Argomenti vari

Internazionale a Ferrara

giovedì 4 ottobre 2018 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara
Sala Agnelli

La straordinaria modernità dell’endecasillabo

Scampoli di vita (the Writer Edizioni), Versi d’ottobre(edizioni Confronto), Canti d’amore per San Valentino(Panda edizioni).
Dialogherà con l’Autrice Tito Manlio Cerioli
Voci recitanti Patrizia Fiorini e Sandro Mingozzi
Carla Baroni è una scrittrice piuttosto prolifica e pubblica diversi libri in un anno: ha deciso, perciò, di proporre in un unico incontro qualcuno di questi suoi lavori che non hanno mai avuto l’occasione di una presentazione ufficiale. Scampoli di vita è il più recente ed è un diario in versi scritto durante la malattia della madre. Essendo appunto un diario l’autrice non ne ha voluto modificare nessuna parte del contenuto lasciando inalterati anche i suoi sfoghi verbali contro la poca sensibilità di un mondo esterno che le si mostrava ostile. Versi d’ottobre (illustrato dalle bellissime incisioni di Vito Tumiati) è invece una piccola silloge di liriche frutto della vincita del prestigiosissimo Premio Libero de Libero e risultata anche finalista al Concorso Caput Gauri. Racconta – come suggerisce il titolo – quel particolare momento della vita in cui si fa il bilancio della propria esistenza con le nostalgie, i rimpianti e malgrado tutto le speranze. InfineCanti d’amore per san Valentino è una raccolta di brevissime poesie scritte appositamente per la festa degli innamorati da regalare e da regalarsi. È una scrittura tutta al femminile in cui il lui è visto da tutte le possibili angolazioni – positive e negative – ossia contemplando un ventaglio di sentimenti che spazia dall’adorazione al je acuse. Tre libri sostanzialmente molto diversi sempre però nel rispetto della forma che è una delle caratteristiche di quest’autrice. A proposito di ciò ai primi due libri verrà abbinata l’antologia Modernità in metrica risultato di un concorso che ha visto come vincitrice assoluta Carla Baroni insieme ad altri due autori.

Venerdì 5, sabato 6 e domenica 7 ottobre 2018

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara
Sala Agnelli

Incontri in Biblioteca Ariostea

Dal 5 al 7 settembre si terrà la dodicesima edizione di “Internazionale a Ferrara”, una delle iniziative più interessanti del panorama culturale italiano.
La manifestazione presenta numerosi incontri(dibattiti, interviste, proiezioni, workshop e mostre) su tematiche di grande attualità e di rilevanza sociale, economica e politica. Durante il festival si potranno ascoltare e incontrare giornalisti, studiosi, scrittori, fotografi e artisti provenienti da tutto il mondo.
Il programma e la lista completa dei protagonisti sono online alla paginawww.internazionale.it/festival

In Biblioteca Ariostea sono previste le seguenti iniziative:

Venerdì 5 ottobre

ore 16 LIBRI
Un altro giorno di morte in America” di Gary Younge
ore 17.30 LIBRI
Le assaggiatrici” di Rosella Postorino

Sabato 6 ottobre

ore 11 LIBRI
Il morto nel bunker” di Martin Pollack
ore 15 LIBRI
La grande mattanza” di Enzo Ciconte
ore 17 LIBRI
Jonas Fink. Una vita sospesa” di Vittorio Giardino

Domenica 7 ottobre

ore 11.30 PROTAGONISTI
Palestina in agrodolce La vita nei territori occupati, con tanta ironia e un pizzico di amarezza
Suad Amiry (scrittrice palestinese) dialoga con Catherine Cornet  (Internazionale)

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Argomenti vari

blog Tiscali

Come potete vedere dalla schermata, su Tiscali questo blog aveva raggiunto la ragguardevole cifra di 500.000 contatti, poi nel marzo 2018 Tiscali ha chiuso, ma tutti gli articoli sono stati salvati qui nell’archivio.

Argomenti vari

Congressi, convegni, conferenze, seminari

1917 – 2017 La Rivoluzione d’Ottobre tra mito e realtà

Conferenze all’Istituto di Storia contemporanea

  • 25 ottobre 2017

  • Sala conferenze Istituto di Storia Contemporanea, Vicolo Santo Spirito, 11 – 44121 Ferrara
  • Programma:
    Mercoledì 25 ottobre – ore 17.00
    Rivoluzione d’ottobre cento anni dopo: note e riflessioni per un bilancio storico-critico
    Andrea Baravelli – Università di Ferrara
    Fiorenzo Baratelli – Istituto Gramsci Ferrara
    Info: Tel e Fax: 0532/207343
    istitutostoria.ferrara@gmial.com
  • http://www.isco-ferrara.com/category/notizie/
  • Orari: Ore 17.00
  • Ingresso: gratuito

Incontri all’Ibs + Libraccio

Presentazioni librarie

  • Ottobre 2017

  • Ferrara – Ibs + Libraccio – Palazzo di San Crispino – Piazza Trento Trieste
  • Programma:
    25 ottobre ore 17.30
    Presentazione di Franco Mari
    La vammana. Dialoga con l’autore Riccardo Roversi
    27 ottobre ore 18.00
    Presentazione di Massimo Onofri
    Benedetti Toscani. Pensieri in fumo
    Dialoga con l’autore Roberto Pazzi

    28 ottobre ore 15.30
    Laboratorio creativo per bambini
    Sabbiarelli… da paura!
    Partecipazione gratuita con prenotazione obbligatoria. Max 15 bambini
    Durata dell’incontro 1 ora circa. Età: dai 5 anni
    Info: 0532241604; eventife@libraccio.it

    La merenda è offerta da NaturaSì

    Sabato 28 ottobre ore 18.00
    Presentazione di Matteo Bussola
    Sono puri i loro sogni
    Dialoga con l’autore Cristina Corazzari
  • http://negozi.libraccio.it/eventi
  • Ingresso: Ingresso libero

Contatti

Ibs.it bookshop – Piazza Trento e Trieste – Palazzo S. Crispino – Ferrara

tel. Tel. 0532 241604

Un autunno di delizie alla Pinacoteca Nazionale di Ferrara

Conferenze, visite guidate momenti musicali alla Pinacoteca Nazionale di Ferrara

  • 28 ottobre 2017

  • Pinacoteca Nazionale – Palazzo dei Diamanti – Corso Ercole I d’Este 21 – Ferrara
  • Programma:
    28 ottobre, ore 16.00
    Conferenza con buffet barocco
    June di Schino, I segreti dell’arte dolciaria barocca

    Al termine della conferenza, a compendio di quanto ascoltato, nella Sala delle Cene della Pinacoteca, proprio ai piedi delle “Nozze di Cana”, sarà offerto a tutti i partecipanti alla conferenza un buffet di dolci barocchi, allestito secondo la moda del primo Seicento.
    Il banchetto è offerto dall’Associazione Ferrariae Decus.
    Prenotazione obbligatoria

  • http://www.gallerie-estensi.beniculturali.it/pinacoteca-nazionale/
  • Ingresso: Ingresso in Pinacoteca: 6 euro; 3 euro ridotto, ingresso libero fino a 18 anniLe iniziative sono gratuite.

