia 2018, in programma a Modena, Carpi e Sassuolo dal 14 al 16 settembre in 40 luoghi diversi delle tre città, mette a fuoco i discorsi di verità mostrando i transiti tra vero e falso. La diciottesima edizione del festival prevede lezioni magistrali, mostre, spettacoli, letture, giochi per bambini e cene filosofiche. Gli appuntamenti saranno quasi 200 e tutti gratuiti.

Il festival è promosso dal “Consorzio per il festivalfilosofia”, di cui sono soci i Comuni di Modena, Carpi e Sassuolo, la Fondazione Collegio San Carlo di Modena, la Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi e la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena. Piazze e cortili ospiteranno oltre 50 lezioni magistrali in cui maestri del pensiero filosofico si confronteranno con il pubblico sul valore singolare-plurale di verità esplorandone soprattutto le pratiche, tra prove e testimonianze, confessioni e falsità, nei luoghi emblematici dell’archivio, del laboratorio, del tribunale e del web.

Quest’anno tra i protagonisti si ricordano, tra gli altri, Enzo Bianchi, Massimo Cacciari, Luciano Canfora, Roberto Esposito, Umberto Galimberti, Michela Marzano (Lectio “Coop Alleanza 3.0”), Stefano Massini, Salvatore Natoli, Nando Pagnoncelli (Lectio “Rotary Club Gruppo Ghirlandina”), Massimo Recalcati, Emanuele Severino, Carlo Sini, Armando Torno (Lectio “Confindustria Emilia Centro”), Silvia Vegetti Finzi e Remo Bodei, Presidente del Comitato scientifico del Consorzio. Tra i filosofi stranieri, i francofoni Christian Delage, Jean-Luc Nancy, Judith Revel, Dan Sperber, Annette Wieviorka e Marc Augé, che fa parte del comitato scientifico del Consorzio; e i tedeschi Wolfram Eilenberger, Julian Nida-Rümelin (Lectio “Gruppo Hera”) e Peter Sloterdijk. Ventiquattro in totale i volti nuovi.

Il programma filosofico del festival propone anche la sezione “la lezione dei classici”: esperti eminenti commenteranno i testi che, nella storia del pensiero occidentale, hanno costituito modelli o svolte concettuali rilevanti per il tema della verità: dalla professionalizzazione della verità con il movimento sofistico, passando per il coraggio socratico della testimonianza nel processo, fino alla sistemazione della teoria della verità in Aristotele. Per l’età moderna si discuterà il fondamento teologico del razionalismo cartesiano, mentre sul piano politico verrà messa in risalto la relazione tra autorità e verità nella dottrina di Hobbes. Con una lezione su Nietzsche si discuterà la più influente versione della coincidenza tra verità e illusioni, mentre gli scritti di Foucault sulla “parresia” serviranno per illuminare la concezione della verità come pratica.

comunicato stampa http://www.festivalfilosofia.it

 

editoria

La Terra dei Padri

Presso il Circolo La Terra dei Padri di Modena, 10 case Editrici riunite nella Federazione Revolvere, esporranno una sintesi dei loro migliori testi; durante i due giorni del Festival ci saranno conferenze, una cena comunitaria ed un concerto del gruppo La Vecchia Sezione. Il Festival riunirà una serie di case editrici che da tempo sostengono una linea editoriale di autori e di pubblicazioni non conformi con il “Pensiero Unico” attualmente dominante. Su questo evento pubblicheremo il dettaglio dei vari imomenti di cui si comporrà questa iniziativa e di coloro che interverranno nelle diverse conferenze. Il FESTIVAL dell’EDITORIA  NON CONFORME  inizierà  il sabato 26 Maggio, alle ore 11,15 con un incontro sulla Palestina, con il giornalista siriano Ouday Ramadan e con il segretario politico dell’Organizzazione della Liberazione della Palestina Taysir Abou Baker in collegamento via SKYPE. Trattandosi di evento di autofinanziamento del Circolo,come previsto dallo Statuto del Circolo, l’ingresso sarà libero a soci e non soci. La sede del Circolo si trova a Modena, in via N. Biondo, 297.

Arte, fotografia

A cosa serve l’utopia

a cura di Chiara Dall’Olio e Daniele De Luigi

Inaugurazione: 27 aprile 2018, ore 18
Periodo mostra: 28 aprile – 22 luglio 2018
Galleria Civica di Modena
Sale superiori, Palazzo Santa Margherita
Corso Canalgrande 103, Modena

Inaugura venerdì 27 aprile 2018 alle ore 18 alla Galleria Civica di Modena la mostra A cosa serve l’utopia, a cura di Chiara Dall’Olio e Daniele De Luigi, prodotta da FONDAZIONE MODENA ARTI VISIVE nell’ambito del festival Fotografia Europea dedicato quest’anno al tema “RIVOLUZIONI. Ribellioni, cambiamenti, utopie.”

Il titolo della mostra è tratto dal paragrafo “Finestra sull’utopia” del volume Parole in cammino di Eduardo Galeano (1940-2015). Lo scrittore uruguaiano descrive l’utopia come un orizzonte mai raggiungibile, che si allontana da noi di tanti passi quanti ne facciamo. Chiedendosi “a cosa serve l’utopia”, si risponde “a camminare”.

