fantascienza

Coyote

Uno dei problemi principali dei regimi totalitari, che impongono la stessa ideologia a tutti i loro cittadini, sono quelli che la pensano in modo diverso. Ribelli, anarchici, buonisti, attivisti vari, e pure quelli troppo fanatici dall’altra parte. Nella storia è stato risolto spesso facendoli sparire, o mandandoli in esilio. In futuro potrebbe esserci una soluzione migliore: lasciarli fuggire, o scaricarli direttamente, su un altro pianeta.

Coyote è un pianeta colonizzato da ribelli fuggitivi da un regime oppressivo. È abitato da ogni genere di attivisti politici, ed è diventato anche un luogo nel quale smaltire i terrestri indesiderati. La storia della sua colonizzazione e poi del suo successo è raccontata in tre romanzi di Allen M. Steele, tutti usciti su UraniaCoyoteCoyote Rising e Coyote Estrema Frontiera e molto apprezzati dai lettori della collana da edicola di Mondadori.

Ma la serie non si ferma qui. Steele ha scritto diversi altri romanzi basati sul pianeta Coyote, tra i quali c’è anche il romanzo breve The River Horses, uscito nel 2007 e collocato cronologicamente tra Coyote Rising e Coyote Estrema Frontiera, anche se vive benissimo anche a se stante, senza necessità di aver letto il resto del ciclo. The River Horses esce oggi in italiano col titolo I fiumi di Coyote nella collana Biblioteca di un sole lontano curata da Sandro Pergameno, con copertina di Tiziano Cremonini e nella traduzione di Lamberto Lolli. Dategli una possibilità, potrebbe nascere una nuova passione (con moderazione però, che poi mandano su Coyote anche voi).

NOVITÀ – FANTASCIENZA

Allen M. Steele
I FIUMI DI COYOTE

Un romanzo breve del popolare ciclo del pianeta Coyote

Biblioteca di un sole lontano n. 46

Titolo originale: The River Horses

Traduzione: Lamberto Lolli

Copertina: Tiziano Cremonini

Genere: Fantascienza

ISBN: 9788825407136

Versioni per Kindle e formato epub per tutti i reader e le app per tablet e smartphone

ROMANZO BREVE – PAGG. 88 – EURO 2,99

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biblioteca, conferenza

Le viaggiatrici

Un uomo assolutamente buono. L’Idiota di Dostoevskij

lunedì 15 ottobre 2018 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara
Sala Agnelli

Conferenza di Daniela Rizzi (UniVE)

In occasione dello spettacolo di danza “The Idiot” in scena il 16 ottobre al Teatro Comunale Claudio Abbado, Daniela Rizzi introduce e rilegge il capolavoro di Dostoevskij, che ha ispirato il coreografo giapponese Saburo Teshigawara a trasformare in movimento la sofferenza e la bontà d’animo del principe Miskyn.
Per il ciclo “Libri in scena” a cura dell’Associazione Amici della Biblioteca Ariostea e del Teatro Comunale Claudio Abbado

Album di una vita

martedì 16 ottobre 2018 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara
Sala Agnelli

Presentazione del libro di Ada Negri

Este Edition, 2018 – Collana Faber
Dialogano con l’Autrice Gina Nalini Montanari e Riccardo Roversi
Questo album fotografico spazia dall’infanzia di Ada Negri ai giorni nostri; comprende foto delle tappe fondamentali della sua vita, delle circostanze che l’hanno vista impegnata o gratificata, immagini delle persone care, degli amici e dei personaggi importanti che ha incontrato; foto di molte città visitate durante numerosi viaggi e crociere e quelle dei luoghi ove ama tornare, di panorami, fiori e bellezze naturali, dei circoli culturali che frequenta, di sports praticati.
Ada Negri ha fatto molti viaggi, anche all’estero e, in pensione, ha scritto una ventina di libri di poesia e saggistica, per i quali ha ricevuto numerosi Premi letterari, fra i quali il “Colosseo d’Oro”, il “Lucus Feroniae”, il “Leonardo da Vinci” ecc. Fa parte di diversi circoli culturali e coltiva vari hobbies, fra i quali la pittura e la fotografia.

Il Grande Fiume

mercoledì 17 ottobre 2018 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara
Sala Agnelli

Viaggio letterario lungo il Po ed il suo territorio

Letture e analisi di Alberto Amorelli, Silvia Lambertini, Elisa Orlandini, Stefano Poledrelli e Sabina Zanquoghi.
Con la partecipazione dell’Associazione culturale Fiumana di Ferrara.
Il Po è insieme Natura e Cultura. Gli scrittori l’hanno sempre saputo” (Marco Belpoliti)
Nell’immaginario collettivo il Po veste un ruolo ragguardevole, soprattutto per chi, come noi, vive nel territorio che nel corso dei millenni ha formato e che da sempre attraversa.
Protagonista di una memoria letteraria fertile e ricchissima – che passa da Zavattini a Bacchelli, da Guareschi a Pavese – il nostro Grande Fiume è sì linea di confine, ma anche punto di unione di tradizioni, di stili di vita e di linguaggi.
Durante l’incontro la Compagnia del Libro affronterà questo micromondo attraverso alcuni richiami alla letteratura più classica, per poi passare a romanzi contemporanei, anche grazie al prezioso contributo dell’associazione culturale Fiumana, che da anni propone iniziative atte a mantenere vivo il rapporto tra gli abitanti del nostro territorio e il Po, rivalorizzandolo come via di comunicazione e di scambio, risorsa ambientale e identità culturale.
A cura della Compagnia del libro di Ferrara

Le Viaggiatrici

giovedì 18 ottobre 2018 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara
Sala Agnelli

Conversazione con Emiliana Losma e Cristina Balma Tivola

Ne parlerà con le autrici Francesca Mariotti, presidente dell’Associazione culturale Olimpia Morata.
Nuovo incontro di SLOW READING con “Le Viaggiatrici – DONNE ALTROVE”, con Emiliana Losma  e Cristina Balma Tivola. Una donna che viaggia da sola ancora oggi sorprende. Nella storia, tuttavia, sono presenti molte avventuriere – donne intrepide, curiose viaggiatrici – che hanno esplorato luoghi sconosciuti attraversando oceani e continenti, lanciandosi in imprese straordinarie, tracciando nuove vie, stabilendo primati. Non c’è solo il modello “angelo del focolare”, a nostra disposizione: al di là di questo ve ne sono ben altri che possiamo incarnare! Basta lasciarsi ispirare da Freya Stark, Nellie Bly, Jeanne Baret e Louise Michel – nostre antenate/progenitrici incontrate da Emiliana Losma durante le sue ricerche d’archivio – o da Nathalie, da Erika, dalla regina di Portimaõ – che Cristina Balma Tivola ha ritratto nel libro di racconti di viaggio “Andare altrove“.
Un racconto a due voci ve le farà conoscere portandovi lontano geograficamente, ma dimostrandovi altresì che la distanza dall’immaginazione alla realizzazione d’un desiderio può essere ben più ridotta di quanto non sembri al primo sguardo.
A cura dell’Associazione Culturale Olimpia Morata di Ferrara

