fantascienza

Urania rivista

Donald Wandrei, “I giganti di pietra”, Urania Collezione n. 190, novembre 2018

Donald Wandrei, I giganti di pietra

Donald Wandrei, I giganti di pietra, Urania Collezione n. 190,
novembre 2018

Visti dallo spazio i Megaliti di Stonehenge in Inghilterra e i Moai dell’Isola di Pasqua non sono poi così lontani. È quello che scopre a proprie spese Carter E. Graham, curatore museale e protagonista de “I giganti di pietra” di Donald Wandrei.

 

Un manufatto maledetto costringe Carter ad abbandonare la propria vita di studioso, trascinandolo in un’avventura degna di Indiana Jones, in cui non esiste soluzione di continuità tra archeologia e orrore. Il romanzo deve molto ai Miti di Cthulhu di Lovecraft. Il posto dei Grandi Antichi in questo caso è affidato ai Titani, alieni che dominavano il pianeta in tempi remoti, e che ora minacciano di tornare sulla Terra per giudicarla e distruggerla.
Un classico che segna una pietra miliare nel proficuo connubio fra la narrativa fantascientifica e il romanzo gotico.

 

Una curiosità. La prima stesura del libro, con il titolo “Dead Titans, Waken!”, fu scritta nel 1932 e rifiutata da tre diversi editori. Ci vollero quindici anni, un pesante lavoro di editing e la fondazione di una casa editrice da parte dell’autore, la Arkham House, perché finalmente l’opera fosse stampata con un nuovo titolo, “The Web of Easter Island” (1948). In traduzione italiana, comparve nel 1956 su Urania n. 120 e nella collana Classici Fantascienza n. 14 di Mondadori, nella nuova traduzione di Andreina Negretti nel 1978. A quarant’anni da questa data, proprio come il manufatto riesumato da Carter E. Graham, il romanzo torna a vedere la luce delle edicole italiane ai primi giorni di novembre.

da pinterest

 

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Arte

Margherita Sarfatti

Margherita Sarfatti
Il Novecento Italiano nel mondo

Alla figura di Margherita Sarfatti, scrittrice, giornalista e critica d’arte, è dedicato un progetto che si sviluppa in due mostre, al Mart e al Museo del Novecento di Milano, in collaborazione con Electa.
L’esposizione a Rovereto illustra l’ambizioso programma di espansione culturale di Sarfatti, con particolare attenzione alle mostre organizzate in Europa e nelle Americhe per promuovere lo stile italiano e l’idea di “moderna classicità”.
Cento capolavori di trenta grandi maestri come Boccioni, Carrà, Casorati, de Chirico e Sironi dialogano con i materiali del prezioso Fondo Sarfatti, conservato nell’Archivio del ‘900. Fino al 24 febbraio 2019.

Scopri di più

Visite guidate alla mostra
Ogni domenica dalle 15.00 alle 16.00
Costo: € 2 oltre al biglietto di ingresso al museo. Acquistabile il giorno stesso, dalle ore 14.00, in biglietteria.

Visite guidate per gruppi e scolaresche
Su prenotazione: T. 800 397760.

Margherita Sarfatti attraverso le carte d’archivio
14 novembre dalle 17.00 alle 18.00
Partecipazione gratuita oltre al biglietto di ingresso al museo.

Scopri Rovereto

Nel periodo della mostra, visite guidate in città sabato dalle 15.00 alle 16.30. In collaborazione con APT Rovereto, Fondazione Museo Civico di Rovereto, Associazione Guide del Trentino.

