editoria

Due patrie

ANTONELLA OLIVIERI

Una biografia in forma di romanzo, dove l’autrice racconta la vicenda della propria bisnonna. Quello di Ermelinda, la protagonista, è un mito da generazioni presente nella sua famiglia. Una donna che fece scelte audaci e controverse per l’epoca e che la portarono ad attraversare l’Oceano, per non fare più ritorno in Italia. «Mi sono calata infine nella storia di quelle scelte audaci, riallacciando un legame che credevo definitivamente interrotto. Ho così ritrovato una parte delle mie radici».

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ISBN 978-88-945210-7-8

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Utopie

http://www.tecalibri.info/B/BARCA-F_futuro.htm

Autore Fabrizio Barca Titolo Un futuro più giusto SottotitoloRabbia, conflitto e giustizia sociale Edizioneil Mulino, Bologna, 2020, contemporanea 291 , pag. 280, ill., cop.fle., dim. 13,5×21,2×1,7 cm , Isbn 978-88-15-28728-1 CuratoreFabrizio Barca, Patrizia Luongo LettoreRiccardo Terzi, 2020 Classe politica , sociologia , scienze sociali , economia , economia politica , paesi: Italia: 2020











editoria

Via dall’Africa

VIA DALL’AFRICA

confessioni di un fotoreporter

DAMIANO ROSSI

BOOKTRAILER

fotografia © Damiano Rossi  –  musica: Tribal War Council, Doug Maxwell

Dieci anni in Africa, poi la fuga in moto per sfuggire alla vendetta di uomini potenti. Doveva diventare il fotoreporter grazie al quale il mondo avrebbe conosciuto la giovane interprete di un film della Disney destinato all’Oscar; invece, ha scoperchiato il vaso di Pandora: abusi su minori e pedofilia. Questo è il racconto della sua esistenza in un’Africa potente di vita, ma anche di ingiustizie, di diritti umani negati e di speranze perdute. Eppure, è stata vita vera. L’unico bianco a giocare a calcio nella seconda serie del Burundi e a salire sul ring del Kampala Boxing Club. Un uomo bianco che non soffre di mal d’Africa, ma che l’ha vissuta fino in fondo.

Prefazione di Michele Barbaro

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ISBN 978-88-945210-6-1

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Editoria USIS

L’opera silente ma efficiente dell’USIS (United States Information Service, poi Agency dal 1953) nell’Italia del dopoguerra

