filosofia

La quarta teoria politica

Spigolature da La Quarta Teoria Politica di Aleksandr Dugin, Novaeuropa edizioni.

“Dopo aver sconfitto i suoi rivali, il liberalismo ha (re)imposto un monopolio nel pensiero ideologico: è divenuto l’unica ideologia, che non consente nemmeno l’esistenza di alcuna ideologia rivale. Si potrebbe dire che è passato da un programma a un sistema operativo comune. Si noti che, quando andiamo in un negozio a comprare un computer, il più delle volte non diciamo “Vorrei un computer con Microsoft”, ma semplicemente “Vorrei un computer”, e ci viene venduto un computer con un sistema operativo Microsoft. Lo stesso accade con il liberalismo: ci viene impiantato come qualcosa di standard, che sarebbe assurdo e inutile contestare.
(…) Il liberalismo non è più liberalismo ma sottofondo, tacito accordo, consenso. Ciò corrisponde alla transizione dall’epoca della modernità a quella postmoderna. Nella postmodernità il liberalismo, mantenendo e perfino aumentando la sua influenza, sempre più raramente rappresenta una filosofia politica liberalmente scelta e compresa, diviene inconscio, istintivo e non del tutto consapevole. Questo liberalismo istintivo ha la pretesa di trasformarsi nella “matrice” universale, non-conscia, della contemporaneità…”.
[Pagg. 209-210]

“Dobbiamo mettere fine alle vecchie ideologie e teorie politiche. Se abbiamo davvero rifiutato il marxismo e il fascismo, quello che rimane è di mettere da parte definitivamente il liberalismo, che è un’ideologia altrettanto datata, crudele e misantropa. Il termine “liberalismo” dovrebbe essere equiparato a “fascismo” e “comunismo”. Il liberalismo è responsabile di crimini storici tanto quanto il fascismo (Auschwitz) e il comunismo (i gulag); è responsabile della schiavitù e della distruzione dei nativi americani negli USA, per Hiroshima e Nagasaki, per le aggressioni in Serbia, Iraq e Afghanistan, per la devastazione e lo sfruttamento di milioni di persone sul pianeta, e per le menzogne ignobili e ciniche che imbellettano queste verità storiche.”
[Pag. 81]

“Tutti coloro che condividono un’analisi negativa della globalizzazione, dell’occidentalizzazione e della postmodernizzazione dovrebbero unire i loro sforzi per creare una nuova strategia di resistenza contro un male che è onnipresente.”
[Pag. 289]

“L’unica cosa su cui è opportuno insistere nel tracciare un simile sentiero di cooperazione è la dismissione dei pregiudizi anticomunisti e antifascisti. Questi pregiudizi sono gli strumenti per mezzo dei quali liberali e globalisti tengono divisi i loro nemici. Perciò dobbiamo ripudiare con forza tanto l’anticomunismo quanto l’antifascismo. Entrambi sono strumenti controrivoluzionari nelle mani dell’élite globale liberale. Allo stesso tempo, dobbiamo opporci a ogni genere di conflitto tra le varie credenze religiose – musulmani contro cristiani, ebrei contro musulmani, musulmani contro indù, e così via. Le guerre e le tensioni interconfessionali fanno il gioco del reame dell’Anticristo, che mira a separare le religioni tradizionali allo scopo di imporre la sua pseudo-religione, la sua parodia escatologica.
Di conseguenza, dobbiamo unire la Destra, la Sinistra e le religioni tradizionali di tutto il mondo in uno sforzo comune contro il nemico comune. La giustizia sociale, la sovranità nazionale e i valori tradizionali sono i tre principi fondamentali della Quarta Teoria Politica. Non è facile riunire sotto un unico stendardo un’alleanza così composita, ma dobbiamo provare se vogliamo sopraffare il nostro nemico.”
[Pag. 292]

La Quarta Teoria Politica e il populismo

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filosofia

Filosofi lungo l’Oglio

Nuove tappe per la maratona del pensiero Filosofi lungo l’Oglio diretta dalla filosofa Francesca Nodari e promossa dalla Fondazione Filosofi lungo L’Oglio. Sei nuovi appuntamenti in provincia di Brescia per la tredicesima edizione del Festival, che declina quest’anno il tema del “Condividere” attraverso la voce dei più illustri pensatori contemporanei.

I nuovi e attesi appuntamenti lungo il fiume Oglio inizieranno lunedì 9 luglio da Orzinuovi dove lo stimato Monsignor Vincenzo Paglia parlerà del “Noi” in un incontro sul “crollo del noi”. Un tema di grande attualità che si presta ad essere declinato in molteplici aspetti. L’appuntamento è alle 21.15 in piazza Vittorio Emanuele II.

Si continua il giorno successivo 10 luglio con uno dei maggiori economisti contemporanei Stefano Zamagni per provare a rispondere al quesito: La condivisione in economia, oggi: utopia o ideale storicamente realizzabile? Ad animare con lui il dibattito ci saranno anche Gabriele Archetti Presidente Fondazione Cogeme e Giancarlo Pallavicini, economista e accademico delle scienze della Federazione Russa. L’appuntamento è alle 21.15 a Rovato nella Sala del Pianoforte del Palazzo Municipale.

Sempre martedì 10 sarà inoltre presentato l’ultimo libro di Zamagni “Come e quanto la quarta rivoluzione industriale ci sta “toccando” pubblicato da edizioni Mimesis nella collana Chicchidoro diretta da Francesca Nodari.

Mercoledì 11 Luglio tappa a Villachiara con Umberto Galimberti, tra i più importanti psicanalisti e filosofi italiani, che affronterà l’argomento quanto mai attuale della condivisione fra genitori e figli e fra insegnanti e studenti. L’appuntamento è alle 21:15 all’Azienda le Vittorie.

Giovedì 12 Luglio a Desenzano sul Garda ci sarà l’incontro con Remo Bodei, tra i massimi esperti dell’idealismo classico tedesco, che parlerà della “giustizia distributiva”. L’incontro si svolgerà al Castello di Desenzano alle 21.15.

Il giorno successivo, venerdì 13 Luglio si torna a Villachiara per Condividere la Legalità, serata a cui parteciperanno lo scrittore e politico Nando Dalla Chiesa, il Presidente della Commissione Speciale Carceri Gian Antonio Girelli e il Prefetto di Brescia Annunziato Vardé. L’appuntamento è alle 21.15 all’Azienda le Vittorie. Modererà l’incontro il giornalista e scrittore Tonino Zana.

