biblioteca, conferenza

Giornata nazionale del dialetto

lunedì 13 gennaio 2020 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara

Presentazione di Daniele Liberi

Introduce Marcello Girone Daloli
La dicotomia tra scienze naturali e scienze spirituali ha ormai raggiunto il suo limite funzionale: il muro che divide questi ambiti deve essere abbattuto senza rinunciare alle grandi conquiste dell’uno e dell’altro. Già alcune figure importanti della storia della scienza hanno lavorato in questa direzione e, tra le più importanti, vi furono prima Goethe e poi Steiner. E’ possibile rimanere collegati al mondo dell’esperienza sensibile sostenuti da un pensare forte e limpido senza che ciò imponga all’essere umano di percorrere vie vere ma astratte? Può l’uomo conoscere con la forza penetrante dello spirito scientifico capace della moderna e possente tecnologia e, allo stesso tempo, mantenere in questa forza conoscitiva la sua essenzialità umana? Cercheremo in questa serata di toccare alcuni elementi importanti relativi a queste profonde domande.
Daniele Liberi, astrofisico e insegnante della scuola primaria e secondaria, lavora da circa 15 anni presso la scuola Waldorf di Verona e, da 5, presso la scuola Waldorf superiore di Conegliano. Collabora come formatore con l’Accademia Aldo Bargero per la formazione di insegnanti Waldorf e fa parte della redazione della rivista “Arte dell’Educazione”. Il suo percorso di studio nell’ambito antroposofico lo ha portato ad approfondire il percorso gnoseologico di Steiner attraverso l’opera di Massimo Scaligero e del suo allievo Lucio Russo. Collabora da molti anni con il sito Osservatorio Scientifico Spirituale.

Scarica il programma Rassegna di incontri con la spiritualità applicata  

martedì 14 gennaio 2020 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara

Conferenza di Andrea Gatti

Che la creatività possa trovare radice in disagi esistenziali è questione ampiamente dibattuta in termini storici, psicologici e antropologici, e trova spesso avallo nelle stesse biografie di molti artisti, Van Gogh incluso. Cos’ha da dire la filosofia al riguardo? L’incontro vuole offrire uno sguardo sulla figura di Van Gogh come sintesi ed emblema di concezioni estetiche contemporanee che, superando la classica relazione genio e sregolatezza, si concentrano piuttosto sulle strutture logiche del processo creativo.
La conferenza è organizzata in occasione dello spettacolo”Vincent Van Gogh. L’odore assordante del bianco” messo in scena dal Teatro Comunale Abbado dal 16 al 19 gennaio 2020.
Per il ciclo “Libri in scena” a cura dell’Associazione Amici della Biblioteca Ariostea

mercoledì 15 gennaio 2020 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara

Presentazione del libro curato da Marzia Ratti

Presenta Lucio Scardino
Esattamente cent’anni moriva misteriosamente davanti alla stazione di Firenze lo scultore ferrarese Antonio Garella. Nato nel 1863 nel periferico borgo di San Luca, studente presso le Accademie di Bologna e di Firenze, il misconosciuto artista operò prevalentemente in Toscana e in Liguria, dove eseguì vari monumenti. Nella fattispecie, a quelli dedicati a Garibaldi è dedicata la monografia curata da Marzia Ratti, direttrice dei civici musei d’arte de La Spezia, che analizza con acume la sua attività di statuario e scheda vari documenti d’archivio, fotografici e no, pervenuti di recente al Comune spezzino. Scultore prevalentemente realista, con intelligenti echi dello stile Liberty (come evidenziano alcune sculture presso il Cimitero di San Miniato a Firenze), Garella è artista davvero degno di riscoperta critica: la circostanza della ricorrenza del centenario permette di farlo a Ferrara per la prima volta.

giovedì 16 gennaio 2020 ore 16,30

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara

Vita e opere di Thomas Merton, monaco trappista

A cura di Andrea Nascimbeni e Stefano Caracciolo
Il secondo appuntamento di “Anatomie della mente” si occupa dell’autore cattolico americano più influente del ventesimo secolo, Thomas Merton (1915-1968). Personaggio eclettico, di grande spessore umano e spirituale, ha scritto oltre sessanta libri e centinaia di poesie e articoli su argomenti che vanno dalla spiritualità monastica ai diritti civili, alla nonviolenza e alla corsa agli armamenti nucleari. Monaco trappista, negli anni ’60 rappresentò la coscienza del movimento pacifista, riferendosi alla razza e alla pace come le due questioni più urgenti del nostro tempo. Per il suo attivismo sociale Merton subì gravi critiche, sia da parte di cattolici che non cattolici, che assalirono i suoi scritti politici come sconveniente di un monaco. Ne “La montagna dalle sette balze”, l’autobiografia nella quale narra il suo itinerario verso Dio, scrive: “Sono venuto nel mondo. Libero per natura, immagine di Dio, ero tuttavia prigioniero della mia stessa violenza e del mio egoismo, a immagine del mondo in cui ero nato. Quel mondo era il ritratto dell’Inferno, pieno di uomini come me, che amano Dio, eppure lo odiano; nati per amarlo, ma che vivono nella paura di disperati e contraddittori desideri”.
Per il ciclo Anatomie della mente – Conferenze dei Giovedì di Psicologia – Anno XIII, in collaborazione con la Sezione di Neurologia, Psichiatria e Psicologia Clinica della Facoltà di Medicina, Farmacia e Prevenzione dell’Università di Ferrara

Scarica il programma 2020  Anatomie della mente Anno XIII  

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara

VIII Giornata nazionale del dialetto

Nel 2013 l’Unpli ha promosso la Giornata nazionale del dialetto e delle lingue locali e la prima edizione del Premio nazionale “Salva la tua lingua locale” con l’intento di richiamare l’attenzione sullo stato dei dialetti e delle lingue locali. Se è vero che nella nostra regione tanto sta facendo per i dialetti emiliano-romagnoli l’Istituto per i beni artistici culturali naturali, è però necessario che vi siano iniziative che si muovano dal basso come si legge nella pagina web dell’UNPLI:
«Anche un piccolo gesto è importante per contribuire alla salvezza dei dialetti e delle lingue locali d’Italia. Siamo infatti convinti che le piccole azioni, compiute da ogni singola persona, sono fondamentali ed imprescindibili per la salvezza, per la conservazione del patrimonio linguistico locale. E devono essere attuati da ognuno di noi, adesso, perché non possono essere rinviati, pena la scomparsa definitiva delle lingue locali che abbiamo ereditato dai nostri nonni e nonne e dai nostri padri e madri».
Convinti della necessità di rimboccarsi le maniche, Edoardo Penoncini e il Cenacolo di cultura dialettale ferrarese “Al tréb dal tridèl”, organizzano l’evento dialettale dedicato al nostro dialetto e alla poesia in dialetto ferrarese. Tra i momenti che caratterizzeranno il pomeriggio:
– la proiezione di un filmato a cura di Carlo Magri;
– un ricordo di Francesco Benazzi,
tre comunicazioni (sulla storia del nostro dialetto, sui dialetti emiliano-romagnoli, sulla poesia di Alfonso Ferraguti);
due tavole rotonde, di cui una con poeti che hanno pubblicato raccolte in versi negli ultimi anni e una “a tréb con i poeti del Tréb”.
In conclusione il reading: “I poeti leggono i poeti”.
Negli intermezzi Sandro Mingozzi e Mario Montano leggeranno poesie di autori ferraresi.

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Qi Gong e Taijiquan: meditazione in movimento e consapevolezza nel fare

lunedì 9 dicembre 2019 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara

Presentazione di Amedeo Vancini

Introduce Marcello Girone Daloli
La consapevolezza nel fare attraverso il Taijiquan e Qi Gong e la meditazione saranno i temi presentato dagli insegnati ferraresi del Progetto “Qigong e Taijiquan per Ferrara” guidati da Amedeo Vancini. Il progetto è nato per lo sviluppo della pratica del Taijiquan e Qigong, mettendo in evidenza i benefici che derivano, dal punto di vista di benessere e salute.
In questa ottica il libro presentato “Gli Elementi e le Emozioni nel Qi Gong” , tratta del rapporto tra gli elementi e le emozioni dal punto di vista del Qi Gong, antica arte e scienza della salute e di trattamento dell’energia. Milioni di persone nel mondo oggi hanno l’opportunità di sperimentare l’efficacia del Qi Gong nel curare e prevenire malattie, aumentare la vitalità attraverso il raggiungimento di un equilibrio mentale ed emozionale e coltivare il proprio risveglio spirituale.
Amedeo Marcello Vancini, diplomato ISEF, ricercatore e cultore nel campo delle arti marziali pratica, insegna Qigong e Taijiquan a Ferrara e Provincia, attraverso una ricerca sul rapporto corpo-mente, iniziato negli anni ’70. Sviluppa un percorso di esperienze nelle Arti Marziali e nella meditazione (Zen, Chan, Vipassana) che approda alla pratica del Qi Gong e del Taijiquan. Percorso che continua tutt’ora facendo tesoro dell’esperienza della meditazione, sperimentando e proponendo una pratica improntata alla consapevolezza nel fare.

martedì 10 dicembre 2019 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara

Presentazione del libro di Saverio Grandi, vincitore della 66ª edizione del Festival di Sanremo

Una storia tra parole e musica

Dialoga con l’autore Eleonora Rossi
In questo libro Saverio Grandi ripercorre la sua storia, la sua carriera e il rapporto con tutti i musicisti con cui ha collaborato. Dalle prime canzoni alla vittoria a Sanremo, dai progetti solisti alle litigate tra membri di una band, dai brani nati in mezz’ora a quelli che stanno in sospeso per anni… Uno sguardo lucido e appassionato dall’interno del complicato mondo della discografia italiana, dove bisogna avere passione e talento, ma anche fortuna e prontezza di riflessi. Per scrivere canzoni che accompagneranno la nostra vita facendoci sognare.
Saverio Grandi è un “songwriter” emiliano che negli ultimi trent’anni ha messo la sua firma su molta musica italiana di qualità. Oltre trecento canzoni, più di centodieci singoli, qualche milione di copie vendute. Questi i numeri (per difetto) della sua produzione, realizzata insieme a mostri sacri del calibro di Vasco Rossi, gli Stadio, Eros Ramazzotti, Raf, Nek, Luca Carboni, e per artisti come Laura Pausini, Gianni Morandi, Alessandra Amoroso, Emma, Marco Mengoni, Noemi.
In collaborazione con il Servizio Biblioteche e Archivi del Comune di Ferrara

mercoledì 11 dicembre 2019 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara

Proposte di lettura per le festività della Compagnia del libro

A darvi i consigli per impreziosire la vostra lista regali alcuni aiutanti di Babbo Natale d’eccezione: Eleonora Pescarolo, Silvia Lambertini, Alberto Amorelli, Elisa Orlandini e alcune sorprese natalizie!
Se c’è un tema che negli ultimi anni è sotto gli occhi di tutti è quello della pluralità dei modelli familiari. La famiglia, uno degli elementi costitutivi di uno Stato, nel corso della storia ha assunto significati diversi. La famiglia alla quale siamo abituati a pensare è solo una delle tante forme di famiglie che si sono succedute nel tempo. Da sempre si dice che esiste una famiglia che ti viene data in sorte dal destino e una famiglia che ti crei, l’idea di famiglia è un elemento portante di un’immensa fetta di letteratura, basti pensare per esempio alla Famiglia Karnowski di Singer, la Famiglia Winshaw di Coe, l’esilarante famiglia Rabbitte di Doyle, i Buendia di Marquez, la famiglia di Glass di Salinger, i seminali Bandini e Molise di Fante e molti altri.
In occasione del Natale, la Compagnia del Libro cambia il tiro rispetto ai soliti consigli per gli acquisti natalizi, virando sul tema della famiglia e i libri che trattano di famiglie, convenzionali e non. Quindi sotto il nostro albero troverete tanti consigli sia di testi in esame e sia di testi in pillole con cui impacchettare i vostri regali.
A cura della Compagnia del libro di Ferrara

giovedì 12 e venerdì 13 dicembre 2019

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara

Convegno nazionale della Società Italiana di Antropologia Applicata

Coordinano Luca Rimoldi, Giuseppe Scandurra e Sabrina Tosi Cambini
Cosa hanno da dire gli antropologi sulla città e in che modo lo dicono? Quali sono le strade applicative, tracciate o tracciabili, che si rivelano più utili per indagare le conformazioni dell’urbanesimo contemporaneo? E soprattutto in che modo la disciplina può intervenire sulle dinamiche di esclusione e riproduzione della sofferenza sociale che conformano gli attuali assetti urbani? La pratica etnografica può aiutare a rinnovare in modo più inclusivo e democratico le strategie di addomesticamento sociale e di governance della città? Giunto alla sua settima edizione, quest’anno il Convegno nazionale della Società Italiana di Antropologia Applicata (http://www.antropologiaapplicata.com/vii-convegno-siaa-2019/) vuole essere un’occasione di confronto sul tema della città. Ospitate a Ferrara, le tre giornate convegnistiche daranno vita a dibattiti, sessioni scientifiche, tavole rotonde e laboratori dedicati alle dimensioni applicative di un’antropologia capace di confrontarsi con il nesso fondativo tra città e democrazia. Di seguito gli incontri previsti in Biblioteca Ariostea e a Casa Niccolini:

Giovedì 12 dicembre
Sala Agnelli
– 13.00-15.00: “Presidio pubblico o spartitraffico sociale? La scuola come strumento di governance della città eterogenea”, coordinato da Roberta Altin e Roberta Bonetti.
– 15.00-19.00: “Città culturali. Prospettive etnografiche tra archeologia e arte contemporanea”, coordinato da Fulvio Cozza e Benedetto Vertucci, con Alessandro Simonicca.
Teatro Anatomico
-13.00-15.00:  Tavola rotonda dal titolo “Invecchiare nella città. Una sfida contemporanea”, coordinato da Francesco Diodati, Marco Gardini e Marta Scaglioni
Casa Niccolini
– 15.00-19.00: Workshop di Laura Pomari, intitolato “Una città a misura di bambino.. Una città per tutti”. Dal vissuto individuale alla rappresentazione collettiva per re-immaginare uno spazio urbano diversamente vivibile.

Venerdì 13 dicembre
Sala Agnelli
– 13.30-15.30:  “Rifugiati e richiedenti tra spazi urbani e non urbani: processi, dinamiche    e modalità di accoglienza in Italia e nel mondo [seconda parte]”, coordinato da Francesca Declich e Silvia Pitzalis
– 15.30-19.30: “Generare nuovi legami attraverso politiche abitative inclusive”, coordinato da Francesca Bianchi e Alessandro Lutri.
Teatro Anatomico
– 13.30-15.30: Tavola rotonda dal titolo “C’è spazio per gli Urban Studies nel nostro Paese?” Presentazione della collana “Territori” (Ed.it), coordinato da Giuseppe Scandurra e Giacomo Pozzi, con la partecipazione del Comitato Scientifico della collana.

A cura della Società Italiana di Antropologia Applicata       

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Bibbiano e dintorni

lunedì 25 novembre 2019 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara

Intervengono Alessandro Scarsella e Claudio Pasi

L’incontro intende ricordare la figura di Filippo Secchieri nel periodo della sua formazione universitaria. Il corso di laurea in Materie letterarie presso l’Università di Ferrara offriva occasione di scambi di scritti che lo studioso non mancava di offrire ad amici e conoscenti. Si vuol ricordare e far conoscere lo spessore letterario che traspariva attraverso la lettura di lettere e poesie rimaste private. L’intento è la condivisione della testimonianza, un invito a tutti coloro che lo hanno apprezzato ad intervenire e farlo conoscere.
Le letture saranno accompagnate da brani musicali a cura di Luca De Angelis.

Filippo Secchieri (1958-2011) si è laureato a Ferrara con tesi su Clemente Rebora. Studioso di letteratura e poesia lavorava presso la Biblioteca di lettere e filosofia e collaborava come docente e correlatore di letteratura contemporanea presso l’Università di Ferrara. Oltre agli studi di critica letteraria ha pubblicato saggi su: Giorgio Bassani, Thomas Bernhard, Maurice Blanchot, Italo Calvino, Cristina Campo, Aldo Capasso, Luciano Cecchinel, Marina Cvetaeva, Tommaso Landolfi, Alda Merini, Marino Moretti, Anna Maria Ortese, Cesare Pavese, David Maria Turoldo e Michele Vincieri. Principali pubblicazioni: Schifanoia / Corrado Antonietti, Lorenza Meletti, Filippo Secchieri, Marco Tani, Piovan, 1982; Con leggerezza apparente: etica e ironia nelle Operette morali, Mucchi, 1992, Leggere la finzione : percorsi dell’ermeneutica letteraria, Università di Ferrara, 1994; Interpretare la finzione: aspetti dell’ermeneutica letteraria, Edizioni dell’Arco, 1997; Dove comincia la realtà e dove finisce: studi su Alberto Savinio, Le lettere 1998; L’artificio naturale: Landolfi e i teatri della scrittura, Bulzoni, 2006; Configurazioni : frammenti per l’interpretazione, Milella, 2012; Scintillazioni: tutte le poesie, a cura di Jean Robaey, Al.Ce., 2015
A cura del Servizio Biblioteche e Archivi del Comune di Ferrara

martedì 26 novembre 2019 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara

Conferenza di Patrizia Castelli

In occasione dello spettacolo di danza “Gentle Unicorn”, in scena al Teatro Comunale il 26 novembre 2019.
Pochi animali favolosi come l’unicorno o liocorno hanno riscosso, ab antiquo, una grande fortuna nell’ambito filosofico, letterario, araldico, emblematico, scientifico e iconografico. L’ambiguità del suo corpo equino, contrassegnato da un lungo corno conservato nelle Wunderkammern, in realtà un dente di narvalo, è immagine ben nota non solo nell’àmbito della tradizione occidentale. I diversi significati attribuiti durante i secoli a questo fabuloso animale sono indispensabili per comprendere la tradizione culturale che lo ha recepito e trasformato fino a farlo salire, con una sua collocazione scientifica, nei cieli.
Per il ciclo “Libri in scena” a cura dell’Associazione Amici della Biblioteca Ariostea

mercoledì 27 novembre 2019 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara

Lectio Magistralis di Pierluigi Montanari

Introduce Federica Graziadei
Non si può parlare d fenomeni culturali tra la fine del XVI e tutto secolo il XVII senza fare riferimento al Concilio di Trento (1545 – 1563): gran parte dei parametri artistici, religiosi e culturali che avevano caratterizzato la vita del Cinquecento rinascimentale furono sovvertiti. Questa “metanoia”, se si diffuse in gran parte dell’Europa, fu particolarmente evidente a Ferrara che dal 1598 era governata direttamente dalla Chiesa; la pittura di Carlo Bononi fu una delle testimonianze più interessanti di questa mutazione perché riusciva a conciliare una profonda e sentita religiosità con le esigenze della “nuova” pittura. Bononi lavorò indefessamente in tutta l’Italia centro-settentrionale conseguendo ovunque grande fama per la novità della sua tecnica, del suo sentire e della sapienza cromatica. Ne è prova un giudizio di Tito Prisciani, priore della basilica di Santa Maria in Vado che, presentando il pittore ad un amico, scriveva nel 1622: “I colori che il signor Carlo  adopera sono impastati di cuore liquefatto”. Godette della stima dei grandi pittori del suo tempo: del Guercino, dello Scarsellino; il “divino” Guido Reni, per rispetto, rifiutò di ultimare un lavoro che la morte aveva impedito al Bononi di ultimare.
Per “I mercoledì de l’Ippogrifo” a cura del Gruppo Scrittori Ferraresi

giovedì 28 novembre 2019 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara

Presentazione del libro di Maurizio Tortorella

Bambini strappati alle famiglie: uno scandalo annunciato, un business da fermare
Saluto dell’Assessore Andrea Maggi
Dialogano con l’autore Patrizia Micai, Stefania Gallini e Elisabetta Fabbri
Modera Federico Di Bisceglie                
Il libro prende le mosse dall’inchiesta “Angeli e demoni” della Procura di Reggio Emilia, dove amministratori locali del Comune di Bibbiano, assistenti sociali e psicologi sono stati indagati e/o arrestati in base a gravissime ipotesi di reato. Ma “Bibbiano e dintorni” vuole soprattutto essere un grido d’allarme sul sospetto che gli affidi facili possano nascondere un business vergognoso sulla pelle degli innocenti. A ricostruire la vicenda è un giornalista che da molto tempo si occupa di giustizia minorile e più volte ha denunciato gli eccessi dei servizi sociali e la faciloneria con cui troppo spesso procedono agli allontanamenti.
Maurizio Tortorella, già inviato speciale e vicedirettore di Panorama, con Caterina Guarnieri ha scritto Rapita dalla giustizia: il libro (Rizzoli) racconta la vera storia di Angela Lucanto, una bimba che per colpa di un assurdo errore giudiziario è stata sottratta alla sua famiglia per 11 anni. A quel libro si è ispirata la fiction Mediaset L’amore strappato, con Sabrina Ferilli ed Enzo Decaro, che Canale 5 ha trasmesso nella primavera del 2019.

venerdì 29 novembre 2019 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara

A cura di Associazione Evangelica CERBI di Ferrara

Tavola rotonda con Nazareno Ulfo (Insegnante ed editore), Paolo Gioachin (Insegnante di religione cattolica) e Mauro Presini (Insegnante e giornalista).

Introduce Lidia Goldoni (Associazione Evangelica CERBI di Ferrara)
È più che mai necessario affrontare una grande sfida, la cui soluzione sarà decisiva per la causa della civiltà e della prosperità delle future generazioni, una sfida che si gioca soprattutto nel campo dell’educazione, e in particolare della scuola. La sfida è quella di vivere con le più profonde differenze personali, in un’era in cui tali differenze implicano convinzioni fondamentali, visioni del mondo e stili di vita diversi, presenti all’interno delle singole comunità. Un aspetto fondamentale dell’esistenza è la ricerca del significato e del senso di appartenenza. Per la maggior parte delle persone questa ricerca è soddisfatta attraverso le credenze e le visioni del mondo, siano esse soprannaturali o secolari, trascendenti o naturalistiche, che hanno ispirato alcuni dei migliori e alcuni dei peggiori atteggiamenti e comportamenti umani nel corso della storia. Nella moderna era globale, a causa del flusso di persone e idee, le diverse convinzioni e visioni del mondo sono in costante contatto e interdipendenti e, considerato che le forme di interconnessione globale raggiungono velocità, dimensioni e portata senza precedenti, si affacciano problemi urgenti, come quelli della libertà di coscienza, dei diritti, delle responsabilità e del rispetto che costituiscono il fondamento di una “piazza pubblica”, cosmopolita e civile, e delle attitudini di coloro che vorremmo formare come “cittadini del mondo” ed al contempo patrioti nei loro paesi, allo scopo di promuovere la causa di un “mondo migliore” e quindi della civiltà mondiale, contro le forze disgregative e distruttive all’opera anche nel microcosmo quotidiano.
A cura di Associazione Evangelica CERBI di Ferrara

 

biblioteca

Nuovo calendario

lunedì 18 novembre 2019 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara

Insegnamenti di Padmasambhava sui sei bardo

Un completamento al Libro tibetano dei Morti
Presentazione di Patrizia Baldieri
Introduce Marcello Girone Daloli
Padmasambhava fu un maestro tantrico di elevate realizzazioni, vissuto nell’ottavo secolo. In Tibet egli nascose molti preziosi insegnamenti da rivelare alle generazioni future solo quando fosse giunto il tempo giusto per la loro comprensione. Questa tradizione del tesoro nascosto o terma è una peculiarità degli insegnamenti della scuola Nyingma. Il Libro tibetano dei morti è uno di questi terma di Padmasambhava. Arriva ora nella traduzione italiana un altro terma che riguarda non solo il bardo della morte ma tutti i bardo o fasi transizionali della coscienza. La straordinarietà del testo è di mostrare come ognuna di queste fasi sia un’occasione di risveglio spirituale.
Patrizia Baldieri è un’analista junghiana impegnata da anni a studiare il confronto e la possibile integrazione tra i modelli della psicologia occidentale e gli insegnamenti del Dharma. È membro del Cipa e della Laap. Svolge attività didattiche, di supervisione e docenza nella Scuola di specializzazione in psicoterapia. Ha portato il suo contributo su Dharma e psicoterapia in convegni, seminari e conferenze. Allieva di Corrado Pensa e Alan Wallace e di alcuni Maestri tibetani , ha curato la traduzione italiana di un terma di Padmasambhava, considerato un gioiello della letteratura tibetana: La liberazione spontanea, insegnamenti sui sei bardo. Altre traduzioni di insegnamenti sono in via di pubblicazione.

martedì 19 novembre 2019 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara

Il caso dell’antico villaggio egizio di Deir El-Medina

Proseguono gli incontri di SLOW READING dell’Associazione culturale Olimpia Morata con la presentazione del libro di Andrea Trevisani, “Deir el-Medina: nascita, sviluppo e declino di un villaggio di artigiani nell’Antico Egitto“, Edizioni Saecula.
L’autore sarà intervistato da Francesca Mariotti con la partecipazione dell’editrice, Gabriella Gavioli.
Un incontro in cui Andrea Trevisani, egittologo, ci porterà nella storia del sito di Deir el-Medina, che ospitava la comunità operaia addetta alla costruzione delle sepolture regali nella Valle dei Re, dalla fondazione al suo declino (XVI-XI sec. a.C.). Il rinvenimento, in un pozzo del villaggio, di numerose iscrizioni di nomi, affiliazioni familiari, retribuzioni e mansioni, accanto ad altri documenti ritrovati nelle case e nella necropoli, hanno reso questa piccola ma duratura comunità di artigiani uno dei casi d’eccellenza nelle ricerche sul Vicino Oriente antico ed Egitto. Tuttavia, al di fuori della cerchia degli specialisti, di questo villaggio si è scritto pochissimo. Motivo che ha spinto l’autore a stilare questa vera e propria “biografia”, attraverso le diverse fasi di crescita e declino dell’abitato. Il sito archeologico di Deir el-Medina rappresenta un unicum per quantità e importanza dei reperti rinvenuti: iscrizioni, documenti, templi, sepolture, decorazioni e arredi domestici tornano a vivere, raccontandoci il quotidiano di questo villaggio. Rapporti di parentela e sociali, mansioni, attività economiche e artistiche, aspetti culturali e religiosi narrati con intensità e vicinanza tali da farci credere di essere ancora là.
Andrea Trevisani (Udine, 1961) è laureato in Conservazione dei Beni Culturali e si occupa di Egittologia dal 1989. In collaborazione con l’egittologo Mario Tosi, ha affrontato lo studio approfondito del villaggio e della necropoli di Deir elMedina.
A cura dell’Associazione culturale Olimpia Morata

mercoledì 20 novembre 2019 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara

Presentazione del libro di Edoardo Penoncini

Puntoacapo, Pasturana (AL), 2019
Introduce e dialoga con l’autore Zena Roncada
Letture di Cristina Rossi.
«Il desiderio nasce come aspirazione ed intercetta il senso di una mancanza… Si tende a raggiungere ciò che è indispensabile alla vita, ciò che la profuma e le dà colore. In questo modo prende forma e s’addensa il desiderio di poesia di Edoardo Penoncini: come un’urgenza interiore che nasce dal sentirla una sorta di parallela concorrenza alla vita, una sua concomitanza, perché agìta e riscoperta come risorsa del vivere… Non è lingua per strofette e cantilene, il dialetto di Penoncini, neppure litania consolatoria di ninne nanne… Per questo sa trovare le parole anche per la “mufa”, per la rabbia che diventa insofferenza, da non leggersi solo come fastidio ma come insofferenza, permanenza del/nel soffrire». (Dalla Prefazione di Zena Roncada)
Edoardo Penoncini, laureato in storia medievale all’Università di Bologna, ha collaborato con l’Istituto per la Storia di Bologna, con la Rivista di studi bizantini e slavi e con la rivista Scuola e didattica. Ha insegnato Lettere nella Scuola secondaria fino al 2011. Suoi lavori di storia medievale e di didattica della storia sono apparsi su riviste e in volumi collettanei. In versi ha pubblicato: L’argine dei silenzi; Un anno senza pretese; La spesa del giorno; Qui non si arriva di passaggio. Ferrara, musa pentagona; Poesie scelte e dodici inediti; Lungo è stato il giorno; Quell’aria; Vicus felix et nunc infelix. La luce dell’ultima casa; L’occhio profondo; le raccolte dialettali Al fil źrudlà e Scartablàr int i casìt

giovedì 21 novembre 2019 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara

A cura di Associazione Evangelica CERBI di Ferrara

Tavola rotonda con Giacomo Ciccone (Presidente dell’Alleanza Evangelica Italiana), Chiara Mantovani (Scienza & vita Ferrara) e Paola Bastianoni (Università di Ferrara)

Introduce Alfonso Sciasci (Associazione Evangelica CERBI di Ferrara)
Quale famiglia nella società italiana? E’ necessario usare il plurale “famiglie”, o c’è un solo modello di riferimento? La famiglia è oggi al centro di particolare interesse nel dibattito pubblico.
Pur non scadendo nella retorica della famiglia sotto attacco, bisogna però sottolineare e sostenere le peculiarità di questa formazione sociale, basilare al vivere collettivo e civile, dando voce al nostro pensiero e confrontandoci con quello altrui. La famiglia costituisce, più ancora di un mero nucleo giuridico, sociale ed economico, una comunità di affetti e di solidarietà in grado di insegnare e trasmettere valori culturali, etici, sociali, spirituali e religiosi, essenziali per lo sviluppo e il benessere dei propri membri e della società. La famiglia è altresì il luogo dove diverse generazioni si incontrano e si aiutano vicendevolmente a crescere nella sapienza umana e ad armonizzare i diritti degli individui con le altre istanze della vita sociale. Ma è anche il luogo in cui si vive spesso una profonda e segreta sofferenza, abusi, violenze, situazioni che precedono e accompagnano i disorientamenti dell’identità personale, con tutte le loro ricadute sulla società. La scuola, gli ambiti di lavoro, la vita tutta intera risente nel bene e nel male dello stato di salute delle famiglie. È responsabilità comune promuovere iniziative volte al confronto e alla condivisione di buoni vissuti ed esperienze costruttive.
A cura di Associazione Evangelica CERBI di Ferrara

 

biblioteca

Maestri

martedì 5 novembre 2019 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara

Conferenza di Pierluigi Montanari

Introduce Lina Scolozzi
Il padre, dopo una vita di peccato, si converte e vive i suoi anni santamente, ma dannato; il figlio, pur essendosi ravveduto solo negli ultimi momenti, si salva. Bonconte, valoroso uomo d’arme di parte ghibellina, venne ucciso nella battaglia di Campaldino – alla quale partecipò anche Dante – e il suo corpo non venne mai ritrovato.
Pier Luigi Montanari vive e lavora a Ferrara. Laureatosi in Lettere Classiche presso l’Università di Bologna è stato docente di italiano, latino e greco in vari licei dalla città. Collabora da parecchi anni con diverse istituzioni culturali, tra cui la Dante Alighieri e l’Università per l’educazione permanente. Ha pubblicato come opinionista su varie testate italiane e straniere.
A cura della Società Dante Alighieri di Ferrara

mercoledì 6 novembre 2019 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara

Presentazione del libro di Dario Gigli

Edizioni La Carmelina 2019
Nell’estate del 1964, a Settepolesini, piccola frazione del comune di Bondeno, localizzata nella vasta e rada pianura tra il capoluogo e la città di Ferrara, presso la casa colonica del fondo Trevisana, un’aratura particolarmente profonda fece emergere, spezzata in due parti, la stele funeraria dedicata a un personaggio vissuto in quei luoghi circa 1900 anni prima: Tito Giulio Urbano.
Ma cosa racconta la stele e chi era Tito Giulio Urbano?
Il breve racconto dello scrittore Dario Gigli ci svelerà una vicenda storica, ambientata in provincia di Ferrara, poco conosciuta ma incredibilmente affascinante.

giovedì 7 novembre 2019 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara

Presentazione del libro di Antonella Iaschi

Ludo Edizioni, 2019
Introduce Enrico Trevisani (CEF), dialoga con l’autrice Roberto Roda
“Quando la luna si specchia nell’acqua, le Anguane si recano alle fontane e lavano i vestiti della povera gente. Sono donne bellissime anche se hanno i piedi di capra girati all’indietro…”
Il romanzo di Antonella Iaschi, attinge al folklore e all’etnografia per costruire una storia di sentimenti, affetti e complicità fra donne. È una vicenda di formazione e maturazione femminile, scandita in filigrana da un racconto della tradizione orale alpina, quello delle anguane, che da il titolo al libro. La vicenda di Giulia, la  protagonista del romanzo, l’amicizia con Gloria, permette all’autrice di attraversare una  parte consistente della storia del ‘900, disegnando una serie di “commedie umane”, che affiancano e intersecano la storia principale. Le anguane diventano nella immaginazione di Giulia, una adolescente “difficile”, il motore per importanti e non facili scelte di vita e di emancipazione. Tutte le vicende, che nel romanzo si incrociano, delineano una cartografia che,  nel genius loci di una fonte alpina in cui le anguane parrebbero occultarsi, definisce il suo centro geo-narrativo: dalle malghe friulane il racconto seguendo i suoi personaggi, si irradia verso Parma e la Pianura padana, emigra negli Stati Uniti, per tornare infine, dopo un secolo, là da dove era partito.
Antonella Iaschi è nata a Parma nel 1956.Attualmente vive fra il Friuli e la Calabria. È autrice di raccolte poetiche, romanzi e testi teatrali. Fra i numerosi lavori pubblicati si ricordano: “Vorrei che fosse Pace”, poesie (1994); “Nuove foglie per terra”, poesie, (1995); “Gentili care persone”, testimonianze di un’esperienza umanitaria durante la guerra Jugoslava (1996); ” Respirando”, poesie (1996); “Non è tempo per tacchi a spillo” (2001); “La cavalla delle onde” (2006); “Parigi per sempre” (2010); “Coulisse” (2016), “La malga spiegata agli adulti”(2017); ecc.
A cura del Centro Etnografico del Comune di Ferrara

venerdì 8 novembre 2019 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara

Conferenza di Giuliano Sansonetti e Piero Stefani

Perché una conversazione su Levinas e Chouchani? Emmanuel Levinas è ormai un maestro riconosciuto, il cui pensiero è universalmente noto e le cui opere sono tradotte in tutte le maggiori lingue del mondo. Per farsene un’idea basta leggere Cecità morale, l’ultimo libro tradotto di un altro grande maestro contemporaneo: Z. Bauman, il teorico della “modernità liquida”. Nel libro infatti  la lezione del filosofo lituano, naturalizzato francese, viene continuamente richiamata. Levinas vi compare insomma come il maestro di un maestro. Altrettanto si può dire del rapporto tra Levinas e Chouchani, con la differenza che ciò che sappiamo di quest’ultimo, ci è noto soprattutto da ciò che ne dice Levinas e qualcun altro, perché Chouchani – come altri grandi maestri– non ha lasciato niente di scritto. Da Levinas e da questi pochi altri sappiamo del fascino e della grandezza del suo insegnamento. Di lui ha detto lo scrittore Premio Nobel per la Pace Elie Wiesel: “il Rav Chouchani è uno di quegli uomini che ti accompagnano, che ti inquietano e che ti abitano nel corso degli anni, senza dubbio fino al termine dei tuoi giorni”. Non è questo il proprio dei veri maestri?
Incontro conclusivo del ciclo “Maestri” a cura dell’Istituto Gramsci e dell’Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara

biblioteca

Il dio splendente

lunedì 28 ottobre 2019 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara

Presentazione del libro di Stefano Arcella

I Misteri romani di Mitrha fra Oriente e occidenteConferenza di Stefano Arcella

Introduce Marcello Girone Daloli

Incontri con la spiritualità applicata
Un nuovo testo che amplia l’orizzonte della ricerca su molteplici aspetti del mithraismo romano che in precedenza non erano mai stati affrontati, ad esempio la posizione della donna nei Misteri romani di Mithra; l’assimilazione sincretistica, epigraficamente documentata, di Mithra al dio orfico Phanes – il dio splendente – e l’influenza dell’orfismo greco sul nuovo culto romano e misterico di Mithra; la concezione di Mithra demiurgo e l’influenza della filosofia di Platone sulla concezione di Mithra quale mesìtes, mediatore fra umano e divino; il rapporto fra mithraismo romano e dottrina della metempsicosi, alla luce dell’interazione fra teologia iranica e filosofia greca, con particolare riferimento al pitagorismo e all’orfismo e alla loro influenza sul pensiero platonico.
Stefano Arcella, saggista, studioso delle “religioni” misteriche nel mondo greco-romano, con particolare attenzione ai Misteri di Mithra e, in generale, ai culti solari in età imperiale romana. E’anche uno studioso del Neoplatonismo rinascimentale e del pensiero esoterico del Novecento europeo, con particolare attenzione al pensiero di Rudolf Steiner, Julius Evola, Giovanni Colazza, Massimo Scaligero, Pio Filippani Ronconi. Collabora con molteplici riviste culturali nazionali ed è stato relatore in molteplici convegni di studi. Ha pubblicato, fra l’altro: I Misteri del Sole. Il culto di Mithra nell’Italia antica (Controcorrente, Napoli, 2002). Misteri Antichi e Pensiero Vivente, Controcorrente, Napoli, 2016.

Il Po cerniera dei traffici nell’antichità

martedì 29 ottobre 2019 ore 16

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara

A cura dell’ Accademia delle Scienze di Ferrara

L’Accademia delle Scienze di Ferrara per l’avvio delle attività autunnali propone un pomeriggio di studi dedicato alla storia del fiume più lungo e importante del nostro Paese e al ruolo socio-economico che ha rivestito nell’antichità. Un incontro suddiviso in quattro conferenze che cercherà di esaminare alcuni degli aspetti più rilevanti di un corso d’acqua che nel corso dei millenni ha modificato la morfologia del territorio e di conseguenza anche la vita degli abitanti delle zone che il fiume ha attraversato.
Relatori:
Stella Patitucci, Il Po e le vie d’acqua dell’Etruria Padana: aspetti archeologici;
Paola De Santis, Spina e il commercio delle anfore nell’Etruria Padana;
Giovanni Uggeri, Diramazioni fluviali e traffici nell’Etruria Padana: aspetti topografici;
Annapaola Mosca, Il Po dall’Adriatico alle Alpi centro-orientali in età romana: dati archeologici e topografici.

Cultura, humanitas e formazione: fattori di sviluppo della creatività aziendale

mercoledì 30 ottobre 2019 ore 15

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara

A cura di AIF Associazione Italiana Formatori Emilia-Romagna

Alessandro Chili, Galileo Dallolio, Paolo Rebaudengo di olivettiana.it dialogano con AIF Associazione Italiana Formatori Emilia-Romagna sulle biografie di:
Renzo Zorzi, responsabile dell’identità culturale Olivetti dal dopoguerra al 1986
Natale Capellaro, ex operaio poi direttore generale in Olivetti, inventore delle prima calcolatrice scrivente
Pier Giorgio Perotto, inventore del primo personal computer al mondo, la P101 Olivetti.
L’incontro verte sull’importanza di proporre all’attenzione collettiva esperienze tratte da grandi realtà come la Olivetti. I personaggi qui raccontati rappresentano un grande esempio di come stimolare la crescita nei collaboratori e creare le condizioni perché essi possano contribuire in maniera sostanziale allo sviluppo dell’azienda anche dopo la scomparsa dei fondatori, sia una delle chiavi più importanti per il progredire delle attuali realtà aziendali.
A cura di AIF Associazione Italiana Formatori Emilia-Romagna

Storia sociale della bicicletta

giovedì 31 ottobre 2019 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara

Presentazione del libro di Stefano Pivato

Il Mulino, 2019
Dialogano con l’autore Antonella Cagnolati (Università d Foggia) e Gian Paolo Borghi (etnostorico)
L’evoluzione sociale, politica e di costume del nostro paese attraverso il mezzo di trasporto più economico, ecologico e popolare. «Traverso le viti di una bicicletta si può anche scrivere la storia d’Italia»: l’affermazione non è di uno storico ma di uno dei più blasonati giornalisti, Gianni Brera. In una storiografia in gran parte rivolta alla ricostruzione di personalità, battaglie e idee politiche, l’osservazione non poteva che essere avanzata da un personaggio al di fuori dell’accademia: la bicicletta non risulta infatti possedere i quarti di nobiltà sufficienti per assurgere a oggetto di studio da parte degli storici. Eppure la sua comparsa, verso la fine dell’Ottocento, annuncia la modernità e ne diventa un simbolo. Andare in bicicletta è di fatto un allenamento mentale e muscolare ai ritmi della nascente civiltà industriale. La velocità delle prime biciclette che sfrecciano per le vie cittadine creando paura e sconcerto evoca però anche la libertà e la leggerezza del volo. Racconti, romanzi, poesie esaltano all’unisono la «nuova amica che ci dà le ali per sollevarci al di sopra delle meschinità del mondo».
Stefano Pivato insegna storia contemporanea all’Università degli Studi di Urbino. Fra i suoi libri più recenti pubblicati con Il Mulino: I comunisti mangiano i bambini. Storia di una leggenda, Il Mulino, 2013; Favole e politica. Pinocchio, Cappuccetto rosso e guerra fredda», Il Mulino, 2015 e, con Marco Pivato, I comunisti sulla luna. L’ultimo mito della rivoluzione russa,Il Mulino, 2017. E’ stato fra i primi storici italiani a occuparsi di storia dello sport. Vari i saggi e i libri dedicati al tema: fra questi; Storia dello sport in Italia (con Paul Dietschy), Il Mulino, 2019

biblioteca

Ricordo di Claudio Varese

Incontro con l’autore lunedì 21 ottobre 2019 ore 17

Con gli occhi del dopo – Vol. 2 “La penna prestata”

Presentazione del libro di Tommaso La Rocca

SUSIL Edizioni, 2019
Dialogano con l’autore Luce Tommasi e Daniele Lugli
Interventi musicali di Stefano Bottoni, Sergio Rossoni e Andrea Poltronieri
Letture a cura di Roberta Marrelli
Introduce e modera Fausto Natali
Questo secondo libro è la continuazione del primo, con la particolarità di fissare questa volta gli occhi più volte incrociati, numerosi, nel corso degli anni: volti del Paese e volti di paese, volti di cose e volti di persone. Del Paese il volto fisico, il volto storico, il volto culturale. Delle persone il volto umano, quello morale, religioso, politico: volti turbati, stanchi, pigri, furbi, cattivi, minacciosi, incutenti timori veri o finti, volti sfregiati da cicatrici talvolta fisiche, talvolta psicologiche e morali; volti tranquilli, sorridenti, divertiti, delusi, tristi, sereni e seri, preoccupati e pensosi, volti di poveri dignitosi e di ricchi ignobili; volti chiari e volti ipocriti. C’è una spia che può rivelarli tali: gli occhi. In questi specchi dell’anima puoi vedere riflessi sincerità, lealtà, franchezza, buona fede, onestà, autenticità, verità oppure doppiezza, f alsità, finzione, ipocrisia, malizia, reticenza, fariseismo, simulazione, duplicità, fintaggine.
“La penna prestata”, analogamente a quello precedente, è la registrazione fedele delle voci della tradizione orale, riservando prevalentemente più attenzione ai volti delle persone e a quello del loro contesto temporale e spaziale, di cui fanno parte anche le cose, che sono il volto del paese.
Durante l’incontro sarà proiettato il foto-film “Immagini di volti nella memoria”, montaggio di Nicola Alessandrini e colonna sonora di Sergio Rossoni.

Incontro con l’autore martedì 22 ottobre 2019 ore 17

La cascina nella nebbia

Presentazione del libro di Barbara Gherman

ArgentoDorato edizioni, Ferrara, 2019
Dialogherà con l’autrice Francesca Mariotti, presidente dell’Associazione Olimpia Morata
Lettura recitata di alcuni brani da parte di Roberto Gamberoni.
Questo romanzo è il quarto della serie “La pensione di Gianni e Anella” ideata dall’autrice che da una piccola pensione condotta da marito e moglie fa nascere le storie dei suoi protagonisti. Piacevole l’ambientazione, tra Ferrara, Bologna e i Lidi comacchiesi, essendo Porto Garibaldi il luogo da cui tutto inizia. Elisa, nuova protagonista, giunge alla pensione per una vacanza, in anticipo di un giorno sull’arrivo del fidanzato. Al suo arrivo la camera non è pronta, siede nell’atrio. Per ingannare l’attesa telefona al fidanzato, curiosa nei locali della pensione, si guarda intorno. Sarà la vista di un quadro a catalizzare la sua attenzione: il dipinto le procura un particolare turbamento al quale Elisa cercherà di dare una spiegazione. L’alone di mistero legato al quadro provocherà in lei diverse emozioni turbandola per tutta la notte. All’alba giungerà a chiudere in modo definitivo un periodo particolare d ella sua vita, al quale non era mai riuscita dare un significato soddisfacente. L’incontro con una deliziosa signora, durante i suoi spostamenti di lavoro, la porteranno a decidere ed a cambiare la propria vita… con un pizzico di mistero!
Nell’ambito del Progetto di SLOW READING a cura dell’Associazione culturale Olimpia Morata

Conferenze e Convegni mercoledì 23 ottobre 2019 ore 17

Ricordo di Claudio Varese (1909-2002)

Coordina Gianni Venturi

La figura di Claudio Varese che oggi si commemora è tra le più interessanti nella cultura del secolo scorso. Sardo d’origine, si lega ad un gruppo di intellettuali della Scuola Normale Superiore di Pisa dove compie i suoi studi. Si reca a Ferrara alla fine degli anni ’30 del secolo scorso dove insegna all’istituto magistrale e unisce all’impegno didattico un’altrettanto forte impegno politico e antifascista partecipando con molti intellettuali ferraresi e no, tra cui Giorgio Bassani, Antonio Rinaldi, Giuseppe Dessì, alla vita culturale della città. Di seguito lasciato l’insegnamento secondario, intraprende la carriera accademica prima ad Urbino poi definitivamente a Firenze. Cittadino onorario di Ferrara lo si ricorda come esempio di grande onestà intellettuale capace di unire in modo singolare eticità e cultura.
Sono chiamati ad illustrarne la vita e le opere alcuni dei suoi più importanti collaboratori e allievi: Giorgio Cerboni Baiardi dell’Università di Urbino, Gianni Venturi dell’Università di Firenze, Anna Dolfi dell’Università di Firenze, Marco Ariani dell’Università di Roma.
Per il ciclo “Anniversari” a cura dell’Istituto Gramsci e dell’Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara

Eventi giovedì 24 ottobre 2019 ore 17

Società Dante Alighieri

Apertura anno sociale

Introduce la presidente Cristina Pellicioni
Coordina Lina Scolozzi
Anche quest’anno, come di consueto, la Biblioteca Ariostea ospiterà l’iniziativa di apertura del nuovo anno sociale del prestigioso sodalizio ferrarese fondato nel 1897 da Pietro Niccolini, che ne fu Presidente fino al 1932. La Società Dante Alighieri, fondata nel 1889 da un gruppo di intellettuali guidati da Giosuè Carducci, si pone l’obiettivo  di «tutelare e diffondere la lingua e la cultura italiane nel mondo, ravvivando i legami spirituali dei connazionali all’estero con la madre patria e alimentando tra gli stranieri l’amore e il culto per la civiltà italiana».
Durante l’incontro sarà presentato il volumetto “Premio Dante” a cura di Lina Scolozzi e interverranno i “Giovani della Dante” coordinati da Raffaela Pedricelli.
In conclusione, Giovanni Bergamasco, allievo del maestro Daniele Borgatti, eseguirà al pianoforte musiche di Schubert e di Ravel.
A cura della Società Dante Alighieri di Ferrara

Incontro con l’autore venerdì 25 ottobre 2019 ore 17

Una meravigliosa solitudine

Presentazione del volume di Lina Bolzoni

L’arte di leggere nell’Europa moderna
Einaudi, 2019
Ne parla con l’autrice Benedetta Craveri
Una storia della lettura come dialogo con i libri, o meglio con gli autori,  dove il libro diventa un corpo, una persona. Nel racconto di alcuni importanti lettori compresi tra la fine del Medioevo e i secoli del Rinascimento (Petrarca, Boccaccio, Erasmo da Rotterdam, Machiavelli, Montaigne, Tasso) l’esperienza della lettura  si configura come una sorta di viaggio, in cui  l’incontro con  l’autore si traduce nel riconoscimento del proprio io più segreto. Sullo sfondo di questi personaggi  si aprono gli spazi delle biblioteche, teatri  nei quali si celebrano i piaceri e i riti della lettura, spazi ideali che disegnano attraverso la passione del collezionismo  l’autobiografia degli autori.
A cura dell’Associazione Amici della Biblioteca Ariostea

Incontro con l’autore sabato 26 ottobre 2019 ore 11 in sala Barotti (ex Sala Falcone)

Franca Mancinelli

Una delle voci più convincenti della poesia contemporanea

Conversano con l’autrice Angelo Andreotti e Giuseppe Ferrara
Secondo appuntamento del mese di ottobre con “Canoni in-versi”, un ciclo di conferenze nel quale i poeti invitati mettono in gioco la propria poesia mostrando il cantiere nella quale si è formata.
Con Franca Mancinelli (Fano 1981) si parlerà della genesi e dello sviluppo del suo percorso poetico, partendo da Mala Kruna (Manni, 2007) e Pasta Madre (Nino Aragno, 2013 – con una nota di Milo De Angelis), entrambi poi confluiti in A un’ora di sonno da qui (Italic Pequod, 2018), per finire con Libretto di transito (Amos, 2018). Sarà un’immersione nella sua poesia, intesa come “possibilità di tornare dove ogni cosa è nel suo stato nascente”, e soprattutto come una disciplina “che porta il proprio io a farsi da parte, in una sorta di assenza che è insieme una presenza potenziata, perché tesa alla massima intensità di ascolto e di attenzione”. Forse capiremo che il lavoro del cameriere e del poeta hanno punti in comune, e che si scrivono versi “con la stessa cieca con sapevolezza con cui si nuota”.
Franca Mancinelli  è nata nel 1981 a Fano dove vive. Oltre alle pubblicazioni appena indicate, è inclusa in diverse antologie, tra cui Il miele del silenzio. Antologia della giovane poesia italiana, a cura di Giancarlo Pontiggia (Interlinea, 2009); La generazione entrante. Poeti nati negli anni Ottanta, a cura di Matteo Fantuzzi (Ladolfi, 2011); Nuovi poeti italiani 6, a cura di Giovanna Rosadini (Einaudi, 2012). Collabora con riviste e periodici letterari tra cui «Poesia».
Nell’ambito della rassegna “Canoni in-versi” a cura del Servizio Biblioteche e Archivi del Comune di Ferrara.

Scarica la locandina Franca Mancinelli

biblioteca

Il passeggiere disingannato

Incontro con l’autore lunedì 7 ottobre 2019 ore 17

Il passeggiere disingannato. Guide di Ferrara in età pontificia

A cura di Ranieri Varese

Le Lettere, 2018
Ne parlano con il curatore Francesca Cappelletti, docente di storia dell’arte presso l’università di Ferrara e  Fiammetta Sabba, docente di Storia della Bibliografia e delle biblioteche dell’Università di Bologna.
Il volume analizza il tema, locale ma di valenza generale, delle guide di Ferrara e della loro rappresentazione della città durante il periodo del governo pontificio. Le ‘guide’ sono lo strumento che la classe dirigente cittadina utilizzava per dare rappresentazione di sé e del proprio governo ai viaggiatori e ai propri concittadini. Il genere ha una particolare fioritura nel XVIII secolo, nel momento in cui il ‘Grand Tour’ e la visita in Italia era divenuto momento obbligato per la formazione intellettuale e civile della borghesia e della aristocrazia europee.
Le guide che descrivono Ferrara, a partire dal XVII secolo sino ad oggi, avevano ricevuto negli anni scarsissima attenzione, utilizzate quasi solamente come base documentaria nel settore, troppo specialistico, degli storici dell’arte.
Il problema del senso e del significato delle guide dedicate a Ferrara è stato per la prima volta affrontato ed approfondito nel corso del convegno tenutosi in Biblioteca Comunale Ariostea a Ferrara il 19 ottobre 2017, di cui il presente volume raccoglie i saggi, dedicati all’Arch. Carlo Bassi, autore di numerose guide su Ferrara.
A cura dell’Associazione Amici della Biblioteca Ariostea

Invito alla lettura martedì 8 ottobre 2019 ore 17

La poesia e dintorni

Conversazione sulla poesia

Il brillante sodalizio costituito da La Carmelina e Este Edition, che in questi anni ha realizzato numerose iniziative culturali con un ottimo riscontro di pubblico, propone un incontro dedicato ai poeti e alla poesia, un genere letterario che stenta a trovare spazio sul mercato editoriale, ma che meriterebbe maggiore attenzione, in particolare da parte dei media.
Quattro gli autori posti all’attenzione del competente pubblico di Sala Agnelli: Silvano Ferrari “I culor dla mié anima” Edizioni La Carmelina; Roberta Negroni “Sinfonie d’autunno” Este Edition; Giulia Puviani “Scusa ho sbagliato numero…” Edizioni La Carmelina; Luca Grigoli “Cosmos” Este Edition. Quattro sillogi poetiche molto diverse fra loro, ma accomunate dall’immensa passione per quella che Montale definiva “la più discreta delle arti”.
Moderazione e letture di Federica Panzera, Federico Felloni e Vincenzo Iannuzzo

Conferenze e Convegni mercoledì 9 ottobre 2019 ore 17

Fasto, eleganza e lusso alla tavola di Lucrezia Borgia

Conferenza di Elisabetta Barbolini Ferrari

Il banchetto rinascimentale tra Roma e Ferrara
Conferenza di Elisabetta Barbolini Ferrari
Nell’ambito di “Aspettando Autunno Ducale nelle Terre Estensi” e in Occasione delle celebrazioni per i 500 anni dalla morte di Lucrezia Borgia la APS Pro Loco Ferrara e l’Associazione Terra e Identità Modena propongono un incontro dedicato ad una delle figure più misteriose e discusse del Rinascimento italiano: Lucrezia Borgia. Figlia illegittima di un Papa, celebrata per la sua bellezza, donna molto controversa con fama di avvelenatrice. Negli ultimi decenni la sua figura è stata rivalutata dagli storici, in particolare per le sue doti di diplomatica, di politica e di mecenate che seppe mostrare come duchessa di Ferrara.
A cura di APS Pro Loco Ferrara e l’Associazione Terra e Identità Modena

Conferenze e Convegni giovedì 10 ottobre 2019 ore 17

La lunga storia di palazzo Paradiso

Vecchi scavi e nuovi rinvenimenti

A cura di Chiara Guarnieri (Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara) e Nicol Tiburzi (Coop. Archeologia)
La conferenza illustrerà la storia di palazzo Paradiso vista attraverso i dati venuti in luce con gli scavi che si sono svolti nel 1984 nell’area del palazzo e nel 2019 nella zona del giardino. Il primo intervento ha permesso di recuperare l’assetto originario del palazzo, costruito nel 1388 per volontà di Alberto V d’Este. In quell’occasione venne in luce il suo assetto originale che prevedeva l’entrata lungo l’attuale via Gioco del Pallone, oltre ad alcune “camere da butto” contenenti ceramiche e vetri. I nuovi interventi, realizzati per conto di Hera e diretti dalla Soprintendenza, hanno permesso di portare in luce possenti murature precedenti  il palazzo, a testimonianza che l’area era occupata da un quartiere che fu in parte abbattuto per la costruzione del palazzo estense.
In collaborazione con il Servizio Biblioteche e archivi del Comune di Ferrara

Conferenze e Convegni sabato 12 ottobre 2019 ore 11 in Sala Barotti (ex Sala Falcone)

Dario Deserri

Un poliedrico poeta dallo stile originale

Conversano con l’autore Angelo Andreotti e Giuseppe Ferrara
Con Dario Deserri, ferrarese di nascita (1974) ma residente a Berlino dal 2008, poeta e scrittore, probabilmente si parlerà di Gianna Vancini e di Roberto Pazzi, e del loro ruolo nella sua formazione, con incursioni in Montale, Platone, Emily Dickinson, nelle Città invisibili di Calvino, nelle Memorie di Adriano della Yourcenar… Forse ci spiegherà la sua ossessione per Shakespeare e per Itaca di Kavafis. Nel corso della conversazione non è detto che non ci si imbatta nei Pink Floyd, in David Bowie e nei Depeche Mode, oppure in De André e De Gregori, magari anche nei Nirvana e in Amy Winehouse…
Con lui si parlerà anche del suo ultimo libro, Gli anni e la città (2018), che tanto è legato al suo libro di esordio, Come le nuvole sopra Berlino (2014), entrambi editi da puntoacapo. Si entrerà pian piano nel suo laboratorio creativo e ci lasceremo raccontare del suo fortunato modo di coniugare la scrittura in versi con la scrittura in prosa, pur mantenendo uno sguardo e un incedere assolutamente poetico. Si parlerà di tempo e di ricordi, di quanta autobiografia entra nella sua scrittura e di come viene gestita. Ascolteremo le sue poesie e le sue prose lette dalla sua voce, con il ritmo del suo respiro, con i suoi toni e i suoi colori.
Nell’ambito della rassegna “Canoni in-versi” a cura del Servizio Biblioteche e Archivi del Comune di Ferrara.

biblioteca, conferenza

Carmen Capatti

lunedì 23 settembre 2019 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara

Presentazione del libro di Martina Zampolli

Argento Vivo Edizioni, 2019
Ritrovata la penna d’avorio, che un tempo era la bacchetta con cui s’acconciava i capelli, lo spirito di una donna nata in un piccolo villaggio Inuit, è in grado di scrivere la sua storia, ch’ebbe inizio nel Circolo Polare Artico, sull’isola di Ellesmere, ed ebbe fine sul fondale lacustre del lago Hazen. Un tentativo, quello di Kwanita, di raccontare ai posteri sotto quale forma possa esistere la vita dopo il decesso del corpo fisico; sostenendo che, quel che nasce nel cuore e dal cuore si espande, permane. Non sa morire il suono dell’amore vero; trovando sempre la vibrazione migliore per essere udito da colui che ha orecchie per intendere, e che davvero intenda.
Martina Zampolli nasce a Ferrara, nel 1982. Negli anni si avvicina al mondo della scrittura e dell’arte, arrivando a pubblicare nel 2016 il suo primo romanzo: “I messaggi di Celeste” e nel 2018 una breve raccolta di filastrocche per bambini: “Storie di bolle E di sapone”. Con “Voce del verbo Amare” l’autrice intende offrire un testo capace di rappresentare quella percezione talmente illusoria e allo stesso tempo reale, spesso insita in ognuno di noi, che possa esistere per l’anima una dimensione senza fine.

martedì 24 settembre 2019 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara

“La fabbrica di plastica” di Dario Gigli

Alieno Editrice di Perugia, 2019
Interventi musicali al pianoforte di Matteo Ramon Arevalos
Letture di Camilla Lopez
Modera Federico Felloni (Edizioni La Carmelina)
Marco ha venticinque anni, si è appena trasferito in una città del Nord Italia in cui fatica ad ambientarsi. La sua storia d’amore si è brutalmente interrotta ed ora vive da solo, in una casa in affitto, con una gatta che soffre di incontinenza e un nuovo lavoro in ambito sociale. La vita di Marco è a uno snodo cruciale, in bilico tra il fallimento e la prospettiva di un nuovo inizio, in un orizzonte esistenziale freddo e desolante, carico di dolore e di ricordi che riaffiorano nei sogni e invadono una quotidianità senza identità. Al centro di questa rinascita ci sono l’incontro con una donna matura, Dalila, e il nuovo incarico lavorativo come educatore in una struttura per malati mentali. Ogni giorno lavora insieme agli ospiti assemblando giocattoli di plastica. Pezzi colorati che vanno a ricomporsi in oggetti che renderanno felici i bambini in un’infanzia spensierata che Marco non ha mai avuto. Ingranaggi che si incastrano, tinte vivaci, pennellate forti di eros e vitalità, invadono un’esistenza sbiadita. Da quel momento anche i colori della notte saranno diversi.
Dario Gigli è nato a Taranto il 3 agosto del 1983. Nel 2006 consegue la laurea in Lettere moderne ad indirizzo storico-geografico, con una tesi in storia greca antica, presso l’Università degli studi di Ferrara. Nel 2004 fa il suo esordio letterario pubblicando il romanzo storico Taras (Este Edition, Ferrara). Nel 2012, con il romanzo Il vento di Dio, viene selezionato come miglior opera per la Regione Trentino Alto Adige – Trento e partecipa alla finale nazionale del Premio letterario RAI “La giara”. La fabbrica di plastica è il suo sesto romanzo. Attualmente vive e lavora a Ferrara.

mercoledì 25 settembre 2019 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara

Presentazione del libro di Elena Bianchini Braglia

Edizioni Terra e Identità, Modena, 2019
Introduce Alessandro Gulinati – APS Pro Loco Ferrara
Francesco V non è l’uomo dei nostri tempi. Questa è l’accusa che maggiormente ricorre, la frase più usata e abusata dagli avversari politici dell’ultimo Duca di Modena. Ribaltata in elogio dai suoi sostenitori. Da qualunque parte lo si guardi, è questo il tratto saliente di una personalità coraggiosamente ancorata a principi che sembrano superati, a difesa di un mondo che nel corso dell’Ottocento cola a picco. Per questo Francesco V diventa un simbolo, un punto di riferimento. La sua fama supera i confini modenesi per diffondersi in tutta Europa. Sconfitto, abbandonato persino dalla sua amata Austria, rimane forte, saldo in quei valori che considera eterni e che non è disposto a barattare. Attraverso la figura de L’ultimo Duca, superate le polemiche tra vincitori e vinti, si assiste al passaggio di un’epoca. E si conosce una Modena capitale estense, protagonista, con il suo attivissimo gruppo di intellettuali e le sue celebri riviste, di una pagina di storia europea.
Elena Bianchini Braglia, direttrice della rivista Il Ducato, da molti anni si occupa di storia Estense, e oltre a saggi in atti e miscellanee, ha pubblicato numerosi volumi di argomento storico e monografie biografiche femminili. Tra le diverse pubblicazioni: Adelgonda di Baviera (TeI 2003); Maria Beatrice Vittoria. Restaurazione e risorgimento tra Estensi e Savoia (TeI 2004); O regina o santa, Maria Beatrice d’Este, l’unica italiana sul trono d’Inghilterra (TeI 2005); Il esilio con il Duca, la storia esemplare della Brigata Estense (TeI 2007); Anna e lo Sfregiato, una principessa estense nella Francia delle guerre di religione (TeI 2010); Le origini della casta, il Risorgimento del malaffare (CSR 2011), 28 giugno 1914. Ferdinando e Sofia, la morte dell’Europa (CSR 2014), Le lacrime della Beata, il miracolo di Beatrice d’Este (TeI 2016).
A cura di APS Pro Loco Ferrara, nell’ambito di Aspettando… Autunno Ducale 2019 – Va edizione

 giovedì 26 settembre 2019 ore 17

​Déjà-vu. Presentazione della raccolta poetica di Patrick McGuinness

Cura e traduzione di Giorgia Sensi

Prefazione di Giorgia Sensi e postfazione dal titolo ‘Scrittura e confini’ di Patrick McGuinnessInterno Poesia Editore, 2019Dialogheranno con la curatrice Angelo Andreotti e Giuseppe Ferrara.Poesie scelte edite e inedite, e qualche brano in prosa tratto dal memoir di McGuinness Other People’s Countries.Patrick McGuinness è nato in Tunisia nel 1968 da madre belga di lingua francese e padre irlandese di terza generazione; scrive in inglese ma considera il francese ‘quasi’ la sua lingua madre, è professore di letteratura francese e letterature comparate all’Università di Oxford, e Fellow di St. Anne’s College. Divide il suo tempo tra Oxford, dove lavora, e Caernarfon, nel Galles settentrionale, dove vive, in famiglia parla gallese. Poeta, romanziere, saggista, critico letterario, traduttore, editor, accademico, ha pubblicato, oltre la saggistica e le pubblicazioni accademiche, diverse opere di poesia e narrativa. In Italia sono state pubblicate le raccolte poetiche (“I canali di Marte”, Mobydick 2006; “L’età della sedia vuota” (Jilted City), “Il ponte del sale”, 2011, tutte a cura e traduzione di Giorgia Sensi. La versione italiana del romanzo “Throw Me to the Wol ves” è uscita per l’editore Guanda col titolo “Gettami ai lupi”. Nel 2009 è stato nominato Chevalier dans l’Ordre des Palmes Académiques dal governo francese per meriti verso la cultura francese.

Incontro con l’autore venerdì 27 settembre 2019 ore 16,30

Carmen Capatti. Una vita per gli altri

Presentazione del libro di Daniele Civolani e Marco Turchi

Faust Edizioni, collana ‘Historiando’, 2019
Ne parlerà con gli autori Sergio Gessi (direttore responsabile del quotidiano Ferraraitalia.it).
Interverranno Gaetano Sateriale e Alessandra Chiappini.
L’evento vedrà la partecipazione straordinaria di Carmen Capatti.
Sarà presente l’editore Fausto Bassini.
Carmen Capatti, nata a Massa Fiscaglia (Ferrara) il 14 luglio 1929, è stata una protagonista della straordinaria stagione che ha riscritto la storia della nostra provincia nella seconda metà del Novecento. La sua testimonianza è raccolta nelle interviste a Daniele Civolani, completate con il contributo di Marco Turchi, infine integrate con citazioni e note allo scopo di meglio inquadrare il contesto e di cucire la sequenza degli avvenimenti narrati in prima persona.
«Siamo consapevoli di avere avuto alle spalle una generazione di dirigenti politici e sindacali di grande valore. Il racconto che ce ne dà Carmen Capatti in questo libro-testimonianza è, insieme, un affresco collettivo dettagliato e un percorso di militanza individuale continuo e coerente in cui si mescolano conoscenza diretta, capacità di dialogo e coerenza». Dalla prefazione di Gaetano Sateriale
«Metti a fuoco quel periodo della nostra storia facendoci da guida, e ce lo racconti attraverso il tuo sguardo limpido, cristallino come gli occhi primaverili dei tuoi novant’anni, perché non si possa fraintendere com’era, e perché noi, arrivati dopo, possiamo conoscere l’unità di misura di quel tempo e di quella vita, senza scordarcene» Dalla postfazione di Alessandra Chiappini
Daniele Civolani si laurea in lettere a Bologna nel 1970. Insegna come maestro prima e come docente di lettere e di sostegno nella scuola secondaria di primo grado sino al 1985, quando diventa preside. Sino al termine della carriera scolastica si occupa di didattica speciale per l’inclusione di bambini disabili, nomadi e ospedalizzati. Dal 2006 al 2016 è presidente della sezione provinciale ferrarese dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia. Tra le sue pubblicazioni si ricordano “Sklavin. Storia di un deportato nei campi di lavoro” (2000), “Darinka. Una staffetta partigiana” (2007), “Una vita dalla guerra al sindacato: William Pavani” (2015).
Marco Turchi si laurea in filosofia, indirizzo antropologico, a Firenze nel 1974 e in sociologia a Urbino nel 1976. L’anno seguente partecipa a una ricerca del CNR sulle malattie mentali presso il Centro di Igiene Mentale di Perugia. Dal 1978 al 1980 lavora nei Gruppi di Cooperazione Educativa, poi nel Centro di Igiene Mentale di Ferrara. Dal 1981 al 1989 è responsabile dei servizi psichiatrici nel Comitato di Gestione dell’USL 31 di Ferrara e comuni limitrofi. Successivamente riveste incarichi dirigenziali presso l’Amministrazione Provinciale, il Comune e l’ACER di Ferrara. Ha pubblicato diversi contributi sulla storia della psichiatria a Ferrara. Il suo prossimo obiettivo è riportare alla fruizione pubblica la magnifica biblioteca dell’ex Ospedale Psichiatrico di Ferrara.

Incontro con l’autore lunedì 30 settembre 2019 ore 17

Gli ultimi giorni di agosto

Presentazione del libro di Massimo Bocchiola

Il Saggiatore, Milano, 2018
Ne parla con l’autore Gaetano Sateriale
L’estate che finisce evoca il declino della nostra vita. La pianura padana funge da palcoscenico di ricordi, frammenti di vita, suggestioni letterarie che Massimo Bocchiola, autore, poeta e traduttore pavese compone, in questo libro, in una sorta di canzoniere in prosa in cui la vita abbraccia la scrittura.
Massimo Bocchiola ha tradotto opere di alcuni dei maggiori scrittori di lingua inglese, tra cui Kipling, Beckett, Fitzgerald, Pynchon, Kerouac, Foer, Auster e Nabokov. Autore di numerosi interventi critici apparsi su quotidiani e riviste letterarie, ha pubblicato le raccolte di poesie Al ballo della clinica (Marcos y Marcos, 1997), Le radici nell’aria (Guanda, 2004) e Mortalissima parte (Guanda, 2007); e vari saggi fra cui Mai più come ti ho visto (Einaudi, 2015)
A cura dell’Associazione Amici della Biblioteca Ariostea

 

biblioteca, Letteratura

Festival letteratura

GIOVEDI 18 LUGLIO 2019
ORE 21.00

presso la Biblioteca Comunale “G. Pederiali”
Via della Rinascita 6/2, Finale Emilia (MO)

IL FESTIVALETTERATURA
DI MANTOVA
SI PRESENTA

Simonetta Bitasi
presenta le proposte
e i libri di autori ospiti
della XXIII  edizione
del  Festivaletteratura di Mantova
(4 – 8 settembre 2019)

 

Per info:
Biblioteca “G. Pederiali”  tel: 0535.788331
e-mail: biblioteca@comune.finale-emilia.mo.it

   

ORARIO ESTIVO
DA LUNEDI 10 GIUGNO 2019
Lunedì 15.00-19.00
Martedì  9.00-13.00
Mercoledì  9.00-13.00 15.00-19.00
Giovedì  9.00-13.00 15.00-19.00
Venerdì  9.00-13.00
Sabato  9.00-13.00

 

   

 

 

 Biblioteca
Comunale di Finale
Emilia
Viale della Rinascita 6/2,
41034 Finale Emilia (MO)
Tel. 0535/788331
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