“Per quanto riguarda l’USIS in Italia, l’editoria italiana poté beneficiare delle attenzioni dell’agenzia fin dal principio delle sue attività: dai documenti emerge che già nel 1951 diverse opere furono pubblicate grazie all’intervento statunitense. Solo per citarne alcune, L’igiene mentale nella sanità pubblica di P. V. Lemkau e Imperialismo sovietico: la marcia della Russia verso il dominio del mondo di Ernest Carman per le edizioni Astrolabio; la Cappelli di Bologna pubblicò Storia degli Stati Uniti d’America di Charles e Mary Beard; per Longanesi venne pubblicato Ho scelto la libertà di Viktor Kravchenko; per Bompiani, Dentro l’America di John Gunther. Fra i resoconti delle attività dell’USIS è possibile individuare collaborazioni in Italia almeno fino al 1969. Non tutti i libri venivano inclusi nei programmi di sovvenzione: la diffusione di opere ritenute poco funzionali non era in alcun modo incoraggiata, come poté verificare l’editore vicentino Neri Pozza. Nel 1957 questi chiese l’intervento statunitense per dare alle stampe Common Sense di P. Henry Wicksteed; la risposta dell’agenzia fu affidata ad una lettera della responsabile dell’Ufficio culturale, Gertrude Hooker:
“Mi rendo conto del valore culturale e dell’importanza di una pubblicazione di Common Sense di P. H. Wicksteed in Italia, e al tempo stesso delle difficoltà di ordine finanziario inerenti ad un libro di grossa mole e di non grandi possibilità commerciali. Ci spiace però doverLe comunicare che, non trattandosi di un autore americano, non siamo in grado di fornirLe alcun contributo concreto.”
Pozza riuscì però a ottenere il supporto statunitense per la pubblicazione della collana “Tradizione Americana”: per ammissione dello stesso editore, libri che «nessun editore italiano s’è mai sognato di pubblicare». Titoli come L’uomo di fiducia di Herman Melville o Storia di New York di Washington Irving. Il contributo americano si concretizzava nell’acquisto – a un prezzo di favore – di una percentuale della tiratura di ogni volume oscillante fra il 30 e il 40%: dell’opera La Guerra civile di Miss Ravenel di John W. De Forest (1964) vennero acquisite dall’ente 800 copie su 3.000; per Strade maestre di Hamlin Garland (1965) l’acquisto fu di 800 copie su 2.000; per Storia di New York (1966) di 900 copie su 3.000 di tiratura complessiva.
I titoli pubblicati da Neri Pozza dovevano essere stati ritenuti meritevoli di supporto dagli addetti dell’Operations and Policy Research, un ente che si occupava della verifica dei testi per conto dell’USIA e provvedeva a suddividerli in sei categorie: “Maximum Promotion”, “High level normal use”, “Low level normal use”, “Normal use”, “Conditional use” e “Not suitable”. Le opere che rientravano nell’ultima categoria venivano così descritte:
“Libri mal scritti, di basso livello e lavori che distorcono i fatti e riportano conclusioni non supportate non hanno spazio nel programma. Libri che sono fortemente critici verso gli obiettivi della politica estera degli Stati Uniti sarebbero un intralcio effettivo al programma. I libri che rientrano nella categoria sono quelli che invocano la distruzione delle istituzioni libere, promuovono o rafforzano la propaganda comunista, o sono osceni, di scarsa qualità e sensazionalisti.”
Vita di uno scrittore di Henry D. Thoreau – evidentemente, ben valutato dai revisori americani – venne promosso con solerzia dalla Hooker; nel carteggio con Neri Pozza il funzionario metteva in evidenza la convenienza economica dell’operazione: «Appena possibile la pregherei di farci conoscere i dati e le condizioni necessarie per la stesura di un contratto, tenendo presente che l’USIS ha già provveduto a compensare il traduttore e che quindi Lei non dovrà sostenere a questo riguardo alcuna spesa».
L’agenzia acquistò 700 copie dell’opera e contribuì alle spese di rilegatura. Neri Pozza fece parte del ristretto gruppo di editori che instaurarono relazioni con l’ente americano pur non operando a Milano o Roma, centri nevralgici della produzione libraria italiana. Oltre alla casa editrice veneta, l’USIS ebbe proficui rapporti con il Mulino e Cappelli a Bologna; con Salani e La Nuova Italia a Firenze; con Guanda a Parma; con Nistri-Lischi a Pisa e con Marietti, Taylor ed Einaudi a Torino. Più numerose le collaborazioni con le case editrici milanesi (Longanesi, Mondadori, Bompiani, ecc.) e romane (Opere Nuove, Mundus, Saturnia, ecc.), rapporti che fra il 1951 ed il 1969 portarono alla pubblicazione di oltre 250 opere. La maggior parte delle collaborazioni avvenne nell’ambito del Book Translation Program, ma un numero significativo di testi – almeno 30 fra il 1961 e il 1969 – vide la luce grazie al Public Law 480 Textbook Program. I referenti italiani per l’attuazione di tale programma furono il Mulino, che propose la collana “Classici della democrazia moderna”, e la casa editrice romana Opere Nuove, che grazie al sostegno statunitense pubblicò opere come Ormond il testimonio segreto di Charles Brockden Brown o Vecchio mondo creolo di George Washington Cable. Come negli altri Paesi, la presenza dell’agenzia in Italia si configurava su un duplice livello: agli accordi riservati con gli editori si affiancavano le attività di pubblico dominio, portate avanti tramite gli Information Center presenti su tutto il territorio; questi si occupavano della promozione e diffusione della lettura, proponendosi come un punto di riferimento culturale nelle comunità dove l’accesso ai libri era difficoltoso. In Italia gli Information Center erano 8, a Catania, Firenze, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino e Bari.”

Da L’editoria e la United States Information Agency, di Andrea Marinello.

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Storie di italiani

Formato 13,5×21

Formato 13,5x21 - STORIE DI ITALIANI NEL MONDO

 

M a i s

romanzo

ISBN 978-88-942377-0-2

14 euro

 

L’evocazione di un’epopea della pianura padana dall’Unità d’Italia alla Prima guerra mondiale, che staglia i destini dei protagonisti oltre i conflitti del Novecento.

