sociologia

Teoria della classe disagiata

ll ciclo è questo:

1- si deindustrializza il Paese e se ne distruggono i corpi intermedi;
2- le classi subalterne accettano il processo e spingono per la ricerca della loro felicità attraverso il circuito edonistico dell’intrattenimento;(il c.d. riflusso: primi anni ’80 N.d.R.)
3- resesi atomi alla ricerca del godimento illimitato, esse non sono in grado di organizzarsi e non hanno più i luoghi politici, economici e sociali per farlo;
4- non pensano più che possano esistere soluzioni politiche ed egemoniche.

Quindi il lavoro culturale non viene più messo in piedi per fare del bene alla società, semmai ci si limita ad intrattenerla con i meme per la propria autorealizzazione (bellissimo il pezzo del saggio sulla produzione memetica), non certo per creare un mondo migliore. Per questo il lavoro culturale è vissuto come un’opportunità, non come qualcosa che debba garantire lo sviluppo della società: il lavoro culturale e politico non è più visto come servizio agli altri ma solo come realizzazione di se stessi.

Francesco Berni in http://appelloalpopolo.it/?p=35931&fbclid=IwAR3BIF1-R_pd9yq0zCda7yp-0t2LCP9T_JxRAxJ02OyQK5nCFTDFiPenHMo

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Arte

La collezione di Pico della Mirandola

MIRANDOLA – E’ di recente pubblicazione il volume di Simonetta Calzolari dal titolo “La quadreria dei Pico nel Palazzo Ducale di Mirandola” che getta nuova luce sull’importante collezione di dipinti che era posseduta dai Pico al tempo del loro governo sulla cittadina mirandolese.

Simonetta Calzolari, studiosa sanfeliciana alla sua quarta pubblicazione monografica, ne è l’autrice. Le abbiamo rivolto qualche domanda riguardo a questo nuovo studio:

Un nuovo libro dedicato al patrimonio artistico di Mirandola, perché proprio la collezione di dipinti dei Pico?
“Tutti più o meno nella Bassa conoscono il castello di Mirandola, ma quasi nessuno sa che cosa conteneva in antico riguardo a collezioni artistiche. Ebbene nel castello c’era una galleria di quadri di una certa importanza, composta da dipinti di artisti rilevanti che purtroppo andò completamente dispersa agli inizi del ‘700 con la fine del dominio dei Pico su Mirandola. Di questa collezione si sapeva poco finchè il Gruppo Studi Bassa Modenese pubblicò, anni fa, gli inventari dei beni artistici contenuti nel castello. Questa pubblicazione ha gettato le basi per la mia ricerca in quanto partendo dai dati di inventario (autore, soggetto e misure del dipinto) e confrontando questi dati con cataloghi di musei, database di immagini, opere monografiche su artisti è stato possibile riconoscere alcuni dipinti ora finiti altrove e che provenivano proprio dal castello di Mirandola”.

Quanti dipinti sono stati ritrovati e di che artisti sono?
“Attualmente si sono potuti riconoscere una ventina di quadri, che sono davvero pochi se pensate che la collezione era composta da più di 100 dipinti, ovviamente ricomporre una raccolta dispersa è una impresa difficoltosa e lunga. Gli artisti delle opere ritrovate sono importanti con nomi come Sebastiano del Piombo, Arcimboldo, Scarsellino”.

I dipinti ritrovati potrebbero essere restituiti a Mirandola?
“Purtroppo no, la maggior parte si trova in collezioni di musei pubblici da decenni”.

La ricerca proseguirà?
“Io ho dato il mio contributo alla riscoperta di questa raccolta, ritrovando 10 dipinti, ma giudico la mia ricerca conclusa. Senza dubbio ci sono altri quadri da qualche parte che aspettano di essere ritrovati e questo è compito di quello studioso che vorrà provare a proseguire in questo intento”

Il volume “La quadreria dei Pico nel Palazzo Ducale di Mirandola” (68 pagine con immagini a colori) è in vendita a Mirandola presso la libreria l’Asterisco, presso quella di Sergio Vincenzi alla Galleria del Popolo e presso la libreria Reami. Per info 3494642372.

