biblioteca, conferenza

Non solo arte- V edizione

Lunedì 2 marzo 2020 ore 17

Olimpia Morata

Epistolario

Intervengono Antonella Cagnolati, che ha tradotto le lettere in italiano e del libro ha curato introduzione e bibliografia, e Francesca Mariotti, presidente dell’Associazione Culturale Olimpia Morata.
Olimpia Morata e i suoi eventi biografici rappresentano un’esaustiva testimonianza dell’osmosi tra gli studi classici (in gioventù) e la passione ardente per la teologia della sfera riformata (in età adulta), un percorso fatto da molti intellettuali italiani dell’epoca che, sebbene tra difficoltà significative, avevano abbracciato il credo protestante e poi avevano subito in prima persona dure conseguenze, tra esilio e martirio. Dopo la sua morte avvenuta nel 1555, dopo varie e dolorose vicende, un intellettuale Celio Secondo Curione che aveva conosciuto la giovane Olimpia a Ferrara decise di raccogliere tutto ciò che ella aveva scritto per erigere un monumento alla sua memoria: fu pubblicato così un primo volume nel 1558 al cui interno si trovano le lettere scritte da Olimpia a vari e importanti personaggi del suo tempo.
Il presente volume raccoglie 17 lettere su un totale di 52 e l’introduzione all’edizione delle Opere (1558): si tratta della prima traduzione da latino delle epistole e della prima conseguente traduzione in lingua spagnola.
Ci auguriamo di illuminare in tal modo la figura di questa mirabile donna e di preservarne la memoria per le generazioni future.
In collaborazione con l’Associazione Culturale Olimpia Morata

Conferenze e Convegni martedì 3 marzo 2020 ore 17

Sopravvivenza e revivalismo della tradizione classica dalla Tarda Antichità a Federico II di Svevia

Conferenza di Alberto Andreoli

Per il ciclo “Non solo arte” Conversazioni di storia dell’arte a Palazzo Paradiso – 5° edizione – Arte antica e arte moderna. La tradizione classica nella cultura artistica del primo Rinascimento

La caduta dell’impero romano non significò la scomparsa di interesse per l’antichità classica. Seguirono le “rinascite” d’epoca giustinianea, carolingia, ottoniana e federiciana. Alla corte di Federico II di Svevia si formò lo scultore Nicola Pisano, fedele interprete dell’antico e con Giotto fondatore del classicismo rinascimentale. A partire da Padova, tra Due e Trecento si affermò un umanesimo di forte matrice antiquaria. Poco dopo il 1401 i fiorentini Filippo Brunelleschi e Donatello si recarono a Roma per studiare dal vivo l’architettura e la scultura antiche: gli influssi della loro variegata produzione “progressista” all’antica si riverberarono su numerosi artisti contemporanei toscani, tra i quali Masaccio, e del nord Italia.
Il ciclo continuerà il 14 aprile con “Roma quanta fuit, ipsa ruina docet: gli umanisti di fronte alle rovine di Roma” e si chiuderà il 12 maggio con “Brunelleschi, Donatello e Masaccio: la passione per l’antico tra gli artisti del primo Quattrocento”.
A cura del Centro italiano di studi pomposiani e Deputazione provinciale ferrarese di storia patria in collaborazione con Biblioteca Comunale Ariostea, Istituto di studi rinascimentali, Società Dante AlighieriComitato di Ferrara, Università degli studi di Ferrara

Scarica la locandina Non solo arte – V edizione  

Incontro con l’autore mercoledì 4 marzo 2020 ore 17

Che fine ha fatto Sandra Poggi?

Presentazione del libro di Davide Pappalardo

Pendragon, 2019
Presenta il libro Marco Bertozzi (Unife) e introduce Doris Cardinali
Letture di Maria Calabrese e note di Ludovico Bignardi (AMF – Scuola di Musica Moderna di Ferrara)
Milano, dicembre 1973. Libero Russo, scalcagnato investigatore, viene contattato da uno sconosciuto nella sua bicocca al quartiere Isola, dove vive in compagnia di un gatto e delle canzoni di Fred Buscaglione. Deve rintracciare Sandra Poggi, una ragazza della Milano bene di cui si sono perse le tracce. Un caso all’apparenza semplice, visto che la giovane è in contrasto con la famiglia. Libero, alle prese con i propri tormenti interiori e con la nostalgia per la sua terra, la Sicilia, intuisce che potrebbe non trattarsi semplicemente di una fuga da casa. In un vorticoso giro di giostra tra Milano, Venezia e Bologna, l’investigatore entra in contatto con neofascisti, strizzacervelli, prostitute, doppiogiochisti, movimentisti, poliziotti corrotti, per cercare di arrivare a Sandra, che sembra volatilizzarsi ogni volta che l’afferra, in un gioco di specchi in cui non si sa più chi è l’inseguito e chi l’inseguitore.
Davide Pappalardo è nato nel ’76 alle pendici dell’Etna. Dopo alcuni anni trascorsi a Roma, approda a Bologna, dove oggi vive e lavora. Ha pubblicato tre romanzi e diversi racconti: Milano Pastis (Nerocromo – 2015); La Versione di Mitridate (Zona – 2015); Buonasera (signorina) (Eclissi – 2016); Doppio Inganno (Todaro – 2017); Che fine ha fatto Sandra Poggi? (Pendragon -2019). Con Buonasera (signorina) (Eclissi, 2017) ha vinto il premio “Nero Digitale” al concorso Garfagnana in Giallo.
L’iniziativa è realizzata in collaborazione con l’associazione Amici della Biblioteca Ariostea e con la libreria Sognalibro.

Scarica la locandina Davide Pappalardo – Che fine ha fatto Sandra Poggi  

Incontro con l’autore giovedì 5 marzo 2020 ore 17

Istantanea di ippopotamo con banane

Presentazione del libro di Philipp Morre

Dialogano con l’Autore Giorgia Sensi e Giuseppe Ferrara
La sua unica paura era, paradossalmente, di esser stato fin troppo bravo, non per sé – la fama in tempi incerti è una forma di passaporto – ma per loro. Pendevano troppo dalle sue labbra, si rifiutavano di metterlo in discussione, di contestarlo. Immaginava il suo alunno migliore, decenni dopo, fare la stessa identica lezione: “Quando ero all’asclepeion, a Larissa, con Ippocrate, uno studente come voi…”, e tutte quelle belle domande ancora senza risposta: Dove risiede l’anima? Gli ippopotami mangiano banane? Il sangue è una marea?
«Queste non sono però poesie nostalgiche – al contrario, hanno contezza e sono lucidamente consapevoli del passaggio del tempo, della maturità, della perdita di persone e luoghi». Patrick McGuinness
Philip Morre è nato a Londra ma ha vissuto in Italia per gran parte della sua vita adulta, da ultimo a Venezia, dove per dieci anni ha tenuto una libreria di libri usati nel Ghetto. Ora lavora come traduttore. Ha pubblicato diversi pamphlet, in particolare si citano After Fra Angelico e altre poesie (la spina editrice, 2009); Here’s to the Home Country  (Rack Press, 2010), e una intera raccolta The Sadness of Animals (San Marco Press, 2012). Istantanea di ippopotamo con banane (Snapshot of Hippo with Bananas), cura e traduzione di Giorgia Sensi, prefazione di Patrick McGuinness, Interno Poesia Editore, 2019 , è la sua seconda raccolta. Il volume è interamente testo a fronte.

Incontro con l’autore venerdì 6 marzo 2020 ore 17

L’eredità di Antigone. Sorelle e sorellanza nelle letterature, nelle arti, nella politica.

Presentazione del libro curato da Monica Farnetti e Giuliana Ortu

Cesati, 2019
Ne parlano con le curatrici Francesca Mellone e Silvana Vecchio
La relazione tra sorelle accompagna e scandisce nel corso della storia le tappe di diversi saperi, dalla letteratura alle arti visive, dal teatro alla musica, dalla politica alla storia del costume. Attraverso i contributi di studiose e studiosi di diverse discipline, il volume ricostruisce il panorama e le complesse dinamiche della sorellanza, indagata tanto nella sua dimensione strettamente biologica quanto in quella spirituale e simbolica. In questa lunga storia di sorelle per nascita o per scelta, la presa di parola delle donne costituisce un momento di svolta e trasforma un rapporto che spesso era stato di condivisione della sofferenza in un trionfale viaggio verso l’affermazione dell’ingegno femminile.
A cura dell’associazione Amici della Biblioteca Ariostea

biblioteca, conferenza

Cucina Istriana

Invito alla lettura lunedì 17 febbraio 2020 ore 17

​“Essere” di Fabio Tombari

Edizione a cura di Giovanna Rotondo

Illustrato dai dipinti di Orlando Sora
Lettura e commento di Marcello Girone Daloli del gruppo di studio “Essere di F. Tombari”
Fabio Tombari e Orlando Sora sono due straordinari artisti del Novecento, liberi e solitari, che molto hanno condiviso nella vita e nell’arte. Nascono a Fano, nelle Marche, saranno amici d’infanzia e di tutta la vita e, pur essendo molto diversi intellettualmente, saranno uniti dalla stessa concezione di intendere l’Arte. La narrativa di Tombari esprime grande sensibilità e rispetto per la sacralità e il mistero della vita, per l’energia degli elementi, per i segreti della natura e degli animali; nei suoi scritti troviamo molta natura e amore per tutto ciò che lo circonda: è un vero ecologo “ante litteram”. La lirica “Essere”, una lirica di profonda bellezza e spiritualità, viene pubblicata per la prima volta nel 1954, unico lavoro poetico nella vasta produzione letteraria dello scrittore. Orlando Sora mostra da subito di essere dotato di talento: è naturalmente un grande ritrattista, ma ama d ipingere anche la composizione e il paesaggio. La sua pittura manifesta una ricerca continua e, nel tempo, diviene sempre più profonda e spirituale. Fabio Tombari dirà di lui: “Orlando Sora è un pittore che tale è per la sua pittura”.  Orlando Sora e Fabio Tombari non hanno mai aderito a gruppi o movimenti artistici. Sia l’uno che l’altro amavano lavorare in silenzio e solitudine come due artigiani. Tombari era un appassionato studioso di Steiner e nella lirica ha espresso un sunto dell’Antroposofia, perché “Essere” è Espressione del Cristo Logos.
Giovanna Rotondo racconta la lirica “Essere” di Fabio Tombari con le immagini dei dipinti di Orlando Sora scegliendo, con amore e attenzione, dipinti e affreschi di Sora, per costruire quasi un testo a fronte alle strofe della poesia di Tombari, che ha avuto il privilegio di conoscere e frequentare insieme a Orlando Sora, con il quale ha lavorato per molti anni.

Incontro con l’autore martedì 18 febbraio 2020 ore 17

Quando i ricordi diventano ricette. Cucina Istriana

Presentazione del libro di Marisa Antollovich

Edizioni La Carmelina, 2019
Dialoga con l’autore Dario Gigli
Ogni popolo, ogni cultura ha creati i propri cibi e trovato stili particolari di preparazione e di cottura. La cultura istriana è fra questi ieri come oggi. La movimentata storia dell’Istria ha inciso profondamente anche nella sua cucina. Diverse tradizioni si sono fuse e hanno ricevuto dal territorio un timbro caratteristico dando vita ad una gastronomia nella quale ancora si percepiscono tracce culturali e identitarie di grande suggestione.
Nell’ambito del “Giorno del Ricordo 2020” con il patrocinio della Prefettura e del Comune di Ferrara, dell’Istituto di Storia Contemporanea, del Museo della Resistenza e del Rinascimento, dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (sezione di Ferrara) e dell’Associazione Nazionale Partigiani Cristiani (sezione di Ferrara)

Incontro con l’autore mercoledì 19 febbraio 2020 ore 17

Il cocchiere del Diavolo. Una maledetta storia sul Po

Presentazione del libro di Donato Ungaro

(Faust Edizioni, collana di narrativa ‘I nidi’, 2020)
Ne parlerà con l’autore lo storico e saggista Paolo Sturla Avogadri
Sarà presente l’editore Fausto Bassini
Nel corso dell’evento, Paolo Sturla Avogadri racconterà grandi enigmi di storia locale: dai misteri del Duomo al santo-eretico Pungilupo, da Pietro Bono Avogari ‘il Nostradamus estense’ ai Cavalieri Templari a Ferrara. Inoltre saranno proiettati due eccezionali documentari d’epoca, con protagonista il nostro territorio: “Uomini contro il Po” (1952) di Fabio Pittorru (fotografia di Antonio Sturla) e “In un paese sul fiume” [noto anche come “L’argine guarda i cortili”] (1953) di Aldo Centis (fotografia di Antonio Sturla, aiuto operatore Paolo Sturla Avogadri).
A Ponte Vecchio – un borgo della Bassa emiliana tranquillo e dimenticato da Dio – viene ripescata dalle acque una grossa e antica macina da mulino, che trasuda liquido rossastro. Prospero Molinari, imprenditore sospettato di condurre affari illeciti con la navigazione sul Po e con le escavazioni abusive, asporta la macina dalla piazza dove è stata esposta. Da questo momento si susseguirà, in poche settimane, un’inspiegabile catena di tragedie senza precedenti: tutti i compaesani precipitano in un mesto sconforto e iniziano a parlare della maledizione della macina. Guido Sabbatini, professore in pensione appassionato di storia locale, e Giuseppe Dossi, studente universitario, si interessano del misterioso oggetto. Così, spulciando carte polverose e sconosciute in un palpitante viaggio da Ferrara a Roma, tra cripte buie, libri bruciati, preti allucinati, archivi comunali e vaticani, i due si imbattono in una terribile vicenda, realmente ac caduta a Ponte Vecchio sul finire dell’XI secolo, con protagonisti una macina di granito rosso e un mugnaio. Una corsa sulle ali dei secoli, tra le strade e le piazze di Ferrara, lungo gli argini e le rive del Po, per scoprire segreti inconfessabili che si risvegliano da un passato che forse era meglio non rivelare. Ma non sempre le cose vanno come vorrebbero gli uomini: il Diavolo, alle volte, ci mette la coda…
Donato Ungaro. Giornalista professionista, ha collaborato con numerosi quotidiani e testate televisive locali e nazionali. Cura un blog (donatoungaro.it) dove scrive di legalità e infiltrazioni mafiose nel Nord Italia; per questa attività ha ricevuto, tra gli altri, il Premio ‘Giorgio Ambrosoli’, il Premio ‘Libertà di stampa’ di Articolo 21 e FNSI, il Premio ‘Pio La Torre’ di CGIL, FNSI, Avviso Pubblico. La sua storia di vigile-cronista coraggioso e minacciato ha ispirato il Teatro delle Albe di Ravenna per la realizzazione di due spettacoli teatrali: “Saluti da Brescello” e “Va Pensiero”.
Ha inoltre pubblicato “La Milano mia e di Giovannino” (2002); “Sostiene Petronio”, progetto ‘Nel cartone’ (2015); “Mio zio don Camillo, mio nonno Peppone… e la storia ricomincia. 18 racconti” (2016).

Conferenze e Convegni giovedì 20 febbraio 2020 ore 17

La pragmatica della comunicazione

Conferenza di Giovanni Fioravanti – dirigente scolastico

Presenta Roberto Cassoli
In epoca di social e di informazione pare che abbiamo disimparato a comunicare con il rischio di una comunicazione sempre meno ‘sana’. Soprattutto abbiamo disimparato, dietro il paravento dei nostri desktop, a considerare che ‘comunicazione’ e ‘comportamento’ sono sinonimi. A cinquant’anni di distanza cosa resta del contributo della Scuola di Palo Alto, in particolare della “Pragmatica della comunicazione Umana” di Watzlawick, Beavin e Jackson. Chi esercita professioni di cura come, ad esempio gli insegnanti, che suggerimenti può ricavare da concetti come “relazione”, “sistema” e “retroazione”, unitamente ai cinque assiomi della pragmatica della comunicazione?
Per il ciclo “I colori della conoscenza” a cura di Istituto Gramsci e Istituto di Storia Contemporanea

Conferenze e Convegni venerdì 21 febbraio 2020 ore 17

Tra commedia e tragedia: il divertimento alla corte estense nel primo ‘500, in una selezione di scene dal film “E ridendo l’uccise” di Florestano Vancini

A cura di Carlo Magri

Dal film di Florestano Vancini sono state scelte e rimontate sette parti per un totale di circa 40 minuti che verranno presentate e commentate singolarmente. Attraverso le scene selezionate si mettono in evidenza, in particolare, la vita di corte attraverso i balli, i giochi, gli scherzi, il canto, la musica, la danza, i lazzi, i passatempi amorosi del duca, che Vancini ha ben dipinto nel film, assieme allo sfondo degli eventi della congiura di corte. L’opera cinematografica del regista ferrarese è infatti un affresco del Rinascimento, ambientato alla corte estense e narrato attraverso il buffone Moschino. Nel film si racconta la faida che, fra il 1505 e il 1506, vide, dopo la morte del duca Ercole I d’Este, la lotta fratricida tra Alfonso e Ippolito da una parte, e Giulio e Ferrante dall’altra. In un unico grande quadro, il regista presenta sia la vita della corte – i cui i illustri personaggi ci sono stati consegnati dalla Storia – che le condizioni di dura miseria in cui versava il popolo. Sono, nell’intenzione del regista, le due facce del Rinascimento. Il film mescola realtà e fantasia, commedia e tragedia, una metafora della parabola umana: vita e morte.
Carlo Magri, dirigente sanitario e docente dell’Università degli Studi di Ferrara. Da sempre si è occupato anche di comunicazione medializzata. Al suo attivo ha numerose pubblicazioni scientifiche, libri, eventi culturali e documentari. Socio di diverse associazioni scientifiche e culturali, come FEDIC (Federazione Italiana dei Cineclub), De Humanitate Sanctae Annae, Ferrara Film Commission e Accademia delle Scienze.
Nell’ambito del programma del Carnevale degli Este, a cura dell’Ente Palio di Ferrara