Contatti

Pinacoteca Nazionale – Corso Ercole I d’Este 21 – Ferrara

tel. 0532 205844
fax 0532 204857

Ludovico Ariosto e il secondo Rinascimento a Ferrara

La cifrematica, la dissidenza. Le donne e la scrittura. Interviene Panthea Shafiei

  • 26 ottobre 2017

  • Ferrara, Castello Estense, Sala Alfonso
  • Info: 393.9883206

  • Orari: ore 20.45
  • Ingresso: libero

Progetto “Focus Africa” o delle identità negate

In collaborazione con istituzioni e associazioni culturali della città, sono programmati inoltre appuntamenti letterari, proiezioni cinematografiche, incontri sulla società africana e le sue emergenze.

  •  29 ottobre 2017

  • Ferrara – Sedi diverse
  • Programma:
    [ CINEMA ] Teatro Off
    domenica 29 ottobre, ore 18
    IL COLORE DELLA LIBERTÀ di Bille August
    Sudafrica, Italia, Regno Unito, Lussemburgo,
    Belgio, Germania, Francia, 2007, durata 141 minuti
  • http://www.teatrocomunaleferrara.it
  • Ingresso: libero

Contatti

Biglietteria Teatro Comunale di Ferrara “Claudio Abbado” – Corso Martiri della Libertà 5

tel. 0532 202675
fax 0532 206007

Ferrara tra le due guerre: storie e racconti

Ciclo di conferenze al Museo del Risorgimento e della Resistenza in collaborazione con l’Istituto Gramsci e l’Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara

  • 25 ottobre 2017

  • Museo del Risorgimento e della Resistenza – Corso Ercole I d’Este n. 19 – Ferrara
  • Programma:
    25 ottobre, ore 21 – Conferenza RINVIATA a data da destinarsi
    ANTONELLA GUARNIERI
    Ferrara fra le due guerre mondiali e il Ventennio fascista
  • Orari: Ore 21.00
  • Ingresso: gratuito
Argomenti vari

Riprendono le attività all’Ariostea

Conferenze e Convegni Lunedì 11 settembre 2017 ore 17

Vita e pensiero di Ernst Bloch, filosofo della speranza e dell’utopia concreta, a quarant’anni dalla morte

Conferenza di Nicola Alessandrini

Coordina Davide Nanni
Lo hanno definito uno “Schelling marxista”, un “profeta del Vecchio Testamento”, un “corruttore degli studenti”, un “intellettuale singolarissimo e scomodo” e ancora: “pirata sotto falsa bandiera”, uno studente “troppo stupido per fare filosofia” nonché “uno dei dieci uomini più dotati della terra”. Ernst Bloch (1885-1977), annoverato oggi tra i più fecondi e controversi pensatori del ventesimo secolo, è passato alla storia come il filosofo de Il principio speranza e dello Spirito dell’utopia, concetti cui ha dedicato oltre settemila pagine, lavorando instancabilmente fino all’età di novantadue anni. Ebreo, ateo e marxista, Bloch ha attraversato i grandi stravolgimenti del secolo scorso, fuggendo prima dalla barbarie nazista e poi dalla Repubblica democratica tedesca, nella quale aveva riposto i propri sogni socialist i. A quarant’anni dalla sua morte, ripercorreremo le trame della speranza attraverso l’avventura biografica e filosofica dell’”eretico più produttivo del marxismo contemporaneo”.
A cura di Istituto Gramsci di Ferrara e Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara

 

Incontro con l’autore Martedì 12 settembre 2017 ore 17

Ferrara e i suoi mille misteri

Presentazione del libro di Graziano Gruppioni

(2G Editrice, 2016)
Dialoga con l’Autore Alessandro Gulinati
Il volume ha come fondamento una serie cronologica di cento puntate a cadenza settimanale apparse fra gli anni 2010 e 2011 sul quotidiano “La Nuova Ferrara”. L’interesse suscitato da quegli articoli ha stimolato l’autore ad unirli e raccoglierli in un primo volume, ampliandone e rielaborandone il testo con l’aggiunta di quella bibliografia generale che ha costituito la base della sua ricerca. L’autore ci informa che quest’opera non ha la pretesa di voler fornire un quadro completo della nutrita storia di Ferrara, ma intende evidenziare e illustrare argomenti e nodi cruciali, a volte misteriosi e sconosciuti ma di particolare interesse storico-politico del territorio ferrarese. Il volume illustra la storia di Ferrara dalla sua fondazione fino all’alba del 26 maggio 1425 quando un carro con tre corpi, mentre la città dormiva e il sole arrossava l’aurora, si allontana dal castello Estense per raggiungere dalla strada d i Terranova la chiesa di San Francesco e scaricare, all’ombra del campanile, il suo macabro carico in fosse comuni scavate sul sagrato della basilica: i giovani amanti Parisina Malatesta e Ugo, figlio di Niccolò d’Este, non trovarono infatti posto nel sepolcro che accoglieva i membri di casa d’Este, ma trovarono riposo in due fosse, di cui si persero le tracce quando nel 1494 chiesa e campanile furono ricostruiti dalle fondamenta. Il libro, scritto con grande emozione e passione per la storia locale, ha l’intento di far avvicinare e coinvolgere un numero sempre più alto di lettori alla meravigliosa e gloriosa storia della nostra bella Ferrara.

Invito alla lettura Mercoledì 13 settembre 2017 ore 17

Ribelliamoci!

La letteratura della rivolta nei vari contesti culturali e sociali

Quando esprimere risolutamente il proprio dissenso significa avere il coraggio di lottare
Letture ed analisi di Silvia Lambertini, Sara Suzzi, Alessandro Tagliati, Sabina Zanquoghi
“…perché si tratta pur sempre, come si diceva anche allora, e come sarebbe bene tornare a dire anche oggi, io credo, di cambiare la vita e di modificare il mondo. Cambiare la vita, modificare il mondo sono due motivazioni alla base della creatività e quindi dell’arte.” (Edoardo Sanguineti)
La Compagnia Del Libro torna con i suoi consueti appuntamenti letterari per proporre, in questo caso, una riflessione sulla ribellione in vari contesti culturali e sociali: ribellione nei confronti di un’autorità costituita, di un pensiero dominante, ribellione alle menzogne e al perbenismo. Da Danilo Dolci alla Giménez-Bartlett, dal Sandinismo alla lotta per la liberazione degli schiavi d’America: un viaggio attraverso diverse lotte sostenute nel mondo per i diritti dell’uomo e la libertà di pensiero.
A cura della Compagnia del Libro – Il Gruppo del Tasso di Ferrara

Incontro con l’autore Giovedì 14 settembre 2017 ore 17

L’età Jonica della Grecia antica

Presentazione del volume di Ada Negri

(Edizioni Arstudio, 2017)
Dialoga con l’Autrice Gina Nalini Montanari
Il libro tratta del periodo Jonico della letteratura greca dall’VIII al V secolo a.C. con analisi delle opere degli autori più importanti e famosi nei vari generi letteratura dell’epoca “Tra epica, lirica storiografica, filosofia, favola e commedia” è il primo volume di una trilogia che comprende “L’età classica della Grecia antica” e “Sintesi storica letteraria dell’età ellenistica e greco romana”, questi due ultimi già presentati. L’opera è di uguale uso per gli studenti liceali e strumento di apprendimento o rievocazione di conoscenze per adulti appassionati di cultura greca.
Ada Negri, nata a Conselice (Ravenna), risiede a Ferrara dal 1947. Laureata in Lettere Classiche a Bologna. Ha insegnato per 32 anni Latino e Greco nei licei ed ha partecipato a molte Commissioni per gli esami di maturità. In pensione ha scritto una ventina di libri di poesia, saggistica e narrativa ed è presente con alcune opere in una trentina di Antologie. Si diletta anche di pittura, fotografia ed enigmistica.