La famiglia islamica nelle società occidentali

venerdì 19 ottobre 2018 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara
Sala Agnelli

Conferenza di Sumaya Abdel Qader

Presentazione di Piero Stefani
Quando si parla di islam, spesso, è la figura della donna ad essere oggetto di maggiore attenzione, studio, polemica, dibattito, ecc. Spesso, purtroppo, in modo estemporaneo e decontestualizzato. Difficilmente si sente parlare del più ampio tema della famiglia nella sua globalità e specificità, dove certamente la figura della donna ha un ruolo di rilievo, ma non è l’unico soggetto presente. Nella mia relazione cercherò di offrire nozioni di base e spunti di riflessione, se pur in modo sintetico e non esaustivo, partendo dalla tradizione classica islamica (in merito al tema in oggetto) per arrivare a cogliere le nuove sfide che gli attuali contesti socio culturali lanciano dando il via ad una interessante spinta generativa nella via dell’esegesi/interpretazione/fatawi ecc. Svilupperò il discorso cercando di toccare in particolar modo i seguenti quattro punti avendo cura di arricchirli con esempi concreti:
– Il senso della famiglia nell’islam: un progetto di vita.
– La relazione uomo donna, tra diritti e doveri.
– Dopo Dio e il Profeta, i genitori.
– L’educazione dei figli.
– La famiglia musulmana in occidente -contesto di minoranza-, tra tradizione e cambiamenti, quali criticità e o opportunità.
Per il ciclo “La società degli individui – Famiglie” a cura di Istituto Gramsci e Istituto di Storia contemporanea di Ferrara

 

libri

Lo sprecato

In questo libro, lo «Sprecato» Raffaele La Serra, classe 1920 e Volontario di Guerra, ci racconta la sua storia, che è stata poi la storia di tanti soldati italiani, in modo vivo e spesso ironico, narrando la sua esperienza di guerra tra i Bersaglieri della Divisione Ariete nelle battaglie di corazzati in Nord Africa nel 1941, quindi nel rinato XXXI Battaglione Guastatori in Italia e dopo l’8 settembre 1943 nel Battaglione Guastatori Alpini Valanga della Decima Flottiglia MAS, coinvolto nelle operazioni di controguerriglia e di difesa del confine orientale dell’Italia nel 1944-1945, distinguendosi nei duri scontri contro il IX Corpus di Tito nella Valle dell’Isonzo e a Tarnova.In appendice, oltre alle fotografie di proprietà dell’autore, sono presentate numerose rare foto dell’archivio del ricercatore Riccardo Maculan e di veterani del Battaglione Valanga.

biblioteca, conferenza, Uncategorized

A scuola di Archivi e biblioteche

lunedì 8 ottobre 2018 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara
Sala Agnelli

Presentazione dei libri di Lisa Lambertini

All’inizio di quest’anno il regista Luciano Silighini Garagnani ha completato le riprese del film “The dance of hearts” ispirato al romanzo “La danza di cuori”
Per chi ha un’eternità da scontare l’esistenza ha il rischio di essere senza significato e sapore. Per questa ragione alcuni vampiri si sono imposti di trattenere I loro istinti di predatori stipulando un baratto con umani consenzienti e consapevoli. Così si intrecciano le esistenze dei personaggi di questa storia. Vittoria, giovane mortale che poco a poco raggiunge una sua maturità e consapevolezza. Armedio, che grazie a lei ritrova interesse alla propria eternità. Gregory che si sente perdonato di quella colpa che lo tormenta. Ogni personaggio di questa storia riconosce il valore di  Vittoria e Vittoria dona un poco di se stessa in ogni sua scoperta.
Lisa Lambertini, bolognese, vive a Cento dal 1998. Lettura e scrittura sono da sempre sue passioni. Il mondo dei vampiri è quello che lei esplora con racconti scritti a più mani e pubblicati per alcuni anni in una rubrica letteraria del giornale Online Ventimiglia.biz, sfociato poi in una raccolta (I racconti della dimora dei vampiri – Edizioni Freccia d’oro). Il mondo delle emozioni lo esplora con pensieri che non definisce poesie, ma che trasmettono il suo sentimento (Pensieri della Luna – edizioni Freccia d’oro) illustrati da Giampaolo Casarini. Nel 2015 vede la luce “La danza dei cuori” seguito nello stesso anno dal seguito “Compromesso” (Casa editrice Freccia d’oro). In collaborazione con Andrea Moretti fonda il gruppo di interpretazione “moroVAMPIRElab”. Al momento è impegnata nella stesura del terzo capitolo della saga “Riscatto” e nella coorganizzazione degli eventi moroVAMPIRElab.

martedì 9 ottobre 2018 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara
Sala Agnelli

L’autore racconta, attraverso la sua personale interpretazione artistica, alcuni tra monumenti e palazzi del celebre architetto rinascimentale.

Con uno stile inconfondibile e gusto teatrale nella costruzione compositiva, Claudio Gualandi, grafico e illustratore ferrarese, dall’inizio degli anni Ottanta mette in scena Città, Palazzi e Monumenti affollati da un mondo bizzarro dove si muovono personaggi mai casuali che, sulla trama di un canovaccio sempre connesso al passato e al presente, ne raccontano le avventure.
In questo incontro propone, in particolare, la “lettura” di una selezione di grandi tavole disegnate, dedicate a importanti edifici rossettiani: Palazzo Costabili e Schifanoia, l’Abside del Duomo, il Torrione di San Giovanni, e la stessa casa di Biagio. Le illustrazioni presentate fanno parte del ciclo realizzato in occasione della mostra, svoltasi nel novembre 2016 presso il Salone d’Onore del Palazzo Ducale di Ferrara: “Omaggio a Biagio Rossetti muradore, architecto, inziniero. Nel Cinquecentenario della sua morte 1516-2016”.
Come nascono le illustrazioni, il percorso esecutivo, invenzioni, soluzioni e tecnica per arrivare al lavoro finito saranno altresì il motivo conduttore dell’incontro.
In apertura scorreranno le splendide immagini dei luoghi rossettiani della nostra città, in un video realizzato nel 2016 dalla scultrice Flavia Franceschini e dal titolo “Nel sogno e nel segno: la magica regìa di Biagio”.

