biblioteca

Ricordo di Claudio Varese

Incontro con l’autore lunedì 21 ottobre 2019 ore 17

Con gli occhi del dopo – Vol. 2 “La penna prestata”

Presentazione del libro di Tommaso La Rocca

SUSIL Edizioni, 2019
Dialogano con l’autore Luce Tommasi e Daniele Lugli
Interventi musicali di Stefano Bottoni, Sergio Rossoni e Andrea Poltronieri
Letture a cura di Roberta Marrelli
Introduce e modera Fausto Natali
Questo secondo libro è la continuazione del primo, con la particolarità di fissare questa volta gli occhi più volte incrociati, numerosi, nel corso degli anni: volti del Paese e volti di paese, volti di cose e volti di persone. Del Paese il volto fisico, il volto storico, il volto culturale. Delle persone il volto umano, quello morale, religioso, politico: volti turbati, stanchi, pigri, furbi, cattivi, minacciosi, incutenti timori veri o finti, volti sfregiati da cicatrici talvolta fisiche, talvolta psicologiche e morali; volti tranquilli, sorridenti, divertiti, delusi, tristi, sereni e seri, preoccupati e pensosi, volti di poveri dignitosi e di ricchi ignobili; volti chiari e volti ipocriti. C’è una spia che può rivelarli tali: gli occhi. In questi specchi dell’anima puoi vedere riflessi sincerità, lealtà, franchezza, buona fede, onestà, autenticità, verità oppure doppiezza, f alsità, finzione, ipocrisia, malizia, reticenza, fariseismo, simulazione, duplicità, fintaggine.
“La penna prestata”, analogamente a quello precedente, è la registrazione fedele delle voci della tradizione orale, riservando prevalentemente più attenzione ai volti delle persone e a quello del loro contesto temporale e spaziale, di cui fanno parte anche le cose, che sono il volto del paese.
Durante l’incontro sarà proiettato il foto-film “Immagini di volti nella memoria”, montaggio di Nicola Alessandrini e colonna sonora di Sergio Rossoni.

Incontro con l’autore martedì 22 ottobre 2019 ore 17

La cascina nella nebbia

Presentazione del libro di Barbara Gherman

ArgentoDorato edizioni, Ferrara, 2019
Dialogherà con l’autrice Francesca Mariotti, presidente dell’Associazione Olimpia Morata
Lettura recitata di alcuni brani da parte di Roberto Gamberoni.
Questo romanzo è il quarto della serie “La pensione di Gianni e Anella” ideata dall’autrice che da una piccola pensione condotta da marito e moglie fa nascere le storie dei suoi protagonisti. Piacevole l’ambientazione, tra Ferrara, Bologna e i Lidi comacchiesi, essendo Porto Garibaldi il luogo da cui tutto inizia. Elisa, nuova protagonista, giunge alla pensione per una vacanza, in anticipo di un giorno sull’arrivo del fidanzato. Al suo arrivo la camera non è pronta, siede nell’atrio. Per ingannare l’attesa telefona al fidanzato, curiosa nei locali della pensione, si guarda intorno. Sarà la vista di un quadro a catalizzare la sua attenzione: il dipinto le procura un particolare turbamento al quale Elisa cercherà di dare una spiegazione. L’alone di mistero legato al quadro provocherà in lei diverse emozioni turbandola per tutta la notte. All’alba giungerà a chiudere in modo definitivo un periodo particolare d ella sua vita, al quale non era mai riuscita dare un significato soddisfacente. L’incontro con una deliziosa signora, durante i suoi spostamenti di lavoro, la porteranno a decidere ed a cambiare la propria vita… con un pizzico di mistero!
Nell’ambito del Progetto di SLOW READING a cura dell’Associazione culturale Olimpia Morata

Conferenze e Convegni mercoledì 23 ottobre 2019 ore 17

Ricordo di Claudio Varese (1909-2002)

Coordina Gianni Venturi

La figura di Claudio Varese che oggi si commemora è tra le più interessanti nella cultura del secolo scorso. Sardo d’origine, si lega ad un gruppo di intellettuali della Scuola Normale Superiore di Pisa dove compie i suoi studi. Si reca a Ferrara alla fine degli anni ’30 del secolo scorso dove insegna all’istituto magistrale e unisce all’impegno didattico un’altrettanto forte impegno politico e antifascista partecipando con molti intellettuali ferraresi e no, tra cui Giorgio Bassani, Antonio Rinaldi, Giuseppe Dessì, alla vita culturale della città. Di seguito lasciato l’insegnamento secondario, intraprende la carriera accademica prima ad Urbino poi definitivamente a Firenze. Cittadino onorario di Ferrara lo si ricorda come esempio di grande onestà intellettuale capace di unire in modo singolare eticità e cultura.
Sono chiamati ad illustrarne la vita e le opere alcuni dei suoi più importanti collaboratori e allievi: Giorgio Cerboni Baiardi dell’Università di Urbino, Gianni Venturi dell’Università di Firenze, Anna Dolfi dell’Università di Firenze, Marco Ariani dell’Università di Roma.
Per il ciclo “Anniversari” a cura dell’Istituto Gramsci e dell’Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara

Eventi giovedì 24 ottobre 2019 ore 17

Società Dante Alighieri

Apertura anno sociale

Introduce la presidente Cristina Pellicioni
Coordina Lina Scolozzi
Anche quest’anno, come di consueto, la Biblioteca Ariostea ospiterà l’iniziativa di apertura del nuovo anno sociale del prestigioso sodalizio ferrarese fondato nel 1897 da Pietro Niccolini, che ne fu Presidente fino al 1932. La Società Dante Alighieri, fondata nel 1889 da un gruppo di intellettuali guidati da Giosuè Carducci, si pone l’obiettivo  di «tutelare e diffondere la lingua e la cultura italiane nel mondo, ravvivando i legami spirituali dei connazionali all’estero con la madre patria e alimentando tra gli stranieri l’amore e il culto per la civiltà italiana».
Durante l’incontro sarà presentato il volumetto “Premio Dante” a cura di Lina Scolozzi e interverranno i “Giovani della Dante” coordinati da Raffaela Pedricelli.
In conclusione, Giovanni Bergamasco, allievo del maestro Daniele Borgatti, eseguirà al pianoforte musiche di Schubert e di Ravel.
A cura della Società Dante Alighieri di Ferrara

Incontro con l’autore venerdì 25 ottobre 2019 ore 17

Una meravigliosa solitudine

Presentazione del volume di Lina Bolzoni

L’arte di leggere nell’Europa moderna
Einaudi, 2019
Ne parla con l’autrice Benedetta Craveri
Una storia della lettura come dialogo con i libri, o meglio con gli autori,  dove il libro diventa un corpo, una persona. Nel racconto di alcuni importanti lettori compresi tra la fine del Medioevo e i secoli del Rinascimento (Petrarca, Boccaccio, Erasmo da Rotterdam, Machiavelli, Montaigne, Tasso) l’esperienza della lettura  si configura come una sorta di viaggio, in cui  l’incontro con  l’autore si traduce nel riconoscimento del proprio io più segreto. Sullo sfondo di questi personaggi  si aprono gli spazi delle biblioteche, teatri  nei quali si celebrano i piaceri e i riti della lettura, spazi ideali che disegnano attraverso la passione del collezionismo  l’autobiografia degli autori.
A cura dell’Associazione Amici della Biblioteca Ariostea

Incontro con l’autore sabato 26 ottobre 2019 ore 11 in sala Barotti (ex Sala Falcone)

Franca Mancinelli

Una delle voci più convincenti della poesia contemporanea

Conversano con l’autrice Angelo Andreotti e Giuseppe Ferrara
Secondo appuntamento del mese di ottobre con “Canoni in-versi”, un ciclo di conferenze nel quale i poeti invitati mettono in gioco la propria poesia mostrando il cantiere nella quale si è formata.
Con Franca Mancinelli (Fano 1981) si parlerà della genesi e dello sviluppo del suo percorso poetico, partendo da Mala Kruna (Manni, 2007) e Pasta Madre (Nino Aragno, 2013 – con una nota di Milo De Angelis), entrambi poi confluiti in A un’ora di sonno da qui (Italic Pequod, 2018), per finire con Libretto di transito (Amos, 2018). Sarà un’immersione nella sua poesia, intesa come “possibilità di tornare dove ogni cosa è nel suo stato nascente”, e soprattutto come una disciplina “che porta il proprio io a farsi da parte, in una sorta di assenza che è insieme una presenza potenziata, perché tesa alla massima intensità di ascolto e di attenzione”. Forse capiremo che il lavoro del cameriere e del poeta hanno punti in comune, e che si scrivono versi “con la stessa cieca con sapevolezza con cui si nuota”.
Franca Mancinelli  è nata nel 1981 a Fano dove vive. Oltre alle pubblicazioni appena indicate, è inclusa in diverse antologie, tra cui Il miele del silenzio. Antologia della giovane poesia italiana, a cura di Giancarlo Pontiggia (Interlinea, 2009); La generazione entrante. Poeti nati negli anni Ottanta, a cura di Matteo Fantuzzi (Ladolfi, 2011); Nuovi poeti italiani 6, a cura di Giovanna Rosadini (Einaudi, 2012). Collabora con riviste e periodici letterari tra cui «Poesia».
Nell’ambito della rassegna “Canoni in-versi” a cura del Servizio Biblioteche e Archivi del Comune di Ferrara.

Scarica la locandina Franca Mancinelli

Annunci
editoria

Gli Italiani

Massimo Baldini

GLI ITALIANI

 

testi scelti da

CLAUDIO GIUNTA

 

con uno scritto di

CLAUDIO MARRA

 

Il Mulino

 

 

Il Mulino annuncia l’uscita del libro GLI ITALIANI, di Massimo Baldini, progetto con cui la casa editrice inaugura una nuova attenzione editoriale per la fotografia contemporanea. In libreria dal 24 ottobre, il volume sarà presentato alla libreria Coop Ambasciatori (via Orefici 19, Bologna) mercoledì 30 ottobre alle ore 18.00.

 

Il libro raccoglie 83 foto scattate dall’autore tra il 2015 e il 2018, alle quali fa da contrappunto una serie di testi scelti dall’italianista Claudio Giunta tra narrativa, poesia, saggi e interviste, da Dante a Pasolini, a Stefano Benni. Completa il volume uno scritto di Claudio Marra, storico della fotografia.

 

Baldini ha realizzato gli scatti de GLI ITALIANI viaggiando per l’intera penisola, da nord a sud, dalle metropoli ai piccoli centri, per appropriarsi dell’immagine contemporanea, complessa e mutevole, di un paese e della sua gente attraverso indizi, segni, atteggiamenti, pose. Secondo Claudio Marra, si tratta di “un’ampia riflessione sugli italiani di oggi, su un insieme di caratteristiche, di comportamenti e di luoghi, colti nel corso di lunghe peregrinazioni”.

 

L’intento è quello di restituire il ritratto degli italiani senza moralismi o abbellimenti. Non un’opera di denuncia: la realtà semplicemente si palesa, sta al fotografo catturarla. Ne emerge un’umanità per lo più aggrappata a riti e aspirazioni piccolo-borghesi. “Il cibo, la macchina, la religione, i cellulari…”, commenta Claudio Giunta, “gli italiani di Baldini hanno soprattutto questo in mente, si dedicano soprattutto a queste occupazioni, a questi piaceri”, nei quali serpeggia tuttavia un disagio come risvolto oscuro di un miracolo – non solo economico – rimasto incompiuto.

 

GLI ITALIANI si ispira nelle premesse e nella pratica – raccontare la realtà senza forzature interpretative  –  a un libro di importanza capitale per la storia della fotografia: The Americans di Robert Frank, il fondatore della street photography recentemente scomparso. L’omaggio di Baldini a questo grande classico, di cui ricorrono nel 2019 i sessant’anni dalla pubblicazione, è già nel titolo del volume, nel numero delle foto e nella scelta di affiancarle con una raccolta di testi che ne amplifichino il senso.

 

Come Frank aveva accantonato l’apparenza falsa e zuccherosa dell’American dream per svelare con disincantato realismo la faccia più cruda del paese, così Baldini traccia un’antropologia inattesa e a volte ironica dell’Italia profonda. Per Claudio Marra “GLI ITALIANI è un progetto che si può leggere secondo due prospettive. Da un lato è costruito esplicitamente in dialogo con l’opera di Frank, e si pone come una sorta di meta-riflessione sulla sua fotografia e sulla fotografia in genere, dall’altro lato rivendica una totale autonomia narrativa, tesa a reporter, senza pregiudizi, l’Italia di oggi, a riproporcela per come appare, in un’articolazione complessa di sfaccettature in cui il giudizio rimane sospeso, recuperando, senza imbarazzi, quella condizione di specchio con la memoria che da sempre accompagna la fotografia.”

 

MASSIMO BALDINI, laureato in Sociologia economica nell’Università di Firenze, ha lavorato per molti anni presso la Società editrice il Mulino di Bologna come responsabile delle scienze sociali e politiche. Sue foto sono apparse sulle copertine di riviste e volumi a stampa. Nel 2017 si è tenuta a Parigi, alla Maison de l’Italie, una sua mostra personale intitolata Italianité; dell’autunno 2018 è la mostra A Tour not so Grand presso la Fondazione Gajani di Bologna.

 

 

GLI ITALIANI

Fotografie di Massimo Baldini

Testi scelti da Claudio Giunta

Con uno scritto di Claudio Marra

Edizioni Il Mulino

 

Formato 21×19,7, stampato su carta patinata Estro 150 gr.

Confezione rilegata con plancia plastificata

Prezzo € 26

libri

La Cina del XXI secolo – incontro/dibattito a Bologna

“All’entrata del Palazzo d’Estate a Pechino, si legge, inciso su bronzo, che il 18 ottobre 1860 (II Guerra dell’Oppio) Lord Elgin, allora Alto Commissario britannico, ordinò la distruzione del palazzo. Circa 3.500 soldati saccheggiarono e misero a ferro e fuoco padiglioni, sale e giardini. In altri avvisi di altri luoghi monumentali, si legge che lo stesso copione fu seguito nel 1900 durante la rivolta dei Boxer ad opera dei militari dell’alleanza delle otto nazioni (Austria-Ungheria, Francia, Germania, Italia, Giappone, Russia, Regno Unito e Stati Uniti). Così il visitatore straniero – con un certo disagio – mette a fuoco che furono le potenze coloniali in un’inguaribile presunzione di superiorità a saccheggiare i tesori della Cina, senza che essa avesse mai invaso territori stranieri.
Andando per luoghi sacri, il turista occidentale si accorge anche della difficoltà con cui le guide cercano di semplificare (e adattare) concetti di una saggezza millenaria, distante dalla nostra cultura per sostanza e modi di espressione. Di conseguenza, al contrario di quanto scandivano slogan degli anni ’70, la Cina non appare per niente vicina, ma più lontana che mai. Appare, soprattutto, sfuggente alle banalizzazioni che la dipingono, senza mezzi termini, come potenza economica e dittatura materialista. Errori prospettici e forzature interpretative vengono alimentati dai media, che, con la complicità di inviati speciali ed economisti, sommergono di numeri sulla dilagante esportazione e sul fatto che la finanza cinese sta comprando Pireo, canale di Suez, squadra del Milan… e sta progettando nuove vie della seta marittime e terrestri. Purtroppo si deve riconoscere che la Cina è un mondo cui l’Occidente ancora guarda con timore e diffidenza, appena un po’ attutiti dalle prospettive vantaggiose di collaborazione commerciale; si continuano, infatti, a sentire fin troppe opinioni e facili ‘post-verità’ – quelle che ci piacciono a conferma dei nostri pregiudizi – su una Cina nemica di buddhismo e cristianesimo, oltre che violatrice impenitente di diritti umani e consumatrice alimentare di innocenti cuccioli di cane.”
(Da La perla del drago. Stato e religioni in Cina, di Maria Morigi, Anteo Edizioni, pp. 13-14)

https://byebyeunclesam.wordpress.com/2019/10/01/la-cina-del-xxi-secolo-incontro-dibattito-a-bologna/

biblioteca

Il passeggiere disingannato

Incontro con l’autore lunedì 7 ottobre 2019 ore 17

Il passeggiere disingannato. Guide di Ferrara in età pontificia

A cura di Ranieri Varese

Le Lettere, 2018
Ne parlano con il curatore Francesca Cappelletti, docente di storia dell’arte presso l’università di Ferrara e  Fiammetta Sabba, docente di Storia della Bibliografia e delle biblioteche dell’Università di Bologna.
Il volume analizza il tema, locale ma di valenza generale, delle guide di Ferrara e della loro rappresentazione della città durante il periodo del governo pontificio. Le ‘guide’ sono lo strumento che la classe dirigente cittadina utilizzava per dare rappresentazione di sé e del proprio governo ai viaggiatori e ai propri concittadini. Il genere ha una particolare fioritura nel XVIII secolo, nel momento in cui il ‘Grand Tour’ e la visita in Italia era divenuto momento obbligato per la formazione intellettuale e civile della borghesia e della aristocrazia europee.
Le guide che descrivono Ferrara, a partire dal XVII secolo sino ad oggi, avevano ricevuto negli anni scarsissima attenzione, utilizzate quasi solamente come base documentaria nel settore, troppo specialistico, degli storici dell’arte.
Il problema del senso e del significato delle guide dedicate a Ferrara è stato per la prima volta affrontato ed approfondito nel corso del convegno tenutosi in Biblioteca Comunale Ariostea a Ferrara il 19 ottobre 2017, di cui il presente volume raccoglie i saggi, dedicati all’Arch. Carlo Bassi, autore di numerose guide su Ferrara.
A cura dell’Associazione Amici della Biblioteca Ariostea

Invito alla lettura martedì 8 ottobre 2019 ore 17

La poesia e dintorni

Conversazione sulla poesia

Il brillante sodalizio costituito da La Carmelina e Este Edition, che in questi anni ha realizzato numerose iniziative culturali con un ottimo riscontro di pubblico, propone un incontro dedicato ai poeti e alla poesia, un genere letterario che stenta a trovare spazio sul mercato editoriale, ma che meriterebbe maggiore attenzione, in particolare da parte dei media.
Quattro gli autori posti all’attenzione del competente pubblico di Sala Agnelli: Silvano Ferrari “I culor dla mié anima” Edizioni La Carmelina; Roberta Negroni “Sinfonie d’autunno” Este Edition; Giulia Puviani “Scusa ho sbagliato numero…” Edizioni La Carmelina; Luca Grigoli “Cosmos” Este Edition. Quattro sillogi poetiche molto diverse fra loro, ma accomunate dall’immensa passione per quella che Montale definiva “la più discreta delle arti”.
Moderazione e letture di Federica Panzera, Federico Felloni e Vincenzo Iannuzzo