Le vicende di tre generazioni di braccianti s’intrecciano attraversando la campagna sul fiume Po, le lotte contadine, l’emigrazione avventurosa verso le giungle tropicali del Costa Rica, la Parigi de Le Sacre du Printemps e della modernità, gli stravolgimenti politici e sociali di un secolo.

 

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Il Mulino

La Società editrice il Mulino è stata costituita nel giugno del 1954 per iniziativa del gruppo promotore della rivista “il Mulino”, che aveva iniziato le pubblicazioni a Bologna nel 1951.

Fin dal suo esordio, l’obiettivo dell’editrice è consistito nel contribuire allo sviluppo e alla modernizzazione della cultura italiana, attraverso un programma di pubblicazioni che attingeva significativamente dalle scienze sociali di matrice anglosassone, e che si ispirava a un approccio esplicitamente empirico e riformista. Questa finalità non è mai venuta meno, ed è stata perseguita nell’ambito di una varietà via via crescente di aree disciplinari (storia, filosofia, linguistica, critica letteraria, demografia, antropologia, psicologia, sociologia, scienza politica, economia e diritto).

Sul finire del 1964 divergenze su piano politico provocarono una non ricomponibile frattura fra la proprietà della Società editrice (allora detenuta dalla Poligrafici “il Resto del Carlino”) e coloro che la gestivano. Al termine di laboriose trattative, i redattori della rivista “il Mulino” acquistarono la proprietà della Società editrice, proprietà che trasferivano subito dopo alla Associazione di cultura e politica “il Mulino”, una associazione senza fini di lucro, da essi stessi costituita per gestire organicamente tutte le attività che il gruppo aveva fino a quel momento avviato (incontri, dibattiti, convegni, studi e ricerche, oltre la rivista “il Mulino” e la casa editrice).

Le pubblicazioni del Mulino comprendono un ampio catalogo di riviste, che copre l’intera gamma di interessi dell’editrice, e una ricca produzione di libri dal profilo nettamente differenziato. Una parte dei programmi editoriali infatti è data dai testi di riferimento e di ricerca, rivolti in particolare alla comunità degli studiosi. Un’altra importante direttrice editoriale si identifica nei volumi di carattere strumentale, destinati allo studio e all’insegnamento universitario. Inoltre negli ultimi anni si sono sviluppate particolarmente le collane destinate al pubblico non specializzato, attraverso le quali le ricerche e le acquisizioni culturali più innovative e attuali vengono rivolte alla discussione pubblica, e che hanno contribuito a segnalare il Mulino come uno dei più attivi editori di cultura nel nostro paese.

Nel 2018 la Società editrice il Mulino ha pubblicato 70 riviste, 291 nuovi volumi, 655 tra ristampe e riedizioni. A fine anno i titoli in catalogo erano 6.794.

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Comunicazioni Elara

Alla chiusura delle librerie si deve aggiungere il blocco di molte delle catene on line, che hanno sospeso la raccolta di ordini e le ordinazioni dirette, mentre il nostro distributore per le fumetterie è a sua volta bloccato trovandosi in piena zona rossa, e questo ritarda anche le forniture alle grandi catene on line, attualmente sospese. Dalle ultime indiscrezioni sembra che queste attività di distribuzione possano sia pur gradualmente riprendere, con una limitata riapertura delle librerie e delle fumetterie. Ma questo è ininfluente fino a quando non sarà possibile ricevere almeno B. C., e cioè fino a quando le spedizioni internazionali al sud Europa non saranno ripristinate.

Come se tutto questo non bastasse, le più importanti fiere del settore, Collezionando, Napoli, Reggio Emilia, Vicenza, l’Italcon 2020, e molto probabilmente il Salone del Libro di Torino, sono state sospese o rinviate a data da destinarsi. Anche questo elimina i più importanti canali di vendita.

Grazie all’attività di Poste Italiane, resta come unico canale la vendita diretta per corrispondenza, che stiamo personalmente curando, e che procede regolarmente, con un ulteriore ostacolo, però.

