biblioteca

Libri in scena

martedì 11 febbraio 2020 ore 16,30

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara

Conferenza di Carlo Magri e Giovanna Mattioli per la presentazione della XV edizione della rassegna “Giardini al cinema”

Uno dei grandi maestri del cinema italiano, Pupi Avati, trova nei paesaggi padani le atmosfere suggestive, spesso anche inquietanti, protagoniste di molti dei suoi film.
Carlo Magri, regista e docente di Unife, presenta spezzoni inediti di interviste- degli anni gli anni 80 e 90- che hanno come tema il rapporto speciale  di Avati con Ferrara, il Delta e la sua gente. Giovanna Mattioli, architetto paesaggista, curatrice storica di “Giardini al Cinema”, alla XV edizione, sottolinea la centralità dei luoghi e del paesaggio nei tre film proposti quest’anno (Una gita scolastica, La casa dalle finestre che ridono, Le strelle nel fosso)
Le proiezioni si svolgeranno al Cinema Boldini (via Previati, 18) secondo il calendario che sarà diffuso in questa occasione.
A cura del Garden Club di Ferrara

mercoledì 12 febbraio 2020 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara

A cura della Compagnia del Libro di Ferrara

Eleonora Pescarolo, Stefano Poledrelli e Alberto Amorelli vi condurranno briglie alla mano lungo le polverose piste del Vecchio West.
Da sempre c’è un’ambientazione che più o meno, in una fase della vita o in tutte ci ha affascinato e ci ha fatto rimanere con il fiato sospeso. Dopo decenni il mito del Far West è uno dei topos più riconoscibili e ben classificati dell’immaginario collettivo. La Compagnia del Libro come primo evento del 2020 decide di scardinare molte delle certezze che si hanno sul vecchio West e confermarne alcune per far comprendere che la letteratura western è una delle più vaste e contaminate e contaminabili di sempre. Gli scenari di Ernest Haycox, di Louis L’Amour, dei film di John Ford o delle storie nostrane di Tex Willer e di Ken Parker, ma anche le contaminazione horror di Joe R.Lansdale, quelle cyberpunk e space western di Don Debrandt, i post western di Cormac McCarthy, Hannah Tinti, Brian Panowich fino ad arrivare agli esperimenti italiani di Matteo Righetto e le raccolte di miti e leggende di Gian Mario Mollar, senza parlare delle recenti serie tv che prendono a mani basse da questi scenari contaminandoli con altri generi come The Mandalorian, Defiance, la classica Firefly, il film Solo o mantenendone gli stilemi ben definiti come la miniserie Godless e i blockbuster Django Unchained e The Hateful Eight di Quentin Tarantino. Un viaggio a trecentosessanta gradi nel mondo western costellato di romanzi, racconti, fumetti, graphic novel, film e musica country. Il lontano west non è così lontano.
A cura della Compagnia del Libro di Ferrara

giovedì 13 febbraio 2020 ore 16,30

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara

A cura di Stefano Caracciolo

Il “poema molinaresco” di Bacchelli, scritto fra il 1938 e il 1940, narra la saga di quattro generazioni della famiglia Scacerni, innestando e sovrapponendo alla storia principale quelle di moltissimi personaggi di contorno. Il tutto è inserito in un secolo di storia, visto dalla prospettiva dei contadini del delta del Po ferrarese, che va dalla fine del periodo napoleonico e dalla restaurazione fino alla prima guerra mondiale, passando attraverso il Risorgimento e l’unificazione d’Italia, il brigantaggio, le prime lotte sociali.
Terzo incontro del ciclo Anatomie della mente – Conferenze dei Giovedì di Psicologia – Anno XIII, in collaborazione con la Sezione di Neurologia, Psichiatria e Psicologia Clinica della Facoltà di Medicina, Farmacia e Prevenzione dell’Università di Ferrara

venerdì 14 febbraio 2020 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara

Conferenza di Raissa Raskina (Università di Cassino)

Dopo la morte di Čechov, nel suo archivio fu ritrovato un manoscritto senza titolo: si tratta di un dramma composto da un autore giovanissimo, ancora lontano dal diventare lo scrittore e il drammaturgo che conosciamo. Eppure, Platonov  contiene allo stadio embrionale motivi, trame, personaggi, procedimenti stilistici, persino singole battute delle future opere di Čechov. Con Platonov siamo già alle prese con una umanità dolente e comica, lacerata da conflitti e invischiata in problemi banali e terribili: insomma, con le trame dei racconti e dei testi teatrali della maturità.
In occasione dello spettacolo Platonov. Un modo come un altro per dire che la felicità è altrove di A. Checov, in scena dal 14 al 16 febbraio presso il Teatro Comunale
Nell’ambito del ciclo “Libri in scena” a cura dell’Associazione Amici della Biblioteca Ariostea 

 

filosofia

Sfidare le paure

Incontro con l’autore martedì 28 gennaio 2020 ore 17

Andare spigolando tra racconti e poesie

Presentazione del libro di Alda Pellegrinelli

Dialoga con l’autore Edoardo Penoncini
In quest’ultima raccolta, l’autrice esplora l’unione della prosa alla poesia, un campo nel quale vengono messi a fuoco ed evidenzia-ti gli stati d’animo e le emozioni espressi nel narrato.
“Un sentimento totalizzante come l’amore, tendente a sfaccettarsi in contingenze infinite, diventa oggetto della puntigliosa ricerca di Alda Pellegrinelli che sembra chiedersi quale verità sfugga tenacemente ad ogni indagine tesa a saperne di più. Ogni storia, mentre si propo-ne di agevolare la possibilità di comprendere, approfondisce in-vece il divario tra le aspettative e le testimonianze verificabili. Nell’alternanza di prosa e poesia si realizza l’originalità dell’arte dell’autrice che, fondendo i due campi della sua creatività, approfondisce la meditazione sulla complessità dei rapporti umani.  Con una tecnica molto persona-le, in cui presente e  passato con-corrono a definire i termini della narrazione, le storie si dipanano conservando l’atmosfera arcana delle verità insondabili.” (Dalla prefazione di Antonietta Pastore Stocchi)
Con il patrocinio del Gruppo Scrittori Ferraresi

Eventi mercoledì 29 gennaio 2020 ore 17

Ricami su ferro. Poesie

Presentazione del libro di Agi Mishol

A cura di Anna Linda Callow e Cosimo Nicolini Coen, testo originale con traduzione a fronte
Casa Editrice Giuntina, Firenze, 2017
Chiara Benini legge tre liriche in lingua originale, commentate volta a volta nella traduzione italiana da Claudio Cazzola.
«Agi Mishol è nata nel 1947 a Cehu Silvaniei (Romania) da genitori di madrelingua ungherese sopravvissuti alla Shoah. All’età di quattro anni si è trasferita con la famiglia in Israele. Ha studiato all’Università Ben Gurion di Beer Sheva e all’Università Ebraica di Gerusalemme. Abita a Kfar Mordecai e lavora a Tel Aviv dove dirige la Helicon School of Poetry. Premio Lerici Pea 2014 alla carriera, Agi Mishol è riconosciuta come una delle più importanti e popolari poetesse israeliane contemporanee. Ha pubblicato sedici libri di poesie, antologizzati in inglese, francese, romeno, spagnolo e cinese. Questa è la prima raccolta in italiano.» [dalla Quarta di copertina del volume citato]
A cura del Gruppo Scrittori Ferraresi in occasione del Giorno della Memoria

Conferenze e Convegni giovedì 30 gennaio 2020 ore 17

Dialettica ed estetica del confronto verbale e fisico

Conferenza di Sergio De Marchi, atleta e filosofo

Presenta Daniela Cappagli
Prendendo le mosse da una rapida analisi dell’Atene di epoca Classica, si cercherà di porre l’accento sulle comuni caratteristiche della democrazia come forma di gestione del potere; se ne indagheranno le caratteristiche, quindi il ruolo del cittadino e quello dei “professionisti” della parola al suo interno. Grazie a tali premesse, si espliciterà il parallelismo intrinseco alla conoscenza come “agone”, ovverosia si metterà in pratica un “confronto sul confronto” inteso nelle sue varie accezioni, verbale e fisico. All’interno di codesta presentazione ci si occuperà di analizzare non solo i tratti accomunanti questi diversi tipi di confronto, ma ad un livello più profondo di individuare quali siano le finalità del sapere “agonistico”, differenziandole e caratterizzandole appieno.
Per il ciclo “I colori della conoscenza” a cura di Istituto Gramsci e Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara

Eventi venerdì 31 gennaio 2020 ore 17

Sfidare le paure

Presentazione del IX ciclo annuale di incontri organizzato da Istituto Gramsci e Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara

Saluto del Sindaco di Ferrara Alan Fabbri
Presentazione del ciclo di incontri 2020 a cura di Fiorenzo Baratelli (Presidente Istituto Gramsci)
Lectio Magistralis dal titolo “Sfidare le paure” del filosofo Salvatore Natoli
Coordina Anna Quarzi (Presidente Isco)
La paura accompagna da sempre l’avventura umana. Il suo significato è ambivalente: può funzionare come marcatore biologico e sociale che segnala pericoli e sfide nuove; può essere strumentalizzato dal potere per fini di parte. Il ciclo, in coerenza con lo spirito che anima i due Istituti promotori, colloca l’analisi delle paure del nostro tempo su un piano storico-concettuale con l’intenzione che animava la ricerca del filosofo Spinoza: conoscere le cause dei fenomeni per poterli governare razionalmente, senza farsi travolgere da reazioni emotive e irrazionali. Contro l’aggressività, l’intolleranza, i conflitti distruttivi, che possono germinare da una condizione di insicurezza diffusa, si cercherà di fornire alcuni elementi di conoscenza per favorire la buona convivenza.
A cura dell’ Istituto Gramsci e dell’Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara

fotografia

Cimiteri e fotografia

Invito alla lettura lunedì 20 gennaio 2020 ore 17

​Angelo Santini

Regole ed avvertimenti pratici per fabbricar con sodezza, e geometriche riflessioni

Raccolte e date in luce dal figlio Don Piero Antonio rettore di Gradizza
A cura di Lucio Scardino e Riccardo Roversi
Tiemme Edizioni Digitali, ebook, 2019
«Regole ed avvertimenti pratici per fabbricar con sodezza, e geometriche riflessioni del fu Angelo Santini, Professore d’Architettura Civile, e Capo-Mastro della Reverenda Camera Apostolica, raccolte, e date in luce dal figlio Don Pietro Antonio, Rettore di Gradizza»: è questo il lunghissimo titolo completo di questa fondamentale opera pubblicata nel 1770 e tuttora manuale imprescindibile in molte Facoltà di Architettura, ora riedita – in occasione della ricorrenza del 250° anno dalla morte di Angelo Santini. Si segnala che il volume viene pubblicato come ebook.
Si coglierà l’occasione per approfondire la conoscenza dell’editoria digitale, un fenomeno tecnologico e culturale che, fra alti e bassi, sta lentamente introducendo cambiamenti radicali nel mondo della lettura.

Incontro con l’autore martedì 21 gennaio 2020 ore 17

Se Gesù non fosse mai nato

Presentazione del libro di Gian Pietro Testa

Edizioni La Carmelina, 2020
Modera Marco Zavagli (direttore estense.com)
Questo breve racconto prende spunto da un fatto di cronaca a cui lo scrittore ha partecipato per una riflessione sulla vita e sulla morte, destino ultimo di ognuno di noi.
Gian Pietro Testa, giornalista ha lavorato in diversi quotidiani nazionali, tra cui Il Giorno, l’Unità, Paese Sera. Terminata l’attività di cronista, ha insegnato alla scuola di giornalismo di Bologna e al Carid dell’Università di Ferrara. Dal 1985 al 1992 è stato capo ufficio stampa del Comune di Ferrara e direttore del mensile “Ferrara”.

Incontro con l’autore mercoledì 22 gennaio 2020 ore 17

Venti4

Presentazione del libro di Elenoire Scarpa

Edizioni Nuovecarte, 2019
Ne parla con l’Autrice Gina Nalini Montanari
Il libro ripercorre, quasi come un diario interiore, la storia di una giovane che ha trovato la forza, la determinazione, per uscire da un grave disturbo alimentare. La negazione, le bugie, la dipendenza da un’altra sé, e poi la voglia di aggrapparsi alla vita, che si risveglia proprio quando la vita si affaccia prepotente a scuotere una dimensione malata.
“Vorrei soltanto che la mia storia potesse esse letta da persone come me, per capire che non c’è vergogna, che a chiunque può accadere di affacciarsi a un tale baratro, ma che da tutto questo si può uscire, e vorrei che servisse anche a dare speranza a chi sta soffrendo, sentendosi impotente, lì accanto”.
Ventiquattro era il numero del mio letto di ospedale.
Ventiquattro è stato il mio primo chilo ripreso all’ospedale.
Ventiquattro è il numero di mesi che mi sono serviti per finire di scrivere al computer questo libro.
Ventiquattro sono le ore di una giornata, che è giusto vivere al meglio.
Ventiquattro è il numero di mesi che mi sono serviti per ritrovare un peso per me adeguato.
Ecco perché ho scelto Ventiquattro.

Conferenze e Convegni giovedì 23 gennaio 2020 ore 17

I colori della conoscenza

Presentazione del ciclo di incontri 2020

I linguaggi delle varie aree conoscitive e i temi strettamente connessi della crescita democratica di una società e della convivenza civile costituiscono la traccia sulla quale si sviluppa il percorso del nuovo ciclo di conferenze curate da Istituto Gramsci e Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara.
L’assessore alla Pubblica Istruzione Dorota Kusiak, porterà il saluto dell’Amministrazione Comunale di Ferrara.
Presentazione del ciclo 2020 a cura di Daniela Cappagli
Seguirà la conferenza “Le favole e il linguaggio di Chagall” a cura di Cinzia Carantoni e Daniela Cappagli
Il linguaggio dei simboli, delle metafore, delle assonanze e delle consonanze, che è quello dei poeti, dei pittori, dei musicisti, è duttile come l’acqua, libero come l’aria e cangiante come il fuoco. Niente ostacola le metamorfosi, le giravolte del pensiero, le improvvise le trasformazioni. Questa è la pittura di Chagall, questa è la sua scrittura come letterato e come poeta, in continua variazione di colori, di situazioni, di sentire. Niente è scontato e dogmatico nel tempo e nello spazio. “L’anima di Chagall” ha scritto Giovanni Arpino” è un ‘anima belante, tanto mite quanto invincibile perché sfugge agli orrori, alle insidie, agli oltraggi… Chagall fa mistero comprensibile, crea una giostra di elementi che un bambino…un genio…un bruto, un colto debbono in ogni caso accogliere”. Chi non ama i colori di Chagall, le sue passeggiate nel cielo, i suoi violini, i suoi amanti, i suoi fiori, le sue caprette, i galli e gli asini che volano. I suoi linguaggi affabulanti, dalle improvvise illuminazioni e dalle molte emozioni, saranno l’oggetto della comunicazione.
Per il ciclo “I colori della conoscenza” a cura di Istituto Gramsci e Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara

Incontro con l’autore venerdì 24 gennaio 2020 ore 17

Non omnis moriar, liturgia in camera obscura

Presentazione del libro di Matteo Bosi

A cura di Franco Bertoni e Gian Ruggero Manzoni
Arstudio, 2019
Dialogano con l’autore Paolo Squerzanti e Francesco Pasini.
Passeggiate fotografiche in alcuni cimiteri monumentali italiani ed europei nei quali l’artista cerca anche attraverso la realizzazione di dittici di creare un dialogo con i propri defunti in una carrellata di ritratti impossibili. Contiene, in questo continuo sforzo di confronto, molte fotografie dell’autore e un omaggio fotografico anche al curatore del catalogo Gian Ruggero Manzoni. La seconda parte del volume è dedicata alla serie di cartoline mail art intagliate e dalle quali emergono simboli e memorie, realizzate dall’artista rappresentano ritratti di attori, aviatori del secolo scorso. All’interno sono presenti alcune immagini del fotografo ferrarese Paolo Squerzanti.

biblioteca, conferenza

Giornata nazionale del dialetto

lunedì 13 gennaio 2020 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara

Presentazione di Daniele Liberi

Introduce Marcello Girone Daloli
La dicotomia tra scienze naturali e scienze spirituali ha ormai raggiunto il suo limite funzionale: il muro che divide questi ambiti deve essere abbattuto senza rinunciare alle grandi conquiste dell’uno e dell’altro. Già alcune figure importanti della storia della scienza hanno lavorato in questa direzione e, tra le più importanti, vi furono prima Goethe e poi Steiner. E’ possibile rimanere collegati al mondo dell’esperienza sensibile sostenuti da un pensare forte e limpido senza che ciò imponga all’essere umano di percorrere vie vere ma astratte? Può l’uomo conoscere con la forza penetrante dello spirito scientifico capace della moderna e possente tecnologia e, allo stesso tempo, mantenere in questa forza conoscitiva la sua essenzialità umana? Cercheremo in questa serata di toccare alcuni elementi importanti relativi a queste profonde domande.
Daniele Liberi, astrofisico e insegnante della scuola primaria e secondaria, lavora da circa 15 anni presso la scuola Waldorf di Verona e, da 5, presso la scuola Waldorf superiore di Conegliano. Collabora come formatore con l’Accademia Aldo Bargero per la formazione di insegnanti Waldorf e fa parte della redazione della rivista “Arte dell’Educazione”. Il suo percorso di studio nell’ambito antroposofico lo ha portato ad approfondire il percorso gnoseologico di Steiner attraverso l’opera di Massimo Scaligero e del suo allievo Lucio Russo. Collabora da molti anni con il sito Osservatorio Scientifico Spirituale.