Conferenze e Convegni mercoledì 9 ottobre 2019 ore 17

Fasto, eleganza e lusso alla tavola di Lucrezia Borgia

Conferenza di Elisabetta Barbolini Ferrari

Il banchetto rinascimentale tra Roma e Ferrara
Conferenza di Elisabetta Barbolini Ferrari
Nell’ambito di “Aspettando Autunno Ducale nelle Terre Estensi” e in Occasione delle celebrazioni per i 500 anni dalla morte di Lucrezia Borgia la APS Pro Loco Ferrara e l’Associazione Terra e Identità Modena propongono un incontro dedicato ad una delle figure più misteriose e discusse del Rinascimento italiano: Lucrezia Borgia. Figlia illegittima di un Papa, celebrata per la sua bellezza, donna molto controversa con fama di avvelenatrice. Negli ultimi decenni la sua figura è stata rivalutata dagli storici, in particolare per le sue doti di diplomatica, di politica e di mecenate che seppe mostrare come duchessa di Ferrara.
A cura di APS Pro Loco Ferrara e l’Associazione Terra e Identità Modena

Conferenze e Convegni giovedì 10 ottobre 2019 ore 17

La lunga storia di palazzo Paradiso

Vecchi scavi e nuovi rinvenimenti

A cura di Chiara Guarnieri (Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara) e Nicol Tiburzi (Coop. Archeologia)
La conferenza illustrerà la storia di palazzo Paradiso vista attraverso i dati venuti in luce con gli scavi che si sono svolti nel 1984 nell’area del palazzo e nel 2019 nella zona del giardino. Il primo intervento ha permesso di recuperare l’assetto originario del palazzo, costruito nel 1388 per volontà di Alberto V d’Este. In quell’occasione venne in luce il suo assetto originale che prevedeva l’entrata lungo l’attuale via Gioco del Pallone, oltre ad alcune “camere da butto” contenenti ceramiche e vetri. I nuovi interventi, realizzati per conto di Hera e diretti dalla Soprintendenza, hanno permesso di portare in luce possenti murature precedenti  il palazzo, a testimonianza che l’area era occupata da un quartiere che fu in parte abbattuto per la costruzione del palazzo estense.
In collaborazione con il Servizio Biblioteche e archivi del Comune di Ferrara

Conferenze e Convegni sabato 12 ottobre 2019 ore 11 in Sala Barotti (ex Sala Falcone)

Dario Deserri

Un poliedrico poeta dallo stile originale

Conversano con l’autore Angelo Andreotti e Giuseppe Ferrara
Con Dario Deserri, ferrarese di nascita (1974) ma residente a Berlino dal 2008, poeta e scrittore, probabilmente si parlerà di Gianna Vancini e di Roberto Pazzi, e del loro ruolo nella sua formazione, con incursioni in Montale, Platone, Emily Dickinson, nelle Città invisibili di Calvino, nelle Memorie di Adriano della Yourcenar… Forse ci spiegherà la sua ossessione per Shakespeare e per Itaca di Kavafis. Nel corso della conversazione non è detto che non ci si imbatta nei Pink Floyd, in David Bowie e nei Depeche Mode, oppure in De André e De Gregori, magari anche nei Nirvana e in Amy Winehouse…
Con lui si parlerà anche del suo ultimo libro, Gli anni e la città (2018), che tanto è legato al suo libro di esordio, Come le nuvole sopra Berlino (2014), entrambi editi da puntoacapo. Si entrerà pian piano nel suo laboratorio creativo e ci lasceremo raccontare del suo fortunato modo di coniugare la scrittura in versi con la scrittura in prosa, pur mantenendo uno sguardo e un incedere assolutamente poetico. Si parlerà di tempo e di ricordi, di quanta autobiografia entra nella sua scrittura e di come viene gestita. Ascolteremo le sue poesie e le sue prose lette dalla sua voce, con il ritmo del suo respiro, con i suoi toni e i suoi colori.
Nell’ambito della rassegna “Canoni in-versi” a cura del Servizio Biblioteche e Archivi del Comune di Ferrara.

fantascienza

La Contrada delle stelle

La Contrada delle Stelle nelle intenzioni dovrà diventare nel giro di pochi mesi la prima e più importante delle collane legate a Elara, in vista dell’obiettivo che contiamo di consolidare quando e se sarà possibile organizzare la Convention di Bologna, cioè trasformare in organizzazione del tutto autonoma la Contrada, dotare i soci di tessera e badge, farne una vera associazione culturale, tutto come dal progetto originario rimasto a lungo interrotto, ma ora ripartito con la forza dell’entusiasmo del Capitano, Ugo Malaguti, e di coloro che alla Contrada sono rimasti legati.

Sono già usciti quattro nuovi titoli in pochi mesi, altri due stanno per uscirne, altri sono in lavorazione. La Contrada non è aperta a tutti: si tratta di un’associazione che prevede un’iscrizione, la vendita dei volumi è riservata ai soci, l’appartenenza dà diritti che saranno aumentati con il tempo. In tutti questi anni, sono state pochissime le eccezioni che hanno permesso a qualcuno di acquistare libri della collana senza fare parte del suo roster: eccezioni date da speciali campagne di presentazione, dalla presenza di un Contradaiolo alle fiere, con una piccola dotazione di libri. Mai però è stato venduto un libro della Contrada a un prezzo inferiore a quello di listino, e questo ha portato a un collezionismo che ha fatto lievitare sul mercato dell’usato il prezzo dei due titoli esauriti ben al di sopra del prezzo di vendita iniziale. Un numero 1 del primo volume è stato recentemente battuto a un’asta per 600 euro, scusate se è poco. Questo per dire come il rigore nel mantenere controllata e numerata la tiratura, fisso e invariabile il prezzo di vendita, riservata ai soli Contradaioli la possibilità di acquisto, siano altrettante carte vincenti che negli anni, è stato sempre difeso e controllato. Qualche smagliatura nella maglia c’è stata, è vero, ma d’ora in poi non ce ne saranno più: ai non Contradaioli sarà totalmente impossibile acquistare i libri della Contrada, se non attraverso qualcuno che già sia Contradaiolo, ma anche questo privilegio sarà ridotto, ponendo il limite di 3 copie a nominativo agli acquisti anche da parte dei Contradaioli stessi.

Nel corso degli anni si sono verificate alcune defezioni. Alcuni tra i primi e più appassionati Contradaioli hanno lasciato questa valle di lacrime, lasciando un vuoto non nel ricordo, perché il loro nome continua a essere riportato in ogni libro della Contrada, ma nel numero di Contradaioli effettivamente operativi, un numero che deve essere mantenuto intorno alle 200/210 unità, per corrispondere all’effettiva esigenza di vendite di una collana che vive esclusivamente sulle vendite, non ha aiuti di sorta, non ha contributi, e i cui costi – per mantenerne l’eccellenza – non sono certo inferiori a quelli delle collane tradizionali.

È una collana per chi ama la sf, per chi la ama davvero e la rispetta, non per i curiosi e i distratti o i seguaci degli imbonimenti delle mode. Ha pubblicato già alcuni titoli nella loro prima o unica edizione mondiale, come è avvenuto per Aleph 3 di Aldani, La pietra della stella verde di Williamson, Quelli di Tellus di Marchand, come avverrà presto per l’ultimo romanzo scritto da Johannis sul letto di morte, e con altre opere che si alterneranno a cult novels magari trascurate dalla critica ma amate dai lettori… inutile che stiamo a ripetere cos’è e cosa vuole essere la Contrada.

Sia ben chiaro: non si tratta di una collana destinata alle opere minori, anzi, la scelta di grandi capolavori è uno degli impegni che prendemmo alla sua nascita e che abbiamo mantenuto. Ma si tratta di una collana di libri che l’appassionato ama, una collana dominata dal sense of wonder, dalla novazione, e proprio per questo molte scelte sono operate in base ai referendum indetti tra i soci, che hanno la possibilità di indicare i titoli da loro preferiti. Dove trovate queste caratteristiche, altrove?

La cosa più importante è il suo amore per la sf, e quella sorta di immortalità che dà ai suoi iscritti, che anche tra un secolo saranno ricordati tra gli appassionati di science fiction attraverso la lista d’onore che accompagna ogni volume, ed è quasi una dedica ad personam come avveniva nell’800 per i romanzi cavallereschi di Sir Walter Scott. Tra cento e passa anni, qualcuno, rileggendo uno degli allora preziosi volumi di questa collana unica al mondo, troverà il vostro nome e saprà che tra i grandi appassionati di questa letteratura nel XXI secolo c’eravate anche voi.

In tutti questi anni, sono state respinte o inserite in lista d’attesa, decine e decine di richieste di iscrizione. Vedete, si trattava soprattutto di speculatori, di rivenditori e collezionisti il cui scopo era procurarsi volumi altrimenti introvabili da rivendere a prezzi esorbitanti ai loro clienti. Sono state respinte anche le domande di persone la cui passione per la sf non era né documentata né manifesta. L’obiettivo è uno solo: la Contrada deve essere e rimanere un’oasi riservata a chi ama davvero la fantascienza, a chi vuole farla vivere e progredire. Un piccolo nucleo di autentici appassionati, con l’orgoglio di esserlo, e gli strumenti per manifestarlo.

Adesso, con la rinascita della Contrada, è venuto il momento di reintegrare il roster con un piccolo numero di nuovi iscritti che sostituiscano coloro che ci hanno lasciati.

I posti disponibili sono 15. La quota di iscrizione, proprio per raggiungere rapidamente il numero richiesto, è stata abbassata a soli 100 euro, una quota una tantum, non ripetibile, che dà immediato diritto a poter acquistare tutti i volumi disponibili, prenotare le novità, ottenere un dono di benvenuto (un volume a scelta tra quelli disponibili della Contrada, o una copia de Il mistero dell’ottavo piano, il libro scritto e vissuto da coloro che nella Contrada sono entrati subito…), il periodico elettronico gratuito per i soci Il giornale della Contrada, e successivamente permetterà di ricevere tessera e badge, partecipare agli eventi organizzati dalla Contrada, e godere dello sconto del 10% su tutti i titoli di tutte le collane storiche di Elara, e poter partecipare direttamente alle scelte editoriali attraverso appositi referendum.

Le prime opzioni sono state accordate al gruppo della Fenice, le quindici iscrizioni residue sono liberamente sottoscrivibili dagli iscritti alla Newsletter, sulla cui passione per la sf non ci sono dubbi, e tra i quali sono compresi alcuni di coloro che avevano già fatto domanda d’iscrizione e che sono in attesa di questa opportunità da anni.

Questa possibilità è offerta da OGGI AL 30 SETTEMBRE 2019.

Non pensiamo ci sia bisogno di dilungarsi ulteriormente. La possibilità di entrare nell’élite degli appassionati della sf italiana è evidente: questi dieci giorni non si ripeteranno molto presto (a meno di una moria di Contradaioli che nessuno si augura).

Per iscriversi alla CONTRADA DELLE STELLE

Inviare un bonifico di 100 euro utilizzando il conto corrente postale intestato a ELARA s. r. l. IBAN: IT06 M076 0102 4000 0008 5282 630 scrivendo nella causale ISCRIZIONE ALLA CONTRADA

– Inviare la somma di Eur 100,00 tramite Paypal come versamento all’indirizzo e-mail

Indicare possibilmente con una mail il DONO DI BENVENUTO prescelto (titolo del volume della Contrada prescelto tra i disponibili, oppure Il mistero dell’ottavo piano)

– Effettuata l’iscrizione, il vostro nome sarà inserito nell’elenco d’onore a partire dal decimo volume della Collana, e potrete immediatamente acquistare con Paypal i titoli che vi interessano e usufruire del 10% di sconto sulle collane “storiche” di Elara.

– IL TERMINE PER USUFRUIRE DI QUESTA POSSIBILITA’ SARA’ IL 30 SETTEMBRE, o, nel caso di raggiungimento anticipato della quota disponibile, il minor termine che comunicheremo tempestivamente.

Sarà impedita qualsiasi possibilità di acquisto da parte di non iscritti, e il limite di copie acquistabile dagli iscritti è ridotto rigorosamente a 3 esemplari dello stesso titolo.

Ugo Malaguti

biblioteca, conferenza

Carmen Capatti

lunedì 23 settembre 2019 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara

Presentazione del libro di Martina Zampolli

Argento Vivo Edizioni, 2019
Ritrovata la penna d’avorio, che un tempo era la bacchetta con cui s’acconciava i capelli, lo spirito di una donna nata in un piccolo villaggio Inuit, è in grado di scrivere la sua storia, ch’ebbe inizio nel Circolo Polare Artico, sull’isola di Ellesmere, ed ebbe fine sul fondale lacustre del lago Hazen. Un tentativo, quello di Kwanita, di raccontare ai posteri sotto quale forma possa esistere la vita dopo il decesso del corpo fisico; sostenendo che, quel che nasce nel cuore e dal cuore si espande, permane. Non sa morire il suono dell’amore vero; trovando sempre la vibrazione migliore per essere udito da colui che ha orecchie per intendere, e che davvero intenda.
Martina Zampolli nasce a Ferrara, nel 1982. Negli anni si avvicina al mondo della scrittura e dell’arte, arrivando a pubblicare nel 2016 il suo primo romanzo: “I messaggi di Celeste” e nel 2018 una breve raccolta di filastrocche per bambini: “Storie di bolle E di sapone”. Con “Voce del verbo Amare” l’autrice intende offrire un testo capace di rappresentare quella percezione talmente illusoria e allo stesso tempo reale, spesso insita in ognuno di noi, che possa esistere per l’anima una dimensione senza fine.

martedì 24 settembre 2019 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara

“La fabbrica di plastica” di Dario Gigli

Alieno Editrice di Perugia, 2019
Interventi musicali al pianoforte di Matteo Ramon Arevalos
Letture di Camilla Lopez
Modera Federico Felloni (Edizioni La Carmelina)
Marco ha venticinque anni, si è appena trasferito in una città del Nord Italia in cui fatica ad ambientarsi. La sua storia d’amore si è brutalmente interrotta ed ora vive da solo, in una casa in affitto, con una gatta che soffre di incontinenza e un nuovo lavoro in ambito sociale. La vita di Marco è a uno snodo cruciale, in bilico tra il fallimento e la prospettiva di un nuovo inizio, in un orizzonte esistenziale freddo e desolante, carico di dolore e di ricordi che riaffiorano nei sogni e invadono una quotidianità senza identità. Al centro di questa rinascita ci sono l’incontro con una donna matura, Dalila, e il nuovo incarico lavorativo come educatore in una struttura per malati mentali. Ogni giorno lavora insieme agli ospiti assemblando giocattoli di plastica. Pezzi colorati che vanno a ricomporsi in oggetti che renderanno felici i bambini in un’infanzia spensierata che Marco non ha mai avuto. Ingranaggi che si incastrano, tinte vivaci, pennellate forti di eros e vitalità, invadono un’esistenza sbiadita. Da quel momento anche i colori della notte saranno diversi.
Dario Gigli è nato a Taranto il 3 agosto del 1983. Nel 2006 consegue la laurea in Lettere moderne ad indirizzo storico-geografico, con una tesi in storia greca antica, presso l’Università degli studi di Ferrara. Nel 2004 fa il suo esordio letterario pubblicando il romanzo storico Taras (Este Edition, Ferrara). Nel 2012, con il romanzo Il vento di Dio, viene selezionato come miglior opera per la Regione Trentino Alto Adige – Trento e partecipa alla finale nazionale del Premio letterario RAI “La giara”. La fabbrica di plastica è il suo sesto romanzo. Attualmente vive e lavora a Ferrara.

mercoledì 25 settembre 2019 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara

Presentazione del libro di Elena Bianchini Braglia

Edizioni Terra e Identità, Modena, 2019
Introduce Alessandro Gulinati – APS Pro Loco Ferrara
Francesco V non è l’uomo dei nostri tempi. Questa è l’accusa che maggiormente ricorre, la frase più usata e abusata dagli avversari politici dell’ultimo Duca di Modena. Ribaltata in elogio dai suoi sostenitori. Da qualunque parte lo si guardi, è questo il tratto saliente di una personalità coraggiosamente ancorata a principi che sembrano superati, a difesa di un mondo che nel corso dell’Ottocento cola a picco. Per questo Francesco V diventa un simbolo, un punto di riferimento. La sua fama supera i confini modenesi per diffondersi in tutta Europa. Sconfitto, abbandonato persino dalla sua amata Austria, rimane forte, saldo in quei valori che considera eterni e che non è disposto a barattare. Attraverso la figura de L’ultimo Duca, superate le polemiche tra vincitori e vinti, si assiste al passaggio di un’epoca. E si conosce una Modena capitale estense, protagonista, con il suo attivissimo gruppo di intellettuali e le sue celebri riviste, di una pagina di storia europea.
Elena Bianchini Braglia, direttrice della rivista Il Ducato, da molti anni si occupa di storia Estense, e oltre a saggi in atti e miscellanee, ha pubblicato numerosi volumi di argomento storico e monografie biografiche femminili. Tra le diverse pubblicazioni: Adelgonda di Baviera (TeI 2003); Maria Beatrice Vittoria. Restaurazione e risorgimento tra Estensi e Savoia (TeI 2004); O regina o santa, Maria Beatrice d’Este, l’unica italiana sul trono d’Inghilterra (TeI 2005); Il esilio con il Duca, la storia esemplare della Brigata Estense (TeI 2007); Anna e lo Sfregiato, una principessa estense nella Francia delle guerre di religione (TeI 2010); Le origini della casta, il Risorgimento del malaffare (CSR 2011), 28 giugno 1914. Ferdinando e Sofia, la morte dell’Europa (CSR 2014), Le lacrime della Beata, il miracolo di Beatrice d’Este (TeI 2016).
A cura di APS Pro Loco Ferrara, nell’ambito di Aspettando… Autunno Ducale 2019 – Va edizione

 giovedì 26 settembre 2019 ore 17

​Déjà-vu. Presentazione della raccolta poetica di Patrick McGuinness

Cura e traduzione di Giorgia Sensi

Prefazione di Giorgia Sensi e postfazione dal titolo ‘Scrittura e confini’ di Patrick McGuinnessInterno Poesia Editore, 2019Dialogheranno con la curatrice Angelo Andreotti e Giuseppe Ferrara.Poesie scelte edite e inedite, e qualche brano in prosa tratto dal memoir di McGuinness Other People’s Countries.Patrick McGuinness è nato in Tunisia nel 1968 da madre belga di lingua francese e padre irlandese di terza generazione; scrive in inglese ma considera il francese ‘quasi’ la sua lingua madre, è professore di letteratura francese e letterature comparate all’Università di Oxford, e Fellow di St. Anne’s College. Divide il suo tempo tra Oxford, dove lavora, e Caernarfon, nel Galles settentrionale, dove vive, in famiglia parla gallese. Poeta, romanziere, saggista, critico letterario, traduttore, editor, accademico, ha pubblicato, oltre la saggistica e le pubblicazioni accademiche, diverse opere di poesia e narrativa. In Italia sono state pubblicate le raccolte poetiche (“I canali di Marte”, Mobydick 2006; “L’età della sedia vuota” (Jilted City), “Il ponte del sale”, 2011, tutte a cura e traduzione di Giorgia Sensi. La versione italiana del romanzo “Throw Me to the Wol ves” è uscita per l’editore Guanda col titolo “Gettami ai lupi”. Nel 2009 è stato nominato Chevalier dans l’Ordre des Palmes Académiques dal governo francese per meriti verso la cultura francese.

Incontro con l’autore venerdì 27 settembre 2019 ore 16,30

Carmen Capatti. Una vita per gli altri

Presentazione del libro di Daniele Civolani e Marco Turchi

Faust Edizioni, collana ‘Historiando’, 2019
Ne parlerà con gli autori Sergio Gessi (direttore responsabile del quotidiano Ferraraitalia.it).
Interverranno Gaetano Sateriale e Alessandra Chiappini.
L’evento vedrà la partecipazione straordinaria di Carmen Capatti.
Sarà presente l’editore Fausto Bassini.
Carmen Capatti, nata a Massa Fiscaglia (Ferrara) il 14 luglio 1929, è stata una protagonista della straordinaria stagione che ha riscritto la storia della nostra provincia nella seconda metà del Novecento. La sua testimonianza è raccolta nelle interviste a Daniele Civolani, completate con il contributo di Marco Turchi, infine integrate con citazioni e note allo scopo di meglio inquadrare il contesto e di cucire la sequenza degli avvenimenti narrati in prima persona.
«Siamo consapevoli di avere avuto alle spalle una generazione di dirigenti politici e sindacali di grande valore. Il racconto che ce ne dà Carmen Capatti in questo libro-testimonianza è, insieme, un affresco collettivo dettagliato e un percorso di militanza individuale continuo e coerente in cui si mescolano conoscenza diretta, capacità di dialogo e coerenza». Dalla prefazione di Gaetano Sateriale
«Metti a fuoco quel periodo della nostra storia facendoci da guida, e ce lo racconti attraverso il tuo sguardo limpido, cristallino come gli occhi primaverili dei tuoi novant’anni, perché non si possa fraintendere com’era, e perché noi, arrivati dopo, possiamo conoscere l’unità di misura di quel tempo e di quella vita, senza scordarcene» Dalla postfazione di Alessandra Chiappini
Daniele Civolani si laurea in lettere a Bologna nel 1970. Insegna come maestro prima e come docente di lettere e di sostegno nella scuola secondaria di primo grado sino al 1985, quando diventa preside. Sino al termine della carriera scolastica si occupa di didattica speciale per l’inclusione di bambini disabili, nomadi e ospedalizzati. Dal 2006 al 2016 è presidente della sezione provinciale ferrarese dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia. Tra le sue pubblicazioni si ricordano “Sklavin. Storia di un deportato nei campi di lavoro” (2000), “Darinka. Una staffetta partigiana” (2007), “Una vita dalla guerra al sindacato: William Pavani” (2015).
Marco Turchi si laurea in filosofia, indirizzo antropologico, a Firenze nel 1974 e in sociologia a Urbino nel 1976. L’anno seguente partecipa a una ricerca del CNR sulle malattie mentali presso il Centro di Igiene Mentale di Perugia. Dal 1978 al 1980 lavora nei Gruppi di Cooperazione Educativa, poi nel Centro di Igiene Mentale di Ferrara. Dal 1981 al 1989 è responsabile dei servizi psichiatrici nel Comitato di Gestione dell’USL 31 di Ferrara e comuni limitrofi. Successivamente riveste incarichi dirigenziali presso l’Amministrazione Provinciale, il Comune e l’ACER di Ferrara. Ha pubblicato diversi contributi sulla storia della psichiatria a Ferrara. Il suo prossimo obiettivo è riportare alla fruizione pubblica la magnifica biblioteca dell’ex Ospedale Psichiatrico di Ferrara.

Incontro con l’autore lunedì 30 settembre 2019 ore 17

Gli ultimi giorni di agosto

Presentazione del libro di Massimo Bocchiola

Il Saggiatore, Milano, 2018
Ne parla con l’autore Gaetano Sateriale
L’estate che finisce evoca il declino della nostra vita. La pianura padana funge da palcoscenico di ricordi, frammenti di vita, suggestioni letterarie che Massimo Bocchiola, autore, poeta e traduttore pavese compone, in questo libro, in una sorta di canzoniere in prosa in cui la vita abbraccia la scrittura.
Massimo Bocchiola ha tradotto opere di alcuni dei maggiori scrittori di lingua inglese, tra cui Kipling, Beckett, Fitzgerald, Pynchon, Kerouac, Foer, Auster e Nabokov. Autore di numerosi interventi critici apparsi su quotidiani e riviste letterarie, ha pubblicato le raccolte di poesie Al ballo della clinica (Marcos y Marcos, 1997), Le radici nell’aria (Guanda, 2004) e Mortalissima parte (Guanda, 2007); e vari saggi fra cui Mai più come ti ho visto (Einaudi, 2015)
A cura dell’Associazione Amici della Biblioteca Ariostea

 

mostra

Mostra documentaria di Chiara Forlani

Da sabato 21 settembre a venerdì 11 ottobre 2019

Biblioteca Giorgio Bassani Via G. Grosoli, 42 (Barco) Ferrara

Esposizione di documenti

“Da molti anni questa vicenda premeva dentro il mio cuore per essere scritta. Era una necessità, ma su di me incombeva uno scoglio insormontabile: troppa storia, troppi sentimenti, troppa intensità. Poi le vecchie carte, le foto, i manoscritti con calligrafie arzigogolate mi hanno presa per mano: ho iniziato e non mi sono più fermata. Questo libro è un omaggio ai miei avi: forti e determinati anche nel mezzo delle tempeste della storia.” Chiara Forlani, 2019
In occasione della presentazione del suo libro La tasca sul cuore, Montag Edizioni, 2019, Chiara Forlani espone presso la biblioteca Bassani una raccolta documentaria di proprietà familiare che ricostruisce una parte della storia della sua famiglia, tra Ferrara, Genova e Rio de Janeiro negli anni Trenta del secolo scorso.

La mostra sarà visitabile nella zona espositiva della biblioteca in orario di apertura dal martedì al sabato dalle 9 alle 13 e martedì, mercoledì e giovedì dalle 15 alle 18.30.

libri, storia

James Gregor

Come ebbe a scrivere Giuseppe Prezzolini, presentando il saggio “L’ideologia del fascismo”, edito da “Il Borghese” nel 1974, l’opera di Gregor confermava come “Il ‘totalitarismo’ , sia comunista che fascista, non è stato l’opera di dementi o di malvagi (anche se vi sono stati fra comunisti e fra fascisti dei dementi e dei malvagi); ma bensì di pensatori politici che hanno avuto tanto una certa logica nella critica dello Stato liberale quanto una certa inventiva nel proporre (e talora attuare) istituzioni nuove”.

Su questa linea Gregor arriva a identificare nel fascismo “un tipo estremo di movimento rivoluzionario di massa”, qualificato dalla sua aspirazione “ad impegnare la totalità delle risorse umane e naturali di una comunità storica per lo sviluppo nazionale”, espressione di un “movimento di modernizzazione”, impegnato a dare “una possibile risposta ai problemi politici e sociali che accompagnano gli sforzi di una nazione sottosviluppata per uscire dalla sua situazione e conquistare un ‘posto al sole’”.

Con analisi del genere il docente di Berkeley non poteva non essere costretto a scontrarsi , in Italia, con il conformismo della nostra editoria, trovando, d’altro canto, attenzione e disponibilità d’ascolto da parte del mondo culturale non-allineato. L’editore Giovanni Volpe gli dà spazio. In occasione del centenario mussoliniano (1983) Gregor è tra i relatori del convegno su “l’Italia tra le due guerre”, con una prolusione dedicata a “Mussolini e la Storia”, nella quale – senza nulla concedere ai facili nostalgismi ma neppure alla retorica corrente – evidenzia il valore universale dell’esperienza fascista, esempio di un autoritarismo moderno, nel quale Mussolini appare come il capostipite di una ideologia “social-nazionalista” sviluppatasi ben oltre i confini italiani e ben al di là del Ventennio.

L’idea di fondo, su cui Gregor lavorerà per anni, è che il fascismo arrivò, nel dopoguerra a segnare la scena politica internazionale: dal cosiddetto “socialismo africano” al “socialismo arabo”, con personaggi del calibro di Gamal Abdel Nasser, fino a toccare l’Asia, con le politiche di modernizzazione ed industrializzazione di Taiwan, Singapore e della Corea del Sud, sotto l’egida di regimi autoritari, a guida carismatica, interessando persino l’esperienza della Cina post maoista.

Al termine di questo rapido excursus rimane il rammarico che molte delle opere di Gregor, peraltro pubblicate dai maggiori editori di letteratura accademica degli Stati Uniti (Princeton University Press, Stanford University Press, Yale University Press e California University Press) non abbiano trovato, nel nostro Paese, adeguata attenzione, segno di un conformismo duro a morire, rafforzatosi negli ultimi anni, che bene si sposa con un certo provincialismo nostrano. Per il valore e l’originalità delle analisi l’opera di Gregor resta comunque come una preziosa eredità a disposizione soprattutto delle giovani generazioni di studiosi e della cultura anticonformista: un’eredità da non disperdere, nel nome di uno studioso a “stelle e strisce” che della storia d’Italia aveva capito molto di più rispetto a certi paludati intellettuali nostrani.

https://www.ariannaeditrice.it/articoli/fuor-di-retorica-e-nostalgie-in-ricordo-dello-studioso-statunitense-james-gregor

https://www.amazon.it/Panunzio-sindacalismo-fondamento-razionale-fascismo/dp/1291928480/ref=sr_1_7?adgrpid=54203585218&gclid=EAIaIQobChMInsq__-DF5AIVD853Ch1h-w88EAAYASAAEgKISvD_BwE&hvadid=255217546288&hvdev=c&hvlocphy=20534&hvnetw=g&hvpos=1t1&hvqmt=e&hvrand=12000157834854515973&hvtargid=kwd-304172150572&hydadcr=28432_1717411&keywords=a+james+gregor&qid=1568101841&s=gateway&sr=8-7

 

festival, Letteratura

Festival letteratura

Un paio d’anni fa venni coinvolto dalla redazione Spettacoli-Cultura de La Voce di Mantova per seguire taluni eventi del Festival Letteratura; visto che mi fu chiesto di scegliere misi in cima alla lista degli ospiti Charlotte Rampling, poi altri che non fossero i soliti scrittoruncoli engagés o vegliardi premi Nobel: Dio me ne scampi sempre. Ricordo bene, dalla bella poltroncina in prima fila, la delusione. Nessun cenno, anzi fastidio alla mia domanda su Il portiere di notte, film di Liliana Cavani del 1974, condiviso avec sir Dirk Bogarde. Nulla, argomento tabù perché toccava stare al tema, al protocollo, ovvero alla sua edulcorata autobiografia; sottostare a un ridicolo bon ton soporifero idoneo alle vecchie abbonate col ventaglio sedute finte attente lì davanti. Ecco cos’è che non mi piace – da sempre – del Festival, quella cosa che è tutta rappresentanza (nemmeno Rappresentazione, Arthur) e pantomima culturale, ricostruzione spiritosa e applausi comunque. A memoria non ricordo un fischio o qualche casino agli incontri, fratture scomposte, un gesto dada, polemiche, crisi, intemerate, bagarre, uno che abbandonasse il palco incazzato mandando a cacare il pubblico. Macché, l’atmosfera resta sempre sterilmente piacevole, noiosamente edificante, da conversazione-marchetta al caminetto e da blasonata “Società civile”. “Organizzazione perfetta” s’usa dire a ragione, solo che tipo a me dell’organizzazione interessa poco e niente, mi basterebbero pensieri stupefacenti. Così mi tornano in mente le parole del Rien va di Landolfi, trasformate poi da Carmelo Bene: “Non si può fare letteratura con la letteratura, non si può fare della musica con la musica, non si può fare del cinema col cinema così come non si può vivere con la vita. Bisogna fare altro, dov’è questo altrove in cinema?” E nei festival? aggiungo io.

La polemica. Contro il conformismo dei festival letterari

autori, Letteratura

Il materiale e l’immaginario

Adesso il libro di testo che usavo io per insegnare al Liceo viene usato per preparare l’esame universitario di Italiano

Edizione Rossa in 5 volumi
l. Dall’Alto medioevo alla società urbana
2. La società dell’antico regime
3. La crisi dell’antico regime. Riforme e rivoluzioni
4. Società e cultura della borghesia in ascesa
5. La società industriàle avanzata: conflitti sociali e differenze di cultura
Edizione in 10 volumi
1/2. La società agraria dell’Alto medioevo.
La cultura della società feudale
3. La società urbana
4. La società signorile
5. La società dell’aritico regime
6. La crisi dell’antico regime. Riforme e rivoluzioni
7. Società e cultura della borghesia in ascesa
8. La società industriale avanzata: conflitti sociali e differenze di cultura
9. La ricerca letteraria e la contemporaneità
10. Strumenti
I. Termini, concetti, problemi di metodo
Il. Percorsi di letteratura

https://www.amazon.it/materiale-immaginario-laboratorio-letteratura-superiori/dp/8820114003