Chiuderà la penultima settimana della kermesse itinerante l’appuntamento domenicale del 15 Luglio a Orzinuovi con Francesca Rigotti, Presidente della Giuria del Premio Internazionale di Filosofia/Filosofi lungo l’Oglio. Un libro per il presente, nonché docente di dottrine e istituzioni politiche all’università di Lugano, la cui ultima fatica “De senectute” edito da Einaudi, un penetrante e originale libro sulla vecchiaia al femminile, sta riscuotendo un ampio successo. Il suo incontro, dal titolo “Condividere torte, mantelli, conoscenza” si terrà in piazza Vittorio Emanuele II alle ore 21.15.

filosofia

La Politica per Aristotele

Conferenze e Convegni lunedì 12 marzo 2018 ore 17

Il corpo e la mente: educare allo sport

Conferenza di Nicola Alessandrini (insegnante) e Angela Magnanini (docente UniRoma 4)

Il complesso rapporto tra mente e corpo percorre l’intero arco della filosofia occidentale, fino a raggiungere, nella modernità, le sembianze di una vera e propria spaccatura tra res cogitans e res extensa. Il divario tra la sfera psichica e quella fisica, fonte d’inesauribili dibattiti filosofici, sembra conciliarsi improvvisamente di fronte all’armonia di un gesto sportivo, dove mente e corpo cooperano all’unisono. Da qui l’importanza di un’educazione attraverso lo sport quale momento di un processo educativo che sappia concepire l’individuo come unità psico-somatica. In tal modo il corpo diventa progetto, grazie alla sua capacità di guardare avanti, di realizzare quanto ancora non c’è. Se è vero – scrive Foucault – che come corpo siamo irrimediabilmente qui, mai altrove, è anche vero che nel corpo nascono i nostri desideri, «è da lui che escono e risplendono tutti i luoghi possibili, reali o utopici». Per questo il nostro corpo è «luogo d’ogni utopia».
Per il ciclo “I colori della conoscenza” a cura di Istituto Gramsci e Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara

 

Incontro con l’autore martedì 13 marzo 2018 ore 17

La locanda delle storie imperfette

Presentazione del libro di Giulia Baccilieri

(Faust Edizioni, collana di poesia ‘Arbolé’, 2018)
Saranno presenti: l’autrice Giulia Baccilieri, la fotografa Barbara Tani e l’editore Fausto Bassini.
Il volume è corredato dalle suggestive fotografie della concittadina Barbara Tani.
La locanda delle storie imperfette” scrive l’autrice nell’introduzione “(…) è un luogo dove il tempo si ferma, le lancette dell’orologio di colpo rimangono immobili, entrarvi significa smettere di respirare. (…) Storie d’amore, storie di sofferenza, storie che fanno male o che non esisteranno mai, storie che entrano nell’anima. Usciti dalla locanda si può tornare a respirare ma nessuno saprà più chi è veramente”.
Con letture e proiezione di immagini.
Giulia Baccilieri (Ferrara, 1986): dinamica ed energica, trova nella pallavolo la giusta alleata per soddisfare la sua passione per lo sport; in continuo contrasto tra sogno e realtà, fa della musica la compagna di viaggio; riversa nella scrittura le sue emozioni, gioca con luci e ombre del passato mantenendo sempre lo sguardo – e un curioso sorriso – rivolti al futuro

Invito alla lettura mercoledì 14 marzo 2018 ore 17

Il destino del Re del futuro

Artù e le profezie dell’Antica religione

Tra combattimenti, amori e incantesimi si snodano le avventure del leggendario Artù, il Re britannico la cui storia è radicata tra il V e il VI secolo, ma che da sempre continua a vivere catturando l’attenzione di lettori e fedeli. Le notizie sulla storicità di Artù sono incerte in quanto manca una trascrizione storica degli eventi che all’epoca venivano tramandati oralmente dai Celti. Figura principale dell’Inghilterra medievale, Artù incarna il monarca ideale sia in guerra sia in pace, in grado di riunire i regni in armonia e prosperità. Oltre all’essere un giusto, Artù deve la sua fama alla visione avuta dal Druido Merlino che ne profetizzò la nascita da una unione magica: il Re del passato, del presente e del futuro. Un eroe immortale?
Già questa possibilità regala alle vicende un sapore che sa di magia, la stessa magia conosciuta e usata dagli appartenenti alla religione druidica. Dunque coesistono potere temporale e spirituale, Re e sacerdote, guerriero e Druido. E sarà proprio l’Antica religione ad essere messa in discussione con la venuta Romana e l’arrivo del Cristianesimo.
Cercheremo di ricostruire alcuni di questi percorsi tematici attraverso le pagine di Mary Stewart, scrittrice della trilogia “La grotta di cristallo”, “Le grotte nelle montagne”, “L’ultimo incantesimo” e di proporre qualche approfondimento tratto dal romanzo “Le nebbie di Avalon” di Marion Zimmer Bradley. Il tutto accompagnato dalla visione di alcuni estratti cinematografici.
A cura del Gruppo del Tasso/Compagnia del libro

Conferenze e Convegni giovedì 15 marzo 2018 ore 16,30

Per una Psicologia dell’Esplorazione

Ritratto psicobiografico di Cristoforo Colombo

A cura di Stefano Caracciolo
“Anatomie della mente – Anno Undicesimo”, il più longevo ciclo di incontri della Biblioteca Ariostea, prosegue il proprio percorso solcando l’Oceano Atlantico assieme all’uomo che scoprì il Nuovo Mondo.
Il prossimo appuntamento (12 aprile) “Volare, Oh Oh! Risonanze emotive e temi psicologici nelle canzoni e nella vita di Domenico Modugno”.
Stefano Caracciolo, medico, psichiatra, psicologo, psicoterapeuta, professore ordinario di Psicologia Clinica – Università di Ferrara / Az. USL di Ferrara. Autore di oltre 150 pubblicazioni a stampa su riviste scientifiche italiane ed estere del settore, nonché di diverse monografie, socio di numerose Società Scientifiche nazionali e internazionali. Dirige e coordina il Centro Interaziendale per i Disturbi del Comportamento Alimentare.
Per il ciclo Anatomie della mente – Conferenze dei Giovedì di Psicologia – Anno Undicesimo, in collaborazione con la Sezione di Neurologia, Psichiatria e Psicologia Clinica della Facoltà di Medicina, Farmacia e Prevenzione dell’Università di Ferrara

Conferenze e Convegni venerdì 16 marzo 2018 ore 17

«Prima di tutto una casa, una donna ed un bue da lavoro»: profilo della famiglia nella Politica di Aristotele

Conferenza di Claudio Cazzola

Presenta Antonio Moschi
Secondo la vulgata, gli scritti aristotelici vengono trasportati, dopo la morte del filosofo avvenuta nel 322 avanti Cristo, a Scepsi, una località della Troade nell’allora Asia Minore, per opera di Neleo, erede di Teofrasto a sua volta erede di Aristotele. Nel primo secolo a. C. poi l’ateniese Pellicone, acquistata l’intera opera, la riporta nella sua città, da dove a sua volta le invola Lucio Cornelio Silla, recandole con sé a Roma. Il materiale – non si sa se integrale o meno – serve poi da base per l’edizione prodotta nel medesimo secolo da Andronico di Rodi. La tormentata vicenda del “corpus” risulta ancora più complessa se si pensa al trattato intitolato «Politica», a causa della evidente aporia di sistemazione e di suddivisione in otto libri, non impeccabile questa e sottoposta, dai diversi editori, a modifiche nell’ordine dei rotoli. Il libro iniziale comunque tratta della fa miglia, nucleo costitutivo della comunità umana (la “polis”), la cui analisi si compie attraverso tredici capitoli dedicati alla struttura familiare, ai bisogni, ai beni materiali, alla dinamica padri-figli insieme con quella padroni-schiavi, per chiudere con la riaffermazione del rapporto gerarchico fra chi comanda e chi è comandato. Il tutto ravvivato e sostenuto dal ricorso alla “auctoritas” di quelli che sono già dei classici, come si cercherà di illustrare.
Per il ciclo “La società degli individui – Famiglie” a cura dell’Istituto Gramsci e dell’Istituto di Storia contemporanea di Ferrara

 

filosofia, Società

Non si può

Evidentemente il filosofo ignorava che in Italia vige la regola (tacita) che solo i politici possono parlare di politica in campagna elettorale.

“Non ho chiesto di essere invitato a questa conferenza”, spiega de Benoist al Foglio. “La fondazione Feltrinelli mi ha contattato la scorsa estate per invitarmi. Mi dissero che volevano organizzare un ciclo di conferenze sulla questione Destra-Sinistra. Era l’argomento di uno dei miei ultimi libri, che è anche stato tradotto in italiano: ‘Populismo. La fine della destra e della sinistra’ (Arianna, Bologna, 2017). Ho accettato l’invito, che poi è stato confermato più volte lo scorso gennaio. Pochi giorni fa, ho sentito parlare di una ‘lettera aperta’ alla Fondazione Feltrinelli nella quale si diceva, per ragioni non chiare, che questo invito era in qualche modo scandaloso e si chiedeva di cancellare l’annunciata discussione. Questa lettera è stata firmata da italiani di cui non ho mai sentito parlare e da quattro o cinque studiosi francesi completamente sconosciuti, a eccezione di Eric Fassin, un sostenitore estremista dell’ideologia gender, lo stesso Eric Fassin che qualche mese fa aveva dibattuto con me abbastanza normalmente alla radio pubblica France-Culture”.
Il testo della lettera, dice de Benoist al Foglio, “secondo me non è solo incredibilmente intollerante e pieno di odio, ma anche estremamente stupido. Prova ad attribuirmi tesi che non sono mai state le mie, e prova a stabilire una connessione tra me e Florian Philippot, che non ho mai incontrato una sola volta in tutta la mia vita (in 45 anni inoltre non ho mai votato per il Front national)”. Insomma, de Benoist, c’è un problema con le idee e il free speech? Le idee fanno paura? “Mi pare che ci sia un grosso problema. Non sono membro di nessun partito politico. Sono uno scrittore e un filosofo, specializzato in filosofia politica e nella storia delle idee. Ho pubblicato 110 libri, inclusi tre libri contro il razzismo e la xenofobia, 2000 articoli e fatto più di 700 interviste. Oltre 45 di questi libri sono stati tradotti in Italia. Ma mi sembra abbastanza evidente che le persone che hanno firmato la lettera non hanno la benché minima idea di ciò che ho scritto. Non mi leggono. Hanno chiesto la soppressione della conferenza perché hanno sentito questo o quello, o solo per ragioni collegate alla politica italiana. Questo tipo di persone ha un problema reale con le idee e il free speech. Non sanno che cos’è un dibattito intellettuale (o forse sono semplicemente incapaci di dibattere, a causa delle loro modeste abilità cognitive). In ogni caso è un peccato. La storia recente ha dimostrato che quando uno comincia a impedire le discussioni intellettuali, poi arriva un momento in cui i libri vengono bruciati, poi arriva un altro momento in cui le stesse persone vengono bruciate. È la logica base della caccia alle streghe”.

https://www.ilfoglio.it/cultura/2018/02/05/news/gli-intello-mettono-il-bavaglio-al-filosofo-177173/

la documentazione più completa (al momento):

https://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=60099

filosofia

Pensare altrimenti

di Diego Fusaro La globalizzazione è, per sua essenza, ideologia del medesimo, espressione di un capitalismo speculativo e autoriflessivo che vuole vedere rispecchiato e riprodotto ovunque sempre e solo se stesso. In vista di questo orientamento teleologico, esso mira alla soppressione delle differenze e, con esse, delle alternative, di modo che ovunque trionfino quelle che, con Marcuse e Heidegger, potremmo qualificare come l’ “unidimensionalità” e l’ “uniformazione” (Einförmigkeit). Il globalitarismo aspira a rispecchiarsi in ogni cellula della realtà, annichilendo ogni modo di esistere, di pensare, di parlare e di scambiare che non sia quello modellato secondo l’assiomatica del do ut des liberoscambista. Dietro l’apparente proliferare delle screziature, dei colori e dei plurali si nasconde quello che, con Hegel, potremmo verosimilmente chiamare il “monocromatismo assoluto” (einfarbige absolute Malerei) della società di mercato; monocromatismo assoluto che è, poi, anche la cifra della mondializzazione come universalizzazione della società di mercato con annessa neutralizzazione di tutte le forme di produzione, di esistenza e di pensiero che non coincidano con essa. Come ricordato da Marx, il denaro, “leveller radicale, dissolve tutte le distinzioni” e impone un’uniformazione del reale e dell’immaginario che aspira a farsi planetaria e onniavvolgente. In ciò riposa l’essenza della mondializzazione come colonialismo glamour e all’altezza dei tempi, che include neutralizzando e uniforma livellando. Del mondialismo come nuova figura dell’imperialismo si potrà un giorno dire ciò che Marx, nel “Capitale”, affermò in relazione al colonialismo in auge al tempo suo: “fu ‘il dio straniero’ che si mise sull’altare accanto ai vecchi idoli dell’Europa e che un bel giorno con una spinta improvvisa li fece ruzzolar via tutti insieme e proclamò che fare del plusvalore era il fine ultimo e unico dell’umanità”. In questa prospettiva, l’accumulazione planetaria intreccia livellamento e disuguaglianza. Uniforma il pianeta e, insieme, dà luogo a uno sviluppo sempre più diseguale, perché sempre più marcatamente fondato sulla contrapposizione classista tra Servo e Signore, con annesso conflitto unilateralmente determinato come massacro di classe del secondo ai danni del primo. Da: “Pensare altrimenti” di Diego Fusaro Fonte: Diego Fusaro

