Arte, fotografia

A cosa serve l’utopia

a cura di Chiara Dall’Olio e Daniele De Luigi

Inaugurazione: 27 aprile 2018, ore 18
Periodo mostra: 28 aprile – 22 luglio 2018
Galleria Civica di Modena
Sale superiori, Palazzo Santa Margherita
Corso Canalgrande 103, Modena

Inaugura venerdì 27 aprile 2018 alle ore 18 alla Galleria Civica di Modena la mostra A cosa serve l’utopia, a cura di Chiara Dall’Olio e Daniele De Luigi, prodotta da FONDAZIONE MODENA ARTI VISIVE nell’ambito del festival Fotografia Europea dedicato quest’anno al tema “RIVOLUZIONI. Ribellioni, cambiamenti, utopie.”

Il titolo della mostra è tratto dal paragrafo “Finestra sull’utopia” del volume Parole in cammino di Eduardo Galeano (1940-2015). Lo scrittore uruguaiano descrive l’utopia come un orizzonte mai raggiungibile, che si allontana da noi di tanti passi quanti ne facciamo. Chiedendosi “a cosa serve l’utopia”, si risponde “a camminare”.

Coniato nel Cinquecento da Thomas More, il termine utopia è passato progressivamente nel corso dei secoli a indicare non solo un luogo astratto o irraggiungibile, ma anche un progetto di società possibile, in cui perseguire obiettivi concreti come l’uguaglianza sociale, i diritti universali, la pace mondiale. Le rivoluzioni del Novecento ne hanno delineato una duplice natura: da una parte sogno concreto, speranza nel cambiamento, fiducia nel futuro; dall’altra capovolgimento in distopia, un modello di società che reprime le libertà dell’uomo e lascia un’amara disillusione verso gli ideali infranti o traditi.

La mostra esplora la tensione tra queste due dimensioni attraverso una selezione di fotografie e video di artisti e fotografi italiani e internazionali, provenienti dai patrimoni collezionistici gestiti da FONDAZIONE MODENA ARTI VISIVE e appartenenti alla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena e al Comune di Modena/Galleria Civica, nello specifico la Raccolta della Fotografia avviata nel 1991 con la donazione della raccolta dell’artista e fotografo modenese Franco Fontana.

Le opere delle collezioni modenesi sono poste in dialogo con una serie di immagini scelte dagli archivi della Magnum, la prestigiosa agenzia fondata a New York e Parigi nel 1947 da Henri Cartier-Bresson, Robert Capa, George Rodger e David Chim Seymour. Le fotografie Magnum, stampate su grande formato, ritraggono attraverso l’occhio di celebri fotoreporter come Abbas, Bruno Barbey, Ian Berry e Alex Majoli, momenti culminanti di rivolta divenuti iconici nell’immaginario collettivo come il Sessantotto a Parigi e Tokyo, la caduta del Muro di Berlino nel 1989, oppure il movimento per i diritti civili negli Stati Uniti negli anni Sessanta fino alla Primavera araba.

A cosa serve l’utopia istituisce una duplice dialettica: quella tra la ciclica alternanza di costruzione e frantumazione di un ideale, ma anche un dialogo serrato tra immagini create per differenti scopi — le une usate per raccontare a caldo sui media l’attualità politica, le altre per riflettere a freddo su fallimenti e cambiamenti, eredità e prospettive — che dà vita a un confronto tra pratiche fotografiche apparentemente contrastanti eppure profondamente connesse.

Il percorso espositivo inizia con uno scatto emblematico del 1968 in cui studenti parigini, fotografati da Bruno Barbey si passano di mano in mano dei sampietrini. Segue Omaggio ad Artaud di Franco Vaccari che celebra il potere dell’invenzione linguistica di far immaginare ciò che non esiste, e prosegue con alcune immagini evocative dell’utopia comunista: dopo la gigantografia di Lenin fotografata da Mario De Biasi a Leningrado (1972), appare l’immagine creata dal rumeno Josif Király di alcuni ragazzi che nel 2006 passano il tempo libero seduti su una statua abbattuta del leader sovietico. Piazza San Venceslao a Praga nel 1968, fotografata da Ian Berry e gremita di giovani che si ribellavano all’occupazione russa, fa da contraltare alle opere che mostrano la sorte beffarda che subiscono talvolta le icone delle rivoluzioni: è il caso della serie Animal Farm (2007) della ceca Swetlana Heger, che mostra sculture di animali presenti nei parchi di Berlino le quali, secondo le informazioni raccolte dall’artista, sarebbero state realizzate con il bronzo della monumentale statua di Stalin rimossa nel 1961 dalla Karl-Marx-Allee; oppure di Sale of Dictatorship (1997-2000) dello slavo Mladen Stilnović, in cui i ritratti di Tito passano dalle vetrine dei negozi alle bancarelle dei mercatini di memorabilia.

Il percorso prosegue con alcune immagini riferite al Medioriente e ai suoi conflitti mai sanati: da quello iraniano con la rivoluzione khomeinista, testimoniata da uno scatto di Abbas nel 1978 e la rilettura fatta di quegli eventi in Rock, Paper, Scissors (2009) da Jinoos Taghizadeh — che marca l’enorme distanza che separa speranze di cambiamento e realtà — al conflitto israelo-palestinese, evocato dalle torri militari di avvistamento presenti in Cisgiordania che Taysir Batniji ha chiesto di documentare clandestinamente a un fotografo palestinese (2008), fino alle lettere che un detenuto libanese, imprigionato durante l’occupazione israeliana nel Libano meridionale, ha inviato dal carcere ai suoi cari e che Akram Zaatari ha fotografato nel lavoro Books of letters from family and friends (2007). Completa questo gruppo di opere uno scatto di Charles Steele-Perkins che racconta proprio quei disordini del 1982.

La difesa della memoria storica intesa non solo come un omaggio alle vittime delle ingiustizie passate, ma anche come un atto di resistenza contro quelle future, è presente nella ricerca condotta in Cile da Patrick Zachmann sui luoghi teatro dei crimini del regime di Pinochet. Una serie di ritratti (tra gli altri di Francesco Jodice, Luis PoirotMelina Mulas) incarnano altrettante e diverse forme di resistenza attive e passive, che si oppongono tanto a brutali repressioni quanto a forme di segregazione o controllo sociale in Tibet come in Giappone o in Tunisia. Due fotografie del 1963 di Leonard Freed rappresentano il sogno di uguaglianza del Movimento per i diritti civili in America. Il breve video dell’artista di origini peruviane Ishmael Randall Weeks rende onore, con una poetica metafora, a chi lotta per non cadere. Le opere di Filippo Minelli e del collettivo Zelle Asphaltkultur, pur frutto di azioni artistiche assai differenti (l’innesco di fumogeni colorati in contesti naturali idilliaci il primo, la realizzazione illegale di grafiche di esplosioni su vagoni ferroviari il secondo), sfruttano l’immaginario comune legato ai disordini e alla violenza per riflettere sul senso che esso assume nel mondo contemporaneo. La mostra si chiude con una delle utopie oggi più diffuse, quella pacifista, che proietta sull’intera comunità umana il sogno dell’assenza di conflitto e di una fratellanza universale. Il video di Yael Bartana A Declaration (2006) in cui un uomo a bordo di un’imbarcazione approda su uno scoglio dove campeggia una bandiera israeliana e la sostituisce con un albero di ulivo, sembra indicarci ciò che è necessario per perseguire questo ideale: visionarietà, coraggio, simboli condivisi, poesia.

Galleria Civica di Modena e Fondazione Fotografia Modena fanno parte – insieme a Museo della Figurina – di FONDAZIONE MODENA ARTI VISIVE, istituzione diretta da Diana Baldon e dedicata alla presentazione e alla promozione dell’arte e delle culture visive contemporanee.