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convegno

Presentazione libro

Presentazione del volume: “Il passeggiere disingannato. Guide di Ferrara in età pontificia”

Spazio Crema, mercoledì 5 giugno ore 17,30

www.fondazionecarife.it News n°43 |  Giugno 2019
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 Il volume, curato dal Prof. Ranieri Varese dell’Università di Ferrara, analizza il tema, locale ma di generale valenza, delle guide di Ferrara e della loro rappresentazione della città durante il periodo del governo pontificio.

Assieme al curatore, ne parleranno la Prof.ssa Paola Zanardi, Presidente Associazione Amici della Biblioteca Ariostea, la Prof.ssa Chiara Guerzi, storica dell’Arte docente all’Accademia di Belle Arti di Frosinone e l’Arch. Michele Pastore, Presidente della Associazione Ferrariae Decus.

Le ‘guide’ sono lo strumento che la classe dirigente cittadina utilizzava per dare rappresentazione di sé e del proprio governo ai viaggiatori e ai propri concittadini. Il genere ha una particolare fioritura nel XVIII secolo, nel momento in cui il ‘Grand Tour’ e la visita in Italia era divenuto momento obbligato per la formazione intellettuale e civile della borghesia e della aristocrazia europee.

Le guide che descrivono Ferrara, a partire dal XVII secolo sino ad oggi, avevano ricevuto negli anni scarsissima attenzione, utilizzate quasi solamente come base documentaria nel settore, troppo specialistico, degli storici dell’arte.

Il problema del senso e del significato delle guide dedicate a Ferrara è stato per la prima volta affrontato ed approfondito nel corso del convegno tenutosi in Biblioteca Comunale Ariostea a Ferrara il 19 ottobre 2017 e che sarebbe dovuto essere presieduto dall’Arch. Carlo Bassi. Ferrarese, autore, nella sua città, di edifici civili e religiosi, studioso attento dell’opera di Biagio Rossetti, autore di numerose guide dedicate a Ferrara, purtroppo è venuto a mancare poco prima che il convegno avesse inizio. A lui è stato dedicato il volume che ne raccoglie i risultati e che viene presentato per la prima volta al pubblico mercoledì 5 giugno 2019.

Archeologia

Porta Paola

Anteprima del Centro di Documentazione sulla Mura di Ferrara

  • 7 giugno 2019

  • Ferrara – Piazza Travaglio
  • Orari: ore 16.00
  • Il recinto delle Mura di Ferrara, che ancora oggi racchiude al suo interno uno dei più vasti centri storici d’Europa, va riconosciuto come uno dei più interessanti e meglio conservati esempi di architettura fortificata dell’intero continente. L’eccellente stato di conservazione, garantito dalle lungimiranti politiche di restauro e di attenta manutenzione attuate dal Comune di Ferrara nel corso del secondo dopoguerra e in particolare dopo gli anni ’70 del Novecento, permette oggi di fruire pienamente di questo bene monumentale altamente complesso dalle mille valenze architettoniche, ambientali e culturali.
    Il Centro di Documentazioni di Porta Paola nasce come luogo di conoscenza e valorizzazione delle Mura, ponendosi un duplice obiettivo: quello di fare conoscere le poderose fortificazioni superstiti e al tempo stesso di farne comprendere l’evoluzione storica, grazie a pannelli tematici, filmati, modelli e applicazioni multimediali. La storia delle Mura diventa storia della città e ci riconduce alla sua identità più profonda. Come ci ricorda Giorgio Bassani: “Le Mura di Ferrara non si trovano alla periferia della città, bensì vi stanno dentro, sono la città”.
  • https://www.ferrarainfo.com/it/ferrara/eventi/manifestazioni-e-iniziative/congressi-convegni-conferenze-seminari/porta-paola
sociologia