Coniato nel Cinquecento da Thomas More, il termine utopia è passato progressivamente nel corso dei secoli a indicare non solo un luogo astratto o irraggiungibile, ma anche un progetto di società possibile, in cui perseguire obiettivi concreti come l’uguaglianza sociale, i diritti universali, la pace mondiale. Le rivoluzioni del Novecento ne hanno delineato una duplice natura: da una parte sogno concreto, speranza nel cambiamento, fiducia nel futuro; dall’altra capovolgimento in distopia, un modello di società che reprime le libertà dell’uomo e lascia un’amara disillusione verso gli ideali infranti o traditi.

La mostra esplora la tensione tra queste due dimensioni attraverso una selezione di fotografie e video di artisti e fotografi italiani e internazionali, provenienti dai patrimoni collezionistici gestiti da FONDAZIONE MODENA ARTI VISIVE e appartenenti alla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena e al Comune di Modena/Galleria Civica, nello specifico la Raccolta della Fotografia avviata nel 1991 con la donazione della raccolta dell’artista e fotografo modenese Franco Fontana.

Le opere delle collezioni modenesi sono poste in dialogo con una serie di immagini scelte dagli archivi della Magnum, la prestigiosa agenzia fondata a New York e Parigi nel 1947 da Henri Cartier-Bresson, Robert Capa, George Rodger e David Chim Seymour. Le fotografie Magnum, stampate su grande formato, ritraggono attraverso l’occhio di celebri fotoreporter come Abbas, Bruno Barbey, Ian Berry e Alex Majoli, momenti culminanti di rivolta divenuti iconici nell’immaginario collettivo come il Sessantotto a Parigi e Tokyo, la caduta del Muro di Berlino nel 1989, oppure il movimento per i diritti civili negli Stati Uniti negli anni Sessanta fino alla Primavera araba.

A cosa serve l’utopia istituisce una duplice dialettica: quella tra la ciclica alternanza di costruzione e frantumazione di un ideale, ma anche un dialogo serrato tra immagini create per differenti scopi — le une usate per raccontare a caldo sui media l’attualità politica, le altre per riflettere a freddo su fallimenti e cambiamenti, eredità e prospettive — che dà vita a un confronto tra pratiche fotografiche apparentemente contrastanti eppure profondamente connesse.

Il percorso espositivo inizia con uno scatto emblematico del 1968 in cui studenti parigini, fotografati da Bruno Barbey si passano di mano in mano dei sampietrini. Segue Omaggio ad Artaud di Franco Vaccari che celebra il potere dell’invenzione linguistica di far immaginare ciò che non esiste, e prosegue con alcune immagini evocative dell’utopia comunista: dopo la gigantografia di Lenin fotografata da Mario De Biasi a Leningrado (1972), appare l’immagine creata dal rumeno Josif Király di alcuni ragazzi che nel 2006 passano il tempo libero seduti su una statua abbattuta del leader sovietico. Piazza San Venceslao a Praga nel 1968, fotografata da Ian Berry e gremita di giovani che si ribellavano all’occupazione russa, fa da contraltare alle opere che mostrano la sorte beffarda che subiscono talvolta le icone delle rivoluzioni: è il caso della serie Animal Farm (2007) della ceca Swetlana Heger, che mostra sculture di animali presenti nei parchi di Berlino le quali, secondo le informazioni raccolte dall’artista, sarebbero state realizzate con il bronzo della monumentale statua di Stalin rimossa nel 1961 dalla Karl-Marx-Allee; oppure di Sale of Dictatorship (1997-2000) dello slavo Mladen Stilnović, in cui i ritratti di Tito passano dalle vetrine dei negozi alle bancarelle dei mercatini di memorabilia.

Il percorso prosegue con alcune immagini riferite al Medioriente e ai suoi conflitti mai sanati: da quello iraniano con la rivoluzione khomeinista, testimoniata da uno scatto di Abbas nel 1978 e la rilettura fatta di quegli eventi in Rock, Paper, Scissors (2009) da Jinoos Taghizadeh — che marca l’enorme distanza che separa speranze di cambiamento e realtà — al conflitto israelo-palestinese, evocato dalle torri militari di avvistamento presenti in Cisgiordania che Taysir Batniji ha chiesto di documentare clandestinamente a un fotografo palestinese (2008), fino alle lettere che un detenuto libanese, imprigionato durante l’occupazione israeliana nel Libano meridionale, ha inviato dal carcere ai suoi cari e che Akram Zaatari ha fotografato nel lavoro Books of letters from family and friends (2007). Completa questo gruppo di opere uno scatto di Charles Steele-Perkins che racconta proprio quei disordini del 1982.

