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Al rogo!

Ecco che sono arrivati al dunque in Francia, per poi replicare in ogni dove. Che cosa significa “perseguire sistematicamente l’antisionismo da un punto di vista penale”? Vietare e far su in un falò i libri di Noam Chomsky, Gilad Atzmon, Yakov M. Rabkin, Norman G. Finkelstein, Ilan Pappé, Shlomo Sand e Israel Shahak e mandare in galera coloro i quali, sul suolo francese, hanno letto queste opere e, magari, hanno avuto pure il “torto” di considerarle meritorie?… Quanti anni di galera si daranno, stante il codice penale “riformato” francese, agli “antisionisti” (cioè a coloro i quali sostengono che, con i palestinesi e a Gaza, Israele opera una oppressione criminale quotidiana…)? 5, 6 oppure 20?… Sarà curioso, direi paradossale nella sua follia, assistere al ritiro, dalle biblioteche e dalle librerie di quella che fu la “patria di Voltaire”, dei testi dei pensatori ebrei antisionisti di cui sopra e alla loro successiva messa al bando e al rogo. E chi possiede copie personali di questi libri, cosa dovrà fare se vorrà evitare il carcere? Costituirsi e consegnarli al commissario di zona prima che sia la polizia a perquisire la sua abitazione privata con l’intento di trovare “il corpo del reato”?… E’ lo specchio dei tempi proporre leggi che istituiscono il reato di opinione in nome della “democrazia” e poi, per farle rispettare, essere costretti a utilizzare il metodo poliziesco e inquisitorio, basato sulla psicosi del sospetto e del complotto, strutturale ai regimi totalitari del XX secolo, tra cui il liberal-liberismo occidentale, il più demagogico di tutti i precedenti.

Paolo Borgognone

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