lavoro

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Collana OttocentoDuemila – Italia-Europa-Mondo Genere, lavoro e formazione professionale nell’Italia contemporanea a cura di Eloisa Betti, Carlo De Maria I saggi raccolti in questo volume articolano un’indagine del nesso tra lavoro e istruzione tecnico-professionale nell’Italia contemporanea adottando una prospettiva di genere, scelta pressoché inedita per questi temi. Si tratta di lavori che nascono da ricerche originali, caratterizzate dall’uso di un’ampia gamma di fonti (archivistiche, statistiche e a stampa), e che si distinguono nel panorama storiografico per l’intreccio di esperienze settoriali e locali con una più ampia dimensione di carattere transnazionale, nella quale spiccano gli approfondimenti sull’azione dell’Ocse e dell’Unesco.
Nella prima parte è il contesto italiano a essere studiato nelle dinamiche di lungo periodo, mentre nella seconda parte il “caso Italia” è collocato all’interno dello scenario globale e indagato attraverso una molteplicità di prospettive: la mobilitazione femminile, il ruolo del movimento cooperativo.

Argomenti vari, Società

Ballard

A distanza di mezzo secolo si può affermare che la hard science-fiction riposava su un cumulo di illusioni. Nel 2021, anziché svariare su macchine volanti o passare le ferie su Marte o in una colonia extramondo di Ganimede, siamo bloccati a terra nella ruota da criceto di una tecnologia invasiva quanto inetta. Le arditezze dei sociali, invece, in ispecie di Ballard, Dick e Thomas Disch sono andate quasi tutte a segno. E perché? Per colpa dei calcoli sbagliati degli scientisti, certo (mai così sbagliati), e anche perché le illusioni servono a governare meglio. L’illusione dell’auto per tutti, della lavatrice, della plastica, dei frigoriferi e dei viaggi interstellari si è rivelata sempre più una fanfaronata da imbonitore western se non un vero e proprio incubo; anzi, stiamo assistendo a una regressione verso un miserabile tecno-trogloditismo da cui sarà quasi impossibile riemergere.
Aver obliato le antiche saggezze del corpo e dell’anima è stato un errore assai poco scientifico.

Solo alcuni enclavi sopravviveranno conservando un minimo di buon senso. Essi saranno gli Uomini-Libro. A loro è affidata la fiammella della resistenza.

estratto da https://alcesteilblog.blogspot.com/2021/09/fianco-coscia-o-petto.html

autori, politica

Franco Ferrarotti

Professore emerito di Sociologia all’Università di Roma La Sapienza, diret­tore della rivista La Critica sociologica, deputato indipendente al Parlamen­to italiano dal 1958 al 1963, è stato tra il 1948 e il 1960 tra i più stretti col­laboratori di Adriano Olivetti. Insignito del premio per la carriera dall’Acca­demia nazionale dei Lincei nel 2001 e nominato Cavaliere di gran croce al merito della Repubblica nel 2005, per EDB ha pubblicato di recente: Scienza e coscienza. Verità personali e pratiche pubbliche (2014), Elogio del piroma- ne appassionato. Lettura e vita interiore nella società digitale (2015) e Al San­tuario con Pavese. Storia di un’amicizia (2016).

politica

Solidarietà e civiltà

In tempi in cui è sferrato un massiccio attacco al nostro paese non è inutile proporre una delle prime opere di Ardigò che ne recupera le dimenticate origini cristiano sociali

Gramsci ha scritto che « il cattolicesimo democratico… amalgama, ordina,vivifica e si suicida». Secondo l’autore di questo libro tale opinione ri­schia. dopo quasi un sessantennio, di avere valore predittivo se i cat­tolici non riscoprono, oltre la mediazione politica per lo Stato democra­tico. il senso del loro impegno iniziale, ma non integristico né difensivo, nella società civile e nella cultura.

In questa chiave, il pensiero e l’opera di Giuseppe Toniolo, con speciale attenzione al periodo della « grande depressione economica » della fine dell’Ottocento, vengono « rivisitati ». La teoria del primato della ri­forma sociale, e della società civile, sulla politica, in vista di una nuo­va cristianità, esposta dal maggiore interprete del pontificato di Leone XIII. viene messa a confronto, dall’Ardigò, con le principali posizioni contemporanee dei cattolici circa il rapporto fede-politica. E ciò proprio mentre da parte marxista si è scoperto il primato della politica.

Un antologia di saggi programmatici, e una scelta di dieci lettere del Tomolo, il riconosciuto teorico dei cristiano sociali italiani, nonché la ‘ stampa di un dimenticato saggio di Alcide De Gasperi, sul Toniolo e il suo tempo, completano il volume.

ACHILLE ARDIGO’: opere sociologiche da lui composte e curate : « Introduzione alla a sociologia del ’welfare state’» (1977), ■ Classi e strati nel mutamento culturale» (1976). «Famiglia e industrializza­zione» ;1976). «La stratificazione sociale» (1975).È stato tra : promotori e relatori del convegno nazionale ecclesiale su • Evangelizzazione e promozione umana» (1976).

storia

La vera storia della Lega Lombarda

Quello della Lega Lombarda è un mito recente, creato dal Risorgimento romantico. Ma quale è stata la sua “vera” storia? Fu un moto patriottico? Una precoce manifestazione di nazionalismo avant la lettre? O piuttosto un patto nato dalla volontà di proteggere il benessere economico e le libertà politiche conquistati a spese dell’autorità imperiale? In questo saggio uno dei più autorevoli medievisti italiani ricostruisce quella vicenda grazie a un paziente e minuzioso lavoro di documentazione storica. La penna di Cardini restituisce gli avvenimenti, i personaggi, lo scenario sociale ed economico che fu sfondo e motore dei fatti

libri, Primo piano

Accettare, approvare, applaudire

Fonte: L’intellettuale dissidente

Sembra un esercizio di fantasia pessimistica immaginare, in un futuro non troppo lontano, l’edificazione dell’Impero del Bene. Ma l’intellettuale francese Alain de Benoist, nell’ultimo libro La Nuova Censura, Contro il politicamente corretto (Diana edizioni, 2021), ci avvisa che non si tratta affatto di fantasia e ci descrive con dovizia di particolari, come se si trovasse davanti ad un cantiere e osservasse passo passo i costruttori all’opera, come i buoni per autocertificazione stiano preparando il mondo che verrà. La censura non è un fenomeno storico nuovo, ma negli ultimi decenni ha assunto forme nuove. De Benoist ne individua i tre pilastri: l’assoluta convinzione di trovarsi sempre dalla parte del Bene. Ridurre al silenzio, ostracizzare, marginalizzare fino a far sentire indegni di prendere parte al consesso civile, sono le prime azioni che chi si autonomina buono compie nei confronti dell’altro con la scusa di moralizzare la società, che non sarà più ordinata al bene, come in passato, ma al giusto, in un esito paradossale: ultra permissività, perché non si prescrivono più regole di comportamento ai singoli e, al contempo, ipermoralità. All’educazione, che ci coinvolge sia dal punto di vista cognitivo e morale, si sostituisce la delegittimazione del pensiero e dell’azione sulla sola base di cosa non si può dire o fare. Il secondo pilastro è il celebre politicamente corretto; importato da oltreoceano, è
“Un’emanazione dell’ideologia dei diritti, a cominciare dal diritto di avere diritti. (…) La causa profonda del politicamente corretto risiede nella cosiddetta metafisica della soggettività, che è una delle chiavi di volta della modernità”.
Un tripudio di io, che alimenta il narcisismo del risentimento e in una società trasformata nella sovrapposizione di suscettibilità, il paradigma cartesiano del penso, dunque sono – il primo mattone di quella metafisica della soggettività poc’anzi evocata- sembra diventare: mi lamento, dunque sono.
“Lo status di vittima autorizza tutto dal momento che si sa strumentalizzare il politicamente corretto e l’ideologia dei «diritti umani». Razzismo strutturale, sessismo inconscio, omofobia latente; è la tripletta vincente. Non è più l’essenza ma la lagnanza che precede l’esistenza. Il muro delle lamentazioni esteso all’intera società in nome del diritto a far sparire le discriminazioni.”
De Benoist continua affermando che il termine discriminare ha subìto nel corso del tempo uno slittamento semantico peggiorativo per cui non significa più discernere o distinguere, ma indica sempre e comunque un incitamento all’odio. L’intellettuale francese toccherà il punto più volte nel libro, la questione principale del politicamente corretto e della nuova censura: il crollo cognitivo di fronte alla realtà. Stare di fronte alla realtà significa esprimere un giudizio che non è di valore, cioè morale, ma è principalmente di fatto. Significa constatare ciò che è altro da noi, ciò che ci sta davanti e il linguaggio ci consente di individuarlo, di riconoscerlo. Poiché la lotta alle discriminazioni è diventata la priorità dell’azione pubblica, il giudizio di fatto rischia di essere completamente assorbito dal giudizio di valore; si designa realtà non ciò che è, ma ciò che deve essere. Il nuovo Impero del Bene, quindi, sarà edificato sulla confusione tra criteri epistemologici e morali. Terzo pilastro, la censura non promana più principalmente dal potere pubblico, ma dai mezzi di informazione che ne sono diventati i principali vettori. Questo ha determinato la sostituzione dell’intellettuale impegnato con l’intellettuale a gettone, la cui missione, un tempo sintetizzata dalle tre “C”, criticare, contestare, combattere, oggi è sintetizzata nelle tre “A”, accettare, approvare, applaudire. De Benoist continua dicendo che il pensiero unico è prima di tutto conseguenza  

leggi tutto su https://www.ariannaeditrice.it/articoli/l-impero-del-bene

editoria, Primo piano

Afghanistan, la nuova guerra dell’oppio

ISBN 9788865881477

Pagine 96

Formato Brossura – cm 15×21

Casa editrice ARIANNA EDITRICE

Argomento Storia e Controstoria

Collana Un’Altra Storia

Prima edizione Marzo 2016 (1a Rist. Settembre 2016)

Remainder Prezzo € 4,45 50% € 8,90 Aggiungi al carrello

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Un viaggio-inchiesta che conduce il lettore alla scoperta del lato più oscuro e meno dibattuto della guerra in Afghanistan: quello della connivenza delle forze d’occupazione americane e alleate con il business dell’oppio e dell’eroina in nome di una cinica scelta di realpolitik.

Una spregiudicata strategia, orchestrata dalla CIA secondo una pratica operativa attuata dall’agenzia fin dalla sua nascita, che ha provocato il boom della produzione di oppio afgano e del traffico internazionale di eroina, con il coinvolgimento degli stessi militari alleati, italiani compresi.

La conseguenza è una nuova epidemia globale di tossicodipendenza che miete silenziosamente centomila vittime ogni anno, soprattutto in Europa e in Russia.

Chi ha tratto vantaggio da tutto questo? Sicuramente alcune grandi banche che, come ha denunciato l’ONU, sono sopravvissute alla crisi solo grazie ai capitali liquidi frutto del riciclaggio di narcodollari.

Un libro indispensabile per chi desidera capire i retroscena di una guerra crudele e devastante.