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Mystfest 2018

Grande successo di critica e pubblico per l’edizione gialli Myfest 2018 del Mystfest/Festival internazionale del giallo e del mistero – Gran Giallo Città di Cattolica, che si è tenuta dal 25 al 30 giugno scorsi nella rinomata località della riviera romagnola.
Noti scrittori e autori esordienti, critici letterarie giornalisti, semplici lettori e appassionati, si sono ritrovati a discutere e scambiarsi idee in un’accattivante atmosfera durata sei giorni e dedicata al genere di cui furono maestri Agatha Christie e Georges Simenon.
Tra gli incontri previsti dibattiti, talk show, mostre mercato di libri e gadget, incontri radiofonici con gli autori (con interviste su Radio Talpa) e soprattutto le premiazioni dei concorsi.
Nella serata conclusiva di sabato 30 sono stati proclamati i vincitori dei tre prestigiosi premi: per la categoria racconto il Concorso Gran Giallo Città di Cattolica e per i romanzi il Premio Tedeschi Mondadori 2018 e il Premio Alan D. Altieri – Segretissimo Mondadori.
In apertura della cerimonia il sindaco di Cattolica, Mariano Gennari, ha posto l’accento sull’importanza del MystFest come evento culturale di notevole rilevanza nella stagione estiva della città su cui, visti gli ottimi esiti, l’amministrazione comunale punterà anche in futuro.
La parola è quindi passata allo scrittore Franco Forte, che dirige le collane Il Giallo Mondadori, Segretissimo e Urania, nonché presidente della Giuria del Gran Giallo, il quale ha sottolineato che il MystFest è ormai un grande evento consolidato che fornisce agli autori di talento occasioni e visibilità.
Sono stati quindi proclamati i vincitori: sugli oltre cento lavori pervenuti alla 45° edizione del Premio Gran Giallo Città di Cattolica al primo posto si è classificata Scilla Bonfiglioli con il racconto Non si uccidono i dodi. Nel Premio Tedeschi invece si è imposto Alberto Odone con il romanzo giallo a sfondo storico La meccanica del delitto. Mentre la prima edizione del Premio Alan D. Altieri – Segretissimo, dedicato allo stimato scrittore scomparso lo scorso anno è andata all’action thriller di Alessio Gallerani Il nido dei predatori. Il romanzo di Odone sarà in edicola nei prossimi giorni, mentre quello di Gallerani ad agosto. Franco Forte ha assicurato che si tratta di opere scritte da professionisti della penna emersi anche grazie al MystFest – Gran Giallo Città di Cattolica, appuntamento di grande confronto e crescita nel mondo della narrativa di qualità.

Filippo Radogna

L’articolo Successo per il MystFest di Cattolica proviene da Associazione World SF Italia.

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festival, Letteratura

Festival del Giallo

L’Associazione Culturale Gruppo del Tasso, che organizza il festival da quattro anni, dislocherà il parterre di autori tra le più importanti librerie cittadine, la Biblioteca Ariostea e una location ancora segreta per il grande ospite di Sabato 11.

Programma

Eventi in Biblioteca Ariostea
Venerdì 10 novembre ore 11 (Sala Agnelli) Apertura ufficiale del festival
Donne in Nero e Giallo: gli antipodi di un genere
Con Sara Bilotti e Gabriella Genisi. Modera Alberto Amorelli
Venerdì 10 novembre ore 14,30 (Teatro Anatomico)
Workshop di scrittura creativa con Francesca Bertuzzi
Durante il corso si parlerà della favola nera e della sua evoluzione fino al thriller/noir contemporaneo. Di come raccontare un personaggio e la sua evoluzione all’interno di una storia. E si analizzerà la struttura base della narrazione occidentale. Una volta stabiliti dei punti cardine, si passerà dalla teoria alla pratica. Sarà quindi dedicata una parte del tempo alla scrittura di un racconto breve a tema, da cui poi partirà una lettura e a seguito l’analisi tecnica dei testi.
Sabato 11 novembre ore 10 (Sala Agnelli)
Premiazione Concorso Giallo Ferrara
Premierà lo scrittore Romano De Marco, presidente della giuria
Sabato 11 novembre ore 10 (Teatro Anatomico/Sala Ragazzi)
Giallo Kids con Elisa Galeati e Sara Suzzi
UNO SCHERZO ARGUTO: caccia al tesoro su un racconto di Agatha Christie
Ai piccoli amanti del giallo e grandi cultori del mistero è dedicato un divertente gioco a squadre in cui, seguendo le orme dell’astuta e memorabile Miss Marple, andremo a svelare enigmi, interpretare indizi fino alla soluzione finale… in cui niente è mai come appare. Un esercizio di curiosità e osservazione, con un pizzico di humour, vi aspetta!
Sabato 11 novembre ore 11 (Sala Agnelli)
Le Lady del thriller: il lato duro del giallo
Con Elisabetta Cametti e Eleonora Carta. Modera Cristina Marra
A cura dell’Associazione Culturale Gruppo del Tasso di Ferrara
festival

Futuri digitali

Da venerdì 29 settembre teatro Storchi, San Filippo Neri, biblioteca Delfini, Musei e Comune ospitano conferenze, talk e laboratori. In bus tra luoghi dell’innovazione

Prende il via venerdì 29 settembre “After Futuri Digitali – Modena Smart Life”, il primo festival nazionale sul digitale che trasformerà per tre giorni Modena in un laboratorio urbano di applicazione della Banda Ultra Larga. Al tema “Connettere – Strategia Nazionale della Banda Ultra Larga” saranno interamente dedicate conferenze, incontri e dimostrazioni della tre giorni.

Nella prima giornata After propone conferenze, talk, laboratori e dimostrazioni pratiche per raccontare il futuro già possibile grazie alla connettività e processi di digitalizzazione.

Alle 9 al San Filippo Neri si parte con il laboratorio “Digital Changemakers” condotto da Open Group in cui i partecipanti, anche grazie alla piattaforma You Rock http://www.yourock.jobs/it, potranno misurare propri talenti e skill in un’ottica proattiva. Contemporaneamente alle 10 all Biblioteca Delfini si svolge “Ubiquità cercasi. La banda ultra larga nelle aree rurali e montane”, relatori ed esperti discutono della scommessa che si sta giocando nelle aree rurali e montane: la diffusione della Banda Ultra Larga come strumento di sviluppo e cambiamento.

Alle 10.30 al Teatro Storchi va in scena “Si può fare! 30 azioni per fare amministrazione digitale”, incontro curato dai coordinatori delle 9 Comunità Tematiche dell’Agenda Digitale dell’Emilia-Romagna, che anticipa la Prima Conferenza Nazionale sullo stato di attuazione del Piano Nazionale Banda Ultra Larga di sabato 30 settembre al quale parteciperanno partner istituzionali di Ministero, Regione, Comune e rappresentati di altre istituzioni, tra cui la Commissione Europea e l’Anci.

Alle 14 dal Teatro Storchi di largo Garibaldi 15 parte il tour fra spazi privati e pubblici della città dove si sviluppano idee innovative: Fab Lab, Centri di co-working e Palestra digitale. Il tour, della durata indicativa di un paio d’ore, si svolge su un bus offerto da Seta e vede la presenza a bordo dei referenti delle strutture che saranno visitate.

Alle 15 alla Biblioteca Delfini si svolge la conferenza “Noi vogliamo il wi-fi! La connettività è un diritto umano?”: l’eurodeputata Cecile Kyenge, insieme ad altri relatori esperti di inclusione digitale, affronteranno il fenomeno dell’immigrazione e della connettività digitale come canale attraverso cui intercettare, aiutare e valorizzare la presenza dei migranti.

Al San Filippo Neri (ore 15) c’è “Come ti invecchio bene al tempo della Banda Ultra Larga”. Rappresentanti della società cooperativa sociale Anziani e non Solo e del progetto Activage discuteranno di come tecnologie digitali e soluzioni smart living possono contribuire a far sì che le persone anziane partecipino il più a lungo e attivamente possibile alla vita sociale e a migliorare la loro qualità di vita.

Alle scuole Mattarella (ore 15) è in programma “Dire, fare, twittare. Alla scuola serve la BUL”. I nativi digitali non devono ‘imparare il digitale’, semmai capire cosa farci e nel mediare questo processo di apprendimento la scuola ha un’enorme responsabilità. Damien Lanfrey, Chief Innovation Officer del Miur, insegnanti ed esperti di progetti digitali nel mondo della scuola discutono di quali politiche servono per dare pari opportunità di accesso alle tecnologie.

Alle 17 al Teatro Storchi va in scena “Generazione Y. Che ci facciamo con tutta questa banda?”: il teologo Vito Mancuso e il giornalista de ‘Il Sole 24 Ore’ Luca De Biase accompagneranno le riflessioni di tre tra i più seguiti giovani youtuber italiani, Enzuccio, ShantiLives e Sabaku No Maiku, per comprendere alla luce della loro esperienza il fenomeno youtube e la sua valenza economica e sociale.

A Palazzo Comunale (ore 17) si svolge “Il digitale nei servizi alle imprese”. La connessione a banda ultra larga è indispensabile per garantire ad imprese e cittadini servizi efficienti e all’altezza delle sfide imposte dal nostro tempo. Enrico Pagliarini, conduttore di 2024 su Radio 24, intervisterà Damiano Pietri (Confartigianato) Luca Puccini (Lapam) e Pablo Pellegrini (SB Italia) per comprendere come soddisfare le aspettative e le esigenze delle piccole, medie e micro imprese.

