Musica

Musicanti!

Incontro con l’autore venerdì 11 gennaio 2019 ore 17

Musicanti! Le bande marciano in Archivio

A cura di Enrico Spinelli con la collaborazione di Roberto Roda

Progetto di recupero, gestione e valorizzazione delle fonti musicali ferraresi dell’Otto-Novecento
Edizioni Guardamagna, 2018
Saluti dell’Assessore alle istituzioni culturali, Massimo Maisto e del dirigente del Servizio Biblioteche e Archivi, Angelo Andreotti.
Coordina Mirna Bonazza, Responsabile dell’Archivio Storico comunale
Relatori: Elisabetta Arioti, Soprintendente archivistico per l’Emilia-Romagna e Marco Mangani, musicologo, dell’Università di Ferrara.
Il volume contiene gli Atti della giornata di studi “Musicanti ! Le bande marciano in archivio”, tenuta a Palazzo Paradiso il 25 novembre 2017 e dedicata al recupero, alla gestione e alla valorizzazione delle fonti musicali cittadine, con particolare riguardo agli archivi delle antiche bande musicali. Nel 2017, l’Archivio Storico comunale acquisì (e tuttora la conserva, mettendola a disposizione del pubblico e degli studiosi) la ricca dotazione di spartiti dell’ex Banda cittadina “Francesco Musi” e quella appartenuta alla Filarmonica “G. Verdi”, meglio conosciuta come Banda di Cona. Oltre 30 metri lineari di documentazione rappresentano una straordinaria quanto originale testimonianza di musica manoscritta,  lungo un arco temporale che va indicativamente dalla metà dell’Ottocento sino agli ultimi decenni del secolo scorso. Il cospicuo nucleo di documentazione segue il percorso artistico della grande musica nazionale (Rossini, Donizetti, Bellini, Verdi, Puccini, Mascagni etc.) e di quella europea (Mozart, Beethoven, Wagner, Bizet, Massenet, etc.), indicandone la diffusione in città e nella provincia, attraverso l’azione svolta localmente proprio dalle bande che grande funzione ebbero nel Risorgimento e nella Storia dell’Italia unita. Il volume si arricchisce di testimonianze riguardanti anche altre realtà territoriali, emiliano-romagnole e venete, offrendo un’originale lettura di tipo antropologico del fenomeno bandistico a livello nazionale.
A cura del Servizio Biblioteche e Archivi del Comune di Ferrara

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Musica

La domenica delle salme

Testo

Tentò la fuga in tram
verso le sei del mattino
dalla bottiglia di orzata
dove galleggia Milano
non fu difficile seguirlo
il poeta della Baggina
la sua anima accesa
mandava luce di lampadina
gli incendiarono il letto
sulla strada di Trento
riuscì a salvarsi dalla sua barba
un pettirosso da combattimento
I Polacchi non morirono subito
e inginocchiati agli ultimi semafori
rifacevano il trucco alle troie di regime
lanciate verso il mare
i trafficanti di saponette
mettevano pancia verso est
chi si convertiva nel novanta
ne era dispensato nel novantuno
la scimmia del quarto Reich
ballava la polka sopra il muro
e mentre si arrampicava
le abbiamo visto tutto il culo
la piramide di Cheope
volle essere ricostruita in quel giorno di festa
masso per masso
schiavo per schiavo
comunista per comunista
La domenica delle salme
non si udirono fucilate
il gas esilarante
presidiava le strade
la domenica delle salme
si portò via tutti i pensieri
e le regine del ‘’tua culpa”
affollarono i parrucchieri
Nell’assolata galera patria
il secondo secondino
disse a ‘’Baffi di Sego” che era il primo
si può fare domani sul far del mattino
e furono inviati messi
fanti cavalli cani ed un somaro
ad annunciare l’amputazione della gamba
di Renato Curcio
il carbonaro
il ministro dei temporali
in un tripudio di tromboni
auspicava democrazia
con la tovaglia sulle mani e le mani sui coglioni
voglio vivere in una città
dove all’ora dell’aperitivo
non ci siano spargimenti di sangue
o di detersivo
a tarda sera io e il mio illustre cugino De Andrade
eravamo gli ultimi cittadini liberi
di questa famosa città civile
perché avevamo un cannone nel cortile
La domenica delle salme
nessuno si fece male
tutti a seguire il feretro
del defunto ideale
la domenica delle salme
si sentiva cantare
quant’è bella giovinezza
non vogliamo più invecchiare
Gli ultimi viandanti
si ritirarono nelle catacombe
accesero la televisione e ci guardarono cantare
per una mezz’oretta
poi ci mandarono a cagare
voi che avete cantato sui trampoli e in ginocchio
coi pianoforti a tracolla travestiti da Pinocchio
voi che avete cantato per i longobardi e per i centralisti
per l’Amazzonia e per la pecunia
nei palastilisti
e dai padri Maristi
voi avete voci potenti
lingue allenate a battere il tamburo
voi avevate voci potenti
adatte per il vaffanculo
La domenica delle salme
gli addetti alla nostalgia
accompagnarono tra i flauti
il cadavere di Utopia
la domenica delle salme
fu una domenica come tante
il giorno dopo c’erano i segni
di una pace terrificante
mentre il cuore d’Italia
da Palermo ad Aosta
si gonfiava in un coro
di vibrante protesta
Compositori: Fabrizio De Andre / Mauro Pagani
Testo di La domenica delle salme © Universal Music Publishing Group
conferenza, Musica, scuola