Conferenze e Convegni Venerdì 15 settembre 2017 ore 17

Libertà ed economia

Conferenza di Patrizio Bianchi e Maurizio Zenezini

Coordina Diego Carrara
Karl Polany (1886-1964), il grande economista e filosofo ungherese, in una serie di saggi affrontò il tema che sarà oggetto del dialogo tra i due economisti Patrizio Bianchi e Maurizio Zenezini: come conservare la libertà in una società complessa. E, a fronte della ‘grande trasformazione’ e dell’avvento dei totalitarismi negli anni venti e trenta in Europa, la sua risposta argomentata fu questa: il modo per impedire la scomparsa delle libertà nell’economia e nella società consiste nell’espanderle. Come si pone oggi questo difficile e contrastato rapporto tra libertà ed economia? Come conciliare le libertà dei vari attori sociali e individuali presenti nel mercato? Come tenere insieme libertà, crescita economica, creazione di nuovo lavoro e diritti dell’imprenditore e dei lavoratori? Domande difficili nel tempo della globalizzazione, delle crisi economiche, dell’innovazione tecnologica che riduce i posti di lavoro, del primato dell’economia e del mercato rispetto ai diritti fondamentali.
Per il ciclo “Libertà” a cura di Istituto Gramsci di Ferrara e Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara

Conferenze e Convegni Lunedì 18 settembre 2017 ore 17

​Lo sviluppo interiore nella Scienza dello Spirito di Rudolf Steiner

Conferenza di Fabio Burigana

Introduce Marcello Girone Daloli
Rudolf Steiner propone una Scienza dello Spirito quale evoluzione della Scienza naturale. Nella prima parte della sua vita Rudolf Steiner può essere considerato l’epistemologo del pensiero scientifico di Goethe, che vuol cogliere la Vita presente nella Natura.
Chi brama di conoscere
qualcosa di vivente e di descriverlo,
cerca da prima di scacciar lo spirito;
… non gli manca, ahimè, che l’essenziale:
il nesso spirituale! (Goethe)
Questa conoscenza vivente della Natura, quale premessa ad una Scienza dello Spirito, implica una trasformazione di chi si pone in ricerca. Questa conferenza di Fabio Burigana, medico antroposofo, allievo di Massimo Scaligero, vuole indicarne i punti fondamentali.

Incontro con l’autore Martedì 19 settembre 2017 ore 17

Ricordati di te

Presentazione del libro di Fabio Valenzisi

(Edizioni ArgentoDorato, 2017)
Introduce e coordina Francesca Mariotti, presidente dell’Associazione culturale Olimpia Morata, promotrice della rassegna di Slow Reading, “Perchè leggere libri è ciò che ci insegnerà a PENSARE e CAPIRE nella vita!”
Un interessante incontro con Fabio Valenzisi in un dialogo con Paolo Bianconi, psicoterapeuta e psicologo, sulla necessità di ricerca del proprio mondo interiore per una più profonda consapevolezza di sé e dell’altro. Metodi tradizionali e alternativi.
Letture a cura di Eleonora Ippolita Belletti.
Fabio Valenzisi è un professionista nel settore del wellness e della medicina alternativa da oltre 15 anni. Svolge la sua attività presso i suoi studi di kinesiologia applicata. Tiene regolarmente corsi e conferenze su psicologia del benessere, psicosomatica integrata e Lavoro su di sé, e collabora con psicologi e psicoterapeuti trattando le dinamiche psico-corporee correlate allo stress.
Per il ciclo “Slow reading” a cura dell’Associazione Olimpia Morata di Ferrara

Incontro con l’autore Mercoledì 20 settembre 2017 ore 17

Vicolo cieco delle adultere

Presentazione del libro di Paolo Molinari

Una storia di giovinezza, cinema & indiscrezioni dalla Ferrara medievale al Maggio 1977 (Faust Edizioni, I nidi, 2017)
Dialoga con l’Autore Paolo Sturla Avogadri
Un Signore di Ferrara violento e dissoluto: Niccolò III d’Este. Un romantico giullare dalla lingua lunga: Bracco de’ Robusti. Un enigmatico boia tormentato dai rimorsi: Gualtiero Pandermili. Una donna da conquistare ai tempi di Ugo e Parisina: Lea Falzagalloni. Una regista americana con l’ossessione per Antonioni: Charlene Howlette. Ho potuto riscontrare e apprezzare, oltre a una notevole e fantasiosa creatività, altrettanta dimestichezza e competenza nella storia della nostra città, per non parlare poi dell’impeccabile forma lessicale” Dalla prefazione di Paolo Sturla Avogadri, autore del best-seller “La Ferrara segreta”.
Con il patrocinio della Pro Loco di Ferrara

Conferenze e Convegni Venerdì 22 settembre 2017 ore 17

Libertà e società aperta

Conferenza di Maura Franchi e Antonio Moschi

Coordina Sergio Gessi
Il concetto di società aperta è cambiato nel tempo. Cosa intendiamo oggi con tale espressione? Abbiamo la consapevolezza che non potremo tornare ad una società composta da individui che condividono le stesse radici e, d’altra parte, viviamo la complessità proposta da una società che non può ripristinare confini, che non avrà più l’omogeneità di cultura e di storia che in passato aveva connotato una nazione. La globalizzazione ha dato luogo ad un processo irreversibile di flussi di informazioni, di beni, di capitali e di persone. Intanto, i cavi di Internet sotto gli oceani avvolgono la terra come il filo di un gomitolo attraverso cui passa il traffico intercontinentale di dati. La globalizzazione sollecita, per comprensibili ragioni, risposte difensive, sentimenti di paura e insieme di impotenza. Per tornare alla riflessione sulla libertà: la società aperta allarga la libertà indiv iduale? E non da ultimo, cosa significa essere cittadini di una società aperta? Quali prospettive per la libertà nell’epoca dell’incertezza, parola chiave di un tempo caratterizzato dalla crisi delle grandi narrazioni, da una pluralità ed eterogeneità di relazioni e giochi linguistici, dalla labilità di strutture e modelli?
Per il ciclo “Libertà” a cura di Istituto Gramsci di Ferrara e Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara

Conferenze e Convegni Martedì 26 settembre 2017 ore 17

La comunicazione chimica negli insetti. Ricerca e applicazione.

Relazione del prof. Giuseppe Rotundo

Dopo la pausa estiva riprendono le iniziative dell’Accademia delle Scienze di Ferrara, presieduta da Adolfo Sebastiani, con una conferenza dedicata all’affascinante mondo degli insetti e alle loro forme di comunicazione.
L’Accademia delle Scienze di Ferrara è la più antica associazione culturale ferrarese, fondata nel 1823, insignita nell’anno 1847 di decorazione accademica dal Sovrano Pontefice Pio IX, eretta in ente morale con decreto reale del 19 settembre 1935, ha per scopo l’incremento delle scienze.
A cura dell’Accademia delle Scienze di Ferrara

Incontro con l’autore Mercoledì 27 settembre 2017 ore 17

Virgilio – Bucoliche

Presentazione del libro di Rina Buroni e Carla Baroni

Traduzione italiana in endecasillabi
Ne parla con Carla Baroni Tito Manlio Cerioli.
Introduce Silvia Casotti, Nuovecarte – Ferrara
Questa traduzione a due mani nasce da un’esercitazione scolastica che Rina Buroni si trovò ad affrontare all’età di soli tredici anni; si trattava di rendere in italiano l’incipit delle Bucoliche di Virgilio. Lo fece in endecasillabi perfetti e le valse parecchi riconoscimenti. Solo molto più tardi la figlia, Carla Baroni, cercò di convincerla a proseguire il suo lavoro, ma senza successo. Di qui la decisione della poetessa ferrarese di completare, dopo la morte di Rina, le parti mancanti, e di dare finalmente alla stampa e divulgare questo impegnativo lavoro. Si tratta di un ulteriore tardivo omaggio al lavoro di una poetessa del tutto sconosciuta, dopo la pubblicazione recente dell’opera completa di Buroni, e assume un significato particolare proprio perché da qui ha avuto inizio quella visione bucolica della vita che ha permeato molte delle sue liriche. Per quanto riguarda le parti tradotte da Car la Baroni, invece, lei stessa commenta: “Mi sono rifatta un po’ a quanto – si dice – rispondeva Salvatore Quasimodo a chi gli criticava la non perfetta aderenza filologica della sua stupenda traduzione dei Lirici Greci: ‘Io ne ho tradotta l’anima’, sperando di esserci riuscita anch’io, almeno in piccola parte”.

Incontro con l’autore Giovedì 28 settembre 2017 ore 17

Ritorno in Montenegro

Presentazione del libro di Vittorio Ferorelli

(Edizioni ABao AQu, 2016)
Dialoga con l’autore Angelo Andreotti (poeta e saggista, dirigente dei Musei d’arte antica e storico-scientifici di Ferrara. È uno dei fondatori dell’Accademia del Silenzio di Anghiari).
Il 2 maggio 1943, sulle montagne del Montenegro, perde la vita, con molti altri soldati, un giovane ufficiale dell’esercito italiano, già sopravvissuto alla guerra in Grecia. Un episodio dimenticato, perso tra le pieghe di una storia più grande, l’occupazione militare dei Balcani, a sua volta rimossa. Settant’anni dopo, un uomo, guardando la medaglia d’argento assegnata a quell’ufficiale, che era il padre di suo padre, si accorge di non avere mai saputo chi fosse, e decide di ricostruire la sua vicenda. Guardando le foto di famiglia e ricercando tra le carte d’archivio, nasce l’idea di fare un viaggio solitario per vedere i luoghi di quegli avvenimenti e scoprire se conservino ancora qualche traccia di memoria.
Vittorio Ferorelli, giornalista e scrittore. Lavora all’Istituto per i beni culturali della Regione Emilia-Romagna dal 1997. È stato a lungo caporedattore della rivista “IBC. Informazioni, commenti, inchieste sui beni culturali”. Da “Ritorno in Montenegro” è stato tratto un monologo, letto nei teatri di Castelnuovo nei Monti e Mirandola.
Con il patrocinio dell’Istituto per la storia e le memorie del Novecento “Parri” Emilia-Romagna

Eventi Venerdì 29 e sabato 30 settembre 2017

​Internazionale a Ferrara 2017

Dibattiti, interviste, proiezioni, workshop e mostre

Dal 29 settembre al 1 ottobre si terrà l’undicesima edizione di “Internazionale a Ferrara”, una delle iniziative più significative del panorama culturale italiano.
La manifestazione, ospitata nei prestigiosi spazi del centro storico di Ferrara, affronta tematiche di grande attualità e di rilevanza sociale, economica e politica, in grado di suscitare l’interesse e il coinvolgimento di un numeroso e attento pubblico, in gran parte giovane. Gli spettatori del festival potranno ascoltare e incontrare giornalisti, studiosi, scrittori, fotografi e artisti provenienti da tutto il mondo grazie a dibattiti, interviste, proiezioni, workshop e mostre.
In Biblioteca Ariostea venerdì 29 e sabato 30 settembre sono previsti alcuni incontri ancora in via di definizione.
Il programma del Festival sarà disponibile online da metà settembre sul sito www.internazionale.it/festival

Didattica Anno scolastico 2017/2018

TRA CARTE E LIBRI

Proposte didattiche per l’anno scolastico 2017-2018

A scuola di biblioteche e archivi

Tra Carte e libri, a scuola di Archivi e Biblioteche, è il titolo della proposta didattica per l’anno scolastico 2017/2018, che il Servizio Biblioteche e Archivi del Comune di Ferrara, con il patrocinio dell’Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia di Ferrara, propone alle scuole e al pubblico interessato, per promuovere la lettura e la conoscenza del vasto e prezioso patrimonio libraio e documentario. Il programma, offre complessivamente 40 attività e consiste in laboratori di lettura, visite guidate, ricerche bibliografiche e archivistiche, incontri con l’autore, conferenze, attività di animazione ecc.,
Tutte le attività si svolgeranno presso le biblioteche e gli archivi comunali: Biblioteca Ariostea (Via Scienze,17-FE), Biblioteca G.Bassani (Via Grosoli,42-Barco-FE), Biblioteca G.Rodari (Viale Krasnodar, 102-FE), Biblioteca A. Luppi”, (via Arginone, 320 Porotto-FE), Biblioteca D.Tebaldi (Via Ferrariola, 12, FE) e Archivio Storico Comunale (Via Giuoco del pallone,8-FE).
Il calendario è flessibile e ogni attività va prenotato e  concordato direttamente con gli operatori.
Il programma dettagliato di tutte le proposte formative è in distribuzione presso le strutture del Servizio Biblioteche e Archivi del Comune di Ferrara e scaricabile dalla homepage del Servizio.
Per informazioni contattare Beatrice Morsiani allo 0532-418213/418242 (b.morsiani@edu.comune.fe.it)