La difesa della memoria storica intesa non solo come un omaggio alle vittime delle ingiustizie passate, ma anche come un atto di resistenza contro quelle future, è presente nella ricerca condotta in Cile da Patrick Zachmann sui luoghi teatro dei crimini del regime di Pinochet. Una serie di ritratti (tra gli altri di Francesco Jodice, Luis PoirotMelina Mulas) incarnano altrettante e diverse forme di resistenza attive e passive, che si oppongono tanto a brutali repressioni quanto a forme di segregazione o controllo sociale in Tibet come in Giappone o in Tunisia. Due fotografie del 1963 di Leonard Freed rappresentano il sogno di uguaglianza del Movimento per i diritti civili in America. Il breve video dell’artista di origini peruviane Ishmael Randall Weeks rende onore, con una poetica metafora, a chi lotta per non cadere. Le opere di Filippo Minelli e del collettivo Zelle Asphaltkultur, pur frutto di azioni artistiche assai differenti (l’innesco di fumogeni colorati in contesti naturali idilliaci il primo, la realizzazione illegale di grafiche di esplosioni su vagoni ferroviari il secondo), sfruttano l’immaginario comune legato ai disordini e alla violenza per riflettere sul senso che esso assume nel mondo contemporaneo. La mostra si chiude con una delle utopie oggi più diffuse, quella pacifista, che proietta sull’intera comunità umana il sogno dell’assenza di conflitto e di una fratellanza universale. Il video di Yael Bartana A Declaration (2006) in cui un uomo a bordo di un’imbarcazione approda su uno scoglio dove campeggia una bandiera israeliana e la sostituisce con un albero di ulivo, sembra indicarci ciò che è necessario per perseguire questo ideale: visionarietà, coraggio, simboli condivisi, poesia.

Galleria Civica di Modena e Fondazione Fotografia Modena fanno parte – insieme a Museo della Figurina – di FONDAZIONE MODENA ARTI VISIVE, istituzione diretta da Diana Baldon e dedicata alla presentazione e alla promozione dell’arte e delle culture visive contemporanee.

Con opere di: Abbas, Bruno Barbey, Yael Bartana, Taysir Batniji, Ian Berry, Fabio Boni, Mario De Biasi, Leonard Freed, Paula Haro Poniatowska, Swetlana Heger, Alejandro Hoppe, Jorge Ianiszewski, Francesco Jodice, Iosif Király, Alex Majoli, Filippo Minelli, Daido Moriyama, Melina Mulas, Oscar Navarro, Ulises Nilo, Luis Poirot, Mark Power, Ishmael Randall Weeks, Aldo Soligno, Chris Steele-Perkins, Mladen Stilinović, Jinoos Taghizadeh, Franco Vaccari, Pedro Valtierra, Akram Zaatari, Patrick Zachmann, Zelle Asphaltkultur.

 

biglietti
intero 6 €
ridotto 4 €
– per gruppi di almeno 10 persone con prenotazione, studenti certificati dai 18 ai 26 anni, guide turistiche con tesserino in corso di validità, abbonati Trenitalia (abbonamento regionale Emilia Romagna annuale, mensile, settimanale), soci Coop Alleanza 3.0, iscritti FAI, soci Touring Club Italiano con accompagnatore, abbonati stagione teatrale del Teatro Comunale di Modena ed Emilia Romagna Teatro, possessori youngERcard
– a fronte della presentazione del biglietto di ingresso a Fotografia Europea
Con il biglietto di ingresso alla mostra A cosa serve l’utopia si potrà usufruire di una riduzione del biglietto di ingresso a Fotografia Europea, da 15 € a 12 €
gratuito
under 18 e over 65, disabili con accompagnatore, scuole: classi di ogni ordine e grado accreditati e accompagnati dal rispettivo docente, studenti certificati della scuola di alta formazione di Fondazione Fotografia, giornalisti accreditati o con tesserino in corso di validità, tesserati AMACI, tesserati ICOM, il primo accompagnatore di un bambino sotto i 10 anni
ingresso libero
ogni prima domenica del mese (iniziativa Mibact #domenicalmuseo)
19 maggio in occasione della Notte Europea dei Musei (ore 19-24)
servizi educativi
visite guidate
durante l’orario di mostra rientrano nel costo del biglietto (cumulativo o singolo) valido per accedere alla mostra e non prevedono costi aggiuntivi
laboratori didattici
per bambini fino ai 10 anni (con un accompagnatore adulto) sono gratuiti. I laboratori per le scuole, svolti anche fuori dall’orario di mostra, sono gratuiti
eventi collaterali
rientrano nel costo del biglietto (cumulativo o singolo) valido per accedere alla mostra

 

Archeologia

Mutina splendidissima

MUTINA SPLENDIDISSIMA
Ritorna a Modena la street art 3D

Sabato 7 e domenica 8 aprile dalle 10 alle 18 in centro storico a Modena si ripropongono le opere di Varchi nel Tempo che svelano i monumenti romani sepolti

Nell’ultimo weekend di apertura della mostra Mutina Splendidissima al Foro Boario di Modena, visitabile fino a domenica 8 aprile, ritorna una delle iniziative più apprezzate da cittadini e visitatori tra quelle organizzate per i 2200 anni della fondazione della città romana sulla via Emilia.

 

Sabato 7 e domenica 8 aprile dalle 10 alle 18 si riaprono i “Varchi nel tempo” dopo il grande successo nel maggio scorso con 30.000 visitatori affascinati da un’arte decisamente spettacolare. Le opere 3D realizzate dai cinque artisti internazionali, Kurt Wenner, Julian Beever, Leon Keer, Eduardo Relero e Vito Mercurio, vengono di nuovo esposte nel centro storico. Fanno rivivere l’anfiteatro, le terme, la domus, le mura e il capitolium di Mutina nei luoghi che ne custodiscono i resti: Palazzo Carandini, Palazzo della Provincia, Piazza Grande, Piazza Roma, il sagrato della chiesa di San Biagio.