Con opere di: Abbas, Bruno Barbey, Yael Bartana, Taysir Batniji, Ian Berry, Fabio Boni, Mario De Biasi, Leonard Freed, Paula Haro Poniatowska, Swetlana Heger, Alejandro Hoppe, Jorge Ianiszewski, Francesco Jodice, Iosif Király, Alex Majoli, Filippo Minelli, Daido Moriyama, Melina Mulas, Oscar Navarro, Ulises Nilo, Luis Poirot, Mark Power, Ishmael Randall Weeks, Aldo Soligno, Chris Steele-Perkins, Mladen Stilinović, Jinoos Taghizadeh, Franco Vaccari, Pedro Valtierra, Akram Zaatari, Patrick Zachmann, Zelle Asphaltkultur.

 

biglietti
intero 6 €
ridotto 4 €
– per gruppi di almeno 10 persone con prenotazione, studenti certificati dai 18 ai 26 anni, guide turistiche con tesserino in corso di validità, abbonati Trenitalia (abbonamento regionale Emilia Romagna annuale, mensile, settimanale), soci Coop Alleanza 3.0, iscritti FAI, soci Touring Club Italiano con accompagnatore, abbonati stagione teatrale del Teatro Comunale di Modena ed Emilia Romagna Teatro, possessori youngERcard
– a fronte della presentazione del biglietto di ingresso a Fotografia Europea
Con il biglietto di ingresso alla mostra A cosa serve l’utopia si potrà usufruire di una riduzione del biglietto di ingresso a Fotografia Europea, da 15 € a 12 €
gratuito
under 18 e over 65, disabili con accompagnatore, scuole: classi di ogni ordine e grado accreditati e accompagnati dal rispettivo docente, studenti certificati della scuola di alta formazione di Fondazione Fotografia, giornalisti accreditati o con tesserino in corso di validità, tesserati AMACI, tesserati ICOM, il primo accompagnatore di un bambino sotto i 10 anni
ingresso libero
ogni prima domenica del mese (iniziativa Mibact #domenicalmuseo)
19 maggio in occasione della Notte Europea dei Musei (ore 19-24)
servizi educativi
visite guidate
durante l’orario di mostra rientrano nel costo del biglietto (cumulativo o singolo) valido per accedere alla mostra e non prevedono costi aggiuntivi
laboratori didattici
per bambini fino ai 10 anni (con un accompagnatore adulto) sono gratuiti. I laboratori per le scuole, svolti anche fuori dall’orario di mostra, sono gratuiti
eventi collaterali
rientrano nel costo del biglietto (cumulativo o singolo) valido per accedere alla mostra

 

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Festival di fotografia

6, 7, 8; 13, 14, 15 aprile 2018

Ferrara – Sedi Varie
Riaperture, il Festival di fotografia a Ferrara, sta per tornare. Il tema della seconda edizione sarà ‘Reale‘.
Programma
In programma mostre, workshop, letture portfolio, incontri e tanto altro. Ferrara aprirà alla fotografia luoghi nascosti, dimenticati, segreti.
Mostre a palazzo Prosperi Sacrati, ex drogheria Bazzi, Palazzo Massari e Casa Niccolini. Saranno presenti in mostra al festival: Letizia Battaglia, Francesco Zizola, Oleg Oprisco, Antonio M. Xoubanova, Arimasa Fukukawa, Stuart Paton, Roberto Boccaccino, Camilla de Maffei, Marco Sconocchia, Nicolas Bruno, Arianna M. Sanesi, Alessandro Ruzzier e Lele Marcojanni.
E solo online il biglietto d’ingresso costa 10€.

Il programma completo è pubblicato sul sito.

 

ASSOCIAZIONE RIAPERTURE
Via Ortigara, 13 +39 335 7571281.
stampa@riaperture.com

Url dell’evento
http://riaperture.com/

L’obiettivo di Riaperture Photofestival Ferrara è di riaccendere l’attenzione su luoghi pubblici o privati attualmente non in uso, per portare loro nuova energia: per questo le mostre saranno ospitate in sedi aperte per la prima volta alle immagini. La manifestazione sarà dunque dislocata a Factory Grisù, ex caserma dei Vigili del Fuoco ora consorzio di imprese innovative e oggetto di un percorso di rigenerazione, e a Palazzo Prosperi Sacrati, uno degli edifici storici più belli della Ferrara estense, situato al centro dell’Addizione Erculea e chiuso da anni. Altra (ri)apertura eccezionale sarà l’ex drogheria Bazzi, in piazza Municipale, chiuso da anni e in anteprima per Riaperture grazie a Kofler, la catena di ristoranti e birrerie che si è insediata nello stabile e inaugurerà il nuovo locale a luglio. Saranno riaperti per la prima volta dopo il terremoto del 2012 Palazzo Massari e l’adiacente Palazzina dei Cavalieri di Malta. E ancora, la chiesa di San Giuliano, in piazza della Repubblica, e Casa Niccolini, prossima a ospitare una nuova area della Biblioteca Ariostea. Infine, uno spazio commerciale al momento non in uso, situato nel centro storico di Ferrara in via Cortevecchia. Gli spazi aperti sono aumentati rispetto al 2017, grazie allo sforzo del Comune di Ferrara che ha concesso al pubblico luoghi oggetto di cantieri di ristrutturazione: sarà un festival ‘polveroso’, ma che entra direttamente nel vivo dei restauri della città post-sisma. Tutti i luoghi del festival saranno accessibili anche alle persone con disabilità.

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Dialoghi sul paesaggio

Dialoghi sul paesaggio 5
Vittorio Gallese – Michele Cometa

Sabato 17 settembre, ore 17

CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione
Sala Polivalente
Abbazia di Valserena, Parma

Sabato 17 settembre, alle 17,00, presso la Sala Polivalente del Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’ Università di Parma si terrà il quinto appuntamento del ciclo Dialoghi sul Paesaggio, un incontro/dialogo tra Vittorio Gallese, neuroscenziato, e Michele Cometa, docente di Visual Studies.

Il ciclo Dialoghi sul Paesaggio è organizzato dallo CSAC in occasione della mostra Esplorazioni dell’archivio. Fotografie della Via Emilia, e del trentennale da Esplorazioni sulla Via Emilia, la grande impresa di descrizione concepita e diretta da Luigi Ghirri, Giulio Bizzarri, Gianni Celati nel 1986.

La riflessione sul paesaggio è sicuramente terreno privilegiato di incontro tra le discipline scientifiche e quelle umanistiche. La stagione che si apriva nella seconda metà degli anni Ottanta, che vide in Esplorazioni sulla Via Emilia un episodio per tanti aspetti fondante, ha visto la crescita di ambiti di incontro, di temi e discipline orientati a tali intersezioni.

L’incontro tra Vittorio Gallese e Michele Cometa mostrerà il confronto tra due autori che stanno portando avanti alcune tra le ricerche più avanzate in questo senso, aprendo territori di indagine inediti. La neuroscienza come analisi di processi percettivi fondanti comportamenti e processi culturali, gli studi visuali come ambito di ricerca votato a rimettere in discussione le gerarchie tra arte, comunicazioni visiva, in una dimensione eminentemente plurale

Il Prof. Vittorio Gallese ha svolto attività di ricerca all’Università di Losanna, Svizzera, alla Nihon University, Tokyo, Giappone, alla University of California at Berkeley e alla Berlin School of Mind and Brain della Humboldt University di Berlino. È Professor in Experimental Aesthetics alla University of London , UK e Adjunct Senior Research Scholar alla Columbia University di New York. Nel 2007 ha ricevuto insieme a Giacomo Rizzolatti e Leonardo Fogassi il Grawemeyer Award for Psychology, per la scoperta dei neuroni specchio. Ha pubblicato più di 200 articoli scientifici in riviste internazionali e in edited books. Tra i suoi ambiti di ricerca ricordiamo le indagini, spesso in collaborazione con specialisti di discipline umanistiche inerenti l’ambito visuale, sul confine tra neuroscienze e teorie estetiche.

Il Prof. Michele Cometa insegna Storia comparata della culture e Cultura visuale nell’Università di Palermo. Ha diretto diversi gruppi di ricerca nazionali tra cui quello su Letteratura e Cultura Visuale dedicato al rapporto tra letteratura e dispositivi ottici. Si è occupato della traduzione di classici della letteratura e dell’estetica, in particolari tedeschi, tra cui testi di Winckelmann, Mengs, Schlegel, Goethe, Weininger, Kraus, Jünger, Handke. Tra le sue ultime opere: La scrittura delle immagini. Letteratura e cultura visuale (Cortina, Milano, 2012) e, insieme a Roberta Coglitore, Fototesti. Letteratura e cultura visuale (Quodlibet, Roma-Macerata, 2016)

Il programma completo degli incontri:
http://www.csacparma.it/dialoghi-sul-paesaggio/

In collaborazione con il Festival di Fotografia Europea di Reggio Emilia 2016.
http://www.csacparma.it/esplorazioni-dellarchivio-fotografie-della-via-emilia/
 

ingresso gratuito

 

Prossimi appuntamenti con i Dialoghi sul Paesaggio allo CSAC di Parma:
Sabato 24 settembre 2016, ore 17.00
Dialoghi sul Paesaggio 6 – Franco Guerzoni / Carlo Quintelli
Sabato 1 ottobre 2016, ore 17.00
Dialoghi sul Paesaggio 7 – Roberta Valtorta / Cristina Casero

 

CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione
Università di Parma
Abbazia di Valserena
Strada Viazza di Paradigna, 1
Parma

Per informazioni e prenotazioni
+39 0521 607791

servizimuseali@csacparma.it

www.csacparma.it

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Un anno di CSAC

Un anno di CSAC
Un week-end di incontri, mostre e eventi

sabato 21 e domenica 22 maggio 2016

Abbazia di Valserena
Strada Viazza di Paradigna, 1 – Parma

Il 23 maggio 2015 l’Università di Parma ha inaugurato il percorso espositivo permanente dello CSAC all’interno dell’Abbazia cistercense di Valserena. Più di 600 opere tra disegni, sculture, dipinti, installazioni, manifesti, fotografie, abiti, costumi, maquettes, prototipi e oggetti di design sono stati allestiti nella Chiesa, nel parco delle sculture, nella sala Ipogea, nella sala delle Colonne, per rappresentare l’immenso patrimonio di 12 milioni di pezzi dello CSAC.
Nel corso di un anno più di 15.000 persone hanno visitato l’archivio-museo, hanno partecipato alle visite guidate, ai laboratori per famiglie e ai laboratori didattici, e hanno scoperto i segreti dell’archivio grazie al programma CSAC inedito. Nel corso di questo anno il Centro Studi e Archivio della Comunicazione ha presentato il programma triennale di ricerca, ha organizzato il programma Cultura Aperta che è stato inaugurato il 31 marzo 2016 con la conferenza di Alessandro Mendini e proseguirà sino al mese di ottobre. Il 7 maggio sono state inaugurate le mostre Esplorazioni dell’Archivio. Le fotografie della Via Emilia e Habitare la Via Emilia con le quali il Centro partecipa a Fotografia Europea 2016. Il Centro ha continuato ad ospitare studiosi, tirocinanti italiani e stranieri, ha accolto studenti delle scuole superiori di Parma nell’ambito del programma Alternanza Scuola Lavoro e studenti dell’ateneo per lezioni e workshop.

Per festeggiare questo primo anno di vita lo CSAC propone un programma speciale organizzando un week-end ricco di incontri (21-22 maggio), mostre laboratori, visite guidate e grandi proposte culturali.

Per tutto il personale e gli studenti dell’Ateneo parmense il biglietto di ingresso sarà straordinariamente ridotto per tutto il fine settimana a soli tre euro (a fronte di presentazione dell’invito), per tutto il pubblico invece sarà di cinque euro.

Si inizia sabato 21 maggio alle ore 10.00 con CSAC Inedito, le visite alle zone solitamente nascoste dell’archivio insieme ai curatori: “Fulget sicut stella matutina” vedrà Maria Pia Branchi portare i visitatori alla scoperta dell’Abbazia, delle testimonianze architettoniche e decorative in parte ora celate dagli ampliamenti successivi, per immaginare la vita quotidiana e l’organizzazione della giornata, tra preghiera e lavoro, dei monaci. Il titolo riprende infatti le parole usate da Benedetto XII, religioso cistercense eletto Papa nel 1335, per introdurre il testo di riforma dell’ordine: sono gli anni in cui l’abbazia di Valserena è in costruzione. Costo 10 euro, prenotazione obbligatoria.

Sempre sabato 21 maggio alle ore 17.00 in sala polivalente si prosegue con la lezione magistrale di Giovanni Chiaramonte, a ingresso gratuito. Chiaramonte è uno dei fotografi di Esplorazioni sulla via Emilia, da sempre legato alle vicende dello CSAC, e qui approfondirà i temi della mostra appena inaugurata, Esplorazioni dell’archivio. Fotografie della Via Emilia, curata da Paolo Barbaro e Claudia Cavatorta e inserita all’interno dell’edizione 2016 di Fotografia Europea.

Domenica 22 maggio alle ore 11.00 continuano le CSAC lectures, il programma di incontri all’Abbazia di Valserena con i protagonisti del mondo della cultura, del progetto e delle arti visive: in occasione di questo speciale anniversario l’artista Concetto Pozzati  terrà negli spazi della sala polivalente la conferenza dal titolo La Mano della pittura, sempre ad ingresso gratuito, per presentare in anteprima il suo progetto di allestimento della cappella Pittura Materia Téchne dell’Archivio-Museo CSAC.

Sempre Domenica 22 alle ore 11.00 è in programma il laboratorio CSAC per le famiglie, con visite interattive alle collezioni rivolte ad adulti e bambini dai 5 anni. Costo: bambino 4 euro; adulto ingresso ridotto 8 euro.

Il week-end si chiuderà negli spazi della chiesa e della sala delle colonne con Ti presento un’opera, un intero pomeriggio in cui curatori e ricercatori saranno a disposizione dei visitatori e racconteranno brevemente un’opera al pubblico, da una prospettiva unica. Il programma prevede alle ore 15.00 e 15.30 Marcello Nizzoli: la Lexikon Olivetti, alle 15.15 e 17.15 Art Directors Club Italiano, storia di un archivio, alle 15.30 e 17.30 Lucio Fontana: il Fiocinatore e alle 15.45 e 17.45 Botticelli di Mario Schifano. “Uno schermo di immagini possibili”. Alle ore 16.00 e 18.00 la giornata continua con Il mestiere di grafico: il segreto di Albe Steiner, alle 16.15 e 18.15 Early Dynastic di Giulio Paolini, alle 16.30 e 18.30 Il San Martino che non c’è, alle 16.45 e 18.45 Sottsass Associati. Ipotesi di arredo urbano. Chiuderanno alle 17.00 e 19.00 Sipario, il teatro di Ignazio Gardella, alle 17.15 e 19.15 Bruno Stefani, 1937: 200 km in un secondo, alle 17.40 e 18.00 Velocità e lentezza: la fotografia del paesaggio, alle 17.45 e 18.45 Armando Testa. La concretezza della sintesi, alle 18.00 e 19.00 Arte/Architettura. Utopia e scenario. Il Palazzo dell’Acqua e della Luce di Ponti, alle 18.30 e 19.30 La rivoluzione di Coco Chanel nello sguardo di Walter Albini e per finire alle 18.45 e ore 19.45 Erberto Carboni: il “venditore meraviglioso”.

Per tutto il week-end si terranno poi alle ore 16.00 le visite guidate di CSAC Raccontato, per condurre i visitatori alla scoperta dell’Abbazia di Paradigna e delle sue straordinarie collezioni, mentre domenica alle 17.30 si terrà la visita dedicata a Fotografia Europea. Costo della visita eccezionalmente ridotto a 10 euro; 8 euro per personale e studenti dell’Università di Parma.

Cos’è lo CSAC
Lo CSAC –  Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma, fondato nel 1968 da Arturo Carlo Quintavalle e situato nell’Abbazia cistercense di Valserena, raccoglie e conserva materiali originali della comunicazione visiva, della ricerca artistica e progettuale italiana a partire dai primi decenni del XX secolo. Un patrimonio di oltre 12 milioni di pezzi suddivisi in cinque sezioni: Arte (oltre 1.700 dipinti, 300 sculture, 17.000 disegni), Fotografia (con oltre 300 fondi e più di 9 milioni di immagini), Media (7.000 bozzetti di manifesti, 2.000 manifesti cinematografici,  11.000 disegni di satira e fumetto e 3.000 disegni per illustrazione), Progetto (1.500.000 disegni, 800 maquettes, 2000 oggetti e circa 70.000 pezzi tra figurini, disegni, schizzi, abiti e riviste di Moda) e Spettacolo (100 film originali, 4.000 video-tape e numerosi apparecchi cinematografici antichi).
Lo CSAC oggi è un nuovo spazio multifunzionale, dove si integrano un Archivio, un Museo e un Centro di Ricerca e Didattica. Una formula unica in Italia, che mantiene e potenzia le attività sino ad ora condotte di consulenza e collaborazione all’istruzione universitaria con seminari, workshop e tirocini, di organizzazione di mostre e pubblicazione dei rispettivi cataloghi (oltre 120 dal 1969 ad oggi), e di prestito e supporto ad esposizioni in altri musei tra cui il MoMA di New York, il Centre Pompidou di Parigi, il Tokyo Design Center, Triennale di Milano e il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia di Madrid.

CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione
Abbazia di Valserena
Strada Viazza di Paradigna, 1
Orari: da martedì a venerdì 10 – 15; sabato e domenica 10 – 20.
Biglietto ridotto al 50% a fronte della presentazione del biglietto di ingresso a Fotografia Europea
Con il biglietto di ingresso allo CSAC si potrà usufruire di una riduzione del biglietto di ingresso a Fotografia Europea.
Visite guidate senza prenotazione: domenica 8 e 22 maggio, 5 e 19 giugno – ore 17.30.
In date e orari diversi solo su prenotazione. Costo € 12; € 10 presentando il biglietto di ingresso a Fotografia Europea
www.csacparma.it
www.fotografiaeuropea.ithttp://www.fotografiaeuropea.it

Per informazioni e prenotazioni
servizimuseali@csacparma.it
+39 0521 607791

Press
press@csacparma.it
+39 349 1250956

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Arte, fotografia

Conferenza e mostra fotografica

MOSTRI, BESTIARI E POPOLI FAVOLOSI. LE METOPE ED I LEONI DEL DUOMO NELL’IMMAGINARIO DEL MEDIO EVO
INCONTRO CON GIOVANNA CASELGRANDI
GIOVEDÌ 21 APRILE, ORE 18.00

Galleria civica di Modena, Palazzo Santa Margherita, corso Canalgrande 103

ingresso gratuito

 

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Giovedì 21 aprile, alle ore 18.00, nell’ambito della mostra “Nino Migliori, Lumen. Leoni e metope del Duomo di Modena”, in corso fino al 5 giugno, alla Galleria civica di Modena nella sede di Palazzo Santa Margherita, si terrà un incontro con Giovanna Caselgrandi, direttrice dei Musei del Duomo, dal titolo Mostri, bestiari e popoli favolosi. Le Metope ed i Leoni del Duomo nell’immaginario del Medio Evo.

 

Le fotografie di Nino Migliori donano un nuovo fascino ai “mostri di pietra” della Cattedrale: luci e ombre sollecitano la nostra immaginazione e attirano il nostro sguardo. Perché le cattedrali medievali erano “abitate” da animali reali e immaginari, da creature fantastiche e mitologiche? Perché non c’era timore a raffigurare ammalianti sirene e pericolosi draghi dentro e fuori le chiese? Queste domande trovano risposta nel significato che tali raffigurazioni rivestivano all’interno dell’immaginario simbolico del Medioevo.

Attraverso l’analisi delle opere ed il loro confronto con i Bestiari, le Enciclopedie e le Mappe del mondo antico questo ricco apparato di immagini e di simboli troverà nella lezione di Giovanna Caselgrandi, una lettura esauriente, rivelandoci un Medioevo non stereotipato, fonte di stupore e di ammaestramento.

 

L’esposizione  “Nino Migliori, Lumen. Leoni e metope del Duomo di Modena”, promossa e organizzata dalla Galleria civica di Modena e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena in collaborazione con Musei del Duomo e Coordinamento Sito Unesco, propone 64 fotografie inedite di Nino Migliori  risultato dell’ultimo progetto di ricerca sulla visione condotto dal fotografo bolognese, che consiste nel fotografare sculture romaniche utilizzando come unica fonte luminosa la luce di una candela, che rende viva l’immagine e vibrante la pietra corrosa dal tempo.

 

Giovanna Caselgrandi Laureata in Lettere e Filosofia all’Università di Bologna con una tesi sul Tesoro dell’Abbazia di Nonantola, ha conseguito il Dottorato di Ricerca in Storia dell’Arte Medievale presso l’Università Ca’Foscari di Venezia.

Dal 1998 è docente di Storia e Simbologia dell’Arte presso l’Istituto Filosofico di Studi Tomistici di Modena. Attualmente è direttrice dei Musei del Duomo e curatrice del Museo Benedettino e Diocesano di Nonantola. Membro della Commissione Diocesana di Arte sacra, è autrice di diverse pubblicazioni e saggi di Storia dell’Arte.

 

Nino Migliori è nato a Bologna nel 1926 dove vive e lavora. La sua fotografia, dal 1948, svolge uno dei percorsi più diramati e interessanti della cultura d’immagine europea. Oggi Migliori è considerato un vero architetto della visione. Ogni sua produzione è frutto di un progetto preciso sul potere della visione, tema, questo, che ha caratterizzato tutta la sua produzione. Le sue opere sono conservate in importanti collezioni pubbliche e private, fra le quali: Mambo, Bologna; Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea, Torino; CSAC, Parma; Museo d’Arte Contemporanea Pecci, Prato; Galleria d’Arte Moderna, Roma; Calcografia Nazionale, Roma; MNAC, Barcellona; Museum of Modern Art, New York; Museum of Fine Arts, Houston; Bibliothèque Nationale, Parigi; Museum of Fine Arts, Boston; Musée Reattu, Arles, SFMOMA, San Francisco.

 

Foto: Nino Migliori, da “Lumen. Leoni e metope del Duomo di Modena”, Antipodi © Nino Migliori 2015.

 

 

conferenza “Mostri, bestiari e popoli favolosi. Le Metope ed i Leoni del Duomo nell’immaginario del Medio Evo”

 

con Giovanna Caselgrandi

 

sede Palazzo Santa Margherita, Sala grande, corso Canalgrande 103, Modena

 

periodo giovedì 21 aprile, ore 18

 

Ingresso gratuito

 

mostra Nino Migliori, Lumen. Leoni e metope del Duomo di Modena

 

da un progetto di Nino Migliori

 

periodo 5 marzo-5 giugno 2016

 

organizzazione e produzione

Galleria civica di Modena

Fondazione Cassa di Risparmio di Modena

 

in collaborazione con

Musei del Duomo

Coordinamento Sito Unesco

 

orari mercoledì-venerdì 10.30-13.00 e 16.00-19.30; sabato, domenica e festivi 10.30-19.30.

Lunedì e martedì chiuso

 

ingresso gratuito

 

le Metope sono visibili presso i Musei del Duomo, via Lanfranco 6, nei seguenti orari: da martedì a domenica 9.30-12-30 e 15.30-18.30. Lunedì chiuso

Ingresso ridotto (3 €) presentando il biglietto rilasciato in sede di mostra

 

i leoni stilofori sono visibili in Duomo nei seguenti orari: da martedì a domenica 7-19; lunedì 7-12.30 e 15.30-19

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CSAC Inedito

2 aprile – 4 giugno 2016

Il 2 aprile partirà la nuova edizione di CSAC Inedito, una serie di visite guidate realizzate da personale specializzato per aprire porte segrete e cassetti preziosi, vedere da vicino opere e materiali custoditi nelle ali quattrocentesche e settecentesche dell’abbazia. La visita è dedicata ogni volta a una specifica sezione e argomento. Sabato 2 aprile, ore 10 Il Libro come luogo di ricerca a cura Lucia Miodini che propone un approfondimento sui libri d’artista conservati nei fondi della Sezione Arte. Sabato 16 aprile, ore 10 “Arte nata da un raggio e da un veleno…” (A. Boito, 1866) a cura di Claudia Cavatorta, indaga la fotografia delle origini nelle raccolte storiche della Sezione Fotografia. Sabato 14 maggio, ore 10 Gli artisti del design. Design e arte nella Milano del XX secolo a cura di Simona Riva, approfondimento sui i rapporti tra il design e le arti figurative nei fondi della Sezione Progetto. Sabato 21 maggio, ore 10 “Fulget sicut stella matutina” a cura di Maria Pia Branchi: i visitatori verranno accompagnati sulle tracce materiali dell’antico monastero cistercense. Sabato 28 maggio, ore 10 Un po’ apocalittici, non tanto integrati. Fotografi italiani nel paesaggio del consumo a cura di Paolo Barbaro, approfondimento sulla rappresentazione del paesaggio nei fondi contemporanei della Sezione Fotografia. Sabato 4 giugno, ore 10 Erberto Carboni. Gli anni della committenza parmigiana e dintorni a cura di Paola Pagliari, propone un focus sull’opera di Erberto Carboni dagli anni Venti fino al trasferimento a Milano nel 1932.

Durata delle visite: 2 ore circa

Costo: 10 euro

Prenotazione obbligatoria

Per informazioni e prenotazioni

+39 0521 607791 servizimuseali@csacparma.it

Esplorazioni dell’archivio. Fotografie della Via Emilia

7 maggio – 2 ottobre 2016

La mostra Esplorazioni dell’archivio. Fotografie della Via Emilia, a cura di Paolo Barbaro e Claudia Cavatorta e realizzata nell’ambito di Fotografia Europea 2016, propone il frutto di un’indagine negli archivi della Sezione Fotografia dello CSAC. L’istituzione ha avuto un ruolo non secondario nell’elaborazione del modello di racconto che porta nel 1984 alla realizzazione del Viaggio in Italia coordinato da Luigi Ghirri, e nel 1986, esattamente trent’anni fa, al progetto Esplorazioni della Via Emilia. Lo stesso Ghirri, a partire dalla prima metà degli anni Settanta, contribuisce a raccogliere fotografie storiche per le raccolte CSAC, tiene a Parma corsi di Storia della Fotografia, e così fanno Giovanni Chiaramonte e Mario Cresci, autori coinvolti in Esplorazioni della Via Emilia/Vedute nel Paesaggio come anche Gabriele Basilico, Olivo Barbieri, Mimmo Jodice, Guido Guidi, Vincenzo Castella, Cuchi White, tutti protagonisti di collaborazioni con l’Istituzione universitaria parmigiana, su invito di Arturo Carlo Quintavalle.

Verranno esposti, parte vintage prints e parte in riproduzione, nuclei storici di stampe presenti nelle raccolte CSAC, dalle foto ottocentesche di Alinari, Brogi, Poppi, a quelle di Bruno Stefani, di grandi atelier come quello bolognese dei Villani o del romano Studio Vasari, a confronto con l’opera degli autori protagonisti di quella nuova fotografia, dell’ ultimo quarto del novecento.

Con tutto questo si intrecciano le foto di cronaca, le fotografie dello sport, rituali sociali, riprese della quotidianità. L’intenzione è dunque quella di proporre una riflessione sugli sguardi di quel paesaggio, con l’ambizione di restituire uno sfondo al progetto, tuttora attuale e già storico, di Esplorazioni della Via Emilia, 1986.

Orari di apertura

Da martedì a venerdì 10-15; sabato e domenica 10,00-20-00

Biglietto intero: 10 euro

Per informazioni e prenotazioni

+39 0521 607791 – servizimuseali@csacparma.it

Habitare la via Emilia. Presenze e luoghi di rifondazione insediativa

7 maggio – 2 ottobre 2016

Nella Sala Polivamente dello CSAC sarà allestita la mostra Habitare la via Emilia. Presenze e luoghi di rifondazione insediativa, coordinata da Carlo Quintelli e dedicata al pubblico paesaggio, che riflette attraverso un rilievo topo-fotografico puntuale su struttura e componenti del divenire della strada consolare quale strumento di continua rigenerazione dell’insediamento antropico emiliano.

Orari di apertura

Da martedì a venerdì 10-15; sabato e domenica 10,00-20-00

Ingresso gratuito

Strade, viaggi, confini. Dialoghi sul paesaggio

maggio – settembre 2016

Accompagna il programma espositivo dello CSAC una serie di incontri che approfondiranno il tema dell’esposizione mettendo a confronto esperienze di segno diverso di scrittori, fotografi, archivisti, scienziati, geografi e linguisti.

Le conferenze si apriranno sabato 21 maggio alle ore 17 con la lezione magistrale di Giovanni Chiaramonte, uno dei protagonisti dell’impresa storica Esplorazioni sulla via Emilia e figura da sempre legata alle vicende dello CSAC. A seguire, nelle settimane successive, è stata già confermata la presenza dell’artista Franco Guerzoni, della docente di storia della fotografia Cristina Casero, del fotografo e storico della fotografia Mario Cresci, del docente di Letterature comparate Giulio Iacoli, del neuroscienziato Vittorio Gallese, dell’esperto di geografia letteraria Davide Papotti, del docente di estetica Andrea Pinotti, della storica della fotografia e dell’arte contemporanea Raffaella Perna, dell’architetto Carlo Quintelli, dell’esperta di cartografia Tania Rossetto e di Roberta Valtorta, responsabile del Museo della Fotografia di Cinisello Balsamo.

Per informazioni

+39 0521 607791 servizimuseali@csacparma.it

 

Percorsi musicali: verso il Novecento

Concerti all’Abbazia di Valserena a cura della Fondazione Toscanini

giugno – luglio

DANZE DAL MONDO (violino contrabbasso, arpa) attraverso le musiche di Bizet, Salzedo, Granados, Lehar

KALEIDON (quartetto di saxofoni) con trascrizioni da opere di Puccini, Rossini e Verdi sino alle più celebri e significative atmosfere jazz (Ellington, Gershwin, Galliano, Evans)

PASSO A DUE (Arpa e marimba), dove attraverso l’insolito accostamento fra questi strumenti, ancestrali nella loro concezione (strumento a corde e a percussione) ma modernissimi nella loro costruzione strutturale, si propongono musiche di un recentissimo Novecento (Koetsier, Rodrigo, Damase)

Ingresso a pagamento
Per informazioni e prenotazioni

+39 0521 607791 servizimuseali@csacparma.it

 

Jazz in Abbazia – estate 2016

in collaborazione con l’Associazione culturale Novara Jazz – Rest Art

Paolo Botti (jazz country solo)

viola, violino di Stroh, banjo, salterio ad arco, er-hu, percussioni.

Dopo rigorosi studi accademici come violista, Paolo Botti si dedica al jazz e alla musica improvvisata, collabora con molti musicisti tra cui ricordiamo Franco D’Andrea, Bruno Tommaso, Giorgio Gaslini, Dave Liebman, Tristan Honsiger, Dave Burrell, William Parker esibendosi in moltissimi festival e rassegne in Italia, Europa, ma anche in Asia e Africa. Il suo lavoro in solo ‘Angels and Ghosts’ dedicato alla musica di Albert Ayler ha ottenuto larghi consensi ed è stato votato terzo disco dell’anno nel top jazz 2010.

Giugno (data da confermare)

Simone Massaron (2 elementi + attrice)

chitarra, contrabbasso, voce.

La musica composta da Simone Massaron per questo progetto deve molto ai racconti e alle immagini del Dust Bowl, la serie di tempeste di polvere che si scatenò nelle grandi pianure degli Stati Uniti tra il 1931 e il 1939, provocando la migrazione forzata di migliaia di contadini verso l’ovest. Ad alcuni dei personaggi chiave dei romanzi di Steinbeck di quel contesto storico sono dedicate le composizioni, da “Furore” a “Uomini e topi”.

Luglio (data da confermare)

Paolo Fabbri Swing Band (5 elementi)

pianola, contrabbasso batteria, sassofono, tromba.

Un brillante e divertente sestetto capitanato dallo storico saxofonista Paolo Fabbri, suona le musiche della grande era dello swing americano e melodie italiane degli anni trenta, per una serata gioiosa e scoppiettante.

Settembre (data da confermare)

Ingresso a pagamento

Per informazioni e prenotazioni

+39 0521 607791 servizimuseali@csacparma.it

Presenze scultoree: nell’abbazia, nel chiostro, nel parco

21 – 29 luglio 2016

Il workshop Presenze scultoree: nell’abbazia, nel chiostro, nel parco prevede la partecipazione di studenti di scuole di architettura e d’arte delle università italiane invitati a riflettere a partire da questo frammento concettuale, tratto da una conferenza tenuta da Martin Heiddeger il 3 ottobre 1964 nell’occasione di una mostra dello scultore Bernhard Heiliger: “la scultura ha un particolare rapporto con lo spazio, comprendendo se stessa in un certo qual modo, come un confronto con lo spazio stesso”. L’obiettivo principale del workshop è quello di sperimentare sul piano interpretativo e progettuale il rapporto tra spazio e corpo scultoreo all’interno del contesto dell’Abbazia di Valserena, negli ambienti interni, nel chiostro di cui è prevista una parziale ricostruzione, nel paesaggio circostante prefigurato come parco dove componenti rurali, ambiente ed opere d’arte possono trovare una reciproca significatività.

Il workshop coordinato da Carlo Quintelli vede la partecipazione di Gianpiero Bosoni, Alessandro Rocca e Marco Borsotti del Politecnico di Milano, Orazio Carpenzano di Roma Sapienza, Lamberto Amistadi dell’Università di Bologna, Mauro Marzo dello IUAV, oltre a diversi scultori ed artisti coinvolti nel confronto con gli architetti.

Il workshop vede il supporto di Fondazione Monteparma

Ingresso gratuito su prenotazione ad alcune delle conferenze secondo il programma.

 

CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione
Università di Parma
Abbazia di Valserena
Strada Viazza di Paradigna, 1

Per informazioni e prenotazioni +39 0521 607791 | servizimuseali@csacparma.it

Press +39 349 1250956 | press@csacparma.it

 

didascalie immagini seguenti:

1) Ritratto di Alessandro Mendini, photo Carlo Lavatori

2) “Esplorazioni dell’archivio. Fotografie della via Emilia”. Documentazione ANAS ante 1949, la Via Emilia a Ponte Taro, Atelier Vasari Roma

3) Filarmonica Arturo Toscanini

 

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fotografia, Società, storia

Entra nel vivo la “Festa del racconto”

Quella di sabato 3 ottobre sarà  una giornata ricca di ben diciotto appuntamenti gratuiti, che spazieranno dagli incontri letterari a quelli del programma Carpi per Expo, dai laboratori agli spettacoli, fino alla musica e alla comicità.

Alle ore 10.30 sarà il turno del giornalista televisivo e critico enogastronomico Edoardo Raspelli che, presso piazza Garibaldi, proporrà un itinerario goloso tra ricette e sapori d’Italia.
Alle ore 11, presso il Cortile del Ninfeo, la scrittrice e illustratrice Vittoria Facchini condurrà invece un laboratorio ispirato al suo Quel mostro dell’amore, insegnando a riconoscere i sintomi del sentimento più bello per poterli catturare.
Alle ore 12.30, presso il Bar Cookies, si terrà la prima delle peformance dei lettori volontari di ‘Donare voci’ legate alle Tavole letterarie. In questo caso il pubblico potrà ascoltare brani tratti da Il grande Gatsby di Francis Scott Fitzerald, e ammirare anche la tavola letteraria dedicata al grande romanzo americano tra upper class, musica jazz e fili di perle.


Il primo pomeriggio di sabato sarà invece connotato dalla fotografia, alle ore 15 presso la Tenda di piazzale Re Astolfo, grazie all’incontro con Gianni Berengo Gardin, che con il suo sguardo ha immortalato la seconda metà del ‘900 e gli inizi nel nuovo millennio, contraddistinguendosi per lo splendido bianco e nero d’autore. Al pubblico di Carpi racconterà una vita fatta di arte, incontri, esperienze uniche ed irripetibili.
Il coraggio di un sogno italiano: Adriano Olivetti è il titolo dell’appuntamento che, alle ore 16 nel Cortiletto nord di Palazzo dei Pio, sarà dedicato alla figura del grande imprenditore italiano, protagonista della vita culturale degli anni Cinquanta e di un Paese creativo e pragmatico al contempo. A rievocare l’imprenditore di Ivrea saranno Bruno Segre, che l’ha conosciuto personalmente, Riccardo Cecchetti, autore di una graphic novel a lui dedicata e Roberto Scarpa, scrittore e autore teatrale.
Sarà uno dei personaggi più celebri della letteratura, non solo d’infanzia, il protagonista della narrazione spettacolo del Teatro dell’Orsa: alle ore 16, 17.30 e 18.30 si terranno infatti le tre repliche de Alice e il tè con il cappellaio matto, a partire dall’ingresso del Castello dei Ragazzi tra carte da gioco – le guardie della Regina di Cuori – teiere, bottiglie fatate e pasticcini che fanno crescere o rimpicciolire, per finire poi sul tavolo apparecchiato per un tè dei matti.
Continuando con il programma per ragazzi, alle ore 16.30 presso i Giardini della Pretura, Roberto Piumini e Patrizia Ercole, accompagnati dal musicista Andrea Basevi, incanteranno i piccoli lettori e le famiglie con racconti, poesie e canzoni.
Ci sarà spazio anche per il giallo, in questo sabato ricchissimo di appuntamenti, quando alle ore 17 il cortile della Biblioteca Loria ospiterà l’incontro con Ben Pastor, che presenterà il suo La strada per Itaca, giallo ambientato a Creata durante la Seconda guerra mondiale, un romanzo colto, raffinato e avvincente, scritto con l’inconfondibile stile dell’autrice italoamericana e tradotto in tutto il mondo.
Si parlerà di lettori adolescenti, ma dal punto di vista di adulti ed educatori, alle ore 18 presso i Giardini della Pretura, quando Beatrice Masini e Alessandro Mari si interrogheranno sul tema e il ritratto dell’adolescenza fornito dalla letteratura per giovani adulti, uno dei principali fenomeni editoriali degli ultimi anni.
Alle ore 17 e 18.30 toccherà a La botte dei sensi. Il racconto del riso: la performance realizzata dall’associazione Koinè condurrà gli spettatori in un viaggio alla scoperta delle radici dell’alimento, dal Rinascimento, quando il duca di Milano portò nel triangolo di terra compreso tra Mantova, Rolo e Carpi il ‘riso originario’, fino alle mondine, in un racconto che intreccia memoria, ricette e radici della comunità.
Sempre di cultura del cibo si parlerà alle ore 18.30 presso il Cortiletto nord di Palazzo dei Pio quando, insieme all’antropologo Franco La Celca, Davide Bregola presenterà Seminare storie. Carpi e la cultura del cibo, il volume che raccoglie le esperienze del territorio con il cibo inteso come socialità, tradizione, memoria e cultura.
Ancora una volta il giallo, quello di Antonio Manzini, sarà il protagonista dell’incontro delle ore 19 presso il cortile della Biblioteca Loria, dove l’acclamato autore presenterà il suo Era di maggio, dialogando con Simonetta Bitasi.
Sempre alle ore 19, presso Toma & Tomi (viale Carducci) si terrà il secondo reading legato alle Tavole letterarie. A partire dall’installazione con le specialità alpine dedicata ad Heidi, saranno letti brani da Mario Rigoni Stern, Mauro Corona e Dino Buzzati.
La serata sarà invece dedicata al grande teatro, con Dall’Inferno… all’Infinito…, lo spettacolo nel quale Monica Guerritore reciterà brani da Dante Alighieri, Giacomo Leopardi e Cesare Pavese, alle ore 21 presso la Tenda di piazzale Re Astolfo.
Seguirà, alle ore 22.30, Piano solo, il concerto di Patrizio Fariselli, storico membro degli Area.

La Festa del Racconto terrà però banco anche a Campogalliano dove, al Palazzetto dello Sport di via Mattei, alle ore 21, si riderà insieme a Gianni Fantoni, one-man-show nel suo Involucri pericolosi.

Tra i rotagonisti dell’ultima giornata, domenica 4 ottobre, vi saranno poi Franco Cardini, Walter Veltroni, Vito Mancuso, Brunori Sas, Colapesce, Alessandro Baronciani, Vittoria Facchini, Marcello Simoni e Carla Vasio.

La manifestazione è realizzata grazie al contributo di Fondazione CR Carpi e organizzata da Biblioteca Multimediale A. Loria in collaborazione con gli istituti culturali e gli assessorati alla Cultura dei Comuni dell’Unione Terre d’Argine.

Per ulteriori informazioni è possibile visitare il sito http://www.festadelracconto.it e la pagina Facebook ‘Festa del Racconto’.

fotografia

Art Kane

UNA VIDEOTESTIMONIANZA DI FRANCO FONTANA, UN FILM DOCUMENTARIO SULLA LEGGENDARIA FOTO “HARLEM 1958”
E UNA VIDEOCONVERSAZIONE DI ART KANE CON PETE TURNER
NELLA MOSTRA “ART KANE. VISIONARY”
Palazzo Santa Margherita, corso Canalgrande 103, Modena
25 giugno-20 settembre 2015
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Accanto alle 100 fotografie selezionate per la mostra “Art Kane. Visionary”,  sono parte integrante del progetto espositivo anche una videotestimonianza di Franco Fontana registrata per l’occasione, “A Great Day in Harlem”, film documentario del 1994 in cui decine di leggende del jazz ricordano la fotografia di Kane che li radunò una domenica del 1958 creando l’icona più celebre del periodo d’oro di questo genere musicale, e un’intervista televisiva di Pete Turner ad Art Kane. Al lavoro del famoso fotografo americano si accompagnano voci e immagini che fanno il punto, ciascuna a modo suo, su una filosofia di vita e professionale restituita al pubblico anche attraverso un percorso audio-video.
A Franco Fontana si devono gli aneddoti, “mi è sempre piaciuto quel suo sguardo tra erotismo, vita immaginaria e dimensione reale ricorda Il rischio e l’azzardo erano gli elementi più rivoluzionari del suo fotografare. Il nostro era un rapporto di amicizia viscerale come confermano le numerose lettere che mi ha scritto  continua  ci sentivamo davvero come due fratelli, uniti dalla stessa gioia di vivere”. Dalle serate in Velosolex a New York verso lo Studio 54 alle numerose occasioni di incontro, in America e in Italia, per mostre, workshop ed eventi, un ricordo di un’amicizia che Fontana ha definito una fratellanza di colore.
“A Great Day in Harlem”, prodotto da Jean Bach, co-produzione Matthew Seig, editor Susan Peehl, voce narrante Quincy Jones, nasce da una giornata estiva del 1958 a New York. Un giovane fotografo (Kane) passeggiava nervosamente davanti a un brownstone di Harlem. Aveva sparso la voce che aveva intenzione di fare una foto per la rivista “Esquire”. Era il suo esordio come fotografo professionista. Intorno alle dieci del mattino, con sorpresa di tutti, decine di musicisti si riunirono e furono ritratti in quella che oggi è probabilmente la più famosa fotografia del jazz americano. Il film documentario intreccia girati d’archivio, filmati, inediti home-movie, rare interviste con maestri del jazz presenti quel giorno, come Sonny Rollins, Horace Silver, Art Farmer, Dizzy Gillespie e Art Blakey. E anche col fotografo, Art Kane, e con l’editor di grafica Esquire, Robert Benton, che parla di ciò che ha imparato quel giorno che poi gli sarebbe servito in seguito consentendogli di raggiungere straordinari risultati professionali.
Fra i protagonisti del film anche Count Basie, Coleman Hawkins, Lester Young, Charles Mingus, Marian McPartland, Gerry Mulligan, Mary Lou Williams, Maxine Sullivan e Thelonious Monk.
Quel giorno, ad Harlem, è stato catturato lo spirito di un’epoca in cui New York era il centro del mondo del jazz, sullo sfondo di un clima fortemente stimolato dalla creatività sorprendentemente espressa da una comunità forte, costituita in gran parte da musicisti di talento e appassionati. Il film documentario ha ricevuto unan nomination all’Oscar nel 1995.
La rara intervista televisiva di Pete Turner ad Art Kane, disponibile per il pubblico tradotta e sottotitolata, offre la possibilità di approfondire la poetica del fotografo, che descrive, in prima persona, il suo lavoro.


mostra Art Kane. Visionary

 

sede Palazzo Santa Margherita, corso Canalgrande 103, Modena

 

a cura di Jonathan Kane, Holly Anderson e Guido Harari

 

periodo 25 giugno-20 settembre 2015

 

organizzazione e produzione

Galleria civica di Modena, Fondazione Cassa di Risparmio di Modena

 

in collaborazione con Solares Fondazione delle Arti di Parma e Wall Of Sound Gallery di Alba

 

inaugurazione giovedì 25 giugno 2015, ore 18.30

 

preview per la stampa mercoledì 24 giugno 2015, ore 11.30

 

ingresso gratuito

 

orari

giovedì e venerdì 17.00-19.30, sabato, domenica e festivi 10.30-19.30. Lunedì, martedì e mercoledì chiuso

orari durante il festivalfilosofia

venerdì 18, 9.00-23.00, sabato 19, 9.00-1.00, domenica 20 settembre, 9.00-21.00

immagini e comunicati scaricabili nell’area giornalisti del sito della galleria

informazioni Galleria civica di Modena, corso Canalgrande 103, 41121 Modena, tel. +39 059 2032911/2940, fax +39 059 2032932, http://www.galleriacivicadimodena.it
Museo Associato AMACI

fotografia, Letteratura

In memoria di Bruno Vidoni

martedì 28 aprile ore 17 – LA COMPAGNIA DEL LIBRO

Matteo Pazzi – ANGELI IN CULO ALLA BALENA BIANCA (Antipodes, Palermo, 2015)
Dialoga con l’autore Alberto Amorelli
Tempo: data stellare 12675990089776544343.89. Protagonisti: un uomo di 36 anni piuttosto confuso e le sue paranoie, un cagnolino mitico di nome Ugo, una città nella quale il tempo non passa mai del tutto, un turbinio di persone fantastiche, l’amore impossibile per l’attrice Sara Tommasi. Plot: una sana risata simile ad una ciliegina sulla torta di una quotidianità ritratta un po’ come farsa un po’ come commedia.
E, alla fine, quel maledetto bastardo di Billy Bones.
In collaborazione con Associazione Culturale Il Gruppo del Tasso