Rovereto e le sue vie d’acqua
Un percorso nel centro di Rovereto dedicato all’acqua, per scoprire da dove nasce, dove scorre e come è stata utilizzata nel corso dei secoli.
3 e 17 novembre | 1, 22 e 29 dicembre | 5 e 19 gennaio | 2 e 16 febbraio

A spasso con gli artisti
Da Mozart a Depero, un tour ispirato ai personaggi illustri della città, che invita a conoscere la storia locale svelandone le molte curiosità.
10 e 24 novembre | 8 e 15 dicembre | 12 e 26 gennaio | 9 febbraio

Info e prenotazioni: 0464.430363, info@visitrovereto.it
Costo: € 5; partecipazione gratuita per bambini fino ai 10 anni, possessori Trentino Guest Card e Museum Pass. Ogni due partecipanti con biglietto Mart, una visita guidata in omaggio.

biblioteca

La banda di Cona

mercoledì 24 ottobre 2018 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara
Sala Agnelli

Presentazione del libro di Stefania Mazzoli

In concerto da più di 150 anni
A cura di Giuliano Gallerani
Con uno scritto introduttivo di Daniele Seragnoli
Nuovecarte edizioni, 2018
Daniele Seragnoli ne parla con l’autrice e il curatore, alla presenza e con il commento musicale dellaFilarmonica G. Verdi di Cona.
È noto come le bande in generale siano state spesso l’unica via per la divulgazione dello sconfinato e vasto patrimonio della musica italiana, ma le bande hanno sempre avuto anche l’obiettivo di arrivare a formare musicalmente i giovani di qualsiasi classe, condizione, età o professione. In questo contesto si inserisce anche la Banda di Cona. I suoi successi sono frutto di impegno e dedizione, di passione, ma anche di una tradizione che continua ininterrottamente attraverso i secoli e che ha sempre cercato di stimolare le nuove generazioni verso questa forma di arte. Il pregio del lavoro di Stefania Mazzoli, scrive Daniele Seragnoli, è “l’avere saputo ricostruire in rapida sintesi diversi risvolti della Banda di Cona al quale è dedicato: una ricostruzione storica dei suoi percorsi a partire da una documentazione d’archivio di varia natura (debitamente riportata e trascritta, con una bella serie di immagini a corredo); ma una storia soprattutto di persone e di biografie, di aspetti materiali e sociali, di fatti e fatterelli e, perché no, di aneddoti: che nel caso di un complesso bandistico, piccola comunità in una minuscola comunità urbana, non possono né devono mancare, anzi spesso sono proprio il sale che dà sapore e rende gustoso il succedersi delle vicende. (…) In sostanza, l’attenta ricostruzione operata dall’autrice e l’insieme dei vari elementi dimostrano una volta ancora come una banda musicale possa essere il fulcro di una aggregazione sociale non obsoleta e superata, ma che andrebbe valorizzata e irrobustita.

giovedì 25 ottobre 2018 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara
Sala Agnelli

Pubblico confronto su Dichiarazioni Evangeliche II

Intervengono Pietro Bolognesi (Istituto di Formazione Evangelica e Documentazione di Padova),don Andrea Zerbini (Parrocchia Santa Francesca Romana di Ferrara), Luca Marino (pastore ADI Bologna) e Giuliano Sansonetti (Università di Ferrara)
Dopo il primo volume del 1997, ecco il secondo volume delle Dichiarazioni Evangeliche, edito dalle Dehoniane di Bologna. Si tratta di uno strumento che amplia il patrimonio culturale e risulta utile per lo sviluppo di un dialogo responsabile. Esso ci parla della capacità alternativa del pensiero evangelico rispetto al dibattito sui grandi temi, che risulta spesso polarizzato tra le istanze di tipo cattolico e quelle del mondo cosiddetto laico. Il testo presenta una visione pienamente inserita nella storia, che affonda le sue radici molto più in là dei risvegli degli ultimi due secoli e va oltre l’attuale espansione registrata nel sud del mondo, perché il pensiero evangelicale ha qualcosa di significativo da dire al mondo di oggi.
Raccoglie dichiarazioni rilevanti che sono state espresse negli ultimi venti anni, toccando diversi temi fondamentali quali il cattolicesimo, l’impegno evangelistico e missionario, il concetto di unità cristiana, l’Europa e le sfide del nuovo millennio, la franchezza evangelica, l’impegno civile e politico dei cristiani, la salvaguardia del creato, l’antisemitismo, i temi etici del dibattito pubblico.
Nell’ambito del ciclo di conferenze “La riforma protestante nella società. Le conseguenze della Riforma del XVI secolo”.
A cura dell’Associazione Evangelica CERBI di Ferrara

