editoria

Guido Carli

E’ stupefacente constatare l’indifferenza con la quale in Italia è stata accolta la ratifica del Trattato di Maastricht, rispetto al clamore e al fervore interpretativo che si è potuto registrare in Francia, nel Regno Unito, in Germania, in Danimarca, nella stessa Spagna. La cosa è tanto più difficile da comprendere se si considera che per l’Italia, più che per tutti gli altri paesi della Comunità, il Trattato rappresenta un mutamento sostanziale, profondo, direi di carattere “costituzionale”.

L’Unione europea implica la concezione dello “Stato minimo”, l’abbandono dell’economia mista, l’abbandono della programmazione economica, la ridefinizione della modalità di composizione della spesa, una redistribuzione della responsabilità che restringa il potere delle assemblee parlamentari ed aumenti quelle dei governi, l’autonomia impositiva degli eni locali, il ripudio del principio di gratuità diffusa (con la conseguente riforma della sanità e del sistema previdenziale), l’abolizione della “scala mobile”… la drastica riduzione delle aree di privilegio, la mobilità dei fattori produttivi, la riduzione della presenza dello Stato nel sistema del credito e nell’industria, l’abbandono di comportamenti inflazionisti non soltanto da parte dei lavoratori, ma anche da parte dei produttori di servizi, l’abolizione delle normative che stabiliscono prezzi amministrati e tariffe. In una parola: un nuovo patto tra Stato e cittadini, a favore di questi ultimi.

Ebbene un cambiamento giuridico di questa portata con queste conseguenze, è pasato pressoché sotto silenzio, senza conquistare le prime pagine dei giornali.

G. Carli Cinquant’anni di vita italiana, in collaborazione con P. Peluffo, Laterza, Bari, 1993, pp 412-413, citato da B. Tarquini in La banca la moneta l’usura che citava a sua volta G. Accame Il potere del denaro.

Nota: Il libro naturalmente è esaurito sia su Amazon sia su IBS; se qualcuno lo trova su qualche bancarella…

https://nicolettaforcheri.wordpress.com/2019/04/16/1993-guido-carli-su-maastricht/

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Promesse mantenute

Oggi, 25 marzo, iniziano le spedizioni del quarantottesimo volume di Dumarest: ritorno alla Terra di E. C. Tubb, l’ultimo dei volumi annunciati da molto (troppo tempo) e che rappresenta il mantenimento di una promessa fatta ai lettori che hanno avuto fiducia in noi.

Ora tutti i libri in prenotazione o annunciati da tempo sono finalmente usciti. Le spedizioni del libro conclusivo della saga di Dumarest sono davvero molte: contiamo di concluderle nel giro di una settimana, in modo che entro la settimana prossima tutti coloro che lo hanno ordinato lo ricevano.

Un giorno che ci riempie di orgoglio, raggiunto grazie allo straordinario lavoro del direttore Ugo Malaguti, che è riuscito prima a impedire la chiusura delle collane storiche, e poi, pazientemente, ma con il prezioso e inestimabile aiuto degli amici di Quelli della Fenice ha costruito le basi per un’attività nuova e più intensa, che avrà il suo centro nella Biblioteca, la più prestigiosa delle nostre collane, l’unica rimasta nella sua veste rilegata, con impressioni in oro, cucitura a filo refe, sovraccoperta, nella grande tradizione della nostra editoria, e che è stata onorata dai massimi riconoscimenti nazionali e internazionali.

La notizia che pensiamo farà ancora più piacere ai lettori è che la tipografia di Tallin ha consegnato 20 copie in più della tiratura ordinata, cosa che permetterà di soddisfare un numero piccolo ma importante di lettori ritardatari.

È una bella giornata che vogliamo festeggiare.

