autori, fantascienza

Ugo Malaguti

Domenica 26 settembre ci ha lasciato Ugo Malaguti, nume tutelare della fantascienza italiana, spentosi nella sua casa di Bologna dopo una lunga malattia.

All’inizio della sua carriera, Malaguti prese in mano la curatela della collana Galassia (Tribuna), diventandone il direttore. Nel 1967 fondò la casa editrice Libra e iniziò la pubblicazione della rivista Nova SF* e le collane Slan e I classici della fantascienza. Negli anni ’70 fondò la Perseo Libri e successivamente Elara Libri, erede delle case editrici precedenti.

Autore di numerosi saggi, racconti e romanzi, spaziò dalla fantascienza archeologica e d’avventura e quella di stampo sociologico, più realistica e impegnata, ma fu anche un prolifico traduttore di alcuni dei più grandi nomi della fantascienza internazionale.

Tra le sue traduzioni comparse in Urania ricordiamo: “Il fabbricante di universi” di Philip J. Farmer, “Novilunio” di Fritz Leiber, “La città e le stelle” di Arthur C. Clarke, I fabbricanti di felicità di James Gunn, “Il telepate” di John Brunner, “Sabbie, tempeste e pietre preziose” di Cordwainer Smith e “Stelle del silenzio e della vita” di Edmond Hamilton.

Il video con Malaguti e Pestriniero è stato girato nel 2006 a Bondeno (FE) nel corso di una edizione delle Giornate della cultura

autori, politica

Franco Ferrarotti

Professore emerito di Sociologia all’Università di Roma La Sapienza, diret­tore della rivista La Critica sociologica, deputato indipendente al Parlamen­to italiano dal 1958 al 1963, è stato tra il 1948 e il 1960 tra i più stretti col­laboratori di Adriano Olivetti. Insignito del premio per la carriera dall’Acca­demia nazionale dei Lincei nel 2001 e nominato Cavaliere di gran croce al merito della Repubblica nel 2005, per EDB ha pubblicato di recente: Scienza e coscienza. Verità personali e pratiche pubbliche (2014), Elogio del piroma- ne appassionato. Lettura e vita interiore nella società digitale (2015) e Al San­tuario con Pavese. Storia di un’amicizia (2016).

autori, biblioteca, concorsi, conferenza, convegno, corso, editoria, Letteratura

Cosa leggete?

Visto che di mestiere dovevo spiegare Dante cercavo il verso “Giusti son duo, ma non vi sono intesi”, e la prima occorrenza propostami da Google è stata quella su ebay per l’acquisto di un testo usato della Divina Commedia.

Stando così le cose, voi 50 lettori iscritti al mio blog di cosa siete curiosi?

(ad ogni modo su wikisource c’è anche la terzina che cercavo:

Giusti son due, e non vi sono intesi;
superbia, invidia e avarizia sono
le tre faville c’ hanno i cuori accesi”.)

autori

Il mio libro

Usa il codice: SPRING15
Offerta valida fino al 7 maggio

MI rendo conto che le spese di spedizione annullano la convenienza, però i servizi di stampa digitale italiani non sono altrettanto agili nei confronti degli autori: pur avendo io pdf e copertina non viene fornito lo spazio per l’invio ( se non al termine della procedura di acquisto di un numero minimo di copie)

autori

Umberto Eco

Il vero titolo di questa raccolta avrebbe dovuto essere il suo sottotitolo, ovvero “scritti occasionali”. Solo la giusta preoccupazione dell’editore, che un titolo così pomposamente modesto potesse non attirare l’attenzione del lettore, mentre quello del primo saggio presenta qualche motivo di curiosità, ha fatto propendere per la scelta finale. La virtù di uno scritto occasionale è data dal fatto che di solito l’autore non pensava affatto di doversi occupare di un certo argomento ma vi è stato spinto dall’invito a una serie di conversazioni o saggi a tema, che lo hanno indotto a riflettere su qualcosa che avrebbe altrimenti trascurato. Ed ecco qui una serie di variazioni talora impegnate e talora divertite su temi come l’Assoluto, il Fuoco, il perché piangiamo sulla sorte di Anna Karenina, le astronomie immaginarie, i tesori delle cattedrali, le Isole Perdute, Victor Hugo e i suoi eccessi, le veline, il meccanismo dell’agnizione nel romanzo d’appendice, la fortuna o sfortuna di Joyce nell’epoca fascista eccetera. Tuttavia, che il titolo dell’insieme sia stato desunto dal primo scritto non è casuale, perché alla costruzione del Nemico l’autore si è appena dedicato nel suo ultimo romanzo, “Il cimitero di Praga”, né questo meccanismo perverso si è ancora arrestato perché, per tenere i popoli a freno, di Nemici bisogna sempre inventarne, e dipingerli in modo che suscitino paura e ripugnanza.