A MEZZA LUCE. Ferrara, 1958

venerdì 26 ottobre 2018 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara
Sala Agnelli

Presentazione del libro di Michele Balboni

La Carmelina Edizioni, 2018
Siamo nel 1958, in prossimità della chiusura delle case di tolleranza prevista dalla legge Merlin. Al Chez Madame in via Buonporto a Ferrara, una casa di tolleranza di prima classe, lavorano Elsà Morgana, Luisella e Martita. Dirette da Madame Ivone tutte hanno segreti, sogni e amori nascosti. Il gatto Oscar, sempre presente, ci racconta tutto con i suoi pensieri perché “i gatti non hanno bisogno di parole”. Un romanzo al femminile in cui le “signorine” brillano per bellezza e sensualità…
Interventi di Daniele Lugli, Paola Castagnotto, Elenora Telloli e dell’editoreFederico Felloni.
Accompagnamento musicale della pianista Cristina Carini
Michele Balboni, dirigente d’azienda, appassionato di tango e ballerino maldestro, scrittore velleitario, spallino della prima ora, faccio grazia ai lettori del seguito. Ho pubblicato Il mio tango (Volta La Carta edizioni, 2013), La Diva del tango – alla ricerca del niño rubato (Faust Edizioni, 2014, Premio Letterario per i Diritti Umani, consegnato a Papa Bergoglio il 17/12/2014), Il tango delle parole – racconti e fantasie (Europa Edizioni, 2016). Con A mezza luce – Ferrara, 1958 mi allontano dal mondo del tango per lasciare un ricordo di tanti luoghi, situazioni e personaggi della mia città – in verità validi e riscontrabili anche altrove – nonché un pensiero ad un mondo che non c’è più.

biblioteca

Monge, chi era costui?

martedì 23 ottobre 2018 ore 16

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara
Sala Agnelli

Seduta dell’Accademia delle Scienze di Ferrara

Coordina Adolfo Sebastiani (Presidente dell’Accademia)
Introduce Massimiliano Mella (Università di Ferrara)
Luigi Pepe (Università di Ferrara), Monge e l’Italia: due secoli dopo.
Alessandra Fiocca (Università di Ferrara), Monge e la geometria
Interviene un ufficiale superiore dell’Arma dei Carabinieri: Il Comando Carabinieri per la tutela dei beni culturali, compiti, funzioni e recuperi.
Gaspard Monge (1746-1818), del quale ricorre il secondo centenario della scomparsa, fu per molti versi molto legato all’Italia. Le sue prime memorie sulle equazioni alle derivate parziali furono pubblicate sugli Atti della Società Reale di Torino. Nel 1796-97 fece parte della Commissione per le scienze e le arti della Repubblica francese, incaricata dei prelievi in Italia di quadri, sculture, libri e oggetti artistici e scientifici, in base ai trattati stipulati con le potenze che avevano dichiarato guerra alla Repubblica ed erano state sconfitte dal generale Bonaparte. Tra i prelievi vi furono numerosi quadri del Guercino a Cento, la Trasfigurazione di Raffaello, l’Apollo del Belvedere e il Laocoonte a Roma. Nel 1798 Monge fu a Roma dove diede la costituzione alla Repubblica Romana, mettendo fine al potere temporale dei papi. Da Roma partì per l’Egitto per la famosa spedizione che doveva segnare un nuovo inizio degli studi sulle antichità egiziane. L’insegnamento della geometria descrittiva, creato da Monge è stata alla base degli insegnamenti geometrici in Italia per un secolo e mezzo, nelle università, nelle scuole militari, nelle accademie delle belle arti. I manuali di geometria analitica usati nelle università devono anch’essi molto alla sistemazione della disciplina operata da Monge alla fine del Settecento. L’ultima Medaglia Fields, una specie di premio Nobel per la matematica, è stata assegnata nel 2018 a un italiano, Alessio Figalli, per i suoi studi sull’equazione di Monge Ampère. Il rientro delle opere d’arte dalla Francia in Italia nel 1815, segnò l’inizio di una nuova fase di tutela dei beni culturali da parte degli stati, a cominciare dalla Stato pontificio, oggi affidata a un Comando specializzato dell’Arma dei Carabinieri. Due interventi marginali di Monge in Italia hanno lasciato un segno duraturo: l’indipendenza della repubblica di San Marino, minacciata nel Settecento dall’espansione dello Stato della Chiesa e la prima memoria scientifica sulla preparazione del più celebre formaggio italiano, il Parmigiano.
A cura dell’Accademia delle Scienze di Ferrara

biblioteca

Il vero sapere

lunedì 22 ottobre 2018 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara
Sala Agnelli

Conferenza di Stefano Arcella

Introduce Marcello Girone Daloli
Rassegna di incontri con la spiritualità applicata
Aristotele spiegava che nei Misteri non si trattava di apprendere ma di provare un intenso stato interiore. Per gli Antichi il Sapere era davvero tale  solo se investiva la totalità della vita e della natura dell’uomo e lo trasformava completamente. Era appunto questo il fine dei Misteri: che l’uomo, per effetto della Conoscenza, divenisse completamente diverso da ciò che era prima, quando ne era privo. Questa istanza di nobilitazione e di elevazione era il filo d’oro che univa le varie spiritualità misteriche del mondo antico, al di là delle forme rituali e delle vie praticate per conseguire l’unione col divino. Nel capitolo finale viene affrontato il tema della possibile attualizzazione del retaggio misterico in forme adatte alla mutata costituzione interiore e mentale dell’uomo occidentale contemporaneo, richiamandosi all’insegnamento di Rudolf Steiner e alla Via del Pensiero Vivente.
Stefano Arcella, saggista, studioso delle “religioni” misteriche nel mondo greco-romano, con particolare attenzione ai Misteri di Mithra e, in generale, ai culti solari in età imperiale romana. E’ anche uno studioso del Neoplatonismo rinascimentale e del pensiero esoterico del Novecento europeo, con particolare attenzione al pensiero di Rudolf Steiner, Julius Evola, Giovanni Colazza, Massimo Scaligero, Pio Filippani Ronconi. Collabora con molteplici riviste culturali nazionali ed è stato relatore in molteplici convegni di studi. Ha pubblicato, fra l’altro: I Misteri del Sole. Il culto di Mithra nell’Italia antica (Controcorrente, Napoli, 2002). Misteri Antichi e Pensiero Vivente, Controcorrente, Napoli, 2016.

libri

I nemici della conoscenza

Il grande sviluppo tecnologico della nostra era ci ha dato accesso a una quantità di informazioni senza precedenti. Il risultato, però, non è stato l’inizio di un nuovo illuminismo, ma il sorgere di un’età dell’incompetenza in cui una sorta di egualitarismo narcisistico e disinformato sembra avere la meglio sul tradizionale sapere consolidato. Medici, professori, professionisti e specialisti di ogni tipo non sono più visti come le figure a cui affidarsi per un parere qualificato, ma come gli odiosi sostenitori di un sapere elitario e fondamentalmente inutile. Che farsene di libri, titoli di studio e anni di praticantato se esiste Wikipedia? Perché leggere saggi, ricerche e giornali quando Facebook mette a nostra disposizione notizie autentiche e di prima mano? L'”apertura” di Internet e la sua apparente libertà sono solo i primi colpevoli contro i quali Tom Nichols punta il dito. Oltre ai social network, alla democrazia dell'”uno vale uno” e ai semplicismi che la rete favorisce, Nichols attacca anche l’emergere del modello della customer satisfaction nell’educazione universitaria, la trasformazione dell’industria dei media in una macchina per l’intrattenimento aperta 24 ore su 24 e la spettacolarizzazione della politica.

scuola

Coccolare la mente

Così si giustifica il “Io sono un professore progressista,  e ho terrore dei miei studenti progressisti”,  che  ha scritto un anonimo docente   spiegando – sotto pseudonimo –  con quanta cautela deve insegnare, per non far scatenare le  rappresaglie degli studenti “feriti ed offesi” da una sua frase qualunque.   I professori sono consigliati di  far precedere  le loro lezioni da dei “trigger warnings”, messaggi (verbali o anche scritti) in cui avvertono che alcune delle cose che diranno potrebbero  essere  “triggering” ,  ossia scatenare in certi studenti emozioni forti e negative basate su una loro esperienza traumatica anteriore”.

Gruppi  di studenti hanno segnalato come “scatenanti  disagio”  testi come Le Metamorfosi di Ovidio (violenza sessuale), La signora Dalloway di Virginia Woolf (per “inclinazioni suicide”), Il Grande Gatsby  di Fitzgerald  per essere discriminatorio e offensivo per le donne.

A questo punto, una vasta parte della letteratura americana e classica  cade sotto la censura  e non deve essere letta ad alta voce.  Ovviamente, anche la  Genesi , “maschio e femmina Dio li creò” diventa impossibile da insegnare, perché aggressiva  verso  le multiformi tribù  LGBT.

Sono alcuni dei casi descritti da Gregg Lukianoff  nel suo saggio “ The Coddling of the American Mind: How Good Intentions and Bad Ideas Are Setting Up a Generation for Failure”  ( “Coccolare la mente americana- Come le buone intenzioni e le idee sbagliate stanno allevando una generazione per il fallimento).

Lukianoff, che è un avvocato militante per la difesa della libertà d’espressione (Primo Emendamento), vi segnala un peggioramento della situazione di censura nei campus. “Prima, erano le amministrazioni delle università a istruire i professori a non usare parole che potessero  suonare discriminazione (razziale o sessuale). Ma dal 2013-14, di punto in bianco, sono  gli studenti ad imporre i nuovi codici  verbali,  le politiche di “trigger warning”, gli elenchi di “microaggressioni” – e sempre peggio, ad esigere l’annullamento di incontri pubblici, organizzati dalle università,  con  conferenzieri che  non amano, perché “li fanno sentire male”.

Infatti il carattere principale di questa nuova censura studentesca è la sua “medicalizzazione”. Gli studenti che esigono la censura  su idee,testi letterari e persone, non lo fanno motivando di essere contrari a quelle idee, filosofie e persone. No, dicono di esserne feriti, in senso medico e psichico. Che aggrava la loro ansia e depressione, che danneggia la loro salute mentale.

In tal modo, non discutono; vietano e basta. “Lo scopo ultimo”, dice  Lukianoff, “sembra essere quello di trasformare i campus universitari  in “spazi sicuri” (safe spaces) dove  questi giovani adulti sono protetti da  parole e idee che li rendono a  disagio. Fino al punto  da punire chiunque turbi questo  scopo, anche in modo accidentale: qualcosa che  ho chiamato “proiettività  vendicativa”. Crea una cultura dove uno deve pensare due volte prima di parlare,  per scongiurare le accuse di insensibilità,razzismo, aggressione, molestia o peggio”.

https://www.maurizioblondet.it/la-dittatura-dei-bambini/

fantascienza

Coyote

Uno dei problemi principali dei regimi totalitari, che impongono la stessa ideologia a tutti i loro cittadini, sono quelli che la pensano in modo diverso. Ribelli, anarchici, buonisti, attivisti vari, e pure quelli troppo fanatici dall’altra parte. Nella storia è stato risolto spesso facendoli sparire, o mandandoli in esilio. In futuro potrebbe esserci una soluzione migliore: lasciarli fuggire, o scaricarli direttamente, su un altro pianeta.

Coyote è un pianeta colonizzato da ribelli fuggitivi da un regime oppressivo. È abitato da ogni genere di attivisti politici, ed è diventato anche un luogo nel quale smaltire i terrestri indesiderati. La storia della sua colonizzazione e poi del suo successo è raccontata in tre romanzi di Allen M. Steele, tutti usciti su UraniaCoyoteCoyote Rising e Coyote Estrema Frontiera e molto apprezzati dai lettori della collana da edicola di Mondadori.

Ma la serie non si ferma qui. Steele ha scritto diversi altri romanzi basati sul pianeta Coyote, tra i quali c’è anche il romanzo breve The River Horses, uscito nel 2007 e collocato cronologicamente tra Coyote Rising e Coyote Estrema Frontiera, anche se vive benissimo anche a se stante, senza necessità di aver letto il resto del ciclo. The River Horses esce oggi in italiano col titolo I fiumi di Coyote nella collana Biblioteca di un sole lontano curata da Sandro Pergameno, con copertina di Tiziano Cremonini e nella traduzione di Lamberto Lolli. Dategli una possibilità, potrebbe nascere una nuova passione (con moderazione però, che poi mandano su Coyote anche voi).

NOVITÀ – FANTASCIENZA

Allen M. Steele
I FIUMI DI COYOTE

Un romanzo breve del popolare ciclo del pianeta Coyote

Biblioteca di un sole lontano n. 46

Titolo originale: The River Horses

Traduzione: Lamberto Lolli

Copertina: Tiziano Cremonini

Genere: Fantascienza

ISBN: 9788825407136

Versioni per Kindle e formato epub per tutti i reader e le app per tablet e smartphone

ROMANZO BREVE – PAGG. 88 – EURO 2,99

Società

L’eunuco occidentale

In un tempo in cui il politicamente corretto ha operato nel maschio gli stessi cambiamenti, vale la pena di rileggersi il saggio di Germaine Greer

L’eunuco femmina di Germaine Greer
(G. Greer, The Female Eunuch, G. Greer 1970)
 


L’eunuco femmina. Il tempo e la società (V-XVII)
Breve profilo del movimento femminista in Italia (XVIII-XXIII)
Riassunto (pp. 9-20)
Corpo (pp. 21-52)
(Genere, Ossa, Curve, Capelli e peli, L’utero maligno)
Anima (pp. 53-146)
(Lo stereotipo, Energia, Bambina, Ragazzina, Pubertà, La materia prima, Lavoro)
Amore (pp. 147-262)
(L’ideale, L’altruismo, Egoismo, Ossessione, Romanticismo, L’oggetto della fantasia maschile, Il mito borghese dell’amore e del matrimonio, Famiglia, Sicurezza)
Odio (pp. 263-330)
(Ripugnanza e disgusto, Insulto, Infelicità, Risentimento,
Rivoluzione (pp. 331-350)
Rivoluzione
Note (pp. 351-365)

Nel 1970 Germaine Greer scrive The Female Eunuch, testo di grande successo destinato a diventare un classico del femminismo angloamericano.
Il Movement americano è a quel tempo articolato in tre correnti principali.
La prima, il cui punto di riferimento è Betty Friedan, è un movimento democratico- borghese impegnato nel promuovere una politica integrazionista.
La seconda è la corrente delle femministe marxiste.
La Greer si colloca nella terza, il Radical Feminism di Kate Millett e S. Firestone, corrente principale del Movement che pone al centro della propria riflessione politica il rapporto uomo-donna e la famiglia.
La tesi della Greer è che la liberazione della donna consiste nel rivalutare sé stessa, riappropriandosi della propria energia. La donna ha infatti perso la sua identità umana e sessuale: è un eunuco femmina. Se il dogmatismo della scienza indica lo stato delle cose come inevitabile e naturale, è compito del femminismo mettere in dubbio e criticare le convinzioni per quanto concerne la normalità femminile.

Nella prima parte, l’autrice osserva i pregiudizi relativi al corpo, ed in particolare alla sessualità femminile. Alla critica alla psicoanalisi, la Greer affianca quella alle femministe che rifiutando la teoria freudiana della sessualità femminile, si limitano ad opporre i due orgasmi femminili senza mettere in discussione quanto la genitalità sia enfatizzata. Se la donna è stata desessualizzata, afferma la Greer, occorre invece valorizzare e liberare la sessualità senza ridurla alla genitalità.

La dea della civiltà dei consumi è un prodotto artificiale; cerchiamo di esaminare allora come questo prodotto viene costruito, occupiamoci della manifattura dell’anima.
Nella seconda parte l’autrice analizza come avviene la soppressione dell’energia nella donna e come si procede alla costruzione dello stereotipo dell’eterno femminino, nelle fasi che vanno dall’essere bambina, alla ragazzina, alla pubertà e poi più oltre, nel corso della vita.

Un aspetto della perdita d’identità consiste nella perdita della capacità di amare, che la Greer studia nella terza parte, amore. La femminista inglese definisce l’amore come un sentimento possibile solo inter pares e tra soggetti capaci di amore in primo luogo verso sé stessi. Ma la donna non possiede questo tipo di amore, essendo quasi sempre parte di un rapporto di coppia sado-masochistico. La Greer procede osservando i miti dell’amore ed affermando che, se la famiglia sopravvive, è anche perché le donne non sanno liberarsi dalla potenza del mito. Può essere interessante notare che in quest’occasione la femminista dimostra apprezzamento per la grande famiglia contadina valorizzandone gli aspetti comunitari.

La quarta parte è dedicata all’odio, degenerazione di un amore malato e pervertito, nelle sue forme masochiste e sadiche.

Infine l’ultima, rivoluzione, delinea una forma di possibile correzione dell’impiego negativo che gli uomini e le donne fanno delle proprie energie. E’ importante sostituire la costrizione e la coazione col piacere inteso come liberazione dell’eros di cui l’uomo dev’essere parte attiva. Le donne hanno paura della libertà, ma questa paura è parte della conservazione dello status quo. Rifiutare la polarità maschio-femmina, significa per le donne come per gli uomini, accettare l’esistenza del rischio e la possibilità dell’errore.

https://www.amazon.it/Leunuco-femmina-Germaine-Greer/dp/B01N0TIOYQ/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&qid=1539593121&sr=8-1&keywords=eunuco+femmina&linkCode=ll1&tag=terzapaginain-21&linkId=dcc616518c8fa71594ca77e29f942998&language=it_IT

biblioteca, conferenza

Le viaggiatrici

Un uomo assolutamente buono. L’Idiota di Dostoevskij

lunedì 15 ottobre 2018 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara
Sala Agnelli

Conferenza di Daniela Rizzi (UniVE)

In occasione dello spettacolo di danza “The Idiot” in scena il 16 ottobre al Teatro Comunale Claudio Abbado, Daniela Rizzi introduce e rilegge il capolavoro di Dostoevskij, che ha ispirato il coreografo giapponese Saburo Teshigawara a trasformare in movimento la sofferenza e la bontà d’animo del principe Miskyn.
Per il ciclo “Libri in scena” a cura dell’Associazione Amici della Biblioteca Ariostea e del Teatro Comunale Claudio Abbado

Album di una vita

martedì 16 ottobre 2018 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara
Sala Agnelli

Presentazione del libro di Ada Negri

Este Edition, 2018 – Collana Faber
Dialogano con l’Autrice Gina Nalini Montanari e Riccardo Roversi
Questo album fotografico spazia dall’infanzia di Ada Negri ai giorni nostri; comprende foto delle tappe fondamentali della sua vita, delle circostanze che l’hanno vista impegnata o gratificata, immagini delle persone care, degli amici e dei personaggi importanti che ha incontrato; foto di molte città visitate durante numerosi viaggi e crociere e quelle dei luoghi ove ama tornare, di panorami, fiori e bellezze naturali, dei circoli culturali che frequenta, di sports praticati.
Ada Negri ha fatto molti viaggi, anche all’estero e, in pensione, ha scritto una ventina di libri di poesia e saggistica, per i quali ha ricevuto numerosi Premi letterari, fra i quali il “Colosseo d’Oro”, il “Lucus Feroniae”, il “Leonardo da Vinci” ecc. Fa parte di diversi circoli culturali e coltiva vari hobbies, fra i quali la pittura e la fotografia.

Il Grande Fiume

mercoledì 17 ottobre 2018 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara
Sala Agnelli

Viaggio letterario lungo il Po ed il suo territorio

Letture e analisi di Alberto Amorelli, Silvia Lambertini, Elisa Orlandini, Stefano Poledrelli e Sabina Zanquoghi.
Con la partecipazione dell’Associazione culturale Fiumana di Ferrara.
Il Po è insieme Natura e Cultura. Gli scrittori l’hanno sempre saputo” (Marco Belpoliti)
Nell’immaginario collettivo il Po veste un ruolo ragguardevole, soprattutto per chi, come noi, vive nel territorio che nel corso dei millenni ha formato e che da sempre attraversa.
Protagonista di una memoria letteraria fertile e ricchissima – che passa da Zavattini a Bacchelli, da Guareschi a Pavese – il nostro Grande Fiume è sì linea di confine, ma anche punto di unione di tradizioni, di stili di vita e di linguaggi.
Durante l’incontro la Compagnia del Libro affronterà questo micromondo attraverso alcuni richiami alla letteratura più classica, per poi passare a romanzi contemporanei, anche grazie al prezioso contributo dell’associazione culturale Fiumana, che da anni propone iniziative atte a mantenere vivo il rapporto tra gli abitanti del nostro territorio e il Po, rivalorizzandolo come via di comunicazione e di scambio, risorsa ambientale e identità culturale.
A cura della Compagnia del libro di Ferrara

Le Viaggiatrici

giovedì 18 ottobre 2018 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara
Sala Agnelli

Conversazione con Emiliana Losma e Cristina Balma Tivola

Ne parlerà con le autrici Francesca Mariotti, presidente dell’Associazione culturale Olimpia Morata.
Nuovo incontro di SLOW READING con “Le Viaggiatrici – DONNE ALTROVE”, con Emiliana Losma  e Cristina Balma Tivola. Una donna che viaggia da sola ancora oggi sorprende. Nella storia, tuttavia, sono presenti molte avventuriere – donne intrepide, curiose viaggiatrici – che hanno esplorato luoghi sconosciuti attraversando oceani e continenti, lanciandosi in imprese straordinarie, tracciando nuove vie, stabilendo primati. Non c’è solo il modello “angelo del focolare”, a nostra disposizione: al di là di questo ve ne sono ben altri che possiamo incarnare! Basta lasciarsi ispirare da Freya Stark, Nellie Bly, Jeanne Baret e Louise Michel – nostre antenate/progenitrici incontrate da Emiliana Losma durante le sue ricerche d’archivio – o da Nathalie, da Erika, dalla regina di Portimaõ – che Cristina Balma Tivola ha ritratto nel libro di racconti di viaggio “Andare altrove“.
Un racconto a due voci ve le farà conoscere portandovi lontano geograficamente, ma dimostrandovi altresì che la distanza dall’immaginazione alla realizzazione d’un desiderio può essere ben più ridotta di quanto non sembri al primo sguardo.
A cura dell’Associazione Culturale Olimpia Morata di Ferrara

La famiglia islamica nelle società occidentali

venerdì 19 ottobre 2018 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara
Sala Agnelli

Conferenza di Sumaya Abdel Qader

Presentazione di Piero Stefani
Quando si parla di islam, spesso, è la figura della donna ad essere oggetto di maggiore attenzione, studio, polemica, dibattito, ecc. Spesso, purtroppo, in modo estemporaneo e decontestualizzato. Difficilmente si sente parlare del più ampio tema della famiglia nella sua globalità e specificità, dove certamente la figura della donna ha un ruolo di rilievo, ma non è l’unico soggetto presente. Nella mia relazione cercherò di offrire nozioni di base e spunti di riflessione, se pur in modo sintetico e non esaustivo, partendo dalla tradizione classica islamica (in merito al tema in oggetto) per arrivare a cogliere le nuove sfide che gli attuali contesti socio culturali lanciano dando il via ad una interessante spinta generativa nella via dell’esegesi/interpretazione/fatawi ecc. Svilupperò il discorso cercando di toccare in particolar modo i seguenti quattro punti avendo cura di arricchirli con esempi concreti:
– Il senso della famiglia nell’islam: un progetto di vita.
– La relazione uomo donna, tra diritti e doveri.
– Dopo Dio e il Profeta, i genitori.
– L’educazione dei figli.
– La famiglia musulmana in occidente -contesto di minoranza-, tra tradizione e cambiamenti, quali criticità e o opportunità.
Per il ciclo “La società degli individui – Famiglie” a cura di Istituto Gramsci e Istituto di Storia contemporanea di Ferrara