Eventi sabato 22 febbraio 2020 ore 10

Dieci anni di Gruppo del Tasso

In difesa di tutte le narrazioni

Il Gruppo del Tasso compie dieci anni e vuole festeggiare con vecchi e nuovi amici questo traguardo: nei luoghi in cui l’associazione è cresciuta, tra cui non poteva mancare Palazzo Paradiso, si propone di mettere in evidenza la ricchezza di generi della letteratura, sottolineando il ruolo fondamentale di prose e testi poetici anche nella quotidianità. Il sottotitolo della giornata è “in difesa di tutte le narrazioni” perché si vuole ribadire con questo evento l’importanza che ha lo storytelling nella realtà contemporanea. Si racconta per piacere, per evasione, per necessità, per informazione: ogni storia è degna di essere vissuta, soltanto conoscendo mondi nuovi e identificandosi in differenti personaggi si può imparare a mettersi nei panni dell’altro, arrivando così a considerare, se non comprendere, tutti i punti di vista. Dal mondo della cronaca alla poesia, dalla narrativa contemporanea ai classici russi: il programma dà spazio a diverse tipologie letterarie, proponendo una varietà di modi di leggere il mondo.
Per la mattinata è prevista una tavola rotonda ospitata nella sala Agnelli della Biblioteca Ariostea, di cui segue il programma dettagliato.
Programma
ore 10 – Saluti di Angelo Andreotti, dirigente del Servizio Biblioteche e Archivi del Comune di Ferrara
I Tassi si raccontano tra sfide associative e imprese letterarie. Introduce la giornalista Stella N’Djoku
ore 10.30 – Claudio Cazzola, Edoardo Penoncini e Matteo Pazzi presentano Govoniano. Annuario di critica e luoghi letterari (La vita felice, 2020) curato da Matteo Bianchi
ore 11 – La fuga da Ferrara, omaggio in versi di Roberto Pazzi
ore 11.15 – L’attore Ivano Marescotti legge i poeti contemporanei da una selezione di Cinzia Demi, autrice del volume Ritratti di Poeta (Puntoacapo, 2019)
ore 12 – Lo scrittore Paolo Nori presenta I russi sono matti (LaTerza, 2019) con la giornalista Camilla Ghedini
Con il patrocinio della Regione Emilia Romagna

biblioteca

Libri in scena

martedì 11 febbraio 2020 ore 16,30

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara

Conferenza di Carlo Magri e Giovanna Mattioli per la presentazione della XV edizione della rassegna “Giardini al cinema”

Uno dei grandi maestri del cinema italiano, Pupi Avati, trova nei paesaggi padani le atmosfere suggestive, spesso anche inquietanti, protagoniste di molti dei suoi film.
Carlo Magri, regista e docente di Unife, presenta spezzoni inediti di interviste- degli anni gli anni 80 e 90- che hanno come tema il rapporto speciale  di Avati con Ferrara, il Delta e la sua gente. Giovanna Mattioli, architetto paesaggista, curatrice storica di “Giardini al Cinema”, alla XV edizione, sottolinea la centralità dei luoghi e del paesaggio nei tre film proposti quest’anno (Una gita scolastica, La casa dalle finestre che ridono, Le strelle nel fosso)
Le proiezioni si svolgeranno al Cinema Boldini (via Previati, 18) secondo il calendario che sarà diffuso in questa occasione.
A cura del Garden Club di Ferrara

mercoledì 12 febbraio 2020 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara

A cura della Compagnia del Libro di Ferrara

Eleonora Pescarolo, Stefano Poledrelli e Alberto Amorelli vi condurranno briglie alla mano lungo le polverose piste del Vecchio West.
Da sempre c’è un’ambientazione che più o meno, in una fase della vita o in tutte ci ha affascinato e ci ha fatto rimanere con il fiato sospeso. Dopo decenni il mito del Far West è uno dei topos più riconoscibili e ben classificati dell’immaginario collettivo. La Compagnia del Libro come primo evento del 2020 decide di scardinare molte delle certezze che si hanno sul vecchio West e confermarne alcune per far comprendere che la letteratura western è una delle più vaste e contaminate e contaminabili di sempre. Gli scenari di Ernest Haycox, di Louis L’Amour, dei film di John Ford o delle storie nostrane di Tex Willer e di Ken Parker, ma anche le contaminazione horror di Joe R.Lansdale, quelle cyberpunk e space western di Don Debrandt, i post western di Cormac McCarthy, Hannah Tinti, Brian Panowich fino ad arrivare agli esperimenti italiani di Matteo Righetto e le raccolte di miti e leggende di Gian Mario Mollar, senza parlare delle recenti serie tv che prendono a mani basse da questi scenari contaminandoli con altri generi come The Mandalorian, Defiance, la classica Firefly, il film Solo o mantenendone gli stilemi ben definiti come la miniserie Godless e i blockbuster Django Unchained e The Hateful Eight di Quentin Tarantino. Un viaggio a trecentosessanta gradi nel mondo western costellato di romanzi, racconti, fumetti, graphic novel, film e musica country. Il lontano west non è così lontano.
A cura della Compagnia del Libro di Ferrara

giovedì 13 febbraio 2020 ore 16,30

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara

A cura di Stefano Caracciolo

Il “poema molinaresco” di Bacchelli, scritto fra il 1938 e il 1940, narra la saga di quattro generazioni della famiglia Scacerni, innestando e sovrapponendo alla storia principale quelle di moltissimi personaggi di contorno. Il tutto è inserito in un secolo di storia, visto dalla prospettiva dei contadini del delta del Po ferrarese, che va dalla fine del periodo napoleonico e dalla restaurazione fino alla prima guerra mondiale, passando attraverso il Risorgimento e l’unificazione d’Italia, il brigantaggio, le prime lotte sociali.
Terzo incontro del ciclo Anatomie della mente – Conferenze dei Giovedì di Psicologia – Anno XIII, in collaborazione con la Sezione di Neurologia, Psichiatria e Psicologia Clinica della Facoltà di Medicina, Farmacia e Prevenzione dell’Università di Ferrara

venerdì 14 febbraio 2020 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara

Conferenza di Raissa Raskina (Università di Cassino)

Dopo la morte di Čechov, nel suo archivio fu ritrovato un manoscritto senza titolo: si tratta di un dramma composto da un autore giovanissimo, ancora lontano dal diventare lo scrittore e il drammaturgo che conosciamo. Eppure, Platonov  contiene allo stadio embrionale motivi, trame, personaggi, procedimenti stilistici, persino singole battute delle future opere di Čechov. Con Platonov siamo già alle prese con una umanità dolente e comica, lacerata da conflitti e invischiata in problemi banali e terribili: insomma, con le trame dei racconti e dei testi teatrali della maturità.
In occasione dello spettacolo Platonov. Un modo come un altro per dire che la felicità è altrove di A. Checov, in scena dal 14 al 16 febbraio presso il Teatro Comunale
Nell’ambito del ciclo “Libri in scena” a cura dell’Associazione Amici della Biblioteca Ariostea 

 

biblioteca

I colori della conoscenza

Conferenze e Convegni martedì 4 febbraio 2020 ore 17

Raphaello d’Urbino pittore et architetto gentile et ingenioso

Conferenza di Alberto Andreoli

Nato a Urbino nel 1483, Raffaello Sanzio è una delle personalità artistiche più affascinanti e più studiate della storia dell’arte. In occasione del quinto centenario dalla morte del talentuoso pittore e architetto rinascimentale (†1520), sulla scorta di un articolato apparato documentario, l’incontro si propone di illustrare i momenti salienti del breve, ma intenso, percorso artistico e umano del grande maestro italiano: l’educazione e la formazione tra Montefeltro, Umbria e Toscana; i circuiti intellettuali e culturali frequentati; i viaggi e i sopralluoghi antiquari effettuati a Roma e Tivoli; le principali commesse e maggiori opere realizzate (cicli decorativi, dipinti, ritratti, pale d’altare, arazzi; architetture); la fortuna critica e gli influssi esercitati.
A cura della Società Dante Alighieri – Comitato di Ferrara

Conferenze e Convegni mercoledì 5 febbraio ore 17

Inchiostri per tatuaggi: aspetti chimico-tossicologici e normativi

Seduta accademica di Santo Scalia (Università di Ferrara)

Saluti di Francesco Scutellari, Presidente  dell’Accademia delle Scienze di Ferrara
Il tatuaggio è diventato un fenomeno socialmente accettato e sempre più diffuso. Secondo i dati ufficiali della Commissione Europea, più di 60 milioni di persone in Europa hanno almeno un tatuaggio. Oltre alla decorazione del corpo, tecniche mutuate dal tatuaggio indicate con il termine di dermopigmentazione vengono utilizzate sia per finalità estetiche (trucco permanente) che mediche (camouflage di aree corporee interessate da terapie aggressive quali la mastectomia).
Nonostante la pratica del tatuaggio, basata sull’introduzione intradermica di inchiostri mediante aghi, sia invasiva, manca a livello europeo una legislazione specifica. L’assenza di una regolamentazione e controllo armonizzato sugli inchiostri e le procedure di esecuzione dei tatuaggi risulta essere particolarmente critica perché, con l’incremento del numero di individui tatuati, aumentano le relative complicazioni per la salute umana che comprendono essenzialmente rischi di tipo infettivo e chimico-tossicologico. Quest’ultimo è dovuto all’esposizione prolungata dei tessuti cutanei ai pigmenti presenti negli inchiostri, alle relative impurezze tossiche e ai prodotti di degradazione. La relazione esaminerà le caratteristiche chimiche, la stabilità e gli aspetti tossicologici dei pigmenti presenti negli inchiostri per tatuaggi e le proposte di regolamentazione del settore. L’analisi dei diversi componenti degli in chiostri verrà condotta in relazione alle complicanze connesse con l’esecuzione e rimozione dei tatuaggi.
A cura dell’Accademia delle Scienze di Ferrara

Conferenze e Convegni giovedì 6 febbraio 2020 ore 17

Si può insegnare la bellezza?

Conferenza di Maura Franchi – Sociologa UNIPR

Presenta Roberto Cassoli
Che cosa è la bellezza? Si può ridurre la bellezza ad una sensazione soggettiva? Esistono elementi concreti che fanno sì che una forma o un’immagine sia bella o la bellezza è negli occhi di chi guarda o ascolta? Ci sono tratti comuni che possono essere associati alla bellezza? Filosofi, artisti, ma anche scienziati non sono mai riusciti a darsi una risposta conclusiva. Difficile definire cosa sia la bellezza. Parliamo di bellezza per riferirci ad un viso, un paesaggio, un quadro, un film, un’architettura. Diciamo una bella persona e una bella formula matematica. Nel primo caso facciamo riferimento a criteri etici e nel secondo, all’estrema sintesi, alla capacità di concettualizzare una legge universale. Consideriamo la bellezza riferendoci soprattutto all’arte. Tuttavia non è l’arte l’unico dominio della bellezza. Scrive Baudelaire “le città più ricche, i paesaggi più bell i, non contengono mai la misteriosa attrazione di ciò che il caso fa con le nuvole”. La bellezza sarebbe quindi una sensazione, uno stato soggettivo e indefinito suscitato da una casuale e inattesa configurazione di immagini offerte dalla natura? Non da ultimo, si può insegnare il senso della bellezza? Poniamo l’accento sulle doti naturali o sulla costanza della disciplina? Comprendiamo come attorno alle molte domande si aprano riflessioni importanti sul piano educativo, ben al di là dell’oggetto specifico.
Per il ciclo “I colori della conoscenza” a cura di Istituto Gramsci e Istituto di Storia Contemporanea

Scarica  I colori della conoscenza – Programma   

Invito alla lettura venerdì 7 febbraio 2020 ore 17

​Riannodando il Principio alla Fine

Incontro con la poetessa Chiara De Luca

Dialoga con l’Autrice Giuseppe Ferrara
Se in Principio era il Verbo (la Parola), sembra che alla Fine non potrà che esserci un… video (l’immagine)! In questa apparente blasfemia è racchiusa la particolarità del fare poetico di Chiara De Luca autrice, traduttrice, fotografa e editrice ferrarese (sua è la piccola e raffinata casa editrice Kolibris di Ferrara http://www.edizionikolibris.net) che in una delle sue raccolte, Alfabeto dell’invisibile (Samuele Editore, 2015) sembra riannodare il Principio alla Fine rivolgendosi a noi tutti, analfabeti del visibile. Nei suoi versi e nei suoi scatti e filmati, “… Chiara e Ferrara si rispecchiano, si cercano, si nascondono, si ritrovano…” (dalla prefazione di C. Damiani). C’è nebbia in Ferrara ma c’è nebbia in ciascuno di noi: a volte vediamo, a volte no. La Poesia allora può accompagnarci a un nuovo ascolto, a una nuova visione del Principio e della Fine. E questa Poesia ci aiuta.

Scarica la locandina Chiara De Luca  

biblioteca, conferenza

Giornata nazionale del dialetto

lunedì 13 gennaio 2020 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara

Presentazione di Daniele Liberi

Introduce Marcello Girone Daloli
La dicotomia tra scienze naturali e scienze spirituali ha ormai raggiunto il suo limite funzionale: il muro che divide questi ambiti deve essere abbattuto senza rinunciare alle grandi conquiste dell’uno e dell’altro. Già alcune figure importanti della storia della scienza hanno lavorato in questa direzione e, tra le più importanti, vi furono prima Goethe e poi Steiner. E’ possibile rimanere collegati al mondo dell’esperienza sensibile sostenuti da un pensare forte e limpido senza che ciò imponga all’essere umano di percorrere vie vere ma astratte? Può l’uomo conoscere con la forza penetrante dello spirito scientifico capace della moderna e possente tecnologia e, allo stesso tempo, mantenere in questa forza conoscitiva la sua essenzialità umana? Cercheremo in questa serata di toccare alcuni elementi importanti relativi a queste profonde domande.
Daniele Liberi, astrofisico e insegnante della scuola primaria e secondaria, lavora da circa 15 anni presso la scuola Waldorf di Verona e, da 5, presso la scuola Waldorf superiore di Conegliano. Collabora come formatore con l’Accademia Aldo Bargero per la formazione di insegnanti Waldorf e fa parte della redazione della rivista “Arte dell’Educazione”. Il suo percorso di studio nell’ambito antroposofico lo ha portato ad approfondire il percorso gnoseologico di Steiner attraverso l’opera di Massimo Scaligero e del suo allievo Lucio Russo. Collabora da molti anni con il sito Osservatorio Scientifico Spirituale.

Scarica il programma Rassegna di incontri con la spiritualità applicata  

martedì 14 gennaio 2020 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara

Conferenza di Andrea Gatti

Che la creatività possa trovare radice in disagi esistenziali è questione ampiamente dibattuta in termini storici, psicologici e antropologici, e trova spesso avallo nelle stesse biografie di molti artisti, Van Gogh incluso. Cos’ha da dire la filosofia al riguardo? L’incontro vuole offrire uno sguardo sulla figura di Van Gogh come sintesi ed emblema di concezioni estetiche contemporanee che, superando la classica relazione genio e sregolatezza, si concentrano piuttosto sulle strutture logiche del processo creativo.
La conferenza è organizzata in occasione dello spettacolo”Vincent Van Gogh. L’odore assordante del bianco” messo in scena dal Teatro Comunale Abbado dal 16 al 19 gennaio 2020.
Per il ciclo “Libri in scena” a cura dell’Associazione Amici della Biblioteca Ariostea

mercoledì 15 gennaio 2020 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara

Presentazione del libro curato da Marzia Ratti

Presenta Lucio Scardino
Esattamente cent’anni moriva misteriosamente davanti alla stazione di Firenze lo scultore ferrarese Antonio Garella. Nato nel 1863 nel periferico borgo di San Luca, studente presso le Accademie di Bologna e di Firenze, il misconosciuto artista operò prevalentemente in Toscana e in Liguria, dove eseguì vari monumenti. Nella fattispecie, a quelli dedicati a Garibaldi è dedicata la monografia curata da Marzia Ratti, direttrice dei civici musei d’arte de La Spezia, che analizza con acume la sua attività di statuario e scheda vari documenti d’archivio, fotografici e no, pervenuti di recente al Comune spezzino. Scultore prevalentemente realista, con intelligenti echi dello stile Liberty (come evidenziano alcune sculture presso il Cimitero di San Miniato a Firenze), Garella è artista davvero degno di riscoperta critica: la circostanza della ricorrenza del centenario permette di farlo a Ferrara per la prima volta.

giovedì 16 gennaio 2020 ore 16,30

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara

Vita e opere di Thomas Merton, monaco trappista

A cura di Andrea Nascimbeni e Stefano Caracciolo
Il secondo appuntamento di “Anatomie della mente” si occupa dell’autore cattolico americano più influente del ventesimo secolo, Thomas Merton (1915-1968). Personaggio eclettico, di grande spessore umano e spirituale, ha scritto oltre sessanta libri e centinaia di poesie e articoli su argomenti che vanno dalla spiritualità monastica ai diritti civili, alla nonviolenza e alla corsa agli armamenti nucleari. Monaco trappista, negli anni ’60 rappresentò la coscienza del movimento pacifista, riferendosi alla razza e alla pace come le due questioni più urgenti del nostro tempo. Per il suo attivismo sociale Merton subì gravi critiche, sia da parte di cattolici che non cattolici, che assalirono i suoi scritti politici come sconveniente di un monaco. Ne “La montagna dalle sette balze”, l’autobiografia nella quale narra il suo itinerario verso Dio, scrive: “Sono venuto nel mondo. Libero per natura, immagine di Dio, ero tuttavia prigioniero della mia stessa violenza e del mio egoismo, a immagine del mondo in cui ero nato. Quel mondo era il ritratto dell’Inferno, pieno di uomini come me, che amano Dio, eppure lo odiano; nati per amarlo, ma che vivono nella paura di disperati e contraddittori desideri”.
Per il ciclo Anatomie della mente – Conferenze dei Giovedì di Psicologia – Anno XIII, in collaborazione con la Sezione di Neurologia, Psichiatria e Psicologia Clinica della Facoltà di Medicina, Farmacia e Prevenzione dell’Università di Ferrara

Scarica il programma 2020  Anatomie della mente Anno XIII  

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara

VIII Giornata nazionale del dialetto

Nel 2013 l’Unpli ha promosso la Giornata nazionale del dialetto e delle lingue locali e la prima edizione del Premio nazionale “Salva la tua lingua locale” con l’intento di richiamare l’attenzione sullo stato dei dialetti e delle lingue locali. Se è vero che nella nostra regione tanto sta facendo per i dialetti emiliano-romagnoli l’Istituto per i beni artistici culturali naturali, è però necessario che vi siano iniziative che si muovano dal basso come si legge nella pagina web dell’UNPLI:
«Anche un piccolo gesto è importante per contribuire alla salvezza dei dialetti e delle lingue locali d’Italia. Siamo infatti convinti che le piccole azioni, compiute da ogni singola persona, sono fondamentali ed imprescindibili per la salvezza, per la conservazione del patrimonio linguistico locale. E devono essere attuati da ognuno di noi, adesso, perché non possono essere rinviati, pena la scomparsa definitiva delle lingue locali che abbiamo ereditato dai nostri nonni e nonne e dai nostri padri e madri».
Convinti della necessità di rimboccarsi le maniche, Edoardo Penoncini e il Cenacolo di cultura dialettale ferrarese “Al tréb dal tridèl”, organizzano l’evento dialettale dedicato al nostro dialetto e alla poesia in dialetto ferrarese. Tra i momenti che caratterizzeranno il pomeriggio:
– la proiezione di un filmato a cura di Carlo Magri;
– un ricordo di Francesco Benazzi,
tre comunicazioni (sulla storia del nostro dialetto, sui dialetti emiliano-romagnoli, sulla poesia di Alfonso Ferraguti);
due tavole rotonde, di cui una con poeti che hanno pubblicato raccolte in versi negli ultimi anni e una “a tréb con i poeti del Tréb”.
In conclusione il reading: “I poeti leggono i poeti”.
Negli intermezzi Sandro Mingozzi e Mario Montano leggeranno poesie di autori ferraresi.

biblioteca

Qi Gong e Taijiquan: meditazione in movimento e consapevolezza nel fare

lunedì 9 dicembre 2019 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara

Presentazione di Amedeo Vancini

Introduce Marcello Girone Daloli
La consapevolezza nel fare attraverso il Taijiquan e Qi Gong e la meditazione saranno i temi presentato dagli insegnati ferraresi del Progetto “Qigong e Taijiquan per Ferrara” guidati da Amedeo Vancini. Il progetto è nato per lo sviluppo della pratica del Taijiquan e Qigong, mettendo in evidenza i benefici che derivano, dal punto di vista di benessere e salute.
In questa ottica il libro presentato “Gli Elementi e le Emozioni nel Qi Gong” , tratta del rapporto tra gli elementi e le emozioni dal punto di vista del Qi Gong, antica arte e scienza della salute e di trattamento dell’energia. Milioni di persone nel mondo oggi hanno l’opportunità di sperimentare l’efficacia del Qi Gong nel curare e prevenire malattie, aumentare la vitalità attraverso il raggiungimento di un equilibrio mentale ed emozionale e coltivare il proprio risveglio spirituale.
Amedeo Marcello Vancini, diplomato ISEF, ricercatore e cultore nel campo delle arti marziali pratica, insegna Qigong e Taijiquan a Ferrara e Provincia, attraverso una ricerca sul rapporto corpo-mente, iniziato negli anni ’70. Sviluppa un percorso di esperienze nelle Arti Marziali e nella meditazione (Zen, Chan, Vipassana) che approda alla pratica del Qi Gong e del Taijiquan. Percorso che continua tutt’ora facendo tesoro dell’esperienza della meditazione, sperimentando e proponendo una pratica improntata alla consapevolezza nel fare.

martedì 10 dicembre 2019 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara

Presentazione del libro di Saverio Grandi, vincitore della 66ª edizione del Festival di Sanremo

Una storia tra parole e musica

Dialoga con l’autore Eleonora Rossi
In questo libro Saverio Grandi ripercorre la sua storia, la sua carriera e il rapporto con tutti i musicisti con cui ha collaborato. Dalle prime canzoni alla vittoria a Sanremo, dai progetti solisti alle litigate tra membri di una band, dai brani nati in mezz’ora a quelli che stanno in sospeso per anni… Uno sguardo lucido e appassionato dall’interno del complicato mondo della discografia italiana, dove bisogna avere passione e talento, ma anche fortuna e prontezza di riflessi. Per scrivere canzoni che accompagneranno la nostra vita facendoci sognare.
Saverio Grandi è un “songwriter” emiliano che negli ultimi trent’anni ha messo la sua firma su molta musica italiana di qualità. Oltre trecento canzoni, più di centodieci singoli, qualche milione di copie vendute. Questi i numeri (per difetto) della sua produzione, realizzata insieme a mostri sacri del calibro di Vasco Rossi, gli Stadio, Eros Ramazzotti, Raf, Nek, Luca Carboni, e per artisti come Laura Pausini, Gianni Morandi, Alessandra Amoroso, Emma, Marco Mengoni, Noemi.
In collaborazione con il Servizio Biblioteche e Archivi del Comune di Ferrara

mercoledì 11 dicembre 2019 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara

Proposte di lettura per le festività della Compagnia del libro

A darvi i consigli per impreziosire la vostra lista regali alcuni aiutanti di Babbo Natale d’eccezione: Eleonora Pescarolo, Silvia Lambertini, Alberto Amorelli, Elisa Orlandini e alcune sorprese natalizie!
Se c’è un tema che negli ultimi anni è sotto gli occhi di tutti è quello della pluralità dei modelli familiari. La famiglia, uno degli elementi costitutivi di uno Stato, nel corso della storia ha assunto significati diversi. La famiglia alla quale siamo abituati a pensare è solo una delle tante forme di famiglie che si sono succedute nel tempo. Da sempre si dice che esiste una famiglia che ti viene data in sorte dal destino e una famiglia che ti crei, l’idea di famiglia è un elemento portante di un’immensa fetta di letteratura, basti pensare per esempio alla Famiglia Karnowski di Singer, la Famiglia Winshaw di Coe, l’esilarante famiglia Rabbitte di Doyle, i Buendia di Marquez, la famiglia di Glass di Salinger, i seminali Bandini e Molise di Fante e molti altri.
In occasione del Natale, la Compagnia del Libro cambia il tiro rispetto ai soliti consigli per gli acquisti natalizi, virando sul tema della famiglia e i libri che trattano di famiglie, convenzionali e non. Quindi sotto il nostro albero troverete tanti consigli sia di testi in esame e sia di testi in pillole con cui impacchettare i vostri regali.
A cura della Compagnia del libro di Ferrara

giovedì 12 e venerdì 13 dicembre 2019

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara

Convegno nazionale della Società Italiana di Antropologia Applicata

Coordinano Luca Rimoldi, Giuseppe Scandurra e Sabrina Tosi Cambini
Cosa hanno da dire gli antropologi sulla città e in che modo lo dicono? Quali sono le strade applicative, tracciate o tracciabili, che si rivelano più utili per indagare le conformazioni dell’urbanesimo contemporaneo? E soprattutto in che modo la disciplina può intervenire sulle dinamiche di esclusione e riproduzione della sofferenza sociale che conformano gli attuali assetti urbani? La pratica etnografica può aiutare a rinnovare in modo più inclusivo e democratico le strategie di addomesticamento sociale e di governance della città? Giunto alla sua settima edizione, quest’anno il Convegno nazionale della Società Italiana di Antropologia Applicata (http://www.antropologiaapplicata.com/vii-convegno-siaa-2019/) vuole essere un’occasione di confronto sul tema della città. Ospitate a Ferrara, le tre giornate convegnistiche daranno vita a dibattiti, sessioni scientifiche, tavole rotonde e laboratori dedicati alle dimensioni applicative di un’antropologia capace di confrontarsi con il nesso fondativo tra città e democrazia. Di seguito gli incontri previsti in Biblioteca Ariostea e a Casa Niccolini:

Giovedì 12 dicembre
Sala Agnelli
– 13.00-15.00: “Presidio pubblico o spartitraffico sociale? La scuola come strumento di governance della città eterogenea”, coordinato da Roberta Altin e Roberta Bonetti.
– 15.00-19.00: “Città culturali. Prospettive etnografiche tra archeologia e arte contemporanea”, coordinato da Fulvio Cozza e Benedetto Vertucci, con Alessandro Simonicca.
Teatro Anatomico
-13.00-15.00:  Tavola rotonda dal titolo “Invecchiare nella città. Una sfida contemporanea”, coordinato da Francesco Diodati, Marco Gardini e Marta Scaglioni
Casa Niccolini
– 15.00-19.00: Workshop di Laura Pomari, intitolato “Una città a misura di bambino.. Una città per tutti”. Dal vissuto individuale alla rappresentazione collettiva per re-immaginare uno spazio urbano diversamente vivibile.

Venerdì 13 dicembre
Sala Agnelli
– 13.30-15.30:  “Rifugiati e richiedenti tra spazi urbani e non urbani: processi, dinamiche    e modalità di accoglienza in Italia e nel mondo [seconda parte]”, coordinato da Francesca Declich e Silvia Pitzalis
– 15.30-19.30: “Generare nuovi legami attraverso politiche abitative inclusive”, coordinato da Francesca Bianchi e Alessandro Lutri.
Teatro Anatomico
– 13.30-15.30: Tavola rotonda dal titolo “C’è spazio per gli Urban Studies nel nostro Paese?” Presentazione della collana “Territori” (Ed.it), coordinato da Giuseppe Scandurra e Giacomo Pozzi, con la partecipazione del Comitato Scientifico della collana.

A cura della Società Italiana di Antropologia Applicata       

biblioteca

Bibbiano e dintorni

lunedì 25 novembre 2019 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara

Intervengono Alessandro Scarsella e Claudio Pasi

L’incontro intende ricordare la figura di Filippo Secchieri nel periodo della sua formazione universitaria. Il corso di laurea in Materie letterarie presso l’Università di Ferrara offriva occasione di scambi di scritti che lo studioso non mancava di offrire ad amici e conoscenti. Si vuol ricordare e far conoscere lo spessore letterario che traspariva attraverso la lettura di lettere e poesie rimaste private. L’intento è la condivisione della testimonianza, un invito a tutti coloro che lo hanno apprezzato ad intervenire e farlo conoscere.
Le letture saranno accompagnate da brani musicali a cura di Luca De Angelis.

Filippo Secchieri (1958-2011) si è laureato a Ferrara con tesi su Clemente Rebora. Studioso di letteratura e poesia lavorava presso la Biblioteca di lettere e filosofia e collaborava come docente e correlatore di letteratura contemporanea presso l’Università di Ferrara. Oltre agli studi di critica letteraria ha pubblicato saggi su: Giorgio Bassani, Thomas Bernhard, Maurice Blanchot, Italo Calvino, Cristina Campo, Aldo Capasso, Luciano Cecchinel, Marina Cvetaeva, Tommaso Landolfi, Alda Merini, Marino Moretti, Anna Maria Ortese, Cesare Pavese, David Maria Turoldo e Michele Vincieri. Principali pubblicazioni: Schifanoia / Corrado Antonietti, Lorenza Meletti, Filippo Secchieri, Marco Tani, Piovan, 1982; Con leggerezza apparente: etica e ironia nelle Operette morali, Mucchi, 1992, Leggere la finzione : percorsi dell’ermeneutica letteraria, Università di Ferrara, 1994; Interpretare la finzione: aspetti dell’ermeneutica letteraria, Edizioni dell’Arco, 1997; Dove comincia la realtà e dove finisce: studi su Alberto Savinio, Le lettere 1998; L’artificio naturale: Landolfi e i teatri della scrittura, Bulzoni, 2006; Configurazioni : frammenti per l’interpretazione, Milella, 2012; Scintillazioni: tutte le poesie, a cura di Jean Robaey, Al.Ce., 2015
A cura del Servizio Biblioteche e Archivi del Comune di Ferrara

martedì 26 novembre 2019 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara

Conferenza di Patrizia Castelli

In occasione dello spettacolo di danza “Gentle Unicorn”, in scena al Teatro Comunale il 26 novembre 2019.
Pochi animali favolosi come l’unicorno o liocorno hanno riscosso, ab antiquo, una grande fortuna nell’ambito filosofico, letterario, araldico, emblematico, scientifico e iconografico. L’ambiguità del suo corpo equino, contrassegnato da un lungo corno conservato nelle Wunderkammern, in realtà un dente di narvalo, è immagine ben nota non solo nell’àmbito della tradizione occidentale. I diversi significati attribuiti durante i secoli a questo fabuloso animale sono indispensabili per comprendere la tradizione culturale che lo ha recepito e trasformato fino a farlo salire, con una sua collocazione scientifica, nei cieli.
Per il ciclo “Libri in scena” a cura dell’Associazione Amici della Biblioteca Ariostea

mercoledì 27 novembre 2019 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara

Lectio Magistralis di Pierluigi Montanari

Introduce Federica Graziadei
Non si può parlare d fenomeni culturali tra la fine del XVI e tutto secolo il XVII senza fare riferimento al Concilio di Trento (1545 – 1563): gran parte dei parametri artistici, religiosi e culturali che avevano caratterizzato la vita del Cinquecento rinascimentale furono sovvertiti. Questa “metanoia”, se si diffuse in gran parte dell’Europa, fu particolarmente evidente a Ferrara che dal 1598 era governata direttamente dalla Chiesa; la pittura di Carlo Bononi fu una delle testimonianze più interessanti di questa mutazione perché riusciva a conciliare una profonda e sentita religiosità con le esigenze della “nuova” pittura. Bononi lavorò indefessamente in tutta l’Italia centro-settentrionale conseguendo ovunque grande fama per la novità della sua tecnica, del suo sentire e della sapienza cromatica. Ne è prova un giudizio di Tito Prisciani, priore della basilica di Santa Maria in Vado che, presentando il pittore ad un amico, scriveva nel 1622: “I colori che il signor Carlo  adopera sono impastati di cuore liquefatto”. Godette della stima dei grandi pittori del suo tempo: del Guercino, dello Scarsellino; il “divino” Guido Reni, per rispetto, rifiutò di ultimare un lavoro che la morte aveva impedito al Bononi di ultimare.
Per “I mercoledì de l’Ippogrifo” a cura del Gruppo Scrittori Ferraresi

giovedì 28 novembre 2019 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara

Presentazione del libro di Maurizio Tortorella

Bambini strappati alle famiglie: uno scandalo annunciato, un business da fermare
Saluto dell’Assessore Andrea Maggi
Dialogano con l’autore Patrizia Micai, Stefania Gallini e Elisabetta Fabbri
Modera Federico Di Bisceglie                
Il libro prende le mosse dall’inchiesta “Angeli e demoni” della Procura di Reggio Emilia, dove amministratori locali del Comune di Bibbiano, assistenti sociali e psicologi sono stati indagati e/o arrestati in base a gravissime ipotesi di reato. Ma “Bibbiano e dintorni” vuole soprattutto essere un grido d’allarme sul sospetto che gli affidi facili possano nascondere un business vergognoso sulla pelle degli innocenti. A ricostruire la vicenda è un giornalista che da molto tempo si occupa di giustizia minorile e più volte ha denunciato gli eccessi dei servizi sociali e la faciloneria con cui troppo spesso procedono agli allontanamenti.
Maurizio Tortorella, già inviato speciale e vicedirettore di Panorama, con Caterina Guarnieri ha scritto Rapita dalla giustizia: il libro (Rizzoli) racconta la vera storia di Angela Lucanto, una bimba che per colpa di un assurdo errore giudiziario è stata sottratta alla sua famiglia per 11 anni. A quel libro si è ispirata la fiction Mediaset L’amore strappato, con Sabrina Ferilli ed Enzo Decaro, che Canale 5 ha trasmesso nella primavera del 2019.

venerdì 29 novembre 2019 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara

A cura di Associazione Evangelica CERBI di Ferrara

Tavola rotonda con Nazareno Ulfo (Insegnante ed editore), Paolo Gioachin (Insegnante di religione cattolica) e Mauro Presini (Insegnante e giornalista).

Introduce Lidia Goldoni (Associazione Evangelica CERBI di Ferrara)
È più che mai necessario affrontare una grande sfida, la cui soluzione sarà decisiva per la causa della civiltà e della prosperità delle future generazioni, una sfida che si gioca soprattutto nel campo dell’educazione, e in particolare della scuola. La sfida è quella di vivere con le più profonde differenze personali, in un’era in cui tali differenze implicano convinzioni fondamentali, visioni del mondo e stili di vita diversi, presenti all’interno delle singole comunità. Un aspetto fondamentale dell’esistenza è la ricerca del significato e del senso di appartenenza. Per la maggior parte delle persone questa ricerca è soddisfatta attraverso le credenze e le visioni del mondo, siano esse soprannaturali o secolari, trascendenti o naturalistiche, che hanno ispirato alcuni dei migliori e alcuni dei peggiori atteggiamenti e comportamenti umani nel corso della storia. Nella moderna era globale, a causa del flusso di persone e idee, le diverse convinzioni e visioni del mondo sono in costante contatto e interdipendenti e, considerato che le forme di interconnessione globale raggiungono velocità, dimensioni e portata senza precedenti, si affacciano problemi urgenti, come quelli della libertà di coscienza, dei diritti, delle responsabilità e del rispetto che costituiscono il fondamento di una “piazza pubblica”, cosmopolita e civile, e delle attitudini di coloro che vorremmo formare come “cittadini del mondo” ed al contempo patrioti nei loro paesi, allo scopo di promuovere la causa di un “mondo migliore” e quindi della civiltà mondiale, contro le forze disgregative e distruttive all’opera anche nel microcosmo quotidiano.
A cura di Associazione Evangelica CERBI di Ferrara

 

biblioteca

Nuovo calendario

lunedì 18 novembre 2019 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara

Insegnamenti di Padmasambhava sui sei bardo

Un completamento al Libro tibetano dei Morti
Presentazione di Patrizia Baldieri
Introduce Marcello Girone Daloli
Padmasambhava fu un maestro tantrico di elevate realizzazioni, vissuto nell’ottavo secolo. In Tibet egli nascose molti preziosi insegnamenti da rivelare alle generazioni future solo quando fosse giunto il tempo giusto per la loro comprensione. Questa tradizione del tesoro nascosto o terma è una peculiarità degli insegnamenti della scuola Nyingma. Il Libro tibetano dei morti è uno di questi terma di Padmasambhava. Arriva ora nella traduzione italiana un altro terma che riguarda non solo il bardo della morte ma tutti i bardo o fasi transizionali della coscienza. La straordinarietà del testo è di mostrare come ognuna di queste fasi sia un’occasione di risveglio spirituale.
Patrizia Baldieri è un’analista junghiana impegnata da anni a studiare il confronto e la possibile integrazione tra i modelli della psicologia occidentale e gli insegnamenti del Dharma. È membro del Cipa e della Laap. Svolge attività didattiche, di supervisione e docenza nella Scuola di specializzazione in psicoterapia. Ha portato il suo contributo su Dharma e psicoterapia in convegni, seminari e conferenze. Allieva di Corrado Pensa e Alan Wallace e di alcuni Maestri tibetani , ha curato la traduzione italiana di un terma di Padmasambhava, considerato un gioiello della letteratura tibetana: La liberazione spontanea, insegnamenti sui sei bardo. Altre traduzioni di insegnamenti sono in via di pubblicazione.

martedì 19 novembre 2019 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara

Il caso dell’antico villaggio egizio di Deir El-Medina

Proseguono gli incontri di SLOW READING dell’Associazione culturale Olimpia Morata con la presentazione del libro di Andrea Trevisani, “Deir el-Medina: nascita, sviluppo e declino di un villaggio di artigiani nell’Antico Egitto“, Edizioni Saecula.
L’autore sarà intervistato da Francesca Mariotti con la partecipazione dell’editrice, Gabriella Gavioli.
Un incontro in cui Andrea Trevisani, egittologo, ci porterà nella storia del sito di Deir el-Medina, che ospitava la comunità operaia addetta alla costruzione delle sepolture regali nella Valle dei Re, dalla fondazione al suo declino (XVI-XI sec. a.C.). Il rinvenimento, in un pozzo del villaggio, di numerose iscrizioni di nomi, affiliazioni familiari, retribuzioni e mansioni, accanto ad altri documenti ritrovati nelle case e nella necropoli, hanno reso questa piccola ma duratura comunità di artigiani uno dei casi d’eccellenza nelle ricerche sul Vicino Oriente antico ed Egitto. Tuttavia, al di fuori della cerchia degli specialisti, di questo villaggio si è scritto pochissimo. Motivo che ha spinto l’autore a stilare questa vera e propria “biografia”, attraverso le diverse fasi di crescita e declino dell’abitato. Il sito archeologico di Deir el-Medina rappresenta un unicum per quantità e importanza dei reperti rinvenuti: iscrizioni, documenti, templi, sepolture, decorazioni e arredi domestici tornano a vivere, raccontandoci il quotidiano di questo villaggio. Rapporti di parentela e sociali, mansioni, attività economiche e artistiche, aspetti culturali e religiosi narrati con intensità e vicinanza tali da farci credere di essere ancora là.
Andrea Trevisani (Udine, 1961) è laureato in Conservazione dei Beni Culturali e si occupa di Egittologia dal 1989. In collaborazione con l’egittologo Mario Tosi, ha affrontato lo studio approfondito del villaggio e della necropoli di Deir elMedina.
A cura dell’Associazione culturale Olimpia Morata

mercoledì 20 novembre 2019 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara

Presentazione del libro di Edoardo Penoncini

Puntoacapo, Pasturana (AL), 2019
Introduce e dialoga con l’autore Zena Roncada
Letture di Cristina Rossi.
«Il desiderio nasce come aspirazione ed intercetta il senso di una mancanza… Si tende a raggiungere ciò che è indispensabile alla vita, ciò che la profuma e le dà colore. In questo modo prende forma e s’addensa il desiderio di poesia di Edoardo Penoncini: come un’urgenza interiore che nasce dal sentirla una sorta di parallela concorrenza alla vita, una sua concomitanza, perché agìta e riscoperta come risorsa del vivere… Non è lingua per strofette e cantilene, il dialetto di Penoncini, neppure litania consolatoria di ninne nanne… Per questo sa trovare le parole anche per la “mufa”, per la rabbia che diventa insofferenza, da non leggersi solo come fastidio ma come insofferenza, permanenza del/nel soffrire». (Dalla Prefazione di Zena Roncada)
Edoardo Penoncini, laureato in storia medievale all’Università di Bologna, ha collaborato con l’Istituto per la Storia di Bologna, con la Rivista di studi bizantini e slavi e con la rivista Scuola e didattica. Ha insegnato Lettere nella Scuola secondaria fino al 2011. Suoi lavori di storia medievale e di didattica della storia sono apparsi su riviste e in volumi collettanei. In versi ha pubblicato: L’argine dei silenzi; Un anno senza pretese; La spesa del giorno; Qui non si arriva di passaggio. Ferrara, musa pentagona; Poesie scelte e dodici inediti; Lungo è stato il giorno; Quell’aria; Vicus felix et nunc infelix. La luce dell’ultima casa; L’occhio profondo; le raccolte dialettali Al fil źrudlà e Scartablàr int i casìt

giovedì 21 novembre 2019 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara

A cura di Associazione Evangelica CERBI di Ferrara

Tavola rotonda con Giacomo Ciccone (Presidente dell’Alleanza Evangelica Italiana), Chiara Mantovani (Scienza & vita Ferrara) e Paola Bastianoni (Università di Ferrara)

Introduce Alfonso Sciasci (Associazione Evangelica CERBI di Ferrara)
Quale famiglia nella società italiana? E’ necessario usare il plurale “famiglie”, o c’è un solo modello di riferimento? La famiglia è oggi al centro di particolare interesse nel dibattito pubblico.
Pur non scadendo nella retorica della famiglia sotto attacco, bisogna però sottolineare e sostenere le peculiarità di questa formazione sociale, basilare al vivere collettivo e civile, dando voce al nostro pensiero e confrontandoci con quello altrui. La famiglia costituisce, più ancora di un mero nucleo giuridico, sociale ed economico, una comunità di affetti e di solidarietà in grado di insegnare e trasmettere valori culturali, etici, sociali, spirituali e religiosi, essenziali per lo sviluppo e il benessere dei propri membri e della società. La famiglia è altresì il luogo dove diverse generazioni si incontrano e si aiutano vicendevolmente a crescere nella sapienza umana e ad armonizzare i diritti degli individui con le altre istanze della vita sociale. Ma è anche il luogo in cui si vive spesso una profonda e segreta sofferenza, abusi, violenze, situazioni che precedono e accompagnano i disorientamenti dell’identità personale, con tutte le loro ricadute sulla società. La scuola, gli ambiti di lavoro, la vita tutta intera risente nel bene e nel male dello stato di salute delle famiglie. È responsabilità comune promuovere iniziative volte al confronto e alla condivisione di buoni vissuti ed esperienze costruttive.
A cura di Associazione Evangelica CERBI di Ferrara

 

biblioteca

Maestri

martedì 5 novembre 2019 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara

Conferenza di Pierluigi Montanari

Introduce Lina Scolozzi
Il padre, dopo una vita di peccato, si converte e vive i suoi anni santamente, ma dannato; il figlio, pur essendosi ravveduto solo negli ultimi momenti, si salva. Bonconte, valoroso uomo d’arme di parte ghibellina, venne ucciso nella battaglia di Campaldino – alla quale partecipò anche Dante – e il suo corpo non venne mai ritrovato.
Pier Luigi Montanari vive e lavora a Ferrara. Laureatosi in Lettere Classiche presso l’Università di Bologna è stato docente di italiano, latino e greco in vari licei dalla città. Collabora da parecchi anni con diverse istituzioni culturali, tra cui la Dante Alighieri e l’Università per l’educazione permanente. Ha pubblicato come opinionista su varie testate italiane e straniere.
A cura della Società Dante Alighieri di Ferrara

mercoledì 6 novembre 2019 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara

Presentazione del libro di Dario Gigli

Edizioni La Carmelina 2019
Nell’estate del 1964, a Settepolesini, piccola frazione del comune di Bondeno, localizzata nella vasta e rada pianura tra il capoluogo e la città di Ferrara, presso la casa colonica del fondo Trevisana, un’aratura particolarmente profonda fece emergere, spezzata in due parti, la stele funeraria dedicata a un personaggio vissuto in quei luoghi circa 1900 anni prima: Tito Giulio Urbano.
Ma cosa racconta la stele e chi era Tito Giulio Urbano?
Il breve racconto dello scrittore Dario Gigli ci svelerà una vicenda storica, ambientata in provincia di Ferrara, poco conosciuta ma incredibilmente affascinante.