Per festeggiare, e poiché il nostro desiderio è di arrivare almeno a 100 volumi della Biblioteca, che sarà ancora la collana portante della casa editrice, abbiamo pensato a una settimana mirata, una bella occasione per chi non ha nella propria libreria alcuni volumi di questa collana per completare il proprio mancolista, nel modo più economico e veloce.

Un primo passo per allargare la platea degli amici della Biblioteca, anche per contarci definitivamente e capire se, come si sta discutendo in questo periodo, esistono spazi e potenzialità per inserire nel ricco programma della novità anche qualche ristampa, o nuova edizione, dei dieci volumi attualmente esauriti.

Ugo Malaguti

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Giacomo Leopardi

In tale filone interpretativo va inserito anche Mario Elisei che, nella sua ultima fatica, Il no disperato, da poco edito da Liberilibri (per ordini: ama@liberilibri.it, 0733/231750, pp. 136, euro 13,00), avanza un’esegesi interessante del pensiero leopardiano. Il volume è arricchito dalla postfazione di Ignacio Carbajosa e da un’Appendice che raccoglie componimenti poetici e prose del recanatese. Il pregio maggiore del libro è di presentare il poeta quale pensatore della crisi: «Grazie alla sua potenza poetica, letteraria, filosofica è riuscito a trasformare la crisi di un individuo […] in un tema universale» (p. 14). Leopardi fu sismografo ante litteram della crisi della modernità. Mentre la cultura e il senso comune del suo tempo esaltavano le sorti progressive dell’umanità, egli che pur aveva attraversato, come puntualmente ricorda Elisei, l’infatuazione illuminista, si rese conto che la liberazione dell’umanità dalle ‘superstizioni’, dai dogmi di fede e dalla Tradizione, non stava affatto determinando l’agognata fuoriuscita dall’alienazione e dall’insecuritas esistenziale ma, al contrario, stava realizzando una forma di alienazione più pervasiva, stava ponendo gli uomini che, della cosa, allora, non avevano contezza alcuna, sotto il dominio della noia e dell’atomismo sociale.

   Il poeta annunciò quel che di fatto oggi sperimentiamo nelle nostre vite: la fine delle illusioni antiche indotta dalla ratio e lesse, nel suo tempo, l’annunciarsi dei germi patogeni sui quali attualmente si regge la società liquida, post-moderna. Così scriveva: «La filosofia moderna non si dee vantare di nulla se non è capace di ridurci a uno stato nel quale possiamo essere felici» (p. 16). L’uomo senza Tradizione, così ben descritto da Leopardi, ha significativamente tratti spirituali che lo accomunano all’ultimo uomo di cui disse Nietzsche: è uomo senza passioni trainanti, vive delle mezze passioni: «del giorno e della notte». Nonostante ciò, Giacomo è ben consapevole che alla vita è consustanziale la speranza: «Noi speriamo sempre e in ciascun momento della nostra vita» (p. 20). Per cui, pur avendo coscienza della crisi, il recanatese resta fondamentalmente aperto al futuro. In questo senso, ci pare di poter asserire il suo pensiero essere l’annuncio di un possibile Nuovo Inizio. Leopardi, quindi, non è riducibile al clichè rivoluzionario, né a quello reazionario. Per comprendere ciò, è necessario, con l’autore, seguire le tappe ideali che Leopardi ha attraversato.