 

Eccezionalmente sarà presente per l’occasione l’artista Eduardo Relero, che regalerà alla città un altro scorcio visionario delle antiche terme che avevano sede dove ora c’è il Palazzo della Provincia in viale Martiri della Libertà.

 

L’iniziativa nasce da un inedito connubio fra archeologia e street art 3D, particolarmente riuscito a Modena che conserva i resti della “splendidissima Mutina” ad alcuni metri di profondità, nel sottosuolo del centro storico. La straordinaria tecnica “anamorfica” degli street artisti è riuscita a creare sprofondamenti illusionistici nel terreno capaci di “svelare” i più rappresentativi monumenti sepolti.

 

Sabato e domenica in ogni postazione sarà presente un archeologo dei Musei Civici per illustrare al pubblico la città sotto alla città.

Per chi si farà un “selfie” davanti a uno dei varchi nel tempo e lo presenterà all’ingresso della mostra Mutina Splendidissma, l’ingresso è gratuito.

Negli stessi orari di svolgimento dell’iniziativa, sabato e domenica dalle 10 alle 18, è possibile visitare il Laboratorio delle Macchine Matematiche dell’Università, in via Camatta 15, che espone prospettografi ed esempi di anamorfosi ottiche.

 

Mutina Splendidissma è visitabile fino all’8 aprile; venerdì dalle 9 alle 22; sabato e domenica dalle 10 alle 19.

Biglietti: intero € 10; ridotto € 7 e 5. Informazioni sul sito web

www.mutinasplendidissima.it

festival

Futuri digitali

Da venerdì 29 settembre teatro Storchi, San Filippo Neri, biblioteca Delfini, Musei e Comune ospitano conferenze, talk e laboratori. In bus tra luoghi dell’innovazione

Prende il via venerdì 29 settembre “After Futuri Digitali – Modena Smart Life”, il primo festival nazionale sul digitale che trasformerà per tre giorni Modena in un laboratorio urbano di applicazione della Banda Ultra Larga. Al tema “Connettere – Strategia Nazionale della Banda Ultra Larga” saranno interamente dedicate conferenze, incontri e dimostrazioni della tre giorni.

Nella prima giornata After propone conferenze, talk, laboratori e dimostrazioni pratiche per raccontare il futuro già possibile grazie alla connettività e processi di digitalizzazione.

Alle 9 al San Filippo Neri si parte con il laboratorio “Digital Changemakers” condotto da Open Group in cui i partecipanti, anche grazie alla piattaforma You Rock http://www.yourock.jobs/it, potranno misurare propri talenti e skill in un’ottica proattiva. Contemporaneamente alle 10 all Biblioteca Delfini si svolge “Ubiquità cercasi. La banda ultra larga nelle aree rurali e montane”, relatori ed esperti discutono della scommessa che si sta giocando nelle aree rurali e montane: la diffusione della Banda Ultra Larga come strumento di sviluppo e cambiamento.

Alle 10.30 al Teatro Storchi va in scena “Si può fare! 30 azioni per fare amministrazione digitale”, incontro curato dai coordinatori delle 9 Comunità Tematiche dell’Agenda Digitale dell’Emilia-Romagna, che anticipa la Prima Conferenza Nazionale sullo stato di attuazione del Piano Nazionale Banda Ultra Larga di sabato 30 settembre al quale parteciperanno partner istituzionali di Ministero, Regione, Comune e rappresentati di altre istituzioni, tra cui la Commissione Europea e l’Anci.

Alle 14 dal Teatro Storchi di largo Garibaldi 15 parte il tour fra spazi privati e pubblici della città dove si sviluppano idee innovative: Fab Lab, Centri di co-working e Palestra digitale. Il tour, della durata indicativa di un paio d’ore, si svolge su un bus offerto da Seta e vede la presenza a bordo dei referenti delle strutture che saranno visitate.

Alle 15 alla Biblioteca Delfini si svolge la conferenza “Noi vogliamo il wi-fi! La connettività è un diritto umano?”: l’eurodeputata Cecile Kyenge, insieme ad altri relatori esperti di inclusione digitale, affronteranno il fenomeno dell’immigrazione e della connettività digitale come canale attraverso cui intercettare, aiutare e valorizzare la presenza dei migranti.

Al San Filippo Neri (ore 15) c’è “Come ti invecchio bene al tempo della Banda Ultra Larga”. Rappresentanti della società cooperativa sociale Anziani e non Solo e del progetto Activage discuteranno di come tecnologie digitali e soluzioni smart living possono contribuire a far sì che le persone anziane partecipino il più a lungo e attivamente possibile alla vita sociale e a migliorare la loro qualità di vita.

Alle scuole Mattarella (ore 15) è in programma “Dire, fare, twittare. Alla scuola serve la BUL”. I nativi digitali non devono ‘imparare il digitale’, semmai capire cosa farci e nel mediare questo processo di apprendimento la scuola ha un’enorme responsabilità. Damien Lanfrey, Chief Innovation Officer del Miur, insegnanti ed esperti di progetti digitali nel mondo della scuola discutono di quali politiche servono per dare pari opportunità di accesso alle tecnologie.

