Società

La sociologia come scienza

Émile Durkheim ha dato un contributo fondamentale allo sviluppo della sociologia come scienza, alimentando un dibattito serrato sull’autonomia della disciplina dalla filosofia e dalle altre scienze umane e dandole dignità accademica, insegnandola per primo all’Università di Bordeaux (1857) – il corso prese il nome di Sciences sociales –, poi alla Sorbonne (1902), dove tenne fino al 1911 importanti corsi sull’educazione [L’éducation morale, 1902-3; L’évolution pédagogique en France, 1904-5; Éducation et société, 1922] da una prospettiva sociologica.

Negli anni, Durkheim ha concepito sempre più la sociologia come una scienza empirica ed esatta. Lo studioso ha insistito, in particolare, sulla specificità del suo oggetto di studio rispetto a ciò di cui si occupano le altre scienze. La realtà sociale, infatti, è irriducibile agli individui e li trascende, esercitando su di loro un’influenza irresistibile, imponendosi sulla loro volontà. Tale influenza, infine, ha caratteristiche distintive, perché penetra nella coscienza degli individui, instilla loro convinzioni che vengono, più o meno consapevolmente, interiorizzate e ne guida i comportamenti. La società, infatti,

«oltrepassa le coscienze individuali, e nello stesso tempo è loro immanente»,

sta al di fuori e al di sopra degli individui, ma anche dentro le loro teste.

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