giovedì 7 novembre 2019 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara

Presentazione del libro di Antonella Iaschi

Ludo Edizioni, 2019
Introduce Enrico Trevisani (CEF), dialoga con l’autrice Roberto Roda
“Quando la luna si specchia nell’acqua, le Anguane si recano alle fontane e lavano i vestiti della povera gente. Sono donne bellissime anche se hanno i piedi di capra girati all’indietro…”
Il romanzo di Antonella Iaschi, attinge al folklore e all’etnografia per costruire una storia di sentimenti, affetti e complicità fra donne. È una vicenda di formazione e maturazione femminile, scandita in filigrana da un racconto della tradizione orale alpina, quello delle anguane, che da il titolo al libro. La vicenda di Giulia, la  protagonista del romanzo, l’amicizia con Gloria, permette all’autrice di attraversare una  parte consistente della storia del ‘900, disegnando una serie di “commedie umane”, che affiancano e intersecano la storia principale. Le anguane diventano nella immaginazione di Giulia, una adolescente “difficile”, il motore per importanti e non facili scelte di vita e di emancipazione. Tutte le vicende, che nel romanzo si incrociano, delineano una cartografia che,  nel genius loci di una fonte alpina in cui le anguane parrebbero occultarsi, definisce il suo centro geo-narrativo: dalle malghe friulane il racconto seguendo i suoi personaggi, si irradia verso Parma e la Pianura padana, emigra negli Stati Uniti, per tornare infine, dopo un secolo, là da dove era partito.
Antonella Iaschi è nata a Parma nel 1956.Attualmente vive fra il Friuli e la Calabria. È autrice di raccolte poetiche, romanzi e testi teatrali. Fra i numerosi lavori pubblicati si ricordano: “Vorrei che fosse Pace”, poesie (1994); “Nuove foglie per terra”, poesie, (1995); “Gentili care persone”, testimonianze di un’esperienza umanitaria durante la guerra Jugoslava (1996); ” Respirando”, poesie (1996); “Non è tempo per tacchi a spillo” (2001); “La cavalla delle onde” (2006); “Parigi per sempre” (2010); “Coulisse” (2016), “La malga spiegata agli adulti”(2017); ecc.
A cura del Centro Etnografico del Comune di Ferrara

venerdì 8 novembre 2019 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara

Conferenza di Giuliano Sansonetti e Piero Stefani

Perché una conversazione su Levinas e Chouchani? Emmanuel Levinas è ormai un maestro riconosciuto, il cui pensiero è universalmente noto e le cui opere sono tradotte in tutte le maggiori lingue del mondo. Per farsene un’idea basta leggere Cecità morale, l’ultimo libro tradotto di un altro grande maestro contemporaneo: Z. Bauman, il teorico della “modernità liquida”. Nel libro infatti  la lezione del filosofo lituano, naturalizzato francese, viene continuamente richiamata. Levinas vi compare insomma come il maestro di un maestro. Altrettanto si può dire del rapporto tra Levinas e Chouchani, con la differenza che ciò che sappiamo di quest’ultimo, ci è noto soprattutto da ciò che ne dice Levinas e qualcun altro, perché Chouchani – come altri grandi maestri– non ha lasciato niente di scritto. Da Levinas e da questi pochi altri sappiamo del fascino e della grandezza del suo insegnamento. Di lui ha detto lo scrittore Premio Nobel per la Pace Elie Wiesel: “il Rav Chouchani è uno di quegli uomini che ti accompagnano, che ti inquietano e che ti abitano nel corso degli anni, senza dubbio fino al termine dei tuoi giorni”. Non è questo il proprio dei veri maestri?
Incontro conclusivo del ciclo “Maestri” a cura dell’Istituto Gramsci e dell’Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara

biblioteca

Il dio splendente

lunedì 28 ottobre 2019 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara

Presentazione del libro di Stefano Arcella

I Misteri romani di Mitrha fra Oriente e occidenteConferenza di Stefano Arcella

Introduce Marcello Girone Daloli

Incontri con la spiritualità applicata
Un nuovo testo che amplia l’orizzonte della ricerca su molteplici aspetti del mithraismo romano che in precedenza non erano mai stati affrontati, ad esempio la posizione della donna nei Misteri romani di Mithra; l’assimilazione sincretistica, epigraficamente documentata, di Mithra al dio orfico Phanes – il dio splendente – e l’influenza dell’orfismo greco sul nuovo culto romano e misterico di Mithra; la concezione di Mithra demiurgo e l’influenza della filosofia di Platone sulla concezione di Mithra quale mesìtes, mediatore fra umano e divino; il rapporto fra mithraismo romano e dottrina della metempsicosi, alla luce dell’interazione fra teologia iranica e filosofia greca, con particolare riferimento al pitagorismo e all’orfismo e alla loro influenza sul pensiero platonico.
Stefano Arcella, saggista, studioso delle “religioni” misteriche nel mondo greco-romano, con particolare attenzione ai Misteri di Mithra e, in generale, ai culti solari in età imperiale romana. E’anche uno studioso del Neoplatonismo rinascimentale e del pensiero esoterico del Novecento europeo, con particolare attenzione al pensiero di Rudolf Steiner, Julius Evola, Giovanni Colazza, Massimo Scaligero, Pio Filippani Ronconi. Collabora con molteplici riviste culturali nazionali ed è stato relatore in molteplici convegni di studi. Ha pubblicato, fra l’altro: I Misteri del Sole. Il culto di Mithra nell’Italia antica (Controcorrente, Napoli, 2002). Misteri Antichi e Pensiero Vivente, Controcorrente, Napoli, 2016.

Il Po cerniera dei traffici nell’antichità

martedì 29 ottobre 2019 ore 16

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara

A cura dell’ Accademia delle Scienze di Ferrara

L’Accademia delle Scienze di Ferrara per l’avvio delle attività autunnali propone un pomeriggio di studi dedicato alla storia del fiume più lungo e importante del nostro Paese e al ruolo socio-economico che ha rivestito nell’antichità. Un incontro suddiviso in quattro conferenze che cercherà di esaminare alcuni degli aspetti più rilevanti di un corso d’acqua che nel corso dei millenni ha modificato la morfologia del territorio e di conseguenza anche la vita degli abitanti delle zone che il fiume ha attraversato.
Relatori:
Stella Patitucci, Il Po e le vie d’acqua dell’Etruria Padana: aspetti archeologici;
Paola De Santis, Spina e il commercio delle anfore nell’Etruria Padana;
Giovanni Uggeri, Diramazioni fluviali e traffici nell’Etruria Padana: aspetti topografici;
Annapaola Mosca, Il Po dall’Adriatico alle Alpi centro-orientali in età romana: dati archeologici e topografici.

Cultura, humanitas e formazione: fattori di sviluppo della creatività aziendale

mercoledì 30 ottobre 2019 ore 15

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara

A cura di AIF Associazione Italiana Formatori Emilia-Romagna

Alessandro Chili, Galileo Dallolio, Paolo Rebaudengo di olivettiana.it dialogano con AIF Associazione Italiana Formatori Emilia-Romagna sulle biografie di:
Renzo Zorzi, responsabile dell’identità culturale Olivetti dal dopoguerra al 1986
Natale Capellaro, ex operaio poi direttore generale in Olivetti, inventore delle prima calcolatrice scrivente
Pier Giorgio Perotto, inventore del primo personal computer al mondo, la P101 Olivetti.
L’incontro verte sull’importanza di proporre all’attenzione collettiva esperienze tratte da grandi realtà come la Olivetti. I personaggi qui raccontati rappresentano un grande esempio di come stimolare la crescita nei collaboratori e creare le condizioni perché essi possano contribuire in maniera sostanziale allo sviluppo dell’azienda anche dopo la scomparsa dei fondatori, sia una delle chiavi più importanti per il progredire delle attuali realtà aziendali.
A cura di AIF Associazione Italiana Formatori Emilia-Romagna

Storia sociale della bicicletta

giovedì 31 ottobre 2019 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara

Presentazione del libro di Stefano Pivato

Il Mulino, 2019
Dialogano con l’autore Antonella Cagnolati (Università d Foggia) e Gian Paolo Borghi (etnostorico)
L’evoluzione sociale, politica e di costume del nostro paese attraverso il mezzo di trasporto più economico, ecologico e popolare. «Traverso le viti di una bicicletta si può anche scrivere la storia d’Italia»: l’affermazione non è di uno storico ma di uno dei più blasonati giornalisti, Gianni Brera. In una storiografia in gran parte rivolta alla ricostruzione di personalità, battaglie e idee politiche, l’osservazione non poteva che essere avanzata da un personaggio al di fuori dell’accademia: la bicicletta non risulta infatti possedere i quarti di nobiltà sufficienti per assurgere a oggetto di studio da parte degli storici. Eppure la sua comparsa, verso la fine dell’Ottocento, annuncia la modernità e ne diventa un simbolo. Andare in bicicletta è di fatto un allenamento mentale e muscolare ai ritmi della nascente civiltà industriale. La velocità delle prime biciclette che sfrecciano per le vie cittadine creando paura e sconcerto evoca però anche la libertà e la leggerezza del volo. Racconti, romanzi, poesie esaltano all’unisono la «nuova amica che ci dà le ali per sollevarci al di sopra delle meschinità del mondo».
Stefano Pivato insegna storia contemporanea all’Università degli Studi di Urbino. Fra i suoi libri più recenti pubblicati con Il Mulino: I comunisti mangiano i bambini. Storia di una leggenda, Il Mulino, 2013; Favole e politica. Pinocchio, Cappuccetto rosso e guerra fredda», Il Mulino, 2015 e, con Marco Pivato, I comunisti sulla luna. L’ultimo mito della rivoluzione russa,Il Mulino, 2017. E’ stato fra i primi storici italiani a occuparsi di storia dello sport. Vari i saggi e i libri dedicati al tema: fra questi; Storia dello sport in Italia (con Paul Dietschy), Il Mulino, 2019