Alle 17 al Teatro Storchi va in scena “Generazione Y. Che ci facciamo con tutta questa banda?”: il teologo Vito Mancuso e il giornalista de ‘Il Sole 24 Ore’ Luca De Biase accompagneranno le riflessioni di tre tra i più seguiti giovani youtuber italiani, Enzuccio, ShantiLives e Sabaku No Maiku, per comprendere alla luce della loro esperienza il fenomeno youtube e la sua valenza economica e sociale.

A Palazzo Comunale (ore 17) si svolge “Il digitale nei servizi alle imprese”. La connessione a banda ultra larga è indispensabile per garantire ad imprese e cittadini servizi efficienti e all’altezza delle sfide imposte dal nostro tempo. Enrico Pagliarini, conduttore di 2024 su Radio 24, intervisterà Damiano Pietri (Confartigianato) Luca Puccini (Lapam) e Pablo Pellegrini (SB Italia) per comprendere come soddisfare le aspettative e le esigenze delle piccole, medie e micro imprese.

A Palazzo Dei Musei  (ore 17.30) Piacere Modena presenta GUSTI.a.MO17 Tutto il Bello e il Buono di Modena, Navigando tra Cibo e Arte del Territorio, un talk show che pone sotto i riflettori l’importanza della relazione tra cibo, arte, territorio e cultura a Modena nel ventennale del riconoscimento Unesco al complesso monumentale di Piazza Duomo. Al termine seguirà un percorso guidato a tema arte e cibo ai Musei Civici di Modena.

Nel complesso San Geminiano alle 20 con “Visioni Digitali” esperti in visione artificiale, cinematografia, editor e regia parleranno del video come strumento di cultura, divertimento, interazione virtuale e conoscenza nelle nuove professioni per la computer vision e l’intelligenza artificiale.

In chiusura di giornata, il concerto “Modena 29 settembre” della Premiata Forneria Marconi – All The Best, alle 21 in Piazza Roma.

Durante tutta la durata della manifestazione (29 settembre – 1 ottobre) la Galleria Europa e Piazza Grande ospitano un’esposizione interattiva a cura dei technical partner della manifestazione dove la realtà aumentata sarà a disposizione di tutti, con robot e software che trasformano l’irreale in tangibile.

Per informazioni: http://www.afterfestival.it

illustrazione

L’arte in tasca

L’arte in tasca
Calendarietti, réclame e grafica 1920-1940
15 settembre 2017 – 18 febbraio 2018

Al Museo della Figurina di Modena, una mostra sui piccoli capolavori dell’Art Déco: i calendarietti tascabili, piccoli omaggi profumati nati tra il 1920 e il 1940 dal talento di artisti, grafici, pubblicitari e illustratori dell’epoca.

A Palazzo Santa Margherita (corso Canalgrande 103, Modena), dal 15 settembre 2017 al 18 febbraio 2018, L’arte in tasca. Calendarietti, réclame e grafica 1920-1940, a cura di Giacomo Lanzilotta, approfondisce una forma d’arte molto diffusa in quel ventennio che intercorre tra la due guerre mondiali e che vede anche la nascita e l’evoluzione dell’Art déco: i calendari da tasca, i cosiddetti ‘calendarietti del barbiere’, rappresentati in mostra da ottanta esemplari, per un totale di oltre 300 immagini, accanto ai prodotti affini a quel mondo – réclame, etichette, confezioni di profumi, cosmetici e oggetti rari come un curioso apparecchio spuzza-profumo a monete degli anni Trenta  – in un percorso espositivo suddiviso per tematiche (dalla profumeria alla seduzione fino al fascino dell’Oriente, passando per letteratura e spettacolo)  e illustratori.

La mostra è prodotta in occasione del festivalfilosofia 2017, dedicato quest’anno alle Arti, dal Museo della Figurina in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena.

Nella prima metà del ‘900, i calendarietti condividono con le figurine il piccolo formato, le tecniche di stampa, la serialità, la vocazione a diventare oggetti da collezione e, soprattutto, il fatto di veicolare messaggi pubblicitari, funzione che in seguito le figurine perderanno. Specchio dei gusti, delle tecniche pubblicitarie e dei consumi del secolo scorso, i calendarietti rappresentano documenti preziosi anche dal punto di vista della storia della grafica e più in generale dell’arte, poiché frequentemente disegnati e firmati da artisti famosi, altra cosa che li distingue dalle figurine, i cui autori sono spessissimo ignoti.

Quella tra il 1920 e il 1940 è la stagione più felice per i calendarietti e la micrografica sia per l’apporto di illustratori di grande richiamo – da Codognato a De Bellis, da Carboni a Romoli, solo per fare qualche nome – sia per lo stile di cui erano significativi testimoni: quei prodotti rappresentavano il risultato di un’estetica nuova, ricca di fascino ed eleganza, che presto si definì come l’imperante gusto déco. Un linguaggio figurativo fondato su una ricercata armonia geometrica, ridondante di motivi ritmici quali scacchiere, cerchi concentrici, linee segmentate onnipresenti nella decorazione dei costumi e degli arredi, dove le storie erano spesso rappresentate in ambientazioni da sogno, tra le profusioni d’oro e di argento che ne ornavano le pagine.