   Dirimente, in tal senso, fu la svolta avvenuta nel poeta nel 1819. Fino ad allora il giovane era vissuto degli ideali prodotti dal mondo ‘antico’: «La mutazione totale in me, e il passaggio dallo stato antico al moderno, seguì si può dire dentro un anno, dove, privato dell’uso della vista […] cominciai a sentire la mia infelicità in modo assai più tenebroso» (pp. 23-24). Da allora, in lui l’ipotesi esistenziale negativa prese il sopravvento, per il sovrapporsi, come nota Elisei, di fattori diversi: fisici (la malattia), psicologici (conseguenze della sua condizione fisica) e culturali. Tra questi ultimi, va indicata l’adesione all’empirismo di matrice lockiana, che lo indusse a rifiutare ogni innatismo, in quanto: «nessuna cognizione o idea ci deriva da un principio anteriore all’esperienza» (p. 35). A questo punto, il principio delle cose, Dio stesso, divenne per lui il nulla. La sua produzione si trasformò in descrittiva accorata del ‘giardino di sofferenza’: tutto soffre, non solo l’uomo. Il dolore stilla perfino sotto l’ultimo filo d’erba, nei prati primaverili. Da d’Holbach, Leopardi fu indotto a pensare all’uomo quale essere esclusivamente corporale, e da Condillac fu convinto a ritenere l’esperire umano riconducibile al solo sentire sensibile. In questo senso, la noia che pervade ogni attimo delle nostre vite, è la risultante del contrasto tra il nostro desiderare, anelante l’infinito, e i dati finiti, sempre deludenti e rinvianti ad altro, attestati dai sensi.

   L’inquietudine che ne consegue è uno stato di malattia, mentre: «il desiderio è l’imprinting del Mistero» (p. 70). Ora, la grandezza del poeta è tutta giocata su questo contrasto, come riconosciuto anche da Carbajosa. Da un lato, con il cuore, con l’esprit de finesse, Leopardi coglie i limiti della ratio, dall’altro sembra compromettere tali acquisizioni aderendo alla logica sensista. Nel canto, Il pensiero dominante, egli difende le ragioni del cuore nel definire l’amore: «Terribile, ma caro/Dono del ciel» (p. 87). Egli utilizza, in tal contesto, il campo semantico del divino per descrivere una realtà terrena capace di farci pregustare il cielo. Cosa significa tutto ciò? Leopardi ha perfettamente compreso che nella vita le cose non sono mai quello che dicono di essere. Sa che il divino si dà solo nella presenza effimera e che sostanzia di sé ogni esistenza. Il divino, essendo il totalmente altro dal positivo, dal dato, dal finito, è ni-ente, nulla di ente. Ogni vivente è costituito della sostanza dei sogni, stante la lezione di Shakespeare, ma in esso balugina la luce dell’origine. La realtà è ‘Misterio grande’, ad essa tendiamo con l’Amore, nella consapevolezza della decadenza del tutto. Il pensiero poetante di Leopardi è domanda aperta che preserva l’enigma del mondo e la sua meraviglia.

http://www.barbadillo.it/81063-libri-il-no-disperato-di-elisei-giacomo-leopardi-pensatore-della-crisi/

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Fruit Exhibition

Torna a Bologna Fruit Exhibition, il market internazionale dell’editoria d’arte indipendente che raccoglie le più interessanti pubblicazioni cartacee e digitali che includono libri d’artista, cataloghi, progetti grafici, riviste, cartotecnica e zine.

La settima edizione di Fruit Exhibition sarà ospitata per la prima volta nella sede dello storico Palazzo Isolani, che si affaccia sulla suggestiva piazza Santo Stefano nota per le sue Sette Chiese. L’evento aperto al pubblico con una selezione di oltre 100 tra i migliori editori indipendenti italiani e stranieri, presenta un programma di conferenze, workshop, mostre e installazioni.

Fruit Exhibition, che nelle tre giornate della scorsa edizione ha attirato un pubblico di oltre 6.000 visitatori, si svolge anche quest’anno in concomitanza con Arte Fiera e Art City, nel fine settimana che ogni anno Bologna dedica all’arte contemporanea, garantendo un importante afflusso di appassionati di linguaggi visivi contemporanei.

 

Come omaggio alla capacità di sorridere degli imprevisti e dei piccoli e grandi paradossi della vita quotidiana, Fruit Exhibition dedica il focus di questa edizione allo humor. Perché in Italia per occuparsi di cultura (e di editoria) è sempre necessario un po’ di buon-umore, perché c’è bisogno di leggerezza, di colori shock, di stupore, di ironia, di satira e anche di humor nella sua accezione viscerale di fluido corporale, forza vitale che trascina al di là della forma e degli stili.