La democrazia dei creduloni

Un mondo interconnesso. Notizie immediatamente disponibili. Un mercato mondiale in cui vendere con poco sforzo (economico e mentale) i propri prodotti cognitivi. Uno scambio immediato di opinioni e informazioni. Questo è il meraviglioso strumento che il web ha reso disponibile alle democrazie. Uno strumento che sembra però esaltare alcuni pericolosi difetti naturali del nostro modo di pensare, primo fra tutti la pigrizia mentale. Le soluzioni facili sono le più economiche: credere è molto più economico che ragionare. Il web è uno strumento di democrazia che abbiamo il dovere di difendere e affinché diventi davvero utilizzabile per nutrire la democrazia della conoscenza è necessario però imparare a utilizzarlo, è necessario arginare una pericolosa deriva verso una democrazia non già di sapienti, ma di creduloni. (Silvia Morante)
Gérald Bronner è professore di Sociologia, membro dell’Institut Universitaire de France e dell’Académie des technologies francese. È esperto di credenze collettive e di fenomeni cognitivi sociali. Su questi argomenti ha pubblicato molti libri, tra cui Empire des croyances (PUF, 2003), che è stato premiato dall’Académie des Sciences Morales et Politiques, e La pensée extréme: comment des hommes ordinaire deviennent des fanatiques (Denoel, 2009), tradotto in italiano per il Mulino, con cui ha vinto il premio europeo Amalfi per la Sociologia e le Scienze sociali.

convegno

Bassani in convegno

Incontro con l’autore lunedì 3 giugno 2019 ore 17

​Prevenzione e lotta all’Alzheimer e alle malattie neurologiche in tarda età

Presentazione dell’ebook di Umberto Vitali

Ad un certo punto della nostra vita e dei nostri genitori ci si chiede: “Sta o sto iniziando a perdere la memoria, cosa posso fare?” La ricerca farmacologica si è fermata per impossibilità a trovare una risposta immediata contro l’Alzheimer e molte malattie neurologiche. Non abbiamo tanto tempo a disposizione, si deve agire al più presto con la prevenzione e iniziare una lotta contro l’Alzheimer su molti fronti: dalla dieta, all’attività motoria, all’integrazione con fitoterapici, ecc… Ecco il perché di questo libro, cercando di essere il più utile possibile, anche nel caso si potesse trovare una terapia il più efficace possibile.
Umberto Vitali si è laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Ferrara. Si è specializzato in Clinica Pediatrica presso la stessa università e in Medicina dello sport presso l’Università di Chieti. Ha lavorato per ventisei anni in ambiente ospedaliero pediatrico, per trentaquattro anni come PLS. È stato presidente di un’associazione medico sportiva di Ferrara per venti anni. Ha prodotto numerose pubblicazioni scientifiche e dato alle stampe il libro”L’idea del vivere bene e più a lungo vista da un medico”.

Incontro con l’autore martedì 4 giugno 2019 ore 17

​Chi si guarda nel cuore

Presentazione del libro di Fulvio Bertolino

Edizioni La Carmelina, 2019
La musica è quell’elemento che può far nascere passioni, che può calmare gli animi originando nostalgie, pensieri e ricordi di persone amate. Francesca, seguendo questo filo conduttore, attraversa la sua vita di giovane donna alle prese con la responsabilità di un figlio, Francesco, la solitudine, il lavoro, e un tarlo che da sette lunghi anni si porta appresso. La vita è fatta di attimi, di coincidenze, di momenti di gioia ma anche di rinunce; a volte è come uno specchio che ti sorride se lo guardi sorridendo. Circondata dagli affetti più cari, con la forza dell’amore, della dedizione e del perdono, riuscirà a superare i momenti di difficoltà e i sensi di colpa, riacquistando la gioia di vivere in armonia con la sua femminilità e la sua dignità. Chi si guarda nel cuore sa bene quello che vuole e prende quello che c’è…
Fulvio Bertolino nasce a Ferrara nel 1964. Musicista e cantante è da anni impegnato in concerti di musica italiana d’autore. Ama viaggiare, leggere e praticare sport. Ha pubblicato, sempre per i tipi di Edizioni La Carmelina, il suo romanzo d’esordio La Bassona nuda (2016).

