fotografia, Società, storia

Entra nel vivo la “Festa del racconto”

Quella di sabato 3 ottobre sarà  una giornata ricca di ben diciotto appuntamenti gratuiti, che spazieranno dagli incontri letterari a quelli del programma Carpi per Expo, dai laboratori agli spettacoli, fino alla musica e alla comicità.

Alle ore 10.30 sarà il turno del giornalista televisivo e critico enogastronomico Edoardo Raspelli che, presso piazza Garibaldi, proporrà un itinerario goloso tra ricette e sapori d’Italia.
Alle ore 11, presso il Cortile del Ninfeo, la scrittrice e illustratrice Vittoria Facchini condurrà invece un laboratorio ispirato al suo Quel mostro dell’amore, insegnando a riconoscere i sintomi del sentimento più bello per poterli catturare.
Alle ore 12.30, presso il Bar Cookies, si terrà la prima delle peformance dei lettori volontari di ‘Donare voci’ legate alle Tavole letterarie. In questo caso il pubblico potrà ascoltare brani tratti da Il grande Gatsby di Francis Scott Fitzerald, e ammirare anche la tavola letteraria dedicata al grande romanzo americano tra upper class, musica jazz e fili di perle.


Il primo pomeriggio di sabato sarà invece connotato dalla fotografia, alle ore 15 presso la Tenda di piazzale Re Astolfo, grazie all’incontro con Gianni Berengo Gardin, che con il suo sguardo ha immortalato la seconda metà del ‘900 e gli inizi nel nuovo millennio, contraddistinguendosi per lo splendido bianco e nero d’autore. Al pubblico di Carpi racconterà una vita fatta di arte, incontri, esperienze uniche ed irripetibili.
Il coraggio di un sogno italiano: Adriano Olivetti è il titolo dell’appuntamento che, alle ore 16 nel Cortiletto nord di Palazzo dei Pio, sarà dedicato alla figura del grande imprenditore italiano, protagonista della vita culturale degli anni Cinquanta e di un Paese creativo e pragmatico al contempo. A rievocare l’imprenditore di Ivrea saranno Bruno Segre, che l’ha conosciuto personalmente, Riccardo Cecchetti, autore di una graphic novel a lui dedicata e Roberto Scarpa, scrittore e autore teatrale.
Sarà uno dei personaggi più celebri della letteratura, non solo d’infanzia, il protagonista della narrazione spettacolo del Teatro dell’Orsa: alle ore 16, 17.30 e 18.30 si terranno infatti le tre repliche de Alice e il tè con il cappellaio matto, a partire dall’ingresso del Castello dei Ragazzi tra carte da gioco – le guardie della Regina di Cuori – teiere, bottiglie fatate e pasticcini che fanno crescere o rimpicciolire, per finire poi sul tavolo apparecchiato per un tè dei matti.
Continuando con il programma per ragazzi, alle ore 16.30 presso i Giardini della Pretura, Roberto Piumini e Patrizia Ercole, accompagnati dal musicista Andrea Basevi, incanteranno i piccoli lettori e le famiglie con racconti, poesie e canzoni.
Ci sarà spazio anche per il giallo, in questo sabato ricchissimo di appuntamenti, quando alle ore 17 il cortile della Biblioteca Loria ospiterà l’incontro con Ben Pastor, che presenterà il suo La strada per Itaca, giallo ambientato a Creata durante la Seconda guerra mondiale, un romanzo colto, raffinato e avvincente, scritto con l’inconfondibile stile dell’autrice italoamericana e tradotto in tutto il mondo.
Si parlerà di lettori adolescenti, ma dal punto di vista di adulti ed educatori, alle ore 18 presso i Giardini della Pretura, quando Beatrice Masini e Alessandro Mari si interrogheranno sul tema e il ritratto dell’adolescenza fornito dalla letteratura per giovani adulti, uno dei principali fenomeni editoriali degli ultimi anni.
Alle ore 17 e 18.30 toccherà a La botte dei sensi. Il racconto del riso: la performance realizzata dall’associazione Koinè condurrà gli spettatori in un viaggio alla scoperta delle radici dell’alimento, dal Rinascimento, quando il duca di Milano portò nel triangolo di terra compreso tra Mantova, Rolo e Carpi il ‘riso originario’, fino alle mondine, in un racconto che intreccia memoria, ricette e radici della comunità.
Sempre di cultura del cibo si parlerà alle ore 18.30 presso il Cortiletto nord di Palazzo dei Pio quando, insieme all’antropologo Franco La Celca, Davide Bregola presenterà Seminare storie. Carpi e la cultura del cibo, il volume che raccoglie le esperienze del territorio con il cibo inteso come socialità, tradizione, memoria e cultura.
Ancora una volta il giallo, quello di Antonio Manzini, sarà il protagonista dell’incontro delle ore 19 presso il cortile della Biblioteca Loria, dove l’acclamato autore presenterà il suo Era di maggio, dialogando con Simonetta Bitasi.
Sempre alle ore 19, presso Toma & Tomi (viale Carducci) si terrà il secondo reading legato alle Tavole letterarie. A partire dall’installazione con le specialità alpine dedicata ad Heidi, saranno letti brani da Mario Rigoni Stern, Mauro Corona e Dino Buzzati.
La serata sarà invece dedicata al grande teatro, con Dall’Inferno… all’Infinito…, lo spettacolo nel quale Monica Guerritore reciterà brani da Dante Alighieri, Giacomo Leopardi e Cesare Pavese, alle ore 21 presso la Tenda di piazzale Re Astolfo.
Seguirà, alle ore 22.30, Piano solo, il concerto di Patrizio Fariselli, storico membro degli Area.

La Festa del Racconto terrà però banco anche a Campogalliano dove, al Palazzetto dello Sport di via Mattei, alle ore 21, si riderà insieme a Gianni Fantoni, one-man-show nel suo Involucri pericolosi.

Tra i rotagonisti dell’ultima giornata, domenica 4 ottobre, vi saranno poi Franco Cardini, Walter Veltroni, Vito Mancuso, Brunori Sas, Colapesce, Alessandro Baronciani, Vittoria Facchini, Marcello Simoni e Carla Vasio.

La manifestazione è realizzata grazie al contributo di Fondazione CR Carpi e organizzata da Biblioteca Multimediale A. Loria in collaborazione con gli istituti culturali e gli assessorati alla Cultura dei Comuni dell’Unione Terre d’Argine.

Per ulteriori informazioni è possibile visitare il sito http://www.festadelracconto.it e la pagina Facebook ‘Festa del Racconto’.

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Matera e Adriano Olivetti

MATERA E ADRIANO OLIVETTI – di FEDERICO BILO’ e ETTORE VADINI – ed. FONDAZIONE OLIVETTI

Se Matera diventa capitale della cultura lo deve a Olivetti

Rimpianto per l’epoca della ricostruzione, quando pareva ancora possibile che l’urbanistica si inserisse in un progetto sociale e politico più ampio per lo sviluppo del paese. Corriere della Sera, 25 febbraio 2015

Se Matera è stata scelta come capitale europea della Cultura per il 2019 lo deve ad Adriano Olivetti e alla pattuglia di intellettuali e professionisti che negli anni Cinquanta lo accompagnò nella realizzazione di un’apparente utopia: fare di Matera, la città considerata «la capitale dell’Italia contadina», un’altra Ivrea. Replicare, nel Mezzogiorno d’Italia, ma senza colonialismi né forzature, ciò che era avvenuto nel Canavese di Olivetti, cioè creare una «comunità di persone» che lavorano e vivono in armonia tra loro e con l’ambiente che li circonda, perché «ricostruite» anche moralmente ed «educate a pensare».

Era da poco finita la guerra, l’Italia viveva degli aiuti americani del Piano Marshall e negli Stati Uniti era esplosa la curiosità di conoscere il nostro Sud e, in particolare, le due facce di quella città, Matera, raccontata da Carlo Levi in Cristo si è fermato a Eboli come un unicum trogloditico (i Sassi) abbandonato alla miseria e all’arretratezza, ma anche come «una città bellissima, pittoresca e impressionante».

Olivetti era amico di Levi e durante i suoi viaggi negli Usa si rende conto dell’interesse suscitato anche lì dai temi di quel libro, che per lui erano stati illuminanti. Così nel 1947, diventato commissario dell’Unrra-Casas (l’organismo delle Nazioni Unite per la ricostruzione dei Paesi danneggiati dalla guerra e per il soccorso ai senzatetto), e poi nel 1950 presidente dell’Inu (l’Istituto nazionale di urbanistica), Olivetti «recluta» un giovane professore americano dell’Arkansas, Friedrich Friedmann, e gli affida la direzione di una commissione di studio sui Sassi. Nello stesso tempo, chiede a un gruppo di urbanisti, architetti e sociologi guidati da Ludovico Quaroni di progettare, alle porte di Matera, un villaggio modello che si chiamerà La Martella («l’altra Ivrea»), in cui sarebbero andati ad abitare una parte dei 16 mila contadini stipati nelle 3 mila grotte dei Sassi. Risanare i Sassi, dunque, per non abbandonarli al degrado. Ma dimezzarne la popolazione — costretta a vivere insieme con le bestie e a morire di malaria — trasferendo l’altra metà, assegnataria di terre coltivabili grazie alla Riforma agraria, a La Martella, dove avrebbe abitato case degne e ritrovato la dimensione comunitaria dei Sassi senza patirne i guasti.

Risultati immagini per Matera e Adriano Olivetti. Conversazioni con Albino e Leonardo Sacco,

Questa formidabile avventura, cominciata nel 1950, l’anno in cui Olivetti lancia la macchina per scrivere Lettera 22, è raccontata in un libro altrettanto formidabile, Matera e Adriano Olivetti. Conversazioni con Albino e Leonardo Sacco, di Federico Bilò e Ettore Vadini (edito dalla Fondazione Olivetti, pp. 278). Il volume è arricchito da una conversazione inedita tra la figlia di Adriano, Laura, e Friedmann, il quale, per far capire bene chi era e come ragionava Olivetti, racconta che «tra le cose che mi fecero una certa impressione a Ivrea, c’era un concorso mensile riservato agli operai, che dovevano recensire un libro: i vincitori venivano mandati a spese dell’azienda in una scuola di formazione tecnologica». Il libro di Bilò e Vadini è indispensabile per capire i Sassi, Matera, il Sud e l’entusiasmo di quei giovani, tra i quali i fratelli materani Albino e Leonardo Sacco, che vi si dedicarono con tutta l’anima.

Al punto che oggi, un giovanotto di 91 anni qual è Leonardo Sacco — amico fraterno di Levi e Olivetti — ha avuto l’idea di cedere alla Regione Basilicata i suoi diecimila volumi al prezzo simbolico di un euro affinché a La Martella e a Matera sorgano due biblioteche intitolate ad Adriano Olivetti. E tuttavia, nonostante l’accordo firmato e i mille discorsi (infarciti di molto inglese inutile) sulla capitale europea della Cultura che deve tutto a quel signore di Ivrea, per le biblioteche il treno si è fermato. Di nuovo a Eboli?

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