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Ettore Lo Gatto

Fonte: Raffaele Panico

La missione di Ettore Lo Gatto nata casualmente in un campo di
prigionia austriaco per ufficiali italiani e russi della Grande Guerra

Ettore Lo Gatto nasce a Napoli il 20 maggio del 1890, con la famiglia trascorse l’infanzia a Porto San Maurizio e l’adolescenza a Livorno. Porto san Mauruzio poi Imperia dal 1923, accorpando Oneglia e Porto Maurizio e Castelvecchio tra cui scorre il torrente Impero, pensando gli italiani in quel tempo al futuro imperiale della nuova terza Roma, dopo l’antica, la cristiana e il futuro sogno di gloria del radioso Impero italiano… 1936-41… Sic transit gloria mundi – Così passa la gloria del Mondo.

Ettore ama talmente tanto la letteratura che scrive due romanzi appena adolescente, I misteri della Siberia (Livorno 1903), poi I drammi della morte. Trilogia, I, Follia (1906). Terminati gli studi universitari in giurisprudenza e filosofia, si applica allo studio della lingua e letteratura tedesca e si porta a Monaco di Baviera, Heidelberg e Zurigo. Tanto che fa alcune traduzioni con note critiche su autori tedeschi, e qui citiamo solo Nietzsche e Wagner, pubblicate a Napoli (1915-919).

Parte al fronte di guerra quel “Radioso Maggio” del 1915, rimane ferito e caduto prigioniero viene portato in Austria. È nel campo di prigionia austriaco, dove erano stati presenti anche prigionieri ufficiali dell’esercito russo, che avviene per caso il suo avvicinamento alla lingua russa. Così in una sua memoria I miei incontri con la Russia pubblicata nel 1976, ricorda l’episodio nell’autobiografia: “Il destino volle che nel cassetto del tavolo della camera assegnatami, io trovassi tre libri e una lettera […]. Furono il punto di partenza del mio accanito studio del russo, la cui conoscenza mi permise presto di decifrare la lettera e di leggere gli autori presentatimi dal caso”. A guerra finita diventa segretario dell’Istituto per l’Europa orientale e nel 1922 ottiene la libera docenza in lingua e letteratura russa, e comincia la carriera accademica tenendo corsi di questa materia all’Università di Roma. Ettore Lo Gatto l’abbiamo così introdotto per riscoprirlo, come personalità forte a fronte anche di un periodo post bellico non facile, soprattutto dal punto di vista economico. Nonostante aveva maturato un grande entusiasmo e rivelazione: diffondere in Italia la conoscenza della grande letteratura russa. Era diventata la sua missione. Nel 1919 conosce Zoja Matveevna Voronkova la sua insegnante di russo che poi diventa sua moglie e stretta collaboratrice. Insieme scelgono di pubblicare una prima scelta di racconti di Michail Evgrafovič Saltykov-Ščedrin uno scrittore e giornalista russo, dal suggestivo titolo che richiama Lo Spleen la poesia di Baudelaire in “I Fiori del Male”, appunto “Lo spleen dei nobili. Racconti”, edito a Napoli. E Anton Pavlovič Čechov, Zio Vanja edito a Napoli. Era solo l’inizio di un’attività esponenziale. Sostenne iniziative culturali, presentava e divulgava libri russi, strinse rapporti in campo internazionale, era diventata una missione la scoperta del Mondo della Russia! Missione la sua di divulgazione e approfondimento non solo scientifico, ma sociale e civile! La storia culturale degli italiani doveva prendere coscienza della cultura del popolo russo e farsi portatrice attraverso studiosi ben formati, di un dibattito di portata europea: il problema fondamentale dei rapporti fra la Russia e l’Occidente dell’Europa. Occidente da intendersi, come ancora oggi, col mito inteso come quelli di Ulisse e di Prometeo, ovvero l’autentico Occidente e non l’occidentalizzazione. E poi, annoteremo anche il mito della fondazione della città – Roma.  Farsi carico di tale missione occorre sottolineare e significare che avvenne proprio durante gli anni della Rivoluzione d’Ottobre da un lato, e dopo l’avventura anarchica-sindacalista e patriottica del Libero Stato di Fiume 12 settembre 1919 – 25 dicembre 1920 e, conclusa l’avventura della nuova liturgia del potere politico inaugurata dal fiumanesimo, poi vediamo l’affermarsi del regime fascista in Italia. 

Una grande forza dunque quella di Ettore Lo Gatto che animava anche la rivista Russia, iniziata nel 1920, editata fino al 1926, periodico uscito tra molte difficoltà, ma che con sue parole così espresse “volevo dare al lettore la possibilità di associare alle sue conoscenze di letteratura belletristica (letteratura arcaica; Ndr) conoscenze tali da creare un quadro complessivo della vita spirituale russa. […] per cui gli italiani siano in grado di partecipare non più soltanto con la divulgazione, ma anche con contributi reali, agli studi slavi […]” in (Rivista di letterature slave, II [1927], 3, p. 464).

Ettore Lo Gatto è stato dunque uno dei primi divulgatori della cultura russa in Italia. Ne “Il mito di Pietroburgo. Storia, leggenda, poesia” (Milano, Feltrinelli, 1960), analizza il rapporto che lega la nascita della città al mito di Pietro il Grande, imperatore che fonda la nuova capitale per la Russia aperta verso l’Europa. E chi meglio di un italiano poteva subire la fascinazione della fondazione di una città che come Roma prende il nome dal suo fondatore Romolo, come Pietroburgo da Pietro. Città che è una svolta epocale nella storia russa. Dove Ettore Lo Gatto vede sin da subito la traslazione del mito fondante di Mosca e il suo ruolo imponente che ricopriva: protagonista del mito di Terza Roma, anche Mosca, città ritenuta “Santa”, perché custode della fede cristiana ed erede di Costantinopoli.

L’economia del presente articolo intende solo dare un richiamo ad una personalità che oggi forse pochi ricordano Ettore Lo Gatto, morto a 93 anni a Roma, era il 16 marzo 1983.

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Brevi note su Ettore Lo Gatto.

Socio corrispondente dell’Accademia dei Lincei dal 1963, nel 1972 ne divenne socio nazionale. Fra i numerosi riconoscimenti di cui fu insignito si ricordino almeno il premio Marzotto per la storia e critica letteraria nel 1952 (per il volume Storia del teatro russo, Firenze 1952), il premio Viareggio 1960 per la critica letteraria (per Puškin, storia di un poeta e del suo eroe, Milano 1954) e il premio nazionale del presidente della Repubblica, conferitogli dall’Accademia dei Lincei nel 1966. Nel 1982 fu nominato cavaliere di gran croce dell’Ordine al merito della Repubblica italiana.

autori, Letteratura

Etienne de la Boétie

Si chiamava ÉTIENNE DE LA BOÉTIE e il 1° novembre compirebbe 490 anni!

Nacque infatti nel 1530. Fu filosofo, giurista e politico. Incantò Michel de Montaigne che lo portò nei suoi pensieri fino alla morte e lo amò di quell’amore particolare e unico che è l’amicizia pura, quella per cui si darebbe la vita.

Il suo “Discorso sulla servitù volontaria“, sicuramente il più celebre tra i suoi scritti, ancora oggi, a quasi mezzo millennio dalla sua prima pubblicazione, resta valido nella sua struttura essenziale.

Incredibile, vero?

Ma no, è che in fondo l’essere umano, quello che compone la “massa”, non è che nei secoli e nei millenni sia molto cambiato!

Del resto i romani avevano chiaro che il “popolo” lo tieni buono con panem et circenses e se questo non basta passi alle maniere forti.

Mutatis mutandis il panem et circenses si trasformò in feste, forche e farina. E qui già era chiaro da subito che se le feste e la farina non bastavano si aggiungevano le forche, che poi, se non ti riguardavano direttamente diventavano un passatempo. Ah gli umani, che perle del creato!

Ma la cosa fantastica che Etienne seppe mettere a fuoco è come fa a reggersi il potere di un essere qualunque, a volte anche insulso.

Per Étienne c’è una sorta di malinteso esistenziale che tiene in piedi il potere, e si basa su cosa? Sulla SERVITU’ VOLONTARIA.

Caro, grande Étienne, a vent’anni speravo che il tuo libro sarebbe stato presto obsoleto e invece no, uno lo riesuma e scopre – purtroppo – che è ancora valido.

Be’, buon compleanno. Tra dieci anni, quando compirai il mezzo millennio, ti faremo una festa grande, e sicuramente metteremo sul tavolo una nuova edizione del tuo Discorso sulla servitù volontaria che ancora, ci giurerei, non sarà diventato obsoleto.

Di Patrizia Cecconi, ComeDonChisciotte.org

01.11.2020

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Simenon

Ogni libro di Georges Simenon (Liegi 1903- Losanna 1989) è una sorpresa, una scoperta, si potrebbe dire “una festa”, con l’espressione usata spesso dai fan. Lo stile ironico e lieve, asciutto e ricco allo stesso tempo dello scrittore belga offre dei veri roman roman, come definiva i suoi romanzi letterari, che lasciano spazio all’introspezione e alla possibilità di affrontare i drammi umani, i dolori che la vita dispensa alternandoli alle attese.

Non fa eccezione questo Annette e la signora bionda e altri racconti, edito da Adelphi, casa editrice che sta pubblicando tutta l’opera di questo autore molto prolifico (500 romanzi). Questa raccolta è un divertissement, otto racconti diversi fra loro e abbastanza brevi che si conclude con quello che si può definire un piccolo romanzo, il racconto che dà il titolo al libroe fu pubblicato a puntate nel 1941 sulla rivista femminile “Pour Elle”. Gli altri sette comparvero sulla rivista “Gringoire”.

Sono veloci quadretti di quotidianità che richiamano l’esistenza che tutti i giorni famiglie e personaggi borghesi vivono: mogli, mariti, amanti, speranze, carriere, tradimenti. Insomma, anche la banalità vissuta trascorrendo il proprio tempo con amici al caffè. Al centro di questi racconti c’è, in un certo senso, il rapporto fra uomo e donna. Simenon tratteggia queste vite in maniera rapida con guizzi che danno slancio al racconto, che colpiscono la mente e la curiosità del lettore. Lasciandolo spesso sorpreso per il solito colpo di scena. Emergono le contraddizioni della vita che Simenon ha sempre indagato nei suoi romanzi. Lo stile dei personaggi quindi riflette non solo l’impostazione tipica dello scrittore belga ma mette in luce con evidenza gli aspetti psicologici dei personaggi che in un primo momento, e a una prima lettura, non emergono subito.

Il racconto più solido, che maggiormente rapisce, è proprio Annette e la signora bionda. Annette è una diciassettenne che vive a La Rochelle, in una scuola di musica dove i genitori, entrambi musicisti e insegnanti di musica, danno lezioni. La ragazza, svelta, furba e attenta, “con occhioni da cerbiatta” e sempre “con un’espressione solenne da statua”, si innamora di un uomo di età ben maggiore, l’avvocato Maurice Camage. Fa di tutto per conquistarlo e medita una vendetta contro la sua rivale, ben più grande di lei, divorziata: la signora bionda, appunto. Simenon tratteggia benissimo la scaltrezza di questa adolescente che con il volto angelico e l’aria sempre sorpresa fa il suo gioco per conquistare Maurice, per farsi corteggiare dall’ingenuo Bernard, per trovare giustificazioni false con i genitori, studiando le modalità migliori per vendicarsi della signora bionda, sua rivale.

I racconti girano tutti intorno a un personaggio, in un insieme di persone solitamente innocue e normali: agenti immobiliari, giovani donne, ragazzi, mogli, marinai: Ma non mancano le inquietudini… E non mancano gli omicidi, i misfatti, le liti, i problemi economici, le situazioni difficili da giudicare. I racconti sono ambientati in luoghi differenti: dalla Norvegia all’Africa equatoriale, dalla Costa azzurra a un caffè di La Rochelle, fino a paesi e a grandi città.

Si tratta di racconti d’occasione, scritti da Simenon per riviste, scritti in un pomeriggio, veri divertissement, raccolti in questa antologia, che hanno in comune i rapporti umani e, al centro di ogni racconto, lo svolgersi di piccoli drammi, di grande felicità.

*Annette e la signora bionda e altri racconti, di Georges Simenon, Adelphi edizioni, pagg. 176, euro 12

@barbadilloit

Manlio Triggiani

Manlio Triggiani su Barbadillo.it

autori

Figli del Congo

Titolo: Figli del Congo
Autore: Gianluca Turconi
Editore: Amazon KDP
Genere: Crime thriller
Edizione: Prima Edizione
Costo: euro 2.99 (in offerta lancio a € 0.99, gratuito per abbonati Kindle Unlimited)

Sinossi di “Destino criminale”

Molti bambini giocano alla guerra. Altri, invece, combattono davvero, versando sangue in conflitti dimenticati.

Sono vittime e carnefici in stupri di massa, in pulizie etniche mascherate da rivoluzioni politiche e in traffici d’armi di cui non conoscono le finalità. E’ ciò che avviene da decenni nella Repubblica Democratica del Congo, in Africa. Ed è quanto accaduto a Kazadi, Joel e Ndaye, combattenti negli scontri congolesi a partire dalla prima adolescenza. A differenziarli da altri compagni meno fortunati appartenenti ai Mayi-Mayi Massengo, unità di guerriglieri del Congo orientale, è stata la capacità di riconoscere la ferocia della propria esistenza e di prendere la sola decisione possibile per salvarsi: fuggire.

Hanno così potuto espatriare illegalmente ad Anversa, in Belgio, paese che ha avuto a lungo un dominio coloniale sul Congo. Nel corso di dieci anni, i tre hanno scelto strade diverse in questa nuova vita: Kazadi si è integrato e ha aperto un ristorante etnico insieme alla moglie belga; Joel è divenuto un esponente di spicco della criminalità di medio profilo ad Anversa; Ndaye si è perso tra droga, scommesse e prostitute, ossessionato dalla ricerca dell’Uomo delle Navi, come chiama lo sconosciuto trafficante d’armi che controllava i trasporti verso il Congo, causa indiretta della loro fuga collettiva.

Tuttavia, nessuno di loro è stato capace di dimenticare il passato.

L’improvvisa sparizione di Ndaye, in cui sarebbero coinvolti l’Uomo delle Navi ed elementi dei Mayi-Mayi Massengo operanti in Belgio, metterà in moto un complesso meccanismo che porterà Joel prima a rimanere invischiato in una serie di omicidi e, successivamente, a scoprire alcuni segreti riguardanti la sua gioventù, celati in piena vista nell’apparente tranquillità belga.

Per sopravvivere, dovrà lottare: contro i nemici sconosciuti che tirano le fila della macchinazione in cui è rimasto invischiato, contro le ambiguità dei Mayi-Mayi dei quali era stato compagno, contro la drammatica immutabilità del suo paese natio.

Dall’Europa all’Africa, durante inchieste giudiziarie, elezioni politiche dal risultato imprevedibile e inaspettati viaggi, andrà alla ricerca della risposta alla domanda a cui anche la sua vita è legata: esiste una possibilità per i giovani Figli del Congo delle nuove generazioni di cambiare il proprio destino di violenza e sanguinosi conflitti?

Collegamenti per l’acquisto e/o lettura primi capitoli del romanzo

https://www.amazon.it/dp/B084MMHTF2/

L’Autore

Gianluca Turconi, nato nel 1972, già più volte finalista al Premio Alien per la narrativa fantascientifica e vincitore della XIII Edizione del Premio Lovecraft per la narrativa fantastica, ha effettuato studi linguistici e giuridici, e attualmente vive e lavora in provincia di Monza e Brianza.

Da quasi un ventennio sostenitore del Software Libero, è stato tra i fondatori del progetto di marketing internazionale, di documentazione e di localizzazione italiana della suite software Apache OpenOffice, nonché curatore del dizionario italiano utilizzato dai programmi software Google Chrome, Mozilla Firefox e Thunderbird.

Nell’ambito della narrativa thriller e fantastica ha pubblicato diverse opere (tra le altre “Destino criminale”, “Tijuana Express”, “Protocollo Aurora”, “La fine del gioco”, “Gli Dei del Pozzo”, “Alveare e dintorni”, “L’Altare”, “Fermata obbligatoria”) per case editrici e riviste specializzate nazionali e internazionali (Eterea Comics & Books, Delos Books, Asociación Alfa Eridiani, Axxón, Graphe, DiSalvo, A3, Horror Magazine). Ha inoltre rivestito il ruolo di editor per il romanzo “Figlio della schiera” di Giampietro Stocco (Chinaski) e di selezionatore e coordinatore della traduzione per l’antologia di narrativa fantascientifica latinoamericana “Schegge di futuro” (Letture Fantastiche).

autori, Letteratura

Il materiale e l’immaginario

Adesso il libro di testo che usavo io per insegnare al Liceo viene usato per preparare l’esame universitario di Italiano

Edizione Rossa in 5 volumi
l. Dall’Alto medioevo alla società urbana
2. La società dell’antico regime
3. La crisi dell’antico regime. Riforme e rivoluzioni
4. Società e cultura della borghesia in ascesa
5. La società industriàle avanzata: conflitti sociali e differenze di cultura
Edizione in 10 volumi
1/2. La società agraria dell’Alto medioevo.
La cultura della società feudale
3. La società urbana
4. La società signorile
5. La società dell’aritico regime
6. La crisi dell’antico regime. Riforme e rivoluzioni
7. Società e cultura della borghesia in ascesa
8. La società industriale avanzata: conflitti sociali e differenze di cultura
9. La ricerca letteraria e la contemporaneità
10. Strumenti
I. Termini, concetti, problemi di metodo
Il. Percorsi di letteratura

https://www.amazon.it/materiale-immaginario-laboratorio-letteratura-superiori/dp/8820114003