A Palazzo Dei Musei  (ore 17.30) Piacere Modena presenta GUSTI.a.MO17 Tutto il Bello e il Buono di Modena, Navigando tra Cibo e Arte del Territorio, un talk show che pone sotto i riflettori l’importanza della relazione tra cibo, arte, territorio e cultura a Modena nel ventennale del riconoscimento Unesco al complesso monumentale di Piazza Duomo. Al termine seguirà un percorso guidato a tema arte e cibo ai Musei Civici di Modena.

Nel complesso San Geminiano alle 20 con “Visioni Digitali” esperti in visione artificiale, cinematografia, editor e regia parleranno del video come strumento di cultura, divertimento, interazione virtuale e conoscenza nelle nuove professioni per la computer vision e l’intelligenza artificiale.

In chiusura di giornata, il concerto “Modena 29 settembre” della Premiata Forneria Marconi – All The Best, alle 21 in Piazza Roma.

Durante tutta la durata della manifestazione (29 settembre – 1 ottobre) la Galleria Europa e Piazza Grande ospitano un’esposizione interattiva a cura dei technical partner della manifestazione dove la realtà aumentata sarà a disposizione di tutti, con robot e software che trasformano l’irreale in tangibile.

Per informazioni: http://www.afterfestival.it

festival

Filosofi lungo l’Oglio 2017

Festival Filosofi lungo l’Oglio: al via stasera la
XII edizione con Silvia Vegetti Finzi

Parlerà della sua vita partendo da uno dei suoi molti libri: Una bambina senza stella, la nota scrittrice, a lungo docente universitaria e psicologa clinica Silvia Vegetti Finzi, che aprirà in gran stile la dodicesima edizione del Festival Filosofi lungo l’Oglio a Orzinuovi, oggi, lunedì 5 giugno. Lo spettatore-lettore ritroverà così, per consonanza, tratti perduti della propria infanzia, perché le sofferenze dei bambini colpiti dai traumi non cadono mai in prescrizione, ma possono fare leva su grandi risorse interiori. L’appuntamento con Vegetti Finzi è, alle ore 21.15, in piazza Vittorio Emanuele II (in caso di maltempo, nella chiesa di S. Maria Assunta, nella medesima piazza). Il titolo della sua lectio magistralis: Una memoria toccante è ispirato al tema e filo conduttore dell’intera Kermesse: «Toccare». La lezione sarà accompagnata (solo in caso di bel tempo) dalla performance artistica: «Toccare il fuoco», di e con Nicola Pignoli (giocoliere) e Lorenzo Samanni (attore). Lo spettacolo di Pignoli e Samanni è il primo dei molti eventi-cornice che fanno da punteggiatura alle parole, ai concetti, agli approfondimenti e ai viaggi nella psiche e nello spirito, dove gli ospiti sono condotti dai filosofi ed esperti del linguaggio e della mente, in una manifestazione culturale felicemente cresciuta nel corso di molti anni.

Mercoledì 7 giugno il direttore del Centro di Ateneo per la Dottrina sociale della Chiesa dell’Università Cattolica, Evandro Botto, non sarà presente per cause di forza maggiore. Al suo posto, interverrà il filosofo Massimo Donà, ordinario di filosofia Teoretica all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, che raddoppia e terrà una relazione dal titolo: Toccare a distanza. L’appuntamento è a Ludriano di Roccafranca, alle ore 21.15, nella splendida cornice di Villa Suardi, in via Camozzi (in caso di pioggia, l’incontro si sposta nella chiesa parrocchiale in Piazza Vittoria 4).

Mentre il giorno successivo, giovedì 8 giugno, alla stessa ora, a Rovato, nella chiesa S. Maria Assunta in via Castello 32, è atteso Stefano Zamagni, uno dei maggiori economisti contemporanei, per declinare il tema conduttore del Festival nel sistema economico attuale con il contributo: In quale senso e in quale modo la IV dimensione industriale ci sta toccando?.

Sabato 10 giugno è una giornata speciale, con l’inaugurazione del percorso tattile – e annesso laboratorio per bambini – «Vietato non toccare», secondo evento-cornice in programma. L’appuntamento è alle ore 16 alla Collezione di arte contemporanea Paolo VI in via Marconi 15, a Concesio: si tratta di un percorso tattile per il pubblico adulto, con un laboratorio didattico per bambini e giovani. Mente, cuore e corpo del fruitore, di fronte all’opera, vanno ad attivare riflessioni che oltrepassano i confini interpretativi dell’oggetto. È un’occasione che ispira e spinge a «vivere il museo in tutti i sensi». Il percorso è fruibile: sabato 10 e 17 giugno, dalle 16 alle 18; martedì 13 e giovedì 15 giugno, dalle 15 alle 17. Info e iscrizioni: www.collezionepaolovi.it.

SILVIA VEGETTI FINZI

Silvia Vegetti Finzi è nata a Brescia in una famiglia mantovana perseguitata e fortemente colpita dalle leggi razziali. Dal 1953 abita a Milano dove ha studiato presso l’Università cattolica del Sacro Cuore, specializzandosi in Psicologia clinica. Psicologa clinica, scrittrice e giornalista, è stata a lungo professoressa di Psicologia dinamica presso il Dipartimento di Filosofia dell’Università di Pavia. I suoi interessi si rivolgono alla storia e alla teoria della psicoanalisi, con particolare riguardo all’identità femminile e al ruolo delle passioni nella costruzione dell’ordine simbolico. Si è inoltre interessata allo studio dei rapporti familiari e allo sviluppo psicologico dall’infanzia all’adolescenza. È stata vincitrice, nel 2010, del “Premio della Brescianità” quale bresciana di origine e di elezione che, attraverso il lavoro, le iniziative e le opere, si è resa ambasciatrice in Italia e nel mondo, nell’esercizio della promozione sociale e nella crescita civile. Tra i suoi libri recenti ricordiamo: Storia della psicanalisi, Mondadori, Milano 1990; Volere un figlio, Mondadori, Milano 1997; L’età incerta. I nuovi adolescenti Mondadori, Milano 2001; Parlar d’amore. Le donne e le stagioni della vita Mondadori, Milano 2003; Quando i genitori si dividono. Le emozioni dei figli, Mondadori, Milano 2005; Nuovi nonni per nuovi nipoti. La gioia di un incontro Mondadori, Milano 2008); Nuovi nonni per nuovi nipoti, Mondadori, Milano 2010; A piccoli passi: La psicologia dei bambini dall’attesa ai cinque anni, Mondadori, Milano 2013; Si può ancora essere felici?, Corriere della Sera, Milano 2013; Una bambina senza stella, Rizzoli, Milano 2015; A piccoli passi. La psicologia dei bambini dall’attesa ai cinque anni (Milano, 2017). L’ospite più atteso. Vivere e rivivere le emozioni della maternità, Einaudi, Torino 2017; L’ospite più atteso. Vivere e rivivere le emozioni della maternità, Einaudi, Torino 2017.

MASSIMO DONÀ

Laureatosi nel 1981 con Emanuele Severino, presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Venezia, Massimo Donà inizia a pubblicare diversi saggi per riviste e volumi collettanei. A partire dalla fine degli anni ’80, collabora con Massimo Cacciari presso la Cattedra di Estetica dello IUAV (Venezia) e coordina per alcuni anni i Seminari dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Venezia. Sempre a partire dalla fine degli anni ’80, inizia la sua collaborazione con la rivista di Architettura «Anfione-Zeto», della quale dirige ancora oggi la rubrica «Theorein». In quegli stessi anni, fonda, con Massimo Cacciari e Romano Gasparotti, la rivista «Paradosso». Negli anni ’90, invece, insegna Estetica presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia; sino a quando diventa professore ordinario di Teoretica presso la Facoltà di Filosofia dell’Università Vita-Salute del San Raffaele di Milano. È inoltre curatore, sempre con Romano Gasparotti e Massimo Cacciari, dell’opera postuma di Andrea Emo. Collabora con numerose Riviste, Settimanali e Quotidiani. Tra le sue opere recenti ricordiamo: Santificare la festa (Con S. Levi Della Torre), Il Mulino, Bologna 2010; Vita compiuta. Alla ricerca del senso perduto, in Felicità, a cura di F. Nodari, Massetti Rodella, Roccafranca 2011; Pensare la Trinità. Filosofia europea e orizzonte trinitario (con P. Coda), Città Nuova, Roma 2013; Misterio grande. Filosofia di Giacomo Leopardi, Bompiani, Milano 2013; Parole sonanti. Filosofia e forme dell’immaginazione, Moretti & Vitali, Bergamo 2014; Teomorfica. Sistema di estetica, Bompiani, Milano 2015; Sovranità del bene. Dalla fiducia alla fede, tra misura e dismisura, Orthotes, Salerno 2015; Senso e origine della domanda filosofica, Mimesis, Milano-Udine 2015; La filosofia di Miles Davis. Inno all’irrisolutezza, Mimesis, Milano 2015; Dire l’anima. Sulla natura della conoscenza, Rosenberg & Sellier, Torino 2016; Tutto per nulla. La filosofia di William Shakespeare, Bompiani, Milano 2016; La logica non è tutto. Rileggendo Giovanni Gentile (con V. Vitiello e F. Valagussa), Inschibboleth, Roma 2016; Pensieri bacchici, Saletta dell’uva, Caserta 2016

STEFANO ZAMAGNI

Stefano Zamagni è uno dei maggiori economisti contemporanei. Si è laureato nel 1966 in economia e commercio presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e si è specializzato nel 1973 presso il Linacre College dell’Università di Oxford. Tornato in Italia, iniziò ad insegnare presso l’Università di Parma, ottenendo poi nel 1979 l’ordinariato di economia politica all’Università di Bologna.