Le vendite dirette immediate sono limitate ai titoli disponibili presso il nostro deposito di Bologna. Il magazzino centrale si trova infatti fuori provincia, quindi al momento non è raggiungibile. Questo significa che i titoli “in rifornimento” potranno subire qualche ritardo, sperando che la data del 3 maggio per la riapertura di questo nuovo confine e per la possibilità di uscire dalle provincie di residenza venga mantenuta, cosa possibile a quanto detto dal presidente della Regione Emilia-Romagna. Nel frattempo, stiamo richiedendo alla Prefettura un’autorizzazione a compiere almeno un viaggio di rifornimento.

Tutte queste misure, che nell’ottica della priorità della salute pubblica sono comunque opportune e auspicabili, hanno creato però una situazione drammatica. Le vendite di marzo hanno segnato un calo del 92% rispetto a quelle di gennaio e febbraio, in primis perché la gente pur avendo tanto più tempo libero e tanto più bisogno di occuparlo preferisce l’ossessionante sequenza dei servizi televisivi e delle chat alla soluzione più semplice ed economica, l’acquisto di un libro, poi perché ci sono alcuni che non effettuano ulteriori acquisti fino a quando non ricevono i libri prenotati, e/o per tanti altri motivi che ciascuno può intuire, tutti condivisibili in astratto ma perniciosi nella pratica..

Senza il più agguerrito manipolo di sostenitori fedeli e generosi, quelli legati alla Lista della Fenice e alla Contrada delle Stelle, e se negli ultimi due anni e mezzo non avessimo recuperato una buona parte del vecchio pubblico, questa situazione eccezionale sarebbe stata il colpo decisivo capace di annientare qualsiasi speranza di recupero e ripresa da parte di una casa editrice fragile ma non quanto può apparire, una casa editrice dalla cui esistenza comunque dipendono più di mezza dozzina di famiglie, quelle di collaboratori e operatori che si sono dedicati con abnegazione a questo lavoro.

La situazione è ancora gestibile solo perché la ripresa rigidamente controllata, la continua sollecitazione dei lettori, spesso male interpretata dai soliti disfattisti, pessimisti ed egoisti che – come è nel loro diritto – non pensano mai alle ragioni o alle difficoltà degli altri ma guardano solo i loro piccoli orizzonti senza neppure tentare di rivolgere lo sguardo oltre – ma che hanno sempre anticipato possibili problemi, gli sforzi di una consistente parte di quel gruppo piccolo ma scelto che ho citato, e che non ha certo colpa di avere fatto una scelta di cuore e di passione e non essere rimasto alla finestra a guardar correre le nuvole, per supportare i nostri sforzi, hanno reso concreta la possibilità di resistere alla tempesta che travolgerà tante, troppe piccole e medie aziende italiane. Anche il metodo dei pagamenti anticipati ai fornitori, sia pure scomodo, sia pure in questo momento abbia prosciugato diverse migliaia di euro, ha impedito un incremento del debito, anzi, lo ha ridotto, tanto che malgrado quanto ho elencato sopra, è possibile resistere, perché il problema maggiore è oggi quello di sopravvivere fino al momento in cui l’emergenza si sarà attenuata di quel poco che permetta una ripresa credibile. Vero, in questo momento ci siamo privati di una somma vicina ai 20.000 euro, più di un 10% del fatturato annuale, per pagare anticipatamente libri che non sappiamo quando potremo ricevere. Il fatto di aver dato vita a una forte ripresa con le sole nostre forze e quelle del pubblico diretto rende questo esborso particolarmente pesante, anche di fronte a oltre il 90% di decremento dei fatturati, ma rende anche possibile affrontare questo periodo emergenziale per tutti, e avere la concreta speranza non solo di sopravvivere, ma di uscire da questa prova finalmente più forti.

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Autopubblicazione

http://www.lulu.com/content/libro-a-copertina-morbida/memorabilia/26099841

la presente pubblicazione è in quadricromia e raccoglie alcuni articoli di interesse generale della testata giornalistica bondeno.com.

Il blog è tuttora attivo all’indirizzo https://bondeno.online/

Dal punto di vista tecnico, la qualità della pubblicazione si può definire soddisfacente (anche se i margini per l’autore sono esigui)

Il procedimento di elaborazione è abbastanza semplice e avviene esclusivamente in linea.

https://memorabiliadiario.wordpress.com/