conferenza, festival, filosofia

Maria Rita Parsi chiude il festival

«L’uomo è pungolato dalla fame, o quantomeno dal pensiero altrettanto allucinante che sarà presto colto dalla fame».

S. Weil, Riflessioni

Appuntamento conclusivo per la decima edizione del Festival Filosofi lungo l’Oglio. Venerdì 17 luglio, alle ore 21.15, in Piazza Unità d’Italia a Castel Mella (Bs) – in caso di pioggia nell’Auditorium G. Gaber, in via Onzato 56 – toccherà alla madrina del Festival, Maria Rita Parsi offrire la riflessione finale sul tema dell’edizione 2015 della kermesse. Maria Rita Parsi – psicoterapeuta, scrittrice, presidente della Fondazione Movimento Bambino nonché membro del Comitato ONU per i Diritti del Fanciullo – terrà una lectio magistralis dal titolo: Pane quotidiano per tutta l’umanità: come estinguere la fame del corpo e la fame d’amore. Modererà l’incontro, Nunzia Vallini, direttore dell’emittente «Teletutto» e vicedirettore del «Giornale di Brescia».

Al termine del suo intervento verrà annunciata la parola chiave della XI edizione del Festival. «Siamo ormai giunti – ha dichiarato il direttore scientifico, Francesca Nodari – al giro di boa finale di questa splendida edizione che ha toccato ben 21 località tra le province di Brescia, Bergamo e Cremona. Un andirivieni tra luoghi carichi di storia che hanno fatto da teatro alle lezioni magistrali dei relatori che si sono, di volta in volta, succeduti riscuotendo un’ampia partecipazione di pubblico e un elevato indice di gradimento. Un pubblico attento e attivo, come hanno mostrato, del resto, gli ampi dibattiti seguiti a ciascuna conferenza e che possono farci asserire, se ci è consentito esprimerci in tal modo, che questo Festival sta diventando sempre più un laboratorio dove la relazione accade trovando una sua trascrizione concreta. Un elemento benaugurante, se si tiene conto della scomparsa del simbolico, più volte evocata, della volontà di potere che domina il pianeta in un incremento vertiginoso delle diseguaglianze. Se la via d’uscita dalle nuove paure che pervadono la società globalizzata è ‘l’utopia dell’educazione’, come ha rimarcato con forza il grande antropologo Marc Augé, forse occorre partire proprio da questi momenti di riflessione, condivisione, tematizzazione perché la chance del XXI secolo cessi di essere un’utopia – termine il cui utilizzo “ha senso solo in rapporto alle politiche reali, che, indipendentemente dai propositi, si muovono tutte in direzioni sbagliate” – e possa essere colta e realizzata fino in fondo».

CHI È MARIA RITA PARSI

Psicoterapeuta e scrittrice, svolge da anni un’intensa attività didattica e di formazione presso università, istituti specializzati, associazioni private. Ha elaborato una metodologia psicologica della «psicoanimazione»: ha fondato e dirige la SIPA (Scuola Italiana di Psicoanimazione). Negli ultimi trent’anni, ha formato migliaia di persone con la metodologia a mediazione creativo-corporea – da lei ideata e messa a punto – per lo sviluppo del potenziale umano. Nel 1986 è stata insignita del titolo di Cavaliere al merito della Repubblica italiana. Nel 1991 Maria Rita Parsi ha dato vita alla Fondazione Movimento Bambino che conta fulcri in tutta Italia e nella Svizzera Italiana per la diffusione del pensiero e dell’arte dei bambini contro gli abusi e i maltrattamenti e per la tutela giuridica, sociale, culturale dei ragazzi. Nel 2012 viene eletta al Comitato ONU per i Diritti del Fanciullo, organismo con sede a Ginevra che ha il compito di verificare che tutti gli Stati aderenti alla Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti del Bambino ne rispettino gli obblighi.
Per Mondadori ha pubblicato tra gli altri: L’amore violato (1996); Le mani sui bambini (1998); La trilogia della città di R. (1999); Più furbi di Cappuccetto Rosso (2000); Fragile come un maschio (2000); Cuore di mostro (2002); L’alfabeto dei sentimenti (2003); Amori imperfetti (2004); La natura dell’amore (2005); Single per sempre (2007); Alle spalle della luna (2009); Ingrati. La sindrome rancorosa del beneficato (2011), Doni. Miracoli quotidiani di gente comune (2012); Amarli non basta. Come comprendere il linguaggio misterioso dei nostri figli e riuscire a comunicare con loro (con A. Gangeri), a cura di F. Zagarella (2013). Ricordiamo inoltre: Onora il figlio e la figlia (con M. B. Toro), Salani, Milano 2006; Un bambino maleducato (con T. Cantelmi, M.B. Toro), Salani, Milano 2007; Il cervello dipendente. Un’intervista di Maria Rita Parsi (con L. Pulvirenti), Salani, Milano 2007; Promiscuità. Confusione, profusione o diffusione, (con F. Zagarella), Compositori, Bologna 2008; La virtù dell’ascolto, in Vizi e virtù, a cura di F. Nodari, Massetti Rodella, Roccafranca 2008, pp. 15-31; L’oppio dei popoli. Quando la religione narcotizza le coscienze (con V. Andreoli, P. Crepet, D. Meghnagi), Piemme, Milano 2009; Amore e destino, in Destino, a cura di F. Nodari, Massetti Rodella, Roccafranca 2009, pp. 35-53; Il corpo delle donne, in Corpo, a cura di F. Nodari, Massetti Rodella, Roccafranca 2010, pp. 111-137; Felice-mente. La felicità al tempo delle escort, a cura di F. Nodari, Massetti Rodella, Roccafranca 2011; L’assassinio di Margherita Lessure, Gruppo Editoriale Viator, Milano 2012; La felicità è contagiosa, Piemme, Milano 2012; Dignitoso come un bambino in Dignità, a cura di F. Nodari, Massetti Rodella, Roccafranca 2012, pp. 103-111; Maladolescenza. Quello che i figli non dicono (con M. Campanella), Piemme, Milano 2014; Manifesto della psicologia umanistica ed esistenziale. Guida alla scelta di un percorso terapeutico (con M. Mastropaolo), Franco Angeli, Milano 2014; Le parole dei bambini. Ascoltarli per capirli, Mondadori, Milano 2014; Amarli non basta. Come comprendere il linguaggio misterioso dei nostri figli e riuscire a comunicare con loro (con A. Gangeri) Mondadori, Milano 2015.

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Riconoscere la fame dell’altro

«Beati i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli»
(Mt 5,10).
«Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia»
(Mt 5,11)
Im en ani li mi li
«Era solito dire: Se non sono io per me, chi è per me? E quand’anche io fossi per me, che cosa sono io? E se non ora, quando?»
(Pirqè Avot I, 14)

La settimana conclusiva della decima edizione del Festival Filosofi lungo l’Oglio si apre con due appuntamenti di grande interesse. Martedì 14 luglio, alle ore 21.15, nel cortile dell’Azienda Le Vittorie, in via Vittorie 11 a Villachiara (Bs), v’è grande attesa per la lectio magistralis di Salvatore Natoli, cittadino onorario del piccolo borgo rivierasco. Il pensatore dello “stare al mondo”, già ordinario di Filosofia teoretica all’Università Milano-Bicocca, terrà una conferenza dal titolo: Fame di giustizia. Modererà l’incontro Tonino Zana, inviato speciale del «Giornale di Brescia», saggista e scrittore. Il giorno successivo, mercoledì 15 luglio, sempre alle ore 21.15, nel cortile dell’oratorio S. Agnese, in Piazza Libertà 38 a Travagliato (Bs) – in caso di pioggia nel Teatro comunale in via Vittorio Emanuele II – interverrà Francesco Paolo Ciglia – ordinario di Filosofia morale e Filosofia della religione all’Università di Chieti-Pescara – con una riflessione su Il pane, il volto e la parola.

«Se da un lato – ha dichiarato il direttore scientifico, Francesca Nodari – Salvatore Natoli rifacendosi ad uno dei dettati evangelici più affascinanti, cruciali e intensi in relazione all’odierna società planetaria: – «Beati quelli che hanno fame e sete di giustizia, perché saranno saziati» (Mt 5,6) – rifletterà sul fatto che la fame che dilania popolazioni intere non sia un mero dato di fatto, ma sia sempre l’effetto di un’ingiustizia: di qui il richiamo all’azione responsabile che implica, per usare il titolo di uno dei volumi del filosofo, un’edificazione di sé e una pratica delle virtù e la necessità di un’azione strutturata e politica perché la lotta alla fame possa veramente dirsi tale. Perché la sofferenza e l’indigenza in cui versano “la vedova, l’orfano e lo straniero” non rimangano inascoltate e nessuno possa tollerare il dispiegarsi dell’ingiustizia in una progressiva e terribile assuefazione. Per l’altro, Francesco Paolo Ciglia sosterà sulla stretta connessione tra volto e parola, che implica un prendere sul serio la questione del pane quotidiano per tutta l’umanità. Se, infatti, non ci-si-decide-ad-iniziare-qualcosa-con-se stessi per farsi incontro all’Altro, Volto che convoca e mi invoca, la tentazione di cedere al proprio egoismo “insulare” diviene la condizione perché Altri non sia affar mio. Semplicemente non mi riguardi. Cadere nelle malie del proprio conatus, cibarsi di indifferenza, significa misconoscere che c’è chi ha fame anche solo di una parola, di una carezza, di una presenza. Non a caso il grande filosofo ebreo lituano, Emmanuel Levinas, scrive: “incontro al volto di Dio non bisogna andare a mani vuote” poiché “a livello di un’estrema umiltà, nell’umiltà della fame, possiamo intravedere una trascendenza non ontologica che ha inizio nella corporeità degli uomini”. Ma a questo grido che chiede di essere ascoltato può farsi incontro soltanto quell’esserci di carne e di sangue che risponde “Me voici” all’appello che mi viene da altri».