 

Novità di quest’anno, il premio FIP – Fruit Indie Publishing, promosso da Fruit Exhibition in collaborazione con la storica cartiera Favini, e rivolto ai migliori prototipi di libro artistico, progetti editoriali indipendenti e zines. Il concorso è gratuito e rivolto a tutti gli artisti e editori che presenteranno entro il 15 marzo 2019 un progetto editoriale inedito, in formato digitale, che indaghi il tema dello humor e si distingua per la ricerca tecnica e formale in relazione ai contenuti. Scopo del concorso è far emergere la diversità e la vivacità espressiva del settore editoriale indipendente, per incoraggiare e omaggiare tutti gli artisti e creativi che hanno scelto il libro o la rivista come forma d’espressione, in quanto media e oggetto d’arte tradizionale e al contempo d’avanguardia.

Cronòtopo la narrazione della biblioteca attraverso l’arte è invece il progetto che l’artista Cosimo Veneziano ha concepito per l’anniversario di Salaborsa, a partire da una sua residenza nella città di Bologna che l’ha portato a creare manifesti e segnalibri per la storica biblioteca bolognese e realizzare infine, una mostra che si terrà nei giorni di Fruit Exhibition. Le opere che verranno esposte in biblioteca sono l’esito del lavoro che l’artista ha fatto sul luogo, conservando un forte legame con esso e con la sua memoria collettiva.

 

Tra le attività a cui si potrà aderire nei giorni del festival non mancano i workshop, come Indie Paper con Edizioni del Frisco e Francesco Ciaponi incentrato sul fenomeno della rinascita dei magazine indipendenti per concludere con la progettazione e realizzazione di una zine o un magazine a tema libero e rigorosamente analogico; oppure Art Tattoo Shop con Erik Kessels e Chantal Rens dove i due artisti danesi inviteranno i partecipanti a creare e giocare con immagini e collage.

Fruit Exhibition è un progetto di Crudo con il sostegno del Comune di Bologna e di Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, e segnalato da ART CITY Bologna 2019.

 

Press office: Irene Guzman Craighero | press@fruitexhibition.com | ph. +39 349 1250956

Download press kit: www.fruitexhibition.com/press

Per ulteriori informazioni e per consultare il programma aggiornato visitare il sito www.fruitexhibition.com

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Idee Romane

Presentato durante la  17ª edizione di Più libri più liberi, che si è svolta per il secondo anno consecutivo alla Roma Convention Center La Nuvola all’EUR, un progetto che tende a rivoluzionare il settore editoriale.

A fronte di un mercato che vive una crisi che non ha riscontri negli altri paesi occidentali, dove a un’alta produzione di libri corrisponde una bassa percentuale di lettori, che diminuisce anno dopo anno, fa riscontro una presenza massiccia di editori, tra grandi e piccoli circa 1500, con un numero abnorme di titoli pubblicati: 61.188, per un totale di 129 milioni di copie! (dati 2016)

Se consideriamo che ogni anno transitano presso il cimitero dei libri di Santarcangelo di Romagna, via del Progresso n.21, circa 500 milioni copie, per un totale di 10.000 titoli, di cui il 15% finisce al remainder mentre il resto viene inesorabilmente distrutto, appare del tutto evidente che una qualche soluzione vada cercata.

Il progetto che ci è stato proposto dall’ AD de l’Asino Editore è semplice e geniale: il cliente lettore prenota il libro prima che venga dato alle stampe, con la possibilità di intervenire sulla trama, sulla struttura, sul punto di vista del narratore, addirittura sulla scelta dei personaggi, oltre che sul genere: romanzo (più di 60.000 parole), racconto (almeno 2000 parole), novella.