Nel 1991 divenne consultore del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, e successivamente membro della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali. Fra il 2007 ed il 2009 è tra principali collaboratori di Papa Benedetto XVI per la stesura del testo dell’Enciclica Caritas in veritate.

Il 9 novembre 2013 è stato nominato da Papa Francesco membro ordinario della Pontificia Accademia delle Scienze. È membro del Comitato scientifico di numerose riviste economiche nazionali e internazionali e ha partecipato, in qualità di membro o di coordinatore, ai comitati organizzatori di convegni scientifici nazionali ed internazionali È autore inoltre di numerose pubblicazioni – libri, volumi editati, saggi – di carattere scientifico, così come di contributi al dibattito culturale e scientifico. Fra le prime, si segnalano: Economia Civile (in coll. Con L. Bruni), Città Nuova, Bologna 2007; La cooperazione (con V. Negri), Il Mulino, Bologna 2008; Impresa responsabile e mercato civile, Il Mulino, Bologna 2013; Handbook on the Economics of Reciprocity and Social Enterprise (con L. Bruni), Cheltenham, Elgar 2013.

Fra i secondi, e solo per rimanere agli anni più recenti: Teoria economica e relazioni interpersonali (in coll. con P. Sacco), Il Mulino, Bologna 2006; Dizionario di Economia Civile (con L. Bruni), Città Nuova, Roma 2009; Laicità nella società post-secolare, Il Mulino, Bologna 2009; Avarizia. La passione dell’avere, Il Mulino, Bologna 2009; Famiglia e lavoro (con V. Zamagni), San Paolo, Cinisello Balsamo 2012; Microeconomia. Un testo di economia civile (con. L. Becchetti, L. Bruni), Il Mulino, Bologna 2014; Taccuino di economia civile (con. L. Becchetti, L. Bruni), Ecra 2016; Prudenza, Il Mulino, Bologna 2015; L’economia civile (con L. Bruni), Il Mulino, Bologna 2015.

Il programma completo e le informazioni sui relatori dell’edizione 2017 sono disponibili sul sito: www.filosofilungologlio.it
Gli aggiornamenti sul Festival Filosofi lungo l’Oglio sono disponibili anche sui canali social della Fondazione Filosofi lungo l’Oglio:

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Festival dell’oriente

A Milano si è chiusa  di recente l’ultima edizione del Festival dell’Oriente, una grande kermesse internazionale volta a far conoscere ai visitatori italiani (e non solo) lo sconfinato mondo delle tradizioni orientali: dalle arti marziali alla musica, dalla poesia, fino, naturalmente, alla gastronomia (Sullo stesso tema sono previste quelle di Bologna e quella di Torino n.d.r.)
Ma c’è un personaggio, che – ci permettiamo di suggerire agli organizzatori – potrebbe essere riscoperto per la prossima edizione, dato che fu un assoluto precursore dello scambio culturale fra Italia e Giappone. Si tratta di Harukichi Shimoi, “il Samurai di Fiume”, poeta, letterato, docente universitario e traduttore di Dante e di D’Annunzio, fu persino l’organizzatore della prima trasvolata Italia-Giappone. Per quanto fosse molto piccolo di statura, aveva un coraggio indomabile e, nel 1917, durante la Grande guerra, si arruolò volontario nelle truppe scelte dell’epoca, gli Arditi, combattendo sul Carso e insegnando il karate ai propri commilitoni.

In Italia è stato completamente dimenticato, ma non nella sua patria d’origine, come spiega Giordano Bruno Guerri, Presidente della Fondazione Il Vittoriale degli Italiani: “In Giappone, Shimoi è molto noto fra gli studiosi e le persone di cultura. Io stesso, nel 2014, presi parte a due convegni su di lui, a Tokyo e a Kyoto. La letteratura italiana trasferita da Shimoi nel Sol levante ha lasciato un segno profondo nella cultura giapponese tanto che Yukio Mishima conobbe D’Annunzio per suo tramite e, innamoratosi del poeta abruzzese, decise di imparare l’italiano per leggere le sue opere in lingua originale. Imparò così bene la nostra lingua, tanto da tradurre in giapponese, poi, Il Martirio di San Sebastiano (opera di D’Annunzio del 1910-’11 n.d.r.)”.
Harukichi Shimoi era nato Fukuoka nel 1883 da un’antica e nobile famiglia di samurai, e, dopo gli studi in patria, si era trasferito in Italia, trentaduenne, per studiare Dante e insegnare la sua madre lingua all’Istituto Orientale di Napoli.

Harukichi Shimoi in divisa da Ardito (Per gentile concessione Il Vittoriale degli Italiani)

Poco si sa di come avvenne il suo incontro con il Vate, ma la loro amicizia scoccò sicuramente sotto le armi, mentre i due si trovavano al fronte per dare prova – mettendo a rischio la loro incolumità fisica – di credere fino in fondo all’ideale estetizzante del “poeta guerriero”.
Il terreno era fertile per la nascita di questo sodalizio: già durante la sua giovinezza romana, infatti, Gabriele D’annunzio si era innamorato della cultura nipponica, tanto che il Vittoriale è ancor oggi colmo di “giapponeserie”: porcellane, stoffe, kimono, soprammobili etc.
Sono tante, e coinvolgenti, le lettere che Harukichi Shimoi scrisse, in perfetto italiano, dal fronte. In esse rivivono le sue avventure, le sofferenze della guerra, con partecipazione profondamente umana e momenti di ispirata poesia: “Massa di gente che si vede vagare nel buio, sul letto vastissimo del Piave veloce – scoppi, cannoneggiamenti, incendi, riflettori che danno di continuo un chiarore sinistro al cielo nero nero – campo zeppo di cadaveri, dove dovevamo passare, muti, calpestandoli […] tutto questo mi sembrava come se m’avessi trovato nell’Inferno di Dante. La solennità, la grandiosità del Poema divino l’ho potuta sentire pienamente in quella sera sul Piave”.
Il 3 novembre del 1918, Harukichi Shimoi è fra i primi ad entrare in Trento liberata, con la coccarda tricolore sul petto, e si reca subito a visitare il monumento di Dante: “Mezzanotte era passata, venne la pioggia sottile sottile. Nel cielo oscuro il monumento sorgeva nero e altero. E sul marmo lucido del suo piedistallo si inginocchiò e si inchinò reverente, un piccolo giovane che è venuto dall’Estremo oriente, lasciando lontano i suoi cari, sfidando il mar tempestoso, guidato solo dalle divine parole del Poeta”.
Fedele come un vero samurai al suo amico e comandante D’Annunzio, dopo la fine della Grande guerra, lo seguì a Fiume in quell’impresa che ancor oggi, troppo spesso, viene erroneamente identificata come una mera anticipazione della Marcia su Roma, ma che, in realtà, fu un vero esperimento sociale, per certi versi anticipatore delle istanze più rivoluzionarie del ’68.
Shimoi fu accolto con entusiasmo dai legionari e di fronte ad essi il Vate pronunciò in suo onore un discorso di benvenuto, augurando un avvenire luminoso al Giappone: “Da Fiume d’Italia, porta d’Oriente, salutiamo la luce dell’Oriente estremo”.
Per D’Annunzio, il Giappone era, infatti, il luogo dei sogni, la meta inarrivabile per eccellenza tanto che, per raggiungerla, insieme a Shimoi, organizzò, nel 1920, l’impresa del volo Roma-Tokyo alla quale, tuttavia, non poté prendere parte direttamente perché coinvolto nell’impresa fiumana. (C’è anche da ricordare come il Vate soffrisse terribilmente il mal di mare e che un suo primo tentativo di raggiungere per nave il Giappone fu stroncato proprio da questo disturbo. Non a caso aveva promesso a se stesso di raggiungerlo in aereo). Shimoi avrebbe partecipato ugualmente al volo, ma gli ambasciatori giapponesi glielo impedirono: senza il poeta italiano, la sua partecipazione non avrebbe avuto senso.
(Il raid venne comunque portato a termine e coinvolse, tra gli altri, i piloti Arturo Ferrarin e Guido Masiero, che furono i soli, tra undici, a giungere a Tokyo. È da ricordare che il solo Ferrarin, con il motorista Gino Cappannini, raggiunse la capitale nipponica dopo 112 ore effettive di volo).
Grandi imprese, ma anche momenti umoristici. Di quelle folli ed entusiastiche giornate fiumane, Shimoi ricorda gli scherzi di D’Annunzio: “Una sera, dopo cena, mi bisbigliò velocemente all’orecchio: “Alzati in piedi e, con voce chiara, affila dieci, venti parole giapponesi, e dì quello che ti pare: buongiorno, arrivederci, grazie. Vedrai che farò sbalordire tutti”. Shimoi recita così frasi slegate, filastrocche, lettere dell’alfabeto e D’Annunzio finge di tradurle all’impronta improvvisando versi su fiori caduti, stille di rugiada e nuvole vaganti, dando a intendere a tutti di conoscere molto bene il giapponese.
Shimoi non fu solo scrittore di lettere, ma anche il latore di quelle del suo comandante. A Fiume, il suo passaporto diplomatico, e i tratti somatici orientali, gli consentirono di aggirare il blocco militare imposto dal generale Caviglia e fare da collegamento tra D’Annunzio e Mussolini (di cui divenne amico) che all’epoca era direttore del Popolo d’Italia e capo dei Fasci di combattimento.
Dopo l’esperienza fiumana, aderì entusiasticamente al Fascismo, partecipando alla Marcia su Roma. Questo fu probabilmente fatale alla memoria della sua figura intellettuale, almeno in Italia: il poeta giapponese vedeva nel nuovo movimento la naturale prosecuzione delle istanze risorgimentali. Per quanto riconoscesse nel Fascismo numerosi punti di contatto con l’etica del Bushido, la Via del Guerriero, lo considerava un’esperienza unicamente tricolore, del tutto non esportabile in Giappone.
Tornato nella sua terra natale, fu instancabile divulgatore della cultura italiana tanto da promuovere la costruzione di un tempio dedicato a Dante Aligheri, a Tokyo, e da dedicare alle rovine di Pompei una delle sue opere poetiche più note: “Shinto Ponpeo o tou tame ni”. Nel secondo dopoguerra fece amicizia con Indro Montanelli e lo guidò, in Giappone, per diversi suoi reportage.
Il cuore di Harukichi Shimoi, ardente di passione per la nostra lingua e cultura, si fermò nel 1954, all’età di settantuno anni. Nonostante l’Italia lo abbia, a torto, o a ragione, dimenticato, proviamo a salutarlo così: “Watashiga ataeta monode juubun des”, la traduzione in giapponese del motto dannunziano “Io ho quel che ho donato”.

festival, filosofia

Ancora sulla gratuità

Si preannuncia una nuova settimana ricca di appuntamenti da non perdere per gli amanti della filosofia. Tre gli incontri in programma a Erbusco, Orzinuovi e Brescia.

Attesi alcuni dei più illustri esponenti internazionali del pensiero contemporaneo.

Dalla Francia è atteso l’antropologo Marc Augé, esploratore dei “nonluoghi”, dalla Spagna il filosofo Carlos Diaz, uno dei maggiori studiosi del personalismo spagnolo. Chiude la sociologa Chiara Saraceno, una delle sociologhe italiane di maggior fama.

VARIAZIONE AL PROGRAMMA

L’incontro con S.E. Cardinale Francesco Coccopalmerio in programma per venerdì 8 luglio è spostato a:

sabato 16 luglio – ore 21.15
Piazzetta Zenucchini – Rovato (BS)

Alle ore 18.00, presso la Chiesa S. Maria Assunta, si terrà la S. Messa presieduta da S.E. Cardinale Francesco Coccopalmerio.

GLI INCONTRI DI QUESTA SETTIMANA:

CARLOS DIAZ
Etica di Prometeo ed etica della gratuità

Lunedì 4 luglio 2016 – ore 21.15 
Cortile della Pieve di S. Maria Maggiore
Via Castello – Erbusco (Bs)

in caso di pioggia l’incontro si terrà presso la Chiesa S. Maria Assunta sita nella medesima via
Considerato il maggiore esponente del personalismo spagnolo, Carlos Diaz si è laureato in filosofia con una tesi su L’intenzionalità nella fenomenologia di Husserl; quindi in Diritto con la tesi: Il sonno hegeliano dello Stato etico e poi in Psicologia con la tesi: L’intuizione emozionale in Max Scheler. È stato, inoltre, insignito del titolo di dottore honoris causa dall’università Galileo Galilei del Guatemala e dall’università Juan de Viera (Perú).
Conferenziere di fama internazionale ha tenuto interventi nelle università di Spagna, Italia, Francia, Portogallo, Romania, Germania, Messico, Costa Rica, Paraguay – dove è visiting professor –, Perù – dove è professore emerito – Bolivia, Uruguay, Argentina, Brasile, Honduras, El Salvador, Puerto Rico, Ecuador, Costa Rica, Colombia, Messico, Cile, Guatemala (dove è professore onorario), Marocco, etc.
Ricercatore onorario dell’Istituto di Studi Giurisprudenziali e di promozione e diffusione dell’etica giudiziale del Messico dal 2003, Carlos Diaz è tra gli studiosi contemporanei più prolifici del mondo: ha al suo attivo 250 saggi di filosofia, teologia, pedagogia, psicologia, storia del movimento operaio di concerto a innumerevoli testi, prefazioni, articoli. Traduttore dei più importanti pensatori delle principali lingue europee è, a sua volta, tradotto in 10 lingue.
È direttore della rivista Internazionale «Communio» fondata da Hans Urs von Balthasar e della rivista trimestrale madrilena «Acontecimiento»; Presidente dei giovani filosofi spagnoli, Fondatore e Presidente della Fondazione «Emmanuel Mounier» in Spagna, Messico, Paraguay, Argentina e Colombia; cofondatore della Fondazione «Sinergia» (Guatemala). Ha ricevuto numerosi premi nazionali ed internazionali.
Attualmente è direttore accademico dell’Università di Scienze della Famiglia (Guatemala) e professore ordinario di Filosofia nell’università Anáhuac (Messico).

MARC AUGÉ
Per gratuità

Martedì 5 luglio 2016 – ore 21.15
Piazza Vittorio Emanuele II – Orzinuovi (Bs)

in caso di pioggia l’incontro si terrà presso la Chiesa S. Maria Assunta sita nella medesima piazza
Già directeur d’études presso l’École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi, di cui è stato a lungo Presidente, Marc Augé, tra i maggiori africanisti dei nostri tempi, è diventato negli ultimi vent’anni una figura di riferimento anche per un’antropologia della tarda modernità. Etnologo e antropologo di fama mondiale ha elaborato un’antropologia della pluralità dei mondi contemporanei attenta alla dimensione rituale del quotidiano e della modernità.
Ha inoltre focalizzato la sua attenzione su una serie di esperienze contemporanee che attraversano la progettazione urbanistica, le forme dell’arte contemporanea e l’espressione letteraria. Tra le sue opere tradotte di recente ricordiamo: Il metrò rivisitato, tr. it. di L. Odello, Raffaello Cortina, Milano 2009; Un etnologo nel metrò, tr. it. di F. Lomax, Elèuthera, Milano 2010; Straniero a me stesso. Tutte le mie vite di etnologo tr. it. di F. Grillenzoni, Bollati  Boringhieri, Torino 2011; Futuro, tr. it. di C. Tartarini, Bollati Boringhieri, Torino 2012; L’uno e l’altro, gli uni, gli uni e gli altri, tr. it. e cura di F. Nodari, Massetti Rodella, Roccafranca 2013; Etica civile: orizzonti (con L. Boella), a cura di L. Biagi, EMP, Padova 2013; Le nuove paure. Che cosa temiamo oggi?, Bollati Boringhieri, Torino 2013; Fiducia in sé, fiducia nell’altro, fiducia nel futuro, tr. it. e cura di F. Nodari, Massetti Rodella, Roccafranca 2014; L’antropologo e il mondo globale, tr. it. di L. Odello, Raffaello Cortina, Milano 2014;  Il tempo senza età. La vecchiaia non esiste, tr. it. di D. Damiani, Raffaello Cortina, Milano 2014; Un etnologo al Bistrot, Raffaello Cortina Editore, Milano 2015. Nel 2015 è stato insignito della V ed. del Premio Internazionale di Filosofia/Filosofi lungo l’Oglio. Un libro per il presente con il già citato volume: Le nuove paure. Che cosa temiamo oggi?. Marc Augé è, inoltre, membro del Comitato Scientifico del Consorzio per il Festivalfilosofia di Modena.

CHIARA SARACENO
Assumere il rischio dell’azione gratuita: una scelta spesso necessaria

Giovedì 7 luglio 2016 – ore 21.15
Auditorium S. Barnaba
C/so Magenta, 44/A – Brescia

Laureata in Filosofia, Chiara Saraceno ha insegnato Sociologia della Famiglia presso la facoltà di Scienze politiche all’università di Torino. Dall’ottobre 2006 a giugno 2011 è stata professore di ricerca presso il Wissenschaftszentrum für Sozialforschung di Berlino. Attualmente è honorary fellow al Collegio Carlo Alberto di Torino. Chiara Saraceno è una delle sociologhe italiane di maggior fama. Si è occupata di mutamenti familiari e politiche della famiglia, della condizione femminile con particolare attenzione per la questione dei tempi di lavoro, di sistemi di welfare e politiche di contrasto alla povertà. Ha ricoperto numerosi incarichi accademici, anche a livello internazionale, e istituzionali in Italia. Ha partecipato a due commissioni governative sugli studi sulla povertà, la prima, presieduta da Ermanno Gorrieri, voluta dall’allora presidente del consiglio Bettino Craxi, successivamente , dal 1996 al 2001, a quella istituita dall’allora ministro della solidarietà sociale Livia Turco. Tra il 1999 e il 2001 ne è anche stata la presidente. Chiara Saraceno collabora con numerose riviste nazionali e internazionali, con siti quali: lavoce.info, neodemos.it, sbilanciamoci.info, ingenere.it.  È editorialista del quotidiano «la Repubblica». Nel 2005 è stata nominata Grand’ufficiale della Repubblica Italiana dal Presidente Carlo Azeglio Ciampi. Nel 2011 è stata nominata corresponding fellow della British Academy. Tra i suoi numerosi libri, ricordiamo i più recenti: Sociologia della famiglia (con M. Naldini), il Mulino, terza ed. aggiornata, Bologna 2013; Il welfare. Modelli e dilemmi della cittadinanza sociale, il Mulino, Bologna 2013; Eredità, Rosenberg & Sellier, Torino 2013; Il Lavoro non basta. La povertà in Europa negli anni della crisi, Feltrinelli, Milano 2015.

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conferenza, festival, filosofia

Filosofi lungo l’Oglio

Prosegue il viaggio per il Festival Filosofi lungo l’Oglio, che riscontra sempre maggior afflusso alle lezioni magistrali dedicate al tema della gratuità.
«Una riflessione che non si deve esaurire nella contingenza e nell’immediatezza» – come ha commentato Umberto Curi durante il suo incontro.

Vi ricordiamo gli incontri di questa settimana:

FRANCESCA NODARI
Donare tempo o della gratuità

Martedì 28 giugno 2016 – ore 21.15 
Chiesa SS. Vito, Modesto e Crescenzia
Via Roma – Barbariga (Bs)

Francesca Nodari si è laureata in Filosofia all’Università degli studi di Parma e specializzata in Filosofia e linguaggi della modernità nell’Ateneo di Trento. Ha conseguito, sotto la guida del Prof. Bernhard Casper (Università di Friburgo), il Dottorato di ricerca in Filosofia presso l’Università degli Studi di Trieste. Ha collaborato con la facoltà di Filosofia dell’Università Milano-Bicocca. Ha conseguito l’abilitazione nazionale di seconda fascia nel settore di Filosofia morale nel novembre 2014.
È Direttore scientifico del Festival Filosofi lungo l’Oglio e del Festival Fare memoria . È Presidente della Fondazione Filosofi lungo l’Oglio.
Tra i suoi libri: Il male radicale tra Kant e Levinas (Giuntina, Firenze 2008), Il pensiero incarnato in Emmanuel Levinas (Morcelliana, Brescia 2011), Piovani interprete di Pascal, (Massetti Rodella Editori, Roccafranca 2012); Il bisogno dell’Altro e la fecondità del Maestro. Una questione morale (Giuntina, Firenze 2013); Quale pane? Massetti Rodella, Roccafranca 2015. Oltre ai libri-intervista a S. Natoli, A. Luzzato e S. Givone, ha curato e prefato: B. Casper, Evento della pittura ed esistenza umana vissuta. Su due opere di Vincenzo Civerchio a Travagliato, tr. it. di L. Bonvicini, Morceliana, Brescia 2014; B. Casper, Levinas: pensatore della crisi dell’umanità, La Scuola, Brescia 2016. Presso Massetti Rodella Editori, dirige le Collane: «Filosofi lungo l’Oglio», «Granelli» e «Fare Memoria».
Collabora con riviste («Humanitas», «Studium», «Nuova Secondaria») e testate gior­nalistiche. È tra le vincitrici del Premio Donne Leader 2012 conferitole dall’Associazione internazionale EWMD – Delegazione di Brescia e tra le assegnatarie del Premio Donne che ce l’hanno fatta edizione 2015.


ALESSANDRO MELUZZI

La metafisica del dono e del perdono

Giovedì 30 giugno 2016 – ore 21.15
Teatro Comunale Le Muse
Viale Aldo Moro, 109/a – Flero (Bs)

Alessandro Meluzzi, fondatore della Cooperativa Sociale A-B Agape «Madre dell’Accoglienza» Onlus di Albugnano in provincia di Asti, è attivo come Psichiatra, Psicologo Clinico e Psicoterapeuta presso gli studi di Torino, Roma e Rimini. Dopo la maturità classica, si è laureato in Medicina e Chirurgia e specializzato in Psichiatria a Torino. Ha inoltre conseguito il Baccalaureato in Filosofia e Mistica presso il Pontificio Ateneo S. Anselmo di Roma. Insegna come docente presso prestigiose università ed è direttore Scientifico presso l’Istituto di Psicoterapia Umanistico-Esistenziale I.P.U.E. e Presidente della Società Italiana di Criminologia Investigativa di Roma. Meluzzi è anche autore di oltre duecento pubblicazioni scientifiche e dieci monografie in materia psicologica, psicoterapeutica, psichiatrica e antropologico – filosofica ed è autore televisivo, volto noto della trasmissione “Quarto Grado”, nonché collaboratore di servizi su programmi nazionali ed esteri. È portavoce della Comunità «Incontro» fondata da Pierino Gelmini. È autore di varie pubblicazioni dedicate alla religione. Nel 2007, presso l’Arcieparchia di Homs, in Siria, è stato consacrato da Teodoro Battista diacono della Chiesa greco-melchita, chiesa di rito orientale che riconosce il Papa. Nel mese di maggio del 2015, è stato ordinato presbitero ortodosso della Chiesa ortodossa italiana, da mons. Adeodato Mancini in punto di morte, e il 6 novembre 2015 è stato proclamato Primate di questa chiesa col nome di Alessandro I. È autore di numerose opere, tra le quali ricordiamo le più recenti: Crimini e Mass Media. Distorsioni e suggestioni di stampa e tv nei grandi casi di cronaca nera, Infinito edizioni, Modena 2014; Cura all’anima, anima alla cura. Il counseling religioso come guida terapeutica dell’essere umano, Infinito edizioni, Modena 2015; Madri assassine. Dal dramma di Medea alla psicopatologia del quotidiano, Imprimatur, Reggio Emilia 2016.


FRANCESCA RIGOTTI

Grazia, dono e gratuità: un percorso pagano

Venerdì 1 luglio 2016 – ore 21.15
Parco Comunale
Via Risorgimento – Paratico (Bs)

in caso di maltempo l’incontro si terrà presso la Sala Consiliare in via Dell’Assunta

Dopo aver studiato alla Scuola Normale Superiore di Pisa e aver conseguito il dottorato di ricerca in Filosofia, Michela Marzano è diventata ordinario all’Université Paris V (René Descartes). Si occupa dello statuto del corpo e della condizione umana nell’epoca contemporanea: ha approfondito in particolare il rapporto tra etica e sessualità e le forme del potere biopolitico nelle organizzazioni aziendali nonché il posto che occupa al giorno d’oggi l’essere umano, in quanto essere carnale. L’analisi della fragilità della condizione umana rappresenta il punto di partenza delle sue ricerche e delle sue riflessioni filosofiche. Eletta nel 2009 da «Le Nouvel Observateur» uno dei cinquanta nuovi pensatori più originali e fecondi del mondo, è autrice di numerosi saggi e articoli di filosofia morale e politica.
Tra i suoi libri in italiano ricordiamo i più recenti: La filosofia del corpo, Il Melangolo, Genova 2010; Gli assassini del pensiero. Manipolazioni fasciste di ieri e di oggi, Edizioni Erickson, Trento 2012; Avere fiducia. Perché è necessario credere negli altri, Mondadori; Milano 2012; La morte come spettacolo. Indagine sull’horror reality, Mondadori, Milano 2013; L’amore è tutto: è tutto ciò che so dell’amore, Utet 2013; Il diritto di essere io, Laterza, Roma-Bari 2014; Non seguire il mondo come va. Rabbia, coraggio, speranza e altre emozioni politiche (con G. Casadio), Utet, Torino 2015; Papà, mamma e gender, Utet, Torino 2015. Con il libro: L’amore è tutto: è tutto ciò che so dell’amore ha vinto la sessantaduesima edizione del prestigioso «Premio Bancarella». Michela Marzano dirige una collana di saggi filosofici per le Edizioni PUF e collabora al quotidiano «Repubblica». Da febbraio 2013 è deputata del Parlamento italiano.

SOSTIENI LA FONDAZIONE ATTRAVERSO IL CROWDFUNDING!

Prosegue la campagna di crowdfunding lanciata dalla Fondazione Filosofi lungo l’Oglio a sostegno delle attività culturali.
Chiunque può contribuire al raggiungimento dell’obiettivo, basta andare sul portale di Innamorati della cultura al seguente link http://www.innamoratidellacultura.it/campaigns/festival-filosofi-loglio/#.V1mP0NSLRnI e fare la propria donazione!

I sostenitori verranno premiati con delle ricompense simboliche:

Dal ringraziamento pubblico sulla pagina facebook della Fondazione Filosofi lungo l’Oglio alla “Corona d’alloro del Filosofo”, consegnata con una speciale cerimonia durante una serata del festival.
E ancora dai  «Granelli» (gli instant books che raccolgono i pensieri degli illustri ospiti del Festival Filosofi lungo l’Oglio) al cesto di prodotti tipici del territorio, per alimentare anima e corpo, come ci insegna l’antico detto.

Aiutaci e sarai ricompensato!

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festival, Letteratura

Festival letterario della Sardegna

Festival Letterario della Sardegna / XIII Edizione

 

Gavoi, 30 giugno – 3 luglio 2016


 

Festival Letterario della Sardegna XII edizione, Gavoi (NU), © Nanni Angeli

Comunicato stampa

 

Gavoi, 16 giugno 2016 – Esiste sempre un prima e un dopo e tutto ciò che accade nel mezzo cambia spesso la nostra percezione delle cose e l’idea di partenza. E’ quanto di solito accade a chi arriva per la prima volta a Gavoi, nel cuore della Barbagia, da ospite o da semplice spettatore del Festival Letterario della Sardegna. Il dopo, differente per ciascuno, è qualcosa che entra dentro, una sensazione che nel tempo accompagna chiunque vi sia stato.

 

La XIII edizione del Festival Letterario della Sardegna si svolge dal 30 giugno al 3 luglio ed è dedicata al grande maestro Pinuccio Sciola recentemente scomparso.

 

La rassegna inaugura ufficialmente giovedì 30 giugno con lo spettacolo della Banda Osiris “Degni di nota. Riflessioni semiserie sulla musica e sui musicisti” accompagnato dalla voce narrante di Federico Taddia.

 

Durante il fine settimana si può godere di numerosi incontri, spettacoli, mostre ed eventi ospitati nelle suggestive piazze del paese che come sempre accolgono un pubblico numeroso e affezionato.

 

Grande attesa per l’attore, scrittore e funambolo della parola Alessandro Bergonzoni ospite venerdì nella piazza di Sant’Antriocru.

 

Dal Balcone, si affacciano quest’anno: Mariusz Szczygiel, scrittore e giornalista polacco pluripremiato per i suoi reportage al confine tra cronaca e finzione, in un incontro in collaborazione con l’Istituto di Cultura Polacco di Roma, Cristina Comencini regista e scrittrice, che presenta l’ultimo romanzo Essere vivi e la traduttrice e scrittrice Laura Pagliara con Romana Petri, autrice de Le serenate del ciclone, a metà strada tra romanzo e memoir familiare.

 

Nello spazio Mezzogiorno di fuoco, da sempre uno dei più seguiti, i numerosi protagonisti si interrogano e discutono su tematiche molto diverse tra loro. Nell’incontro Per altri versi, Bruno Mazzoni,  professore ordinario di Lingua e letteratura romena presso l’Università di Pisa, e l’antropologo Giulio Angioni dialogano di poesia e molto altro con Gian Mario Villalta, poeta, saggista, professore e curatore di Pordenonelegge e con Mircea Cărtărescu importante scrittore romeno contemporaneo, considerato tra i più interessanti e raffinati autori dell’Est Europa – incontro in collaborazione con l’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia – mentre nell’incontro Viaggio intorno a Bobo, dedicato all’arte dell’illustrazione come mezzo per raccontare l’attualità, si incontrano i fumettisti Otto Gabos e Sergio Staino, uscito con il nuovo romanzo Alla ricerca della pecora Fassina e protagonista – insieme al fumettista Sualzo – anche dello spazio Quando ero piccolo, dove legge La Sirenetta di Tizzoncino e altre storie di Yambo.

Domenica, infine, per un appuntamento tutto al femminile dal titolo Cosa pensano queste ragazze, l’autrice e redattrice Chiara Valerio presenta due firme della carta stampata: Concita De Gregorio, scrittrice e giornalista di la Repubblica e Florence Noiville direttrice di Le Monde des Livres uno dei più accreditati inserti letterari del mondo e autrice dell’intenso Quella sottile affinità, un libro sul mancato rapporto tra una figlia e una madre.

 

Per Quando ero piccolo, l’appuntamento dove i grandi leggono il loro libro preferito da piccoli, salgono sul palco anche gli autori e operatori dello spazio ragazzi per una lettura di storie di Roald Dahl e Saki.

 

Come da tradizione, i pomeriggi del festival aprono con i Reading al Giardino Comunale, dove salgono sul palco la scrittrice Bianca Pitzorno con La vita sessuale dei nostri antenati, il giornalista e conduttore Massimo Cirri con Un’altra parte del mondo introdotto da Federico Taddia conduttore, autore e giornalista – ospite anche nello spazio Quando ero piccolo per leggere GGG di  Roald Dahl – e l’attore Salvatore Striano, tra i protagonisti del film Cesare deve morire dei fratelli Taviani, con il suo nuovo libro La tempesta di Sasà.

 

Adatti ad un pubblico di tutte le età sono gli incontri con Ornella Della Libera, Ispettore capo della Polizia di Stato a Napoli che risolve misteri non solo nella realtà ma anche nelle sue storie, presentata da Roberta Balestrucci in Un ispettore tra il nero della cronaca e la luce del primo bacio…, Luigi Ballerini, che da anni si dedica alla narrativa per ragazzi, sul palco insieme ad Emanuele Ortu in Tra le righe o oltre le righe?, con Ortu anche l’illustratore e autore Manuelle Mureddu in Luci carsiche.

 

Sempre nel pomeriggio – per il ciclo Altre prospettive lo scrittore Marco Peano incontra, venerdì 1 Tommaso Pincio, recentemente uscito con il romanzo Panorama, e Maja Haderlap, drammaturga, poetessa e saggista austriaca, il cui romanzo d’esordio L’angelo dell’oblio ha vinto il prestigioso Premio letterario Ingeborg-Bachmann – incontro in collaborazione con il Forum Austriaco di Roma – sabato 2 Maurizio Torchio con il suo Cattivi, considerato tra i testi più belli dedicati sulla condizione carceraria, e Gabriele Di Fronzo con il romanzo d’esordio Il grande animale e infine domenica 3, Monika Zeiner, cantante e autrice tedesca il cui romanzo L’ordine delle stelle  è stato un sorprendente esordio letterario finalista al Deutscher Buchpreis – in collaborazione con Goethe Institut – e Alberto Garlini, curatore del festival Pordenonelegge, uscito di recente con Piani di vita.

 

Per l’appuntamento Nelle terre di Mezzo, presso la Scuola Elementare, sono invece attese la nota autrice di libri per ragazzi Annalisa Strada nell’incontro Declinarsi senza tradirsi, la scrittrice Chiara Carminati vincitrice quest’anno della prima edizione del Premio Strega ragazze e ragazzi con Fuori fuoco in un incontro dal titolo provocatoriamente antitetico Messa a fuoco, e la scrittrice Michela Murgia che in Memorie in controluce si confronta con Wlodek Goldkorn, per molti anni responsabile culturale de L’Espresso, autore di numerosi saggi sull’ebraismo e uscito da poco con il romanzo Il bambino nella neve un viaggio nella memoria della sua famiglia originaria della Polonia e nell’orrore dei campi di sterminio.

 

L’incontro Povera Patria di venerdì 1 ospita Antonio Pennacchi tornato con la seconda parte di Canale Mussolini a esplorare la saga della famiglia Peruzzi, sabato 2, invece, è il momento Edoardo Albinati tra i finalisti del Premio Strega di quest’anno con La scuola cattolica, in un incontro dal titolo La buona educazione, mentre domenica 3 per Esodi è atteso il giornalista e corrispondente per La Stampa Domenico Quirico uscito quest’anno con Esodo. Storia del nuovo millennio, libro intenso e quanto mai attuale, cronaca di un viaggio con i popoli migranti che si stanno riversando in Europa.

 

Per Storie di altri luoghi, sono attese Leila Slimani autrice del romanzo Nel giardino dell’orco con il quale ha vinto il prestigioso Prix Mamounia, il più importante premio letterario marocchino e Noo Saro-Wiwa scrittrice nigeriana, cresciuta in Inghilterra, autrice del romanzo d’esordio In cerca di Transwonderland storia autobiografica del suo viaggio di ritorno in Nigeria, patria di origine e terra del padre, attivista assassinato per essersi schierato contro le multinazionali del petrolio.

 

Grande attenzione anche per l’incontro Il mattino ha l’oro in bocca del sabato nella bellissima piazza panoramica di San Giorgio a Lodine che ospita il noto alpinista e autore di numerosi romanzi Mauro Corona con La via del sole.

 

La giornata di sabato si chiude con il Mirto con l’autore, appuntamento serale di svago e divertimento ormai diventato un’istituzione per il pubblico e tutti i partecipanti del festival.

 

Gli omaggi di quest’anno sono dedicati ad Umberto Eco, critico, saggista, semiologo di fama internazionale, recentemente scomparso, al maestro Albino Bernardini e alla scrittrice e regista algerina Assia Djebar grande sostenitrice dell’emancipazione femminile nel mondo islamico.

 

Luce e buio è il tema dello spazio ragazzi del Festival, curato da Teresa Porcella insieme all’Associazione Scioglilibro insieme all’Associazione Satta di Nuoro e con UNLA di Macomer.

Ad affrontare con grande sensibilità e maestria questo argomento, con numerosi incontri e laboratori multidisciplinari, importanti autori e illustratori tra cui: Evelise Obinu, Gianni Atzeni, Fabio Pisu, Massimiliano Tappari, Jorge Luján e Associazione Lughené, Bibliobus, Valeria Castellani, Vittoria Negro, Sonia Maria Luce Possentini e Lorenzo Tozzi – autori insieme a Roberta Balestrucci dello spettacolo Sulla linea dell’orizzonte, tributo a Maria Lai – IED di Cagliari e Società Cooperativa l’Aleph. Presente anche una sezione cinema dedicata ai corti di autore e curata dall’Associazione Skepto.

 

Passando, invece, all’arte, nei giorni di Festival sono visitabili le tre mostre ospitate al Museo Comunale di Gavoi e inaugurate a giugno, in occasione della due giorni di Preludio al Festival. Due sono esposizioni di illustrazione: La faccia dietro il libro. Illustrazioni per l’editoria, personale di Angelo Monne che raccoglie opere realizzate negli ultimi anni, molto varie come tema e stile ma accomunate dal tentativo di fornire un supporto ai testi, e La danza dei corvi di Manuelle Z. Mureddu, che presenta 35 tavole originali tratte dall’omonimo libro, una libera interpretazione a fumetti de Il giorno del Giudizio di Salvatore Satta. La terza – presentata dal MAN – Museo d’Arte della Provincia di Nuoro – è invece la mostra di Diego Perrone e Andrea Sala a cura di MEGA e Nicola Ricciardi dal titolo Atleta Frottage. L’inedita collaborazione tra i due artisti ha trovato una sua prima originale formalizzazione con la mostra “Unghia” presso lo spazio MEGA di Milano. In occasione della XIII edizione del Festival LIsola delle Storie, due artisti tornano a confrontarsi con una disciplina distante dalla loro abituale pratica scultorea, ovvero la fotografia – intesa in senso etimologico come “scrittura per mezzo della luce” – con un progetto che si confronta e interagisce con gli ospiti del Festival invitati a scrivere frasi, pensieri e considerazioni all’interno di una camera oscura appositamente costruita e pensata per gli spazi del Museo Comunale.

 

Ma a Gavoi l’arte è tema fondamentale anche quando si rivolge ai più piccoli e sono, infatti, cinque le mostre aperte al pubblico nei giorni di Festival presso lo spazio ragazzi: Mentre tu dormi di Mariana Ruiz Johnson, Pois di Cristina Bazzoni e Orizzonti di Paola Formica pubblicate nella collana Silent Book di Carthusia – che sono state rispettivamente vincitrice e finalista della seconda edizione nel 2015 e finalista nel 2014 della prima edizione del concorso internazionale Silent Book Contest – la mostra Una cosa difficile, dedicata al tema dell’amicizia, di Antonio Sualzo e Silvia Vecchini – autori anche di alcuni laboratorio e dello spettacolo di Graphic Poetry DiSegni DiVersi e altre storie – e L’ombra e il bagliore storie, versi e immagini chiaro/scure per raccontare la luce e il buio della vita e del mondo che ci circonda, a cura dei Servizi Bibliotecari della Prov.di Cagliari, della Biblioteca Provinciale ragazzi e della Biblioteca Satta di Nuoro.

 

Immancabile, infine, la fotografia di Daniela Zedda che torna con il progetto PAESANI. Residenze temporanee per gli ospiti del festival, pensato per Gavoi e inaugurato lo scorso anno, in cui i protagonisti delle passate edizioni, immortalati in sagome rese ad altezza quasi naturale, sono accolti e accuditi tra le strade diventando parte integrante del paese e della comunità, non più dunque “ospiti” o “stranieri” ma per l’appunto paesani.

 

In collaborazione con Tiscali media partner e Moovioole e Streamera, media technical partner, è possibile seguire via web i principali appuntamenti e incontri trasmessi come sempre in diretta streaming.

 

Il Festival è organizzato dall’Associazione Culturale l’Isola delle Storie con il sostegno di Regione Autonoma della Sardegna, Assessorato alla Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport della Regione Sardegna, Assessorato Turismo, Artigianato e Commercio della Regione Sardegna, Comune di Gavoi, Camera di Commercio, Industria Artigianato e Agricoltura di Nuoro, Fondazione Banco di Sardegna, Enel, Bim Bacino Imbrifero Montano del Taloro, Comune di Lodine.

festival, filosofia

Filosofi sull’Oglio

Il festival, che ha registrato anche un aumento di giovani tra il pubblico, si configura come una «università invisibile che supplisce alla deficienza della scuola» – come ha affermato il sociologo Domenico De Masi durante l’intervento che ha dato il via alla rassegna.

Vi ricordiamo gli incontri di questa settimana:

MASSIMO CACCIARI
Gratuità

Martedì 21 giugno 2016 – ore 21.15 
Chiesa S. Maria Maggiore
Via Alcide De Gasperi – Chiari (Bs)
Massimo Cacciari è professore di Estetica presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Nel 1967, sotto la guida del professor Dino Formaggio, si laurea in Filosofia all’Università di Padova con una tesi sulla Critica del giudizio di Immanuel Kant, avendo come relatore Sergio Bettini. Nel 1980 diviene professore associato di Estetica presso l’Istituto di Architettura di Venezia, dove nel 1985 diventa professore ordinario. Nel 2002 fonda la Facoltà di Filosofia dell’Università Vita-Salute San Raffaele a Cesano Maderno, di cui è Preside fino al 2005. È tra i fondatori di alcune riviste di filosofia, che hanno segnato il dibattito dagli anni sessanta agli anni ottanta, tra cui «Angelus Novus», «Contropiano», «il Centauro».
Ha rivolto la sua attenzione alla crisi dell’idealismo tedesco e dei sistemi dialettici, valorizzando la critica della metafisica occidentale propria di Nietzsche e di Heidegger e seguendo la genealogia del pensiero nichilistico nei classici della mistica tardo-antica, medievale e moderna. Sulla scorta della tradizione neoplatonica ha ripensato il tema dell’inizio oltre il Deus esse.
Tra i numerosi riconoscimenti sono da ricordare la laurea honoris causa in Architettura conferita dall’Università degli Studi di Genova nel 2003 e la laurea honoris causa in Scienze politiche conferita dall’Università di Bucarest nel 2007.
Ha pubblicato numerose opere e saggi, tra i più recenti: Dell’inizio, Adelphi, Milano 1990 (nuova edizione nel 2001); Della cosa ultima, Adelphi, Milano 2004; I comandamenti. Ama il prossimo tuo (con E. Bianchi), Il Mulino, Bologna 2011; Il potere che frena, Adelphi, Milano 2013; Labirinto filosofico, Adelphi, Milano 2014. Teologia e politica al crocevia della storia (a cura di M. Gasparri e F. Capelli), AlboVersorio, Senago 2015. Filologia e filosofia, Bononia University Press, Bologna 2015.

UMBERTO CURI
In cambio di nulla. Logica della retribuzione e logica della riparazione

Giovedì 23 giugno 2016 – ore 21.15
Castello di Meano
Via Solferino – Corzano (Bs)

in caso di pioggia l’incontro si terrà presso la Chiesa Parrocchiale S. Martino Vescovo, via Curzio
Umberto Curi è professore emerito di Storia della filosofia presso l’Università di Padova e docente presso l’Università Vita e salute San Raffaele di Milano. È stato visiting professor presso numerosi atenei europei e americani. Nei suoi studi si è occupato della storia dei mutamenti scientifici per ricostruirne l’intima dinamica epistemologica e filosofica. Più di recente si è volto a uno studio della tradizione filosofica imperniato sulla relazione tra dolore e conoscenza e sui concetti di logos, amore, morte, guerra e visione. Dal 2009 contribuisce alla ricerca epistemologica in ambito socio-sanitario, grazie a cui ha vinto il «Premio Oscar Luigi Scalfaro» per l’interdisciplinarità nella ricerca. Ha vinto inoltre l’edizione 2010 del «Praemium Classicum Clavarense». Ideatore e curatore scientifico di «Popsophia. Festival del contemporaneo», è editorialista del «Corriere della Sera» e collabora con numerose testate. Tra le sue recenti pubblicazioni: Pensare con la propria testa, Mimesis, Milano 2009; Straniero, Raffaello Cortina, Milano 2010; Via di qua. Imparare a morire, Bollati Boringhieri, Torino 2011; Le verità del cinema, AlboVersorio, Milano 2012; Passione, Raffaello Cortina, Milano 2013; Prolegomini per una popsophia, Mimesis, Milano 2013; L’apparire del bello. Nascita di un’idea, Bolllati Boringhieri, Torino 2013; Prendersi cura della morte, a cura di  A. Marques Pinto ; M. Baldoni, A. Finucci, Ponte Blu Edizioni, Recanati 2013. Endiadi. Figure della duplicità, Cortina Raffaello, Milano 2015; La porta stretta. Come diventare maggiorenni, Bollati Boringhieri, Torino 2015; I figli di Ares. Guerra infinita e terrorismo, Castelvecchi, Roma 2016; Sfidare la paura. Gli imprenditori della paura sono destinati a vincere? (con G. Bettin), a cura di L. E. Pischedda, Becco Giallo, Padova 2016.
JEAN-LUC NANCY
Cosa resta della gratuità?

Sabato 25 giugno 2016 – ore 21.15
Parco Giovanni Paolo II
Entrata via Torbole e via Quasimodo – Castel Mella (Bs)

in caso di pioggia l’incontro si terrà presso l’Auditorium G. Gaber sito in via Onzato, 56
Jean-Luc Nancy, già docente di Filosofia presso le Università di Strasburgo, San Diego e Berkeley è dal 2002 professore emerito di Filosofia presso l’Università Marc Bloch di Strasburgo. Tra le figure di maggior spicco nel panorama filosofico internazionale, definito da Jacques Derrida «il più grande pensatore sul tatto di tutti i tempi», ha riformulato temi cruciali della tradizione filosofica post-heideggeriana. In una riflessione vertente in particolare sullo statuto della corporeità e delle sue rappresentazioni, ne ha mostrato anche la dimensione intersoggettiva e comunitaria. Tra le sue opere tradotte in italiano, ricordiamo: Corpus, Cronocopio, Napoli 1995; L’intruso, Cronocopio, Napoli 2000; Essere singolare plurale, Einaudi, Torino 2001; Un pensiero finito, Marcos y Marcos, Milano 2002; Decostruzione del cristianesimo. Vol: 1: La dischiusura, Cronopio, Napoli 2007; Ego sum, Bompiani, Milano 2008; Sull’amore, Bollati Boringhieri, Torino 2009; Decostruzione del cristianesimo. Vol. 2: L’adorazione, Cronopio, Napoli 2012; DHEL. La nascita della felicità,  tr. it. e cura di F. Nodari, Masetti Rodella, Roccafranca 2012; Politica e «essere-con», a cura di F. De Petra, Mimesis, Milano 2013; Prendere la parola, Moretti & Vitali, Bergamo 2013; L’altro ritratto, a cura di D. Calabrò, D. e M. Villani, Castelvecchi, Roma 2014; Il corpo dell’arte, a cura di D. Calabrò e D. Giugliano, Mimesis, Milano 2014; Ebbrezza (con T. Tuppini), Mimesis, Milano 2014; Dov’è successo?, youcanprint 2014; Non toccarmi. Maria Maddalena e il corpo di Gesù risorto, EDB, Bologna 2015; Il ventriloquo. Sofista e filosofo, Controluce, Nardò 2015; La comunità sconfessata, a cura di F. De Petra, Mimesis, Milano 2016.

