autori, Letteratura

Alberto Savinio

Alberto Savinio, pseudonimo di Andrea Francesco Alberto de Chirico, nasce nel 1891 ad Atene, dove si diploma al conservatorio in pianoforte e composizione nel 1903, ma come, a soli dodici anni? Tutte le biografie trovate sul web danno come certa questa data, ma sappiamo che tutte le biografie del web hanno in comune di essere copiate da wikipedia. Muore a Roma nel 1952
Alberto Savinio fu musicista, scrittore, drammaturgo, regista, critico culturale per il Corriere della Sera, ma soprattutto pittore, come il fratello De Chirico, con la differenza che lui era quello bravo, anche se meno noto al grosso pubblico.
Come avverte nella brevissima prefazione di Ascolto il tuo cuore città, «questo è un libro discorsivo: un entretenimiento. Queste poche righe per avvertire che un libro «discorsivo» non è un libro minore, ma al contrario un libro maggiore: un libro massimo. Un libro di là dalle grandi luci e dalla grandi ombre, di là dalle vette e dagli abissi – di là dalle invenzioni, dalle rivelazioni, dalle illuminazioni. Nell’ambizione di fare «un’opera» c’è ancora della puerilità. Intesa questa puerilità e superata, non si scrivono libri, se ancora si ha voglia di scrivere, se non come un lungo e tranquillo conversare. La fase «cosmogonica» della poesia – e del pensiero – è superato, sottintesa, e «taciuta»; per quel pudore che è regola rigorosa sul piano di questa superiore civiltà.(…) Poi, più oltre, più su, luogo non ci sarà nemmeno per un discorso; ma solo per il silenzio».

La sua scrittura è brillante, imprevedibile negli accostamenti, arguta nelle citazioni, surreale e visionaria come la sua pittura; una bonaria ironia pervade questo insolito reportage di viaggio tra il Veneto e Milano, mescolando realtà e  ricordo, in un intreccio che rende la lettura estremamente piacevole e stimolante.

Un esempio di questa ineffabile prosa, la più stupefacente mai letta:

«Di tutte le vie di questa città così squisitamente peripatetica e dialogica, via Manzoni è la meno atta al conversare. Nel suo primo tratto principalmente, tra la Scala e il Monte Napoleone, via Manzoni è un enorme camminatorio di pietra, che colonne di artiglierià traversano senza interruzione, le une montanti le altre discendenti. Il cupo fragore di questi tram ermetici e bassi, meno fatti per correre sulla superficie della terra che sul fondo del mare, non penetra in noi per le orecchie ma per lo stomaco. Chi è costretto a passare per via Manzoni di giorno e a piedi, affretta il passo e tiene la bocca chiusa come per gelo. Se ha cosa molto urgente e importante da comunicare al compagno, gli accenna di fermarsi, si volta verso di lui, fa tromba con le mani, e come marinaio nella bufera gli grida: «Ti sei ricordato di scrivere a Quasimodo che il colore degli ulivi greci, che Anacreonte chiama chlorós, è impropriamente tradotto “glauco”, perché la qualità marina di questo aggetivo, il suo umidore, le immagini opache che esso evoca, la sua stessa sonorità cupa, rotonda, sdentata, molle, da “tuffo”, si affà alle cose marine e soprattutto sottomarine, non al fogliame dell’ulivo greco, così terrestre, così asciutto, così palladico?» Dopo di che fa cenno al compagno che ha finito, e riprende la strada affrettando anche più il passo, come il treno che è stato costretto a fermarsi per alcun incidente, e accellera per arrivare in orario».

Per non parlare di quando disquisisce sulle caratteristiche dei formaggi:


«Il Parmigiano è un formaggio base. E’ nella famiglia dei formaggi ciò che il contrabasso è nella famiglia degli strumenti a corda. Ai bassi profondi, fondamentali, paterni del Parmigiano, si appoggiano gl’individui più leggeri del quartetto caseario: i Taleggi e le Crescenze, viole e contralti della famiglia, la schiera delle Robiole e degli Stracchini (Stracchino: formaggio “stanco” che, come una fanciulla sullo sviluppo, sviene nel piatto) al che si aggiunge la minutaglia degli acuti, i colleghi sottili dei flauti e degli ottavini, quei formaggi bianchi di Montevecchia, piccoli e tracagnotti,che macerano, occhiuti di pepe, in un verde lago d’olio. Stella Alpina è un formaggio virginale, in abito di prima comunicanda. Quanto al Mascarpone, questo compromesso tra il burro e la panna, esso è il cappone dei formaggi: un grasso eunuco che, per voluttà, ha rinunciato alla voluttà.
S’intende che la parte del violencello del quartetto dell’orchestra casearia, la fa la Groviera. (…)
Il Parmigiano è grave, robusto, fidato. La sua forma a ruota di carro attesta la solidità del suo sapore. E’ il Morgante Maggiore(*) dei formaggi.
Il Parmigiano non è figlio unico. Ha due fratelli:il Reggiano e il Lodigiano, tre giganti della casearia. Si ammiri la ieratica disposizione di questa trinità caceresca. Tre gravi fratelli collocati a breve distanza uno dall’altro sulla stessa via consolare, schierati da settentrione a mezzogiorno, “appoggiati” ciascuno a una forte città, come l’armata alla sua base: a Lodi il Lodigiano, a Reggio Emilia il Reggiano, a Parma il Parmigiano».
 
(*) Poema burlesco in versi di Luigi Pulci (1432-1484)

La prova della grandezza di Savinio scrittore la si può intuire dalla decisione di Sellerio di pubblicarne tutta l’opera narrativa, compreso un racconto inedito, che potrete trovare in questo link:

https://www.adelphi.it/catalogo/autore/179/p2

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Le bande marciano in Archivio

Conferenze e Convegni lunedì 20 novembre 2017 ore 17
​Tesori d’arte in campagna

Le sculture della pieve di Argenta (1122)

Ne parlano Alessandra Mottola Molfino (museologa), Aniello Zamboni (storico) e Francesco Pertegato, autore del libro Argenta avamposto occidentale della Chiesa di Ravenna.
La pieve di Argenta, un tempo sulla riva destra del Po di Primaro, conserva le tracce di eventi cruciali che hanno visto la Chiesa di Ravenna al centro della storia europea. La fondazione del primitivo monasterium dedicato a S. Giorgio martire, nel 569, per iniziativa dell’arcivescovo Agnello, ha probabilmente avuto l’obiettivo di vincere le ultime sacche di resistenza dei goti ariani, dopo la riconquista bizantina ad opera di Giustiniano. Nel 1122, l’ampliamento della piccola basilica chiude simbolicamente il più lungo scisma della chiesa d’occidente, iniziato nel 1080 quando Guiberto viene nominato arcivescovo dall’imperatore Enrico IV, poi eletto papa col nome di Clemente III (meglio antipapa, contro Gregorio VII), e concluso nel 1118 dall’arcivescovo Gualtiero che ritorna sotto l’egida del papa di Roma Gelasio II, il quale lo reintegra nella giurisdizione delle 13 diocesi suffraganee (Ferrara inclusa). Col rarissim o ciclo di affreschi di soggetto apocalittico, in larga parte perduto, ma soprattutto con lo straordinario portale, scolpito da un allievo di Nicolò (che lavorerà poi al portale della nostra cattedrale), l’adesione alla riforma della Chiesa trova compiuta espressione. Portale che, per la complessità tematica e la qualità stilistica, va annoverato tra i caposaldi della rinascita della scultura in Italia, come vanno riconoscendo studiosi autorevoli.
Iniziativa a cura di Italia Nostra Sezione di Ferrara.
Incontro con l’autore martedì 21 novembre 2017 ore 17
S.P.A.L., un sogno biancoazzurro

Presentazione del volume di Graziano Gruppioni

Dalle origini del calcio a Ferrara alla prima serie A
(2G Editrice)
Con alcuni interventi di Giorgio Mantovani e il contributo fotografico di Roberto Zaramella
Prefazione di Enrico Testa
Il volume ripercorre le tappe della diffusione del calcio a Ferrara, dall’attività dei primi circoli sportivi di fine Ottocento alla fondazione della Spal nel 1913 e si chiude con il campionato 1927/28 e la prima serie A. La narrazione ricompone in un grande affresco il mondo dello sport ferrarese a cavallo tra Otto e Novecento e restituisce la voce dei protagonisti e le testimonianze dell’epoca attraverso una fitta rete di cronache riprese da quotidiani locali e testate nazionali, con un ricco apparato di fonti. La struttura del volume si articola lungo un doppio binario: le cronache sportive cittadine da un lato, che fanno da cornice con le gare di ciclismo, motociclismo, podismo e nuoto, e dall’altro la ricostruzione completa dei campionati di calcio a cui prese parte la Spal. Il ritmo dei capitoli dedicati alle gare sportive è arricchito qua e là da affondi tematici sui circoli ferraresi (Palestra Ginnastica Ferrara, Circolo Ars et l abor, Spal) e sugli spazi cittadini che furono teatro degli appuntamenti calcistici, da Piazza d’Armi al nuovo Stadio Paolo Mazza. Molto suggestivo appare il ricco apparato fotografico che correda il volume e restituisce l’atmosfera e i volti dei protagonisti del calcio ferrarese di inizio Novecento.
Graziano Gruppioni fondatore della case editrice “2G” è nato a Viconovo (Fe) nel 1948. Grande appassionato di storia locale, collabora attivamente con la stampa ferrarese. Ha pubblicato nel 2000 la raccolta “Proverbi ferraresi” (Este Edition); nel 2001 ha dato alle stampe con la casa editrice Liberty house “La cucina ferrarese in due ricettari ottocenteschi” e “Memorie storiche di Sabbioncello San Pietro”; con la casa editrice 2G ha pubblicato “Sconosciuti” (2007), “La nostra storia. Storie di storia ferrarese” (il volume I nel 2010 e il II nel 2014), “Proverbi, filastrocche e indovinelli in dialetto ferrarese” (2013), “La Ferrara nascosta” (2014), “Ferrara e i suoi mille misteri” (2016), “Espressioni e modi di dire del dialetto ferrarese” (2017).
Conferenze e Convegni mercoledì 22 novembre 2017 ore 16
La Riforma protestante: storia e attualità

Conferenza di Emidio Campi (Facoltà teologica Zurigo)

L’incontro, moderato da Piero Stefani, si concluderà con alcuni canti della Riforma a cura della Maestra Maria Elena Mazzella.
La locuzione reformatio ecclesiae (Riforma della Chiesa) evoca immediatamente la figura di Martin Lutero, il frate agostiniano che sfidò la Chiesa di Roma con le sue novantacinque tesi. Prima ancora di designare il vasto movimento che dette origine al protestantesimo l’espressione Riforma della Chiesa ha avuto una valenza ampia e inoltre nei secoli successivi ha subito notevoli variazioni di significato. La conferenza spigola in alcune interpretazioni patristiche e soprattutto medievali della locuzione reformatio ecclesiae, dà conto dell’uso che ne fu fatto nelle controversie confessionali del XVI secolo e nel cristianesimo occidentale della prima età moderna, Infine si sofferma sul significato odierno in una prospettiva ecumenica.
A cura dell’Associazione Amici della Biblioteca Ariostea
Conferenze e Convegni giovedì 23 novembre 2017 ore 17
Letture e dialoghi sulla Costituzione Italiana

Progetto SLOW READING

Così datata e così ancora da applicare, è la Legge delle Leggi, quadro in cui i nostri Diritti e Doveri si possono e si devono realizzare.
Interverranno Paolo Siconolfi, docente di Diritto Costituzionale, e Michele Poltronieri, studioso della Carta Costituzionale.
Lo scrittore Alberto Rizzi intervallerà i discorsi con alcune poesie e letture recitate sul tema.
Nell’ambito del Progetto SLOW READING a cura dell’Associazione Culturale Olimpia Morata di Ferrara.
Conferenze e Convegni venerdì 24 novembre 2017 ore 17
La passione della libertà

Conferenza di Umberto Curi

Coordina Sandra Carli Ballola
Si cercherà di approfondire il concetto di libertà, muovendo da alcune precisazioni di carattere linguistico- etimologico. Distinzione fra libertà “di” e libertà”da”. Libertà e necessità. Si procederà quindi ad un’analisi del tema della libertà in riferimento al pensiero di alcuni autori della tradizione filosofica, con particolare riferimento al rapporto fra libertà e conoscenza nel pensiero di Platone.
Per il ciclo “Libertà” a cura di Istituto Gramsci di Ferrara e Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara
Conferenze e Convegni sabato 25 novembre alle ore 10
Musicanti: le bande marciano in Archivio

– Giornata di studi –

Un progetto di recupero, gestione e valorizzazione delle fonti musicali storiche del territorio ferrarese
La giornata di studi nasce dalla volontà del Servizio biblioteche e Archivi di iniziare un percorso di recupero e valorizzazione del grande patrimonio musicale bandistico del territorio ferrarese. Un itinerario ricco e coinvolgente che narra attraverso i molteplici materiali custoditi nell’Archivio storico comunale e nell’archivio fotografico del Centro etnografico ferrarese la storia e le vicende di una realtà che ha affascinato intere generazioni.

Programma
Ore 10 -13 Sessione mattutina: La Banda, funzione civile e patrimonio culturale
Ore 15-18.30 Sessione pomeridiana: Archivi e fondi musicali bandistici, esperienze a confronto

Saluti
Massimo Maisto, vicesindaco e assessore alle Istituzioni e Politiche culturali del Comune di Ferrara;
Marcella Zappaterra, consigliere della Regione Emilia-Romagna;
Francesco Colaiacovo, presidente del Conservatorio Statale di Musica “G.Frescobaldi”, Ferrara

Presidenza dei lavori
Loretta Vancini, Soprintendenza Archivistica e Bibliografica dell’Emilia-Romagna; Brunella Argelli, IBC-Archivi Regione Emilia-Romagna

Relazioni e testimonianze
Enrico Spinelli, Gian Paolo Borghi, Mario Gessi, Enrico Trevisani, Pasquale Spinelli, Igino Conforzi, Roberto Roda, Mirna Bonazza, Paolo Fresu e altri

Al termine dei lavori esibizione della Filarmonica Giuseppe Verdi di Cona.

La giornata di studi è stata promossa e organizzata da Comune di Ferrara, Assessorato alle Istituzioni e Politiche Culturali, Servizio Biblioteche e Archivi, Archivio Storico Comunale, Biblioteca Comunale Ariostea, Centro Etnografico Ferrarese.
Adesioni e collaborazioni: Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, Soprintendenza Archivistica e bibliografica dell’Emilia-Romagna, Regione Emilia-Romagna, IBC, Istituto per i beni artistici, culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna, Conservatorio Statale di Musica G. Frescobaldi di Ferrara, Fondazione Teatro Comunale Claudio Abbado di Ferrara, Fondazione Ugo e Olga Levi di Venezia, Associazione Amici della Biblioteca Ariostea di Ferrara, Associazione  culturale “Astor Piazzolla” di Pesaro, Libreria musicale Ut Orpheus di Bologna.

 

autori, Letteratura

Dante e le “rime petrose”

Luigi Villani (Roma 1878-1931), il critico e poeta a cui dobbiamo la dimostrazione – molto  convincente – che i “Fedeli d’Amore” di cui  Dante era esponente e forse magister, era una confraternita segreta di stampo ghibellino, che impartiva ai suoi adepti una pratica ascetica specifica,  rituali e canali di  grazia con la quale ritenevano di poter giungere alla “illuminazione”, o stato ontologicodi realizzazione spirituale.

 

 

La Chiesa come Pietra

Era anche una setta ostile al Papato corrotto di allora, la Chiesa  chiamata “Pietra”   nel linguaggio convenuto dei settari. E’ la Chiesa  spostata ad Avignone, la Chiesa che ha distrutto l’ordine monastico dei Templari e mandato al rogo i suoi gran maestri; per il Dante delle “rime petrose”  e i  suoi Fedeli d’Amore, irati  DISPERATI ed agghiacciati, è una pietra tombale  che tiene prigioniera la Sapienza Santa, ed impedisce a i fedeli la salvezza eterna.  Tu “Ch’eri già bianca ed or sei nera e tetra –  aprimi, petra, sì ch’io Petra veggia – che il cor mi dice che ancor viva seggia – petra è di fuor che dentro petra face”:  invettiva ben chiara a chi vuol capire: fa’, o detestata Petra, chi’o veda sotto la tua pietra Pietro, ché  tu  ormai rendi “pietre” i fedeli e veri cristiani, non fai giungere a loro la grazia  santificante. Impressionante accusa, nata da un’esasperazione che anche i cattolici veri d’oggi conoscono, dove si accusa la Chiesa non da posizioni laiciste, ma da una fede cristiana autentica e potente; una fede e una ascetica superiore che può accusare a la gerarchia clericale, lo stesso Papa, di tradimento  metafisico, e di usurpazione del potere temporale – inteso come Impero, ossia un potere  sacrale, essenziale anch’esso perla salvazione umana.

Del resto, l’Alighieri non faceva mistero della sua esperienza mistica reale.  “Perché  appressando sé al suo disire [Dio Amore]/ nostro intelletto si sprofonda tanto/che retro la memoria non può ire”, dirà nel primo canto del Paradiso. E nell’epistola a Can Grande della Scala,  spiega che questi  versi alludono alla stessa esperienza del passo di San Paolo ai Corinti, dove parla di uno [Paolo stesso] che fu “rapito a questo modo al terzo cielo, se nel corpo o senza il corpo,  lo sa Dio”.   E se   gli invidi (invidiosi) non credono ciò possibile, “leggano Ricardo di San Vittore, e non invidieranno”.

Riccardo di San  Vittore (1100-1173) fu amico di San Bernardo –  colui che scrisse la regola per i Templari – ed autore di testi di ascetica che mirano a portare il fedele alla  visione diretta del divino  –  l’apice spirituale dove “non sono più io che vivo”,  dove l’amante si identifica con l’Amato –  tanto che fu chiamato Magnus Contemplator.

http://www.maurizioblondet.it/segreto-dante-perche-el-papa-orrore/

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Autori all’Ariostea

Conferenze e Convegni Lunedì 9 ottobre 2017 ore 10,30

ELENA COME TESSITRICE NELL’ILIADE E NELL’ODISSEA

Conferenza di Lowell Edmunds, Rutgers University, USA

Introduce Angela Maria Andrisano, Università di Ferrara
Filologo classico di grande spessore, Lowell Edmunds è professore emerito della Rutgers University (New Jersey, U.S.A.), in cui ha insegnato a partire dal 1988. La sua produzione scientifica è vastissima: a partire da Omero L.E. ha esplorato con risultati sempre originali svariati ambiti della Letteratura greca, nonché latina. La ricca bibliografia mostra una costante attenzione al teatro greco (comico e tragico) e al mito (quello di Edipo in particolare), ma anche a questioni drammaturgiche rilevanti come la costruzione dello spazio teatrale, cui lo studioso ha dedicato pagine teoriche di grande rilevanza. Basti citare alcuni dei suoi libri per capire come il suo profilo sia quello di un filologo classico a tutto tondo, che ha padroneggiato la cultura greco-latina, offrendo contributi di ampio respiro: a Tucidide dedicò già un volume nel 1975 (Chance and Intelligence in Thucydides, Loeb Classical Monographs), quindi ai Cav alieri di Aristofane (Cleon, Knights, and Aristophanes’ Politics, 1987). Seguono  Theatrical Space and Historical Place in Sophocles’ Oedipus at Colonus (1996), Intertextuality and the reading of Roman poetry (2001). A Edipo sono dedicati due volumi (Oedipus: The Ancient Legend and Its Later Analogues 1996, ristampa di un volume del 1983 e Oedipus. Gods and heroes of the ancient 2006), mentre è recentissimo lo studio dedicato alla tradizione del mito di Elena (Stealing Helen:The Myth of the Abducted Wife in Comparative Perspective, 2015). Alla figura mitologica di Elena, personaggio dominante nella Letteratura greca, che ha originato molte riscritture successive, L.E. dedicherà la conferenza che si terrà presso la Biblioteca Ariostea (Elena come tessitrice nell’Iliade e nell’Odissea ).

 

Incontro con l’autore Lunedì 9 ottobre 2017 ore 17

HARPO SPEAKS

Presentazione del volume curato e tradotto da Martina Biscarini

ERGA Edizioni, Genova, 2017
Dialoga con la curatrice Maria Silvia Avanzato
Si tratta della prima edizione in lingua italiana dell’autobiografia di Harpo Marx, scritta con il giornalista Rowland Barber. Un libro zeppo di strepitosi aneddoti e di ricostruzioni d’epoca, tradotto in italiano solo ora, da Erga edizioni, a cura di Martina Biscarini.
Martina Biscarini è nata a Empoli e vive a Bologna. Si è laureata nel 2009 in DAMS a indirizzo cinema con una tesi sull’autoimmagine di Harpo Marx nell’autobiografia Harpo Speaks e nel 2016 in Letterature e Lingue Moderne e Classiche all’Università di Ferrara. Ha conseguito nel gennaio 2012 un MA in videomaking alla Kingston University (Surrey). Ha già pubblicato il saggio “Il Cinema è L’Arma Più Forte” dedicato alla genesi, sviluppo e caduta del cinema durante il fascismo.

Incontro con l’autore Martedì 10 ottobre 2017 ore 17

AGGRAPPATI STIAMO

Presentazione del libro di Claudio Gamberoni

Prefazione di Giuseppe Ferrara. Nota critica di Matteo Pazzi
Edizioni Kolibris, 2017
Interverranno e dialogheranno con l’autore Matteo Pazzi e Giuseppe Ferrara.
La presentazione sarà accompagnata dalla lettura di alcuni testi da parte di Alessandro Tagliati e dalle musiche eseguite dal Maestro d’arpa celtica Speranza Cataldo.
In questa nuova raccolta, Gamberoni ci fa comprendere (to understand) il compito arduo e forse irraggiungibile della poesia e lo fa nel modo più semplice (by standing under) restando in basso, muovendo cioè i piedi, dando un ritmo e, a passi brevi arrivare sul bordo della pagina per tornare indietro e ricominciare ancora una volta. “Con dolcezza il poeta accarezza le prigioni della terra, prigioni colte nel loro sciuparsi o sfaldarsi o pregare e così facendo cuce e ricuce attorno ai suoi e ai nostri occhi le mani fredde del tempo. Soppesare o quasi mettere sotto processo il peso dei giorni che corrono via…” (dalla nota critica di M. Pazzi), questo si può fare con la poesia e questo fa Gamberoni in queste pagine.
Claudio Gamberoni è ferrarese di nascita, ma ormai da oltre trent’anni vive nella vicina S.M. Maddalena. Appassionato alpinista, ha da tempo abbandonato l’attività a causa di un incidente. È questa la sua seconda pubblicazione, la prima, “Io siamo” (Este Edition 2010) fu recensita positivamente da R. Carifi sulla rivista Poesia. Suoi testi sono apparsi sulla rivista del Gsf, l’Ippogrifo. Ha partecipato a molti reading poetici e ricevuto numerose segnalazioni nei concorsi poetici ai quali ha partecipato.
Con il patrocinio del Gruppo Scrittori Ferraresi

Incontro con l’autore Mercoledì 11 ottobre 2017 ore 17

SPAL: DAL SOGNO AL PARADISO

Presentazione del libro di Sergio Pesci

Gli anni della rinascita nelle immagini di uno storico fotoreporter (2013-2017)
Faust Edizioni, collana di sport ‘Eupalla’, 2017
Volume a cura di Lorenzo Battaglioli e Fausto Bassini
Ne parleranno con l’autore: Luciana Pareschi (Delegato CONI per la provincia di Ferrara), Alessandro Sovrani (Telestense), Mauro Malaguti (il Resto del Carlino)
Con un saluto di Simone Merli (Assessore allo sport – Comune di Ferrara)
Interverranno alcuni responsabili di Banca Mediolanum – Ferrara (‘main sponsor’ del volume) e Valentina Ferozzi (presidente del Centro Coordinamento Spal Clubs).
La trionfale cavalcata della S.P.A.L. (Società Polisportiva Ars et Labor) – da nobile decaduta del calcio italiano in serie D, fino al ritorno in serie A dopo 49 anni grazie all’abilità di una dirigenza tutta ferrarese: la famiglia Colombarini e il presidente Walter Mattioli – le sue gesta, i suoi gol, i suoi protagonisti e la sua tifoseria raccontati dalla Nikon di Sergio Pesci, fotoreporter di lungo corso per le maggiori testate quotidiane e periodiche, “artista dello scatto” che immortala i biancoazzurri da ben 36 anni. Un volume fotografico con 150 immagini a colori e le prestigiose prefazioni di: Tiziano Tagliani (Sindaco di Ferrara) – Simone Merli (Assessore allo sport del Comune di Ferrara) – Federica Lodi (giornalista di Sky Sport) – Mauro Malaguti (giornalista del Resto del Carlino) – Gianni De Biasi (allenatore internazionale).
Sergio Pesci, ferrarese purosangue e giornalista di lungo corso, ha collaborato in veste di fotoreporter con le maggiori testate nazionali e internazionali. Ha fondato l’agenzia fotografica Business Press e attualmente, con la sua inseparabile Nikon, documenta la cronaca bianca, nera e sportiva per il marchio QN – Quotidiano Nazionale.

Incontro con l’autore Giovedì 12 ottobre 2017 ore 17

DONNE IN FUGA – Vite ribelli nel Medioevo

Presentazione del libro di Serena Mazzi

Il Mulino, Bologna, 2017.
Ne parla con l’autrice Silvana Vecchio
Nel Medioevo le donne vivevano in genere in una posizione di rigida sottomissione: obbligate a ubbidire agli uomini, padri, mariti o padroni, raramente riuscivano a ribellarsi manifestando indipendenza di giudizio o di comportamento. Ma non sono mancate sante, regine, badesse, semplici monache, umili contadine, serve, schiave, eretiche, streghe, prostitute che hanno scelto di sottrarsi a tale destino di subordinazione, resistendo, opponendosi, fuggendo. Donne decise a viaggiare, conoscere, insegnare, lavorare, combattere, predicare. O semplicemente a difendersi da un marito violento, da un padrone brutale. O a salvarsi la vita, scampando ai roghi dell’Inquisizione. Da Margery Kempe a Giovanna d’Arco, da santa Brigida a Eleonora d’Aquitania, alle tante ignote o dimenticate donne in fuga verso la libertà.
A cura dell’Associazione Amici della Biblioteca Ariostea

Incontro con l’autore Venerdì 13 ottobre 2017 ore 17

LA MACCHIA SULLE ALI

Presentazione del libro di Mara Novelli

Este Edition, Ferrara, 2017
Prefazione di Claudio Cazzola
Dialogherà con l’Autrice l’editore Riccardo Roversi
Con il presente mannello di liriche Mara Novelli riprende il filo della memoria ben saldo nelle proprie mani, la cui documentazione più recente (senza ripercorrerne l’’intera bibliografia), sta nelle raccolte intitolate Il tempo dei canti (2013) e Le antiche ginestre (2015), senza tacere la decisiva testimonianza apparsa nel 2011 e contenuta nei racconti del volume La neve al campo di Marte. Il tema delle ali del titolo permea di sé l’intera silloge, connotate come esse sono, adesso, da una “macchia”, alla cui scoperta veniamo invitati mediante la lettura dei testi. La voce della poetessa si squaderna sommessa, come da marchio distintivo costante, eppure soffusa, questa volta, di un sospiro supremo. (Claudio Cazzola)
Mara Novelli è nata a Firenze e vive a Ferrara. Giornalista, collabora a ‘La Nazione’, ‘il Resto del Carlino’ e ‘Cinecritica’. Fra il 1983 e il 2007 ha pubblicato le sillogi poetiche: Le lune fuggitive (1983, finalista Premio Viareggio “Opera Prima”), Lo zoo di carta (1994), In qualche luogo non lontano (2003), Il cuore scavato (2005) e Frammenti (2007). Fra i molti premi conseguiti, nel 2008 si è aggiudicata il 1° Premio al Concorso Letterario Internazionale “Città di San Pietroburgo”. Per questa casa editrice sono già apparsi il breve racconto di ambientazione ferrarese Quei giorni (2009), la raccolta di poesie La stanza delle rondini (2011) e La neve al Campo di Marte (2012, Premio della giuria al Concorso Internazionale “Il Convivio” di Catania). Nel 2013 ha pubblicato “Il tempo dei canti”, raccolta di poesie e nel 2015 “Le antiche ginestre”.

 

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autori, libri

Autori a corte

Autori a Corte – presentazioni letterarie con degustazione.

  • 5, 12, 18, 19, 25 luglio 2017

  • Ferrara – Sedi diverse
  • Programma:

    MERCOLEDI’ 5 LUGLIO

    Salotto Roverella – Palazzo Roverella, Corso Giovecca, 47
    Inaugurazione della rassegna
    Ore 19.00 Roberto Pazzi “Lazzaro” (Bompiani)
    IBS+Libraccio – Palazzo S. Crisino, Piazza Trento Trieste
    Ore 20.30 Fulvio Bertolino “La Bassona nuda” (Edizioni La Carmelina)
    Ore 21.15 Tavola Rotonda: fantasy e dintorni
    Aristide Bergamasco “Contagio” (Leone Editore)
    Giulio Fortini “I manoscritti di Enoch”
    Alexis Saints “Fernik”
    Alen Grana “I signori delle balene” (LaPiccolaVolante) conduce Matteo Rubini (Ferrara Bynight)
    INFO: tel. 05321825598; 3929452716
    autoriacorte@libero.it
  • http://www.autoriacorte.onweb.it/
  • Ingresso: Tutte le presentazioni e le degustazioni sono ad ingresso gratuito.

Incontri all’Ibs + Libraccio

Presentazioni librarie

  • Venerdì 7 Luglio ore 21.30

  • Ferrara – Ibs + Libraccio – Palazzo di San Crispino – Piazza Trento Trieste
  • Programma:
    Per la rassegna “Drink a book”
    presentazione di Matteo B. Bianchi “Maria accanto”
    In collaborazione con Circomassimo–Arcigay e Arcilesbica Ferrara
  • http://negozi.libraccio.it/eventi
  • Ingresso: Ingresso libero
autori, libri

La modernità di un antimoderno

Che cosa vuol dire essere antimoderni?

«Qualcosa di molto serio. Il centro del sistema occidentale sono l’economia e la tecnologia. L’uomo è un’appendice. La Rivoluzione industriale ha innescato un processo irreversibile che ha trasformato la persona in consumatore. Nel 1988 Bill Clinton disse che “la mondializzazione è un fatto e non una scelta politica”. E Fidel Castro confermò: “Gridare abbasso la globalizzazione equivale a gridare abbasso la legge di gravità”. Non abbiamo chance».

Lo dobbiamo all’illuminismo?

«Dall’illuminismo in poi la dea ragione ha preteso di organizzare tutto. Mentre l’uomo ha bisogno del mistero, come fa dire Fëdor Dostoevskij al vecchio cardinale di Siviglia nella Leggenda del Grande Inquisitore. Se stai in una stanza vuota illuminata in tutti i suoi recessi, senza più niente da scoprire, finisce che ti spari. La modernità ha azzerato l’istinto. Ti faccio un esempio: quando c’è stata la tragedia dello Tsunami nelle isole civilizzate sono tutti morti, tranne gli indigeni delle tribù Andemani. Un attimo prima il mare era calmo e piatto, ma loro avevano visto antilopi e bufali agitarsi. Così si sono allontanati dalla costa, salvandosi».

estratto da http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=57877

autori, conferenza, convegno, editoria

Progetto Spina

lunedì 14 novembre 2016 ore 17

DAGLI ULTIMI SCAVI DELL’ABITATO DI SPINA: PROSPETTIVA PER IL FUTURO

Conferenza di Caterina Cornelio Cassai

Dal 2007 è stato avviato un nuovo “Progetto Spina” dedicato all’esplorazione dell’abitato dell’antica città etrusca. Gli scavi sono stati condotti dal 2007 al 2010 dalla Soprintendenza (dottori Cornelio e Malnati) e dal 2007 al 2016 dall’Università di Zurigo (prof. Reusser). I risultati del sodalizio creato per il “Progetto Spina” sono stati illustrati il 30 giugno scorso, nell’ambito di una giornata di studi e con la presentazione di due volumi dedicati all’abitato della città-porto etrusca.
L’Accademia delle Scienze di Ferrara è la più antica associazione culturale ferrarese, fondata nel 1823, insignita nell’anno 1847 di decorazione accademica dal Sovrano Pontefice Pio IX, eretta in ente morale con decreto reale del 19 settembre 1935, ha per scopo l’incremento delle scienze.
A cura dell’Accademia delle Scienze di Ferrara

 

Conferenze e Convegni martedì 15 novembre 2016 ore 17

GIOVAN BATTISTA MINZONI, UNA GUIDA INEDITA PER CONOSCERE FERRARA IN TRE GIORNATE

Conferenza di Ranieri Varese, Università di Ferrara

Come omaggio per gli ottanta anni di don Enrico Peverada, direttore dell’archivio della Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio, la ‘Deputazione Ferrarese di Storia Patria’ e gli ‘Amici della Biblioteca Ariostea’ hanno scelto di pubblicare la guida di Ferrara, inedita (1749), di Giovan Battista Minzoni, idrostatico, giudice d’argine e letterato ferrarese. ‘Tre giorni a Ferrara’ è la prima guida che non rievoca l’età d’oro estense ma illustra le qualità della città legatizia.
Per il ciclo Testo e Contesto, a cura dell’Associazione Culturale Amici della Biblioteca Ariostea

Conferenze e Convegni mercoledì 16 novembre 2016 ore 15

I LIBRI DI GIORGIO BASSANI: TRADUZIONI, TRADIZIONI, NEGOZIAZIONI

A cura di Cristina Montagnani e Matteo Galli

Il centenario della nascita di Giorgio Bassani ha offerto occasione per numerose iniziative, in Italia e in Europa; questa di Ferrara si segnala per la sua peculiarità, giacché per la prima volta al centro dell’indagine viene collocata la ricezione dello scrittore e della sua opera fuori dall’Italia. Verrà quindi affrontato il tema delle traduzioni nelle lingue più importanti del mondo occidentale, ma anche dell’influenza che i romanzi bassaniani hanno esercitato sulla letteratura straniera coeva. Accompagna il convegno una mostra, che porta lo stesso titolo, e che si propone di documentare i rapporti fra lo scrittore e l’editoria al di là dei confini nazionali.
Introduzione di Cristina Montagnani
Saluti: Giorgio Zauli, rettore dell’Università di Ferrara; Giulio Ferroni, presidente del Comitato Bassani; Matteo Galli, direttore del Dipartimento di Studi umanistici dell’Università di Ferrara.
Domenico Scarpa (Centro internazionale di studi Primo Levi, Torino): Paperback writer.
Andrea Bresadola (Università di Macerata): La ricezione di Bassani nella Spagna franchista: traduzioni e censura.
Silvia Datteroni: Giorgio Bassani in Spagna: ricezione e critica dal franchismo alla contemporaneità.
Bernard Urbani (Université d’Avignon et des Pays de Vaucluse): Deux réécritures de «La notte del ’43»: «Un certain Felloni» (Michèle Lesbre), «Le silence éclatant des rêves» (Rachid Faggioli).
Vincent Raynaud (Éditions Gallimard): L’opera di Giorgio Bassani in Gallimard, passato e presente.
Anna Wasilewska: Giorgio Bassani in Polonia: una presenza incostante.
Convegno del Comitato Nazionale per le celebrazioni del centenario della nascita di Giorgio Bassani e del Dipartimento Studi Umanistici dell’Università di Ferrara

Conferenze e Convegni giovedì 17 novembre ore 15

I LIBRI DI GIORGIO BASSANI: TRADUZIONI, TRADIZIONI, NEGOZIAZIONI

A cura di Cristina Montagnani e Matteo Galli

Intervengono
Paola Spinozzi (Università di Ferrara): Giorgio Bassani e Tim Parks fra Italia e Inghilterra.
Valerio Cappozzo (University of Mississipi): Le lezioni americane di Giorgio Bassani.
Jamie McKendrick: Rifacendo «Il romanzo» in inglese: la terza traduzione.
Isabella von Treskow: Giorgio Bassani e la «condizione ebraica» nella critica letteraria.
Rosy Cupo (università di Ferrara): presentazione della mostra I libri di Giorgio Bassani: traduzioni, tradizioni, negoziazioni.
La mostra sarà inaugurata alle ore 18 a Palazzo Turchi di Bagno.
Convegno del Comitato Nazionale per le celebrazioni del centenario della nascita di Giorgio Bassani e del Dipartimento Studi Umanistici dell’Università di Ferrara

Incontro con l’autore venerdì 18 novembre 2016 ore 17

UNA CAVALCATA CON ARIOSTO

di Elisa Curti

L’Equitatio di Celio Calcagnini
Fondazione Ferrara Arte editore
Dialogano con l’autrice Elisabetta Menetti (Università di Modena e Reggio) e Gian Mario Anselmi (Università di Bologna)
In una cornice autunnale un gruppo di giovani intellettuali cavalca nella campagna ferrarese, diretto a una delizia per celebrare la festa della vendemmia. Durante il percorso il discorso cade sugli omina, i presagi, sul loro potere e significato. In questo contesto interviene anche Ludovico Ariosto che, abbandonando per un po’ le fatiche del suo poema, prende parte alla discussione degli amici.
Opera complessa ed enciclopedica, l’Equitatio di Celio Calcagnini rappresenta una delle primissime attestazioni documentarie della composizione dell’Orlando furioso e offre un ritratto di eccezionale interesse del suo autore. Questa edizione parziale, accompagnata da traduzione e commento, si basa sul manoscritto autografo di Calcagnini finora inedito e vuole offrirsi al lettore come un agile strumento di introduzione al testo.
Elisa Curti, formatasi presso l’Università di Bologna e la Scuola Normale Superiore, dove ha conseguito il Perfezionamento in discipline filologiche e linguistiche, è attualmente assegnista di ricerca all’Università di Bologna. I suoi interessi, di taglio filologico e critico, si concentrano sulla letteratura medievale e rinascimentale. Autrice di numerose pubblicazioni in volume e rivista, si è occupata in particolare di Boccaccio (Giovanni Boccaccio, Firenze 2013), Poliziano (Lettere volgari, edizione critica e commento, Roma 2016), Ariosto e Pietro Bembo (Tra due secoli. Per il tirocinio letterario di Pietro Bembo, Bologna 2006).
A cura di Fondazione Ferrara Arte in collaborazione con Biblioteca Comunale Ariostea
Con il Patrocinio del Comitato Nazionale V Centenario dell’Orlando furioso – Mibact

Bambini e ragazzi sabato 19 novembre 2016 ore 10,30

AIUTACI A CRESCERE. REGALACI UN LIBRO!

Giornata conclusiva della campagna di sensibilizzazione alla lettura volta ad arricchire le biblioteche scolastiche di nuovi volumi

A fine agosto si è conclusa la campagna “Aiutaci a crescere, regalaci un libro” che ha visto le 190 librerie “Giunti al Punto” impegnate, attraverso la collaborazione con le biblioteche civiche, a raccogliere libri da donare alle biblioteche scolastiche. Grazie alla determinazione dei librai e alla generosità dei clienti, è stato raggiunto l’incredibile risultato di 216.168 volumi raccolti in tutta Italia. A Ferrara, dove l’iniziativa ha avuto avvio, si sono iscritte più di cinquanta scuole e i libri donati dai clienti della libreria e dalle aziende commerciali sono stati più di mille, per un valore di circa novemila euro. Durante la mattinata, arricchita da alcuni momenti di lettura curati da Angela Poli, responsabile della Sezione Ragazzi della Biblioteca Ariostea, all e rappresentanti di ciascuna scuola iscritta verrà consegnato il buono per il ritiro dei volumi alla libreria Giunti al Punto del Centro Commerciale Le Mura.
Tra le aziende donatrici: Consorzio Proprietari Centro Commerciale Le Mura, Safari Ravenna, Fiabilandia Rimini, Niveho-Salone parrucchieri di Ro Ferrarese, Se Dici Bar di Ro Ferrarese, Studio legale Avv.Debora Formica di Copparo, Archeologi dell’Aria di Ro Ferrarese, Associazione Kairos di Ferrara, Elettroidea di Calzavarini Davide di Ro Ferrarese, Lampadari Rizzioli di Ro Ferrarese, Trattoria La Supa di Ro Ferrarese, Avis Comunale di Ro Ferrarese, Agriturismo Ca’ Nova di Ro Ferrarese, Pizzeria Cristian di Ro Ferrarese, Il Bacaro di Ro Ferrarese, Riparazioni macchine agricole di Tosi Filiberto di Ro Ferrarese.
In collaborazione con “Giunti al Punto

 

autori, conferenza, Letteratura

Ultimi incontri all’Ariostea

Invito alla lettura Lunedì 13 Giugno ore 17

AGGUATO DI NOSTALGIA di FORTUNATO VESCE

(Edizioni Albatros, 2016)

Dialogano con l’autore, Elettra Testi e Anna Quarzi
I viaggi prediletti dal protagonista Osvaldo –  che possiede lo statuto di alter ego dell’autore – sono le ariostesche avventure della fantasia, e scopo del suo operare è la salvaguardia della comunicazione verbale, fatta salva la comunione delle arti e la corrispondenza tra emozioni musicali e letterarie […]. Ma, accanto all’indagine e allo studio solitario o d’equipe posti in essere dal protagonista, il romanzo mette in risalto un altro aspetto, quello della grande lezione della poesia. (dall’introduzione)
Fortunato Vesce, nasce nel 1945 a Pietradefusi, in Irpinia. Docente di Ostetricia e Ginecologia nell’Università di Ferrara, oltre ai lavori scientifici inerenti la sua disciplina, ha pubblicato una raccolta di poesie dal titolo Poesie ostetriche (1999) e le opere di narrativa Dialoghi della memoria (2003) e La vita come esperienza di pesca (2007).

 

Invito alla lettura Martedì 14 Giugno ore 17

SLOW READING

INCONTRO CON ROBERTO D’AMICO

Conduce Francesca Mariotti, presidente Associazione Culturale Olimpia Morata
Roberto D’Amico è autore di diversi saggi, articoli e libri, tra i quali Le terre del mito (1979) e L’anima segreta della Val Varaita (2000), che ha realizzato nonostante un lavoro impegnativo che lo porta in giro per il mondo. Nell’occasione leggeremo brani da Viaggio nella “Dimensione M, suo primo romanzo di fantascienza, cui seguiranno i romanzi Alba a New Krandor e Un segno nella sabbia. Le letture spaziano tra scienza e fantascienza, fisica quantistica…e fantasie tra la Terra e l’Universo!
Roberto d’Amico, vive a Torino, dopo aver vissuto e viaggiato in tutto il mondo per la sua professione, quale Ingegnere minerario. Negli anni ha scritto numerosi articoli che vanno dall’archeologia all’esoterismo, dalle civiltà scomparse all’ufologia e al fantastico. I suoi libri sono il risultato delle sue molteplici ricerche e curiosità sia come scienziato che come uomo. Sarà piacevole la conversazione con l’autore.
Nell’ambito del progetto SLOW READING, letture insieme tra classici e contemporanei
A cura dell’Associazione culturale Olimpia Morata di Ferrara

Invito alla lettura Mercoledì 15 Giugno ore 17

ON THE ROADS

La Letteratura di Viaggio

Letture e commenti di Albero Amorelli, Matteo Pazzi, Eleonora Rossi
“Le persone non fanno i viaggi, sono i viaggi che fanno le persone” (John Steinbeck)
Sulla strada, sulle strade. C’è chi viaggia assecondando un’irriducibile irrequietezza, oltrepassando un confine dopo l’altro. C’è chi non si muove, eppure è costantemente altrove. “Ci sono molti modi di arrivare, il migliore è di non partire”, scriveva Ennio Flaiano. Per Bukowski viaggiare non era “altro che una seccatura: di problemi ce ne sono sempre più che a sufficienza dove sei”. Carlo Emilio Gadda riconosceva a Baudelaire il merito di “averci dato una vivida drammatizzazione della dialisi degli umani in sedenti e migranti”: i “sedenti” sono “ più pratici, più fidi alla realtà, più giusti, più puri. Sognano sognando, ma vivendo vivono”.
E tu… da che parte stai? Dei sedenti o dei migranti? Ci occuperemo dei “migranti”, i “folli cercatori di una nuova fortuna”, quelli che “partono per partire”. Perché la Vita è un Viaggio, da vivere o da scrivere (o tutti e due). Ulisse Enea Dante Kerouac Chatwin…
Pronti a salpare per il mare magnum della letteratura di viaggio. Landa sconfinata, come il desiderio.
A cura de La Compagnia del Libro in collaborazione con Associazione Culturale Il Gruppo del Tasso

Invito alla lettura Giovedì 16 Giugno ore 17

LEMBI E LE SETTE CHIESE – di LUCIA BONI

Raccolta di versi accompagnati da “lembi” di pittura

(Collana Poesia e Teatro – Edizioni La Carmelina, Ferrara 2016 – di Federico Felloni)
Con contributi di Carlo Bassi e Piero Sacchetto
Immagini di Paolo Volta
Dialoga con l’autrice Gianni Cerioli
Non è senza un profondo significato che quei “lembi” siano frammenti di pitture quindi in un certo  senso già poesia essi stessi per quello che il lembo intende mostrare e per la scelta e il taglio che Lucia ha deciso di operare su di essi.
Questi lembi sono immagini di luoghi dello spazio abitato, brani di silenzio che Lucia Boni elegge a contenitori oltre che suscitatori delle sue affabulazioni. (C. Bassi)
È di un amore, dunque, che si parla, che si vuole raccontare, sensuale come le ruvidità evocate, le luci che, mai troppo uguali, rendono ciò che accarezzano o schiaffeggiano, sempre un po’ diverso. Un amore sensato, anche, come il senso che di questi sguardi e di questi passi, cercati ma anche lasciati andare, i pensieri cercano, trovano e provano a raccontare.”
(P. Sacchetto)
Lucia Boni, diplomata all’Istituto d’Arte Dosso Dossi e all’Accademia di Belle Arti di Bologna, dal 1982 fino al 2015 ha lavorato presso il Laboratorio delle Arti del Comune di Ferrara. Oltre a pubblicazioni di suoi testi di poesia e prosa su antologie, raccolte, riviste di letteratura e cataloghi della Galleria del Carbone (per la quale collabora alla direzione artistica), Lucia ha pubblicato la raccolta di poesie Imbuti di Cristallo (La Carmelina edizioni, 2009), il racconto Pensieri di cioccolato e menta (Associazione Bondeno Cultura, 2010), e la raccolta di racconti Noci & Bauli (La Carmelina edizioni, 2014), per il quale ha vinto il Premio Niccolini 2015 nella sezione narrativa.

 

autori, festival, Letteratura

Festa del racconto 2016

“Personaggi & Interpreti”: dall’8 al 12 giugno l’XI edizione della Festa del Racconto

54 appuntamenti tra letteratura, moda, scienza e arte, con oltre 70 protagonisti tra cui Cristina Comencini, Anna Bonaiuto, Simonetta Agnello Hornby, Edoardo Albinati, Flavio Caroli, Piergiorgio Odifreddi e Lo Stato Sociale

Personaggi & Interpreti, sarà questo il filo rosso dell’XI edizione della Festa del Racconto, che si svolgerà a Carpi, Campogalliano, Novi di Modena e Solieradall’8 al 12 giugno 2016.

Caratteristica della manifestazione, concepita grazie alla nuova direzione artistica di Raffaele Cardone, è un nuovo sguardo sul futuro della letteratura e alla sua relazione con gli altri linguaggi della narrazione, con particolare attenzione al cinema e al teatro, insieme all’ampliamento del format canonico della Festa, con classiche conversazioni con gli autori che si alternano a monologhi, lezioni, conferenze e interventi a braccio. Grande cura è stata prestata anche ai giovani lettori, con ben 21 appuntamenti del programma per ragazzi, e alla moda, elemento caratterizzante l’economia e la storia del territorio.

Spetterà a Maurizio de Giovanni il compito di dare il via all’anteprima della Festa, mercoledì 8 alle ore 21 in piazza della Repubblica a Soliera, in un reading che prenderà le mosse da due serie di grande successo come quella del commissario Ricciardi e quella dei Bastardi di Pizzofalcone. A seguire, il celebre autore dialogherà con Pierluigi Senatore.

Successivamente, alle ore 22.30, Emidio Clementi e Stefano Pilia dei Massimo Volume, saranno protagonisti di una performance dedicata a La ragione nelle mani, romanzo in cui quasi tutti i protagonisti hanno a che fare con la musica.

E sempre la musica continuerà ad essere il tema centrale della serata di giovedì 9 quando, sempre in piazza della Repubblica a Soliera,alle ore 21, Jukka Reverberi dei Giardini di Mirò e Max Collini degli Offlaga Disco Pax si cimenteranno in Spartiti, un reading tra letteratura e musica sulle orme di Pier Vittorio Tondelli, Simona Vinci, Paolo Nori e tanti altri.

Nel frattempo, alle ore 21.30, in piazza Castello a Campogalliano, Gianni Biondillo parlerà dell’arte del racconto, a partire dai suoi polizieschi urbani capaci di restituire le molte facce di una grande città.

Sarà invece la moda ad inaugurare il programma di appuntamenti di venerdì 10a Carpi, presso la Sala dei Mori di Palazzo dei Pio, quando, con L’Atlante degli armadi, verranno portate in scena, in un’installazione e performance con letture, le storie personali, le emozioni e i ricordi celati nelle pieghe dei vestiti raccolti nelle case della città, e raccontati attraverso piccole storie estratte da quel grande archivio esistenziale rappresentato dai nostri vestiti.

Le parole di Elena Ferrante, autrice (o autore?) ammantata di mistero, capace come pochi altri scrittori italiani di catturare, con i suoi romanzi, l’attenzione mondiale, prenderanno poi vita per mezzo del talento di Anna Bonaiuto, che alle ore 21.30 in piazza Martiri, interpreterà, nel consueto momento di inaugurazione, i passaggi più interessanti dal ciclo L’amica geniale.

Contemporaneamente, nel Cortile della Biblioteca Loria, il performer trentacinquenne Ciccio Rigoli sarà il mattatore di Ponderatissime parole a manetta, spettacolo con poco rispetto delle convenzioni, delle religioni, molto poco buon senso e proprio per questo dalle risate assicurate.

A dare infine una magica buonanotte agli ospiti della Festa del Racconto sarà lo psichiatra, psicoterapeuta, illusionista e studioso di scienza dell’inganno Matteo Rampin, con la lezione spettacolo Storie di magia. La trappola delle illusioni,alle 22.30 nel Cortile d’Onore di Palazzo dei Pio.

Sarà con un omaggio all’amicizia – quella tra Talal, otto anni, la zebra Aidha e Nidal, il vecchio guardiano – che Giorgio Scaramuzzino inaugurerà, sabato 11, Fiato alle trombe!, il nuovo format della Festa del Racconto che consisterà in odi e filippiche di 15 minuti in piazza Martiri.

Alle ore 10, presso il Cortile della Biblioteca Loria, Simonetta Agnello Hornby parlerà delle storie di famiglia e delle relazioni che animano gran parte dei suoi popolarissimi testi, in un viaggio nella scrittura autobiografica e in una narrativa in bilico tra fantasia e memoria.

Alle ore 11 lo scenario tornerà ad essere quello di piazza Martiri, sullo sfondo della quale

Matteo Rampin darà fiato alle trombe con il suo Elogio della fatica, fornendo prospettive originali che aiutino a comprendere meglio a cosa serva, come affrontarla ed utilizzarla.

Sempre alle ore 11, l’Auditorium Loria sarà al centro di una lezione con immagini sul tema della moda, tra business, creazione, cultura e comunicazione. Docente d’eccezione, Maria Luisa Frisa, critico, curatore e dirigente del Corso di Laurea in Design della moda e Arti Multimediali all’Università IUAV di Venezia.

Cristina Comencini è scrittrice, regista, drammaturga e sceneggiatrice. Alle ore 11.30, nella Tenda di piazzale Re Astolfo, parlerà di Essere Vivi, suo ultimo romanzo.

Nello stesso luogo, alle ore 16, sarà poi un altro narratore, Antonio Caprarica, a condurre il pubblico in un viaggio lungo novant’anni, quelli appena compiuti della regina Elisabetta d’Inghilterra, cercando di far comprendere ai cittadini di un paese repubblicano quale sia l’insostituibile ruolo che, per gli inglesi, gioca questa donna dalla volontà di ferro.

Il Bianco, uno dei colori della Festa del Racconto, è il tema conduttore di tutti gli eventi dedicati alla moda, e Bianco Imperativo è il titolo della mostra della carpigiana Susi Zucchi, che sarà visitabile nella Sala espositiva della Biblioteca Loria e verrà preceduta da un incontro con l’artista, accompagnata dalle letture di Irene Guadagnini e da un intervento della curatrice Cristina Trivellin, alle ore 17.30 presso l’Auditorium Loria.

Sarà invece la storia dell’arte, vista attraverso gli occhi dei grandi critici che l’hanno studiata e raccontata, a costituire la lezione con immagini di Flavio Caroli, alle ore 18 in Teatro Comunale.

Un grande cultore della tradizione orale e delle radici profonde della nazione è Maurizio Maggiani, protagonista, alle ore 19.30 nel Cortile d’Onore di Palazzo dei Pio, dell’orazione Per il popolo sovrano.

La serata di sabato sarà scandita dalla voce di Rossana Casale che, nel concerto Il Signor G. e l’amore interpreterà, alle ore 21.30, sempre presso il Teatro Comunale, i testi del TeatroCanzone di Giorgio Gaber.

E tra musica e letteratura si muoverà anche il reading de Lo Stato Sociale, la band più amata dai ‘Millenials’ italiani, che presenterà il proprio esordio letterario, Il movimento è fermo, alle ore 22.30 nella Tenda di piazzale Re Astolfo.

A dare la sveglia, domenica 12, ci penserà la filippica di Massimo Cirri, che alle ore 10 in piazza Martiri terrà la sua Invettiva contro le villette a schiera.

Il punto d’incontro tra poesia e scienza, in un viaggio millenario da Omero a Blake, da Dante a Borges: a guidare gli spettatori in questo affascinante itinerario, alle ore 10.30 nel Cortile della Biblioteca Loria, Marco Malvaldi, chimico e ricercatore all’Università di Pisa, autore dei romanzi di successo dedicati al BarLume e di pregevoli saggi divulgativi tra i quali L’Infinito tra parentesi, testo di riferimento per questa conferenza.

Ode del vuoto sarà invece lo spazio che Luca Molinari dedicherà al pubblico di piazza Martiri alle ore 11, trattando di uno degli elementi insieme più invisibili e presenti nella vita di ognuno, tra architettura, scienza e arte.

Con i suoi apprezzati romanzi, Diego De Silva discende, come un palombaro, nelle profondità del mare affollato e tumultuoso dei sentimenti: l’autore dell’acclamato Terapia di coppia per amanti sarà protagonista de L’analista nel momento sbagliato, alle ore 11.30 presso la Tenda di piazzale Re Astolfo.

La scienza che si fonde con la poesia per divenire capolavoro sarà invece il cuore della conferenza scenica di Piergiorgio Odifreddi dedicata al De Rerum Natura di Lucrezio, alle ore 16 in Teatro Comunale. Il celebre matematico, logico e saggista sarà accompagnato dalla voce recitante di Irene Ivaldi e dal violoncello di Umberto Curtoni.

La scuola cattolica è l’imponente romanzo di Edoardo Albinati che, candidato al Premio Strega, è al centro di un interessante dibattito: un testo monumentale, che ripercorre la storia italiana e la formazione di una generazione. Con l’autore si discuterà, alle ore 17.30 nei Giardini della Pretura, di scrittura romanzesca e cinematografica, di autobiografia e scelte di vita, autoironia e traduzione.

Tornerà poi a dar fiato alle trombe Marco Malvaldi, alle ore 18 in piazza Martiri, con la sua Ode della furbizia italica, a partire da una divertente vicenda che incrocia la gara tra USA e URSS durante la Guerra Fredda e la cronica povertà della ricerca scientifica del nostro paese.

La casa, il luogo più amato e stabile della nostra vita, è probabilmente il fenomeno su cui si sta meno riflettendo in questo inizio di secolo, eppure è uno degli spazi più universali da cui ripensare noi stessi e il mondo che abitiamo: da qui prenderà le mosse Le case che siamo, lezione con immagini di Luca Molinari, alle ore 18 in Auditorium Loria.

Elvira Seminara è giornalista e pop artist. Sulla base del suo ultimo romanzo, Atlante degli abiti smessi, il suo incontro miscelerà memoir e lettura sentimentale, teatro e arte, alle ore 18.30 nella Sala dei Mori di Palazzo dei Pio.

A cimentarsi in una filippica sarà anche Diego De Silva, alle ore 19 quando, in piazza Martiri, terrà la sua Invettiva contro i questuanti.

Alle ore 19.30 nel Cortile della Biblioteca Loria Massimo Cirri, psicologo specializzato in criminologia clinica, scrittore e giornalista, racconterà La vera storia del figlio di Togliatti, Aldo, e della sua scomparsa subito dopo la morte del padre, dei suoi problemi di salute mentale e di una casa di cura a Modena.

Sarà invece una delle grandi attrici italiane, Iaia Forte, a dar corpo alla scrittura di Elsa Morante, in particolare a quella de L’Isola di Arturo, alle ore 21.30 in piazza Martiri.

Contemporaneamente, nel Cortile della Biblioteca Loria, si terrà il Gran Finale con i Performer: Guido Catalano, vero e proprio fenomeno poetico contemporaneo, terrà un reading-racconto tratto da D’amore si muore ma io no, il primo romanzo dell’ultimo dei poeti, mentre Arianna Dell’Arti e Ciccio Rigoli leggeranno e interpreteranno storie vere, divertenti e tragicomiche, in una performance dal titolo Stiamo molto bene.

Nella sera di domenica la Festa del Racconto farà tappa anche a Novi di Modena, alle ore 21.30, quando Manuel Bongiorni e Matteo “Napo” Palma, cantautore con lo pseudonimo di MxB (MusicaPerBambini) il primo e voce e testi degli Uochi Toki, ma anche disegnatore con la firma di Lapis Niger il secondo, saranno i protagonisti di uno spettacolo cross-mediale tra musica elettronica, giochi di parole, disegni e teatro.

Molto nutrito, in questa XI edizione, anche il programma concepito per i ragazzi e le famiglie. A Soliera, giovedì 9 alle ore 15, l’attrice e regista Alessia Canducci e il fisarmonicista Tiziano Paganelli daranno appuntamento ai piccoli spettatori sul fondo del mare, per dare avvio a Machemare! Fiabe di acqua salata, un’avventura straordinaria insieme a personaggi indimenticabili.

La scena si sposterà poi a Carpisabato 11, nella Torre dell’Uccelliera e nella Sala Espositiva della Biblioteca Il Falco magico dove, dalle ore 10 alle 20, si potrà visitare l’esposizione delle tavole originali di Joëlle Jolivet, illustratrice francese di fama internazionale,tratte da Costumes (Grandes Persone), la pluripremiata opera che, attraverso un meraviglioso catalogo di costumi, racconta le culture del mondo, un grande specchio per riflettere sui diversi abitanti del pianeta ma anche su stereotipi e convenzioni culturali che possono essere scardinati, nelle differenti epoche e culture, proprio attraverso gli abiti. La mostra, che inaugurerà alle ore 16.30, verrà accompagnata da un programma di attività a cura dell’Associazione Culturale Hamelin.

Mi fotografo in costume darà la possibilità – dalle ore 10 alle 12 e dalle 16 alle 18 presso il Cortile del Ninfeo – di vestire i panni di un samurai, un faraone o una regina, giocando con le sagome in formato gigante di alcuni dei più sontuosi costumi della Jolivet (replica domenica 12 negli stessi orari).

E sempre in un viaggio insieme agli abiti consisterà il laboratorio Il giro del mondo in 80 costumi, per scoprire come cambiano le abitudini fra luoghi diversi, riservando a volte grandi sorprese (replica domenica 12 negli stessi orari).

Alle ore 16.30 il Cortile del Ninfeo sarà lo sfondo di un altro laboratorio, E io che costume ho?, nel quale, a partire da una foto del proprio viso, i bambini (a partire dai 5 anni) potranno diventare protagonisti della creazione di un vero e proprio costume su misura (replica domenica 12 alle ore 10.30 e alle 16).

Costumi in festa è invece il nome dell’altro laboratorio, che si svolgerà in contemporanea, partecipando al quale ad ogni bambino sarà regalato un costume da colorare e portare a casa (replica domenica 12 alle ore 16.30).

Alle ore 17, ancora presso il Cortile del Ninfeo, si terrà un Coloriage collettivo (replica domenica 12 alle ore 10 e alle 16), mentre nel Cortile d’Onore di Palazzo dei Pio il Teatrino dell’Erba Matta porterà in scena lo spettacolo I musicanti di Brema.

Nel Cortiletto Nord di Palazzo dei Pio, alle ore 18.30, Giorgio Scaramuzzino, autore e attore, narrerà la storia di Giovanni e dei modi che utilizza per addormentarsi in Ti regalo uno sbadiglio. Una favola per dormire.

Anche la serata di sabato sarà a misura dei più giovani, quando, alle ore 21, presso il Cortile del Ninfeo, la celebre autrice e illustratrice Antonella Abbatiello e il graphic designer Stefano Baldassarre condurranno il laboratorio digitale Facciamo! Una app e un libro, nel corso del quale i partecipanti potranno sperimentare un’unione speciale tra creatività e tecnologia, per dimostrare come tutto, anche l’approccio al gioco, cambi.

Trenta minuti più tardi prenderà avvio anche Un pezzetto di carta rosso, laboratorio di collage, condotto dalla medesima coppia.

Oltre ai laboratori, che saranno replicati anche domenica 12, alle ore 17, presso il Cortile d’Onore di Palazzo dei Pio, la Compagnia Iurilli, in collaborazione con l’Associazione 5T, porterà sul palco La bambina librata, ispirato al celebre romanzo per ragazzi Matilde di Roald Dahl.

Ma gli appuntamenti per celebrare il centenario della nascita del grande autore britannico non si fermeranno qui: alle ore 18.30, il Cortiletto Nord di Palazzo dei Pio diventerà il bosco stregato in cui Alessia Canducci e Tiziano Paganelli evocheranno Policorni, Sfarabocchi e Sarcopedonti, magiche creature della fantasia di Dahl.

Come non concludere il programma ragazzi della Festa del Racconto in golosità, con una Caccia alle tavolette di cioccolato di Willy Wonka? Dalle ore 19 alle 21 la Biblioteca ragazzi diventerà il setting di un percorso-gioco per scoprire le storie e i personaggi di Dahl, con una dolcissima sorpresa finale.

La Festa del Racconto è realizzata grazie al rilevante contributo di Fondazione CR Carpi e organizzata da Biblioteca Multimediale A. Loria in collaborazione con gli istituti culturali e gli assessorati alla Cultura dei Comuni dell’Unione Terre d’Argine.

Per ulteriori informazioni è possibile visitare il sito http://www.festadelracconto.it e la pagina Facebook ‘Festa del Racconto’.