L’esordio di questa nuova forma editoriale ci è stata affidata per una copia pilota per verificarne la reale fattibilità, mentre in piena autonomia abbiamo deciso titolo e copertina. L’editore, non si sa in base a quali valutazioni, ritiene che, come coppia, potremmo rappresentare nella narrativa attuale, ciò che Anne e Serge Golon rappresentarono in quella degli anni sessanta dell’altro secolo.

Noi siamo fiduciosi e ci apprestiamo all’opera.

http://www.900letterario.it/attualita/mercato-editoria-italiana-infografica/

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Geografia politica ed economica

https://www.amazon.it/gp/product/8854846260/ref=as_li_ss_tl?ref=nav_ya_signin&ref_=pe_1372281_337983041&&linkCode=ll1&tag=terzapaginain-21&linkId=fbde245e8b57af22a4357516ed4bde3e&language=it_IT

Il testo consiste in una raccolta di lezioni tratte dai corsi di geografia politica ed economica e di altre discipline territoriali della Facoltà di Scienze Politiche, e intende mettere in evidenza la connessione che si instaura periodicamente tra forme territoriali, teorie della politica e funzioni dell’economia nei vari contesti e alle varie scale dell’organizzazione civile dai primordi alle recenti evoluzioni della globalità.

Chissà se qualche docente utilizza il contributo ministeriale per comprare libri (e poi leggerli); CE NE SAREBBE TANTO BISOGNO!

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Edizioni Della Vigna

La casa editrice Della Vigna, piccola ma apprezzata realtà imprenditoriale di Arese (MI) partecipa a ogni importante appuntamento di letteratura fantastica ed è stata presente anche a Stranimondi, convention che si è tenuta a Milano il 6 e 7 ottobre.
Fondata nel 2007 dall’ex docente di matematica, Luigi Petruzzelli, che ancora oggi guida la casa editrice, ha una gestione familiare, con collaboratori esterni per quanto riguarda le illustrazioni o le traduzioni. Marina Perrotta, moglie di Luigi, è un attivo punto di riferimento delle Edizioni Della Vigna. La grande passione per la fantascienza le è stata trasmessa dai genitori, forte lettrice di autori classici di tale genere (ma anche di biografie di personaggi di storia antica e contemporanea) ama soprattutto Stand Ed Della Vigna la science fiction televisiva e cinematografica a partire dai film in bianco e nero degli Anni ‘50 e ‘60 “con effetti speciali un po’ naif” per proseguire con Spazio 1999, Star Trek e Star Wars. L’incontro ‘fatale’ di Marina, all’ultimo anno di Istituto magistrale con il prof. Petruzzelli (insieme a Marina nella foto accanto) ha fatto il resto. E così dopo il matrimonio e la messa al mondo di due bimbi, ha appoggiato appieno la scelta di Luigi di dare vita alla ‘fantastica’ avventura editoriale.
“La casa editrice – ci ha riferito Marina nel corso di Stranimondi – ha superato oramai i dieci anni e in tale occasione abbiamo fatto una grande festa. Il mio ruolo è dare una Logo Ed Della Vigna mano a Luigi, quando posso, poiché ho già il mio lavoro e il difficile ruolo di mamma. Fondamentalmente leggo e aiuto nella selezione dei manoscritti che arrivano”. Oltre ai Saloni letterari a Marina piace molto frequentare le reunion di fan con noti attori di sf del passato. A settembre ha partecipato alla SpaceCon One di Modena. Qui gli ospiti d’onore sono stati la bella psiconiana Maya alias Catherine Schell, l’attore John Hug ossia il pilota “Manica Rossa” e Sarah Douglas, interprete dell’enigmatica Crisalide Bruna.
“E’ stato bello incontrarli, conversare e cenare con loro – ha evidenziato Marina – . Sono stati tutti molto cordiali. L’evento è stato ben organizzato e Quasar-Demolita sicuramente da ripetere. Frattanto, al momento mi sto rivedendo tutti gli episodi della prima serie”.
Infine, ci siamo soffermati sulle novità in uscita delle Edizioni Della Vigna: a breve sarà pubblicato il numero natalizio di “Quasar”, per il quale è già stata realizzata la copertina con l’albero di Natale. Inoltre, è pronta una riedizione dell’avventuroso romanzo di Ulisse Grifoni “Dalla terra alle stelle” risalente alla fine del 1800 e un romanzo distopico di Pierfrancesco Prosperi, che riguarda un ipotetico nuovo processo di Norimberga. Insomma, nuovi testi di grande qualità da non lasciarsi sfuggire!

Filippo Radogna

L’articolo Marina Perrotta e le Edizioni Della Vigna proviene da Associazione World SF Italia.

editoria

Le origini del Mulino

Mostra documentaria dal titolo Le origini del Mulino (1951-1964)

In occasione dell’anniversario della morte di Giovanni Evangelisti, nel quadriloggiato della Biblioteca dell’Archiginnasio sarà liberamente visitabile la mostra, allestita dalla Fondazione Biblioteca del Mulino in collaborazione con la Biblioteca dell’Archiginnasio. L’esposizione ricostruisce attraverso vari documenti – foto, libri, riviste, carteggi – la vicenda di questa casa editrice e del gruppo che le è collegato, un pezzo importante della storia culturale, poilitica e sociale di Bologna e dell’Italia.
I documenti, provenienti dai 160 metri dell’archivio del Mulino, sono il primo risultato, condiviso con il pubblico, di un importante lavoro di riordino di tutto l’archivio al termine del quale sarà completamente fruibile.

La mostra è il migliore modo possibile di ricordare un uomo che, nei 44 anni del suo rapporto con il Mulino, ha contribuito in maniera determinante a forgiarne la storia. La sede è significativa perché all’Archiginnasio la vedova e i figli hanno donato la preziosa bilbioteca personale di Evangelisti. La donazione verrà ricordata in un incontro di inaugurazione, 2 ottobre alle ore 17.30.

 

Quando

Dal 2 Ottobre al 4 Novembre 2018
dal lunedì al sabato dalle 9 alle 19, la domenica e i giorni festivi dalle 10 alle 14. Giovedì 4 ottobre 10-19.
Ingresso gratuito

Informazioni

Biblioteca dell’Archiginnasio

Tel. 051 276811

ingresso libero

editoria, lavoro, scuola

Scuola e lavoro


Il presente lavoro si pone come obiettivo prioritario quello indicato da Giorgio Fuà ne! suo saggio più recente: “si avverte un bisogno particolarmente pressante di rafforzare la dotazione di statistiche nel campo della produzione dei servizi, ed in primo luogo dei servizi che non hanno un prezzo effettivo su! mercato (corsivo nostro). Tanto per fare un esempio si pensi alla produzione di servizi scolastici: chi deve prendere decisioni in merito le prenderà più oculatamente se dispone di una batteria di informazioni statistiche suite variabili e sulle relazioni che intervengono nella produzione . Potrà servirgli, per esempio, effettuare confronti temporali e spaziali riguardanti la provenienza degli allievi, i tassi dì scolarità, i tassi di frequenza degli allievi, gli orari di insegnamento, il numero dì allievi per classi e per docente, le strutture e le attrezzature disponibili e i! loro grado di utilizzazione, i risultati degli esami, la carriera -degli allievi successiva alla promozione, etc.” (1)
In questa ricerca c’è tutto questo e altra e, per non correre il rìschio di smarrirsi nei mare dei dati, si è organizzata la materia in forma “ipertestua!e” : vale a dire che circa una quarantina di argomenti sono stati approfonditi in schede a parte (opportunamente richiamate nei testo) per non appesantire troppo i! discorso principale. Un congruo numero di grafici e tabelle permette ai più esperti di verificare direttamente i dati esposti ne! testo, che si è cercato di rendere, pur ricercando la precisione nei termini, il meno tecnico possibile.
L’obiettivo secondario, infatti, è di rendere un servizio non solo ad amministratori e personale scolastico, ma anche a genitori e studenti che si trovano alle prese con un sistema scuola-lavoro tuttaltro che integrato e che avrebbero bisogno di informazioni per le quali, di solito, ci sì affida ad improbabili “voci”.
Ciò nonostante questo lavoro non vuole essere una “guida”, ma un “atlante” : la differenza è che, nei primo caso “l’esperto” ti porta per mano dove lui stesso ha già deciso; nel secondo caso le scelte spettano a! singolo individuo, che ne diviene l’unico responsabile.
Come ogni atlante, inoltre, le rappresentazioni sono in scale diverse, dalla più piccola
al!a più grande, sia per non correre il rischio (frequente nelle ricerche locali) di indulgere alla contemplazione dei proprio ombelico, sia per avere sempre ben presente che ormai ogni fenomeno è intrinsecamente collegato con altri, lontani nei tempo o nello spazio. (2 )
Infine due parole su alcune notazioni ironiche (massime, note) che si possono ritrovare nel testo: oltre ad essere a me congeniali la loro importanza ai fini di una maggior comprensione di certe dinamiche sociali è stata evidenziata (a partire dagli anni ‘20 del novecento ) da almeno quattro studiosi in campi diversi: l’antropologo Gregory Bateson, il crìtico letterario Ivlichae! Bachtin, i! filosofo Ludwìg Wittgenstein e lo psicologo sperimentale Lev Vygotskij,(3)
L’AUTORE
Paolo Giatti è nato a Bondeno nel 1947, si è laureato in Lettere nel 1970 e in Scienze Politiche (indirizzo sociologico) nel 1978 con una tesi sul liceo scientifico di Bondeno, dove ha insegnato dal 1974 al 1991. Ha scritto diversi articoli su nuove tecnologie (particolarmente l’informatica) e loro applicazioni nella didattica.

1 Fuà G., Crescita economica. Le insidie delle cifre, I! Mulino, BO, 1993
2 Questo modo di intendere, nato dapprima per spiegare fenomeni ecologico-ciimatici, si sta estendendo un po’ a tutte le discipline (ecosistema).
3 Chi voglia saperne di più su questo argomento può vedere; SCIAVI M., A una spanna da terra, Feltrinelli, MI, 1989

CREDITI

Copertina: Samanta Carlini

Finito di stampare nel mese di settembre 1994 dalla tipografia G.P. servizi di Ponte San Nicolò PD per conto della CDS edizioni

Leggibile qui: http://ricerca.terzapagina.info/

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Le leggi fondamentali della stupidità umana

Scritto originariamente in lingua inglese, “The Basic Laws of Human Stupidity” fu stampato per la prima volta nel 1976 in edizione numerata e fuori commercio sotto l’improbabile sigla editoriale dei “Mad Millers”, i mugnai pazzi. L’autore riteneva che il suo testo potesse essere pienamente apprezzato soltanto nella lingua in cui lo aveva scritto, e per molto tempo declinò la proposta di tradurlo. Solo nel 1988 accettò l’idea di pubblicarlo in versione italiana nel volume “Allegro ma non troppo”, insieme al saggio “Il ruolo delle spezie (e del pepe in particolare) nello sviluppo economico del Medioevo”, esso pure scritto in inglese e stampato fuori commercio dai Mad Millers per il Natale del 1973. Come volume a sé la versione inglese delle “Leggi fondamentali della stupidità umana” è poi stata pubblicata, sempre dal Mulino, nel 2011. Sia in quell’edizione, sia in questa prima italiana viene riproposta in apertura la nota al lettore scritta da Cipolla per l’edizione originale del 1976.

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