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Premio Suzzara

Il Premio Suzzara, tra i più longevi in Italia dedicati all’arte contemporanea, fu ideato nel 1948 da Dino Villani con il sostengo del sindaco di Suzzara e di Cesare Zavattini. La giuria era composta non solo da galleristi, storici e critici d’arte ma anche da un operaio, un impiegato e un contadino, mentre i premi erano costituiti da prodotti della terra oppure delle mani operaie. La collezione di Suzzara coinvolge inizialmente grandi artisti realisti quali Renato Guttuso, Giuseppe Zigaina, Renato Birolli, Domenico Cantatore, Giulio Turcato, Antonio Ligabue e successivamente maestri contemporanei come Mauro Staccioli, Nicola Carrino, Giosetta Fioroni, Concetto Pozzati, Gianfranco Pardi, Gianni Colombo.

la 48° edizione del Premio Suzzara dal titolo LA TERRA SI MUOVE CON IL SENSO (in riferimento agli eventi sismici del maggio 2012) comprende la mostra Progettare il momento. Dell’effimero e del suo contrario che inaugura il 15 settembre 2013 con quattro interventi inediti di Mario Airò, Elisabetta Di Maggio, Eva Marisaldi e Liliana Moro, e il concorso ad invito RIGENERAZIONE che coinvolge gli artisti Paola Anziché, Sergio Breviario, David Casini, Ettore Favini & Antonio Rovaldi, Stefania Galegati Shines, Alice Guareschi, Ozmo, Diego Perrone, Luca Pozzi, Laura Renna, Matteo Rubbi, Sissi Luca Trevisani nell’ideazione di quattro progetti per il territorio che saranno realizzati nel 2014.

download comunicato stampa e immagini al seguente link http://presspremiosuzzara.wordpress.com/ 

In concomitanza, lo stesso 15 settembre alle ore 10 inaugurerà presso la Palazzina IVECO di Suzzara, la mostra Abano Seguri – dal dopoguerra agli anni Cinquanta: la stagione dei grandi cambiamenti, curata da Gianfranco Ferlisi e promossa dalle Associazioni Amici del Premio Suzzara, Amici del Museo Galleria del Premio Suzzara e dal Lions Club Mantova Ducale, con il sostegno del Comune di Suzzara e della Provincia di Mantova. L’esposizione documenta l’opera dello scultore mantovano, a partire dai riconoscimenti tributatigli nelle edizioni del Premio del 1949 e del 1957.

mostre, Viaggi

Una inaugurazione di 24 ore

Sabato 27, alle 18, inaugura il nuovo museo delle scienze di Trento, progettato da Renzo Piano;  leggi il programma degli eventi

Si popola di abitanti il MUSE, il nuovo Museo delle Scienze di Trento: si lavora senza sosta per completare i tanti allestimenti che andranno ad arredare e animare il museo disegnato da Renzo Piano. Gli scheletri dei dinosauri e quello di una balenottera comune, la sfera della Noaa, gli animali tassidermizzati sospesi nel grande vuoto al centro dell’edificio, il labirinto della biodiversità e il ghiacciaio sono gli allestimenti già terminati, ma i lavori sono in corso e tanti altri reperti originali E exhibit multimediali sono pronti a essere collocati nei 6 piani del MUSE. Le 150 persone impegnate nelle operazioni – tra staff, team allestitori, fotografi e video maker – continuano a lavorare ininterrottamente per essere pronte ad alzare il sipario sul più recente gioiello architettonico e culturale del nostro Paese.

Si procede secondo un programma suddiviso in due fasi, la prima che ha visto il trasloco dalla vecchia sede di Via Calepina, dove risiedeva il Museo Tridentino di Scienze Naturali, al MUSE e la seconda con lo spostamento delle collezioni e degli uffici (che terminerà a settembre). La “macchina umana” al lavoro è imponente.

Tra gli allestimenti spiccano gli oltre 450 gli animali, oltre alle tantissime esposizioni dedicate a temi quali: clima, educazione ambientale, futuro sostenibile, società, natura, green economy, paesaggio e innovazione.
Già pronta e funzionante la sfera interattiva della Noaa, che mostra immagini animate di tempeste atmosferiche, conseguenze di cambiamenti climatici, movimenti dei continenti aggiornate con uno scarto temporale di pochi giorni. Al piano -1 sono arrivati gli scheletri che popoleranno la galleria dei dinosauri e quello di una balenottera trascinata al porto di Livorno da una nave. Si è popolato anche il Big Void, che attraversa verticalmente e centralmente i piani espositivi, nel quale grazie a un inusuale concetto espositivo, sono sospesi animali tassidermizzati e scheletri di specie ora estinte. Al 3° piano nel labirinto della biodiversità il visitatore potrà provare l’esperienza di scendere un sentiero di montagna, attraversando 26 ambienti diversi, per scoprire la fauna e la flora anche attraverso l’ascolto suoni e dei canti della natura. Al 4° piano è pronto il ponte attrezzato lungo il quale il visitatore potrà toccare con mano un fronte glaciale ricostruito con rocce, vegetazione e ghiaccio veri. Nei prossimi giorni sarà allestita la Time Machine al 1° piano, fino alle ultime grandi operazioni di conclusione dei lavori che si terranno tra il 10 e il 20 luglio.

C’è attesa anche per il completamento degli allestimenti del FabLab, una piccola officina-laboratorio aperta al pubblico che offre strumenti per la “personal digital fabrication” come stampanti 3D, laser cutter, plotter e processori Arduino. Il FabLab sarà in rapporto diretto con alcuni spazi analoghi operanti nell’ambito della rete mondiale dei fabber, un’opportunità per chiunque abbia idee da trasformare in progetti concreti.
La curiosità cresce anche attorno al Maxi Ooh!, lo spazio per la sperimentazione attraverso i sensi dedicato ai bambini da 0 a 5 anni. Un luogo nel quale genitori e figli potranno fare esperienze insieme e scoprire l’ambiente in modo creativo e inusuale.
Ultima a essere completata sarà la serra tropicale montana con cui il MUSE porta a Trento un frammento di foreste dell’Eastern Arc, una delle più importanti catene montuose dell’Africa orientale. La serra permetterà di toccare con mano uno dei principali hotspot di biodiversità del nostro pianeta, raccontando gli usi tradizionali e il valore medicinale delle specie più significative. Al suo interno, il visitatore potrà ammirare i fiori profumati della Tabernae montana, simili al gelsomino, toccare i fusti del banano selvatico, passeggiare tra le fronde delle felci arboree e scoprire l’habitat naturale delle violette africane. La serra ospiterà anche invertebrati e altri animali tra cui anfibi, rettili ed uccelli.

mostre

Museo di palazzo Poggi

A eccezione dei giorni 24, 25, 26 dicembre e 1 gennaio, il Museo resterà sempre aperto estendendo anche nelle giornate del 27, 28, 29, 30 e 31 dicembre l’orario festivo: 10.30-13.30 e 14.30-17.30
ATTIVITÀ E INIZIATIVE:

Corso di ceramica (3 lezioni; età 9 – 11 anni)
IL PESCE PALLA LUMINOSO
Realizza con la ceramica un pesce palla porta candela e decoralo con i colori che preferisci.

Prima lezione: sabato 15 dicembre dalle ore 15.00 alle 17.00 _ Seconda lezione: domenica 16 dicembre dalle ore 11.00 alle ore 12.00 _ Terza lezione: sabato 22 dicembre dalle ore 15.00 alle ore 16.00.
Costo per l’intero corso: 20 € (Per informazioni e prenotazioni: 051-2099610 _ museopoggi.info@unibo.it)

a cura degli studenti tirocinanti delle Facoltà di Lettere e della Facoltà di Lingue dell’Università di Bologna
VISITE GUIDATE
Dal 27 dicembre al 6 gennaio, tutti i giorni alle ore 11.00 e alle ore 15.00 (le visite sono gratuite. Per informazioni e prenotazioni: 051-2099610 _ museopoggi.info@unibo.it)

Laboratori didattici
MUSEO POP – UP
Inaugura l’anno nuovo con un’esplosione di colori facendo vivere agli animali e alle opere del Museo di Palazzo Poggi una fantastica storia pop-up.

Domenica 23 dicembre h. 11.00 -12.30 (8-10 anni)
Giovedì 27 dicembre h. 15.00 – 16.30 (6-8 anni)
Venerdì 28 dicembre h. 15.00 – 16.30 (6-8 anni)
Sabato 29 dicembre h. 15.00 – 16.30 (8-10 anni)
Domenica 30 dicembre h. 11.00 -12.30 (6-8 anni)
Mercoledì 2 gennaio h. 15.00 – 16.30 (8-10 anni)
Giovedì 3 gennaio  h. 15.00 – 16.30 (8-10 anni)
Venerdì 4 gennaio h. 15.00 – 16.30 (6-8 anni)
Sabato 5 gennaio  h. 15.00 – 16.30 (8-10 anni)
Domenica 6 gennaio  h. 11.00 – 13.00 (6-8 anni)

I laboratori hanno un costo di 5 euro (Per informazioni e prenotazioni: 051-2099610 _ museopoggi.info@unibo.it)
Concorso a premi
UN GIORNO DA …
Ritorno nel XXI secolo

Immaginate di essere per un giorno uno dei protagonisti che hanno dato origine alle collezioni del Museo di Palazzo Poggi e ritornare, dal passato, per visitarle e rivedere i vostri amati oggetti.
Che impressioni avreste? 
Raccontatele o disegnatele!
I protagonisti sono:
 Ulisse Aldrovandi, Luigi Ferdinando Marsili, Ercole Lelli, Anna Morandi e Giovanni Manzolini, Luigi Galvani.
Ogni fumetto dovrà essere composto da un minimo di 2 a un massimo di 4 tavole, mentre i racconti non potranno superare le due cartelle (3600 battute spazi inclusi).
Non c’è limite di età né di fantasia!
Scadenza: 31 gennaio 2013
(Per maggiori informazioni www. museopalazzopoggi.unibo.it)

MUSEO DI PALAZZO POGGI

Alma Mater Studiorum – Università di Bologna

Museo di Palazzo Poggi

Via Zamboni 33 – I – 40126 Bologna (BO)

Tel. + 39 051 2099398 – Fax. +39 051 2099402

http://www.museopalazzopoggi.unibo.it

festival, mostre

Uomini e lavoro alla Olivetti

THE DAY AFTER
Vasti spazi deserti, negli stabilimenti e nei palazzi. La celebre parete di vetro di una fabbrica è coperta da ponteggi: si staccano pezzi. Sigillato l’esagono della mensa, sgombro il Centro Studi. Polvere, chiazze, ruggine. Tombe vuote di un lavoro scomparso (delle quali la celebrata bellezza impedisce la demolizione). Per salvare quella vita di lavoro dall’oblio, persone che hanno avuto il privilegio di condividerla, in una varietà di ruoli aziendali, hanno inteso evocarla sulla traccia delle loro traiettorie lavorative. Si sono affidati a mani capaci di disegnare l’ordito delle domande entro cui calare la trama delle loro risposte. Saranno i limiti di questo microcosmo di testimonianze. Ne mancano alcune, impedite della morte della persona (come di Pier Giorgio Perotto, entusiasta di questo impegno collettivo) e diviene evidente che questo compito non era dilazionabile. Il successo del-l’impresa di Camillo e Adriano (e Roberto, cui si deve il perseverare nella con-versione all’elettronica) e la sua decadenza sono sincroni con lo sviluppo e il dileguamento dell’Italia industriale (ossia della grande impresa, della sua prospettiva strategica e della sua capacità d’innovazione in settori di tecnologia avanzata). Agli imprenditori costruttori di futuro sono andati subentrando cacciatori di valori azionari, speculatori del mercato borsistico, arraffatori di monopoli, artefici di partecipazioni incrociate e di piramidi societarie. A un mondo del lavoro umiliato in una società lacerata e disorientata, succube delle vicende aleatorie di un’economia finanziarizzata, si rivolge il coro di queste testimonianze. Esse ricordano il valore permanente delle ragioni di quel successo d’impresa: la responsabilità e capacità di costante innovazione e anticipazione, realistica e audace, razionale e immaginativa, votata all’eccellenza dei prodotti, alla qualità della vita lavorativa, all’elevazione della vita sociale.
Francesco Novara                                                            Torino, ottobre 2005

Se ne parlerà a Bondeno (FE), domenica 23 settembre, nel corso della manifestazione “Ricominciamo dal futuro”