Eventi mercoledì 5 giugno 2019 ore 10,30 – 17

​Luoghi dello spirito, luoghi della scrittura

Giorgio Bassani a Ferrara, Firenze, Roma

Convegno internazionale – Firenze/Ferrara 4-5 giugno 2019
Docenti e ricercatori internazionali presenteranno i luoghi dello spirito e i luoghi della scrittura di Giorgio Bassani in un convegno di due giorni: il 4 giugno a Palazzo Rucellai a Firenze e il 5 giugno nella Sala Agnelli della Biblioteca Ariostea di Ferrara. I lavori intendono illustrare l’importanza che Ferrara, Firenze e Roma hanno avuto nell’opera di Bassani. Il convegno è libero e aperto al pubblico.
Dalle ore 9 alle ore 15 i quaderni manoscritti de “Il Giardino” saranno esposti nella vetrina grande di Sala Carli (al piano nobile di Palazzo Paradiso).
Il 5 giugno il Centro Studi Bassaniani di Via Giuoco del Pallone 15/17 sarà visitabile dalle 13 alle 15.
Per motivi di spazio in questa comunicazione sono inseriti solo i dettagli dell’evento ferrarese.

SEZIONE MATTUTINA
ore 10.30-13.00
10.30:
Gianni Venturi (Co-curatore Centro Studi Bassaniani): Come si racconta una città: Ferrara e Giorgio Bassani
11.00: Anna Dolfi (Università di Firenze – Accademia Nazionale dei Lincei): Verso un paese lontano
11.30: Rodolfo Sacchettini (Università di Firenze): Roma e l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica ”Silvio d’Amico”: la storia del teatro di Giorgio Bassani
12.00: Dibattito
13.00 Pausa pranzo

SEZIONE POMERIDIANA
ore 15.00-17.00
15.00: Nicola Turi (Università di Firenze): Necropoli, cimiteri e altri luoghi di frontiera: per una lettura del “Giardino
15.30: Sergio Parussa (Wellesley College): Note sul dattiloscritto del “Giardino”: la genesi di un romanzo
16.00: Dibattito
17.00: Portia Prebys (Presidente, AACUPI/Curatore, Centro Studi Bassaniani) e Stefano U. Baldassarri (Direttore, ISI Florence): Discorso conclusivo
I lavori sono sponsorizzati da ISI International Studies Institute di Firenze, FerraraArte e il Centro Studi Bassaniani con il patrocinio dei Comuni di Firenze e Ferrara.

Eventi giovedì 6 giugno 2019 ore 17

Woodstock

Tra mito, leggenda e realtà

Coordinano Ricky Scandiani e Enrico Trevisani
Partecipano Ambra Bianchi, Roberto Poltronieri e Marco Scabbia
Si celebra quest’anno il cinquantesimo anniversario del più importante festival pop della storia della musica. Tre giorni, dal 15 al 17 agosto 1969, che simboleggiarono il mito della controcultura americana degli anni Sessanta e dell’era “hippy”. In questa sconosciuta località a nord di New York, mezzo milione di giovani scoprì il valore della spontaneità, della condivisione, della pace e dell’amore. Sul quel leggendario palco si esibirono musicisti del calibro di Jimi Hendrix, Joan Baez, The Who, Janis Joplin, Joe Cocker, Carlos Santana, Crosby Stills Nash & Young. Attraverso parole, immagini e frammenti musicali, si ripercorrono i momenti più significativi di quello che per molte generazioni e ancora oggi è il “mito” di Woodstock.
A cura di Amf (Associazione musicisti ferraresi) e Servizio Biblioteche e Archivi del Comune di Ferrara

Eventi presso i GIARDINI DEL GRATTACIELO – giovedì 6 giugno 2019 ore 17

Il giardino del mondo… in festa

Nell’ambito del progetto “Il giardino del mondo”