Custode di dune

mercoledì 10 ottobre 2018 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara
Sala Agnelli

Presentazione del libro di Lucia Boni

Campanotto Editore, Udine, 2018
Introduce e dialoga con l’Autrice Angelo Andreotti, autore della prefazione
Letture di Fabio Mangolini
Esecuzione di brani musicali al pianoforte a cura diElisa Piffanelli
Sarà presente l’editore Carlo Marcello Conti della CAMPANOTTO EDITORE di Udine
“Ecco. Quando tutti i lavoratori del mare hanno terminato i loro gesti utili e si concedono una sosta, prima di separarsi per la cena e la notte, i racconti si fanno concitati, tra posture abbandonate e risa. Nella sabbia, nel mare e all’orizzonte, in questa luce, tutto è possibile e opinabile, ciascuno racconta le novità o i ricordi lontani, chi si dilunga o chi, avaro di parole, si limita ad annuire o mugugnare un commento. Tutt’altro che vacui i loro discorsi, pur tra le risate, osano parole e concetti importanti, saturi di esperienza, dai quali traspare un forte senso della vita e il mio ascolto si fa sempre più attento. M’invadono visionarie forme. Quella sera si parlava della presenza di una strana figura.”
Lucia Boni, diplomata all’Istituto d’Arte Dosso Dossi e all’Accademia di Belle Arti di Bologna, dal 1982 fino al 2015 ha lavorato presso il Laboratorio delle Arti del Comune di Ferrara. Al suo attivo ha le seguenti pubblicazioni: Imbuti di Cristallo, La Carmelina Edizioni, Ferrara, 2009, per i tipi Industrie Grafiche di Gigi Stocchetti;Pensieri di cioccolato e menta di Ideagramma, Bondeno (Fe) 2010; Noci & bauli, La Carmelina Edizioni, Ferrara 2014 Primo Premio Narrativa al X Concorso Niccolini 2015; Lembi e le sette chiese, La Carmelina Edizioni, Ferrara, 2016.

Il “papato” dall’antichità a Francesco: quale storia? Quale futuro?

giovedì 11 ottobre 2018 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara
Sala Agnelli

Una riflessione alla luce dei 5 anni di papa Bergoglio

Intervengono Leonardo De Chirico (Istituto di Cultura Evangelica e Documentazione di Roma) e Piero Stefani (Istituto Gramsci di Ferrara)
Il papa è uno degli ultimi esempi di sovranità assoluta nel mondo moderno e rappresenta una delle istituzioni più antiche della storia, che ha generato “dogmi” vincolanti e una serie di codici morali molto tradizionali, plasmando in modo significativo la civiltà occidentale e guidando il raggruppamento religioso più grande al mondo, cioè la chiesa cattolica romana. Ci sono diversi modi di guardare all’istituzione del papato, oltre i luoghi comuni e le caricature mediatiche. A partire da una prospettiva evangelica, in questo incontro proveremo a rispondere alle seguenti domande: chi è il papa e in che modo la chiesa cattolica romana definisce il suo ruolo? Come può una posizione di guida nella chiesa cristiana avere assunto una forma così“imperiale”? Perché Roma è stata così importante in questo processo? Qual è stato il ruolo della storia nello sviluppo del papato? Come veniva visto dai riformatori protestanti del XVI secolo e oltre? Che cosa si può dire dei papi contemporanei? Qual è il significato ecumenico del papato e quali sono le prospettive per il mondo globale?
Nell’ambito del ciclo di conferenze “La riforma protestante nella società. Le conseguenze della Riforma del XVI secolo”.
A cura dell’Associazione Evangelica CERBI di Ferrara

Società Dante Alighieri

venerdì 12 ottobre 2018 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara
Sala Agnelli

Apertura anno sociale

Coordina e introduce Lina Scolozzi
Anche quest’anno, come di consueto, la Biblioteca Ariostea ospiterà l’iniziativa di apertura del nuovo anno sociale del prestigioso sodalizio ferrarese fondato nel 1897 da Pietro Niccolini, che fu suo Presidente fino al 1932. La Società Dante Alighieri, fondata nel 1889 da un gruppo di intellettuali guidati da Giosuè Carducci, ha lo scopo di «tutelare e diffondere la lingua e la cultura italiane nel mondo, ravvivando i legami spirituali dei connazionali all’estero con la madre patria e alimentando tra gli stranieri l’amore e il culto per la civiltà italiana».
Durante l’incontro verrà presentato il volumetto “Premio Dante” a cura di Lina Scolozzi.
Seguirà un intervento dei Giovani della Dante coordinati da Raffaela Padricelli.
Il momento musicale vedrà esibirsi al pianoforte e al flauto Carlo, Giovanni e Beatrice Bergamasco con musiche di Clementi, Mozart, Fauré.
A cura della Società Dante Alighieri di Ferrara   

Inaugurazione venerdì 12 ottobre 2018 alle ore 17,30 in Biblioteca Ariostea (Sala Carli – ex Sala Rossa),

Mostra didattica realizzata dai volontari del Servizio Civile nazionale

Alla presenza del vicesindaco Massimo Maisto verrà inaugurata venerdì 12 ottobre  2018 alle ore 17,30,anzichè il 29 settembre come precedente annunciato, in Biblioteca Ariostea (Sala Carli – ex Sala Rossa),  la mostra dal titolo “A scuola di Archivi e Biblioteche. Dieci anni di attività didattiche e promozione alla lettura  del Servizio Biblioteche e Archivi del Comune di Ferrara”, curata da Beatrice Morsiani, in collaborazione con Arianna Chendi, Corinna Mezzetti e Angela Poli (O.L.P. Operatrici Locali di Progetto). La mostra presenta  un exscursus sulle attività, diversificate per livelli scolastici e tematiche, realizzate negli ultimi dieci anni nelle biblioteche e negli archivi del Comune di Ferrara e desidera sottolineare  la tipologia della “didattica” messa in campo da bibliotecari e archivisti del Servizio, per evidenziare  quel complesso di strumenti educativi volti a favorire l’approccio e la divulgazione del patrimonio documentario e bibliografico conservato in biblioteche e archivi.
Il progetto grafico dei pannelli e la sistematizzazione della documentazione tematica al loro interno è opera dei volontari civili, in servizio presso la Biblioteca Ariostea, l’Archivio Storico e la Biblioteca Bassani, attività realizzata nell’ambito del progetto del Servizio Civile Nazionale 2017/2018 dal titolo “A scuola di Archivi e Biblioteche: attività didattiche per promuovere la conoscenza degli archivi e delle biblioteche”.
La mostra chiuderà il 7 dicembre 2018.
Per informazioni: 0532-418213/8240

12-10-2018

editoria

Le origini del Mulino

Mostra documentaria dal titolo Le origini del Mulino (1951-1964)

In occasione dell’anniversario della morte di Giovanni Evangelisti, nel quadriloggiato della Biblioteca dell’Archiginnasio sarà liberamente visitabile la mostra, allestita dalla Fondazione Biblioteca del Mulino in collaborazione con la Biblioteca dell’Archiginnasio. L’esposizione ricostruisce attraverso vari documenti – foto, libri, riviste, carteggi – la vicenda di questa casa editrice e del gruppo che le è collegato, un pezzo importante della storia culturale, poilitica e sociale di Bologna e dell’Italia.
I documenti, provenienti dai 160 metri dell’archivio del Mulino, sono il primo risultato, condiviso con il pubblico, di un importante lavoro di riordino di tutto l’archivio al termine del quale sarà completamente fruibile.

La mostra è il migliore modo possibile di ricordare un uomo che, nei 44 anni del suo rapporto con il Mulino, ha contribuito in maniera determinante a forgiarne la storia. La sede è significativa perché all’Archiginnasio la vedova e i figli hanno donato la preziosa bilbioteca personale di Evangelisti. La donazione verrà ricordata in un incontro di inaugurazione, 2 ottobre alle ore 17.30.

 

Quando

Dal 2 Ottobre al 4 Novembre 2018
dal lunedì al sabato dalle 9 alle 19, la domenica e i giorni festivi dalle 10 alle 14. Giovedì 4 ottobre 10-19.
Ingresso gratuito

Informazioni

Biblioteca dell’Archiginnasio

Tel. 051 276811

ingresso libero

libri

C’era una volta Tiscali

1961. ”Il giorno della civetta”, Leonardo Sciascia. Don Mariano Arena, boss, si rivolge al capitano dei Carabinieri, Bellodi, e pronuncia la “famosa frase”… . Il termine “quaquaraquà”, e le frasi che di seguito riporto, diventeranno il simbolo della cultura popolare, collegata al mondo dei mafiosi, alla mentalità, e alle regole che la costituiscono. Ma non è della mafia che voglio parlare.

Io ho una certa pratica del mondo. E quella che diciamo l’umanità, e ci riempiamo la bocca a dire umanità, bella parola piena di vento, la divido in cinque categorie: gli uomini, i mezz’uomini, gli ominicchi, i pigliainculo e i quaquaraquà”.Pochissimi gli uomini, i mezz’uomini pochi, ché mi contenterei l’umanità si fermasse ai mezz’uomini. E invece no, scende ancora più giù, agli ominicchi, che sono come i bambini che si credono grandi, scimmie che fanno le stesse mosse dei grandi. E ancora più giù, i pigliainculo, che vanno diventando un esercito. E infine i quaquaraquà. Che dovrebbero vivere come le anatre nelle pozzanghere, ché la loro vita non ha più senso e più espressione di quella delle anatre. Lei, anche se mi inchioderà su queste carte come un Cristo, lei è un uomo”.

Cosa voglio dire. Rispetto a quello che ha scritto Leonardo Sciascia, cosa è cambiato oggi, in questa società costituita sicuramente da uomini, ma soprattutto da mezzi uomini, ominicchi, piagliainculo e quaraquaqua? Nulla. Si è solo aggiunta un’altra categoria: gli uomini di mmerda, con due emme.

Gli uomini sono merce rara e preziosa. Ovvio. I mezzi uomini, fa intendere Sciascia, sono uomini preziosi, forse perché interpreta il loro ruolo come quello delle formichine, che tirano il carro al posto dei buoi, eroicamente, e non alzano mai la voce. Non è colpa di questi, se hanno poco coraggio. Il coraggio non si compra al supermercato, ma nello stesso tempo, non si può condannare chi non ce l’ha.

I “quaquaraquà” invece, sono diventati un genere di prima necessità, in questo Paese.Sciascia lo scriveva negli anni sessanta. Più di cinquat’anni fa. Un vero e proprio prodotto di consumo. Una sintesi di quello che è lo spaccato della vita di oggi, in tutti i campi.

Mio nonno Nicola, Cavaliere della Repubblica, eroe della Seconda Guerra Mondiale, come tanti suoi coetanei ex-combattenti, non ha mai creduto in questa politica. Avevo 5 anni, quando un giorno, un sabato mattina, lo accompagnai in una caserma della mia Città, per ritirare una medaglia e un foglietto di carta, dove era scritto che “era diventato cavaliere”, e tutto il resto. Ricordo che terminata la cerimonia, appena in strada, mi regalò la medaglia, il foglietto e tutta la sua delusione, riportandola in una dedica. Un foglietto di carta raccolto per strada, ancora utilizzabile, e vi impresse, con la “storica” penna che nascondeva dietro al fazzoletto bianco del taschino di tutti i suoi elegantissimi vestiti color pastello. D’estate e d’inverno. Sempre colori chiari: “L’Italia per cui ho combattuto, è solo un pezzo di metallo e una montagna di carta, che vi travolgerà. Ed io, vecchio e malato, sono responsabile per non aver fatto nulla di più che il mio dovere”. Parole dure, impresse nella mia mente, che prima non capivo. Ma dopo molti anni, ho capito molto bene, rileggendo un miliardo di volte quella frase, che non ho mai imparato a memoria. Conservo ancora quel foglietto. Anzi, un pezzo di “carta di strada”, che man mano che passano gli anni, ora i decenni, mi sembra sempre più bello. E attuale.

Son passati 45 anni. In un soffio di vento. Non è trascorso giorno in cui non ho pensato a quelle parole. E questa è la prima volta che le riprendo per qualcuno, che non siano i miei ricordi. Nonno ha vissuto questa nuova Italia del dopo guerra, fino alla metà degli anni ottanta. Ha donato, come tanti ragazzi di allora, la sua giovinezza a questo Paese, per regalare una Nazione giusta ai suoi figli, ma soprattutto ai suoi nipoti. Ma nello stesso tempo, anche se ero piccolino, leggevo nei suoi occhi una sconcertante voglia che fosse tutto vero, con altrettanto sconcertante consapevolezza che purtroppo, si sarebbe rivelato un grande bluff. Come è stato. Tutto uguale a come era allora. Non è cambiato nulla.

Gli ominicchi, ed i pigliainculo fanno piccolo questo paese. Che un tempo fu grande. Gli uomini sono le vittime. I quaraquaqua, fanno le leggi. Gli uomini di mmerda, tirano il carro dei sacrifici, con masochismo, provando un piacere perverso di condivisione del crimine autorizzato, giustificandolo, tollerandolo e alimentandolo con naturale indole da perdente, caratteristica tipica dei mezzi uomini e mezze bestie. Questo è il mio personale pensiero. Gli uomini “mezzi uomini” di Sciascia, oggi scrutano l’orizzonte e non parlano, non intervengono. I piaglianculo, gli ominicchi… .

La verità è anche un’altra. In questo grande caos, i ruoli che Leonardo Sciascia aveva stabilito che fossero, come i gironi danteschi, i vari livelli di questa società malata, oggi si rivelano falsi pure questi, perché la confusione rende sovrana. L’appiattimento, è così presente nella società, che il livellamento intellettuale, culturale, politico, si rivela fatale, per la buona riuscita di qualsiasi programma serio di sviluppo, non solo economico, ma della sopravivenza stessa di questo pezzo di umanità, meglio noto come Popolo Italiano. Forse sarebbe stato meglio avere una differenza tra persone, piuttosto che il nulla assoluto.

Mio nonno diceva che avere a che fare con i cretini è pericoloso. Aveva ragione! 

 

libri

Il viaggiatore sedentario

Alle origini della democrazia, nell’Atene di Pericle, solo al presidente della boulé, il consiglio cittadino, era consentito prendere appunti sulla sua tavoletta di cera. Gli altri membri dovevano parlare a braccio, per garantire la sorgiva sincerità del confronto faccia a faccia. Oggi, al tempo di Internet, si può comunicare tutto a tutti, in tempo reale, su scala planetaria, ma non c’è più nulla da comunicare di umanamente significativo e profondo. Si sono persi il contatto diretto, il linguaggio del corpo, il fatto e l’antefatto, il peso e la complessità dell’esperire umano. Tutto è semplificato, alleggerito, velocizzato. Basta cliccare. Ma l’uomo numerico è preciso e svuotato nello stesso tempo. È rapido, veloce, perpetuamente nomade o navigatore nell’oceano-pattumiera del web, ma sedentario. Vede tutto e non tocca niente. È frenetico e immobile nello stesso tempo, informato di tutto e concentrato su niente. Perché nella nostra società irretita, sempre interconnessa e fragilissima, Internet e gli altri innumerevoli media celebrano e consacrano la confusione fra valori strumentali a valori finali.

https://www.amazon.it/viaggiatore-sedentario-Internet-societ%C3%A0-irretita/dp/8810567773/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&qid=1538118068&sr=8-1-fkmr0&keywords=Ferrarotti+cronaca&&linkCode=ll1&tag=terzapaginain-21&linkId=dbe26a461c363a115bc7fdd1ac4354aa&language=it_IT

L’autore:

Laureatosi in filosofia all’Università di Torino nel 1949, con una tesi su “La sociologia di Thorstein Veblen“, fondò con l’amico Nicola Abbagnano nel 1951 i Quaderni di Sociologia, ai quali dette un seguito nel 1967, fondando anche la rivista di cui è ancora direttore, La critica sociologica.

Fu tra i collaboratori di Adriano Olivetti dal 1948 per circa dodici anni e, in rappresentanza del Movimento Comunità, deputato indipendente al Parlamento per la III Legislatura (1958-1963) della Repubblica Italiana (subentrò in Parlamento, ad Adriano Olivetti, dopo le sue dimissioni, il 12 novembre 1959).

biblioteca

Proposte didattiche in biblioteca

Invito alla lettura lunedì 24 settembre 2018 ore 17

Le diverse abilità dell’amore

Disabilità e integrazione culturale e sociale

Presentazione dei libri di Giorgio Salmi “50 Passi; Il filo di An; La scala viola” e delle attività della Cooperativa Sociale I frutti dell’albero
Introduce Elena D’Adda, presidente Cooperativa Sociale I frutti dell’albero
Dialoga con l’autore Federico Di Bisceglie, giornalista.
50 Passi
Guido, persona che ha sempre messo lavoro e ambizione davanti a tutto, approda nell’isola paradisiaca di Boavista, dove incontra Andrea che invece ha sempre collocato l’Amore nel gradino più alto delle priorità. Andrea diventa così la sua guida umana e spirituale che lo porterà verso una nuova consapevolezza: l’amore è la cosa più bella che abbiamo, non sprechiamola.
Il filo di An
Attraverso una lunga lettera d’amore, rivolta alla defunta moglie dell’autore, Giorgio descrive la sua nuova storia d’amore con Ani, la galga spagnola che salva da morte certa. Sì, perché l’amore ha talmente tante sfaccettature che non può essere solo di pertinenza degli esseri umani.
La Scala viola
Storia vera di Giulia che, ancora bambina, incontra l’amore di Elvis e lo idealizza. Una vicenda d’amore e di dolore, di passione e di violenza, speranza e delusione.
A cura della Coop Sociale I Frutti dell’Albero – Ferrara

Incontro con l’autore martedì 25 settembre 2018 ore 17

Silvano Balboni era un dono, anche per la biblioteca

Presentazione del libro di Daniele Lugli

L’autore ne parla con gli Amici della Biblioteca Ariostea
Il racconto della breve, intensa vita di un giovane morto a 26 anni nel 1948 a Ferrara, dove era nato, ripercorre aspetti poco conosciuti della nostra storia,  dalle leggi razziali, alla Repubblica, alla Costituzione. Si tratta del contributo dell’orientamento liberalsocialista nell’esperienza antifascista tra i giovani, dell’avvio della Resistenza e delle diverse tendenze che vi si confrontano. Segue – attraverso l’esperienza del giovane, disertore/obiettore di coscienza, esule in Svizzera e lì internato militare – un quadro dell’intensa attività culturale e politica presente nel paese risparmiato dalla guerra. Il ritorno del giovane Balboni nel 1945 consente uno sguardo alla costruzione della democrazia in Italia. Silvano ne è intensamente partecipe, in un ritrovato contatto con Aldo Capitini. L’impegno nel partito socialista, l’esperienza di assessore comunale, dicono delle speranze, presto deluse, di una più consapevole e partecipata democrazia nella costruzione della federazione europea. In quei pochi anni Silvano è il più stretto collaboratore di Capitini. Anima a Ferrara un Centro di Orientamento Sociale, attivo e diffuso nel territorio. Affianca Capitini nella promozione dei COS, del Movimento di Religione, di un movimento per la pace con a fondamento obiezione di coscienza e nonviolenza. Assiduo frequentatore della biblioteca Ariostea ne promuove l’attività in ogni modo. Lettore, diffusore, autore e direttore di pubblicazioni, a partire dalla clandestinità. Continua è la sua attività con le più diverse iniziative: esperto educatore sociale, lo chiama Capitini.
Con il patrocinio dell’Associazione Amici della Biblioteca Ariostea

Invito alla lettura mercoledì 26 settembre 2018 ore 17

Il volo dell’Ippogrifo

Panoramica sull’attività del Gruppo Scrittori Ferraresi

Intervengono Paola Cuneo, Federica Graziadei, Gina Nalini, Eleonora Rossi, Nicoletta Zucchini, Giuseppe Ferrara, Leonardo Minguzzi, Matteo Pazzi, Edoardo Penoncini
Il primo “Mercoledì dell’Ippogrifo” intende illustrare l’attività svolta in questo anno dal Gsf nel segno della continuità e presentare le iniziative future dell’Associazione. Una giornata quindi fra tradizione e innovazione dove si proporranno letture, immagini e racconti di iniziative realizzate nel corso dell’anno e si anticiperanno le novità del prossimo anno sociale. La giornata intende essere anche l’occasione per rinnovare l’invito a tutti coloro che amano la parola letta e scritta a sostenere l’attività del Gruppo scrittori ferraresi soprattutto con la partecipazione ai prossimi eventi e iniziative (per dettagli www.scrittoriferraresi.com).
A cura del Direttivo e della Redazione del Gruppo Scrittori Ferraresi

Conferenze e Convegni giovedì 27 settembre 2018 ore 17

Maternità e paternità come scelta responsabile

Conferenza di Michela Marzano e Chiara Baratelli

Coordina Micaela Gavioli
Viviamo anni di grandi cambiamenti nei modi di intendere la famiglia. Si sono trasformati i rapporti tra le generazioni.  Le coppie dello stesso sesso hanno ottenuto, in molti paesi, riconoscimento. Le possibilità offerte dalle tecniche di fecondazione assistita hanno determinato nuovi modi di diventare genitori rompendo l’ovvietà del legame biologico tra chi è genitore e chi genera. Le tecnologie hanno trasformato la nascita da evento semplicemente naturale in qualcosa che può essere determinato dalla scienza. Muta così il rapporto tra natura e corpo, fra casualità e scelte, fra necessità e possibilità. Ovviamente, si fa più pregnante e complesso il concetto di maternità e paternità responsabili. Come sempre è accaduto di fronte a innovazioni culturali e di costume di carattere epocale, assistiamo a reazioni di chiusura all’insegna della paura, della nostalgia del passato, qu ando non di condanna. Il dialogo tra la filosofa Michela Marzano e la psicoanalista Chiara Baratelli proporrà una riflessione su cosa significa essere madri e padri in questo tempo. I cambiamenti in corso non riguardano solo il nostro Paese. Le famiglie e le società appaiono sempre più come un caleidoscopio per i continui cambiamenti che le attraversano. L’incontro vuole andare oltre i luoghi comuni che nascondono la complessità delle problematiche delle famiglie di oggi e del futuro, e con l’intenzione di favorire un confronto sereno tra posizioni diverse uscendo ciascuno dalle proprie certezze.
A cura dell’Istituto Gramsci di Ferrara e dell’Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara

Invito alla lettura venerdì 28 settembre 2018 ore 17

La poesia dalla parte del lettore

Incontro con Angelo Andreotti, direttore della Biblioteca Comunale Ariostea

Come avvicinarsi al testo poetico e coglierne la voce interiore
Capire una poesia vuol dire gustarla pienamente per la ragione giusta“, sosteneva T.S. Eliot. Quante volte c’è capitato di imbatterci in una poesia e di non riuscire a penetrarne il guscio esterno o di non entrare in sintonia con il suo ritmo? La comunanza con un testo poetico è un fattore individuale, ma l’attitudine di afferrare gli elementi che fungono da chiave di volta dell’intero componimento è una capacità che si può acquisire. L’incontro di oggi è finalizzato a recepire il punto di vista del lettore, cercando di chiarire perché la poesia non va spiegata ma letta ad alta voce, facendo ben attenzione non soltanto al senso ma anche al suono.
Angelo Andreotti dirige da pochi mesi il Servizio Biblioteche e Archivi del Comune di Ferrara, dopo aver diretto i Musei d’Arte Antica e Storico Scientifici, le Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea e Palazzo Bellini di Comacchio. Laureato in Filosofia, si è sempre occupato di linguaggi artistici, scrivendo saggi su arti visive e letteratura e, a partire dalla fine degli anni ’90, si è sempre più dedicato alla scrittura creativa. Tra i suoi ultimi lavori A tempo e luogo (2016) e Il nascosto dell’opera. Frammenti sull’eticità dell’arte (2018).
A cura del Servizio Biblioteche e Archivi del Comune di Ferrara e del Gruppo Scrittori Ferraresi

Didattica

TRA CARTE E LIBRI

Proposte didattiche per l’anno scolastico 2018-2019

A scuola di biblioteche e archivi
Prosegue anche per l’anno scolastico 2018/2019 “Tra Carte e libri, a scuola di Archivi e Biblioteche”, la proposta di attività didattiche del Servizio Biblioteche e Archivi del Comune di Ferrara. Il ricco programma di iniziative, volto a promuovere la lettura e la conoscenza del vasto e prezioso patrimonio libraio e documentario, è rivolto alle scuole di ogni ordine e grado e al pubblico interessato. La proposta, patrocinato dell’Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia di Ferrara, offre complessivamente quaranta attività suddivise fra laboratori di lettura, visite guidate, ricerche bibliografiche e archivistiche, incontri con l’autore, conferenze, attività di animazione ecc.
In particolare continuano anche per l’anno scolastico che sta per cominciare gli  approfondimenti tematici relativi a ricorrenze speciali, come i “500 anni dalla prima edizione dell’Orlando Furioso”; il “Centenario della Prima Guerra mondiale”; “Un teatro, Rossini” e “Le bande musicali”, con il quale si intende valorizzare il patrimonio di documenti e materiale bibliografico relativo  alla storia della musica e del teatro ferrarese. L’elenco delle iniziative è consultabile sul sito del Comune di Ferrara all’indirizzo http://archibiblio.comune.fe.it e potrà essere arricchito dalle proposte di approfondimento provenienti dalle scuole per meglio connettersi alle tematiche delle varie discipline curricolari.
La fruizione delle attività è gratuita e sarà condotta dagli operatori/operatrici del Servizio nelle biblioteche e negli archivi comunali: Biblioteca Ariostea (Via Scienze,17-FE), Biblioteca G.Bassani (Via Grosoli,42-Barco-FE), Biblioteca G.Rodari (Viale Krasnodar, 102-FE), Biblioteca A. Luppi”, (via Arginone, 320 Porotto-FE), Biblioteca D.Tebaldi (Via Ferrariola, 12, FE) e Archivio Storico Comunale (Via Giuoco del pallone,8-FE).
Il calendario e gli orari delle iniziative sono flessibili e verranno concordati direttamente con gli operatori. Per informazioni: Beatrice Morsiani, tel.0532-418213.418242; e-mail: b.morsiani@edu.comune.fe.it

 

Biblioteca Giorgio Bassani

Telefono Tel. 0532 797414 – Indirizzo via Giovanni Grosoli, 42 (Barco) 44122 Ferrara – Email info.bassani@comune.fe.it
Incontro con l’autore Giovedì 27 settembre ore 17,00

Anita : storia e mito di Anita Garibaldi

Presentazione del libro di Silvia Cavicchioli

Einaudi 2017
La storia e la costruzione del mito di Ana Maria de Jesus Ribeiro da Silva, meglio nota come Anita Garibaldi.
Ad Anita Garibaldi è stato dedicato un gran numero di biografie romanzate costruite intorno allo stereotipo della guerriera indomita, compagna dell’eroe romantico per antonomasia, insieme a un ricco corollario di racconti, poesie, ritratti, monumenti, opere cinematografiche e teatrali. Eppure quanto sappiamo realmente di lei? Questo volume colma lo scarto tra l’invenzione romantica e la figura reale di Anita. Esso racconta certo la biografia della donna, rivisitando le vicende dei mesi trascorsi in Europa (marzo 1848 – agosto 1849), dei giorni nella Roma sotto assedio e nell’ultima fuga rocambolesca, che hanno forgiato la sua immagine. Ma il libro, inoltre, per la prima volta in maniera analitica, ricostruisce i molteplici itinerari della conservazione della memoria di Anita: la nascita del mito e la genesi di rappresentazioni destinate a occupare un posto di rilievo nella simbologia patriottica nel periodo che va dall’unificazione italiana al fascismo.

Silvia Cavicchioli (1971) è Ricercatore presso il Dipartimento di Studi Storici dell’Università di Torino, dove insegna Storia dell’Ottocento e del Novecento. È membro del Consiglio Direttivo del Comitato di Torino dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano e socio corrispondente della Deputazione Subalpina di Storia Patria. È stata insignita del Premio per gli studi storici sul Piemonte dell’Ottocento e del Novecento, edizione 1997-1998. Ha pubblicato i volumi L’eredità Cadorna. Una storia di famiglia dal XVIIIi al XX secolo (Carocci 2001, finalista al Premio Acqui Storia, edizione 2002);Fare l’Italia. I dieci anni che prepararono l’unificazione (con Silvano Montaldo e Sabina Cerato, Carocci 2002); Famiglia, memoria, mito. I Ferrero della Marmora (1748-1918) (Carocci 2004). Per Einaudi ha pubblicato Anita. Storia e mito di Anita Garibaldi (2017)

libri

Il golpe inglese

Questo libro apre uno squarcio importante nella storia del nostro paese e risponde a quesiti altrimenti indecifrabili che nemmeno le inchieste giudiziarie sono riuscite a chiarire del tutto. A cominciare dal delitto Matteotti (1924) per arrivare alla morte di Mattei (1962) e di Moro (1978). Ogni volta che gli italiani hanno provato a decidere del proprio destino, gli inglesi sono intervenuti. Ora i documenti desecretati, che i due autori hanno consultato negli archivi londinesi di Kew Gardens, lo dimostrano. Da quelle carte emerge con chiarezza che non è Washington a ordire piani eversivi per l’Italia, come si è sempre creduto, ma soprattutto Londra, che non vuol perdere il controllo delle rotte petrolifere e contrasta la politica filoaraba e terzomondista di Mattei, Gronchi, Moro e Fanfani. Il petrolio però non è il solo problema. Per gli inglesi anche i comunisti sono un’ossessione. Tanto da contrastarli con ogni mezzo. Persino arruolando schiere di giornalisti, intellettuali e politici per orientare l’opinione pubblica e il voto degli italiani. Finché si arriva al 1976, l’anno che apre al PCI le porte del governo. A Londra progettano un golpe. Ma l’ipotesi viene alla fine scartata a favore di un’altra “azione sovversiva”. Si scatena così un’ondata terroristica che culmina nell’assassinio di Aldo Moro.

Letteratura

Le eroine mascherate

Conferenze e Convegni lunedì 17 settembre 2018 ore 17

​Il tesoro nascosto. Utensili di spiritualità quotidiana

Conferenza di Raffaella Arrobbio

Dialoga con l’Autrice Marcello Girone Daloli
Portare la “spiritualità” nella vita di ogni giorno, abbandonare la separazione tra ciò che è elevato e ciò che è materiale, tradurre in parole viventi per noi oggi gli insegnamenti spirituali del passato. Quali ostacoli frapponiamo ogni giorno alla realizzazione di queste qualità interiori? Come limitiamo e blocchiamo le nostre vite? Raffaella Arrobbio ci offrirà alcuni utensili da utilizzare nel nostro quotidiano per conseguire il grande obiettivo di scoprire quella bellezza nascosta nel fondo di ognuno di noi, portarla alla luce e donare così un più alto significato alle nostre esistenze.
Raffaella Arrobbio, laureata in Filosofia e in Psicologia, lavora come Psicoterapeuta a Torino. Da più di trent’anni studiosa e praticante di Buddhismo sotto la guida di esponenti dell’autentica tradizione Buddhista del Tibet. Ha collaborato per molti anni alla rivista di studi buddhisti Paramita e ha partecipato al volume antologico Psicoterapia e Meditazione (Mondadori,1991). Nel 2001 ha pubblicato Il Tesoro Nascosto – Le vie al benessere interiore (SEI, Torino) in cui espone la sua visione di una psicoterapia che sia anche strumento per accedere a dimensioni superiori della coscienza. Nel 2017 pubblica Gesù e Buddha in dialogo (Lorenzo de’ Medici Press, Firenze), un saggio che avvicina i due insegnamenti spirituali, evidenziandone l’armonia di fondo tramite l’accostamento di testi evangelici e buddhisti.

Incontro con l’autore martedì 18 settembre 2018 ore 17

L’amore che uccide

Presentazione del libro di Mariella Guerzoni

(Faust Edizioni, collana di narrativa ‘I Nidi’, 2018)
Ne parlerà con l’autrice Angela Sterlino (docente di Lettere)
Letture a cura di Monica Bortolotti e Federica Zucchini
Sarà presente l’editore Fausto Bassini
Lucrezia è una ragazza ovattata di candore che lavora nel mondo della moda e vive in quello delle favole: pur fidanzata con il garbato Sebastiano, continua a sognare il Principe Azzurro. In occasione di un corso di taglio e cucito conosce un coetaneo, il bellissimo Leonardo, commercialista ammaliato da ogni forma d’arte. È colpo di fulmine. Lei, che vuole essere solo una ‘brezza marina’, lascerà Sebastiano facendosi invece travolgere da Leonardo, che sposa. L’uomo, oltre a non dirle mai un “Ti amo”, la plagerà a sua immagine e somiglianza senza che la propria superiorità venga meno. Elaborerà, inoltre, un piano diabolico per mettere a repentaglio la vita della moglie. E ancora: perché il cinico Leonardo chiama a convivere in casa loro l’amante Irene? E in cosa consiste, infine, quel ‘patto di sangue’ siglato tra Leonardo e Filippo, un giovane che Lucrezia ha conosciuto molti anni prima in biblioteca e che rientra in punta di piedi nella sua esistenza facendola innamorare? L’amore che uccide – romanzo d’esordio di Mariella Guerzoni dalle pagine fragili ma taglienti come uno strato di ghiaccio scheggiato –, si giostra su registri linguistici diversi che possono ricordare Harmony Passion, così come l’ottocentesca Emily Brontë, spaziando da atmosfere degne ora di un racconto gotico inglese, ora di una serrata sequenza thriller dal sapore quasi hitchcockiano.
Mariella Guerzoni nasce a Ferrara il 14 novembre del 1968. Ha quattro figli, due cani e una grande passione per l’arredamento, l’antiquariato e il cinema (in particolare quello dagli anni ‘40 agli anni ‘60). Insegnante in una scuola primaria della città, si ritiene persona fortunata perché ama il proprio lavoro e il “mondo bambino”. Scrive poesie e racconti.

Invito alla lettura mercoledì 19 settembre 2018 ore 17

Dall’ombrellone al piumone

Consigli di lettura dopo l’estate

La Compagnia del Libro torna dalla pausa estiva rivisitando i classici consigli per l’estate. Gli esperti lettori del sodalizio ferrarese racconteranno i libri che durante l’estate hanno viaggiato con loro in Croazia, Grecia, Cornovaglia e sulle Alpi e che rimarranno sul comodino anche durante i mesi invernali. Un pomeriggio lungo le strade della letteratura che vede la Compagnia al completo per dei consigli di lettura fuori dagli schemi, dai grandi classici alle ultime novità editoriali. Ottimi suggerimenti per affrontare la nebbia e la pioggerellina autunnale in compagnia di una coperta, di una tisana e di buone letture.
A cura della Compagnia del Libro di Ferrara

Invito alla lettura giovedì 20 settembre 2018 ore 17

Fotoromanzi senza lacrime, fra arte ed eroine mascherate

Conversano col pubblico Angelo Andreotti, critico d’arte, Emiliano Rinaldi e Roberto Roda.

Tornano per l’ultima volta le conversazioni de IL PRESENTE REMOTO pensate da Roberto Roda per il Centro Etnografico Ferrarese
La conversazione ricostruisce la nascita e lo sviluppo dei fotoromanzi NON SENTIMENTALI e sperimentali negli anni Sessanta e Settanta del Novecento, i sorprendenti scambi linguistici e anche i corto circuiti che si produssero fra le ricerche verbo-visive di alcuni artisti contemporanei e alcune produzioni popolari di quegli anni. La conversazione fornisce le premesse per la presentazione di due volumi del Centro Etnografico di fresca stampa per i tipi dell’Editore Sometti di Mantova.
“Le ali di ipnos” di Bruno Vidoni (1930-2001). Riemerge dagli archivi di Casa Vidoni, con la cura filologica di E. Rinaldi e R. Roda, un fotoromanzo inedito che l’artista centese realizzò nel corso degli anni settanta: nel racconto vidoniano si assiste  ad un gioco onirico dove nel sogno si materializzano personaggi che a loro volta sognano…
“Ofidia Nera. Insidia fatale!” di Emiliano Rinaldi e Roberto Roda. Gli autori, studiosi di cultura popolare ma qui in veste di sceneggiatori e fotografi, realizzano un divertente e divertito omaggio alle eroine mascherate dei fotoromanzi anni ’70,  parodiando, con partecipato affetto,  i luoghi comuni della letteratura di genere.
A cura del Servizio Biblioteche e Archivi del Comune di Ferrara

Conferenze e Convegni venerdì 21 settembre 2018 ore 17

Duecento anni di Marx

Conferenza di Stefano Petrucciani

Introduce Davide Nanni
A duecento anni dalla nascita di Marx, e nonostante la grande mole di interpretazioni che si sono accumulate sul suo pensiero, il significato e il valore della sua opera nella storia politica e intellettuale del mondo moderno restano ancora una questione aperta e meritevole di indagine. Le ragioni di ciò sono molteplici. Il primo aspetto sul quale non possiamo fare a meno di riflettere è la straordinaria portata degli effetti che, direttamente o indirettamente, dall’opera di Marx si sono generati. La sua dottrina ha inciso profondamente sugli sviluppi storici dei due secoli che ci separano dalla sua nascita; ha contribuito a cambiare il mondo come nessun altro filosofo ha fatto; la sua incidenza è forse paragonabile solo a quella dei grandi fondatori di religioni. Alla dottrina di Marx si sono richiamati grandi partiti; nel suo nome sono state compiute grandi rivoluzioni; gli assetti dell’Europa e del mondo ne sono usciti trasformati in profon dità. Ed è pertanto ineludibile la domanda su come abbia potuto una dottrina elaborata da un filosofo tedesco post-hegeliano diventare il linguaggio mondiale di tanti conflitti e mutamenti politici dei secoli diciannovesimo e ventesimo.
A cura dell’Istituto Gramsci di Ferrara e dell’Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara