illustrazione

Ursula K.Le Guin

a cura di Beppe Roncari

Ursula K. Le Guin “La saga di Terramare illustrata da Charles Vess”

 

Ursula K. Le Guin, “La saga di Terramare illustrata da Charles Vess”

Ursula K. Le Guin, “La saga di Terramare illustrata da Charles Vess”

La saga di Terramare è nata da un’illustrazione. Quando l’editore chiese a Ursula K. Le Guin di scrivere un romanzo fantasy per ragazzi, la prima cosa che fece, superato il panico, fu prendere un grande foglio di carta e tracciare la mappa di Earthsea e delle sue isole.

Come per la Terra di Mezzo di Tolkien, le isole di Terramare nacquero dall’amore per le parole. “Di esse non sapevo quasi niente, ma conoscevo i loro nomi. La magia risiede nel nome.”
Lo racconta l’autrice stessa nell’introduzione alla nuova edizione dell’intera saga illustrata da Charles Vess, appena pubblicata in Italia da Mondadori Oscar Fantastica.

Figlia di un antropologo, femminista e anarchica, con all’attivo cinque premi Hugo, sei Nebula e diciannove Locus, la Le Guin è una delle scrittrici che hanno lasciato maggiormente il segno nella fantascienza e nel fantasy contemporanei.

Chi non conosce Ursula K. Le Guin e leggerà questa saga per la prima volta scoprirà una vera pietra miliare del genere fantasy.

Prima dell’Antica Lingua di Eragon c’era il Vero Idioma, la Lingua della Creazione alla base della magia di Terramare. Magia che trova il suo apice in alcune geniali creazioni della Le Guin, come quella del Boschetto Immanente, misterioso luogo semovente dove non si possono compiere incantesimi, sebbene sia esso stesso un incantesimo, e nelle figure poderose e sapienti dei draghi.

Prima di Harry Potter c’era Ged, giovane mago in un’epoca in cui il prototipo degli stregoni erano Merlino e Gandalf, vecchi saggi con la barba bianca. Inoltre, Ged non era il tipico maschio bianco, ma un ragazzo dalla pelle scura, come tutti gli abitanti di Gont, l’isola da cui proviene. Particolare questo a cui l’autrice teneva in modo particolare, e che è stato tradito nella miniserie televisiva canadese (“La leggenda di Earthsea” 2004) e solo parzialmente restituito nella trasposizione animata di Gorō Miyazaki, figlio del più famoso Hayao (“I racconti di Terramare” 2006), che la Le Guin trovò visivamente apprezzabile, ma molto lontano dalla sua opera.

Prima di Hogwarths nell’immaginario fantastico esisteva già l’isola di Roke, con i suoi maestri incantatori, punto di riferimento per tutte le successive scuole, università e accademie di magia, diventate ormai un topos dell’urban fantasy.

La saga di Terramare, che comprende sei romanzi e alcuni racconti, non è sorta in un giorno. I primi tre romanzi sono stati scritti a cavallo degli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso (’68, ’70 e ’72), mentre il quarto ha visto la luce ben diciotto anni dopo. Come scrive la Le Guin stessa nell’introduzione: “Nel 1972 avevo quarantadue anni, nel 1990 sessanta. Nel corso di quegli anni il modo di interpretare la società che siamo obbligate a chiamare femminismo […] era cresciuto e si era sviluppato.” E così, senza mai abbandonare il personaggio di Ged, nella saga assume sempre più importanza la figura femminile di Tenar.

Proprio così, anche in questo caso la Le Guin si è dimostrata un’anticipatrice, aprendo la pista alle eroine femminili nel fantasy e nella fantascienza, da Katniss di Hunger Games a Clarissa di Shadowhunters.

Purtroppo, l’autrice è scomparsa proprio nel cinquantesimo anniversario della pubblicazione del primo volume della saga, A Wizard of Earthsea (1968-2018), e non ha fatto in tempo a veder pubblicato questo libro, ma le 56 illustrazioni di Charles Vess, frutto di quattro anni di intenso lavoro, le aveva viste e approvate una a una. A differenza di altri adattamenti visivi che non l’avevano soddisfatta, la collaborazione con Vess, già fan della saga prima di iniziare, è stata gradita e fruttuosa per entrambi. L’artista stesso ha dichiarato: “abbiamo passato un anno a scambiarci idee su quale fosse l’aspetto dei suoi draghi.” E una tale dedizione, insieme all’amore per il mondo di Terramare, trapela da ognuna delle illustrazioni.

Vale la pena spendere due parole su Charles Vess, artista e fumettista statunitense, vincitore di molti premi nel campo dell’illustrazione, fra cui tre premi Eisner e due World Fantasy Award. Fra le sue collaborazioni eccellenti, ricordiamo quella con Neil Gaiman, iniziata, ironia della sorte, con un altro giovane mago, Timothy Hunter della miniserie a fumetti The Book of Magic, e poi proseguita con Sandman e Stardust.

Quando immagini e racconto si incontrano in modo così magistrale c’è un solo nome per un’opera di questo genere. E quel nome è Magia.

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