La biblioteca comunale per ragazzi Casa Niccolini insieme al CPIA e con la collaborazione della Biblioteca Popolare Giardino e del Centro di mediazione organizzano nei giardini del grattacielo per giovedì 6 giugno un pomeriggio di festa, ricco di parole e suoni dal mondo, con la partecipazione di bambini e ragazzi delle scuole che hanno aderito al progetto “Il giardino del mondo”, vincitore del concorso “Io amo i beni culturali”. Si comincerà con il momento dedicato ai più piccoli, con narrazioni di fiabe, storie, filastrocche in più lingue a cura delle bibliotecarie, degli insegnanti e degli studenti e studentesse dei corsi di italiano per stranieri del CPIA (Centro per l’istruzione degli adulti) e del centro per famiglie Elefante Blu. La festa proseguir&agr ave; con musiche e danze da diversi paesi del mondo, come quelli dei Paesi dell’Est proposti dall’associazione Creativa artistica DAR APS, ma arriveranno anche ritmi dall’Africa e dal Brasile che accompagneranno la condivisione di una ricca merenda, arricchita da cibi e bevande portati da chi vorrà condividerle con gli altri.  Si potranno gustare sapori etnici molto vari grazie anche alla presenza della ‘Pappamobile’, un progetto di cucina popolare itinerante dell’Associazione Filippo Franceschi.
Bambini e ragazzi sono invitati inoltre a partecipare al “Mercatino della coperta UNICEF”. È un momento di scambio e di gioco che sollecita nei bambini comportamenti di solidarietà nei confronti di altri bambini. In uno spazio riservato e sicuro ogni Bambino, gruppo di Bambini od intere Classi potranno “stendere le loro coperte” e su di essa mettere in vendita ciò che vogliono: giornaletti, giocattoli usati, lavoretti scolastici, piccoli oggetti che non usano più … Il ricavato di ogni coperta sarà donato per metà a favore dell’Unicef di Ferrara, che sarà rappresentato alla festa dalla sua Presidente Anna Faccini; l’altra metà rimarrà al “titolare della coperta” oppure se si partecipa con la Scuola sarà consegnata al “Tesoriere di classe”.
In occasione della festa, alcuni rappresentanti del Laboratorio Artenuti, attivo presso la Casa circondariale Satta di Ferrara presenteranno le attività del laboratorio consegneranno alcuni manufatti realizzati come contributo al progetto, tra cui una panchina e due casette per gli uccellini.
Nell’ambito del progetto “Il giardino del mondo”, promosso da Archivio Storico Comunale e CPIA Ferrara, con la partecipazione di Nido Giardino, Istituto comprensivo Govoni, Liceo Carducci, Liceo Ariosto e Università di Ferrara. E con la collaborazione di Emporio Il mantello, Comunità pakistana e Comunità nigeriana.

Incontro con l’autore venerdì 7 giugno 2019 ore 17

Diario di una educatrice sociale

Presentazione del libro di Angela Bonafin

Intervengono Giorgio Poletti, Anita Gramigna e Tamara Zappaterra
Vediamo di continuo la propaganda di strumenti innovativi per l’apprendimento, dove la tecnica di persuasione si focalizza su pochi elementi: l’infallibilità della tecnologia applicata, la brevità del tempo che richiede, la semplificazione facilitante. Di qui, la necessità di ricercare, approfondire, evidenziare problematiche trasversali che rischiano di rimanere inesplorate o estranee all’indagine formativa. Nella tecnocrazia diffusa vi è la convinzione di poter offrire risposte efficaci attraverso la parcellizzazione specialistica delle conoscenze. Noi riteniamo, al contrario, che lo specialismo possa risultare adeguato se si colloca in una prospettiva non gerarchica dei saperi, si apre al confronto, entra in relazione con altri approcci in una dimensione olistica, al fine di migliorare la qualità stessa dei propri interventi. L’occasione che va colta, per coloro che operano nel mondo della formazione con diverse st rategie operative, è di mettere a disposizione la specificità delle proprie competenze, per individuare soluzioni condivise in situazioni dove le conoscenze pedagogiche “normali” risultano inefficaci. Questo testo narra l’esperienza vissuta di un’educatrice sociale, tuttavia non si rivolge solo agli educatori sociali, ma anche a genitori, studenti e ricercatori.
Angela Bonafin è educatrice professionale laureatasi in Scienze dell’Educazione ad indirizzo extrascolastico presso l’Università di Ferrara con una tesi sperimentale di pedagogia della marginalità e della devianza minorile sulla tematica delle baby gang e specializzatasi in seguito sull’integrazione scolastica e lavorativa dei disabili. In questo ambito professionale Angela Bonafin ha operato per molti anni come educatore specializzato nel mondo della scuola e della formazione, occupandosi altresì di interculturalità in qualità di insegnante di lingua italiana per rifugiati e richiedenti asilo. Attiva già da alcuni anni la collaborazione con il Laboratorio di Epistemologia della Formazione – EURESIS presso il dipartimento di studi umanistici dell’Università di Ferrara, diretto dalla Professoressa Anita Gramigna.

fantascienza

Elara

crediamo di fare cosa utile per i lettori più distratti ricordando che entriamo nell’ultima settimana di pre sale per i tre volumi La leggenda della Terra perduta di G. McDonald Wallis, Armageddon 2419 di Philip Francis Nowlan e soprattutto per Tutti i racconti – 1931-1940 di Clifford D. Simak.

La prima e più importante fase della pre sale si concluderà giovedì 5 giugno, data fino alla quale sarà possibile ordinare via Paypal i tre volumi al prezzo di listino attuale e senza limitazioni di tiratura.

Dal 6 giugno, una volta stabilita la tiratura definitiva delle tre novità, sarà dato l’ordine di stampa, nel numero delle copie prenotate fino a quel momento maggiorate di un 7%.

Sarà ancora possibile successivamente ordinare i volumi entro i limiti di questo 7% e fino a esaurimento, a un prezzo maggiorato, che verrà riportato il 6 giugno nell’Editoriale del sito www.elaralibri.it e nel Catalogo sempre aggiornato e liberamente scaricabile.

Visto il notevole afflusso di ordini soprattutto per quanto riguarda il volume di Simak, e il fatto che dopo l’esaurimento della prima edizione non verranno effettuate ristampe, crediamo importante ricordare ad amiche e amici di Elara che è opportuno effettuare entro l’entrante settimana l’ordine per non rischiare di pagare di più e soprattutto di non poter entrare in possesso di volumi fondamentali per la storia della science fiction.

Letteratura

Una parola al giorno

Lo scorso autunno abbiamo chiesto agli utenti di Una parola al giorno di aiutarci a produrre un libro, “Il giro della letteratura in 80 parole”. La risposta è stata esplosiva, e la modesta campagna di raccolta fondi che avevamo immaginato si è trasformata nella più partecipata del suo genere sulla scena italiana. Con i denari raccolti non solo abbiamo potuto produrre e spedire 3.000 copie del libro, ma, successivamente, aprire una casa editrice, creare un’infrastruttura adeguata per produrre e distribuire le prossime pubblicazioni e intanto fare una ristampa (tecnicamente una nuova edizione).

Dare lo spazio fisico di un libro alla buona abitudine di Una parola al giorno è stato molto apprezzato: chi lo ha già comprato non ha mancato di investirci con un apprezzamento che per noi è stato abbraccio e riconoscimento. Ci fidiamo molto del nostro naso, della nostra curiosità, della nostra passione, e siamo convinti che in un mondo dove il profondo sembra a tanti cedere il passo al superficiale ci sia il modo di essere insieme surfisti e pescatori di perle.

Per le migliaia di persone che si sono iscritte dopo la campagna, “Il giro della letteratura in 80 parole” è un libro che raccoglie le storie e i colori di 80 parole, osservate nell’uso vivo di scorci letterari. Non una storia della letteratura, ma sono 80 storie di letteratura, che vanno da Dante (anzi da prima!) fino ai giorni nostri: attraverso la citazione ora di un pugno di versi ora di poche righe di prosa, in questo libro c’è il percorso vivo della nostra lingua. Un percorso che non non si scopre, ma che si riconosce e ammira, come quando camminando nel corridoio luminoso di finestre, di affaccio in affaccio si riconosce e ammira il corso del fiume.