Springsteen in classe

Incontro con l’autore mercoledì 23 novembre 2016 ore 17

CHE DICE LA PIOGGERELLINA DI MARZO

di Piero Dorfles

Le poesie dei libri di scuola degli anni Cinquanta (Manni Editore 2016)
Molti di quelli che furono bambini negli anni Cinquanta conoscono ancora a memoria i versi imparati a scuola, che sono rimasti nelle loro menti non solo per la loro musicalità, ma anche per i loro contenuti. Queste poesie sono state uno strumento educativo o “hanno guastato gli animi di una intera generazione”?
Ne parla con l’autore Angela Poli (Sezione Ragazzi Biblioteca Ariostea)
Per l’occasione, nell’atrio della biblioteca sarà allestita un’esposizione bibliografica dedicata alle poesie di ieri e di oggi per bambini e ragazzi
A cura dell’Associazione Culturale Amici della Biblioteca Ariostea

 

Conferenze e Convegni giovedì 24 novembre 2016 ore 10 e 15,30 in Sala Riminaldi

PER GIOVAN BATTISTA GIRALDI CINTHIO

Edizioni e Studi

Giornata di lavori a cura di Carla Molinari
Ore 10 Saluti di Enrico Spinelli e Marco Bertozzi
Seguirà la presentazione del volume Giovan Battista Giraldi «Cinthio, Canti dell’Hercole» (Classe I 406 della BCAFe), edizione critica a cura di Carla Molinari, Ferrara, Edisai, 2016
Presidente: Gianni Venturi
Relatori: Riccardo Bruscagli, Renzo Cremante, Marco Dorigatti, Carla Molinari)

Ore 12 Presentazione della rivista «Studi Giraldiani. Letteratura e Teatro» II, 2016
Relatori: Fabio Bertini, Irene Romera Pintor, Susanna Villari

Ore 15.30 Tavola rotonda sul tema «Giovan Battista Giraldi Cinthio oggi: prospettive di ricerca» con la partecipazione di membri del Comitato scientifico della rivista intervenuti alla giornata.
Con il patrocinio della Servizio Biblioteche e Archivi del Comune di Ferrara e dell’Istituto di Studi Rinascimentali di Ferrara

Conferenze e Convegni giovedì 24 novembre 2016 ore 17 in Sala Agnelli

SIEGFRIED KRACAUER

Un filosofico “detective” della moderna industria culturale

Conferenza di Marco Bertozzi
Introduce Filippo Domenicali

Siegfried Kracauer (Francoforte, 8 ottobre 1889 – New York, 26 novembre 1966), intellettuale di spicco della cultura tedesca all’epoca della repubblica di Weimar, fu amico di Walter Benjamin e del giovane Adorno, a cui spiegava la “Critica della ragion pura” di Kant il sabato pomeriggio. Praticò, per breve tempo, la professione di architetto, per entrare poi nella redazione della “Frankfurter Zeitung”, diventando noto per le sue recensioni di saggi, romanzi, film e per i suoi acuti commenti sulla cultura e la società tedesca ormai avviata verso il nazismo. Rifugiatosi in Francia nel 1933, dove scrisse “Jacques Offenbach e la Parigi del suo tempo” (1937), emigrò poi negli Stati Uniti, entrando in rapporto con Erwin Panofsky. Qui lavorò alla preparazione e alla pubblicazione del suo famoso libro sul cinema tedesco, “Da Caligari a Hitler” (1947), e anche della impegnativa “Teoria del fi lm” (1960). Un volume sulla filosofia della storia, “Prima delle cose ultime”, uscì (postumo) nel 1969, con una prefazione di Paul Oskar Kristeller. In occasione della conferenza, a cinquant’anni dalla morte di Kracauer, sarà dedicata particolare attenzione a due suoi fondamentali saggi, “La massa come ornamento” (1927) e “Il romanzo poliziesco. Un trattato filosofico” (postumo, 1971).
A cura di Istituto Gramsci in collaborazione con Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara

Incontro con l’autore venerdì 25 novembre 2016 ore 17

SPRINGSTEEN IN CLASSE

di Andrea Monda

Dialogano con l’autore Stefano Bottoni e Martina Rubbi
Saluto di Massimo Maisto, vicesindaco di Ferrara
Una strada notturna, per andarsene da una città di perdenti e solcare la terra, spinti da una speranza e una promessa. Basta ascoltare il capolavoro di Bruce Springsteen “Thunder Road” per trovarvi tutti i temi del suo grande romanzo americano. “The Boss”, che da ragazzo “odiava la scuola”, può farla amare grazie a questo percorso che evidenzia nelle sue canzoni i tanti riferimenti utili alla didattica: la geografia, l’ancoraggio alla storia, il debito verso poeti, scrittori, filosofi… Così, il maestro del rock diventa un vicino di banco che molto può insegnare sulla vita.
Rivolgendosi in modo particolare a insegnanti ed educatori, questo testo esplora in modo del tutto innovativo la poetica e la produzione musicale di Springsteen.
Andrea Monda, insegnante, scrittore e conduttore del popolare reality «Buongiorno professore!» su TV2000, offre molti spunti didattici a partire dai testi del cantautore del New Jersey, mettendo in luce le influenze letterarie, storiche e religiose presenti nella sua vasta produzione.
L’evento è organizzato in collaborazione con il Ferrara Buskers Festival

 

biblioteca, Musica, poesia

Concerto vocale

Eventi Giovedì 9 Giugno ore 21

MA DI CHI DEBBO LAMENTARMI…

Breve viaggio nella musica vocale alla corte Estense ai tempi di messer Lodovico

con il CORO DELL’UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI FERRARA
diretto dal M° FRANCESCO PINAMONTI
Il Coro dell’Università di Ferrara offre un concerto vocale su musiche eseguite alle Corte Estense con  testi di autori attivi o attirati a Ferrara, dando giusto e prevalente risalto a quelli che hanno per oggetto i versi e le stanze dell’Orlando Furioso di Lodovico Ariosto, opera che dopo la sua pubblicazione ha continuato ad ispirare i musicisti di ogni epoca e di ogni luogo.

Programma della serata:
La Verginella di Andrea Gabrieli (1533-1585) – Orlando Furioso I, 42
Era il bel viso suo qual esser suole di Giaches de Wert (1535-1596) – Orlando Furioso XI, 65
Gravi pene in amor di Jacob Arcadelt (1507?-1568) – Orlando Furioso XVI, 1
Chi salirà per me di Giaches de Wert (1535-1596) – Orlando Furioso XXXV, 1
Il bianco e dolce cigno di Jacob Arcadelt (1507?-1568) – Testo di Giovanni Guidiccioni
Il dolce sonno di Giaches de Wert (1535-1596) – Orlando Furioso XXXIII, 63
Tourdion di Pierre Attaingnant (1494-1552?) – Bassa danza
Con voce dai sospiri interrotta di Orazio Vecchi (1494-1552?) – Canzonetta
Ma di chi debbo lamentarmi di Giaches de Wert (1535-1596) – Orlando Furioso XXXII, 21

Il Coro dell’Università degli Studi di Ferrara nasce nel 1998 ed è attualmente composto da una trentina di coristi per la prevalenza studenti, ex studenti e personale dell’Ateneo Ferrarese.
Nel corso della propria attività musicale ha partecipato a concerti e rassegne corali in diverse regioni d’Italia, dalla Sicilia alla Toscana e all’Emilia Romagna, dalle Marche alla Puglia e al Veneto, con un repertorio che spazia dalla musica colta del periodo rinascimentale al pop/rock, dal genere spiritual al jazz, non disdegnando anche il repertorio operistico. Nel 2015 ha partecipato al Festival dei Cori Universitari a Firenze “UNInCANTO” e al I Simposio del Cori e Orchestre Universitari a Bressanone e Bolzano.

Francesco Pinamonti, avvocato, affianca all’attività professionale la passione per la musica corale. Ha cantato sotto la direzione di Claudio Abbado, John Eliot Gardiner, Yoran David, Lu Jia, Enrique Mazzola, Diego Fasolis, Douglas Boyd, Roberto Zarpellon, Giovanni Acciaie Sergio Balestracci. Successivamente ha approfondito gli studi di direzione di coro con il M°Carlo Pavese, M.°Stojan Kuret, M.°Marco Berrini, M.°Giorgio Mazzuccato e M.°Pasquale Veleno, e vocalità con il M.°Ph. Petterson, il M.°N. Kompare e il M.°S. Naglia. Dal 2011 al 2013 è stato direttore ospite del Coro “Musicantiqua” di Siracusa. Attualmente è direttore artistico dal 1987 del Coro Polifonico di Santo Spirito di Ferrara, dell’Accademia dello Spirito Santo. Si avvale della collaborazione di Chiara Rosignoli e Leonardo Scarpante.

 

Invito alla lettura Venerdì 10 Giugno ore 17

LA LUNA NEL BICCHIERE di FEDERICA GRAZIADEI

(Aletti Editore 2016)

Introduce Gianna Vancini presidente del Gruppo Scrittori Ferraresi
Dialoga con l’Autrice Eleonora Rossi
Letture di Alberto Amorelli, Matteo Pazzi,  Anna Pirazzi, Giorgio Pirazzi,  Sabina Zanquoghi
L’autrice in questa nuova silloge si rituffa nella Vita, che si dà e si sottrae, continuamente: i sensi e la pelle distesi a ricevere l’universo. Senza giudizio, senza verità. Semplicemente con la riconoscenza. Perché chi scrive qui ci ricorda che apparteniamo a un infinito. Al quale essere immensamente grati: « Immensamente grata della vita sorpresa dal tramonto e che parlare con gli alberi non è mai tempo perduto».

XXII. La Pieve / Intrisa di esistenze vissute tra campi di frumento,/ la Pieve solitaria avvolta d’antiche mura pulsa radiosa/ con il suo campanile che trafigge il cielo bruciato d’Agosto./ Una brezza si alza, filo di voce sussurra ai cuori./ Un anelito all’Infinito ed Inno alla bellezza eterna.

Federica Graziadei nata a Ferrara nel 1971 , città dove vive con il marito Giulio ed i figli Anna e Giorgio. Nel 2002 ha pubblicato la sua prima silloge  “Luna, da lassù” Ed. Libroitaliano. Nel 2003 ha ricevuto la segnalazione di merito per la sezione poesia edita al premio “ Gianfranco Rossi per la giovane letteratura”.Collabora con alcune associazioni culturali e letterarie ferraresi, tra le quali il Gruppo Scrittori Ferraresi, il Gruppo del Tasso e la Compagnia del Libro. Suoi testi sono apparsi nell’antologia poetica “ Sedici Poeti ferraresi emergenti” (2009) e nella rivista “ l’Ippogrifo” periodico ufficiale del Gruppo Scrittori Ferraresi.
Con la partecipazione del Gruppo Scrittori Ferraresi e la Compagnia del Libro

 


Musica, Teatro

Il mito di Carmen

Invito alla lettura Martedì 26 Aprile ore 17

POMERIGGIO IN POESIA

Due sillogi poetiche: “COMPAGNO D’OCCASIONE” di Laura Maria Gabrielleschi e “PARLANDO D’ALTRO” di Rodolfo Cernilogar
Dialoga con gli autori Fabrizio Fiocchi
COMPAGNO D’OCCASIONE di Laura Maria Gabrielleschi – Poesie 1997- 2005 (Corymbos Poesia)
Ho provato a parlare d’amore o di amori, anche se resto molto scettica su questa parola, ma il compito del poeta è sublimare e superare lo scetticismo, capire che l’unica via per fissare amori, passioni, dolori e le loro contraddizioni è la poesia. Dove tutto si scioglie si amalgama.
L’autrice è nata a Lucca ma da anni vive a Grosseto dove svolge l’attività di promotore culturale. Ha pubblicato alcuni libri di poesia prefati da Dario Bellezza e Franco Loi. Nel 1997 ha vinto il Premio Montale(nota dell’autrice)
PARLANDO D’ALTRO di Rodolfo Cernilogar (Cicorivolta Edizioni)
Rodolfo Cernilogar si è disposto con umiltà all’ascolto di tanti poeti (si ritrovano qui echi di Montale, leopardi, Sereni, Penna e Pavese, Tra gli altri) e ne ha distillato una voce propria. Non si percepisce mai la fatica della scrittura, né il leggere costa alcuno sforzo, ma allo sguardo attento si coglie una estrema cura nello scegliere le parole. (dalla posta frazione di Francesca Del Moro)
L’autore nasce a Pisa, cresce in Maremma. Oggi vive e lavora tra Bologna e Ferrara. Pubblica nel 2006 il suo primo libro di poesia Argento di lumaca (Lieto Colle editore), vincitore di diversi premi. Fa parte del Gruppo 77, composto da poeti che a Bologna scrivono, leggono impastano poesia.

 

Conferenze e Convegni Mercoledì 27 Aprile ore 16,30

SCIENZA E LETTERATURA NELL’ETA’ DI ARIOSTO E COPERNICO

Con Luigi Pepe

Con Luigi Pepe

Agli inizi del Cinquecento si trovarono negli Stati Estensi gli autori di tre grandi opere, destinate a segnare la storia della cultura europea nei secoli futuri. Ludovico Ariosto (Orlando Furioso 1516, 1532), Francesco Guicciardini (Storia d’Italia 1533, 1538), Niccolò Copernico (De revolutionibus, 1516-1543). Essi furono anche interpreti, ciascuno a modo suo, di uno dei più produttivi e movimentati periodi dell’Italia moderna
A cura dell’Accademia delle Scienze di Ferrara

Conferenze e Convegni Giovedì 28 Aprile ore 17

IL MITO DI CARMEN

Libri in scena

A cura di Emilio Sala, musicologo
In occasione dello spettacolo CARMEN di Enzo Moscato, regia di Mario Martone –  Stagione di Prosa 2016 del Teatro Comunale Claudio Abbado di Ferrara
Non a caso la “voce” Carmen si trova in molti dizionari dei miti letterari (per esempio quello a cura di Pierre Brunel, tradotto anche in italiano). La novella di Mérimée e soprattutto l’opera di Bizet hanno fecondato un “campo discorsivo” che è diventato sempre più autonomo rispetto a quei pur fondamentali testi di partenza. Si può dunque parlare di Carmen come di un mito moderno, di uno spazio per così dire autopoietico che si riconfigura continuamente restando sempre riconoscibile. Uno spazio sempre più mediatizzato nel quale il cinema e le ri-mediazioni audiovisive, da Preminger a Godard Brook Rosi Martone ecc. hanno giocato un ruolo cruciale e interno alla struttura stessa del mito.
L’incontro è parte del ciclo Libri in Scena, a cura dell’Associazione Amici della Biblioteca Ariostea in collaborazione con Fondazione Teatro Comunale “Claudio Abbado” di Ferrara

Conferenze e Convegni Venerdì 29 Aprile ore 17

PAZIENZA

Le parole della Democrazia

Conferenza di Piero Stefani
Introduce Fiorenza Bonazzi
A cura di Istituto Gramsci di Ferrara e Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara
Leopardi la definì la più eroica delle virtù appunto perché non ne ha l’apparenza. Kafka giudicò il suo opposto, l’impazienza, come il solo peccato capitale.  Prima di loro, la lettera ai Romani la indicò capace di produrre una virtù provata. La pazienza ha tanti meriti (non a caso è qualificata come “santa”), ma è dotata anche di un valore politico? È proprio della democrazia sostenere che, prima di scegliere, occorre ascoltare con pazienza il parere di ciascuno e che, prima di decidere, bisogna mediare. Non è forse regola del gioco che la minoranza debba accettare pazientemente, come se fosse propria, la decisione della maggioranza? Anche la pazienza però ha un limite. Per rendersene conto basta guardare ad alcune  defaticanti procedure parlamentari e alle lentezze della burocrazia.
L’incontro è parte del ciclo Le parole della democrazia, a cura di Istituto Gramsci di Ferrara e Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara