storia

La perfida Albione

Fino al giorno della sua fucilazione, non in piazza, ma nel suo rifugio vicino a Como, per opera di partigiani e agenti inglesi su ordine di Churchill che lo voleva morto, non vivo, inutile dire che il carteggio, che lui ebbe cura di distribuirne copia a suoi fidati che poi tradirono o morirono in circostanze strane, sparì anche scrupolosamente eliminato dalle incursioni di Churchill in quei paraggi nel dopoguerra.

Fu un vero e proprio complotto contro l’Italia crocefissa al doppiogioco sporco di Gran Bretagna e Francia che d’intesa vollero spartirsi il Mediterraneo e il Medio Oriente- e relative colonie – anche per motivi strategici di petrolio, e chi diceva petrolio all’epoca diceva dollaro e tutta la nuova gabbia monetaria di Bretton Woods, capeggiata dalla Fed propaggine della Bank of England e della City Corp di Londra, dal Fondo Monetario e dalla Banca per i Regolamenti internazionali, quella stessa che aveva trafugato gli ori degli ebrei deportati nei campi.

Eppure persino lui morto, tale doppiezza degli alleati non sfuggì neanche al liberale Croce che nel commentare l’ignominia del trattato di pace del 1947, scrisse che non si poteva accettare in quanto basato su falsità e, rivolgendosi figurativamente ai vincitori durante l’assemblea costituente esclamò, rivolgendosi ai vincitori:

“scosso che ebbe da sé l’Italia, non appena le fu possibile, l’infesto regime tirannico che la stringeva, avete accettato e sollecitato il suo concorso nell’ultima parte della guerra contro la Germania, e poi l’avete, con pertinace volontà, esclusa dai negoziati della pace, dove si trattava dei suoi più vitali interessi, impedendole di fare udire le sue ragioni e la sua voce e di suscitare a sé spontanei difensori in voi stessi o tra voi? E ciò avete fatto per avere le sorti italiane come una merce di scambio tra voi, per equilibrare le vostre discordi cupidigie o le vostre alterne prepotenze, attingendo ad un fondo comune, che era a disposizione.”

e poi più incisivo:

I danni arrecati dal trattato di pace, descritti da Benedetto Croce: “Così all’Italia avete ridotto a poco più che forza di polizia interna l’esercito, diviso tra voi la flotta che con voi e per voi aveva combattuto, aperto le sue frontiere vietandole di armarle a difesa, toltole popolazioni italiane contro gli impegni della cosiddetta Carta atlantica, introdotto clausole che violano la sua sovranità sulla popolazioni che le rimangono, trattatala in più cose assai più duramente che altri Stati ex nemici, che avevano tra voi interessati patroni, toltole o chiesta una rinunzia preventiva alle colonie che essa aveva acquistate col suo sangue e amministrate e portate a vita civile ed europea col suo ingegno e con dispendio delle sue tutt’altro che ricche finanze, impostole gravi riparazioni anche verso popoli che sono stati dal suo dominio grandemente avvantaggiati; e perfino le avete come ad obbrobrio, strappati pezzi di terra del suo fronte occidentale da secoli a lei congiunti e carichi di ricordi della sua storia, sotto pretesto di trovare in quel possesso la garanzia contro una possibile irruzione italiana, quella garanzia che una assai lunga e assai fortificata e assai vantata linea Maginot non seppe dare.”

Insomma, un trattato inaccettabile:

Noi italiani, che non possiamo accettare questo documento, perché contrario alla verità, e direi alla nostra più alta coscienza, non possiamo sotto questo secondo aspetto dei rapporti fra i Popoli, accettarlo, né come italiani curanti dell’onore della loro Patria, né come europei: due sentimenti che confluiscono in uno, perché l’Italia è tra i popoli che più hanno contribuito a formare la civiltà europea, e per oltre un secolo ha lottato per la libertà e l’indipendenza sua, e, ottenutala, si era per molti decenni adoperata a serbare con le sue alleanze e intese difensive la pace in Europa.

E questo tacito consenso sull’Italia come paese recintato e sempre messo sott’acqua, è visibile nella lettura storica degli eventi del dopoguerra, l’epilogo di Craxi, l’attentato a Moro e a Mattei, a Falcone e Borsellino, i fatti di Ustica, l’epoca delle stragi “di Stato”, l’operazione in codice Manipulite e tangentopoli per dirne solo alcune.

estratto da https://nicolettaforcheri.wordpress.com/2021/02/10/un-po-di-verita-sulla-nostra-storia/

1 pensiero su “La perfida Albione”

  1. La Repubblica sociale, affidata al suo amico comunista Bombacci prevedeva un embrione di democrazia diretta, una “comunità europea”, con l’eliminazione del capitalismo e l’eliminazione degli intrighi inglesi, la valorizzazione delle risorse naturali dell’Africa nel rispetto assoluto di quei popoli, il lavoro come base della RS, la garanzia della proprietà privata, senza che però “diventi disgregatrice della personalità fisica e morali di altri uomini”, l’interventismo dello Stato in tutto quello che non è nell’interesse singolo, pubblici servizi, fabbricazioni belliche con l’istituzione di enti parastatali, la cogestione (mai applicata) delle aziende con la partecipazione agli utili per parte dei lavoratori. L’esproprio delle terre agricole incolte o mal gestite. Il diritto inalienabile alla proprietà della casa con l’istituzione di un Ente nazionale per la casa del popolo. L’istituzione di sindacati di categoria e la loro formazione in Confederazione generale del lavoro.
    Ibidem

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