Il libro si può acquistare nella nostra nuova bottega online: è disponibile in formato digitale, cartaceo, in pacchi regalo e in soluzioni convenienti. Ma adesso tutte le spedizioni fisiche vengono fatte con corriere Bartolini! (Chi ha aderito alla campagna sa i problemi che abbiamo avuto con Poste Italiane, mai più.)
Se lo hai già comprato ti chiediamo qualche minuto del tuo tempo per scrivere una recensione in fondo alla pagina del prodotto, così ci aiuterai a presentarlo a chi non l’ha ancora avuto tra le mani. E ricorda: comprare e regalare i nostri libri è il modo migliore per sostenerci e sostenere Una parola al giorno.

Ti ringraziamo ancora di cuore, e buona lettura!

Vai alla bottega di UPAG

fantascienza

Assemblea world sf

La partecipazione alla cena è stata inaspettatamente numerosa, tanto da costringere i camerieri ad aggiungere nuovi tavolinetti per far posto a tutti. Ed è stato difficile districarsi tra i commensali per i nostri ’50 e oltre’, i tre super soci che hanno festeggiato le nozze d’oro con la fantascienza italiana. Grazie ad Adalberto Cersosimo, grazie a Luigi De Pascalis, grazie a Pierfrancesco Prosperi di essere stati con noi per condividere la nostra gioia di consegnare loro il trofeo “50 e oltre” e dichiararli ufficialmente ‘Dottori in fantastico e fantascienza’. Dopo Renato Pestriniero, Gianfranco de Turris e Vanni Mongini, ne mancano solo tre, Vittorio Catani, Ugo Malaguti e Mauro Antonio Miglieruolo che premieremo appena possibile.
E, col tempo, ne premieremo altri, ne sono sicuro.
Ma, restando in argomento, nel sito worldsf.it troverete i vincitori del Vegetti. Interessante notare che, a differenza di altri premi in cui qualcuno li organizza, quel qualcuno si vota e sempre quel qualcuno si premia, i vincitori di tre su quattro categorie sono andati a non soci World e il quarto a una socia con un editore estraneo alla World.
E’ quello che ho voluto da quando sei anni fa sono stato eletto Presidente della World SF Italia. Premiare le vere migliori opere nel, a volte, confuso panorama fantastico italiano. Sei anni travagliati, durante i quali più volte ho pensato di gettare la spugna e non l’ho fatto per rispetto di chi ha creduto in me (e per non dar soddisfazioni a chi mi ha vilmente offeso).
Sabato però si sono concretizzati gli esiti positivi di tanti miei sforzi.
Grazie ai soci presenti e ai non soci ch’erano lì con noi, grazie ai soci che non c’erano ma che ci hanno fatto sentire il loro sostegno, grazie all’infaticabile Luca Ortino, splendido anfitrione, grazie a Filippo Radogna che ha intervistato Guidoni per la rivista Dimensione Cosmica, grazie al nostro Salvo Toscano che col corpo era a Catania, ma con la mente era con noi e che permette che leggiate questo consuntivo.
Grazie al rappresentante del club MoonBase ‘99 con cui si spera verrà avviata una proficua collaborazione, grazie ai responsabili del blog UraniaMania che sono stati lì con noi e che abbiamo accolto come soci. Si cresce, sempre di più.
Grazie ai soci che sembrano rimasti indifferenti, anche per loro ho combattuto, anche per loro ho rinforzato quella dignità di un’ Associazione e di un Premio nato dalla volontà del grande Ernesto Vegetti, anche per loro si è aperta una nuova World, perché nella World tutti troveranno sempre la vera autentica tenace intramontabile fantastica fantascienza italiana.

Donato Altomare
Presidente della World SF Italia

L’articolo C’era la fantascienza italiana proviene da Associazione World SF Italia.

filosofia

La teoria di genere

La teoria di genere è il prodotto di una società totalitaria ?

È il prodotto di una società il cui obiettivo è di condurre una guerra totale alla natura per fare in modo che tutto, proprio tutto, diventi artefatto, un prodotto, un oggetto, una cosa, un artificio, un utensile, ovvero in altre parole: un valore mercantile. Nell’arco di cento anni vi è la possibilità di un capitalismo integrale nel quale si produrrà tutto e dunque tutto si comprerà e tutto si venderà. La teoria di genere è una delle prime pietre di questo carcere planetario. Essa prepara il “transumano” che è l’obiettivo finale del capitalismo. In altre parole: non la soppressione del capitale come credono i neomarxisti, ma la sua affermazione totale, definitiva, irreversibile.