Eventi Media Library On Line – Press reader

​La nuova edicola elettronica delle biblioteche ferraresi

Quasi tremila testate digitali disponibili gratuitamente

Da agosto, grazie al nuovo servizio Media Library On Line – Press reader, gli utenti delle biblioteche ferraresi possono accedere gratuitamente a un’edicola elettronica ricca di migliaia di testate, fra quotidiani, settimanali e periodici nazionali e internazionali.
Il nuovo servizio permetterà a tutti gli iscritti al Polo unificato ferrarese di sfogliare digitalmente giornali e riviste nella stessa identica versione del formato a stampa, dalla prima all’ultima pagina con testi e immagini.
L’elenco delle testate disponibili, pubblicate da 92 Paesi e in 48 lingue diverse, è vastissimo: quotidiani nazionali e locali (Corriere della Sera, Gazzetta dello Sport, La Stampa, The guardian, The Washington Post, Le Monde, corrieri e gazzette locali, … ), free press (Metro, Leggo, City, …), riviste di cucina (Sale & pepe, Cucina moderna, …), periodici di divulgazione scientifica e intrattenimento (Focus, National Geographic, BBC History, Computer, …), mensili dedicate al benessere e alla salute (Star bene, Saper vivere, Men’s Health, …), riviste di moda e attualità (Vanity fair, Cosmopolitan, Marie Claire, Elle, …). La vastità e la varietà delle testate disponibili è talmente ampia – ad oggi ammonta a ben 2.863 titoli – che non resta che l’imbarazzo della scelta. La piattaforma digitale consente di selezionare le testate per lingua e paese di pubblicazione; di stampare, salvare e ascoltare gli articoli; di effettuare ricerche per parola all’interno dei titoli e dei testi di ogni singolo giornale, nell’archivio dei sessanta giorni precedenti l’uscita della copia corrente.
Per utilizzare l’edicola elettronica con i propri dispositivi digitali (pc, tablet, smartphone), da casa, in ufficio o in biblioteca, sarà sufficiente accedere al portale MediaLibraryOnLine del Polo unificato ferrarese (http://ferrara.medialibrary.it). Inoltre, nelle biblioteche Ariostea, Bassani e Rodari, alcune postazioni saranno dedicate a questo nuovo servizio. Per ulteriori informazioni il personale delle biblioteche è fin d’ora a disposizione negli orari di apertura delle singole strutture.

 

Argomenti vari, libri

Come sfuggire al governo zootecnico mondiale

Ogni tanto ripenso ai 220 mila che ai primi di luglio sono  andati a Modena per ascoltare Vasco Rossi.  Non solo hanno pagato i biglietti  per riascoltare dal vivo un settantenne trasgressivo di paese, rendendolo ancora più  ricco; si sono mossi da tutta Italia  in gruppo  pagandosi il treno, la benzina, il pedaggio autostradale,per convergere a Modena; hanno mangiato panini,  hanno dormito sulle panchine o pernottato in qualche nelle stazioni, o all’addiaccio; hanno accettato di correre rischi   persino mortali, come   sapevano era avvenuto poco prima durante l’adunata di piazza Cavour a Torino.

Hanno sopportato insomma i disagi – eh sì –   da soldati  in marcia, e senza un lamento, anzi contenti, perfino spontaneamente disciplinati.

Dico: pensate se fossero capaci  di farlo per uno scopo politico. Se arrivassero in 220 mila a Roma, una volta, per protestare contro  la sottrazione di diritti come cittadini, lavoratori, elettori. Che so, contro le vaccinazioni come inaudita “pretesa dello stato,  giuridicamente obbligatoria, di metterci dentro sostanze di cui non sappiamo la composizione”  manco fossimo animali;  contro l’immigrazione senza limiti al costo di 4,5  miliardi l’anno mentre  “in Italia gli indigenti sono passati in 5 anni da 1,5 e 4 milioni”, per un insieme scelte politico economiche “assurde” ostinatamente imposte  dalle oligarchie  nonostante i “risultati rovinosi”, il che “non può essere accidentale ma il prodotto di un sistema progettato, implementato e difeso”.   Per gridare che le mitiche speranze dell’europeismo sono state tradite. Per urlare che”nel mondo reale, il liberismo di mercato non ha gli effetti promessi dal modello ideale, ossia che il mercato non è “libero” ma gestito da cartelli; non tende ad evitare o assorbire le crisi, ma le genera e amplifica; non tende a massimizzare la produzione di ricchezza reale ma quella di ricchezza finanziaria, non tende a distribuire le risorse ma a concentrarle in mano a pochi monopolisti”, insomma che il  sistema “dissolve la società invece di renderla più efficiente”, anzi “dissolve l’idea stessa dell’uomo”.

Se i giovani per una volta dormissero  all’addiaccio, pagassero i trasporti verso Roma, si comportassero per qualche giorno da soldati politici,  farebbero paura al governo  che ci è stato imposto  dalla Banca Centrale e da Bruxelles, ai parlamentari che dipendono dalle lobbies e comitati d’affari, e che hanno svenduto l’Italia, le sue industrie e la sua sovranità agli interessi stranieri.

Quelle  che cito fra virgolette sono  frasi dall’ultimo saggio di Marco Della Luna, Oltre l’agonia – Come fallirà il dominio tecnocratico dei potere finanziari, Arianna Editrice, 9,8 euro.

Della Luna è  stato il primo in Italia ad avvertirci che per  il capitalismo terminale globale, il  quale fa soldi non più producendo merci ma producendo bolle finanziarie  per poi farle scoppiare, non ha più bisogno di lavoratori, produttori, operai, eserciti di massa  – né quindi di mantenere sani, efficienti, istruiti , men che meno prosperi e soddisfatti i popoli, di cui non ha più bisogno (nemmeno come consumatori). Risale infatti  al 2010 il suo saggio “Oligarchie per popoli superflui”, il titolo dice già l’essenziale.

In questo nuovo saggio, Della Luna ci avverte che il sistema è entrato in una fase ulteriore  e più letalmente anti-umana.

Ormai  persino “il profitto finanziario  ha perso importanza sia come scopo che come  mezzo per l’elite finanziaria”;  e se  ciò sembra paradossale, essendo il profitto puro e a breve lo scopo radicale del capitalismo, basta ricordare le migliaia di miliardi che le banche centrali (appartenenti alla finanza privata) creano  dal nulla per  mantenere a galla il sistema, mettendoli a disposizione di chi comanda in misura illimitata; basti pensare alle banche che creano denaro dal nulla con  il che “genera un flusso di cassa positivo, ossia un redito, che la banca incassa, ma su cui non paga le tasse”, perché “gli Stati” sono “privatizzati “ e  sono orientati nelle loro politiche dai “mercati anziché dai o ai popoli”

Per lorsignori, il profitto “ha perso importanza come movente” perché lo ha già,  garantito, esentasse; banche centrali e stati già gli forniscono tutti i fiumi di denaro necessari e superflui,  indebitando e tassando i contribuenti. Sicché l’autore giunge a preconizzare perfino “il tramonto della finanza”,  beninteso come “sistema di dominio della società”. Un tramonto che non coinciderà con la nostra liberazione, anzi al contrario: lo stanno  già sostituendo con il nuovo: “il dominio diretto e materiale sulla società”, attraverso la  “gestione coercitiva del demos, potente e unilaterale e insieme non responsabile delle scelte verso i suoi amministrati , non diversamente dalla zootecnia  non è responsabile verso gli animali di allevamento”. 

Eco la nuova fase che ci hanno preparato: il governo zootecnico, “l’allevamento-condizionamento di masse umane per l’utilità degli allevatori”.  Già lo fanno   per via mediatica “restringendo e omogeneizzando le rappresentazioni che gli umani hanno della realtà” e “tabuizzando e psichiatrizzando il dissenso  e  la contro-informazione”, fino a renderla penalmente perseguibile. Lo fanno con “la Buona Scuola”, l’attuale sistema educativo congegnato in modo da non sviluppare facoltà cognitive, né l’attenzione sostenuta,, né la capacità  di auto dominio  né di differire le gratificazioni e sopportare le frustrazioni”: il metodo perfetto per “produrre persone deboli, dipendenti, condizionabili, incapaci di opporsi”.