Profumato con qualche essenza spesso reclamizzata all’interno, nel suo formato più diffuso il piccolo almanacco si presentava in forma di libriccino di dodici o sedici facciate. Ciò che poi lo ha fatto diventare un genere artistico autonomo degno di rilevanza e oggetto di collezionismo, sono stati i suoi contenuti, le incantevoli pagine a colori finemente illustrate in cui i mesi del calendario campeggiavano all’interno di una tematica: la bellezza delle dive del cinema, le avventure d’amore lette nei libri o viste a teatro, gli eroi e i grandi personaggi della storia, il fascino dei lontani paesi esotici, e tutto ciò che poteva offrire innocenti evasioni della fantasia, ispirate dalle immagini seducenti e dalle fragranze che quelle pagine emanavano.

Ma al di sopra di ogni altra cosa è stato il mondo della bellezza, dei profumi e dei cosmetici il tema dominante che ha influito non poco per la fortuna stessa di questo genere artistico: il legame tra i calendarietti tascabili, la loro profumazione e le correlate réclame delle diverse case produttrici è stato infatti uno dei fattori più importanti per la loro stessa popolarità, permettendo che quei piccoli foglietti illustrati fungessero da veicolo pubblicitario gradevole e duraturo nelle tasche di intere generazioni.


Accompagna la mostra il catalogo L’arte in tasca. Calendarietti, réclame e grafica 1920-1940 (Franco Cosimo Panini) con testi del curatore Giacomo Lanzilotta e di Maurizio De Paoli. Accanto un ampio repertorio iconografico di circa 300 immagini, i testi di Giacomo Lanzilotta mettono in luce per la prima volta in maniera completa e sistematica le biografie di artisti noti e meno noti che hanno lavorano nella micrografica. Maurizio De Paolo si concentra invece su un’analisi storica approfondita di questa particolare forma d’arte.

Sabato 16 e domenica 17 settembre dalle 16.00 alle 18.00 a ciclo continuo, sarà possibile partecipare a Questione di naso. Indovina l’odore, percorso olfattivo a ingresso libero per testare le nostre capacità di riconoscere gli odori. Ai partecipanti, grandi e piccoli, un piccolo omaggio profumato.

mostra L’arte in tasca. Calendarietti, réclame e grafica 1920-1940
a cura di Giacomo Lanzilotta
sede Museo della figurina, Palazzo Santa Margherita, Corso Canalgrande n. 103 – Modena
periodo 15 settembre 2017 – 18 febbraio 2018
prodotta in collaborazione con Fondazione Cassa di Risparmio di Modena
percorso olfattivo Questione di naso. Indovina l’odore, sabato 16 e domenica 17 settembre, dalle 16.00 alle 18.00 (a ciclo continuo, ingresso libero)
Orari
da mercoledì a venerdì 10.30-13; 15-19
sabato, domenica e festivi 10.30-19
lunedì e martedì chiuso
Orari per il festivalfilosofia
venerdì 15: 9-23
sabato 16: 9-01
domenica 17: 9-21
Ingresso gratuito
Info http://www.museodellafigurina.it – tel. 059 2032919
Ufficio stampa Pomilio Blumm
Irene Guzman tel. 349 1250956, irene.guzman@comune.modena.it

 

didascalie immagini:

Les fleurs niçoises Bruyère,1930-40, Pubblicità profumeria Cosmydor, Parigi, Etichetta per scatola di saponi profumati

Balli Russi, 1928. llustratore Sergio Nicolò De Bellis, Pubblicità Farmacia Boscia, Pesaro, Calendarietto

fantascienza

Il campo dei santi

Steve Bannon, consigliere strategico di Donald Trump, ha dichiarato di essere un lettore appassionato di Raspail e ha fatto più volte riferimento al suo libro più celebre: «L’Europa centrale e poi quella occidentale e settentrionale sono quasi sottoposte a un’invasione del tipo Campo dei Santi» (ottobre 2015), «In Europa tutta la questione ruota intorno all’immigrazione, ed è un problema mondiale ormai, questa specie di Campo dei Santi globale» (gennaio 2016); «Quella a cui assistiamo non è una migrazione, è davvero un’invasione. Per me è il Campo dei Santi» (sempre gennaio 2016).

https://it.wikipedia.org/wiki/Il_campo_dei_santi

Arte, mostre

Alfabeta

Giovedì 20 aprile, ore 18.00

Alfabeta. Dalle origini alla collezione della Galleria Civica di Modena
Incontro con Gino Di Maggio e Flaminio Gualdoni
nell’ambito della mostra Alfabeta 1979-1988

Galleria Civica di Modena, Palazzo Santa Margherita, sale superiori
Corso Canalgrande, 103 – Modena
ingresso gratuito

Nell’ambito della mostra Alfabeta 1979-1988. Prove d’artista nella collezione della Galleria Civica di Modena, giovedì 20 aprile alle 18,00 incontreremo Gino Di Maggio e Flaminio Gualdoni per un approfondimento sulle origini della storica rivista di informazione culturale “Alfabeta”, sul clima e i propositi che portarono alla nascita del mensile, arrivando fino all’acquisizione delle prove d’artista all’interno della collezione della Galleria Civica.

Un’occasione importante che vede come protagonisti Gino Di Maggio, cofondatore e membro del comitato di redazione ed editore di Alfabeta e Flaminio Gualdoni, direttore dell’istituto modenese dal 1988 al 1994, che diede avvio alla Raccolta del Disegno Contemporaneo  nell’88 e che si adoperò per l’acquisizione delle Prove d’artista.

Gino Di Maggio è collezionista, promotore e organizzatore di importanti mostre ed eventi di arte contemporanea. Avvicinandosi all’arte contemporanea giapponese negli anni Sessanta grazie all’amicizia con Allan Kaprow, diventa il principale promotore del movimento Fluxus in Italia. Editore di periodici d’arte e numerose riviste, tra cui “Alfabeta” e “Bullshit”, fonda a Milano nel 1989 la Fondazione Mudima (www.mudima.net) la prima Fondazione italiana costituita per l’arte contemporanea, con lo scopo di realizzare un programma articolato dedicato alle esperienze internazionali nel settore dell’arte visiva, della musica e della letteratura contemporanea.

Flaminio Gualdoni insegna storia dell’arte all’Accademia di Belle Arti di Brera, a Milano, dal 1980. Dal 1988 al 1994 è stato direttore della Galleria Civica di Modena; successivamente dei Musei Civici di Varese e della Fondazione Arnaldo Pomodoro di Milano. È curatore di numerose mostre pubbliche di arte contemporanea e ha collaborato con diverse testate tra cui “Il Corriere della Sera”, in particolare con rubriche d’arte su “Il Giornale dell’arte”, “La Domenica del Corriere”, “Italia Oggi”, “Gente”, Rai Radio2, Rai Radio3. Dirige “FMR” tra il 2005 e il 2009, nel cui ambito fonda “La rivista bianca FMR”.
Fondatore del gruppo [epidemiC], nel 2011 realizza con Luca Lampo L’atlante dell’arte italiana (www.atlantedellarteitaliana.it). Scrive sul blog personale flaminiogualdoni.com.

La mostra
L’esposizione Alfabeta 1979-1988. Prove d’artista nella collezione della Galleria Civica di Modena, realizzata anche grazie alla collaborazione di Fondazione Mudima, Milano, è dedicata alle 66 Prove d’artista realizzate da 49 autori per la storica rivista di informazione culturale “Alfabeta” tra il 1983 e il 1988.
Il nucleo di opere su carta (composto da disegni, collage, grafiche e fotografie), tra i primi ad entrare a far parte della collezione della Galleria Civica di Modena sul finire degli anni Ottanta, in seguito alla chiusura del mensile, si presenta come un prezioso e raro spaccato di quello che è stato un fenomeno culturale importante, mosso dallo spirito della neoavanguardia.
I 66 lavori acquisiti dalla Galleria Civica nel 1989, grazie al sostegno del CME Consorzio Modenese Edili ora CME Consorzio Imprenditori Edili Soc. Coop. (www.cmeconsorzio.it), fanno parte della Raccolta del disegno avviata nel 1988 da Flaminio Gualdoni, allora direttore dell’Istituto. Un patrimonio che, tra acquisizioni e comodati, conta oggi oltre 4000 fogli di autori contemporanei a testimonianza della cultura disegnativa italiana del XX secolo.
In mostra opere di: Rina Aprile, Enrico Baj, Paolo Baratella, Gianfranco Baruchello, Alighiero Boetti, Anna Valeria Borsari, Eugenio Carmi, Giovanni Carta, Tommaso Cascella, Loriana Castano, Pietro Coletta, Giovanni D’Agostino, Dadamaino, Sergio Dangelo, Piero Del Giudice, Lucio Del Pezzo, Beppe Devalle, Piero Dorazio, Gillo Dorfles, Pablo Echaurren, Omar Galliani, Piero Gilardi, Gian Paolo Guerini, Emilio Isgrò, Ugo La Pietra, Alberto Magnaghi, Luigi Malerba, Enzo Mari, Giuliano Mauri, Fausto Melotti, Alessandro Mendini, Aldo Mondino, Claudio Olivieri, Giulio Paolini, Gianfranco Pardi, Goffredo Parise, Claudio Parmiggiani, Luca Patella, Concetto Pozzati, Carlo Ramous, Liberio Reggiani, Marco Nereo Rotelli, Toti Scialoja, Loreno Sguanci, Giuseppe Spagnulo, Aldo Spoldi, Emilio Tadini, Grazia Varisco, William Xerra.
Accompagna la mostra un catalogo edito da Fondazione Mudima, con testi di Mario Bertoni, Flaminio Gualdoni e Francesca Mora oltre alla riproduzione delle opere esposte in mostra.

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Arte, fotografia

Conferenza e mostra fotografica

MOSTRI, BESTIARI E POPOLI FAVOLOSI. LE METOPE ED I LEONI DEL DUOMO NELL’IMMAGINARIO DEL MEDIO EVO
INCONTRO CON GIOVANNA CASELGRANDI
GIOVEDÌ 21 APRILE, ORE 18.00

Galleria civica di Modena, Palazzo Santa Margherita, corso Canalgrande 103

ingresso gratuito

 

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Giovedì 21 aprile, alle ore 18.00, nell’ambito della mostra “Nino Migliori, Lumen. Leoni e metope del Duomo di Modena”, in corso fino al 5 giugno, alla Galleria civica di Modena nella sede di Palazzo Santa Margherita, si terrà un incontro con Giovanna Caselgrandi, direttrice dei Musei del Duomo, dal titolo Mostri, bestiari e popoli favolosi. Le Metope ed i Leoni del Duomo nell’immaginario del Medio Evo.

 

Le fotografie di Nino Migliori donano un nuovo fascino ai “mostri di pietra” della Cattedrale: luci e ombre sollecitano la nostra immaginazione e attirano il nostro sguardo. Perché le cattedrali medievali erano “abitate” da animali reali e immaginari, da creature fantastiche e mitologiche? Perché non c’era timore a raffigurare ammalianti sirene e pericolosi draghi dentro e fuori le chiese? Queste domande trovano risposta nel significato che tali raffigurazioni rivestivano all’interno dell’immaginario simbolico del Medioevo.

Attraverso l’analisi delle opere ed il loro confronto con i Bestiari, le Enciclopedie e le Mappe del mondo antico questo ricco apparato di immagini e di simboli troverà nella lezione di Giovanna Caselgrandi, una lettura esauriente, rivelandoci un Medioevo non stereotipato, fonte di stupore e di ammaestramento.

 

L’esposizione  “Nino Migliori, Lumen. Leoni e metope del Duomo di Modena”, promossa e organizzata dalla Galleria civica di Modena e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena in collaborazione con Musei del Duomo e Coordinamento Sito Unesco, propone 64 fotografie inedite di Nino Migliori  risultato dell’ultimo progetto di ricerca sulla visione condotto dal fotografo bolognese, che consiste nel fotografare sculture romaniche utilizzando come unica fonte luminosa la luce di una candela, che rende viva l’immagine e vibrante la pietra corrosa dal tempo.

 

Giovanna Caselgrandi Laureata in Lettere e Filosofia all’Università di Bologna con una tesi sul Tesoro dell’Abbazia di Nonantola, ha conseguito il Dottorato di Ricerca in Storia dell’Arte Medievale presso l’Università Ca’Foscari di Venezia.

Dal 1998 è docente di Storia e Simbologia dell’Arte presso l’Istituto Filosofico di Studi Tomistici di Modena. Attualmente è direttrice dei Musei del Duomo e curatrice del Museo Benedettino e Diocesano di Nonantola. Membro della Commissione Diocesana di Arte sacra, è autrice di diverse pubblicazioni e saggi di Storia dell’Arte.

 

Nino Migliori è nato a Bologna nel 1926 dove vive e lavora. La sua fotografia, dal 1948, svolge uno dei percorsi più diramati e interessanti della cultura d’immagine europea. Oggi Migliori è considerato un vero architetto della visione. Ogni sua produzione è frutto di un progetto preciso sul potere della visione, tema, questo, che ha caratterizzato tutta la sua produzione. Le sue opere sono conservate in importanti collezioni pubbliche e private, fra le quali: Mambo, Bologna; Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea, Torino; CSAC, Parma; Museo d’Arte Contemporanea Pecci, Prato; Galleria d’Arte Moderna, Roma; Calcografia Nazionale, Roma; MNAC, Barcellona; Museum of Modern Art, New York; Museum of Fine Arts, Houston; Bibliothèque Nationale, Parigi; Museum of Fine Arts, Boston; Musée Reattu, Arles, SFMOMA, San Francisco.

 

Foto: Nino Migliori, da “Lumen. Leoni e metope del Duomo di Modena”, Antipodi © Nino Migliori 2015.

 

 

conferenza “Mostri, bestiari e popoli favolosi. Le Metope ed i Leoni del Duomo nell’immaginario del Medio Evo”

 

con Giovanna Caselgrandi

 

sede Palazzo Santa Margherita, Sala grande, corso Canalgrande 103, Modena

 

periodo giovedì 21 aprile, ore 18

 

Ingresso gratuito

 

mostra Nino Migliori, Lumen. Leoni e metope del Duomo di Modena

 

da un progetto di Nino Migliori

 

periodo 5 marzo-5 giugno 2016

 

organizzazione e produzione

Galleria civica di Modena

Fondazione Cassa di Risparmio di Modena

 

in collaborazione con

Musei del Duomo

Coordinamento Sito Unesco

 

orari mercoledì-venerdì 10.30-13.00 e 16.00-19.30; sabato, domenica e festivi 10.30-19.30.

Lunedì e martedì chiuso

 

ingresso gratuito

 

le Metope sono visibili presso i Musei del Duomo, via Lanfranco 6, nei seguenti orari: da martedì a domenica 9.30-12-30 e 15.30-18.30. Lunedì chiuso

Ingresso ridotto (3 €) presentando il biglietto rilasciato in sede di mostra

 

i leoni stilofori sono visibili in Duomo nei seguenti orari: da martedì a domenica 7-19; lunedì 7-12.30 e 15.30-19