Scarica il programma Rassegna di incontri con la spiritualità applicata  

martedì 14 gennaio 2020 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara

Conferenza di Andrea Gatti

Che la creatività possa trovare radice in disagi esistenziali è questione ampiamente dibattuta in termini storici, psicologici e antropologici, e trova spesso avallo nelle stesse biografie di molti artisti, Van Gogh incluso. Cos’ha da dire la filosofia al riguardo? L’incontro vuole offrire uno sguardo sulla figura di Van Gogh come sintesi ed emblema di concezioni estetiche contemporanee che, superando la classica relazione genio e sregolatezza, si concentrano piuttosto sulle strutture logiche del processo creativo.
La conferenza è organizzata in occasione dello spettacolo”Vincent Van Gogh. L’odore assordante del bianco” messo in scena dal Teatro Comunale Abbado dal 16 al 19 gennaio 2020.
Per il ciclo “Libri in scena” a cura dell’Associazione Amici della Biblioteca Ariostea

mercoledì 15 gennaio 2020 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara

Presentazione del libro curato da Marzia Ratti

Presenta Lucio Scardino
Esattamente cent’anni moriva misteriosamente davanti alla stazione di Firenze lo scultore ferrarese Antonio Garella. Nato nel 1863 nel periferico borgo di San Luca, studente presso le Accademie di Bologna e di Firenze, il misconosciuto artista operò prevalentemente in Toscana e in Liguria, dove eseguì vari monumenti. Nella fattispecie, a quelli dedicati a Garibaldi è dedicata la monografia curata da Marzia Ratti, direttrice dei civici musei d’arte de La Spezia, che analizza con acume la sua attività di statuario e scheda vari documenti d’archivio, fotografici e no, pervenuti di recente al Comune spezzino. Scultore prevalentemente realista, con intelligenti echi dello stile Liberty (come evidenziano alcune sculture presso il Cimitero di San Miniato a Firenze), Garella è artista davvero degno di riscoperta critica: la circostanza della ricorrenza del centenario permette di farlo a Ferrara per la prima volta.

giovedì 16 gennaio 2020 ore 16,30

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara

Vita e opere di Thomas Merton, monaco trappista

A cura di Andrea Nascimbeni e Stefano Caracciolo
Il secondo appuntamento di “Anatomie della mente” si occupa dell’autore cattolico americano più influente del ventesimo secolo, Thomas Merton (1915-1968). Personaggio eclettico, di grande spessore umano e spirituale, ha scritto oltre sessanta libri e centinaia di poesie e articoli su argomenti che vanno dalla spiritualità monastica ai diritti civili, alla nonviolenza e alla corsa agli armamenti nucleari. Monaco trappista, negli anni ’60 rappresentò la coscienza del movimento pacifista, riferendosi alla razza e alla pace come le due questioni più urgenti del nostro tempo. Per il suo attivismo sociale Merton subì gravi critiche, sia da parte di cattolici che non cattolici, che assalirono i suoi scritti politici come sconveniente di un monaco. Ne “La montagna dalle sette balze”, l’autobiografia nella quale narra il suo itinerario verso Dio, scrive: “Sono venuto nel mondo. Libero per natura, immagine di Dio, ero tuttavia prigioniero della mia stessa violenza e del mio egoismo, a immagine del mondo in cui ero nato. Quel mondo era il ritratto dell’Inferno, pieno di uomini come me, che amano Dio, eppure lo odiano; nati per amarlo, ma che vivono nella paura di disperati e contraddittori desideri”.
Per il ciclo Anatomie della mente – Conferenze dei Giovedì di Psicologia – Anno XIII, in collaborazione con la Sezione di Neurologia, Psichiatria e Psicologia Clinica della Facoltà di Medicina, Farmacia e Prevenzione dell’Università di Ferrara

Scarica il programma 2020  Anatomie della mente Anno XIII  

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara

VIII Giornata nazionale del dialetto

Nel 2013 l’Unpli ha promosso la Giornata nazionale del dialetto e delle lingue locali e la prima edizione del Premio nazionale “Salva la tua lingua locale” con l’intento di richiamare l’attenzione sullo stato dei dialetti e delle lingue locali. Se è vero che nella nostra regione tanto sta facendo per i dialetti emiliano-romagnoli l’Istituto per i beni artistici culturali naturali, è però necessario che vi siano iniziative che si muovano dal basso come si legge nella pagina web dell’UNPLI:
«Anche un piccolo gesto è importante per contribuire alla salvezza dei dialetti e delle lingue locali d’Italia. Siamo infatti convinti che le piccole azioni, compiute da ogni singola persona, sono fondamentali ed imprescindibili per la salvezza, per la conservazione del patrimonio linguistico locale. E devono essere attuati da ognuno di noi, adesso, perché non possono essere rinviati, pena la scomparsa definitiva delle lingue locali che abbiamo ereditato dai nostri nonni e nonne e dai nostri padri e madri».
Convinti della necessità di rimboccarsi le maniche, Edoardo Penoncini e il Cenacolo di cultura dialettale ferrarese “Al tréb dal tridèl”, organizzano l’evento dialettale dedicato al nostro dialetto e alla poesia in dialetto ferrarese. Tra i momenti che caratterizzeranno il pomeriggio:
– la proiezione di un filmato a cura di Carlo Magri;
– un ricordo di Francesco Benazzi,
tre comunicazioni (sulla storia del nostro dialetto, sui dialetti emiliano-romagnoli, sulla poesia di Alfonso Ferraguti);
due tavole rotonde, di cui una con poeti che hanno pubblicato raccolte in versi negli ultimi anni e una “a tréb con i poeti del Tréb”.
In conclusione il reading: “I poeti leggono i poeti”.
Negli intermezzi Sandro Mingozzi e Mario Montano leggeranno poesie di autori ferraresi.

biblioteca

Qi Gong e Taijiquan: meditazione in movimento e consapevolezza nel fare

lunedì 9 dicembre 2019 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara

Presentazione di Amedeo Vancini

Introduce Marcello Girone Daloli
La consapevolezza nel fare attraverso il Taijiquan e Qi Gong e la meditazione saranno i temi presentato dagli insegnati ferraresi del Progetto “Qigong e Taijiquan per Ferrara” guidati da Amedeo Vancini. Il progetto è nato per lo sviluppo della pratica del Taijiquan e Qigong, mettendo in evidenza i benefici che derivano, dal punto di vista di benessere e salute.
In questa ottica il libro presentato “Gli Elementi e le Emozioni nel Qi Gong” , tratta del rapporto tra gli elementi e le emozioni dal punto di vista del Qi Gong, antica arte e scienza della salute e di trattamento dell’energia. Milioni di persone nel mondo oggi hanno l’opportunità di sperimentare l’efficacia del Qi Gong nel curare e prevenire malattie, aumentare la vitalità attraverso il raggiungimento di un equilibrio mentale ed emozionale e coltivare il proprio risveglio spirituale.
Amedeo Marcello Vancini, diplomato ISEF, ricercatore e cultore nel campo delle arti marziali pratica, insegna Qigong e Taijiquan a Ferrara e Provincia, attraverso una ricerca sul rapporto corpo-mente, iniziato negli anni ’70. Sviluppa un percorso di esperienze nelle Arti Marziali e nella meditazione (Zen, Chan, Vipassana) che approda alla pratica del Qi Gong e del Taijiquan. Percorso che continua tutt’ora facendo tesoro dell’esperienza della meditazione, sperimentando e proponendo una pratica improntata alla consapevolezza nel fare.

martedì 10 dicembre 2019 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara

Presentazione del libro di Saverio Grandi, vincitore della 66ª edizione del Festival di Sanremo

Una storia tra parole e musica

Dialoga con l’autore Eleonora Rossi
In questo libro Saverio Grandi ripercorre la sua storia, la sua carriera e il rapporto con tutti i musicisti con cui ha collaborato. Dalle prime canzoni alla vittoria a Sanremo, dai progetti solisti alle litigate tra membri di una band, dai brani nati in mezz’ora a quelli che stanno in sospeso per anni… Uno sguardo lucido e appassionato dall’interno del complicato mondo della discografia italiana, dove bisogna avere passione e talento, ma anche fortuna e prontezza di riflessi. Per scrivere canzoni che accompagneranno la nostra vita facendoci sognare.
Saverio Grandi è un “songwriter” emiliano che negli ultimi trent’anni ha messo la sua firma su molta musica italiana di qualità. Oltre trecento canzoni, più di centodieci singoli, qualche milione di copie vendute. Questi i numeri (per difetto) della sua produzione, realizzata insieme a mostri sacri del calibro di Vasco Rossi, gli Stadio, Eros Ramazzotti, Raf, Nek, Luca Carboni, e per artisti come Laura Pausini, Gianni Morandi, Alessandra Amoroso, Emma, Marco Mengoni, Noemi.
In collaborazione con il Servizio Biblioteche e Archivi del Comune di Ferrara

mercoledì 11 dicembre 2019 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara

Proposte di lettura per le festività della Compagnia del libro

A darvi i consigli per impreziosire la vostra lista regali alcuni aiutanti di Babbo Natale d’eccezione: Eleonora Pescarolo, Silvia Lambertini, Alberto Amorelli, Elisa Orlandini e alcune sorprese natalizie!
Se c’è un tema che negli ultimi anni è sotto gli occhi di tutti è quello della pluralità dei modelli familiari. La famiglia, uno degli elementi costitutivi di uno Stato, nel corso della storia ha assunto significati diversi. La famiglia alla quale siamo abituati a pensare è solo una delle tante forme di famiglie che si sono succedute nel tempo. Da sempre si dice che esiste una famiglia che ti viene data in sorte dal destino e una famiglia che ti crei, l’idea di famiglia è un elemento portante di un’immensa fetta di letteratura, basti pensare per esempio alla Famiglia Karnowski di Singer, la Famiglia Winshaw di Coe, l’esilarante famiglia Rabbitte di Doyle, i Buendia di Marquez, la famiglia di Glass di Salinger, i seminali Bandini e Molise di Fante e molti altri.
In occasione del Natale, la Compagnia del Libro cambia il tiro rispetto ai soliti consigli per gli acquisti natalizi, virando sul tema della famiglia e i libri che trattano di famiglie, convenzionali e non. Quindi sotto il nostro albero troverete tanti consigli sia di testi in esame e sia di testi in pillole con cui impacchettare i vostri regali.
A cura della Compagnia del libro di Ferrara

giovedì 12 e venerdì 13 dicembre 2019

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara

Convegno nazionale della Società Italiana di Antropologia Applicata

Coordinano Luca Rimoldi, Giuseppe Scandurra e Sabrina Tosi Cambini
Cosa hanno da dire gli antropologi sulla città e in che modo lo dicono? Quali sono le strade applicative, tracciate o tracciabili, che si rivelano più utili per indagare le conformazioni dell’urbanesimo contemporaneo? E soprattutto in che modo la disciplina può intervenire sulle dinamiche di esclusione e riproduzione della sofferenza sociale che conformano gli attuali assetti urbani? La pratica etnografica può aiutare a rinnovare in modo più inclusivo e democratico le strategie di addomesticamento sociale e di governance della città? Giunto alla sua settima edizione, quest’anno il Convegno nazionale della Società Italiana di Antropologia Applicata (http://www.antropologiaapplicata.com/vii-convegno-siaa-2019/) vuole essere un’occasione di confronto sul tema della città. Ospitate a Ferrara, le tre giornate convegnistiche daranno vita a dibattiti, sessioni scientifiche, tavole rotonde e laboratori dedicati alle dimensioni applicative di un’antropologia capace di confrontarsi con il nesso fondativo tra città e democrazia. Di seguito gli incontri previsti in Biblioteca Ariostea e a Casa Niccolini:

Giovedì 12 dicembre
Sala Agnelli
– 13.00-15.00: “Presidio pubblico o spartitraffico sociale? La scuola come strumento di governance della città eterogenea”, coordinato da Roberta Altin e Roberta Bonetti.
– 15.00-19.00: “Città culturali. Prospettive etnografiche tra archeologia e arte contemporanea”, coordinato da Fulvio Cozza e Benedetto Vertucci, con Alessandro Simonicca.
Teatro Anatomico
-13.00-15.00:  Tavola rotonda dal titolo “Invecchiare nella città. Una sfida contemporanea”, coordinato da Francesco Diodati, Marco Gardini e Marta Scaglioni
Casa Niccolini
– 15.00-19.00: Workshop di Laura Pomari, intitolato “Una città a misura di bambino.. Una città per tutti”. Dal vissuto individuale alla rappresentazione collettiva per re-immaginare uno spazio urbano diversamente vivibile.

Venerdì 13 dicembre
Sala Agnelli
– 13.30-15.30:  “Rifugiati e richiedenti tra spazi urbani e non urbani: processi, dinamiche    e modalità di accoglienza in Italia e nel mondo [seconda parte]”, coordinato da Francesca Declich e Silvia Pitzalis
– 15.30-19.30: “Generare nuovi legami attraverso politiche abitative inclusive”, coordinato da Francesca Bianchi e Alessandro Lutri.
Teatro Anatomico
– 13.30-15.30: Tavola rotonda dal titolo “C’è spazio per gli Urban Studies nel nostro Paese?” Presentazione della collana “Territori” (Ed.it), coordinato da Giuseppe Scandurra e Giacomo Pozzi, con la partecipazione del Comitato Scientifico della collana.

A cura della Società Italiana di Antropologia Applicata       

biblioteca

Nuovo calendario

lunedì 18 novembre 2019 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara

Insegnamenti di Padmasambhava sui sei bardo

Un completamento al Libro tibetano dei Morti
Presentazione di Patrizia Baldieri
Introduce Marcello Girone Daloli
Padmasambhava fu un maestro tantrico di elevate realizzazioni, vissuto nell’ottavo secolo. In Tibet egli nascose molti preziosi insegnamenti da rivelare alle generazioni future solo quando fosse giunto il tempo giusto per la loro comprensione. Questa tradizione del tesoro nascosto o terma è una peculiarità degli insegnamenti della scuola Nyingma. Il Libro tibetano dei morti è uno di questi terma di Padmasambhava. Arriva ora nella traduzione italiana un altro terma che riguarda non solo il bardo della morte ma tutti i bardo o fasi transizionali della coscienza. La straordinarietà del testo è di mostrare come ognuna di queste fasi sia un’occasione di risveglio spirituale.
Patrizia Baldieri è un’analista junghiana impegnata da anni a studiare il confronto e la possibile integrazione tra i modelli della psicologia occidentale e gli insegnamenti del Dharma. È membro del Cipa e della Laap. Svolge attività didattiche, di supervisione e docenza nella Scuola di specializzazione in psicoterapia. Ha portato il suo contributo su Dharma e psicoterapia in convegni, seminari e conferenze. Allieva di Corrado Pensa e Alan Wallace e di alcuni Maestri tibetani , ha curato la traduzione italiana di un terma di Padmasambhava, considerato un gioiello della letteratura tibetana: La liberazione spontanea, insegnamenti sui sei bardo. Altre traduzioni di insegnamenti sono in via di pubblicazione.

martedì 19 novembre 2019 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara

Il caso dell’antico villaggio egizio di Deir El-Medina

Proseguono gli incontri di SLOW READING dell’Associazione culturale Olimpia Morata con la presentazione del libro di Andrea Trevisani, “Deir el-Medina: nascita, sviluppo e declino di un villaggio di artigiani nell’Antico Egitto“, Edizioni Saecula.
L’autore sarà intervistato da Francesca Mariotti con la partecipazione dell’editrice, Gabriella Gavioli.
Un incontro in cui Andrea Trevisani, egittologo, ci porterà nella storia del sito di Deir el-Medina, che ospitava la comunità operaia addetta alla costruzione delle sepolture regali nella Valle dei Re, dalla fondazione al suo declino (XVI-XI sec. a.C.). Il rinvenimento, in un pozzo del villaggio, di numerose iscrizioni di nomi, affiliazioni familiari, retribuzioni e mansioni, accanto ad altri documenti ritrovati nelle case e nella necropoli, hanno reso questa piccola ma duratura comunità di artigiani uno dei casi d’eccellenza nelle ricerche sul Vicino Oriente antico ed Egitto. Tuttavia, al di fuori della cerchia degli specialisti, di questo villaggio si è scritto pochissimo. Motivo che ha spinto l’autore a stilare questa vera e propria “biografia”, attraverso le diverse fasi di crescita e declino dell’abitato. Il sito archeologico di Deir el-Medina rappresenta un unicum per quantità e importanza dei reperti rinvenuti: iscrizioni, documenti, templi, sepolture, decorazioni e arredi domestici tornano a vivere, raccontandoci il quotidiano di questo villaggio. Rapporti di parentela e sociali, mansioni, attività economiche e artistiche, aspetti culturali e religiosi narrati con intensità e vicinanza tali da farci credere di essere ancora là.
Andrea Trevisani (Udine, 1961) è laureato in Conservazione dei Beni Culturali e si occupa di Egittologia dal 1989. In collaborazione con l’egittologo Mario Tosi, ha affrontato lo studio approfondito del villaggio e della necropoli di Deir elMedina.
A cura dell’Associazione culturale Olimpia Morata

mercoledì 20 novembre 2019 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara

Presentazione del libro di Edoardo Penoncini

Puntoacapo, Pasturana (AL), 2019
Introduce e dialoga con l’autore Zena Roncada
Letture di Cristina Rossi.
«Il desiderio nasce come aspirazione ed intercetta il senso di una mancanza… Si tende a raggiungere ciò che è indispensabile alla vita, ciò che la profuma e le dà colore. In questo modo prende forma e s’addensa il desiderio di poesia di Edoardo Penoncini: come un’urgenza interiore che nasce dal sentirla una sorta di parallela concorrenza alla vita, una sua concomitanza, perché agìta e riscoperta come risorsa del vivere… Non è lingua per strofette e cantilene, il dialetto di Penoncini, neppure litania consolatoria di ninne nanne… Per questo sa trovare le parole anche per la “mufa”, per la rabbia che diventa insofferenza, da non leggersi solo come fastidio ma come insofferenza, permanenza del/nel soffrire». (Dalla Prefazione di Zena Roncada)
Edoardo Penoncini, laureato in storia medievale all’Università di Bologna, ha collaborato con l’Istituto per la Storia di Bologna, con la Rivista di studi bizantini e slavi e con la rivista Scuola e didattica. Ha insegnato Lettere nella Scuola secondaria fino al 2011. Suoi lavori di storia medievale e di didattica della storia sono apparsi su riviste e in volumi collettanei. In versi ha pubblicato: L’argine dei silenzi; Un anno senza pretese; La spesa del giorno; Qui non si arriva di passaggio. Ferrara, musa pentagona; Poesie scelte e dodici inediti; Lungo è stato il giorno; Quell’aria; Vicus felix et nunc infelix. La luce dell’ultima casa; L’occhio profondo; le raccolte dialettali Al fil źrudlà e Scartablàr int i casìt

giovedì 21 novembre 2019 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara

A cura di Associazione Evangelica CERBI di Ferrara

Tavola rotonda con Giacomo Ciccone (Presidente dell’Alleanza Evangelica Italiana), Chiara Mantovani (Scienza & vita Ferrara) e Paola Bastianoni (Università di Ferrara)

Introduce Alfonso Sciasci (Associazione Evangelica CERBI di Ferrara)
Quale famiglia nella società italiana? E’ necessario usare il plurale “famiglie”, o c’è un solo modello di riferimento? La famiglia è oggi al centro di particolare interesse nel dibattito pubblico.
Pur non scadendo nella retorica della famiglia sotto attacco, bisogna però sottolineare e sostenere le peculiarità di questa formazione sociale, basilare al vivere collettivo e civile, dando voce al nostro pensiero e confrontandoci con quello altrui. La famiglia costituisce, più ancora di un mero nucleo giuridico, sociale ed economico, una comunità di affetti e di solidarietà in grado di insegnare e trasmettere valori culturali, etici, sociali, spirituali e religiosi, essenziali per lo sviluppo e il benessere dei propri membri e della società. La famiglia è altresì il luogo dove diverse generazioni si incontrano e si aiutano vicendevolmente a crescere nella sapienza umana e ad armonizzare i diritti degli individui con le altre istanze della vita sociale. Ma è anche il luogo in cui si vive spesso una profonda e segreta sofferenza, abusi, violenze, situazioni che precedono e accompagnano i disorientamenti dell’identità personale, con tutte le loro ricadute sulla società. La scuola, gli ambiti di lavoro, la vita tutta intera risente nel bene e nel male dello stato di salute delle famiglie. È responsabilità comune promuovere iniziative volte al confronto e alla condivisione di buoni vissuti ed esperienze costruttive.
A cura di Associazione Evangelica CERBI di Ferrara

 

biblioteca

Il passeggiere disingannato

Incontro con l’autore lunedì 7 ottobre 2019 ore 17

Il passeggiere disingannato. Guide di Ferrara in età pontificia

A cura di Ranieri Varese

Le Lettere, 2018
Ne parlano con il curatore Francesca Cappelletti, docente di storia dell’arte presso l’università di Ferrara e  Fiammetta Sabba, docente di Storia della Bibliografia e delle biblioteche dell’Università di Bologna.
Il volume analizza il tema, locale ma di valenza generale, delle guide di Ferrara e della loro rappresentazione della città durante il periodo del governo pontificio. Le ‘guide’ sono lo strumento che la classe dirigente cittadina utilizzava per dare rappresentazione di sé e del proprio governo ai viaggiatori e ai propri concittadini. Il genere ha una particolare fioritura nel XVIII secolo, nel momento in cui il ‘Grand Tour’ e la visita in Italia era divenuto momento obbligato per la formazione intellettuale e civile della borghesia e della aristocrazia europee.
Le guide che descrivono Ferrara, a partire dal XVII secolo sino ad oggi, avevano ricevuto negli anni scarsissima attenzione, utilizzate quasi solamente come base documentaria nel settore, troppo specialistico, degli storici dell’arte.
Il problema del senso e del significato delle guide dedicate a Ferrara è stato per la prima volta affrontato ed approfondito nel corso del convegno tenutosi in Biblioteca Comunale Ariostea a Ferrara il 19 ottobre 2017, di cui il presente volume raccoglie i saggi, dedicati all’Arch. Carlo Bassi, autore di numerose guide su Ferrara.
A cura dell’Associazione Amici della Biblioteca Ariostea

Invito alla lettura martedì 8 ottobre 2019 ore 17

La poesia e dintorni

Conversazione sulla poesia

Il brillante sodalizio costituito da La Carmelina e Este Edition, che in questi anni ha realizzato numerose iniziative culturali con un ottimo riscontro di pubblico, propone un incontro dedicato ai poeti e alla poesia, un genere letterario che stenta a trovare spazio sul mercato editoriale, ma che meriterebbe maggiore attenzione, in particolare da parte dei media.
Quattro gli autori posti all’attenzione del competente pubblico di Sala Agnelli: Silvano Ferrari “I culor dla mié anima” Edizioni La Carmelina; Roberta Negroni “Sinfonie d’autunno” Este Edition; Giulia Puviani “Scusa ho sbagliato numero…” Edizioni La Carmelina; Luca Grigoli “Cosmos” Este Edition. Quattro sillogi poetiche molto diverse fra loro, ma accomunate dall’immensa passione per quella che Montale definiva “la più discreta delle arti”.
Moderazione e letture di Federica Panzera, Federico Felloni e Vincenzo Iannuzzo

Conferenze e Convegni mercoledì 9 ottobre 2019 ore 17

Fasto, eleganza e lusso alla tavola di Lucrezia Borgia

Conferenza di Elisabetta Barbolini Ferrari

Il banchetto rinascimentale tra Roma e Ferrara
Conferenza di Elisabetta Barbolini Ferrari
Nell’ambito di “Aspettando Autunno Ducale nelle Terre Estensi” e in Occasione delle celebrazioni per i 500 anni dalla morte di Lucrezia Borgia la APS Pro Loco Ferrara e l’Associazione Terra e Identità Modena propongono un incontro dedicato ad una delle figure più misteriose e discusse del Rinascimento italiano: Lucrezia Borgia. Figlia illegittima di un Papa, celebrata per la sua bellezza, donna molto controversa con fama di avvelenatrice. Negli ultimi decenni la sua figura è stata rivalutata dagli storici, in particolare per le sue doti di diplomatica, di politica e di mecenate che seppe mostrare come duchessa di Ferrara.
A cura di APS Pro Loco Ferrara e l’Associazione Terra e Identità Modena

Conferenze e Convegni giovedì 10 ottobre 2019 ore 17

La lunga storia di palazzo Paradiso

Vecchi scavi e nuovi rinvenimenti

A cura di Chiara Guarnieri (Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara) e Nicol Tiburzi (Coop. Archeologia)
La conferenza illustrerà la storia di palazzo Paradiso vista attraverso i dati venuti in luce con gli scavi che si sono svolti nel 1984 nell’area del palazzo e nel 2019 nella zona del giardino. Il primo intervento ha permesso di recuperare l’assetto originario del palazzo, costruito nel 1388 per volontà di Alberto V d’Este. In quell’occasione venne in luce il suo assetto originale che prevedeva l’entrata lungo l’attuale via Gioco del Pallone, oltre ad alcune “camere da butto” contenenti ceramiche e vetri. I nuovi interventi, realizzati per conto di Hera e diretti dalla Soprintendenza, hanno permesso di portare in luce possenti murature precedenti  il palazzo, a testimonianza che l’area era occupata da un quartiere che fu in parte abbattuto per la costruzione del palazzo estense.
In collaborazione con il Servizio Biblioteche e archivi del Comune di Ferrara

Conferenze e Convegni sabato 12 ottobre 2019 ore 11 in Sala Barotti (ex Sala Falcone)

Dario Deserri

Un poliedrico poeta dallo stile originale

Conversano con l’autore Angelo Andreotti e Giuseppe Ferrara
Con Dario Deserri, ferrarese di nascita (1974) ma residente a Berlino dal 2008, poeta e scrittore, probabilmente si parlerà di Gianna Vancini e di Roberto Pazzi, e del loro ruolo nella sua formazione, con incursioni in Montale, Platone, Emily Dickinson, nelle Città invisibili di Calvino, nelle Memorie di Adriano della Yourcenar… Forse ci spiegherà la sua ossessione per Shakespeare e per Itaca di Kavafis. Nel corso della conversazione non è detto che non ci si imbatta nei Pink Floyd, in David Bowie e nei Depeche Mode, oppure in De André e De Gregori, magari anche nei Nirvana e in Amy Winehouse…
Con lui si parlerà anche del suo ultimo libro, Gli anni e la città (2018), che tanto è legato al suo libro di esordio, Come le nuvole sopra Berlino (2014), entrambi editi da puntoacapo. Si entrerà pian piano nel suo laboratorio creativo e ci lasceremo raccontare del suo fortunato modo di coniugare la scrittura in versi con la scrittura in prosa, pur mantenendo uno sguardo e un incedere assolutamente poetico. Si parlerà di tempo e di ricordi, di quanta autobiografia entra nella sua scrittura e di come viene gestita. Ascolteremo le sue poesie e le sue prose lette dalla sua voce, con il ritmo del suo respiro, con i suoi toni e i suoi colori.
Nell’ambito della rassegna “Canoni in-versi” a cura del Servizio Biblioteche e Archivi del Comune di Ferrara.

biblioteca, conferenza

Carmen Capatti

lunedì 23 settembre 2019 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara

Presentazione del libro di Martina Zampolli

Argento Vivo Edizioni, 2019
Ritrovata la penna d’avorio, che un tempo era la bacchetta con cui s’acconciava i capelli, lo spirito di una donna nata in un piccolo villaggio Inuit, è in grado di scrivere la sua storia, ch’ebbe inizio nel Circolo Polare Artico, sull’isola di Ellesmere, ed ebbe fine sul fondale lacustre del lago Hazen. Un tentativo, quello di Kwanita, di raccontare ai posteri sotto quale forma possa esistere la vita dopo il decesso del corpo fisico; sostenendo che, quel che nasce nel cuore e dal cuore si espande, permane. Non sa morire il suono dell’amore vero; trovando sempre la vibrazione migliore per essere udito da colui che ha orecchie per intendere, e che davvero intenda.
Martina Zampolli nasce a Ferrara, nel 1982. Negli anni si avvicina al mondo della scrittura e dell’arte, arrivando a pubblicare nel 2016 il suo primo romanzo: “I messaggi di Celeste” e nel 2018 una breve raccolta di filastrocche per bambini: “Storie di bolle E di sapone”. Con “Voce del verbo Amare” l’autrice intende offrire un testo capace di rappresentare quella percezione talmente illusoria e allo stesso tempo reale, spesso insita in ognuno di noi, che possa esistere per l’anima una dimensione senza fine.

martedì 24 settembre 2019 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara

“La fabbrica di plastica” di Dario Gigli

Alieno Editrice di Perugia, 2019
Interventi musicali al pianoforte di Matteo Ramon Arevalos
Letture di Camilla Lopez
Modera Federico Felloni (Edizioni La Carmelina)
Marco ha venticinque anni, si è appena trasferito in una città del Nord Italia in cui fatica ad ambientarsi. La sua storia d’amore si è brutalmente interrotta ed ora vive da solo, in una casa in affitto, con una gatta che soffre di incontinenza e un nuovo lavoro in ambito sociale. La vita di Marco è a uno snodo cruciale, in bilico tra il fallimento e la prospettiva di un nuovo inizio, in un orizzonte esistenziale freddo e desolante, carico di dolore e di ricordi che riaffiorano nei sogni e invadono una quotidianità senza identità. Al centro di questa rinascita ci sono l’incontro con una donna matura, Dalila, e il nuovo incarico lavorativo come educatore in una struttura per malati mentali. Ogni giorno lavora insieme agli ospiti assemblando giocattoli di plastica. Pezzi colorati che vanno a ricomporsi in oggetti che renderanno felici i bambini in un’infanzia spensierata che Marco non ha mai avuto. Ingranaggi che si incastrano, tinte vivaci, pennellate forti di eros e vitalità, invadono un’esistenza sbiadita. Da quel momento anche i colori della notte saranno diversi.
Dario Gigli è nato a Taranto il 3 agosto del 1983. Nel 2006 consegue la laurea in Lettere moderne ad indirizzo storico-geografico, con una tesi in storia greca antica, presso l’Università degli studi di Ferrara. Nel 2004 fa il suo esordio letterario pubblicando il romanzo storico Taras (Este Edition, Ferrara). Nel 2012, con il romanzo Il vento di Dio, viene selezionato come miglior opera per la Regione Trentino Alto Adige – Trento e partecipa alla finale nazionale del Premio letterario RAI “La giara”. La fabbrica di plastica è il suo sesto romanzo. Attualmente vive e lavora a Ferrara.

mercoledì 25 settembre 2019 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara

Presentazione del libro di Elena Bianchini Braglia

Edizioni Terra e Identità, Modena, 2019
Introduce Alessandro Gulinati – APS Pro Loco Ferrara
Francesco V non è l’uomo dei nostri tempi. Questa è l’accusa che maggiormente ricorre, la frase più usata e abusata dagli avversari politici dell’ultimo Duca di Modena. Ribaltata in elogio dai suoi sostenitori. Da qualunque parte lo si guardi, è questo il tratto saliente di una personalità coraggiosamente ancorata a principi che sembrano superati, a difesa di un mondo che nel corso dell’Ottocento cola a picco. Per questo Francesco V diventa un simbolo, un punto di riferimento. La sua fama supera i confini modenesi per diffondersi in tutta Europa. Sconfitto, abbandonato persino dalla sua amata Austria, rimane forte, saldo in quei valori che considera eterni e che non è disposto a barattare. Attraverso la figura de L’ultimo Duca, superate le polemiche tra vincitori e vinti, si assiste al passaggio di un’epoca. E si conosce una Modena capitale estense, protagonista, con il suo attivissimo gruppo di intellettuali e le sue celebri riviste, di una pagina di storia europea.
Elena Bianchini Braglia, direttrice della rivista Il Ducato, da molti anni si occupa di storia Estense, e oltre a saggi in atti e miscellanee, ha pubblicato numerosi volumi di argomento storico e monografie biografiche femminili. Tra le diverse pubblicazioni: Adelgonda di Baviera (TeI 2003); Maria Beatrice Vittoria. Restaurazione e risorgimento tra Estensi e Savoia (TeI 2004); O regina o santa, Maria Beatrice d’Este, l’unica italiana sul trono d’Inghilterra (TeI 2005); Il esilio con il Duca, la storia esemplare della Brigata Estense (TeI 2007); Anna e lo Sfregiato, una principessa estense nella Francia delle guerre di religione (TeI 2010); Le origini della casta, il Risorgimento del malaffare (CSR 2011), 28 giugno 1914. Ferdinando e Sofia, la morte dell’Europa (CSR 2014), Le lacrime della Beata, il miracolo di Beatrice d’Este (TeI 2016).
A cura di APS Pro Loco Ferrara, nell’ambito di Aspettando… Autunno Ducale 2019 – Va edizione

 giovedì 26 settembre 2019 ore 17

​Déjà-vu. Presentazione della raccolta poetica di Patrick McGuinness

Cura e traduzione di Giorgia Sensi

Prefazione di Giorgia Sensi e postfazione dal titolo ‘Scrittura e confini’ di Patrick McGuinnessInterno Poesia Editore, 2019Dialogheranno con la curatrice Angelo Andreotti e Giuseppe Ferrara.Poesie scelte edite e inedite, e qualche brano in prosa tratto dal memoir di McGuinness Other People’s Countries.Patrick McGuinness è nato in Tunisia nel 1968 da madre belga di lingua francese e padre irlandese di terza generazione; scrive in inglese ma considera il francese ‘quasi’ la sua lingua madre, è professore di letteratura francese e letterature comparate all’Università di Oxford, e Fellow di St. Anne’s College. Divide il suo tempo tra Oxford, dove lavora, e Caernarfon, nel Galles settentrionale, dove vive, in famiglia parla gallese. Poeta, romanziere, saggista, critico letterario, traduttore, editor, accademico, ha pubblicato, oltre la saggistica e le pubblicazioni accademiche, diverse opere di poesia e narrativa. In Italia sono state pubblicate le raccolte poetiche (“I canali di Marte”, Mobydick 2006; “L’età della sedia vuota” (Jilted City), “Il ponte del sale”, 2011, tutte a cura e traduzione di Giorgia Sensi. La versione italiana del romanzo “Throw Me to the Wol ves” è uscita per l’editore Guanda col titolo “Gettami ai lupi”. Nel 2009 è stato nominato Chevalier dans l’Ordre des Palmes Académiques dal governo francese per meriti verso la cultura francese.

Incontro con l’autore venerdì 27 settembre 2019 ore 16,30

Carmen Capatti. Una vita per gli altri

Presentazione del libro di Daniele Civolani e Marco Turchi

Faust Edizioni, collana ‘Historiando’, 2019
Ne parlerà con gli autori Sergio Gessi (direttore responsabile del quotidiano Ferraraitalia.it).
Interverranno Gaetano Sateriale e Alessandra Chiappini.
L’evento vedrà la partecipazione straordinaria di Carmen Capatti.
Sarà presente l’editore Fausto Bassini.
Carmen Capatti, nata a Massa Fiscaglia (Ferrara) il 14 luglio 1929, è stata una protagonista della straordinaria stagione che ha riscritto la storia della nostra provincia nella seconda metà del Novecento. La sua testimonianza è raccolta nelle interviste a Daniele Civolani, completate con il contributo di Marco Turchi, infine integrate con citazioni e note allo scopo di meglio inquadrare il contesto e di cucire la sequenza degli avvenimenti narrati in prima persona.
«Siamo consapevoli di avere avuto alle spalle una generazione di dirigenti politici e sindacali di grande valore. Il racconto che ce ne dà Carmen Capatti in questo libro-testimonianza è, insieme, un affresco collettivo dettagliato e un percorso di militanza individuale continuo e coerente in cui si mescolano conoscenza diretta, capacità di dialogo e coerenza». Dalla prefazione di Gaetano Sateriale
«Metti a fuoco quel periodo della nostra storia facendoci da guida, e ce lo racconti attraverso il tuo sguardo limpido, cristallino come gli occhi primaverili dei tuoi novant’anni, perché non si possa fraintendere com’era, e perché noi, arrivati dopo, possiamo conoscere l’unità di misura di quel tempo e di quella vita, senza scordarcene» Dalla postfazione di Alessandra Chiappini
Daniele Civolani si laurea in lettere a Bologna nel 1970. Insegna come maestro prima e come docente di lettere e di sostegno nella scuola secondaria di primo grado sino al 1985, quando diventa preside. Sino al termine della carriera scolastica si occupa di didattica speciale per l’inclusione di bambini disabili, nomadi e ospedalizzati. Dal 2006 al 2016 è presidente della sezione provinciale ferrarese dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia. Tra le sue pubblicazioni si ricordano “Sklavin. Storia di un deportato nei campi di lavoro” (2000), “Darinka. Una staffetta partigiana” (2007), “Una vita dalla guerra al sindacato: William Pavani” (2015).
Marco Turchi si laurea in filosofia, indirizzo antropologico, a Firenze nel 1974 e in sociologia a Urbino nel 1976. L’anno seguente partecipa a una ricerca del CNR sulle malattie mentali presso il Centro di Igiene Mentale di Perugia. Dal 1978 al 1980 lavora nei Gruppi di Cooperazione Educativa, poi nel Centro di Igiene Mentale di Ferrara. Dal 1981 al 1989 è responsabile dei servizi psichiatrici nel Comitato di Gestione dell’USL 31 di Ferrara e comuni limitrofi. Successivamente riveste incarichi dirigenziali presso l’Amministrazione Provinciale, il Comune e l’ACER di Ferrara. Ha pubblicato diversi contributi sulla storia della psichiatria a Ferrara. Il suo prossimo obiettivo è riportare alla fruizione pubblica la magnifica biblioteca dell’ex Ospedale Psichiatrico di Ferrara.

Incontro con l’autore lunedì 30 settembre 2019 ore 17

Gli ultimi giorni di agosto

Presentazione del libro di Massimo Bocchiola

Il Saggiatore, Milano, 2018
Ne parla con l’autore Gaetano Sateriale
L’estate che finisce evoca il declino della nostra vita. La pianura padana funge da palcoscenico di ricordi, frammenti di vita, suggestioni letterarie che Massimo Bocchiola, autore, poeta e traduttore pavese compone, in questo libro, in una sorta di canzoniere in prosa in cui la vita abbraccia la scrittura.
Massimo Bocchiola ha tradotto opere di alcuni dei maggiori scrittori di lingua inglese, tra cui Kipling, Beckett, Fitzgerald, Pynchon, Kerouac, Foer, Auster e Nabokov. Autore di numerosi interventi critici apparsi su quotidiani e riviste letterarie, ha pubblicato le raccolte di poesie Al ballo della clinica (Marcos y Marcos, 1997), Le radici nell’aria (Guanda, 2004) e Mortalissima parte (Guanda, 2007); e vari saggi fra cui Mai più come ti ho visto (Einaudi, 2015)
A cura dell’Associazione Amici della Biblioteca Ariostea

 

Argomenti vari

Spiritualità

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Conferenze e Convegni martedì 17 settembre 2019 ore 17

​Il Vitruvio Ferrarese e Leonardo da Vinci

Conferenza di Claudio Sgarbi

L’uomo ideale tra eros e morte

Introduce Gianna Andrian
Due pagine del Vitruvio Ferrarese – uno straordinario manoscritto rinascimentale conservato alla Biblioteca Ariostea – contengono due disegni che ci permettono di leggere e guardare con occhi diversi uno dei momenti più incisivi della nostra storia e della nostra immaginazione: quel momento in cui Leonardo da Vinci decise di illustrare l’uomo ideale del Rinascimento, una figura che ora ci accompagna ovunque con una insistenza ossessiva e pervasiva. Eppure l’uomo di Leonardo sembra perfino troppo orgoglioso e troppo bello per essere in grado di comprendere i propri limiti. Sentirsi troppo sicuri e fieri di noi stessi non è forse ciò che ci deve preoccupare oggi? Cosa significa per noi interrogarsi e cercare di capire come e perché questa immagine sia stata creata?
Per rispondere a queste domande Claudio Sgarbi cercherà di descrivere quei due disegni densi di significati, presenti nel manoscritto – forse opera di un umanista educato nello Studio ferrarese e amico fraterno di Leonardo – per mostrare come queste immagini siano specchi che riflettono e distorcono tutto l’amore di cui gioire e tutta la “passione” che l’essere umano deve saper esprimere per sapersi rappresentare.
Claudio Sgarbi, Philosophiae Doctor e Master of Science in Architecture (University of Pennsylvania),  Dottore in Architettura (Istituto Universitario di Architettura di Venezia), insegna Storia, Teoria e Progettazione in Canada (Adjunct Professor – Carleton University), in Libano (Visiting Professor – LAU),  ed esercita la professione in Italia. I suoi campi di ricerca teorica riguardano l’immagine e il ruolo dell’architetto nella società, la relazione tra filosofia e architettura, le tecniche costruttive e la rilevanza della storia dell’ architettura nel nostro dibattito contemporaneo. Ha pubblicato articoli, saggi e un libro dal titolo: Vitruvio Ferrarese. “De architettura”: la prima versione illustrata (Franco Cosimo Panini Editore, 2004). Le sue sue ricerche, tutt’ora in corso, e le sue scoperte su questo importante manoscritto ferrarese sono state presentate a diversi convegni e sono st ate pubblicate in diverse riviste internazionali. Sta inoltre lavorando a un libro dal titolo: Misconceptions. The Infertile Belly of the Architect. Ha partecipato come progettista a diversi concorsi nel mondo e compie ricerche ed esperienze in diversi settori dell’arte. www.claudiosgarbi.com
Al termine dell’incontro in Sala Ariosto sarà inaugurata la mostra curata da Mirna Bonazza.
Con il patrocinio di Comune di Ferrara, Regione Emilia Romagna, Ctg Blu Start, Caschi Blu della Cultura, AlimentiAmolArte.

Conferenze e Convegni mercoledì 18 settembre 2019 ore 17

I Camerini di Alfonso I d’Este

Conferenza di Cecilia Vicentini

Coordineranno Nicoletta Zucchini e Federica Graziadei
Alfonso I d’Este,terzo duca di Ferrara fra il 1505 ed il 1534, raccolse nel suo appartamento nel castello della città un nucleo di dipinti di inestimabile valore realizzati da Tiziano, Giovanni Bellini e Dosso Dossi, tutti a tema bacchico e strettamente legati a fonti letterarie classiche. Le stanze del duca, note come i Camerini d’Alabastro, hanno attirato negli ultimi anni l’attenzione di molti studiosi spinti a comprendere il complesso programma iconografico sotteso al ciclo pittorico ma anche a ricostruire le dinamiche collezionistiche successive alla devoluzione del 1598, da quando cioè le opere da Ferrara presero strade diverse fino a comparire oggi in diversi musei del mondo.
A cura del Gruppo Scrittori Ferraresi

Incontro con l’autore giovedì 19 settembre 2019 ore 17

Il viaggio in Germania

Presentazione del libro di Barbara Rosenberg

Tralerighe editore, 2018
Prosegue il progetto SLOW READING dell’Associazione culturale Olimpia Morata presente l’autrice che reciterà alcuni brani, essendo anche un’ottima attrice teatrale.
Francesca Mariotti dialogherà con lei ed affronterà il tema della Shoah per le generazioni che non l’hanno vissuta, ma che ne sono inevitabilmente ancora coinvolte dalla storia.
“Nonno, perché Hanukà è la festa della luce?” “Che significa Yiddish?” “Cosa sono le Leggi Razziali?” Questi e altri interrogativi accompagnano il viaggio in Germania della giovane protagonista. Siamo nell’estate del 1986 e il Paese è ancora diviso. L’itinerario, a bordo di una Tipo bianca, si snoda tra Heidelberg e Magonza, tocca Francoforte e Colonia, raggiunge Brema e si conclude ad Hannover. La Memoria è il filo conduttore del romanzo: Barbara conoscerà finalmente la storia di nonno Wolfgang, ebreo fuggito da Hannover nel ’35 e perseguitato anche in Italia a causa delle Leggi razziali. Affascinata dalla cultura ebraica, sentirà per la prima volta di avere delle radici. Allo stesso tempo, coltiverà un forte legame con la nonna, una donna intelligente, che alterna discorsi serie a battute in dialetto pugliese e riconoscerà in lei il suo ideale femminile.
A cura dell’Associazione culturale Olimpia Morata

Conferenze e Convegni venerdì 20 settembre 2019 ore 17

Benedetto Croce, maestro di libertà

Conferenza di Maurizio Villani

Presenta Roberto Cassoli
La relazione affronta il tema della concezione crociana della libertà, affrontandola sia dal punto di vista filosofico, sia dal punto di vista della storia e della consapevolezza di una crisi profonda della civiltà europea. La fine degli anni Trenta del Novecento, come hanno sottolineato gli studi più recenti su Croce, rappresenta un momento di svolta nel pensiero del filosofo napoletano. Sono gli anni in cui Croce prende sempre più le distanze dalle teologie della storia di matrice idealistica e avverte la necessità di rifondare su basi nuove “una teoria speculativa della libertà”. Questa riflessione, sempre più venata di pessimismo, passa attraverso confronti, in Italia con le tesi di Salvemini, di Gramsci, di Einaudi, in Europa con le considerazioni di Thomas Mann e di Husserl.
Croce chiede alla filosofia, “in mezzo a un mondo in tempesta”, gli strumenti concettuali per analizzare le ragioni della progressiva scissione tra libertà e storia verificatasi nel corso del Novecento. Solamente se questa scissione viene superata e se la libertà torna a calarsi nella realtà storica, allora essa non resterà una mera astratta idea regolativa, ma tornerà ad essere il principio costituente della storia.
Per il ciclo “Maestri”, a cura di Istituto Gramsci e Istituto di Storia contemporanea  di Ferrara

conferenza

Vacanze estive

Invito alla lettura martedì 18 giugno 2019 ore 17

CHIAROSCURO

Grazia Deledda in esalettura

Il progetto nasce nel 2016 in occasione delle celebrazioni per i 90 anni dal conferimento del Premio Nobel e gli 80 anni dalla morte di Grazia Deledda, e intende rendere disponibile in un sistema di esalettura l’Opera della scrittrice premio Nobel. L’esalettura significa che le novelle saranno disponibili nelle seguenti estensioni: formato rilegato a stampa, formato scaricabile su supporti mobili, formato testo fruibile dalle sintesi vocali e barre braille, formato su file audio, formato in braille, formato in video con sistema LIS: libro, ebook, formato testo fruibile dalle sintesi vocali e barre braille, audiolibro, libro in braille e videolibro tutti fruibili sulla app o scaricabili gratuitamente sul sito internet dell’iniziativa http://www.esalettura.com. Durante l’evento sarà letta una novella da un libro scritto in nero, cioè nei comuni caratteri di stampa, e una lettura eseguita da un lettore cieco che leggerà dal braille. Questa sequenza dimostrerà che non esiste nessuna differenza nella resa della lettura fra un individuo vedente ed uno cieco quando entrambi padroneggiano il loro strumento di accesso alla cultura. Nel corso dell’incontro ai lettori sarà affiancato un interprete LIS (Lingua dei Segni Italiana) che renderà godibile l’evento anche ai cittadini sordi, per testimoniare che il progetto “Grazia Deledda in esalettura” intende essere un veicolo di diffusione culturale aperto a tutti indifferentemente.
Lettura in nero Arianna Chendi
Lettura in Braille Alessandra Mambelli
Lettura in LIS Serena Longo
A cura dell’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti in collaborazione con il Servizio Biblioteche e Archivi del Comune di Ferrara

Incontro con l’autore LUGLIO: Evento speciale in ARIOSTEA – giovedì 4 luglio 2019 ore 17,30

Andrea Mingardi presenta il suo ultimo libro “Professione cantante”

Il racconto di un lungo viaggio attraverso sale di registrazione e palchi, con la musica unica e indiscussa protagonista

Il celebre cantautore, più volte al Festival di Sanremo e autore di canzoni per Mina e Celentano, parteciperà ad un appuntamento speciale a Palazzo Paradiso per presentare il suo libro.

Prefazioni, aneddoti e contributi di Mina, Francesco Guccini, Luca Carboni, Renzo Arbore, Orietta Berti, Pippo Baudo e tanti altri… per raccontare la sua realtà quotidiana, quella di chi svolge cioè la professione di cantante. Una biografia, ma anche qualcosa di più: un viaggio, narrato nello stile schietto e divertente che caratterizza l’artista, attraverso i tanti anni trascorsi tra sale di registrazione e palchi, raccontandone le gioie, le frustrazioni, i mutamenti mal digeriti, gli amici e la musica, unica e indiscussa protagonista di queste pagine.

“Per raccontare i risvolti, i retroscena, il gran numero di sfumature ignote e le trappole note di un mestiere così ambito e invidiato come quello del cantante necessiterebbero parecchi libri, magari scritti da autori come Arthur Miller, Charles Bukowski, Ennio Flaiano, Francis Scott Fitzgerald, Jean-Paul Sartre, Ernest Hemingway, in grado di raccontare mondi popolati da belle donne, alcol, fumo e da quell’esistenzialismo pessimista che rende misteriosamente affascinante ogni parola. Da speciali punti di vista questi maestri della letteratura avrebbero potuto raccontare le miserie e le nobiltà di un incredibile pianeta  abitato da alieni come Enrico Caruso, Frank Sinatra, Aretha Franklin, Maria Callas, Luciano Pavarotti, Ray Charles e cento altri fenomeni del canto che hanno indelebilmente segnato il genere umano. Ma commetteremmo un errore se trascurassimo il sottobosco della musica del popolo, le antiche radici del canto della provincia e le ing enue mosse di generazioni dedite al culto del sudore ballereccio di moda. In questa mia fugace inquadratura, le mille storie, gli aneddoti, i tic, i sogni, le speranze e le tenere miserie dei milioni musicisti che aspirano a rilasciare autografi sono appena accennate. In fondo, i protagonisti siamo tutti noi, anime in competizione, sparpagliate sui palchi della vita, abitanti di una nazione nota per il bel canto e per essere una eterna fabbrica delle illusioni – Andrea Mingardi.”

Bambini e ragazzi

L’ALBERO DELLE STORIE 2019. Parole e rime in libertà

Momenti di narrazione per bambini dai 4 ai 10 anni

Tutti i venerdì dal 5 luglio al 30 agosto alle ore 10
“L’albero delle storie”, il consueto appuntamento estivo con la narrazione per bambini, attende anche quest’anno i piccoli lettori nel giardino della biblioteca Ariostea. Tutti i venerdì alle 10, all’ombra del monumentale ginkgo biloba, bambini, genitori, nonni e baby sitter potranno divertirsi ascoltando storie spiritose, imprevedibili e avventurose. La rassegna è organizzata dalla Biblioteca per ragazzi “Casa Niccolini” in collaborazione con l’Associazione Amici della Biblioteca Ariostea.
In caso di maltempo l’iniziativa si svolgerà all’interno della Biblioteca “Casa Niccolini”.
Per informazioni: info.niccolini@comune.fe.it tel. 0532 418231/7
Seguirà programma dettagliato