filosofia

Petizione per l’Istituto Studi Filosofici

SALVIAMO L’ISTITUTO ITALIANO PER GLI STUDI FILOSOFICI. RIDIAMO UNA SEDE ALLA SUA BIBLIOTECA L’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, fondato nel 1975 dall’avvocato Gerardo Marotta e altri studiosi ha svolto, dalla sua sede di Napoli, per oltre 40 anni un’intensissima attività culturale di rilevanza nazionale e internazionale, distribuendo oltre 3000 borse di studio e fondando oltre 200 scuole di alta formazione e dando vita ad una biblioteca di oltre 300.000 tomi, molti dei quali rari e introvabili, come testi originali di Giordano Bruno e Gianbattista Vico, grazie all’impegno generoso e instancabile dell’avvocato Marotta nell’attività di ricerca, presso fondi librari e antiquari di mezza Europa. Nel 1993 l’Istituto ebbe anche un pubblico riconoscimento in un rapporto Unesco: «L’Istituto organizza corsi e colloqui ovunque nell’Europa occidentale, pubblica opere in sei lingue, antiche e moderne, contribuendo a fare della sua città una vera capitale culturale». Tutto questo è stato cancellato con un colpo di spugna dalla negligenza della politica.  Dal 2009 per l’Istituto è iniziato un lungo calvario causato dai tagli indiscriminati dei fondi alla cultura. Il primo mandante politico fu Giulio Tremonti, ma nel corso degli anni sono cambiati i volti dei protagonisti, ma non l’indirizzo politico, finchè non si è giunti a rendere insostenibile per le finanze dell’anziano Marotta l’affitto dei locali della biblioteca dell’Istituto, sita in via Calascione, a due passi da Palazzo Serra di Cassano. Ora la storica biblioteca è dispersa tra i depositi di un magazzino a Casoria, i sotterranei dell’Istituto Bianchi e le cantine di alcuni privati sostenitori. Un patrimonio inestimabile ormai inaccessibile e a rischio di deperimento o furto. Negli ultimi anni ho abbracciato la battaglia, insieme a Elena Coccia, attualmente vice-sindaco per la Città Metropolitana di Napoli, per ridare dignità all’Istituto in tutti i modi, trovando durante mio percorso grandissima sensibilità nei miei concittadini napoletani. Nel 2013 insieme ad un Comitato Civico abbiamo raccolto oltre 10.000 firme, affinchè la giunta de Magistris e il sindaco in prima persona si impegnassero a risolvere la questione. Nell’aprile 2014 Abbiamo ottenuto attraverso una delibera di iniziativa consiliare, che l’Istituto venisse riconosciuto “BENE COMUNE DELLA CITTA’ DI NAPOLI DI RILIEVO NAZIONALE E INTERNAZIONALE” affinchè questo scandalo potesse varcare i confini cittadini.  Riuscimmo a sollecitare anche la Regione Campania. La Regione  con una vecchia delibera di G.R. n. 6039/01, aveva individuato e acquistato, con fondi europei, un grande appartamento situato al n. 1 di Piazza S. Maria degli Angeli, già sede del Coni, per destinarlo a sede stabile della Biblioteca. Sembrava una possibile svolta. Eppure da allora solo un assordante silenzio. Nonostante i fondi già stanziati la situazione è rimasta immutata.  Il 12 agosto 2016 abbiamo dunque deciso di occupare simbolicamente i balconi dell’appartamento assegnato alla Biblioteca per riaccendere i riflettori sulla vicenda già da troppi dimenticata. Uno striscione campeggia da quei balconi, per ricordare alla città questa ferita ancora aperta. Sentiamo ora l’esigenza di rivolgerci direttamente al governatore Vincenzo De Luca affinchè sblocchi questa assurda situazione e apra immediatamente la sede preposta di Santa Maria degli Angeli. Anche la procura di Napoli ha aperto un fascicolo sulla “mancata tutela” della Biblioteca dell’Istituto, ormai bene comune della città. Non c’è più tempo da perdere! GOVERNATORE DE LUCA APRA LA SEDE E CANCELLI QUESTO VERGOGNOSO EPISODIO DI CATTIVA POLITICA CHE SI TRASCINA ORMAI DA TROPPO TEMPO! Antonio Luongo

biblioteca, conferenza, filosofia

Salvatore Natoli

Incontro con l’autore Lunedì 6 febbraio 2017 alle ore 17

Donne e scienza

Antonella Cagnolati, Sandra Rossetti (a cura di)

Dall’esclusione al protagonismo consapevole
Collana “Donne nella storia”, Aracne, Roma, 1° edizione 2015, 2° edizione accresciuta 2016
Dialogheranno con le curatrici Paola Boldrini e Fulvia Signani
Il volume propone un percorso di problematizzazione della scienza moderna alla luce della tematica di genere. I saggi presenti segnalano il sessismo della cultura scientifica che limita l’ingresso delle donne nella scienza e compromette la loro carriera, sia come possibilità di accesso ai fondi e agli stanziamenti, sia come loro posizionamento ai vertici della gerarchia professionale. Alla denuncia del problema relativo alle pari opportunità nei luoghi di lavoro si affianca la critica al sessismo presente negli stessi paradigmi e metodi della ricerca scientifica. Una delle caratteristiche del pensiero scientifico sorto all’inizio dell’età moderna e affermatosi nei secoli successivi è da vedersi, infatti, nell’approccio riduzionistico con cui gli scienziati, prevalentemente di sesso maschile, hanno studiato e gestito il fenomeno della vita, concepito come un aggregato di elementi la cui interazione dipende da un funzionamento meccanicistico simile a quello che governa gli orologi e gli altri automi. In contrapposizione a tale approccio, le autrici e gli autori di questo volume prospettano modelli di saperi e di pratiche (l’ecofemminismo, la lotta alla vivisezione, la medicina narrativa e di genere, ecc.) più rispettosi della complessità che caratterizza le forme di vita e più capaci di armonizzarsi con le esigenze di protezione, tutela e cura di cui esse necessitano.

 

Incontro con l’autore Mercoledì 8 febbraio 2017 alle ore 17

… e sullo sfondo la Romagna!

Due eventi storici avvenuti nella Romagna Estense, due sconcertanti vicende storiche unite fra loro dal nome della nobile famiglia dei conti Manzoni

“Il caso Manzoni” di Fabio Mongardi (Parallelo45, Piacenza, 2016)
Romanzo-inchiesta che indaga sulla strage dei conti Manzoni, vicenda tragica avvenuta nella Romagna d’Este nell’immediato dopoguerra. Notte del 7 luglio 1945: in una piccola frazione di Lugo, posta nella bassa Romagna, vengono brutalmente sterminati tutti i componenti della famiglia dei conti Manzoni, grossi proprietari terrieri e lontani parenti dello scrittore Alessandro Manzoni. Per quella strage saranno arrestati alcuni anni dopo un gruppo di ex partigiani vicini al partito comunista. L’eccidio, mai del tutto chiarito, provocò all’epoca forti polemiche e interrogazioni parlamentari. A metà strada fra il noir e il romanzo d’inchiesta, il testo si cala dentro la storia, rievocando, attraverso la voce dei protagonisti, la drammatica atmosfera da guerra civile che ha insanguinato l’Italia di quegli anni. La postfazione al libro è stata scritta da Gian Ruggero Manzoni, parente dei trucidati.
“La Torre” di Gian Ruggero Manzoni (Società Editrice Il Ponte Vecchio, Cesena, 2016)
Uomini d’arme, soldati di ventura, mercenari, inquisitori, spie, cortigiane, streghe, malavitosi, fatti di sangue, d’amore, d’onore o di pura crudeltà nella Romagna e nella Ferrara del Quattrocento. Sette romagnoli che, nel corso della famosa Guerra del Sale, conflitto che vide scontrarsi gli Estensi con Venezia dal 1482 al 1484, furono posti a guarnigione della Torre detta dell’Airone, in località Valcesura, nei pressi di Migliarino, e che vissero un’esperienza epica in cui il mestiere della armi si incrociò con traditori, eretici, una possi­bile giovane strega, la Santa Inquisizione e le truppe mercenarie al soldo dei Veneti; sullo sfondo le invasioni, da parte dei veneziani, di Argenta e Massa Fiscaglia, i canali di Comacchio, le nostre valli, le paludi e il primo braccio del Po, quello di Volano. Sette romagnoli dimenticati, perché popolani di umili origini, che ci riportano a momenti e a luoghi di indubbia fas cinazione e di importante interesse storico e culturale.

Conferenze e Convegni Venerdì 10 febbraio 2017 alle ore 17

Libertà ed eguaglianza – Lectio magistralis

Conferenza di Salvatore Natoli

Coordina Piero Stefani
Con la Lectio Magistralis del professor Salvatore Natoli si apre il ciclo dedicato alla “Libertà”. “Libertà ed uguaglianza” sono due grandi valori che spesso si sono contrapposti, anziché combinarsi in un equilibrio difficile, precario, ma necessario. Nell’esperienza storica del novecento abbiamo assistito all’assalto al cielo dell’utopia di una società giusta che si è trasformata in un regime totalitario che ha negato la libertà. Salvatore Natoli è uno dei più importanti filosofi nell’ambito nazionale ed in campo europeo. Le sue opere, tradotte in tutto il mondo, è da decenni che approfondiscono le questioni attinenti al tema che affronterà nella conferenza del ciclo: la centralità della persona considerata in un contesto sociale, il valore irrinunciabile delle libertà, la continua approssimazione di una società giusta e solidale.
L’appuntamento è stato inserito dall’Ordine dei Giornalisti nel programma di formazione permanente. Per ottenere il riconoscimento dei crediti i giornalisti potranno iscriversi gratuitamente sulla piattaforma Sigef.
A cura di Istituto Gramsci di Ferrara e Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara

 

filosofia

Contro il politicamente corretto

di COSTANZO PREVE

Personalmente considero incondizionatamente positivo che i vecchi sgradevoli “pregiudizi” verso gli ebrei, i neri, le donne e gli omosessuali vengano superati. Se il Politicamente Corretto interdice la manifestazione pubblica del disprezzo verso gli ebrei, i neri, le donne e gli omosessuali questo è bene e non è male. Sono disposto a riconoscere questo dato positivo in modo chiaro, limpido e senza tortuosi equivoci. Mi prendo soltanto l’insindacabile diritto ad assumere in proposito un giudizio storico-dialettico, che non deve ovviamente essere scambiato per approvazione a posteriori dei precedenti “pregiudizi”. Anche l’Illuminismo fu positivo in rapporto alla precedente cultura assolutistica e signorile, eppure Horkheimer e Adorno si sono presi il diritto di criticarlo. Non vedo perché a me deve essere proibito ciò che ad Horkheimer ed Adorno ha dato invece la fama e l’approvazione della tartuferia semicolta degli intellettuali.

La principale caratteristica del Politicamente Corretto è ovviamente quella di impedire che se ne parli in modo non programmaticamente politicamente corretto. È questa una caratteristica di tutti i tabù, per cui parlarne è già violare un tabù, e delle religioni, per cui è già blasfemo parlarne in modo non religioso sulla loro genesi e sulla loro funzione storica.

Facendomi beffe di questo interdetto da pavidi mascalzoni, ne analizzerò ora in due tempi la genesi teorico-filosofica e la genesi storico-sociale. Sebbene la seconda, strutturale, sia più importante della prima, sovrastrutturale, inizierò dalla prima. Il lettore poi inverta l’ordine, se vuole.

La genesi teorica del Politicamente Corretto sta in una delle ennesime prognosi errate cui ci ha abituato la tradizione del pensiero marxista, e più in generale di “sinistra”. Esso si basa sul presupposto che si dice in lingua inglese wishful thinking, e cioè pensiero che scambia i propri desideri per realtà storiche vincenti. Tutti cadiamo ovviamente in questo errore, ma soltanto il pensiero di sinistra ha elevato l’Illusione ad Arte e Scienza.

Le diagnosi illusorie sono moltissime, ma qui ci limiteremo ad analizzarne soltanto due, di cui la seconda in particolare è quella che ci interessa maggiormente in questa sede.

La prima illusione, intrattenuta purtroppo dal Grande Fondatore della Ditta, e cioè Karl Marx, sta in una diagnosi e prognosi del capitalismo basata sulla sciagurata previsione del suo crollo, dovuto ad un insieme di ragioni, che qui sintetizzo in tre, scusandomi per non poter avere ovviamente lo spazio per esporle in modo più decente. Primo, il carattere rivoluzionario anticapitalista della classe operaia, salariata e proletaria, vista come l’avanguardia politicamente organizzabile del lavoro collettivo cooperativo associato, dal direttore di fabbrica all’ultimo manovale, alleata con le potenze intellettuali sprigionate dalla grande produzione industriale, definita da Marx con l’espressione inglese General Intellect. Secondo, la considerazione delle crisi capitalistiche (variamente classificate) non come un fisiologico momento ciclico di ricostituzione delle condizioni di una nuova fase di accumulazione, ma come segnale di incrinamento irreversibile del sistema. Terzo, la presunta incapacità del capitalismo di sviluppare le forze produttive sociali, da cui stagnazione, ristagno e necessità del “cambio di manovratore” della locomotiva, dalla borghesia al proletariato ed ai suoi alleati.

Per farla corta, tutti e tre queste previsioni sono completamente e totalmente errate. Questo non cambia di un grammo e di una virgola il giudizio negativo globale sul capitalismo, almeno a mio giudizio, il che fa sì che io continui a rivendicarmi allievo e seguace della “scuola di Marx” intesa in senso lato. Ma nello stesso tempo ogni minuto sprecato nel congedo da questo insieme di (spiegabili e perdonabili) errori è tutto tempo perduto per elaborare una strategia ed una tattica anticapitalistica di oggi.

La seconda illusione, più grave della prima, permane persino in caso di totale abbandono della prima, in quanto è più radicata e quindi più pericolosa e dura a morire. Si tratta dell’ideologia del progresso, di origine illuministica integralmente e soltanto borghese, già da allora del tutto estranea alle classi subalterne, per cui l’avanti è sempre per principio migliore dell’indietro, e per cui il semplice scorrimento del tempo era sempre e comunque inteso come un progresso. Luxuria è sempre avanti a Ratzinger, per cui non può che avere ragione. Nonostante alcuni rarissimi pensatori critici (Benjamin, eccetera), la religione del progresso è rimasta, ed ancora rimane, l’unica religione popolare della sinistra europea, all’interno di un popolo rimbecillito dai media che non va più in chiesa ed è invitato ad odiare la cultura letteraria e filosofica degli “antichi”, che essendo antichi devono per forza anche essere “sorpassati”.

Da questa penosa religione per deficienti si è sviluppata l’idea per cui il capitalismo può soltanto svilupparsi sulla base del paternalismo maschilista, razzista, omofobo ed antisemita. Rimosso questo bestione conservatore si sarebbe fatto un passo avanti anche verso una società più giusta ed egualitaria.

L’esperienza degli ultimi quaranta anni (1968-2008), un periodo storico abbastanza lungo per permettere già un bilancio di fondo, dimostra esattamente il contrario. In quarant’anni il capitalismo ha liberalizzato il costume, ha contrastato razzismo, omofobia, maschilismo ed antisemitismo (trasferendo però il ruolo dell’antisemitismo all’islamofobia ed ergendo anzi il popolo ebraico a sacerdozio levitico della nuova religione olocaustica globale, “pezzo forte” del Politicamente Corretto), e nello stesso tempo ha creato una società oligarchica in cui le diseguaglianze sociali sono molto maggiori, provocatorie e schifose di quaranta anni fa. È terribile affidarsi ad un medico idiota che scambia l’artrite reumatoide per dolore ai calli.

 

[da Elementi di Politicamente Corretto, ed. Petite Plaisance, 2010]

conferenza, filosofia

Chiude la 11° edizione

Sarà una settimana densa di incontri e di riflessioni per il Festival Filosofi lungo l’Oglio, che si avvia alla conclusione della sua undicesima edizione.

Cinque le tappe che restano per compiere il viaggio nella gratuità intrapreso il 5 giugno a Palazzolo sull’Oglio. Un susseguirsi di «occasioni che educano al pensiero e offrono una rilettura critica e consapevole dell’attualità» – commenta Francesca Nodari, Direttore Scientifico della rassegna.

Marco Vannini, Remo Bodei, Salvatore Natoli, S.E. Cardinale Francesco Coccopalmerio e Maria Rita Parsi sono i grandi ospiti attesi questa settimana rispettivamente a Soncino, Villachiara, Maclodio, Rovato e Orzivecchi.

Relatori che condurranno la riflessione, in linea con il tema chiave dell’edizione 2016, partendo dalla gratuità “senza perché” alla “gratuita assoluta”, passando per la “gratuità dell’amore per Dio” e il significato di “Grazia” per giungere infine all’indagine sul “valore e disvalore” della gratuità.

Durante l’ultimo incontro di domenica 17 luglio, come ormai è tradizione, verrà annunciato il tema dell’edizione 2017 e tracciato il percorso del prossimo viaggio tra luoghi e pensieri.  

GLI INCONTRI DI QUESTA SETTIMANA:

MARCO VANNINI
Senza perché

Martedì 12 luglio 2016 – ore 21.15 
Chiesa Santa Maria delle Grazie
Via F. Galantino – Soncino (Cr)

Marco Vannini è il maggior studioso italiano di mistica speculativa e traduttore dell’intera opera, latina e te­desca, di Meister Echkart. Oltre a Meister Eckhart, ha curato anche l’edizione italiana della Teologia mistica di Jean Gerson (Paoline, Milano 1992); il Libretto della vita perfetta, o Teologia te­desca, dell’Anonimo Francofortese (Newton Com­pton, Roma 1994, poi Bompiani, Milano 2009); le Prefazioni alla Bibbia di Lutero (Marietti, Genova 1997); Mistica d’Oriente, mistica d’Occidente di Ru­dolf Otto (Marietti, Genova 1985); la Spiegazione delle massime dei santi sulla vita interiore di Fénelon (San Paolo, Milano 2002); i Paradossi di Sebastian Franck (Morcelliana, Brescia 2009); Conversione e distacco di Valentin Weigel (Morcelliana, Brescia 2010); in collaborazione con Giovanna Fozzer, il Pellegrino cherubico di Angelus Silesius (Paoline, Milano 1989) e Sapienza mistica di Daniel Czepko (Morcelliana, Brescia 2005); con G. Fozzer e R. Guarnieri, lo Specchio delle anime semplici di Margherita Porete (San Paolo, Milano 1994). Ha diretto la Collana «I Mistici» dell’editore Mondadori, pubblicando una trentina di autori, antichi, medievali, moderni e contemporanei.
Tra i suoi lavori più recenti ricordiamo: Lo Spirito Santo, Morcelliana, Brescia 2012; Nobiltà, a cura di F. Nodari, Massetti Rodella Editori, Roccafranca 2012. Il santo spirito tra religione e mistica, Morcelliana, Brescia 2013; Lessico mistico. Le parole della saggezza, Le Lettere, Firenze 2013; Indagine sulla vita eterna, (con Polidoro Massimo), Mondadori, Milano 2014Storia della mistica occidentale, Le Lettere, Firenze 2015; L’anticristo. Storia e mito, Mondadori, Milano 2015; All’ultimo papa. Lettere sull’amore, la grazia e la libertà, Il Saggiatore, Milano 2015; Vangelo di Giovanni, (a cura di), Garzanti, Milano 2016.

REMO BODEI
Grazia

Giovedì 14 luglio 2016 – ore 21.15
Azienda Le Vittorie
Via Vittorie, 11 – Villachiara (Bs)

Remo Bodei, già ordinario di Storia della filo­sofia alla Scuola Normale Superiore e all’Università degli Studi di Pisa, è professore di Filosofia presso la University of California (Los Angeles). Tra i mas­simi esperti delle filosofie dell’idealismo classico tedesco e dell’età romantica, si è occupato di que­stioni estetiche, di pensiero utopico e di forme della temporalità nel mondo moderno. In una serie di lavori ha inoltre indagato il costi­tuirsi delle filosofie e delle esperienze della sogget­tività tra mondo moderno e contemporaneo, pervenendo a una riflessione critica sulle forme dell’iden­tità individuale e collettiva. Attualmente i suoi studi si concentrano intorno al discorso delle passioni, della storia e delle forme della memoria. Nel 1992 ha vinto il «Premio Nazionale Letterario Pisa» Sezione Saggistica. Nel 2001 gli è stata confe­rita la prestigiosa benemerenza di Grand’Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana. Dal 13 novembre 2015 è socio corrispondente dell’Accademia dei Lincei, per la classe di Scienze Morali, Storiche e Filosofiche.
I suoi libri, che hanno ottenuto un ampio suc­cesso di pubblico e sono divenuti dei classici, sono tradotti in molte lingue. Tra le numerose pubblicazioni, ricordiamo: Destini personali. L’età della colonizzazione delle coscienze, Feltrinelli, Milano 2002; La filosofia nel Novecento, Donzelli, Roma 2006; La passione furiosa. I 7 vizi capitali, il Mu­lino, Bologna 2011; Piramidi di tempo. Storie e teorie del «déjà vu», il Mulino, Bologna 2006, il Mulino, Bologna 2012; Immaginare altre vite. Realtà, progetti, desideri, Feltrinelli, Milano 2013; La civetta e la talpa. Sistema ed epoca in Hegel, Il Mulino, Bologna 2014; Generazioni. Età della vita, età delle cose, Laterza, Roma-Bari 2014; I limiti della fiducia. Politica, ragion di Stato e morale, a cura di F. Nodari, Massetti Rodella, Roccafranca 2014; La filosofia del Novecento (e oltre), Feltrinelli, Milano 2015; Limite, Il Mulino, Bologna 2016. Remo Bodei è Presidente del Comitato Scien­tifico del Consorzio per il Festivalfilosofia di Mo­dena, Carpi e Sassuolo. Collabora con numerosi quotidiani e riviste.

SALVATORE NATOLI
La gratuità assoluta: amate i vostri nemici (Mt 5,43)

Venerdì 15 luglio 2016 – ore 21.15
Centro Sportivo Comunale
Via Molino Emili – Maclodio (Bs) 

Conosciuto come il filosofo dello stare al mondo, Salvatore Natoli si è laureato presso l’Università Cattolica di Milano, in Storia della Filosofia. Già ordinario di Filosofia teoretica all’Università degli Studi Milano Bicocca, Natoli – che annovera tra i suoi maestri Emanuele Severino, Gustavo Bontadini e Italo Mancini – si distingue nel panorama filosofico ita­liano e internazionale per la sua indagine incessante sullo stare al mondo, in serrato dibattito e confronto con il Cristianesimo, approdando ad una nozione di etica del tutto singolare e radicata nell’ontologia, prima che nella deontologia. I suoi libri sono diven­tati dei classici. Tra le sue opere recenti ricordiamo: La felicità di questa vita. Esperienza del mondo e stagioni dell’esistenza, Mondadori, Milano 2000; Il cristiane­simo di un non credente, Qiqajon, Magnano (Bi) 2002; Guida alla for­mazione del carattere, Morcelliana, Brescia 2006; La salvezza senza fede, Feltrinelli, Milano 2007; La mia filosofia. Forme del mondo e saggezza del vivere, a cura di F. Nodari, ETS, Pisa 2007; Edipo e Giobbe. Contraddizione e paradosso, Morcelliana, Brescia 2008; Crollo del mondo, Morcelliana, Brescia 2009; Il buon uso del mondo. Agire nell’età del rischio, Mondadori, Milano 2010; Non ti farai idolo né immagine (con P. Sequeri), il Mulino, Bologna 2011; La fecondità delle virtù, Massetti Rodella, Roccafranca 2011 e in Felicità, a cura di F. Nodari, Massetti Rodella, Roccafranca 2011, pp. 185-202; Antropologia politica degli italiani, La Scuola, Brescia 2014; Perseveranza, il Mulino, Bologna 2014; Kratos. Potere e società, AlboVersorio, Senago 2015.

S.E. CARDINALE FRANCESCO COCCOPALMERIO

La gratuità dell’amore di Dio, ossia la sua misericordia, soprattutto nel messaggio dei Profeti

Sabato 16 luglio 2016 – ore 21.15
Piazzetta Zenucchini – Rovato (Bs)

Alle ore 18, presso la Chiesa S. Maria Assunta, si terrà la S. Messa presieduta da S. E. Cardinale Francesco Coccopalmerio

Il Cardinale Francesco Coccopalmerio è dal 15 febbraio 2007 Presidente del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi.  Ha frequentato il Seminario arcivescovile di Milano studiando, dal 1957 al 1963, presso la Pontificia Facoltà Teologica di Milano e conseguendovi la licenza in teologia. È stato ordinato presbitero il 28 giugno 1962 dal cardinale Giovanni Battista Montini. Ha perfezionato gli studi a Roma licenziandosi nel 1968 in Teologia morale presso la Pontificia Accademia Alfonsiana e conseguendo, nel 1969, il dottorato in Diritto canonico presso la Pontificia Università Gregoriana sotto la guida del gesuita Wilhelm Bertrams. Nel 1976 si è laureato in giurisprudenza presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. L’8 aprile 1993 è stato nominato da papa Giovanni Paolo II vescovo ausiliare di Milano e vescovo titolare di Celiana; è stato consacrato il 22 maggio successivo dal cardinale Carlo Maria Martini, co-consacranti i vescovi Attilio Nicora e Giovanni Giudici. Il 15 febbraio 2007 papa Benedetto XVI lo ha nominato presidente del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi ed elevato alla dignità arcivescovile. Viene nominato membro della Congregazione per la Dottrina della Fede, del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica e del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani il 21 aprile 2012; il 19 giugno 2012 viene confermato presidente del Pontificio consiglio per i testi legislativi, è nominato membro della congregazione delle cause dei santi il 22 dicembre dello stesso anno. Prende parte al conclave del 2013, durante il quale viene eletto Papa Francesco. Tra gli innumerevoli saggio pubblicati ricordiamo: Temi pastorali del nuovo codice, Queriniana, Brescia 1984; La parrocchia. Tra Concilio Vaticano II e Codice di Diritto Canonico, San Paolo, Cinisello Balsamo 2000.
MARIA RITA PARSI
Il valore e disvalore della gratuità

Domenica 17 luglio 2016 – ore 21.15
Palazzo Martinengo, 15 – Orzivecchi (Bs)

in caso di pioggia l’incontro si terrà presso la Chiesa SS. Pietro e Paolo sita nella medesima via
Maria Rita Parsi, psicopedagogista, psicoterapeuta, docente universitaria, giornalista, scrittrice. Lavora a Roma e Milano. Ha fondato e dirige la SIPA (Scuola Italiana di Psicoanimazione). Dal dicembre 2012 è membro del Comitato Onu per i diritti dei Fanciulli e delle Fanciulle, organismo con sede a Ginevra che ha il compito di verificare che tutti gli Stati aderenti alla Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti del Bambino ne rispettino gli obblighi. Ha dato vita alla “Fondazione Movimento Bambino Onlus”, ora “Fondazione Fabbrica della Pace e Movimento Bambino Onlus”, fondazione culturale nazionale ed internazionale per la tutela giuridica e sociale dei bambini, per la diffusione della Cultura per l’Infanzia, per la formazione dei formatori. Dall’8 gennaio 2016 è Membro della Consulta Femminile del Pontificio Consiglio della Cultura, presieduta da S. Em. Cardinal Gianfranco Ravasi.
Svolge da anni un’intensa attività didattica per la formazione dei formatori presso Università, Istituti specializzati, Associazioni private. E’ coordinatrice e didatta presso la Scuola di Specializzazione in Psicoterapia ad orientamento umanistico “Psicoumanitas” dal 2008 ad oggi.
E’ stata insignita dal Presidente della Repubblica del titolo di “Cavaliere al Merito della Repubblica”, con decreto 02/06/1986.
Scrive su quotidiani (Il Giorno), periodici (Oggi, Confidenze) e riviste anche specializzate (Riza Psicosomatica, Educare 0-3). Ha pubblicato più di 50 opere tra saggi, romanzi e ricerche. Tra gli altri: Fragile come un maschio, Mondadori, Milano 2000; Amori imperfetti, Mondadori, Milano 2004; Single per sempre, Mondadori, Milano 2007; Ingrati – la sindrome rancorosa del beneficato, Mondadori, Milano 2011; Doni-Miracoli quotidiani di gente comune, Mondadori, Milano 2012. Ricordiamo inoltre: Onora il figlio e la figlia (con M.B. Toro), Salani, Milano 2006; Maladolescenza. Quello che i figli non dicono (con Mario Campanella), Piemme, Segrate 2014; Le parole dei bambini, Mondadori, Milano 2014; I maschi son così – Penelope s’è stancata, Piemme, Segrate 2016.
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festival, filosofia

Ancora sulla gratuità

Si preannuncia una nuova settimana ricca di appuntamenti da non perdere per gli amanti della filosofia. Tre gli incontri in programma a Erbusco, Orzinuovi e Brescia.

Attesi alcuni dei più illustri esponenti internazionali del pensiero contemporaneo.

Dalla Francia è atteso l’antropologo Marc Augé, esploratore dei “nonluoghi”, dalla Spagna il filosofo Carlos Diaz, uno dei maggiori studiosi del personalismo spagnolo. Chiude la sociologa Chiara Saraceno, una delle sociologhe italiane di maggior fama.

VARIAZIONE AL PROGRAMMA

L’incontro con S.E. Cardinale Francesco Coccopalmerio in programma per venerdì 8 luglio è spostato a:

sabato 16 luglio – ore 21.15
Piazzetta Zenucchini – Rovato (BS)

Alle ore 18.00, presso la Chiesa S. Maria Assunta, si terrà la S. Messa presieduta da S.E. Cardinale Francesco Coccopalmerio.