» mercoledì 29 aprile ore 17 – IL PRESENTE REMOTO 2015
CICLO DI CONVERSAZIONI ETNO-ANTROPOLOGICHE A CURA DI ROBERTO RODA – IN MEMORIA DI BRUNO VIDONI
Presentazione del progetto didattico promosso dal Liceo Artistico Dosso Dossi in sinergia con la vedova dell’artista e con la collaborazione scientifica del Centro Etnografico Ferrarese.
Intervengono: Massimo Maisto, vicesindaco di Ferrara; Claudia Tassinari, assessore alla Cultura del Comune di Cento, Fabio Muzi, preside del Liceo Artistico “Dosso Dossi”; Enrico Spinelli, dirigente del Servizio Biblioteche e Archivi del Comune di Ferrara; Marina Ferriani, moglie dell’artista Bruno Vidoni.

A seguire, alle ore 17,40, Roberto Roda intratterrà sul tema
OCCHI GRANDI SUL PIANETA ARTE
Gli ipertrofismi oculari dal Simbolismo al Pop surrealismo (senza dimenticare Bruno Vidoni)
Il recente film di Tim Burton, Big Eyes, dedicato alla pittrice americana Margareth Keane e alle sue figure umane con grandi occhi da cerbiatto, popolarissime negli States degli anni Sessanta, impone una riflessione su una deformazione figurativa che oggi caratterizza un intero movimento pittorico, quello del pop surrealismo (Low Brow Art). Negli anni Sessanta, mentre la Keane diventava popolare in California, in Italia, l’artista centese Bruno Vidoni, all’oscuro di quanto la pittrice statunitense stava facendo, iniziò a produrre dipinti in cui le figure umane erano tutte segnate da ipertrofismo oculare. A ben guardare l’ipertrofismo appartiene a una più complessa “ossessione dell’occhio” che si sviluppa, sorprendentemente, dalle fantasie dell’Ottocento. La conversazione cerca di mettere ordine nella moda dei grandi occhi dell’arte contemporanea, individuando origini e itinerari di sviluppo.
L’appuntamento fa da introduzione alla mostra “Bruno Vidoni (1930-2001). Occhi, nudi e immensi” e rientra in un più ampio progetto culturale e didattico dedicato a all’artista, insegnante, fotografo centese, entrato di diritto nella storia della fotografia italiana del Novecento, che in gioventù fu studente del Dosso.
A cura del Centro Etnografico Ferrarese

» giovedì 30 aprile ore 17.30 – VETRINA LETTERARIA
Andrea Pagani – LA TANA DEL CONIGLIO (La Mandragora,2014)
Dialoga con l’Autore Leonardo Punginelli
Una sera di primavera. L’ora del tramonto. Un momento come tanti, quasi banale. Un uomo rientra a casa dal lavoro. Parcheggia, tira fuori un mazzo di chiavi, cerca di aprire la porta. E comincia un incubo. Non solo non riesce a trovare la chiave per aprire casa, ma d’improvviso si trova catapultato in una diversa identità, in un altrove che non riconosce, ma dove, paradossalmente, tutti lo riconoscono. Ha un nome, un lavoro, una famiglia. Peccato che non ricordi nulla…
Inizia così un’avventura parallela: da un lato la storia realistica, dall’altro una ricerca dentro se stessi, nera e misteriosa, al limite del grottesco. Con La Tana del Coniglio, Andrea Pagani costruisce una trama dove l’impossibile accade, e srotola conseguenze, con tutta la precisione di quella che siamo soliti chiamare “realtà”.
Può suonare strano, per un autore che ha sempre trovato ispirazione negli archivi e nei fatti di cronaca più inquietanti. Ma è proprio l’abitudine a fare i conti con storie vere che permette a Pagani di farci sentire ineluttabile, e quindi coinvolgente, questa irresistibile avventura.
Arte, fotografia, illustrazione

Nuove acquisizioni

Sabato 18 aprile 2015 la Galleria civica di Modena inaugura alle 18.00 presso le sale superiori di Palazzo Santa Margherita la mostra dedicata alle nuove acquisizioni dell’istituto. Negli ultimi anni, grazie ad una accurata politica culturale volta ad incrementare il patrimonio, sono confluiti nelle raccolte del disegno e della fotografia più di 500 lavori, in prevalenza per donazione di artisti o collezionisti, oppure attraverso l’istituto del comodato. La ricerca messa in campo in questa occasione ha permesso inoltre la riscoperta di alcune opere che, pur entrate a far parte delle collezioni nel recente passato, non avevano ancora trovato occasione di essere presentate al pubblico.

 

L’allestimento, a cura di Gabriella Roganti, presenta una selezione di queste carte e si propone di mostrare, fra gli altri, disegni di Aldo Bandinelli, Vittorio Corsini, Gianfranco Ferroni, Josep Ginestar, Mario Giovanardi, Claudia Losi, Roberto Paci Dalò, Nakis Panayotidis, Bepi Romagnoni, Claudio Verna, Moe Yoshida, e fotografie di Giorgio Barrera, Elina Brotherus, Bruno Cattani, Mario Cresci, Mario De Biasi, Franco Fontana, Luca Gilli, Ferdinando Scianna, Diego Zuelli, solo per citare alcuni degli artisti presenti.

Nel percorso espositivo inoltre una selezione delle 114 incisioni di autori italiani donate nel 2013 dall’Associazione per la diffusione dell’opera artistica di Modena che a margine di mezzo secolo di attività ha lasciato la propria collezione di grafiche alla Galleria civica di Modena (per la parte che riguarda gli ultimi 30 anni) e la documentazione d’archivio alla biblioteca civica “Luigi Poletti”, un gesto che ha consentito alla comunità di conservare memoria di un momento creativo esemplare sia per l’arte del territorio che per quella italiana.

Conclude il percorso un nucleo di disegni di Giorgio Preti, artista modenese scomparso nel 1961 a soli 21 anni cui venne dedicata a pochi mesi dalla scomparsa una mostra nella storica Sala di Cultura a Palazzo dei Musei. Oggi queste carte entrano a far parte delle raccolte civiche grazie ad una cospicua donazione voluta dalla famiglia Preti, costituita da alcune centinaia di opere tra disegni, schizzi, quadri, che verranno presentati integralmente nel 2016 presso le sale espositive del Museo civico nell’ambito di una più ampia rassegna dedicata al giovane e talentuoso artista.

La mostra resterà allestita fino al 7 giugno 2015, data entro la quale sempre a Palazzo Santa Margherita, sarà ancora possibile visitare “The cinema show. Fotografie dalla collezione della Galleria civica di Modena”, allestita in sala grande.

 

mostra Nuove acquisizioni. Inediti e riscoperte dalla collezione della Galleria civica di Modena

 

sede sale superiori di Palazzo Santa Margherita, corso Canalgrande 103, Modena

 

a cura di Gabriella Roganti

 

periodo 18 aprile-7 giugno 2015

 

organizzazione e produzione

Galleria civica di Modena, Fondazione Cassa di Risparmio di Modena

 

inaugurazione sabato 18 aprile 2015, ore 18.00