Concedendo l’accesso alla procreazione assistita alle coppie di donne, la filiazione biologica sarà sostituita da una “filiazione di intenzione”. Secondo Lei questo contribuirà all’instaurarsi di una società totalitaria, come descritto nel libro “1984”?

Questo è da comprendere all’interno del processo di snaturamento e trasformazione artificiale della realtà. Si rinnega la natura, la si distrugge, la si disprezza, la si sporca, la si devasta, la si sfrutta, la si inquina, e poi la si sostituisce con qualcosa di artificiale. Per esempio con i corpi: più ormoni, più ghiandole endocrine, più testosterone, ma comunque cose che alterano l’equilibrio endocrino! Cercate di capire.. Oppure anche le iniezioni ormonali per quelli che vogliono cambiare sesso. Questo odio della natura, questa guerra di distruzione dichiarata alla natura è propedeutica al progetto “transumanista”

D’altra parte non sono mai stato padre biologico, ma grazie ad un matrimonio con la donna che è lo sguardo vigile sotto il quale ora io scrivo, a seguito dell’adozione dei suoi due figli adulti, sono diventato padre e nonno del bambino di quella che è diventata la mia figlia adulta: dunque non sono contro una “filiazione di intenzione” perché io stesso ne incarno il progetto, ma il tutto deve essere all’interno di una logica nella quale non si priva il bambino dei punti di riferimento ai quali ha diritto. Ho molto combattuto contro la metapsicologia della psicanalisi freudiana e posso dire che mi ritrovo nella battaglia di alcuni psicanalisti che si oppongono a questa scomparsa del padre, in favore sia della comparsa di un doppio padre sia di quella di una doppia madre.

L’incendio di Notre-Dame è stato un elettroshock per molta gente ma è anche stata l’occasione di riscoprire un’eredità architettonica e spirituale . Era una presa in giro per la società “nichilista” che Lei denuncia ?

Io mi sono opposto alla lettura di questo o di quell’altro che riciclavano le vecchie bestialità del pensiero magico: punizione divina, segnale inviato da Dio, avvertimento inviato ai miscredenti… Ho anche sentito dire che la mano di Dio aveva allontanato dal fuoco la famosa corona di spine del Cristo, senza riuscire a capire come mai questa stessa mano aveva potuto contemporaneamente permettere il Corto Circuito oppure l’innesco doloso!
Al contrario, ho raccontato in “Decadenza” che l’avventura della Sagrada Familia di Barcellona faceva senso: decisa e cominciata nel XIX secolo, continuata ma mai riuscita ad essere terminata nel XX secolo, comunque benedetta da un Papa che ha abdicato nel XXI secolo, e poi teatro di un attentato islamista fortunatamente sventato, era un concentrato della storia del Cristianesimo decadente . (Leggete anche: “Michel Onfray piange Notre Dame de Paris.)

Dalla finestra del mio ufficio vedo l’abbazia degli Uomini costruita da Guglielmo il Conquistatore 1000 anni fa: in una trentina di anni, ha costruito due abbazie in questa sola la città – senza parlare del castello e degli altri edifici laici… bisogna dire che la velocità del Paraclito non è più la stessa! Ma l’incendio di Notre-Dame entra in un’altra prospettiva: mentre aspettiamo le conclusioni dell’inchiesta incaricata, si tratta di un incidente nel quale Dio non ha avuto più potere che lo Spirito del Tempo.

a cura di Samuel Pruvot e Hugues Lefèvre

Fonte: http://www.famillechretienne.fr

Link: https://www.famillechretienne.fr/politique-societe/bioethique/michel-onfray-la-theorie-du-genre-prepare-le-transhumain-objectif-final-du-capitalisme-255280

Traduzione per http://www.comedonchisciotte.org a cura di GIAKKI49