GLI INCONTRI DI QUESTA SETTIMANA:

CARLOS DIAZ
Etica di Prometeo ed etica della gratuità

Lunedì 4 luglio 2016 – ore 21.15 
Cortile della Pieve di S. Maria Maggiore
Via Castello – Erbusco (Bs)

in caso di pioggia l’incontro si terrà presso la Chiesa S. Maria Assunta sita nella medesima via
Considerato il maggiore esponente del personalismo spagnolo, Carlos Diaz si è laureato in filosofia con una tesi su L’intenzionalità nella fenomenologia di Husserl; quindi in Diritto con la tesi: Il sonno hegeliano dello Stato etico e poi in Psicologia con la tesi: L’intuizione emozionale in Max Scheler. È stato, inoltre, insignito del titolo di dottore honoris causa dall’università Galileo Galilei del Guatemala e dall’università Juan de Viera (Perú).
Conferenziere di fama internazionale ha tenuto interventi nelle università di Spagna, Italia, Francia, Portogallo, Romania, Germania, Messico, Costa Rica, Paraguay – dove è visiting professor –, Perù – dove è professore emerito – Bolivia, Uruguay, Argentina, Brasile, Honduras, El Salvador, Puerto Rico, Ecuador, Costa Rica, Colombia, Messico, Cile, Guatemala (dove è professore onorario), Marocco, etc.
Ricercatore onorario dell’Istituto di Studi Giurisprudenziali e di promozione e diffusione dell’etica giudiziale del Messico dal 2003, Carlos Diaz è tra gli studiosi contemporanei più prolifici del mondo: ha al suo attivo 250 saggi di filosofia, teologia, pedagogia, psicologia, storia del movimento operaio di concerto a innumerevoli testi, prefazioni, articoli. Traduttore dei più importanti pensatori delle principali lingue europee è, a sua volta, tradotto in 10 lingue.
È direttore della rivista Internazionale «Communio» fondata da Hans Urs von Balthasar e della rivista trimestrale madrilena «Acontecimiento»; Presidente dei giovani filosofi spagnoli, Fondatore e Presidente della Fondazione «Emmanuel Mounier» in Spagna, Messico, Paraguay, Argentina e Colombia; cofondatore della Fondazione «Sinergia» (Guatemala). Ha ricevuto numerosi premi nazionali ed internazionali.
Attualmente è direttore accademico dell’Università di Scienze della Famiglia (Guatemala) e professore ordinario di Filosofia nell’università Anáhuac (Messico).

MARC AUGÉ
Per gratuità

Martedì 5 luglio 2016 – ore 21.15
Piazza Vittorio Emanuele II – Orzinuovi (Bs)

in caso di pioggia l’incontro si terrà presso la Chiesa S. Maria Assunta sita nella medesima piazza
Già directeur d’études presso l’École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi, di cui è stato a lungo Presidente, Marc Augé, tra i maggiori africanisti dei nostri tempi, è diventato negli ultimi vent’anni una figura di riferimento anche per un’antropologia della tarda modernità. Etnologo e antropologo di fama mondiale ha elaborato un’antropologia della pluralità dei mondi contemporanei attenta alla dimensione rituale del quotidiano e della modernità.
Ha inoltre focalizzato la sua attenzione su una serie di esperienze contemporanee che attraversano la progettazione urbanistica, le forme dell’arte contemporanea e l’espressione letteraria. Tra le sue opere tradotte di recente ricordiamo: Il metrò rivisitato, tr. it. di L. Odello, Raffaello Cortina, Milano 2009; Un etnologo nel metrò, tr. it. di F. Lomax, Elèuthera, Milano 2010; Straniero a me stesso. Tutte le mie vite di etnologo tr. it. di F. Grillenzoni, Bollati  Boringhieri, Torino 2011; Futuro, tr. it. di C. Tartarini, Bollati Boringhieri, Torino 2012; L’uno e l’altro, gli uni, gli uni e gli altri, tr. it. e cura di F. Nodari, Massetti Rodella, Roccafranca 2013; Etica civile: orizzonti (con L. Boella), a cura di L. Biagi, EMP, Padova 2013; Le nuove paure. Che cosa temiamo oggi?, Bollati Boringhieri, Torino 2013; Fiducia in sé, fiducia nell’altro, fiducia nel futuro, tr. it. e cura di F. Nodari, Massetti Rodella, Roccafranca 2014; L’antropologo e il mondo globale, tr. it. di L. Odello, Raffaello Cortina, Milano 2014;  Il tempo senza età. La vecchiaia non esiste, tr. it. di D. Damiani, Raffaello Cortina, Milano 2014; Un etnologo al Bistrot, Raffaello Cortina Editore, Milano 2015. Nel 2015 è stato insignito della V ed. del Premio Internazionale di Filosofia/Filosofi lungo l’Oglio. Un libro per il presente con il già citato volume: Le nuove paure. Che cosa temiamo oggi?. Marc Augé è, inoltre, membro del Comitato Scientifico del Consorzio per il Festivalfilosofia di Modena.

CHIARA SARACENO
Assumere il rischio dell’azione gratuita: una scelta spesso necessaria

Giovedì 7 luglio 2016 – ore 21.15
Auditorium S. Barnaba
C/so Magenta, 44/A – Brescia

Laureata in Filosofia, Chiara Saraceno ha insegnato Sociologia della Famiglia presso la facoltà di Scienze politiche all’università di Torino. Dall’ottobre 2006 a giugno 2011 è stata professore di ricerca presso il Wissenschaftszentrum für Sozialforschung di Berlino. Attualmente è honorary fellow al Collegio Carlo Alberto di Torino. Chiara Saraceno è una delle sociologhe italiane di maggior fama. Si è occupata di mutamenti familiari e politiche della famiglia, della condizione femminile con particolare attenzione per la questione dei tempi di lavoro, di sistemi di welfare e politiche di contrasto alla povertà. Ha ricoperto numerosi incarichi accademici, anche a livello internazionale, e istituzionali in Italia. Ha partecipato a due commissioni governative sugli studi sulla povertà, la prima, presieduta da Ermanno Gorrieri, voluta dall’allora presidente del consiglio Bettino Craxi, successivamente , dal 1996 al 2001, a quella istituita dall’allora ministro della solidarietà sociale Livia Turco. Tra il 1999 e il 2001 ne è anche stata la presidente. Chiara Saraceno collabora con numerose riviste nazionali e internazionali, con siti quali: lavoce.info, neodemos.it, sbilanciamoci.info, ingenere.it.  È editorialista del quotidiano «la Repubblica». Nel 2005 è stata nominata Grand’ufficiale della Repubblica Italiana dal Presidente Carlo Azeglio Ciampi. Nel 2011 è stata nominata corresponding fellow della British Academy. Tra i suoi numerosi libri, ricordiamo i più recenti: Sociologia della famiglia (con M. Naldini), il Mulino, terza ed. aggiornata, Bologna 2013; Il welfare. Modelli e dilemmi della cittadinanza sociale, il Mulino, Bologna 2013; Eredità, Rosenberg & Sellier, Torino 2013; Il Lavoro non basta. La povertà in Europa negli anni della crisi, Feltrinelli, Milano 2015.

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