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mostre

Poesia visiva

ControCorrente
Riviste, dischi e libri d’artista delle case editrici
della poesia visiva italiana

a cura di Marco Bazzini e Melania Gazzotti

Museo Internazionale e Biblioteca della Musica di Bologna
21 settembre – 6 novembre 2011
Inaugurazione 21 settembre ore 18.30

Inaugura il 21 settembre 2011 presso il Museo della Musica di Bologna nell’ambito di Artelibro Festival del Libro d’Arte la mostra ControCorrente. Riviste, dischi e libri d’artista delle case editrici della poesia visiva italiana, prima tappa di una esposizione itinerante che si sposterà successivamente alla Fondazione Berardelli di Brescia e al Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato.

A cura di Marco Bazzini e Melania Gazzotti con la collaborazione di Nicole Zanoletti, la mostra passa in rassegna le case editrici – molte delle quali indipendenti, fondate e dirette dagli artisti stessi – che, tra gli anni Sessanta e Settanta pubblicano riviste e libri d’artista che radicalizzano le potenzialità espressive della parola accompagnata dall’immagine, dando vita a quel movimento artistico che, confrontandosi con il lessico della comunicazione di massa e allo stesso tempo mettendolo in discussione, verrà poi denominato poesia visiva. Sulla base di queste riflessioni e dall’incontro tra Eugenio Miccini e Lamberto Pignotti, a Firenze nasce infatti il Gruppo 70, al quale successivamente prenderanno parte anche Lucia Marcucci, Ketty La Rocca, Luciano Ori, seguiti da Mirella Bentivoglio, Giuseppe Chiari, Emilio Isgrò, Michele Perfetti e Sarenco. Contemporaneamente in diverse parti d’Italia altri artisti si occuparono di tematiche affini come Luciano Caruso e Stelio Maria Martini a Napoli, Ugo Carrega a Milano e Martino Oberto a Genova.

Nella sede espositiva di Bologna la mostra presenterà, oltre alla generale produzione editoriale dei poeti visivi, un approfondimento dedicato alla musica. All’interno del percorso espositivo del Museo della Musica le opere in permanenza verranno fatte dialogare con spartiti e libri a tema musicale ma anche registrazioni sonore su cassette e dischi, pubblicati dalle medesime case editrici a cui è dedicata la mostra.

Ingresso gratuito in occasione di Artelibro e Archeopolis dal 23 al 25 settembre 2011.

Arte, mostre

Con.fine naturale

locandina-Margaroli-300pxSi inaugurerà sabato 2 luglio l’esposizione “Con.fine naturale” dell’artista valdostana
Chicco Margaroli.
Continua così il progetto che porta ogni anno uno tra i più raffinati artisti della scena
contemporanea a confrontarsi con il Castello di Bosses e la storia del luogo. La mostra del
2011 proporrà numerose installazioni e immagini scaturite da una forte relazione empatica
con questo luogo “alto” e il lavoro dell’uomo, alla ricerca delle molteplicità di significati del
ruolo di frontiera, che il gioco di parole del titolo lascia intuire.
L’evento curato come di consueto da Alessandro Parrella apre il sipario, come promesso
lo scorso anno, agli artisti valdostani più apprezzati anche in campo internazionale.
La mostra sarà visitabile fino al 4 settembre, restando successivamente a disposizione delle scuole per i laboratori didattici, aperta dal martedì al venerdì dalle ore 15,00 alle ore 19,00 e il  sabato e la domenica dalle 11,00 alle 19,00.
Quest’anno l’affiatata équipe di lavoro sarà affiancata dalla storica dell’arte Federica
Caneparo che collaborerà con l’Associazione culturale Parrellarte, con il grafico Pier
Francesco Grizi, il fotografo Bruno Domaine, l’architetto Paola Ciaschetti, e con  Paola
Ugliano per la promozione web e l’Ufficio Stampa.
Corrado Jordan Sindaco di Saint-Rhémy-en-Bosses dichiara: “Anche nell’anno in corso sapremo interessare il pubblico che ci segue da anni con una esposizione all’avanguardia che proporrà interessanti spunti di riflessione e approfondimento, in un progetto che porterà il prossimo anno ad esporre le opere della pittrice Barbara Tutino Elter dedicate a Giovanna d’Arco in occasione dei seicento anni dalla nascita della Pulzella d’Orléans”.