CHI È SALVATORE NATOLI

Conosciuto come il filosofo dello stare al mondo, Salvatore Natoli si è laureato presso l’Università Cattolica di Milano, in Storia della Filosofia. Già docente di Logica presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Venezia e di Filosofia della Politica presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Milano, Natoli è professore emerito di Filosofia Teoretica all’Università degli Studi Milano Bicocca. Natoli, che annovera tra i suoi maestri Emanuele Severino, Gustavo Bontadini e Italo Mancini, si distingue nel panorama filosofico italiano e internazionale, per la sua indagine incessante sullo stare al mondo, in serrato dibattito e confronto con il cristianesimo, approdando ad una nozione di etica del tutto singolare e radicata nell’ontologia, prima che nella deontologia. I suoi libri sono diventati dei classici. Tra le sue opere ricordiamo: Soggetto e fondamento. Studi su Aristotele e Cartesio, Antenore, Padova 1979; Ermeneutica e genealogia. Filosofia e metodo in Nietzsche, Heidegger, Foucault, Feltrinelli, Milano 1981; L’esperienza del dolore. Le forme del patire nella cultura occidentale, Feltrinelli, Milano 1986; Vita buona, vita felice. Scritti di etica e politica, Feltrinelli, Milano 1990; Teatro filosofico. Gli scenari del sapere tra linguaggio e storia, Feltrinelli, Milano 1991; La felicità. Saggio di teoria degli affetti, Feltrinelli, Milano 1994; I nuovi pagani. Neopaganesimo: una nuova etica per forzare le inerzie del tempo, Il Saggiatore, Milano 1995; Dizionario dei vizi e delle virtù, Feltrinelli, Milano 1996; Soggetto e fondamento. Il sapere dell’origine e la scientificità della filosofia, Mondadori, Milano 1996; Dio e il divino. Confronto con il cristianesimo, Morcelliana, Brescia 1999; Progresso e catastrofe. Dinamiche della modernità, Marinotti, Milano 1999; La felicità di questa vita. Esperienza del mondo e stagioni dell’esistenza, Mondadori, Milano 2000; Stare al mondo. Escursione nel tempo presente, Feltrinelli, Milano 2002; Libertà e destino nella tragedia greca, Morcelliana, Brescia 2002; Il cristianesimo di un non credente, Qiqajon, Magnano (Bi) 2002; Parole della filosofia o dell’arte del meditare, Feltrinelli, Milano 2004; La verità in gioco. Scritti su Foucault, Feltrinelli, Milano 2005; Guida alla formazione del carattere, Morcelliana, Brescia 2006; La salvezza senza fede, Feltrinelli, Milano 2007; La mia filosofia. Forme del mondo e saggezza del vivere, a cura di F. Nodari, ETS, Pisa 2007; Edipo e Giobbe. Contraddizione e paradosso, Morcelliana, Brescia 2008; Avere cura di sé, in Vizi e virtù, a cura di F. Nodari, Massetti Rodella, Roccafranca 2008, pp. 33-54; Crollo del mondo, Morcelliana, Brescia 2009; Far fronte al destino, in Destino, a cura di F. Nodari, Massetti Rodella, Roccafranca 2009, pp. 55-77; Il buon uso del mondo. Agire nell’età del rischio, Mondadori, Milano 2010; L’edificazione di sé. Istruzioni sulla vita interiore, Laterza, Roma-Bari 2010; Corporeità, soggettività, relazione, in Corpo, a cura di F. Nodari, Massetti Rodella, Roccafranca 2010, pp. 165-186; Non ti farai idolo né immagine (con P. Sequeri), il Mulino, Bologna 2011; La fecondità delle virtù, Massetti Rodella, Roccafranca 2011 e in Felicità, a cura di F. Nodari, Massetti Rodella, Roccafranca 2011, pp. 185-202; I comandamenti. Non ti farai idolo né immagine (con P. Sequeri), Il Mulino, Bologna 2011; Nietzsche e il teatro della filosofia, Feltrinelli, Milano 2011; Eros e Philia, AlboVersorio, Milano 2011; Sperare oggi (con F. Mosconi), Il Margine, Trento 2012; Dignità e rispetto. L’obbligo di renderlo, il dovere di meritarlo, in Dignità, a cura di F. Nodari, Massetti Rodella, Roccafranca 2012, pp. 311-327; La verità del corpo, AlboVersorio, Milano 2012; Dolore (con M. D. Semeraro), Il Margine, Trento 2013; Beati quelli che hanno fame e sete di giustizia, perché saranno saziati (con L. Ciotti), Lindau, Torino 2013; «Non ti farai né idoli né immagini». Dall’idolatria al feticismo contemporaneo, Consorzio per il Festivalfilosofia, Modena 2013; Antropologia politica degli italiani, La Scuola, Brescia 2014; Perseveranza, il Mulino, Bologna 2014; Il linguaggio della verità. Logica ed ermeneutica, Morcelliana, Brescia 2014; Perseveranza. Fedeli alla meta, a cura di F. Nodari, Massetti Rodella, Roccafranca 2014.

CHI È FRANCESCO PAOLO CIGLIA

Francesco Paolo Ciglia è professore ordinario di Filosofia morale e Filosofia della religione all’Università di Chieti-Pescara. Nel 2002 è socio fondatore dell’Associazione Italiana di Filosofia della Religione, sezione italiana dell’ESPR (European Society for Philosophy of Religion e, nel 2004, socio fondatore della Internationale Rosenzweig-Gesellschaft. È membro delle seguenti Società filosofiche: Bernhard-Welte-Gesellschaft, Freiburg; Hermann Cohen-Gesellschaft, Zürich. Ha tenuto, seminari, conferenze e relazioni in varie università nazionali e internazionali. Collabora con numerose riviste: «Archivio di Filosofia»; «Cultura e scuola»; «Filosofia»; «Filosofia oggi»; «Giornale critico della filosofia italiana»; «Filosofia e Teologia»; «Humanitas»; «Hermeneutica»; «Idee»; «Il Pensiero»; «La Scuola e l’Uomo»; «Nuova Secondaria»; «Revista Portuguesa de Filosofia»; «Ricerche didattiche»; «Rivista di filosofia neoscolastica»; «Rosenzweig Jahrbuch/Rosenzweig Yearbook»; «Teologia politica», «Teoria» e con le seguenti Case Editrici estere e italiane: Karl Alber (Freiburg-München, Rep. Fed. Tedesca); Adriana Hidalgo (Buenos Aires, Argentina); Leuven University Press (Leuven, Belgio); Max Niemeyer (Tübingen, Rep. Fed. Tedesca); Verdier (Lagrasse, Francia); Bompiani (Milano); Bulzoni (Roma); CEDAM (Padova); Centro Studi S. Anselmo (Roma); Città Nuova (Roma); ETS (Pisa); Eum (Macerata); Giuffrè (Milano); Il Melangolo (Genova); La Giuntina (Firenze); Liguori (Napoli); Marietti (Genova-Milano); Morano (Napoli); Morcelliana (Brescia); Paravia (Torino); Samizdat Edizioni (Pescara); Trauben (Torino); Troilo Editore (Bomba, Chieti); Urbaniana University Press (Roma). La sua area di ricerca riguarda il dibattito pre- e post-heideggeriano sull’umanismo moderno e sulla sua crisi post-moderna; le figure e temi dell’esistenzialismo novecentesco; l’ermeneutica di Luigi Pareyson; le figure e temi del pensiero ebraico contemporaneo; Il pensiero di Emmanuel Levinas e la proposta speculativa di Franz Rosenzweig. Tra i suoi libri ricordiamo: Un passo fuori dall’uomo. La genesi del pensiero di Levinas, CEDAM, Padova 1988; Ermeneutica e libertà. L’itinerario filosofico di Luigi Pareyson, Bulzoni, Roma 1995; Fenomenologie dell’umano. sondaggi eccentrici sul pensiero di Levinas, Bulzoni, Roma 1996; Scrutando la «Stella». Cinque studi su Rosenzweig, CEDAM, Padova 1999; F. Rosenzweig (a cura di), Il grido, Morcelliana, Brescia 2003; F. Rosenzweig (a cura di), Globus. Per una teoria storico-universale dello spazio, Marietti, Genova-Milano 2007; Fra Atene e Gerusalemme. Il «nuovo pensiero» di Franz Rosenzweig, Marietti, Genova-Milano 2009; Voce di silenzio sottile. Sei studi su Levinas, ETS, Pisa 2013.

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Continua il festival di filosofia

«Non solo la terra è stata data da Dio all’uomo, che deve usarla rispettando l’intenzione originaria di bene, secondo la quale gli è stata donata; ma l’uomo è donato a sé stesso da Dio e deve, perciò, rispettare la struttura naturale e morale, di cui è stato donato»
R. Guardini, La fine dell’epoca moderna
«Vediamo un po’ di sapere ora, caro Sancio, dove va vossignoria. Va a cercare qualche asino che se le sia smarrito? — No, di certo. — E allora, di che va in cerca? — Vado a cercare una cosa da nulla: una principessa e, in lei, il sole della bellezza nonché tutto il cielo insieme. — E dove fate conto di trovare quello che dite, Sancio? — Dove? Nella gran città del Toboso. — Bene, e da parte di chi l’andate a cercare? — Da parte del famoso cavaliere don Chisciotte della Mancia che raddrizza i torti, dà da mangiare a chi ha sete e da bere a chi ha fame».
M. de Cervantes, Don Chischiotte
«Mi piace il cibo che non debbano elaborare e sorvegliare stuoli di servi, non ordinato molti giorni prima né servito dalle mani di molti, ma facile a reperirsi e semplice, un cibo che non ha nulla di ricercato o di prezioso, che non verrà a mancare da nessuna parte si vada, non oneroso per il patrimonio né per il corpo, tale da non uscire poi per la stessa via dalla quale è entrato»
Seneca, De tranquillitate animi

LA CUSTODIA DEL CREATO L’ILLUSIONE DI INFINITO E LA VENDETTA DEL CIBO

Procede con slancio e grande partecipazione la decima edizione del Festival Filosofi lungo l’Oglio. Domani, lunedì 29 giugno, ospite d’eccezione sarà il Cardinale Francesco Coccopalmerio, Presidente del Pontificio consiglio per i testi legislativi. Un doppio appuntamento con l’alto prelato: alle 18.30, Sua Eminenza presiederà la S. Messa nella Chiesa SS. Gervasio e Protasio, in piazza Garibaldi a Cologne (Bs). Quindi, alle ore 21.15, nel cortile del Palazzo Municipale, che si trova nella medesima via (in caso di pioggia nella Parrocchiale), il Cardinale Coccopalmerio terrà una lectio magistralis dal titolo: Custodi responsabili del Creato. Il giorno successivo, martedì 30 giugno, sempre alle ore 21.15, nel Cortile delle Scuole Elementari Padre Luigi Andeni, in via Roma 31 a Barbariga (Bs) [in caso di pioggia nella vicina Chiesa SS. Vito, Modesto e Crescenzia], sarà la volta di Armando Savignano – ordinario di Filosofia Morale all’Università degli studi di Trieste e tra i maggiori interpreti contemporanei del pensiero spagnolo ed iberoamericano moderno e contemporaneo – che interverrà con una relazione dal titolo: Fame della fama ed illusione di infinito. A seguire, mercoledì 1 luglio, alla stessa ora, nel Cortile della Pieve di S. Maria Maggiore, in via Castello a Erbusco (Bs)[in caso di pioggia Chiesa S. Maria Assunta sita nella medesima via], è attesa Francesca Rigotti – docente di Dottrine politiche all’Università di Lugano – che proporrà una riflessione su La vendetta del cibo. Perché il cibo ci tratta male. Una tre giorni di grande interesse che pone al centro il rapporto problematico tra l’uomo e l’ambiente, il soggetto e il misconoscimento dell’altro in una brama di potere insaziabile simile per voracità alla lupa dantesca che “dopo ‘l pasto ha più fame che pria” (If I, v. 99) e infine l’uomo del XXI secolo e il cibo. «Se per un verso – ha dichiarato il direttore scientifico del Festival, Francesca Nodari – a pochi giorni dalla pubblicazione dell’attesa Enciclica di Papa Francesco Laudato sì, avremo l’onore di ascoltare dalla viva voce del Cardinale Coccopalmerio i punti salienti e gli snodi cruciali della medesima nella quale il Pontefice invita ad una “conversione ecologica globale” (5) e alla pratica di “uno sviluppo sostenibile” (193) poiché “un vero approccio ecologico diventa sempre un approccio sociale, che deve integrare la giustizia nelle discussioni sull’ambiente, per ascoltare tanto il grido della terra quanto il grido dei poveri” (49); per l’altro, Armando Savignano punterà il dito contro quella tentazione cui troppo spesso cede l’uomo allorché si abbandona ad una volontà di potenza totalitaria incline soltanto all’esaudimento del proprio interesse e del tutto non curante degli altri e di ciò che lo circonda. Infine, sulla scorta del suo fortunato volume: Manifesto del cibo liscio. Per una nuova filosofia in cucina (Interlinea Edizioni, Novara 2015) – nel quale la filosofa parla espressamente di una ‘gastronoetica’ ossia di “una lettura filosofica delle cose del ventre” tutta tesa alla distinzione tra cibo liscio e cibo striato – Francesca Rigotti si soffermerà, basti solo pensare alla formulazione di certi ricettari, sulla brutalità praticata in cucina, sul maltrattamento cui sottoponiamo il cibo e sulla sua inevitabile ‘vendetta».

CHI È S. E. CARDINALE FRANCESCO COCCOPALMERIO
Il Cardinale Francesco Coccopalmerio, è dal 15 febbraio 2007 Presidente del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi. Ha frequentato il Seminario arcivescovile di Milano studiando, dal 1957 al 1963, presso la Pontificia Facoltà Teologica di Milano e conseguendovi la licenza in teologia. È stato ordinato presbitero il 28 giugno 1962 dal cardinale Giovanni Battista Montini. Ha perfezionato gli studi a Roma licenziandosi nel 1968 in teologia morale presso la Pontificia Accademia Alfonsiana e conseguendo, nel 1969, il dottorato in diritto canonico presso la Pontificia Università Gregoriana sotto la guida del gesuita Wilhelm Bertrams. Nel 1976 si è laureato in giurisprudenza presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Durante gli anni del suo ministero sacerdotale ha lavorato fin dal 1966 presso l’Avvocatura generale della Curia arcivescovile di Milano (diventandone poi avvocato nel 1980 e lavorandovi fino al 1994) e Pro Vicario Generale dell’Arcidiocesi di Milano (dal 1986 al 1993); è stato, sia da sacerdote che da vescovo, anche docente presso la Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale (dal 1966 al 1999) e presso la facoltà di diritto canonico della Pontificia Università Gregoriana (dal 1981 al 2011). Nel 1986 è diventato prelato d’onore di Sua Santità. Dal 1988 diviene anche presidente della Commissione diocesana per l’Ecumenismo e Dialogo. È fra l’altro il fondatore della Rivista «Quaderni di Diritto Ecclesiale», insieme al gesuita Jean Beyer. L’8 aprile 1993 è stato nominato da Papa Giovanni Paolo II vescovo ausiliare di Milano e vescovo titolare di Celiana; è stato consacrato il 22 maggio successivo dal cardinale Carlo Maria Martini, co-consacranti i vescovi Attilio Nicora e Giovanni Giudici. Durante questo periodo si occupa attivamente della cultura e dei centri di formazione culturale cattolica. Dal 1995 al 2006 è stato commissario pontificio della Compagnia di San Paolo. Il 15 febbraio 2007 Papa Benedetto XVI lo ha nominato presidente del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi ed elevato alla dignità arcivescovile. Nel 2008, diventa consultore generale dell’Unione giuristi cattolici italiani. È stato creato e pubblicato cardinale nel concistoro del 18 febbraio 2012, della Diaconia di San Giuseppe dei Falegnami. Viene nominato membro della Congregazione per la Dottrina della Fede, del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica e del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani il 21 aprile 2012; il 19 giugno seguente viene confermato presidente del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi, mentre è nominato membro della Congregazione delle cause dei santi il 22 dicembre di quello stesso anno. Il 19 dicembre 2013 è confermato membro della Congregazione delle cause dei santi. Prende parte al conclave del 2013, durante il quale viene eletto Papa Francesco. Di concerto agli innumerevoli saggi pubblicati, ricordiamo, tra gli altri, i seguenti volumi: La partecipazione degli acattolici al culto della chiesa cattolica nella pratica e nella dottrina della Santa Sede dall’inizio del sec. XVII ai nostri giorni. Uno studio teologico sull’essenza del diritto di prendere parte al culto cattolico, Morcelliana, Brescia 1969; Temi pastorali del nuovo codice, Queriniana, Brescia 1984, Perché un Codice nella chiesa, EDB, Bologna 1984; Gli Istituti religiosi nel nuovo Codice di diritto canonico, Ancora, Milano 1984; De paroecia, Editrice Pontificia Università Gregoriana, Roma 1991; La parrocchia. Tra Concilio Vaticano II e Codice di Diritto Canonico, San Paolo Edizioni, Cinisello Balsamo 2000.

CHI È ARMANDO SAVIGNANO
Armando Savignano è ordinario di Filosofia Morale all’Università degli studi di Trieste dove è anche Direttore del Dipartimento della Formazione e dell’Educazione. Tra i maggiori interpreti contemporanei del pensiero spagnolo ed iberoamericano moderno e contemporaneo, alla cui conoscenza ha contribuito offrendo numerosi saggi e lavori monumentali, Savignano si occupa di Filosofia Morale e di bioetica con speciale riferimento alle questioni epistemologiche, allo statuto di questa disciplina e ad alcune tendenze quali la bioetica delle virtù, l’antropologia medica, i temi della comunicazione tra medico-malato e del consenso informato. È direttore della collana «Etica pratica», ed. Guida, Napoli e della collana di «Ispanismo Filosofico», ed. Saletta dell’Uva, Caserta; è con-direttore della rivista di ispanismo filosofico «Rocinante». È stato insignito del Premio Speciale per la saggistica italiana sulla Spagna nell’ambito del Premio Acerbi 2012. Tra i suoi libri ricordiamo: Unamuno, Ortega, Zubiri. Tre voci della filosofia del Novecento, Liguori, Napoli 1989; Il Cristo di Unamuno, Queriniana, Brescia 1990; Radici del pensiero spagnolo del Novecento, La Città del Sole, Napoli 1995; Bioetica Mediterranea: etica della virtù e della felicità, ETS, Pisa 1995; Introduzione a Ortega y Gasset, Laterza, Roma-Bari 1996; Bioetica delle virtù. Il soggetto e la comunità, Guida, Napoli 1999; Preghiera e poesia: l’esperienza religiosa in Henri Bremond, Messaggero, Padova 2000; Introduzione a Unamuno, Laterza, Roma-Bari 2001; María Zambrano. La ragione poetica, Marietti, Genova-Milano 2004 (trad. in spagnolo: M. Zambrano. La razón poética, Comares, Granada 2005); Bioetica per insegnanti ed educatori (con R.Rezzaghi, G. Zacchè), La Scuola, Brescia 2004; Panorama della filosofia spagnola del Novecento, Marietti, Milano-Genova 2005; Don Chisciotte. Illusione e realtà, Rubbettino, Soveria Mannelli 2006 (tr. in spagnolo: Panorama de la filosofia española del siglo XX, Comares, Granada 2008); Il vincolo degli anniversari. Saggi di filosofia spagnola contemporanea, Saletta dell’Uva, Caserta 2009; Miguel De Unamuno. Filosofia e religione, Bompiani, Milano 2013; Bioetica. Educazione e società, Mimesis, Milano 2014; Ortega Y Gasset J., Meditazioni del Chischiotte (a cura di), Mimesis, Milano 2014; X. Zubiri, Il problema filosofico della storia delle religioni (a cura di), Morcelliana, Brescia 2014.

CHI È FRANCESCA RIGOTTI
Francesca Rigotti è nata a Milano nel 1951 e si è laureata in Filosofia nel 1974. È stata docente presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Göttingen, visiting fellow al Department of Politics dell´Università di Princeton e docente all´UZH. Attualmente è professoressa di Dottrine politiche presso l’Università di Lugano. La sua ricerca è caratterizzata dalla decifrazione e dall’interpretazione delle procedure metaforiche e simboliche sedimentate nel pensiero filosofico, nel ragionamento politico, nella pratica culturale e nell’esperienza ordinaria. Tra i suoi libri recenti: La filosofia delle piccole cose, Interlinea, Novara 2004; Il pensiero pendolare, il Mulino, Bologna 2006; Il pensiero delle cose, Apogeo, Milano 2007; Gola. La passione dell’ingordigia. I 7 vizi capitali, il Mulino, Bologna 2008; Asini e filosofi, (con G. Pulina), Interlinea, Novara 2010; Partorire con il corpo e con la mente. Creatività, filosofia, maternità, Bollati Boringhieri, Torino 2010; La filosofia in cucina. Piccola critica della ragion culinaria, il Mulino, Bologna 2012; Senza figli. Una condizione umana, (con D. Demetrio), Raffaello Cortina, Milano 2013; Nuova filosofia delle piccole cose, Interlinea, Novara 2013; Gli altri. Inferno o paradiso?, intr. e cura di F. Nodari, Massetti Rodella, Roccafranca 2013; Un posto al sole. Filosofia di una soap opera, Mimesis, Milano 2013; Metafore del silenzio. Il silenzio per immagini, Mimesis, Milano 2013; Onestà, Raffaello Cortina, Milano 2014; Venire al mondo (con M. Veladiano), Il Margine, Trento 2015; Manifesto del cibo liscio. Per una nuova filosofia in cucina, Interlinea, Novara 2015. I suoi saggi sono apparsi su numerose riviste italiane e straniere. Svolge attività di consulenza editoriale e di recensione libraria, soprattutto per «Il Sole 24Ore».

 

festival, filosofia

Tre appuntamenti filosofici

«Anche al povero tendi la tua mano, perché sia perfetta la tua benedizione. La tua generosità si estenda a ogni vivente, ma anche al morto non negare la tua pietà. Non evitare coloro che piangono, e con gli afflitti mostrati afflitto. Non esitare a visitare un malato, perché per questo sarai amato» (Sir 7, 32-35)

«In verità, in verità vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avrete in voi la vita» (Gv 6,53).

«Allora tu invocherai e il Signore risponderà, tu griderai e lui dirà: Eccomi» (Is 58, 9).

Continua con un ritmo incalzante la decima edizione del Festival Filosofi lungo l’Oglio. Domani, giovedì 18 giugno, alle ore 21.15, nella meravigliosa cornice di Villa Morando, in via G. Calini 9 a Lograto (Bs) – in caso di pioggia nella Chiesa Parrocchiale Ognissanti, in via Antonio Fratti 19 – protagonista della serata sarà Chiara Saraceno, honorary fellow al Collegio Carlo Alberto di Torino e tra le sociologhe italiane di maggior fama, che rifletterà su un tema di estrema attualità: Contrastare la povertà: un dovere civile e una necessità politica. Il giorno successivo, venerdì 19 giugno, sempre alle ore 21.15, nella splendida Chiesa Santa Maria delle Grazie, in via F. Galantino a Soncino (Cr), è atteso Arnoldo Mosca Mondadori – editore, saggista e poeta nonché curatore dell’opera mistica della poetessa Alda Merini tra il 1998 e il 2009 – che proporrà un intervento dal titolo: Rivoluzione eucaristica. Domenica 21 giugno, alla stessa ora, nella suggestiva corte di Villa Suardi, in via G. Camozzi a Ludriano (Bs) – in caso di pioggia nella Chiesa Parrocchiale, in piazza Vittoria 4 – toccherà a David Meghnagi, Professore di Psicologia Clinica, Psicologia dinamica e Psicologia presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università Roma Tre, dove insegna anche Psicologia della Religione e Pensiero Ebraico– focalizzare l’attenzione su Il pane della sofferenza. «Tre incontri di grande interesse – ha dichiarato il direttore scientifico, Francesca Nodari – e, in certo senso, uniti non solo dal fil rouge, pane quotidiano, che è la parola chiave del Festival, ma dalla pazienza di calarsi tra le pieghe del reale per auscultarne, il disagio, le paure, la vulnerabilità, la fragilità. Se per un verso Chiara Saraceno, che interroga da tempo le trasformazioni dei sistemi di welfare state, nei rapporti tra le generazioni, con particolare riguardo alla “questione femminile”, si concentrerà sull’emergenza della povertà nei paesi ricchi e dei così detti nuovi poveri, persone che appartengono ad una vasta zona grigia in costante aumento, per non dire dei working poors (lavoratori poveri) costretti a salari modesti e assaliti dal ricatto del lavoro gratuito proporrà, come sostiene ne Il lavoro non basta, la necessità di prevedere “forme di integrazione economica per chi ha un reddito insufficiente”, quale, ad esempio, il sostegno di inclusione attiva (Sia); dall’altro, Arnoldo Mosca Mondadori opporrà all’homo æconomicus che ha di mira solo il ‘particulare’, ‘l’homo eucaristicus,’ mostrando come ha dato prova nel suo ultimo volume, che il Cristo non divide ma piuttosto si diffonde sulla terra “come un profumo”. Se il messaggio cristiano – il Figlio dell’Uomo che muore in croce e di cui si esperimenta l’unione di corpo e spirito nell’incontro eucaristico – è rivoluzionario, non meno paradossale è la lirica di cui l’Autore dà prova nello sforzo di valorizzare un’etica condivisa da credenti e non credenti con un forte richiamo alle virtù: fede, speranza, carità, umiltà, tensione senza fine verso l’altro. Ma, in fondo questa centralità dell’Altro non può tradursi levinasianamente nel tentativo di rendere, facendomi suo ostaggio, la sua sofferenza non inutile? Il popolo ebraico, eletto da Dio, eppure perseguitato nella storia sin dai suoi albori e, attraverso i secoli, sperimentando l’acme del male con quel “controevento” che è la Shoah fino ai recenti episodi di antisemitismo non ha mai smesso di fare i conti con il dolore fino ad arrivare alla lotta (riv) con Dio, come fece Giobbe, o al rifiuto di essere consolati come fece Rachele piangendo i suoi figli (Ger 31, 15) o all’esilio della parola come teorizza André Neher o allo zimzum ossia a ciò che Paolo De Benedetti definisce come “uno sforzo di spiegare in maniera non punitiva, non di onnipotenza, ciò che la tradizione ebraica, sulla scorta di Dt 31, 18, chiama hester panim (‘nascondere il volto’). Oppure ancora, ancora, al divenire consapevoli, Levinas insegna, di uno sfondamento del bene attraverso il male: paradosso di una teofania segnata dalla “perversa felicità nella sofferenza”. Forse, come recita il Salmo 42, 4, anche le lacrime sono un dono: “Le lacrime sono mio pane, giorno e notte”. Ciò che conta è che vi sia qualcuno pronto ad asciugarle. Solo così la povertà e la sofferenza risulteranno più lievi. E in questa condivisione, che è già segno di comunità, la speranza tornerà a riaccendersi e ad illuminare esistenze sempre più connesse, ma sempre più sole».
CHI È CHIARA SARACENO
Laureata in Filosofia, Chiara Saraceno ha insegnato Sociologia della Famiglia presso la facoltà di scienze politiche all’università di Torino. Dall’ottobre 2006 a giugno 2011 è stata professore di ricerca presso il Wissenschaftszentrum für Sozialforschung di Berlino. Attualmente è honorary fellow al Collegio Carlo Alberto di Torino. Chiara Saraceno è una delle sociologhe italiane di maggior fama. Si è occupata di mutamenti familiari e politiche della famiglia, della condizione femminile con particolare attenzione per la questione dei tempi di lavoro, di sistemi di welfare e politiche di contrasto alla povertà. Ha ricoperto numerosi incarichi accademici, anche a livello internazionale, e istituzionali in Italia. Ha partecipato a due commissioni governative sugli studi sulla povertà, la prima, presieduta da Ermanno Gorrieri, voluta dall’allora presidente del consiglio Bettino Craxi, successivamente , dal 1996 al 2001, a quella istituita dall’allora ministro della solidarietà sociale Livia Turco. Tra il 1999 e il 2001 ne è anche stata la presidente. Chiara Saraceno collabora con numerose riviste nazionali e internazionali, con siti quali lavoce.info, neodemos.it, sbilanciamoci.info, ingenere.it. È editorialista del quotidiano «la Repubblica». Nel 2005 è stata nominata Grand’ufficiale della Repubblica Italiana dal Presidente Carlo Azeglio Ciampi. Nel 2011 è stata nominata corresponding fellow della British Academy. Tra i suoi numerosi libri: Le politiche contro la povertà in Italia (con N. Negri), il Mulino, Bologna 1996; Separarsi in Italia(con M. Barbagli), il Mulino, Bologna 1998; Mutamenti della famiglia e politiche sociali in Italia, il Mulino, Bologna 2003; Povertà e benessere. Una geografia delle disuguaglianze in Italia (con A. Brandolini), Ricerche e studi dell’ Istituto Cattaneo, il Mulino, Bologna 2007; Dimensioni della disuguaglianza in Italia: povertà, salute, abitazione (con A. Brandolini e A.Schizzerotto) il Mulino, Bologna 2009; Onora il padre e la madre (con G. Laras) il Mulino, Bologna 2010; I nuovi poveri. Politiche per le disuguaglianze (con P. Dovis), Dati Editore, Torino 2011; Conciliare famiglia e lavoro. Vecchi e nuovi patti tra sessi e generazioni (con M. Naldini), il Mulino, Bologna 2011; Cittadini a metà. Come hanno rubato i diritti degli italiani, Rizzoli, Milano 2012; Coppie e famiglie. Non è questione di natura, Feltrinelli, Milano 2012; Stranieri e disuguali (con N. Sartor e G. Sciortino) il Mulino, Bologna 2013; Sociologia della famiglia (con M. Naldini), il Mulino, terza ed. aggiornata, Bologna 2013; Eredità, Rosenberg & Sellier, Torino 2013; Il welfare. Modelli e dilemmi della cittadinanza sociale, il Mulino, Bologna 2013; Eredità, Rosenberg & Sellier, Torino 2013; Il Lavoro non basta. La povertà in Europa negli anni della crisi, Feltrinelli, Milano 2015.

CHI È ARNOLDO MOSCA MONDADORI
Arnoldo Mosca Mondadori è figlio di Paolo Mosca e di Nicoletta Mondadori ed è pertanto pronipote di Arnoldo Mondadori, fondatore dell’omonima casa editrice Arnoldo Mondadori Editore. È inoltre nipote dello scrittore e umorista Giovanni Mosca e dell’editore Alberto Mondadori. Editore, saggista e poeta è stato il curatore dell’opera mistica della poetessa Alda Merini tra il 1998 e il 2009, pubblicata da Frassinelli. È segretario generale della Fondazione Benedetta D’Intino. È membro del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori. È membro del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Cariplo. Dal 2010 al 2013 è stato Presidente del Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano. Dal 1999 è ministro straordinario dell’eucaristia. È, inoltre, direttore della collana «Scritture profetiche», edita da Morcelliana. Tra i suoi libri ricordiamo: La Seconda Intelligenza, pref. di G. Canobbio, Morcelliana, Brescia 2010; Cristo nelle costellazioni, Morcelliana, Brescia 2012; La lenta agonia della Beatitudine, pref. di P. Sequeri, Morcelliana, Brescia 2013. Arnoldo Mosca Mondadori ha scritto anche due saggi di teologia: La fede è un bagaglio lieve (con P. Riches) Sperling&Kupfer, 1995/Mondadori, Milano 2000; La rivoluzione eucaristica, Morcelliana, Brescia 2015; Eucaristia, energia per l’universo, cammino liturgico-missionario verso la Pasqua 2015, Emi, Bologna 2015. Ha inoltre curato, con A. Cacciatore e S. Triulzi, il volume: Bibbia e Corano a Lampedusa, La Scuola, Brescia 2014.

CHI È DAVID MEGHNAGI
David Meghnagi è nato a Tripoli nel 1949. Nato da una famiglia ebraica in cui era fortemente coltivato l’amore per la musica e il canto liturgico, è ideatore e direttore del Master internazionale di secondo livello in Didattica della Shoah presso l’Università di Roma Tre, all’interno del quale dirige un progetto di catalogazione della musica concentrazionaria. Professore di Psicologia Clinica, Psicologia dinamica e Psicologia presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università Roma Tre, è altresì docente di Psicologia della Religione e di Pensiero Ebraico al Master Internazionale in Scienza della Religione presso la stesso Ateneo e Membro della Delegazione italiana presso la Task Force for International Cooperation on Holocaust Remembrance and Education. È stato Vicepresidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e delegato per l’Italia presso la Conferenza dell’OSCE contro l’antisemitismo. È stato consulente del Centro di Cultura Ebraica di Roma. Membro del comitato scientifico di numerose riviste scientifiche e divulgative italiane e straniere, tra cui, «Lettera internazionale» (rivista di cultura europea pubblicata in numerose lingue), «Quadrangolo» (rivista di psicoanalisi e scienze sociali) e la rassegna mensile «Israel». Ha collaborato a diverse testate giornalistiche e riviste italiane e straniere. Negli anni settanta e ottanta è stato attivo nello sviluppo di una cultura del dialogo interreligioso e di una politica di pace nel Vicino Oriente. Ha avviato un progetto di valorizzazione della musica liturgica del Mediterraneo. Tra le sue pubblicazioni: Il Kibbutz: aspetti socio-psicologici, Barulli, Roma 1974; La sinistra in Israele, Feltrinelli, Milano 1980; Freud and Judaism, Karnac Books, London 1993; Tra Vienna e Gerusalemme. Interpretare Freud. Critica e teoria psicanalitica, Marsilio, Venezia 2003; Il padre e la legge. Freud e l’ebraismo, Marsilio, Venezia 2004; Ricomporre l’infranto. L’esperienza dei sopravvissuti alla Shoah, Marsilio, Venezia 2005; Primo Levi. Scrittura e testimonianza, LibriLiberi, Firenze 2006; Le sfide di Israele. Lo Stato ponte tra Occidente e Oriente, Marsilio, Venezia 2010. Ha curato, inoltre, l’edizione italiana delle memorie di Marek Edelman, Memoria e storia dell’insurrezione del ghetto di Varsavia, Città Nuova, Roma 1985; con altri ha curato: La cultura sefardita, in tre volumi, Israel, Roma 1984; Antinomie dell’educazione, Armando, Roma 2004. È stato coautore di numerosi volumi tra cui: Il tempo del transfert, Guerini Associati, Milano 1989; Judentum Ohne Halacha, Ohne Zionismus, Judaica, Zurich 1986; L’oppio dei popoli. Quando la religione narcotizza la coscienze, Piemme, Milano 2009; ha curato (con A. Rolli) il diario di S. Rotem, Il passato che è in me, Editori Belforte, Livorno 2014. David Meghnagi ha, inoltre, partecipato alla sceneggiatura ed è stato tra gli interpreti del fortunato film-documentario Wolf, regia di Claudio Giovannesi proiettato al film festival di Torino 2013 aggiudicandosi il Premio speciale della giuria Italiana.doc.

conferenza

Cibo e sapienza del vivere secondo Enzo Bianchi

«Con il sudore del tuo volto mangerai il pane» (Gen 3,19)

V’è grande attesa per l’intervento di Enzo Bianchi, Fondatore e Priore della Comunità Monastica di Bose – a Orzinuovi (Bs), nell’ambito della decima edizione del Festival Filosofi lungo l’Oglio.
Domenica 7 giugno, alle ore 21.15, nella splendida cornice di Piazza Vittorio Emanuele, cuore della cittadina orceana (in caso di pioggia nella vicina Parrocchia S. Maria Assunta), Enzo Bianchi – una delle voci più autorevoli dell’esperienza ascetica nell’epoca contemporanea– terrà una lectio magistralis dal titolo: Cibo e sapienza del vivere. «Siamo estremamente onorati – ha dichiarato il direttore scientifico, Francesca Nodari – di ospitare, per la prima volta nella nostra Kermesse, una figura così eminente del nostro tempo. E tra le innumerevoli opere di spiritualità e di mistica scritte dal Priore, al quale va un senso di profonda gratitudine per l’impegno profuso nel tentare di rischiarare le nostre esistenze e di riorientare il nostro qui e ora con l’acume delle Sue riflessioni e delle Sue analisi, la nostra memoria non può che tornare ad un testo che, non a caso, si intitola Il pane di ieri (Einaudi, Torino 2008). In questo volume, il Priore racconta storie e rievoca volti. Narra di aneddoti curiosi, di comandamenti nati dalla saggezza popolare trasmessi di padre in figlio. Offre istantanee del suo amato Monferrato, rievoca il suono delle campane e il canto del gallo nel silenzio della campagna. Racconta i giorni della vendemmia, il rito di un piatto tipico della tradizione contadina: la bagna càuda, l’angoscia di fronte alla domanda: “che tempo fa?” e le orazioni per ottenere la pioggia o per fermare la grandine. Un libro che tradisce un grande amore per la terra ove gli insegnamenti della fede, dell’ospitalità, della condivisione sono accompagnati da splendide meditazioni sulle stagioni della vita, sulla gioia e sulla ricchezza della diversità».
CHI È ENZO BIANCHI
Enzo Bianchi è il Fondatore e Priore della Comunità Monastica di Bose. È a tutt’oggi Priore della comunità la quale conta un’ottantina di membri tra fratelli e sorelle di cinque diverse nazionalità ed è presente, oltre che a Bose, anche a Gerusalemme (Israele), Ostuni (BR), Assisi (PG), Cellole-San Gimignano (SI) e Civitella San Paolo (RM). Nel 1983 ha fondato la casa editrice Edizioni Qiqajon che pubblica testi di spiritualità biblica, patristica, liturgica e monastica. Nel 2000 l’Università degli Studi di Torino gli ha conferito la laurea honoris causa in “Scienze Politiche”. Membro del Consiglio del Comitato cattolico per la collaborazione culturale con le Chiese ortodosse e orientali del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani, ha fatto parte della delegazione nominata e inviata da papa Giovanni Paolo II a Mosca nell’agosto 2004 per offrire in dono al patriarca Aleksij II l’icona della Madre di Dio di Kazan. Ha partecipato come “esperto” nominato da papa Benedetto XVI ai Sinodi dei vescovi sulla Parola di Dio (ottobre 2008) e sulla Nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana (ottobre 2012). Nel 2014 Papa Francesco lo ha nominato Consultore del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani. Enzo Bianchi è una delle voci più ascoltate dell’esperienza ascetica nell’epoca contemporanea. Collabora regolarmente con «La stampa» e «Avvenire». Esperto di mistica e di spiritualità, è autore di commenti a libri della Bibbia (Genesi, Cantico dei Cantici, Apocalisse). Tra le sue innumerevoli pubblicazioni ricordiamo: Cristiani nella società, Rizzoli, Milano 2003; Nuove apocalissi, Rizzoli, Milano 2003; Regole monastiche d’Occidente, Einaudi, Torino 2003; Lessico della vita interiore. Le parole della spiritualità (Milano 2004); Una vita differente, San Paolo, Cinisello Balsamo 2005; Vivere la Domenica, Rizzoli, Milano 2005; La differenza cristiana, Einaudi, Torino 2006; Quale fede? (a cura di G. Caramore), Morcelliana, Brescia 2006; Ero straniero e mi avete ospitato, Rizzoli, Milano 2006; Immagini del Dio vivente (a cura di G. Caramore), Morcelliana, Brescia 2008; Il Padre nostro, San Paolo, Cinisello Balsamo 2008; Dio, dove sei?, Rizzoli, Milano 2008; L’amore vince la morte, Cinisello Balsamo 2008; Il pane di ieri, Einaudi, Torino 2008; Perché pregare, come pregare, San Paolo, Milano 2009; Per un’etica condivisa, Einaudi, Torino 2009; Ogni cosa alla sua stagione, Einaudi, Torino 2010;Conoscere e combattere i peccati capitali, San Paolo Edizioni, Cinisello Balsamo 2011; Insieme, Einaudi, Torino 2011; Perché avete paura?, Mondadori, Milano 2011; Ama il prossimo tuo (con M. Cacciari), Il Mulino, Bologna 2011; Il mantello di Elia, Qiqajon, Comunità di Bose, Magnano 2012; La violenza e Dio, Vita e Pensiero, Milano 2013; Vanagloria e orgoglio, San Paolo, Cinisello Balsamo 2013; Tristezza, San Paolo, Cinisello Balsamo 2013; Lussuria, San Paolo, Cinisello Balsamo 2013; Ingordigia, San Paolo, Cinisello Balsamo 2013; Collera, San Paolo, Cinisello Balsamo 2013; Avarizia, San Paolo, Cinisello Balsamo 2013; Accidia, San Paolo, Cinisello Balsamo 2013; Fede e fiducia, Einaudi, Torino 2013; Le beatitudini, San Paolo, Cinisello Balsamo 2013; Vivere è Cristo, San Paolo, Cinisello Balsamo 2014; Dono e Perdono, Einaudi, Torino 2014; Nella libertà e per amore, Qiqajon, Comunità di Bose, Magnano 2014. I suoi libri sono tradotti in molte lingue. Nel 2007 ha ricevuto il Premio Grinzane Terra d’Otranto, nel 2009 il Premio Cesare Pavese e il Premio Cesare Angelini per il libro Il pane di ieri, nel 2013 il Premio internazionale della pace, nel 2014 il Premio Artusi. Dal 2014 è cittadino onorario della Val d’Aosta e di Nizza Monferrato.

storia

Una tragedia dimenticata: il genocidio Armeno

«Per genocidio intendiamo la distruzione di una nazione o di un gruppo etnico.[…] In senso generale, genocidio non significa necessaria¬mente la distruzione immediata di una nazione, se non quando esso è realizzato mediante lo sterminio di tutti i membri di una nazione. Esso intende, piuttosto, designare un piano coordinato di differen¬ti azioni miranti a distruggere i fondamenti essenziali della vita dei gruppi nazionali, per annientare questi gruppi stessi».

R. Lemkin, Axis Rule in Occupied Europe

Giovedì 5 febbraio, alle ore 20.45, nell’Auditorium San Fedele, in Piazza Zamara a Palazzolo sull’Oglio (Bs) è atteso l’intervento di Cyril Aslanov, grande conoscitore di quello che, di fatto, è da considerarsi il primo genocidio del Novecento. Aslanov, di madre ebrea e di padre armeno – professore di linguistica all’Università Ebraica di Gerusalemne, poliglotta e conferenziere di fama internazionale – interverrà con una lectio magistralis dal titolo: Ad un secolo dalla tragedia armena. Ad Aslanov toccherà fare memoria attiva della persecuzione feroce di un popolo che fu il primo al mondo a dichiarare il Cristianesimo religione ufficiale del proprio Paese, nell’anno 301.

Secondo la tradizione la fondazione della Chiesa armena viene fatta risalire a Taddeo e Bartolomeo, ma fu solo all’inizio del IV secolo che San Gregorio Illuminatore battezzò il re armeno Tiridate III. Da allora il Cristianesimo è diventato il pilastro dell’identità armena. Come è noto, il genocidio armeno si è svolto in due fasi principali. Il primo massacro (1894-1897) è legato alla figura del sultano Abdul Hamid II (da cui il termine “massacro hamidiano”), il quale volle punire una popolazione in rivolta ordinando terribili repressioni. Il secondo massacro (1915-1923), quello drammaticamente più importante, è invece legato al gruppo dei Giovani Turchi, che per mettere capo ai propri obiettivi nazionalisti pianificarono l’eliminazione sistematica della popolazione armena presente nel paese. Tutto ebbe inizio nella notte tra il 23 e il 24 aprile 1915, quando nella città di Costantinopoli (l’odierna Istanbul) si verificò un improvviso rastrellamento degli intellettuali appartenenti all’élite armena presenti in città. In un solo giorno scomparvero quasi 300 persone appartenenti alla classe dirigente tra cui giornalisti, scrittori, avvocati e persino deputati al Parlamento.

Queste persone vennero deportate in Anatolia, e chi sopravvisse al duro tragitto venne massacrato una volta giunto a destinazione. Dopo aver eliminato la classe dirigente, il governo turco, con un decreto emesso sempre nel 1915, ordinò il disarmo di tutti i militari armeni arruolatisi per la guerra(circa 350.000), che vennero arrestati e massacrati. Infine il piano dei Giovani Turchi colpì l’intera popolazione armena dell’Anatolia, deportata verso la Mesopotamia. Presero avvio le terribili marce della morte che coinvolsero circa 1.200.000 persone. I Giovani Turchi uccisero senza pietà gli uomini e deportarono i bambini e le donne nel deserto siriano, dove morirono per la fame e per la sete. Totalmente abbandonati. Ad alcuni bambini vennero inchiodati ai piedi i ferri di cavallo. I beni sequestrati andarono ad arricchire alcune famiglie turche. Fu il Medz Yeghern, il ‘Grande Male’.

Tale orrore è stata dimostrato nel corso del tempo da varie personalità, tra le quali spicca lo studioso di origine ebraica Yehuda Bauer, che nel suo libro The Place of the Holocaust in the Contemporary History, definì il genocidio armeno il caso che più si avvicina alla Shoah o come il giurista polacco Raphael Lemkin – onorato nel Giardino dei Giusti di Brescia nel 2013. Lemkin dedicò la sua vita allo studio dei crimini contro l’umanità, ponendo le basi di un’assunzione di responsabilità degli Stati che ha portato all’istituzione del Tribunale Permanente dei Popoli. Dopo aver conosciuto lo sterminio degli armeni e la ferocia perpetrata dai nazisti in quel ‘contro evento’ che fu la Shoah, esule negli Usa, coniò il termine genocidio fatto proprio dall’Assemblea generale dell’Onu il 9 dicembre 1948. Infine non ci si può esimere dal ricordare un’altra figura eminente, Armin Wegner – poeta e intellettuale tedesco, testimone di verità per gli armeni e per gli ebrei – che eludendo i divieti delle autorità turche e tedesche, ha scattato centinaia di fotografie nei campi dei deportati, documentando, anche con lettere e diari, la tragedia del popolo armeno. Sull’argomento si segnala il pregevole testo edito in questi giorni dalla casa editrice Giuntina: Pro Armenia. Voci ebraiche sul genocidio armeno, che si avvale dell’autorevole prefazione di Antonia Arslan e dell’altrettanto efficace postfazione di Fulvio Cortese e Francesco Berti (traduzione di Rossanella Volponi) raccoglie, per la prima volta in Italia, le voci di eminenti personalità: da Lewis Einstein (I massacri armeni), a André Mandelstam (La Turchia), da Aaron Aaronsohn (Pro Armenia) a Raphael Lemkin (Dossier sul genocidio armeno).

CHI È CYRIL ASLANOV

Cyril Aslanov è stato allievo all’École Normale Supérieure di Parigi. Ha svolto il dottorato di ricerca all’Università di Paris-IV (1992) e la sua su Habilitation à Diriger des Recherches all’Università di Paris 7-Denis Diderot (2001). Dal 1992 insegna linguistica all’Università Ebraica di Gerusalemme, dove è diventato professore associato nel 2003. Dal 2006, è membro dell’Accademia della Lingua Ebraica e dal 2007, direttore accademico dell’International Center for the University Teaching of Jewish Civilisation. Fra le sue pubblicazioni ricordiamo: Pour comprendre la Bible: la leçon d’André Chouraqui, Éditions du Rocher, Monaco 1999; Le provençal des Juifs et l’hébreu en Provence: le dictionnaire Šaršot ha-Kesef de Joseph Caspi, Peeters, Leuven-Paris 2001; Evidence of Francophony in Mediaeval Levant: Decipherment and Interpretation (MS. BnF. Copte 43), The Hebrew University of Jerusalem Magnes Press, Jerusalem 2006; Le français au Levant, jadis et naguère: à la recherche d’une langue perdue, Honoré Champion, Paris 2006; Parlons grec moderne, L’Harmattan, Paris 2008; Sociolingüística de las lenguas judías, Lilmod, Buenos Aires 2011. Dal 2014 lavora al Van Leer Institute di Gerusalemme come direttore della sezione « Mediterraneo», dove si dedica allo sviluppo di progetti culturali capaci di contribuire all’avvicinamento delle nazioni del Mediterraneo. In questa funzione contribuisce ad una migliore conoscenza del popolo armeno nella società israeliana, cercando di sensibilizzare l’opinione pubblica israeliana alla necessità di riconoscere il genocidio degli armeni.

 

conferenza, festival, filosofia

Bernhard Casper

Presentazione in prima nazionale del libro di B. Casper: Evento della pittura ed esistenza umana vissuta. Su due opere di Vincenzo Civerchio a Travagliato, tr. it. di L. Bonvincini, intr. e cura di F. Nodari, Morcelliana, Brescia 2014

Si conclude con una lezione magistrale di Bernhard Casper – che lo scorso martedì è intervenuto a Palazzolo sull’Oglio con la mirabile conferenza dal titolo: Fidarsi-cibo della nostra vita. Momenti del suo accadere – sull’Assunzione del Civerchio custodita nella Chiesa S. Maria dei Campi a Travagliato (Bs), la nona edizione del Festival Filosofi lungo l’Oglio. Per ragioni logistiche, l’incontro si terrà domenica 20 luglio, sempre alle ore 21.15, nella chiesa parrocchiale SS. Pietro e Paolo, in via Marsala 1 a Travagliato. Se nel 2013 il pensatore di Friburgo – tra i massimi filosofi della religione viventi – aveva concentrato la sua attenzione su la Salita al Calvario del pittore di origine cremasca (1470 circa-1544) – benché il Vasari lo consideri bresciano, nello stesso testamento è detto «cremensis vir» – quest’anno Casper – insignito della cittadinanza onoraria di Travagliato in data 7 luglio 2012 – porta in dono alla comunità che lo attende con gioia e, più in generale, al popolo del Festival, una preziosa analisi dell’Assunzione; analisi su più piani dove storia dell’arte, teologia, filosofia si fondono tra loro, sullo sfondo di uno sguardo fenomenologico ermeneutico. Ciò che Casper mostra con molta chiarezza – sulla scorta di una theologia monumentalis – è il darsi di una «trascendenza narrativa» dei personaggi e di una «temporalizzazione dell’immagine» che svela il significato esistenziale delle scene pittoriche. I due testi sulle sopra citate opere del Civerchio sono stati raccolti nel volume B. Casper: Evento della pittura ed esistenza umana vissuta. Su due opere di Vincenzo Civerchio a Travagliato, tr. it. di L. Bonvicini, intr. e cura di F. Nodari per i tipi della Morcelliana. Il libro sarà presentato nel corso dell’incontro in prima nazionale. Al termine della serata, sarà annunciata la parola chiave della decima edizione del Festival Filosofi lungo l’Oglio.

CHI È BERNHARD CASPER

Nato a Trier nel 1931, Bernhard Casper si è abilitato nel 1967. Allievo di Bernhard Welte – del quale ha curato la Gesammelte Schriften per l’editore Herder (l’edizione è divisa in 5 sezioni, per com¬plessivi 15 tomi) – Casper è professore emerito di Filosofia della religione all’Università Freiburg im Breisgau. La sua ricerca, che va dal pensiero dialogico al plesso linguaggio e tempo si impernia su due linee metodiche costanti e dialetticamente articolate: quella fenomeno-logico-ermeneutica (Martin Heidegger) Heidegger) e quella del «nuovo pensiero» (Franz Rosenzweig). Per Casper l’oggetto della filosofia della religione consiste fondamentalmente nell’evento della preghiera come «atto estremo di un essere umano razionale che si temporalizza». Questo oggetto presuppone la fede e Casper non nasconde il suo legame con il cristianesimo, intendendo il pensare filosofico strettamente congiunto con la teologia per la comune dimensione ermeneutica. Inoltre la preghiera rappresenta un evento universalmente comprensivo, non dandosi religione senza preghiera. La preghiera qui è intesa come evento, la cui analisi rivela lo stretto legame con il linguaggio, mettendo in evidenza una peculiare relazione con l’Altro. Qui va precisato il concetto di Ereignis (evento), la cui differenza da quello di Erlebnis (vissuto) è così delineata: «Mentre il «vissuto» può rimanere nell’ambito di ciò che è meramente interiore, del meramente soggettivo e privato, nel senso di «evento» l’accento è posto sul fatto che nell’evento l’uomo, che fa esperienza e comprende, viene strappato a sé e trascinato verso qualcosa che gli è estraneo e altro». Dall’analisi della preghiera sia del singolo che della comunità e della festa, emergono temi tipici quali: l’attenzione, la temporalizzazione dell’uomo, la formazione del linguaggio, la corporeità, la quotidianità. Temi che trovano il loro fondamento nella storicità del pensiero, in una determinata esperienza religiosa, sulla quale Casper radica la possibilità di una Theologia philosophica. Conosciuto dal pubblico italiano per numerosi saggi, frutto in particolare della sua partecipazione ai Colloqui Castelli di Roma e per le numerose conferenze tenute in molti atenei nazionali, Casper si è imposto nel dibattito filosofico contemporaneo proprio per la sua impostazione teoretica innovativa: «la quale, pur proseguendo la linea della tradizione ermeneutica – scrive Adriano Fabris nella premessa a Essere ed evento –, va al di là di essa e si confronta in maniera originale con il pensiero ebraico del Novecento. A Casper – continua Fabris – dobbiamo l’impulso decisivo che ha portato all’edizione delle opere di Franz Rosenzweig, il pensatore ebreo-tedesco che ha elaborato un neues Denken, un pensiero che risulta attraversato in maniera concreta dall’esperienza e dal linguaggio. A Casper dobbiamo inoltre la riscoperta nel nostro tempo di Ferdinand Ebner, il maestro austriaco pensatore del dialogo. E sempre a Casper la cultura tedesca deve l’introduzione nel dibattito filosofico post-heideggeriano, degli stimoli decisivi legati alla riflessione di Emmanuel Levinas – fondamentale il suo Angesichts des Anderen. Emmanuel Levinas. Elemente seines Denkens, Ferdinand Schöningh, Paderborn-München-Wien-Zürich 2009 (n.d.r.) – e di altri pensatori della fenomenologia religiosa francese contemporanea». Insignito del Dottorato honoris causa presso l’Institute Catholique di Parigi, Casper è stato proclamato vinci¬tore della Prima Edizione del Premio Internazionale di Filosofia/Filosofi lungo l’Oglio. Un libro per il presente con il volume: Das Dialogische Denken. Franz Rosenzweig, Ferdinand Ebner und Martin Buber (Alber, Freiburg-München 1967; 2002); tr. it. Il pensiero dialogico. Franz Rosenzweig, Ferdinand Ebner e Martin Buber, Morcelliana, Brescia 2009. Tra le altre opere tradotte in italiano ha pubblicato: Ermeneutica e teologia, Morcelliana, Brescia 1974; Evento e preghiera. Per una ermeneutica dell’accadimento religioso, a cura di S. Bancalari, CEDAM, Padova 2003; Per una fondazione della teologia filosofica nell’evento, in «Humanitas» 3(2004); Passività e trascendenza nel pensiero di Emmanuel Levinas, in Etica, Religione e Storia. Studi in memoria di Giovanni Moretto, a cura di D. Venturelli, R. Celada Ballanti, G. Cunico, il nuovo melangolo, Genova 2007, pp. 209-213; Rosenzweig e Heidegger; L’esistenziale della tentatio, in Heidegger e San Paolo, a cura di A. Molinaro, Urbaniana University Press, Roma 2008, pp. 31-55; Essere ed evento, Morcelliana, Brescia 2008; L’uomo disorientato e la ricerca della sua vera libertà, in Vizi e virtù, tr. it. di S. Bancalari, a cura di F. Nodari, Massetti Rodella, Roccafranca 2008, pp. 71-94; Sul senso del nostro corpo, in Corpo, tr. it. di S. Bancalari, a cura di F. Nodari, Massetti-Rodella, Roccafranca 2010, pp. 23-46; La felicità, il dono e la fede, tr. it. di S. Bancalari, a cura di F. Nodari Massetti Rodella, Roccafranca 2011; Dignità e responsabilità. Una riflessione fenomenologica, tr. it. di S. Bancalari, a cura di F. Nodari, Massetti Rodella, Roccafranca 2012; In ostaggio per l’Altro, (con E. Levinas), a cura di A. Fabris, ETS, Pisa 2012; La scoperta dell’umanità nell’inferno dello Stalag 1492, tr. it. di L. Bonvicini, a cura di F. Nodari, Massetti Rodella, Roccafranca 2013; Sui diversi modi di intendere e vivere la tolleranza, tr. it. di S. Bancalari, a cura di F. Nodari, Massetti Rodella, Roccafranca 2013; Grundfragen des Humanen. Studien zur Menschlichkeit des Menschen, Ferdinard Schöningh, Paderborn 2014; Fidarsi – Cibo della nostra vita. Momenti del suo accadere, tr. it. di L. Bonvicini, a cura di F. Nodari, Massetti Rodella, Roccafranca 2014; Evento della pittura ed esistenza umana vissuta. Su due opere di Vincenzo Civerchio a Travagliato, tr. it. di L. Bonvicini, intr. e cura di F. Nodari, Morcelliana, Brescia 2014.

conferenza, festival, filosofia

Per non tradire la fiducia dei bambini

Altro appuntamento da non perdere nell’ambito del ricco calendario della nona edizione del Festival Filosofi lungo l’Oglio. Venerdì 18 luglio, a partire dalle ore 21.15, nel cortile della Biblioteca Comunale C. Cantù, in corso Bonomelli, 37 a Rovato (Bs) [ in caso di pioggia nel Teatro San Carlo, sito in via Castello 32] è atteso l’intervento di Maria Rita Parsi – psicoterapeuta, scrittrice, Presidente della Fondazione Movimento Bambino nonché madrina del Festival– che affronterà la parola chiave della Kermesse concentrando l’attenzione sui più piccoli: Per non tradire la fiducia dei bambini. Un titolo che sembra quasi un imperativo e che pare richiamare gli intenti contenuti nel «Manifesto sulla visione Bambinocentrica del mondo» denominato Carta di Roma, recentemente ideato e promosso da Maria Rita Parsi e da un comitato scientifico ad hoc. L’importante documento sintetizza in 10 punti l’essenza di «un mondo a misura di bambino» e ne sprona la messa in pratica «quale l’unica, vera e ultima Rivoluzione possibile». Maria Rita Parsi – che ha dedicato la sua vita ai bambini e alla loro innocenza, spesso, preda della violenza quale «atto di potere» da parte degli adulti: dalla totale noncuranza, alla mancanza di dialogo per arrivare all’abbruttimento di chi pratica la pedofilia – scrive in Le mani sui bambini (Mondadori, Milano 1998) «Alle mani del potere nascosto, nemico di ogni umana convivenza e crescita, assomigliano le mani di chi non considera i bambini persone, di chi li fa crescere nel vuoto dell’indifferenza, di chi li umilia scandalizzando il loro cuore. […] Le mani di chi li sopraffà e li sfrutta, di chi li rende vittime di soprusi, di abbandoni, di abusi, di sevizie, di chi approfitta del “silenzio di Isacco” e della sua rassegnazione al sacrificio. Sono mani di adulti immaturi, irrealizzati, violenti, perversi». Spezzare il silenzio che si cala, troppo spesso, su questi atti disumani è già un primo, anche se piccolo passo, per non tradire la fiducia dei fanciulli.

CHI È MARIA RITA PARSI

Psicoterapeuta e scrittrice, svolge da anni un’intensa attività didattica e di formazione presso università, istituti specializzati, associazioni private. Ha elaborato una metodologia psicologica della «psicoanimazione»: ha fondato e dirige la SIPA (Scuola Italiana di Psicoanimazione). Negli ultimi trent’anni, ha formato migliaia di persone con la metodologia a mediazione creativo-corporea – da lei ideata e messa a punto – per lo sviluppo del potenziale umano. Nel 1986 è stata insignita del titolo di Cavaliere al merito della Repubblica italiana. Nel 1991 Maria Rita Parsi ha dato vita alla Fondazione Movimento Bambino che conta fulcri in tutta Italia e nella Svizzera Italiana per la diffusione del pensiero e dell’arte dei bambini contro gli abusi e i maltrattamenti e per la tutela giuridica, sociale, culturale dei ragazzi. Recentemente è stato attivato il progetto Fondazione Movimento Bambino per Haiti e Santo Domingo. Nel 2012 viene eletta al Comitato ONU per i Diritti del Fanciullo, organismo con sede a Ginevra che ha il compito di verificare che tutti gli Stati aderenti alla Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti del Bambino ne rispettino gli obblighi. Per Mondadori ha pubblicato, tra gli altri: L’amore violato (1996); Le mani sui bambini (1998); La trilogia della città di R. (1999); Più furbi di Cappuccetto Rosso (2000); Fragile come un maschio (2000); Cuore di mostro (2002); L’alfabeto dei sentimenti (2003); Amori imperfetti (2004); La natura dell’amore (2005); Single per sempre (2007); Alle spalle della luna (2009); Ingrati. La sindrome rancorosa del beneficato (2011), Doni. Miracoli quotidiani di gente comune (2012); Amarli non basta. Come comprendere il linguaggio misterioso dei nostri figli e riuscire a comunicare con loro (con A. Gangeri), a cura di F. Zagarella (2013). Ricordiamo inoltre: Onora il figlio e la figlia (con M.B. Toro), Salani, Milano 2006; Un bambino maleducato (con T. Cantelmi, M.B. Toro), Salani, Milano 2007; Il cervello dipendente. Un’intervista di Maria Rita Parsi (con L. Pulvirenti), Salani, Milano 2007; Promiscuità. Confusione, profusione o diffusione, (con F. Zagarella), Compositori, Bologna 2008; La virtù dell’ascolto, in Vizi e virtù, a cura di F. Nodari, Massetti Rodella, Roccafranca 2008, pp. 15-31; L’oppio dei popoli. Quando la religione narcotizza le coscienze (con V. Andreoli, P. Crepet, D. Meghnagi), Piemme, Milano 2009; Amore e destino, in Destino, a cura di F. Nodari, Massetti Rodella, Roccafranca 2009, pp. 35-53; Il corpo delle donne, in Corpo, a cura di F. Nodari, Massetti Rodella, Roccafranca (Bs) 2010, pp. 111-137; Felice-mente. La felicità al tempo delle escort, a cura di F. Nodari, Massetti Rodella, Roccafranca 2011; L’assassinio di Margherita Lessure, Gruppo Editoriale Viator, Milano 2012; La felicità è contagiosa, Piemme, Milano 2012; Dignitoso come un bambino in Dignità, a cura di F. Nodari, Massetti Rodella, Roccafranca 2012, pp. 103-111; Maladolescenza. Quello che i figli non dicono (con M. Campanella), Piemme, Milano 2014.

 

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La fiducia, cibo della nostra vita

Si apre con un’ospite d’eccezione la settimana conclusiva della nona edizione del Festival Filosofi lungo l’Oglio. V’è grande attesa e fermento per l’arrivo di Bernhard Casper – professore emerito di Filosofia della religione all’Università Freiburg i. B. nonché vincitore della Prima Edizione del Premio Internazionale di Filosofia/Filosofi lungo l’Oglio. Un libro per il presente con il volume Das Dialogische Denken. Franz Rosenzweig, Ferdinand Ebner und Martin Buber (Alber, Freiburg-München 1967; 2002); tr. it. Il pensiero dialogico. Franz Rosenzweig, Ferdinand Ebner e Martin Buber, Morcelliana, Brescia 2009. Lo studioso, tra i maggiori filosofi della religione viventi, terrà la sua lectio magistralis dal titolo: Fidarsi-cibo della nostra vita. Momenti del suo accadere, martedì 15 luglio, a partire dalle ore 21.15, nella suggestiva cornice dell’Auditorium San Fedele, in Piazza Zamara a Palazzolo sull’Oglio (Bs). Luogo che ha già ospitato, il 30 giugno scorso, Armando Savignagno con il suo apprezzato intervento su Don Chischiotte, cavaliere della fede.
«Bernhard Casper – ha dichiarato il direttore scientifico del Festival, Francesca Nodari – muovendo da un metodo fenomenologico ermeneutico, affronterà la parola chiave in oggetto insistendo non tanto sul che cos’è la fiducia, ma sul come si dà l’evento della fiducia, che trova il suo fondamento nella responsabilità. Un accadimento questo che è la condizione per incamminarsi sulla strada della giustizia e della salvezza. Siamo particolarmente grati al Prof. Casper per averci assicurato il dono del Suo alto pensiero e della Sua irrinunciabile presenza anche nell’ambito di questa nona edizione che si chiuderà proprio con un secondo intervento del filosofo di Friburgo, una lezione di teologia monumentale sull’Assunzione del Civerchio, il prossimo 20 luglio, sempre alle ore 21.15, nella Chiesa di S. Maria dei Campi a Travagliato (Bs). Ulteriori dettagli verranno forniti nei giorni immediatamente precedenti l’evento».

CHI È BERNHARD CASPER

Nato a Trier nel 1931, Bernhard Casper si è abilitato nel 1967. Allievo di Bernhard Welte – del quale ha curato la Gesammelte Schriften per l’editore Herder (l’edizione è divisa in 5 sezioni, per complessivi 15 tomi) – Casper è professore emerito di Filosofia della religione all’Università Freiburg im Breisgau. La sua ricerca, che va dal pensiero dialogico al plesso linguaggio e tempo si impernia su due linee metodiche costanti e dialetticamente articolate: quella fenomenologico-ermeneutica (Martin Heidegger) e quella del «nuovo pensiero» (Franz Rosenzweig). Per Casper l’oggetto della filosofia della religione consiste fondamentalmente nell’evento della preghiera come «atto estremo di un essere umano razionale che si temporalizza». Questo oggetto presuppone la fede e Casper non nasconde il suo legame con il cristianesimo, intendendo il pensare filosofico strettamente congiunto con la teologia per la comune dimensione ermeneutica. Inoltre la preghiera rappresenta un evento universalmente comprensivo, non dandosi religione senza preghiera. La preghiera qui è intesa come evento, la cui analisi rivela lo stretto legame con il linguaggio, mettendo in evidenza una peculiare relazione con l’Altro. Qui va precisato il concetto di Ereignis (evento), la cui differenza da quello di Erlebnis (vissuto) è così delineata: «Mentre il «vissuto» può rimanere nell’ambito di ciò che è meramente interiore, del meramente soggettivo e privato, nel senso di «evento» l’accento è posto sul fatto che nell’evento l’uomo, che fa esperienza e comprende, viene strappato a sé e trascinato verso qualcosa che gli è estraneo e altro».
Dall’analisi della preghiera sia del singolo che della comunità e della festa, emergono temi tipici quali: l’attenzione, la temporalizzazione dell’uomo, la formazione del linguaggio, la corporeità, la quotidianità. Temi che trovano il loro fondamento nella storicità del pensiero, in una determinata esperienza religiosa, sulla quale Casper radica la possibilità di una Theologia philosophica. Conosciuto dal pubblico italiano per numerosi saggi, frutto in particolare della sua partecipazione ai Colloqui Castelli di Roma e per le numerose conferenze tenute in molti atenei nazionali, Casper si è imposto nel dibattito filosofico contemporaneo proprio per la sua impostazione teoretica innovativa: «la quale, pur proseguendo la linea della tradizione ermeneutica – scrive Adriano Fabris nella premessa a Essere ed evento –, va al di là di essa e si confronta in maniera originale con il pensiero ebraico del Novecento. A Casper – continua Fabris – dobbiamo l’impulso decisivo che ha portato all’edizione delle opere di Franz Rosenzweig, il pensatore ebreo-tedesco che ha elaborato un neues Denken, un pensiero che risulta attraversato in maniera concreta dall’esperienza e dal linguaggio.
A Casper dobbiamo inoltre la riscoperta nel nostro tempo di Ferdinand Ebner, il maestro austriaco pensatore del dialogo. E sempre a Casper la cultura tedesca deve l’introduzione nel dibattito filosofico post-heideggeriano, degli stimoli decisivi legati alla riflessione di Emmanuel Levinas – fondamentale il suo Angesichts des Anderen. Emmanuel Levinas. Elemente seines Denkens, Ferdinand Schöningh, Paderborn-München-Wien-Zürich 2009 (n.d.r.) – e di altri pensatori della fenomenologia religiosa francese contemporanea». Insignito del Dottorato honoris causa presso l’Institute Catholique di Parigi, Casper è stato proclamato vincitore, l’8 luglio 2012, della Prima Edizione del Premio Internazionale di Filosofia/Filosofi lungo l’Oglio. Un libro per il presente con il volume: Das Dialogische Denken. Franz Rosenzweig, Ferdinand Ebner und Martin Buber (Alber, Freiburg-München 1967; 2002); tr. it. Il pensiero dialogico. Franz Rosenzweig, Ferdinand Ebner e Martin Buber, Morcelliana, Brescia 2009. Tra le altre opere tradotte in italiano ricordiamo: Ermeneutica e teologia, Morcelliana, Brescia 1974; Evento e preghiera. Per una ermeneutica dell’accadimento religioso, a cura di S. Bancalari, CEDAM, Padova 2003; Per una fondazione della teologia filosofica nell’evento, in «Humanitas» 3(2004); Passività e trascendenza nel pensiero di Emmanuel Levinas, in Etica, Religione e Storia. Studi in memoria di Giovanni Moretto, a cura di D. Venturelli, R. Celada Ballanti, G. Cunico, il nuovo melangolo, Genova 2007, pp. 209-213; Rosenzweig e Heidegger; L’esistenziale della tentatio, in Heidegger e San Paolo, a cura di A. Molinaro, Urbaniana University Press, Roma 2008, pp. 31-55; Essere ed evento, Morcelliana, Brescia 2008; L’uomo disorientato e la ricerca della sua vera libertà, in Vizi e virtù, tr. it. di S. Bancalari, a cura di F. Nodari, Massetti Rodella Editori, Roccafranca (Bs) 2008, pp. 71-94; Sul senso del nostro corpo, in Corpo, tr. it. di S. Bancalari, a cura di F. Nodari, Massetti-Rodella Editori, Roccafranca (Bs) 2010, pp. 23-46; La felicità, il dono e la fede, tr. it. di S. Bancalari, a cura di F. Nodari, Massetti Rodella Editori, Roccafranca (Bs) 2011 e in Felicità, a cura di F. Nodari, Collana «Filosofi lungo l’Oglio», pp. 151-174, Massetti Rodella Editori, Roccafranca (Bs) 2011; Dignità e responsabilità. Una riflessione fenomenologica, tr. it. di S. Bancalari, a cura di F. Nodari, Massetti Rodella Editori, Roccafranca (Bs) 2012 e in Dignità, a cura di F. Nodari, Collana «Filosofi lungo l’Oglio», pp. 251-280. Di grande importanza è il volume E. Levinas-B. Casper, In Ostaggio per l’Altro (a cura di A. Fabris, ETS, Pisa 2012), trascrizione del colloquio che si svolse a Parigi l’11 giugno 1981 tra Levinas e Casper. L’intervista, che venne ripresa dalla Südwestfunk e trasmessa a cura di B. Casper e D. Rümmele, è pubblicata per la prima volta per i tipi della ETS. In essa vengono toccati, quasi in un compendio, i principali temi della filosofia levinasiana, tanto da risultare una vera e propria introduzione ai concetti fondamentali del pensiero del filosofo ebreo lituano. Ricordiamo inoltre: La scoperta dell’umanità nell’inferno dello Stalag 1492, tr. it. di L. Bonvicini, a cura di F. Nodari, Massetti Rodella, Roccafranca 2013; Sui diversi modi di intendere e vivere la tolleranza, tr. it. di S. Bancalari, a cura di F. Nodari, Massetti Rodella, Roccafranca 2013; Evento della pittura ed esistenza umana vissuta. Su due opere di Vincenzo Civerchio a Travagliato, tr. it. di L. Bonvicini, intr. e cura di F. Nodari, Morcelliana, Brescia 2014. È da poco uscito in Germania Grundfragen des Humanen. Studien zur Menschlichkeit des Menschen, Ferdinard Schöningh, Paderborn 2014, volume che raccoglie, insieme ad altri saggi, i contributi scritti da B. Casper per il Festival.

 

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La fiducia tra perseveranza e tenerezza

Continua con un calendario particolarmente fitto la nona edizione del Festival Filosofi lungo l’Oglio. In programma altri due appuntamenti da non perdere. Giovedì 10 luglio, a partire dalle ore 21.15, nella Piazza S. Chiara a Villachiara (Bs) [in caso di pioggia nell’adiacente Chiesa Parrocchiale] torna, a gran richiesta, Salvatore Natoli – professore di Filosofia teoretica all’Università Milano Bicocca, tra i maggiori filosofi contemporanei, nonché padrino Festival e cittadino onorario di Villachiara. Lo studioso terrà una lectio magistralis dal titolo: Perseveranza. Fedeli alla meta. Il giorno successivo, venerdì 11 luglio, sempre a partire dalle ore 21.15, nella Chiesa S. Maria Maddalena, in via IV Novembre a Brandico (Bs), sarà la volta di Stefano Semplici –ordinario di Etica sociale all’Università di Roma «Tor Vergata» e Presidente del Comitato Internazionale di Bioetica dell’Unesco. Semplici rifletterà su La città affidabile. Da Adam Smith a Papa Francesco. «Se per un verso Natoli – ha dichiarato il direttore scientifico, Francesca Nodari – partendo dalla constatazione di un paradosso nel quale oggi viviamo che non sta tanto nel dilagare della trasgressione, ma nel venir meno della sua possibilità: “Il trasgressore sa ciò che infrange: negando afferma […] oggi è venuta meno la capacità di orientarsi nel mondo” sosterà sul ritorno di una virtù dimenticata – ma quanto mai necessaria: la perseveranza – sottolineando che “persevera chi continua a lottare per un’idea, anche quando le smentite della storia spingono ad abbandonarla. E lo fa perché i fallimenti non sono sufficienti a intaccare la bontà del fine e meno che mai a persuadere che sia davvero irrealizzabile. Persevera chi resta fedele”; Stefano Semplici mostrerà in che termini oggi si possa parlare di comunità affidabile contrapponendo la teoria del self-love di Adam Smith, secondo il quale «l’amore di sé può essere un virtuoso motivo d’azione… il desiderio di diventare oggetti appropriati di stima e approvazione», al paradigma dell’inaugurare un cuore nuovo di Papa Francesco che, di contro al ricorrente iperindividualismo contemporaneo, sprona ad adottare tre atteggiamenti indispensabili: “la tenerezza (che) ci impegna, la speranza (che) ci proietta verso il futuro, la pazienza (che) accompagna la nostra attesa nel faticoso trascorrere dei giorni. […] Anche oggi la nostra cultura individualista si rifiuta di essere feconda, si rifugia in un permissivismo che livella verso il basso, anche se il prezzo di questa non fecondità è sangue innocente. […] Anche oggi la proposta culturale del ripiegamento su se stessi, in una dimensione egoisticamente individualista, si costruisce a spese dei diritti delle persone, dei bambini. È questo l’Erode moderno”».

CHI È SALVATORE NATOLI

Conosciuto come il filosofo dello stare al mondo, Salvatore Natoli si è laureato presso l’Università Cattolica di Milano, in Storia della Filosofia. Già docente di Logica presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Venezia e di Filosofia della Politica presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Milano, Natoli insegna, attual¬mente, Filosofia Teoretica all’Università degli Studi Milano Bicocca. Natoli, che annovera tra i suoi maestri Emanuele Severino, Gustavo Bontadini e Italo Mancini, si distingue nel panorama filosofico italiano e internazionale, per la sua indagine incessante sullo stare al mondo, in serrato dibattito e confronto con il Cristianesimo, approdando ad una nozione di etica del tutto singolare e radicata nell’ontologia, prima che nella deontologia. I suoi libri sono diventati dei classici. Tra le sue opere ricordiamo: Soggetto e fondamento. Studi su Aristotele e Cartesio, Antenore, Padova 1979; Ermeneutica e genealogia. Filosofia e metodo in Nietzsche, Heidegger, Foucault, Feltrinelli, Milano 1981; L’esperienza del dolore. Le forme del patire nella cultura occidentale, Feltrinelli, Milano 1986; Giovanni Gentile filosofo europeo, Bollati Boringhieri, Torino 1989; Vita buona, vita felice. Scritti di etica e politica, Feltrinelli, Milano 1990; Teatro filosofico. Gli scenari del sapere tra linguaggio e storia, Feltrinelli, Milano 1991; La felicità. Saggio di teoria degli affetti, Feltrinelli, Milano 1994; I nuovi pagani. Neopaganesimo: una nuova etica per forzare le inerzie del tempo, Il Saggiatore, Milano 1995; Dizionario dei vizi e delle virtù, Feltrinelli, Milano 1996; Soggetto e fondamento. Il sapere dell’origine e la scientificità della filosofia, Mondadori, Milano 1996; La politica e il dolore, con Leonardo Verga, Edizioni Lavoro, Roma 1996; Dialogo su Leopardi. Natura, poesia e filosofia, con Antonio Prete, Mondadori, Milano 1996; La politica e la virtù, Edizioni Lavoro, Roma 1999; Dio e il divino. Confronto con il cristianesimo, Morcelliana, Brescia 1999, Progresso e catastrofe. Dinamiche della modernità, Marinotti, Milano 1999; La felicità di questa vita. Esperienza del mondo e stagioni dell’esistenza, Mondadori, Milano 2000, Stare al mondo. Escursione nel tempo presente, Feltrinelli, Milano 2002; Libertà e destino nella tragedia greca, Morcelliana, Brescia 2002; Il cristianesimo di un non credente, Qiqajon, Magnano (Bi) 2002; Parole della filosofia o dell’arte del meditare, Feltrinelli, Milano 2004; La verità in gioco. Scritti su Foucault, Feltrinelli, Milano 2005; Guida alla formazione del carattere, Morcelliana, Brescia 2006; La salvezza senza fede, Feltrinelli, Milano 2007; La mia filosofia. Forme del mondo e saggezza del vivere, a cura di F. Nodari, ETS, Pisa 2007; Edipo e Giobbe. Contraddizione e paradosso, Morcelliana, Brescia 2008; Avere cura di sé, in Vizi e virtù,a cura di F. Nodari, Collana «Filosofi lungo l’Oglio», Massetti Rodella, Roccafranca 2008, pp. 33-54; Crollo del mondo, Morcelliana, Brescia 2009; Far fronte al destino, in Destino, a cura di F. Nodari, Massetti Rodella, Roccafranca 2009, pp. 55-77; Il buon uso del mondo. Agire nell’età del rischio, Mondadori, Milano 2010; L’edificazione di sé. Istruzioni sulla vita interiore, Laterza, Roma-Bari 2010; Corporeità, soggettività, relazione, in Corpo, a cura di F. Nodari, Collana «Filosofi lungo l’Oglio», Massetti-Rodella Editori, Roccafranca (Bs) 2010, pp. 165-186; Non ti farai idolo né immagine (con P. Sequeri), il Mulino, Bologna 2011; La fecondità delle virtù, Massetti Rodella, Roccafranca 2011 e in Felicità, a cura di F. Nodari, Massetti Rodella, Roccafranca 2011, pp. 185-202; I comandamenti. Non ti farai idolo né immagine (con P. Sequeri), Il Mulino, Bologna 2011; Nietzsche e il teatro della filosofia, Feltrinelli, Milano 2011; Eros e Philia, AlboVersorio, Milano 2011; Sperare oggi (con F. Mosconi), Il Margine, Trento 2012; Dignità e rispetto. L’obbligo di renderlo, il dovere di meritarlo, in Dignità, a cura di F. Nodari, Massetti Rodella, Roccafranca 2012, pp. 311-327; La verità del corpo, AlboVersorio, Milano 2012; Dolore (con M. D. Semeraro), Il Margine, Trento 2013; Beati quelli che hanno fame e sete di giustizia, perché saranno saziati (con L. ciotti), Lindau, Torino 2013; «Non ti farai né idoli né immagini». Dall’idolatria al feticismo contemporaneo, Consorzio per il Festivalfilosofia, Modena 2013; Antropologia politica degli italiani, La Scuola, Brescia 2014; Perseveranza, il Mulino, Bologna 2014.

 

« […] siamo “custodi” della creazione, del disegno di Dio iscritto nella natura, custodi dell’altro, dell’ambiente; non lasciamo che segni di distruzione e di morte accompagnino il cammino di questo nostro mondo! Ma per “custodire” dobbiamo anche avere cura di noi stessi! Ricordiamo che l’odio, l’invidia, la superbia sporcano la vita! Custodire vuol dire allora vigilare sui nostri sentimenti, sul nostro cuore, perché è proprio da lì che escono le intenzioni buone e cattive: quelle che costruiscono e quelle che distruggono! Non dobbiamo avere paura della bontà, anzi neanche della tenerezza!».

Papa Francesco, Omelia per l’inizio del ministero petrino (Piazza S. Pietro, 19 marzo 2013)

CHI È STEFANO SEMPLICI

Nato ad Arezzo nel 1961, Stefano Semplici è dal 2006 professore ordinario di Etica sociale all’Università di Roma «Tor Vergata», dove è entrato nel 1986 dopo la laurea e il perfezionamento presso la Facoltà di Lettere e quella di Magistero dell’Università «La Sapienza», sotto la guida rispettivamente di Marco Maria Olivetti e Valerio Verra. La sua attività di ricerca si è articolata su due fondamentali direttrici: l’interesse per la filosofia contemporanea (il nichilismo, la ripresa dell’istanza trascendentale “a valle” del linguistic turn, il “nuovo pensiero”) e quello per la filosofia “classica” tedesca e la vicenda storico-culturale nella quale nasce e si consolida la “filosofia della religione” (l’illuminismo, Kant, Hegel). Negli ultimi anni, parallelamente ai nuovi impegni didattici, è cresciuta l’attenzione per le tematiche connesse all’etica pubblica e “applicata”, con particolare riferimento alla bioetica, ai processi di comunicazione interculturale e all’«etica degli affari». È Presidente del Comitato Internazionale di Bioetica dell’Unesco e direttore della rivista «Archivio di filosofia». Fa parte della «Internationale Hegel-Vereinigung», della Direzione scientifica della Collana di Filosofia morale e del Comitato scientifico dell’Annuario di Etica editi da Vita e Pensiero e del Comitato scientifico della Fondazione «Nova Spes». È direttore editoriale della Collana di Studi e Ricerche «Dario Mazzi» (il Mulino) e direttore scientifico del Collegio universitario «Lamaro-Pozzani» della Federazione nazionale dei Cavalieri del lavoro. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo: Un filosofo “all’ombra del nichilismo”. W. Weischedel, Armando, Roma 1984; Socrate e Gesù. Hegel dall’ideale della grecità al problema dell’Uomo-Dio, CEDAM, Padova 1987; Dalla teodicea al male radicale. Kant e la dottrina illuminista della “giustizia di Dio”, CEDAM, Padova 1990; La logica e il tempo. Il «Nuovo pensiero» e Hegel, Marietti, Genova 1992; Il soggetto dell’ironia, Padova, CEDAM, 2002; Bioetica. Le domande, i conflitti, le leggi, Morcelliana, Brescia 2007; Undici tesi di bioetica, Morcelliana, Brescia 2009; Invito alla bioetica, La Scuola, Brescia 2011; Bioetica. La dignità che divide, in Dignità, a cura di F. Nodari, Massetti Rodella, Roccafranca 2012, pp. 329-345; I diritti umani. Un baluardo della diversità o il diritto del più forte?, intr. e cura di F. Nodari, Massetti Rodella, Roccafranca 2013; Italia no, Italia forse. Perché i talenti fuggono e qualche volta ritornano, La Scuola, Brescia 2014. Ha al suo attivo numerosi articoli, saggi e curatele.