Non si tratta di risultati cattivi  divergenti  da intenzioni buone, e  da ideologie erronee  anche se benintenzionate: no, dice Della Luna: sono effetti perseguiti deliberatamente per “semplificare” l’uomo, standardizzarlo in vista dell’allevamento zootecnico.

Impressionante l’esempio che fa della scomparsa della borghesia  produttiva, culturalmente vivace, e reattiva, rovinata dalle crisi deflattive continue  e dal fisco rapacissimo. Non è un caso malaugurato. E’ che “la piramide sociale va interrotta lasciando uno spazio vuoto sotto il suo apice [il famigerato 1% che concentra  l’80% delle ricchezze] , così che l’apice sia al sicuro dalle scalate (mobilità verticale)   dagli attacchi delle classi intermedie erudite”.

Ciò a cui punta è  “realizzare tra l’oligarchia e i popoli la medesima distanza e differenziazione qualitativa che c’è tra l’allevatore e gli animali allevati”, secondo il modello zootecnico.

Nella chiave del governo zootecnico diventano perfettamente spiegabili la plurivaccinazione  obbligatoria dei cuccioli, volevo dire dei bambini. Al di là di ogni polemica sulla pericolosità o innocuità dei vaccini, quel che esseri umani, cittadini e non dei  polli  da allevamento dovevano rigettare è che “il potere costituito ha la potestà giuridica di immettere nel corpo della gente sostanze attive”,   fra cui tante disponibili “in base alle nanotecnologie e biotecnologie, e molte di esse coperte da segreto militare o commerciale”,   nota Della Luna.

Nella prospettiva dell’allevamento zootecnico acquista senso anche  “il dogma dell’accoglienza e della mescolanza dei popoli”, imposto come “evidente, dimostrato, e tale che chi li contraddice è irragionevole, malintenzionato, pericoloso, immorale”.  La verità è che esso, oltre ad essere in Italia  un business “attraverso l’inclusione degli immigrati  nel circuito dell’affarismo parassitario”  che succhia denaro pubblico, ha perfettamente senso dal punto di vista dell’allevatore: “la trasformazione dall’alto del popolo” , il popolo-bestiame, “imponendo l’immigrazione sostitutiva delle  popolazioni nazionali”; allo stesso  modo l’allevatore inserisce nella stalla nuovi tori e nuove fattrici, per “migliorare la razza”.

Voi obietterete: ma oltretutto è anti-economico, crea disordine, diminuisce l’efficienza della società, costa moltissimo.  Infatti, conferma l’autore: ciò dimostra che “la comprensione economicista del divenire  attuale è palesemente scavalcata”.

Quando la casta politica-amministrativa “lascia senza tetto e  senza cibo i cittadini italiani  mentre  alloggia gli immigrati in alberghi a tre e quattro stelle”,  quel che  attua “è l’annullamento programmatico del concetto di cittadino come titolare di diritti specifici verso la sua polis. L’annullamento del demos”, ossia del “popolo” come entità politica, padrone collettivamente delle proprie scelte.

E’ la riduzione del cittadino a pollame.

Tale modello “non implica affatto pace, sicurezza, efficienza per le popolazioni, esattamente come non le implica il modello zootecnico”. Per gli allevatori, gli animali allevati “sono solo fonte di utilità; non hanno diritti né dignità riconosciuta”.

Né diritti né dignità riconosciuta, si prenda nota.  Ora che ogni nuovo robot  introdotto nella produzione elimina 6,2 posti di lavoro, i governi  mai eletti, con la copertura della “austerità “ tedesca  perché “dobbiamo rientrare dal debito”  (ignobile menzogna, se la BCE stampa tutti i miliardi che vuole, o meglio che vogliono le  banche che la possiedono), e il denaro è scarso e costoso (altra ignobile menzogna) e non ce n’è per voi  –  vi stanno riducendo  – deliberatamente, coscientemente –  a “un corpo sociale saldamente in mano all’oligarchia dominante” proprio perché sempre più “costituito da masse miste di indigenti, disoccupati, immigrati, clandestini, pensionati che sopravvivono grazie ad interventi emergenziali del governo e di agenzie pseudo-sociali e pseudo-religiose ampiamente finanziate dal governo”, ossia dai contribuenti ridotti a indigenti.

Pensate agli 80 euro di Renzi, elemosina  che poi un milione e mezzo ha dovuto pur e restituire, un “bonus” che non  si sa se durerà, se i poveri l’avranno anche l’anno prossimo (dunque non è un diritto, men che meno “acquisito”).  Questo è voluto:

La mancanza di redditi e servizi sicuri, la dipendenza da interventi anno per anno, rende queste masse sempre più passive, remissive”, dunque “politicamente inattive”: questo è lo scopo.

 

Vascodipendenti.

 

Perché è chiaro che  se il capitalismo finanziario terminale “tende a togliere alla gente tutto il reddito e tutti i risparmi disponibili”, finisce anche per “togliere il motivo di pagare i debiti anziché infischiarsene”.  Se non si è già diventati pollame, non si è tenuti ad obbedire  né a rispettare simili “autorità”,  “non ha senso pratico né morale pagare le tasse e versare i contributi ad un siffatto sistema sociale”. Lorsignori sanno  però come scongiurare la rivolta.

Contrariamente a quel che fa credere la narrativa holllywwodiana, le rivoluzioni non le fanno gli affamati – questi hanno da far  la fila alla Caritas e agli  uffici di collocamento, a fare le pratiche per il “bonus”, razzolare fra la spazzatura dei mercati  di  frutta e verdura –  ma le classi emergenti nella prosperità; a fare la  Rivoluzione fu la borghesia che, sicura dei suoi mezzi economici ed intellettuali, strappò i  diritti politici.

Quelli con  la pancia vuota sono passivi e remissivi, aspettano il bonus da 80 euro, i giovani passano da un precariato all’altro e non avranno mai una pensione sufficiente a farli sopravvivere: dunque piatiranno  dallo stato interventi, che saranno anno per anno,  incerti, caritativi. Su   questa strada, ci hanno trasformati da cittadino,  “prima a   mero prestatore d’opera sul mercato, poi a semplice consumatore privato, e infine a una vera e propria precarietà ontologica”.

Ecco: il “Precario ontologico” è quello a cui puntano a ridurvi. A cui  vi hanno già ridotto, voi giovani. “La precarietà assunta a paradigma normativo”, ormai è la vostra condizione, a cui siete invitati dai media e dai politici   pagati da lorsignori  a abituarvi gioiosamente, ottimisticamente,  come elemento essenziale della giovinezza, oggi qui domani là a 450 al mese, andate in  Europa, emigrate, è bello cambiare  lavoro….Ovviamente, “precario ontologico”, precario per essenza  è  l’animale di allevamento, che dipende giorno  per giorno dal mangime distribuito.  Ma almeno, non lo sa.

Per questo mi rivolgo a voi, giovani e quarantenni, avete dormito all’addiaccio e mangiato al sacco,   avete corso dei rischi,  avete sborsato quattrini, benché molti di voi siano sicuramente precari.  Siete già precari ontologici? Per Vasco l’avete fatta, la marcia su Modena. Ne rifarete mi un’altra per rifiutare il governo zootecnico?

 

 

Precari ontologici?

 

 

 

L’articolo COME SFUGGIRE DAL GOVERNO ZOOTECNICO MONDIALE? è tratto da Blondet & Friends, che mette a disposizione gratuitamente gli articoli di Maurizio Blondet assieme ai suoi consigli di lettura.

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Argomenti vari

Tegole romane

Marco Botti su FB

E poi ti spunta…un antico reperto…aggirandomi per hobby tra le campagne bondenesi la mia attenzione si è focalizzata su alcune lettere impresse su di un frammento di tegola. In un primo momento non diedi grande importanza alla cosa, ma in seguito ripensandoci bene pensai si potesse trattare di un bollo di età romana. Gli antichi romani in certi casi marcavano con bolli alcuni tipi di laterizi e tra quelli della prima età imperiale (Augusto, Tiberio, ecc.) nelle Regioni dell’Adriatico Centrale e Settentrionale i più frequenti sono quelli che hanno come denominatore comune l’aggettivo “PANSIANA”. Il gruppo di bolli imperiali su tegole contenenti l’elemento pansiana può essere diviso in vari tipi con molte varianti. Il tipo TPANSIANA (TIBERI PANSIANA), come quello da me ritrovato nelle campagne bondenesi, avrebbe ben 17 varianti, un numero che si può spiegare con la lunghezza del regno dell’Imperatore Tiberio a cui il bollo apparterrebbe (14-37 dC); infatti la lettera T dovrebbe stare per Tiberio. Il bollo in questione non è poi così comune, anzi secondo alcuni esperti solo pochissimi esemplari sono stati ritrovati sino ad ora. In attesa di conferme o smentite da parte degli esperti, consegnerò al più presto il reperto alle autorità competenti e terrò informato il gruppo di eventuali sviluppi. Rif. dott. Robert Matijasic (Museo Archeo di Pola-Istria)

Argomenti vari, Arte, convegno, Viaggi

Ferrara città magica

Convegno internazionale organizzato dal Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi di Ferrara
Immagine dell'evento

Programma

Mercoledì 14 dicembre
ore 14.00 Saluto del Magnifico Rettore dell’Università di Ferrara, prof. Giorgio Zauli – Saluto del Direttore del Dipartimento di Studi umanistici, prof. Matteo Galli. Presiede Arrigo Manfredini (Università di Ferrara)
Paolo Scarpi: Lo specchio e i giocattoli di Dioniso ovvero variazioni sullo statuto del magico
Sandro Bertelli: La geomanzia in Firenze ai tempi di Dante
Patrizia Castelli: La fisica occulta: dalla bacchetta magica alla ‘virgula’ divinatoria. Magia e scienza: testi ed immagini
Stéphane Toussaint: «Per corpus aereum condensatum». Il corpo aereo nel Rinascimento, tra sostanza ed illusione
Franco Cardini: Il mago saraceno
Discussione

Giovedì 15 dicembre
ore 09.00 Presiede Sergius Kodera
Ariel Toaff: Alchimia ed Ebrei in Italia nell’età dei ghetti
Mino Gabriele: Alchimia e iconologia nella Porta magica di Roma
Silvana Vecchio: Tra svago e inganno: la riflessione medievale sull’‘ars theatrica’
Daniele Seragnoli: Il giocatore di scacchi, ovvero alla ricerca del personaggio teatrale tra congegni meccanici «per mosse d’anima».
Pericle Salvini: Dal turco ai robot sociali: illusione e vulnerabilità
Discussione
Ore 14.30
Presiede Paolo Fabbri
Sergius Kodera: Between divinatory object and stage prop: real and imaginary mirrors in Ficino, Dee and Della Porta
Maurizio Torrini: Spiriti positivi
Marcello D’Agostino: «Tutti hanno paura di Dracula e Dracula ha paura solo di me»
Leonzio Giuseppe Rizzo: Politiche fiscali ed errata percezione della loro entità
Discussione
Venerdì 16 dicembre
ore 09.30 Presiede Stéphane Toussaint
Ada Patrizia Fiorillo: René Magritte: oltre la soglia dell’illusione
Salvatore Geruzzi: Prolegomeni ad uno studio su Ernst H. Gombrich e l’illusione nell’arte
Giovanni Boniolo: La scienza e le illusioni dell’irrazionalità
Luciano Fadiga: Cervelli allo specchio
Discussione

Info: tel. 0532 455231 rita.accorsi@unife.it

Dove

Dipartimento di Economia e Management – Aula Magna – Via Voltapaletto 11 – Ferrara

Quando

14, 15, 16 dicembre 2016

Tariffe

Ingresso gratuito

Argomenti vari

All’Ariostea dal 6 al 9 giugno

Lunedì 6 Giugno ore 17

VIAGGIO DI RITORNO – POESIE 1988-2016 – di RITA MONTANARI

(Al.ce. Editore, 2016)

Dialogano con l’autrice Edoardo Penoncini e Matteo Bianchi
Il terzo volume della collana di poesie “In Gran Segreto”, patrocinata dalla Fondazione Bassani, è dedicato al “Viaggio di ritorno” di Rita Montanari. La poetessa ferrarese ci regala le sue poesie più recenti, correlate dalla riedizione di quelle contenute in “Rami di vetro” e “La coda dello scoiattolo”. Un excursus che ci rapisce per la ricchezza interiore, la delicatezza e la fine sensibilità dell’autrice nel rappresentare la realtà.
Rita Montanari, ha insegnato ai licei scientifici di Codigoro e di Ferrara. Ha tenuto e tiene corsi di scrittura creativa presso alcune istituzioni e insegna greco all’Istituto di Scienze Religiose di Ferrara. Collabora con diverse istituzioni culturali cittadine e fa parte delle giurie di alcuni premi letterari. Ha collaborato con il Centro di Salute Mentale di Codigoro e Portomaggiore. Ha pubblicato molte raccolte poetiche e vinto il Premio Caput Gauri di Pomposa nel 2006, il Premio Lascito Niccolini per la poesia nel 2010 e il Premio Nazionale Verdiano “Va’ pensiero” nel 2013.
In collaborazione con il Gruppo Scrittori Ferraresi e l’Associazione Culturale Il Gruppo del Tasso di Ferrara

 

Conferenze e Convegni Martedì 7 Giugno ore 17

FACCIAMO IL PUNTO A QUATTRO ANNI DAL TERREMOTO…

Conferenza di RICCARDO CAPUTO

Nel maggio 2012, due terremoti moderati seguiti da un importante sciame sismico, hanno coinvolto il settore orientale della pianura padana. La conferenza vuole essere una occasione per mostrare il complesso sistema di strutture tettoniche che si trovano sotto i nostri piedi e che, nel loro insieme, costituiscono il prolungamento settentrionale dell’orogeno appenninico sepolto ed attualmente ‘nascosto’ dalle coltri alluvionali della pianura padana. Il settore più esterno di questa catena montuosa è rappresentato da un sistema di sovrascorrimenti disposti a geometria arcuata: il cosiddetto Arco Ferrarese. Gli eventi sismici più recenti ed alcuni dei maggiori terremoti storici che hanno colpito Ferrara nei secoli precedenti sono stati causati proprio dalla riattivazione di alcuni segmenti appartenenti a tale complesso sistema deformativo. Quando si verificherà il prossimo?
A cura dell’Accademia delle Scienze di Ferrara

Invito alla lettura Mercoledì 8 Giugno ore 17

IL SASSO CHE ALZA IL CIELO di LARA FOLETTI

La mia lunga ricerca della verità sui nonni uccisi dai partigiani (Collana Historiando. Faust Edizioni, 2016)

Dialoga con l’autrice Rossano Scanavini, ricercatore storico e promotore culturale
Sarà presente l’editore Fausto Bassini
Una nuova edizione ampliata e aggiornata con 80 pagine in più tra fotografie, testimonianze e documenti inediti.
In appendice vengono pubblicati, per la prima volta, documenti di respiro locale e nazionale, atti di Questura e Carabinieri, fotografie di sopralluoghi, terrificanti memoriali.
Come l’equiseto – una piantina umile ma potente, chiamata “il sasso che alza il cielo”, che rinasce ogni primavera nei terreni paludosi – l’autrice ha lottato per anni, svolgendo, nella doppia veste di studiosa e di nipote, un importante lavoro alla ricerca di testimonianze reali dell’assassinio dei propri nonni materni, Domenico Cuffiani ed Emilia Gattia, vittime incolpevoli il 29 maggio 1945, dopo essere stati prelevati dai campi dove lavoravano a Longastrino (Argenta), da due partigiani armati.
“Quale il movente di un’azione così illogica e arbitraria, non avendo i Cuffiani mai fatto male a nessuno?”
Lara Foletti, originaria di Alfonsine (Ravenna), da anni vive a Roma. É sociologa, allieva di Francesco Alberoni, è co-fondatrice del mensile Effe, curatrice dell’edizione italiana del Dizionario di psicologia e del Dizionario di sociologia per la casa editrice Gremese. Suoi articoli sono apparsi nei quotidiani Libero, Il Foglio e La Repubblica. 
Per questo libro l’autrice ha ricevuto il primo premio al concorso Pianeta Donna 2016

Conferenze e Convegni Giovedì 9 Giugno ore 17

LA QUALITÀ DELLA RELAZIONE NEL RAPPORTO EDUCATIVO

Conferenza di Lucia Stelluti e Adele Baldi

Oggi la conoscenza è declinata al plurale e la si costruisce insieme, gli insegnanti sono dei facilitatori dell’apprendimento, gli strumenti un ventaglio di possibilità che spaziano da quelli più tradizionali a quelli più sofisticati, ultimi ritrovati della scienza e della tecnica. L’apprendimento è centrato sullo studente, gli stili cognitivi si sono moltiplicati, come pure i bisogni individuali. Nel tempo, l’attenzione si è spostata dall’uno all’altro dei due poli del rapporto educativo, dal docente al discente, polarizzando e orientando anche gli studi e le ricerche in educazione. Nel panorama scolastico del nostro Paese ci si interroga sulla qualità dell’educazione attraverso convegni, aggiornamenti, letteratura, corsi e filoni di ricerca, la preoccupazione per la qualità della formazione è stata una delle ragioni per la recente rif orma della “buona” scuola.
Le parole chiave fanno riferimento alle nuove tecnologie digitali, a formule didattiche flessibili, a strumenti raffinati e metodi innovativi e alla necessaria preparazione degli insegnanti per affrontare le nuove sfide del futuro. Quello che resta a monte e rischia di essere dimenticato è che il rapporto educativo, se vuole essere tale e non mero addestramento, deve avvalersi della presenza personale di insegnanti in carne e ossa, che con la loro professionalità e con la loro umanità, stimolano l’apprendimento degli alunni e studenti, fornendo anche un modello di interiorizzazione e di applicazione concreta e quotidiana del sapere. In breve, riemerge l’importanza della relazione educativa.
Forse è arrivato il momento di mettere a fuoco ciò che unisce (o che divide) questi due poli, ossia proprio il rapporto, la relazione interpersonale, tra docente e discente.
Lucia Stelluti, insegnante di scuola dell’infanzia, membro del Direttivo del CIEI (Comitato Insegnanti Evangelici) e socio fondatore di ICED (Istituto di Cultura Evangelica e Documentazione) di Roma, autrice di saggi per riviste specialistiche, laureata con una tesi su Charlotte Mason
Adele Baldi, tutor dell’apprendimento, DSA Homework Tutor (certificata Erikson), consulente per percorsi riabilitativi per ragazzi con DSA e autrice di un libro sulla dislessia (Di dislessia non si muore).
A cura dell’Associazione Chiesa Evangelica di Ferrara – Cerbi

 

 

Argomenti vari, conferenza

Conferenza sulla legalità

Venerdì 8 aprile ore 17

LEGALITA’

Le parole della Democrazia

Conferenza di Paolo Veronesi
Introduce Anna Quarzi
Nel linguaggio comune, agire per la “legalità” significa spesso contrastare la macro e microcriminalità che infesta le nostre strade oppure l’evasione fiscale; combattere per la legalità è diventato anche uno sinonimo della ribellione contro lo strapotere delle mafie. Come capita spesso, questi variopinti significati attribuiti a un’espressione d’uso comune derivano da un concetto “tecnico-giuridico”. Cos’è dunque la legalità per il diritto, o meglio, cos’è il principio di legalità?. Esso sorge (come qualcuno dice) da un “sogno antico”: il sogno che a governare i comportamenti umani siano le leggi e non gli uomini. Ma qual è la sua origine storica? Che evoluzione ha conosciuto nel corso dei millenni? E soprattutto cosa può concretamente garantire della “bontà” delle regole giuridiche che pretendono d’imporsi a tutti? Quali stratagemmi sono stati quindi escogitati per fornirci adeguate assicurazioni su questo fronte? Si risponderà a tali quesiti analizzando anche alcuni casi concreti che spesso scorrono sotto i nostri occhi senza che gli osservatori si rendano conto che essi esprimono pericolose violazioni della legalità oppure tipiche “reazioni” del “principio di legalità” che agisce per tamponarne gli effetti nefasti.
Paolo Veronesi è Professore di Diritto costituzionale presso l’Università di Ferrara. Autore di due monografie (“I poteri davanti alla Corte”, Giuffrè, Milano 1999 e “Il corpo e la Costituzione”, Giuffrè, Milano 2007) ha altresì curato numerosi volumi e pubblicato decine di articoli sulle principali riviste di Diritto pubblico e costituzionale. Dal 2000 cura, con altri colleghi ferraresi, la collana “Amicus Curiae“, edita dalla casa editrice Giappichelli. Dal 1995 è il Responsabile della redazione di “Studium Iuris“, rivista mensile dedicata alla formazione permanente del giurista. Ha collaborato stabilmente con la redazione della rivista “Quaderni costituzionali”, edita da Il Mulino. Fa parte del Comitato scientifico del Forum sul BioDiritto dell’Università di Trento e delle redazioni delle riviste on-line “BioLaw Journal – Rivis ta di biodiritto” e “Genius – Rivista di studi giuridici sull’orientamento sessuale e la parità di genere”. Ha collaborato alla stesura del “Trattato di Biodiritto”, curato da Stefano Rodotà e Paolo Zatti.
L’incontro è parte del ciclo Le parole della democrazia a cura di Istituto Gramsci di Ferrara e Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara