festival

BilBolBul 2018

Ci siamo! È iniziata la settimana di BilBOlbul. Per non perdersi niente, ecco il secondo capitolo della guida al festival, con gli appuntamenti principali dei prossimi giorni.
Scopri il programma completo di BilBOlbul 2018
Cominciamo dai fondamentali: il centro del festival è la Biblioteca Salaborsa, dove trovi l’infopoint, il bookshop e lo spazio dediche.

Le dediche vanno prenotate, ci vuole un attimo: controlla il calendario (meglio il giorno stesso: può subire variazioni), passa all’infopoint e ritira il tagliando che ti dà accesso alle dediche.

Mentre sei all’infopoint, puoi acquistare la Carta amici del festival, che ti fa risparmiare il 10% sui libri del bookshop (e una marea di altre cose) e sostenere BilBOlbul.

Questa è anche la settimana del Black Friday, e un buon giorno per passare al bookshop è venerdì 23, quando tutti i libri saranno scontati del 10% (del 15% per chi ha la Carta Amici).

Pubblicazioni
BBB18 In corso d’opera
Metà guida al festival e metà rivista, BBB18 In corso d’opera contiene approfondimenti sugli autori ospiti e due interviste a Francesco Cattani e Francesca Ghermandi. Da sfogliare visitando le mostre.
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Jack Kirby. Mostri, uomini, dei
Da Jonathan Lethem a Paul Karasik, da Stefano Ricci a Roberto Recchioni: fumettisti, sceneggiatori e scrittori da tutto il mondo raccontano l’arte di Jack Kirby in un catalogo illustrato.
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Le mostre
Si comincia venerdì 23 con una doppia inaugurazione: Risorse umane di Francesco CattaniThe Dungeon Master di Mat Brinkman in Pinacoteca Nazionale di Bologna, alle 18.30.
Prima, però, inaugura Alla ricerca della tela infinita. Il progetto ERCcOMICS in Accademia di Belle Arti, giusto al civico accanto.

Sabato 24 è il momento di Jack Kirby: Mostri, uomini, dei inaugura alle 12 alla Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna.
Alle 15 apre Mosca cieca di Amandine Meyer al Museo internazionale e biblioteca della musica;
alle 19 Il grifone d’oro di Gianluca Ascione al Cassero LGBT Center,  a cura di Canicola (preceduto da un incontro con Cristina Portolano) e alle 20 Mangiami bevimi di Emelie Östergren a Squadro Stamperia Galleria d’Arte.
Dopo, festa al Locomotiv.

Domenica 25 ci si riprende dalla festa e ci si trova all’albergo Al Cappello Rosso alle 19.30 per la tradizionale apertura delle BBB Room, quest’anno a opera di Amandine Meyer e Luca Di Sciullo.

Intanto, sono già visitabili Anatomia delle macerie di Guido Buzzelli in Accademia di Belle Arti (fino al 25 novembre) e Io sono Mare di Cristina Portolano al MAMbo (a cura di Canicola, fino al 2 dicembre).

Visite guidate
Organizziamo visite guidate per gruppi e classi alle mostre di Jack Kirby, Francesco Cattani, Mat Brinkman, Amandine Meyer e ERcCOMICS. Per info e prenotazioni, scrivi a bbbragazzi@bilbolbul.net
Gli incontri
BilBOlbul apre col botto con la lectio magistralis di David B. sul fantasticogiovedì 22 alle 15 in Accademia di Belle Arti. Da non perdere assolutamente.

Modi del fantastico

Ai modi del fantastico è dedicato il ciclo omonimo di incontri in collaborazione con l’Erasmus Mundus in Culture Letterarie Europee dell’Università di Bologna. Oltre a due ritratti d’autore, Francesco Cattani e Ruppert & Mulot, esploriamo le tante dimensioni del fantastico parlando di infanzia con Amandine Meyer ed Emelie Östergrendi architettura con Lucas Harari e Paolo Bacilieri e di scienza con Tuono Pettinato, Francesca Riccioni e gli autori di ERCcOMICS.

Grandi maestri

Oltre al convegno dedicato a Guido Buzzelli, altri due incontri su due grandi del fumetto americano: Join the Multiforce con Mat Brinkman e Ratigher, e Ho visto un re, ritratto di Jack Kirby a più voci – quelle di Paul Gravett, Giuseppe Camuncoli, Matteo Casali, Ratigher e Alessandro Tota.

Ping Pong – Autori a confronto

Ogni sera alle 21.30 la libreria Modo Infoshop ospita Ping Pong, un ciclo di incontri che mette a confronto coppie di autori e autrici: Francesca Ghermandi e Ivan Hurricane, Aniss El Hamouri e Anna Haifisch, e la doppia coppia Lise e Talami e Ruppert & Mulot.

BBB consiglia

Domenica 25 è il giorno di BBB consiglia, un ciclo di incontri con autori e autrici di alcuni dei migliori fumetti usciti di recente:
Sara Colaone e Luca De Santis presentano Ariston (Oblomov, 2018) con la storica delle donne Eleonora Landini;
Giacomo Nanni presenta Atto di Dio (Rizzoli, 2018) con Giorgio Vasta;
Luca Caimmi presenta Pinocchio (orecchio acerbo, 2018) con Antonio Faeti.

BilBOlbul in Cineteca
Dopo l’omaggio a Bonvi e alle sue Sturmtruppen (che prosegue a dicembre con una rassegna in Cineteca e con la grande mostra a Palazzo Fava, dal 7 dicembre), sabato alle 20 Gipi presenta Il ragazzo più felice del mondo con Gero Arnone al Cinema Lumière.

In programma in Cineteca anche due proiezioni per bambini, in collaborazione con Schermi e lavagne.

BBB bambini
Se vieni al festival con dei bambini, ti ricordiamo che sono ancora aperte le iscrizioni ai laboratori di Cristina Portolano, Luca Di Sciullo, Teresa Sdralevich e Clayton Junior.

Per info e iscrizioni, controlla qui il programma completo di BBB bambini, o scrivi una mail a bbbragazzi@bilbolbul.net.

Sembra lunghissimo, eppure questo è solo un assaggio dei tanti appuntamenti di BilBOlbul. Per scoprirli tutti, tieni d’occhio il sito o la pagina Facebook del festival.
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editoria

Le origini del Mulino

Mostra documentaria dal titolo Le origini del Mulino (1951-1964)

In occasione dell’anniversario della morte di Giovanni Evangelisti, nel quadriloggiato della Biblioteca dell’Archiginnasio sarà liberamente visitabile la mostra, allestita dalla Fondazione Biblioteca del Mulino in collaborazione con la Biblioteca dell’Archiginnasio. L’esposizione ricostruisce attraverso vari documenti – foto, libri, riviste, carteggi – la vicenda di questa casa editrice e del gruppo che le è collegato, un pezzo importante della storia culturale, poilitica e sociale di Bologna e dell’Italia.
I documenti, provenienti dai 160 metri dell’archivio del Mulino, sono il primo risultato, condiviso con il pubblico, di un importante lavoro di riordino di tutto l’archivio al termine del quale sarà completamente fruibile.

La mostra è il migliore modo possibile di ricordare un uomo che, nei 44 anni del suo rapporto con il Mulino, ha contribuito in maniera determinante a forgiarne la storia. La sede è significativa perché all’Archiginnasio la vedova e i figli hanno donato la preziosa bilbioteca personale di Evangelisti. La donazione verrà ricordata in un incontro di inaugurazione, 2 ottobre alle ore 17.30.

 

Quando

Dal 2 Ottobre al 4 Novembre 2018
dal lunedì al sabato dalle 9 alle 19, la domenica e i giorni festivi dalle 10 alle 14. Giovedì 4 ottobre 10-19.
Ingresso gratuito

Informazioni

Biblioteca dell’Archiginnasio

Tel. 051 276811

ingresso libero

illustrazione

Il giornalino della Domenica

Arte

Utagawa Kunisada

Museo di Palazzo Poggi – Sala di Arte Orientale
mostra per il 30° anniversario del Centro Studi d’Arte Estremo-Orientale di Bologna

 

 

Mostra dedicata a Utagawa Kunisada (1786-1865).

Popolarissimo ai suoi tempi, la sua fama superava quella di artisti a lui contemporanei come Hokusai. A lungo ingiustamente sottovalutato in Occidente, recentemente Kunisada è stato oggetto di numerose ricerche, pubblicazioni ed esposizioni a livello internazionale, che ne hanno rivelato la straordinaria statura artistica, assegnandogli un posto stabile nell’Olimpo dei maggiori artisti della xilografia ukiyo-e del XIX secolo, accanto a Hokusai, Hiroshige e Kuniyoshi. Kunisada è l’artista più prolifico dell’arte giapponese, avendo prodotto più di 40.000 opere fra stampe, libri e dipinti. La sua sterminata produzione di stampe dedicate al teatro kabuki rivela un’eccezionale ricchezza inventiva e fa di lui il maggior autore di stampe teatrali del XIX secolo. Un altro campo in cui si è distinto, lasciando numerosi capolavori, è quello della raffigurazione di bellezze femminili, un genere chiamato in giapponese bijinga.

La collezione di stampe giapponesi ukiyo-e del Museo di Palazzo Poggi è ricca di più di 250 opere di Kunisada, la maggior parte delle quali è di proprietà della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, che le ha cedute in comodato d’uso all’Università di Bologna. Per la realizzazione della mostra ne sono state selezionate circa 90 fra le più rappresentative.

Le stampe verranno presentate in tre esposizioni distinte, seguendo un itinerario cronologico, consentendo così di conoscere attraverso opere significative le principali fasi stilistiche della lunga e fruttuosa carriera artistica di Kunisada.

CALENDARIO

Seconda parte: 16 dicembre 2017 – 2 marzo 2018

Terza parte: 3 marzo 2018 – 3 giugno 2018
Inaugurazione 3 marzo 2018, ore 16.00

Orari di apertura: da martedì a venerdì: 10 – 16; sabato, domenica e festivi: 10 – 18; chiusure: 24 e 25 dicembre, 1 gennaio.

Durante il periodo espositivo verranno organizzate diverse attività collaterali, quali visite guidate e conferenze, curate dal Centro Studi d’Arte Estremo-Orientale, in collaborazione con il Museo di Palazzo Poggi.

Ingresso gratuito per gli abbonati alla Card Musei Metropolitani Bologna

Arte

Luigi Busi

Luigi Busi. L’eleganza del vero 1837-1884

a cura di Stella Ingino

promossa dall’Associazione Bologna per le Arti

Palazzo d’Accursio, Bologna

28 gennaio18 marzo 2018

inaugurazione: 27 gennaio, ore 17.30

 

 

L’artista Luigi Busi è il protagonista della quattordicesima mostra retrospettiva promossa da Bologna per le Arti, associazione culturale da anni impegnata nel percorso di riscoperta e valorizzazione della pittura bolognese tra Ottocento e Novecento.

 

Si tratta della prima grande esposizione monografica dedicata al pittore nella sua città natale, che accoglierà circa quaranta opere di provenienza sia pubblica che privata affiancate dai dipinti dei maestri che hanno segnato la sua formazione e degli artisti contemporanei che ne hanno influenzato l’iter creativo.

 

La mostra è curata da Stella Ingino e inaugurerà sabato 27 gennaio 2018 alle ore 17.30 presso la Sala Ercole di Palazzo d’Accursio a Bologna. Per l’occasione sarà pubblicato anche un ampio catalogo dedicato alla variegata produzione dell’artista, corredato da testi critici di Stella Ingino, Ornella Chillè, Alessio Costarelli e Ilaria Chia.

 

L’arte di Luigi Busi trova la sua dimensione nel realismo ottocentesco, spaziando dalle opere di carattere storico a scene di vita borghese, con una predilezione verso temi familiari resi con vibrante sensibilità che gli garantirono ben presto l’ammirazione del pubblico. La morte prematura, avvenuta all’età di soli 47 anni, stroncò una brillante carriera caratterizzata da un grande successo che gli valse numerosi riconoscimenti ufficiali come la nomina di Socio Onorario presso l’Accademia di Belle Arti di Milano, di Bologna e di Perugia, oltre al titolo di Cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia.

 

Luigi Busi si forma al Collegio Artistico Venturoli a Bologna, ottenendo fin dai primi anni di studio premi e menzioni. Nel 1858, dopo aver vinto il Pensionato Angiolini, si trasferisce a Roma dove entra in contatto con le novità della pittura storica in direzione realista portate avanti da Altamura, Morelli e Ussi.

Negli anni Sessanta ottiene importanti commissioni pubbliche a Bologna occupandosi, in collaborazione con Luigi Samoggia, della decorazione del Teatro Comunale e della Sala Rossa in Palazzo d’Accursio. Nel 1867 è selezionato per l’Esposizione Universale di Parigi e raggiunge l’apice della fama con la premiazione all’Esposizione Nazionale tenuta a Parma nel 1870 e con l’Esposizione Universale di Vienna nel 1873.

Nel 1871 dipinge tre grandi tele per il «Salone del Risorgimento» del marchese Pizzardi e nel 1873 la pala Il martirio dei Santi Vitale e Agricola per l’altare maggiore dell’omonima chiesa bolognese. Altre opere di soggetto religioso sono nella cappella di Villa Hercolani Belpoggio a Bologna e nel Santuario della Madonna del Piratello, nei pressi di Imola.

Tra le decorazioni parietali si annoverano inoltre i suoi interventi nel Palazzo della Banca d’Italia a Firenze, in due palazzi privati a Imola e nella Sala degli Etruschi nel Museo Civico Archeologico di Bologna.

 

Tra le opere esposte in mostra si potranno ammirare: Cristoforo Colombo della Regione Emilia Romagna; Ritratto di Cavour e Minghetti e il dipinto del pittore Antonio Puccinelli, Carlo Alberto a Oporto del Museo del Risorgimento; Luigi Nicolò de’ Lapi prima del supplizio delle Collezioni d’arte della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna; Via degli Orefici della Collezione BNL Gruppo BNP Paribas di Roma; Giuseppe Busi del Museo Internazionale e Biblioteca della Musica di Bologna e numerose opere, tra dipinti e disegni, provenienti dalla Fondazione Collegio Artistico Venturoli (Le ultime ore del Doge Foscari; Autoritratto; San Sebastiano; Monaco; Studio di paesaggio; Veduta di chiostro; Scena biblica; Ritratto di Clemente IX; Ritratto amministratore conte Agostino Salina; Figura femminile con tamburello; Testa di uomo) oltre alle opere di collezione privata come l’inedito Ritratto della famiglia Hercolani o i celeberrimi Gioie materne e Conseguenze di un matrimonio celebrato col solo rito religioso.

 

La mostra ha ottenuto il patrocinio della Regione Emilia-Romagna, del Comune di Bologna e dell’Accademia di Belle Arti di Bologna.

 

Nel corso dell’esposizione, e precisamente tra febbraio e marzo 2018, si terrà l’ottava edizione dei “Dialoghi Culturali a Palazzo d’Accursio”, un ciclo di conferenze sull’arte e le sue declinazioni tenute da studiosi e personalità del panorama culturale della città. Gli appuntamenti si terranno presso la Cappella Farnese di Palazzo d’Accursio.

 

La mostra sarà aperta al pubblico dal 28 gennaio al 18 marzo 2018 e si potrà visitare gratuitamente martedì, mercoledì, giovedì, sabato e domenica dalle ore 10.00 alle ore 18.30 e venerdì dalle 15 alle 18.30 (lunedì chiuso).

 

Immagine di apertura:
Luigi Busi, Conseguenze di un matrimonio celebrato col solo rito religioso, collezione privata

 

Bologna per le Arti è un’associazione culturale senza scopo di lucro nata nel 1999 per fornire un servizio diretto alla conoscenza e alla divulgazione delle arti figurative con specifico riferimento ai periodi dell’Ottocento e del Novecento. A tal fine, l’associazione si propone di organizzare mostre, conferenze e pubblicazioni finalizzate alla valorizzazione della tradizione artistico-culturale del territorio bolognese. Bologna per le Arti realizza i propri progetti collaborando con enti, associazioni e istituzioni di natura pubblica e privata. Dal 2010 realizza le proprie mostre annuali (circa 250mila visitatori) presso Palazzo d’Accursio in collaborazione con il Comune di Bologna, sempre corredate dal ciclo di incontri «Dialoghi Culturali a Palazzo d’Accursio» grazie alla partecipazione dei maggiori professionisti della cultura in città e nel Paese. Dopo l’incredibile successo di pubblico delle mostre su Alfredo Protti, Flavio Bertelli e Carlo Corsi, e dopo esser stata onorata della Medaglia dal Presidente della Repubblica per le mostre “Mario di Maria (Marius Pictor). Il pittore delle lune” e “Giovanni Romagnoli. L’eterna giovinezza del colore” l’Associazione prosegue la sua attività promuovendo la quattordicesima retrospettiva che quest’anno sarà dedicata al pittore Luigi Busi (Bologna, 1837-1884).

 

Per info:

www.bolognaperlearti.it

info@bolognaperlearti.it

 

Viaggi

Palazzo Pallavicini

L’estate bolognese apre le sue danze annunciando al grande pubblico la prossima apertura dell’incantevole Palazzo Pallavicini, dimora settecentesca di proprietà privata, ubicata in via San Felice 24 a pochi passi dalle Due Torri e da Piazza Maggiore, allo scopo di ospitare prestigiosi eventi culturali: un tesoro nascosto rimasto chiuso per lungo tempo e in via di restituzione alla città, quale vero e proprio contenitore di arte e cultura al pari dei più illustri palazzi bolognesi.

Il progetto, a cura della Pallavicini S.r.l, composta da Chiara Campagnoli, Deborah Petroni e Rubens Fogacci, è stato presentato nella conferenza stampa del 14 giugno. Un processo di eccezionale restauro parziale, che vedrà il celebre fumettista Milo Manara protagonista della prima grande mostra di Palazzo Pallavicini, a partire da venerdì 22 settembre 2017.

 

 

·               Le origini

 

La ristrutturazione in corso degli interni non può che ridestare l’architettura mozzafiato del palazzo che, come riferisce la storica dell’arte Elisabetta Landi nel suo studio “Gianluca e Giuseppe Pallavicini: la cultura e le committenze artistiche e musicali”, fu attribuita da Giuseppe Guidicini (1763 – 1837) agli architetti Paolo Canali e Luigi Casali, commissionati dalla famiglia Isolani nel 1557, giunti a Palazzo dopo i Sala (1493), al tempo della dominazione dei Bentivoglio, e di alcune nobili famiglie bolognesi come i Villa, i Volta e i Marsili.

La folgorante e monumentale scalinata di benvenuto e il salone con soffitto a lanterna, che è il più alto della città insieme a quello di Palazzo Ranuzzi, furono opera di Paolo Canali, mentre le sale vennero fastosamente decorate dai dipinti di Giovanni Antonio Burrini nel 1690.

 

 

·               L’arrivo del Maresciallo Conte Pallavicini

 

Il palazzo fu poi scelto come abitazione per il suo prestigio dal maresciallo Gian Luca Pallavicini (Genova, 1697-1773), condottiero e ministro dell’impero di Carlo VI d’Asburgo e di sua figlia, l’imperatrice Maria Teresa d’Austria e madre della Maria Antonietta regina di Francia decapitata durante la Rivoluzione Francese.

Col Pallavicini, l’edificio divenne la sede di una corte europea dagli scenari di una vera e propria reggia. Vì s’intrecciarono rapporti con la diplomazia internazionale sullo sfondo di feste, banchetti, concerti e il passaggio di teste coronate.  Memorabile fu il corteo che si svolse nel 1764 per celebrare l’“Entrata del Gonfalonierato” – il senator Davia, “Pari di Scozia” e Gentiluomo di Camera del Duca di Modena -, quando i più notabili del tempo ascesero la scala monumentale del Palazzo tra fiaccole e musiche, offrendo alla città uno spettacolo senza pari.

 

 

·               Mozart a Palazzo

 

Ma fu la sera del 26 marzo 1770 che Palazzo Pallavicini visse un momento di preminente importanza storica, che vide il quattordicenne Wolfgang Amadeus Mozart esibirsi nel salone del Burrini alla presenza dell’alta aristocrazia europea e di settanta dame cittadine. Con grande orgoglio, il 28 marzo il conte scrisse al ministro Firmian: “Si tenne a questo fine Lunedì sera in mia casa una conversazione di 70 dame alla quale intervennero il Sig.e Cardinale Legato, i Sig.ri Principi di Holstein, e quasi tutta la nobiltà, e il giovane professore vi diede prove così ammirabili del suo sapere, che nella tenera sua età sembrerebbero incredibili a chi non le vede…”.

Il bambino prodigio era arrivato a Bologna con il padre Leopold il 24 marzo e Gian Luca, che era un fine intenditore, non se lo fece scappare. I Mozart, infatti, furono ospiti del maresciallo a più riprese, anche nella Villa della Croce del Biacco durante l’estate e al palazzo in città nell’autunno seguente, dove videro luce le celebri antifone Cibavit eos, Quaerite primum regnum Dei e con ogni probabilità il minuetto in Mi Bemolle Maggiore K 94.

A Palazzo Pallavicini, Mozart incontrò i grandi protagonisti della musica europea, come Misliveček, Vanhalle, Farinelli, il musicologo Charles Burney (“Incontrai il celebre piccolo tedesco… nel palazzo del principe Pallavicini”) e padre Martini, e con le sue visite rinnovò il gusto musicale in città: “Dal Pallavicino… nel terrazzo c’erano molti suonatori che facevano deliziose sinfonie” (M. Oretti).

 

 

·               Una corte europea nel cuore di Bologna

 

Nelle sale della residenza si avvicendarono altri e importanti episodi di storia internazionale, che videro passare i protagonisti della politica del tempo: dalla giovane principessa Maria Carolina d’Asburgo, che nel 1768 fu scortata a Napoli dal maresciallo Pallavicini per incontrare Ferdinando di Borbone, suo futuro sposo, al granduca di Toscana Pietro Leopoldo di Lorena, con la moglie Maria Luisa di Borbone Spagna, e l’imperatore d’Austria Giuseppe II nel 1769. Il tutto accompagnato da teatrali festeggiamenti, come la memorabile corsa dei “cavalli barbari”, organizzata nel 1775 lungo via San Felice per l’arrivo dell’arciduca Massimiliano.

 

 

·               Gli anni di Giuseppe Pallavicini

 

La magnificenza del Palazzo s’incrementò negli anni a seguire con il conte Giuseppe Pallavicini (1756-1818), che raggiunta la maggiore età e divenuto proprietario dell’edificio, indisse nuovi cantieri, documentati nel dettaglio grazie alle numerose carte dell’archivio di famiglia. Cresciuto con la formazione degna di un sovrano, egli decise di trasformare il palazzo in uno stabilmento neoclassico d’avanguardia di altissimo livello e, in vista delle sue nozze (1776), interpellò grandi protagonisti della civiltà artistica del tempo, tra cui l’architetto Raimondo Compagnini, lo scultore Giacomo Rossi, il quadraturista David Zanotti, e i figuristi Filippo Pedrini e Giuseppe Antonio Valliani.

Ne sono tutt’oggi testimoni le affascinanti decorazioni interne al palazzo. Si pensi all’affresco de L’imperatrice Maria Teresa d’Asburgo come Cibele Madre di tutti i popoli, dipinto tra il 1791 e il 1792 dal bolognese Pietro Fabbri sul soffitto di una sala al piano nobile: un’opera straordinaria e unico esempio al mondo, realizzato non a caso nell’anno in cui la figlia Maria Antonietta languiva nella prigione del Tempio a Parigi. Oppure alle decorazioni in stucco realizzate da Giacomo Rossi sulle pareti delle grandi sale del “Camerone” e dei “Conviti”, con un repertorio di candelabre à la greque impareggiabile per estensione. Lo stesso splendore si ravvisa nella decorazione pittorica realizzata dalla squadra di artisti composta da Giuseppe Antonio Valliani e i figuristi Emilio Manfredi e Francesco Sardelli, i cui lavori testimoniano il gusto per l’antico che si ripete nelle varie sale. Rilevante fu la collaborazione del pittore bolognese Filippo Pedrini, autore di due soffitti ambientati nei paesaggi di Vincenzo Martinelli, in omaggio alle origini mercantili dei Pallavicini, e quella di Serafino Barozzi, autore delle ghirlande fiorite dipinte lungo le pareti della sala dei “Conviti” (motivo ornamentamentale che egli eseguì allo stesso modo nella reggia estiva dell’Oranienbaum per Caterina di Russia).

Il percorso nei cantieri neoclassici di Palazzo Pallavicini ha il suo coronamento nella biblioteca, destinata ai diciottomila volumi del conte Gian Luca, dove si assiste a un altro unicum della pittura bolognese, che vede la data “1792” e la firma del quadraturista, nonché autore della biblioteca, Flaminio Minozzi sulla cupola della sala, quale evento raro per un affresco nella storia dell’arte.

 

Tanta maestosità e prestigio, dunque, in un luogo le cui pareti traspirano le memorie di un tempo e dove, fra storia e stili epocali, rivivono ancora i personaggi del passato. Tutto questo, finalmente, in via di rinascita e rigenerazione di un edificio di grande pregio, il quale si prepara a riservare grandi sorprese alla città di Bologna con un programma culturale straordinario, a partire da settembre 2017.

 

 

INFORMAZIONI UTILI

 

DOVE: PALAZZO PALLAVICINI

INDIRIZZO: Bologna, via San Felice 24

PRIMA APERTURA PUBBLICA: “Nel segno di Manara. Antologica di Milo Manara”, 22 settembre 2017 – 21 gennaio 2018

Contatti: info@palazzopallavicini.com, tel. 3313471504

 

Sito: http://www.palazzopallavicini.com

Facebook: https://www.facebook.com/palazzopallavicini

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corso, storia

Vite in movimento

SPUNTI ED ESPERIENZE DI RICERCA SULLE FONTI DI STORIA DELL’EMIGRAZIONE

Giovedì 12 maggio 2016, dalle ore 14 alle 18 – Via Mentana, 2 Bologna

Il seminario si terrà presso il Centro italiano di documentazione sulla cooperazione e l’economia sociale di Bologna. Sarà presente anche l’Assessore alla Cultura di Cento Claudia Tassinari, che relazionerà sulla storia migratoria della frazione di Renazzo. Leggi tutto

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SEMINARIO “Vite in movimento. Spunti ed esperienze di ricerca sulle fonti di storia dell’emigrazione”

A chiusura delle iniziative dedicate alle attività didattiche promosse dalla Soprintendenza archivistica per l’Emilia Romagna, dalla Soprintendenza per i beni librari e documentari dell’IBC Regione Emilia-Romagna e dal Gruppo di lavoro sulla didattica dell’A.N.A.I. – Sezione Emilia Romagna, con il supporto e la collaborazione delle Province e degli Archivi di Stato dell’Emilia-Romagna alla didattica è in programma giovedì 12 maggio prossimo a Bologna presso il Centro italiano di documentazione sulla cooperazione e l’economia sociale dalle ore 14.00 alle ore 18.00 un seminario dal titolo “Vite in movimento. Spunti ed esperienze di ricerca sulle fonti di storia dell’emigrazione” a cui parteciperà in veste di relatrice anche l’Assessore alla Cultura del nostro comune Claudia Tassinari.

Il territorio centese, con particolare riferimento alla frazione di Renazzo, è sempre stato caratterizzato da una forte vocazione migratoria verso gli Stati Uniti negli anni 1892 – 1924, in particolare nel Massachusetts e più specificatamente nelle città di Plymouth e West Springfield; nel luglio scorso infatti, proprio a Renazzo, è stato inaugurato il Centro studi e ricerche per l’emigrazione dal territorio “Nulla osta per il mondo”, con annessa Biblioteca specializzata, che nel corso del 2016 è stato sede di diverse attività didattiche con gli Istituti secondari di primo grado.

L’iniziativa organizzata a Bologna è rivolta ad archivisti e docenti ed intende offrire ai partecipanti elementi di riflessione e nuovi punti di partenza per l’organizzazione di percorsi ed attività didattiche rivolti alle scuole o a gruppi di adulti.

Arte

Identità

Venerdì 18 settembre 2015 alle ore 18.00
Friday, 18th September 2015 – h. 6:00pm

Biblioteca Comunale dell’Archiginnasio
Piazza Galvani 1, Bologna
Parte di una collettiva commissionata dalla città di Metz (FR) per la Nuit Blanche 2011, Anatomy of Identity mette in mostra la serie Français! dell’artista e grafico francese Jules Julien presso gli storici spazi della Biblioteca Comunale dell’Archiginnasio di Bologna.
Français! è  una serie di 130 stemmi araldici creati dall’artista originariamente in risposta alla politica dell’allora Primo Ministro francese Nicolas Sarkozy e al dibattito da lui sollevato sull’identità francese.
Tramite l’utilizzo di una di paletta di colori ridotta all’osso, l’artista rivisita gli antichi stemmi araldici della tradizione francese e del resto del mondo, esplorando il rapporto fra identità nazionale e globalizzazione nella società moderna.
Presentata come una cascata di stemmi dai forti tratti e brillanti colori in contrapposizione con lo spazio antico e fortemente connotato della Biblioteca dell’Archiginnasio, Anantomy of Identity è un excursus sulla natura dell’uomo e sulla sua identità, che non appartiene più solo al suo contesto di riferimento, al suo habitat naturale, ma è creata in eguale importanza dalle sue radici e dalle influenze e affinità interculturali che lo circondano.
***
Nato in Francia ma al momento residente ad Amsterdam, dove lavora, Jules Julien è un artista le cui opere illustrative esplorano ed interrogano la realtà del mondo che ci circonda. Iniziano il processo con un ricerca di tipo prettamente personale, Jules si è presto trovato a collaborare con aziende di importanza internazionale quali Diesel, Lancôme, Cartier, Acer computer, Grazia magazine e Sony, per fare alcuni esempi.  L’artista è inoltre stato presentato all’interno di diverse pubblicazioni in tutto il mondo ed ha esposto le sue opere a livello internazionale a Berlino, Parigi, Zurigo, New York, Londra Valencia, Madrid, Montreal, Hollywood, San Diego e Tokyo, quest’ultima casa della sua prima mostra personale, Cadavres Exquis, nel 2008.

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Created as part of a group show commisioned by French town Metz for their Nuit Blanche 2011, Anatomy of Identity show the series Français! by artist and graphic designer Jules Julien in the ancient paces of the Archiginnasio Library in Bologna.
Français! is composed by 130 coats of arms created by the French artist as answer to former Prime Minister  Nicolas Sarkozy’s debate on French identity. Through the use of a blunt but very effective range of colours, the artist created a new version of ancient coats of arms from France and all over the world; with his work he explored and questioned the relationship between national identity and globalisation in contemporary society.
A paper-fall of vividly coloured emblems and crests in complete contrast with the ancient and deeply characterised spaces of the Archiginnasio, Anatomy of Identity is an excursus on human nature and identity nowadays; an identity that does not depend solely on the natural habitat of each single person any longer, but is strongly affected by intercultural affinities and influences.
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Born in France but living and working in Amsterdam, Jules Julien is an artist whose illustrative work questions the reality of the world surrounding us. Beginning his process with a personal research project through drawings and design, he has created works for world-renowned companies such as Diesel, Lancôme, Cartier, Acer computer, Grazia magazine and Sony, to name some. The artist has also been featured in several publications worldwide. He exhibited internationally in Berlin, Paris, Belgium, Hollywood, Zurich, New York, London, Valencia, Madrid, Montreal, San Diego, and Tokyo, which was home to his first solo show called Cadavres Exquis in 2008.

ORARI DI APERTURA
lunedì – venerdì ore 9-19 sabato ore 9-14

Opening night and artist meet-and-greet,
Friday 18th September 2015 – h. 6pm

Opening times
Monday – Friday,h 9am-7pm
Saturday, h 9am-2pm

For information: isadora@fruitexhibition.com

danza

A passo di danza

Dal 10 al 12 settembre la danza in tutti i suoi generi andrà in scena a Bologna con 3 giorni dedicati a stage di approfondimento di danza classica, contemporanea e hip hop con professionisti del settore.

Il 12 settembre spazio alle scuole del territorio con la seconda edizione della Rassegna di fine estate.

L’evento è organizzato dalla società sportiva Endas A passo di danza in collaborazione con l’associazione Endas Ensemble e con il patrocinio di Comune di Monte San Pietro ed Endas Emilia Romagna.

Per info e iscrizioni: www.apassodidanza.org/contact