VARIAZIONE AL PROGRAMMA

L’incontro con S.E. Cardinale Francesco Coccopalmerio in programma per venerdì 8 luglio è spostato a:

sabato 16 luglio – ore 21.15
Piazzetta Zenucchini – Rovato (BS)

Alle ore 18.00, presso la Chiesa S. Maria Assunta, si terrà la S. Messa presieduta da S.E. Cardinale Francesco Coccopalmerio.
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Gratuità

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La riflessione sulla “gratuità” prosegue con
Massimo Donà, Stefano Zamagni ed Enzo Bianchi.

È partita da Palazzolo sull’Oglio, domenica 5 giugno, nella splendida cornice dell’auditorium San Fedele, la prima tappa del festival Filosofi lungo l’Oglio, la rassegna estiva itinerante fino al 17 luglio che chiama a raccolta le figure più eminenti del pensiero contemporaneo.

«O saremo gratuiti o saremo orfani di un futuro di pace» ha affermato  in apertura Francesca Nodari –  direttore scientifico della manifestazione – ricordando il perché della scelta del tema della gratuità.

Ospite della prima serata Domenico De Masi che, ripercorrendo la gratuità nel corso dei secoli, ha profetizzato che «oggi l’occasione di una gratuità organica si profila grazie ad una rivoluzione tecnologica e si può raggiungere con una redistribuzione della ricchezza». Il sociologo ha anche speso parole positive a favore dei festival, definendoli «università invisibili che suppliscono alla deficienza della scuola». 

Lo storify della lectio magistralis di Domenico De Masi è disponibile a questo link, mentre le immagini della serata sono disponibili sulla pagina facebook della Fondazione Filosofi lungo l’Oglio. 

Altrettanti ospiti illustri sono attesi durante il Festival!
Vi ricordiamo gli incontri di questa settimana:

MASSIMO DONÀ
In principio era la gratuità (non il logos, e neppure l’azione)

Mercoledì 8 giugno 2016 – ore 21.15 
Sala del pianoforte c/o Comune di Rovato
Va Lamarmora, 7 Rovato (BS)

Laureatosi nel 1981 con Emanuele Severino, presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Venezia, Massimo Donà inizia a pubblicare diversi saggi per riviste e volumi collettanei. A partire dalla fine degli anni ’80, collabora con Massimo Cacciari presso la Cattedra di Estetica dello IUAV (Venezia) e coordina per alcuni anni i Seminari dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Venezia. Sempre a partire dalla fine degli anni ’80, inizia la sua collaborazione con la rivista di Architettura «Anfione-Zeto», della quale dirige ancora oggi la rubrica «Theorein». In quegli stessi anni, fonda, con Massimo Cacciari e Romano Gasparotti, la rivista «Paradosso». Negli anni ’90, invece, insegna Estetica presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia; sino a quando diventa professore ordinario di Teoretica presso la Facoltà di Filosofia dell’Università Vita-Salute del San Raffaele di Milano. È inoltre curatore, sempre con Romano Gasparotti e Massimo Cacciari, dell’opera postuma di Andrea Emo. Collabora con numerose Riviste, Settimanali e Quotidiani. Tra le sue opere recenti ricordiamo: Santificare la festa (Con S. Levi Della  Torre), Il Mulino, Bologna 2010; Vita compiuta. Alla ricerca del senso perduto, in Felicità, a cura di F. Nodari, Massetti Rodella, Roccafranca 2011; Pensare la Trinità. Filosofia europea e orizzonte trinitario (con P. Coda), Città Nuova, Roma 2013; Misterio grande. Filosofia di Giacomo Leopardi, Bompiani, Milano 2013; Parole sonanti. Filosofia e forme dell’immaginazione, Moretti & Vitali, Bergamo 2014; Teomorfica. Sistema di estetica, Bompiani, Milano 2015; Sovranità del bene. Dalla fiducia alla fede, tra misura e dismisura, Orthotes, Salerno 2015; Senso e origine della domanda filosofica, Mimesis, Milano-Udine 2015; La filosofia di Miles Davis. Inno all’irrisolutezza, Mimesis, Milano-Udine 2015.
STEFANO ZAMAGNI
Perché la seconda modernità ha cancellato la categoria del dono?

Giovedì 9 giugno 2016 – ore 21.15
Auditorium Confartigianato
Via Orzinuovi, 28 – Brescia

Stefano Zamagni è uno dei maggiori economisti contemporanei. Si è laureato nel 1966 in economia e commercio presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e si è specializzato nel 1973 presso il Linacre College dell’Università di Oxford. Tornato in Italia, iniziò ad insegnare presso l’Università di Parma, ottenendo poi nel 1979 l’ordinariato di economia politica all’Università di Bologna.
Nel 1991 divenne consultore del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, e successivamente membro della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali. Fra il 2007 ed il 2009 è tra principali collaboratori di Papa Benedetto XVI per la stesura del testo dell’Enciclica Caritas in veritate.
Il 9 novembre 2013 è stato nominato da Papa Francesco membro ordinario della Pontificia Accademia delle Scienze. È membro del Comitato scientifico di numerose riviste economiche nazionali e internazionali e ha partecipato, in qualità di membro o di coordinatore, ai comitati organizzatori di convegni scientifici nazionali ed internazionali E’ autore inoltre di numerose pubblicazioni – libri, volumi editati, saggi – di carattere scientifico, così come di contributi al dibattito culturale e scientifico. Fra le prime, si segnalano: Economia Civile (in coll. Con L. Bruni), Città Nuova, Bologna 2007; La cooperazione (con V. Negri), Il Mulino, Bologna 2008; Impresa responsabile e mercato civile, Il Mulino, Bologna 2013; Handbook on the Economics of Reciprocity and Social Enterprise (con L. Bruni), Cheltenham, Elgar 2013.
Fra i secondi, e solo per rimanere agli anni più recenti: Teoria economica e relazioni interpersonali (in coll. con P. Sacco), Il Mulino, Bologna 2006; Dizionario di Economia Civile (con L. Bruni), Città Nuova, Roma 2009; Laicità nella società post-secolare, Il Mulino, Bologna 2009; Avarizia. La passione dell’avere, Il Mulino, Bologna 2009; Famiglia e lavoro (con V. Zamagni), San Paolo, Cinisello Balsamo 2012.

ENZO BIANCHI
L’enciclica “Laudato sì” di Papa Francesco

Venerdì 10 giugno 2016 – ore 20.30
Auditorium S. Fedele
Piazza Zamara – Palazzolo sull’Oglio (Bs)
Enzo Bianchi è il fondatore e il Priore della Comunità Monastica di Bose, che conta un’ottantina di membri tra fratelli e sorelle di cinque diverse nazionalità. Ha fondato nel 1983 la prestigiosa casa editrice Qiqajon che pubblica testi di spiritualità biblica, patristica, liturgica e monastica.  Nel 2000 l’Università degli Studi di Torino gli ha conferito la laurea honoris causa in “Scienze Politiche”. Membro del Consiglio del Comitato cattolico per la collaborazione culturale con le Chiese ortodosse e orientali del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, ha fatto parte della delegazione nominata e inviata da papa Giovanni Paolo II a Mosca nell’agosto 2004 per offrire in dono al patriarca Aleksij II l’icona della Madre di Dio di Kazan. Il Priore ha partecipato come “esperto” nominato da papa Benedetto XVI ai Sinodi dei vescovi su La Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa (ottobre 2008) e su La nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana (ottobre 2012). Nel 2014 Papa Francesco lo ha nominato Consultore del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani. Tra le sue innumerevoli pubblicazioni ricordiamo: Ero straniero e mi avete ospitato, Rizzoli, Milano 2006; Il pane di ieri, Einaudi, Torino 2008; Fede e fiducia, Einaudi, Torino 2013; Dono e perdono, Einaudi, Torino 2014; Nella libertà e per amore, Qiqajon, Comunità di Bose, Magnano 2014; Raccontare l’amore. Parole di uomini e di donne, Rizzoli, Milano 2015. L’amore scandaloso di Dio, San Paolo, Cinisello Balsamo 2016. Nel 2007 ha ricevuto il «Premio Grinzane Terra d’Otranto», nel 2009 il «Premio Cesare Pavese» e il «Premio Cesare Angelini» per il libro Il pane di ieri, nel 2013 il «Premio internazionale della pace», nel 2014 il «Premio Artusi». Dal 2014 è cittadino onorario della Val d’Aosta e di Nizza Monferrato.

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