biblioteca

Maestri

martedì 5 novembre 2019 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara

Conferenza di Pierluigi Montanari

Introduce Lina Scolozzi
Il padre, dopo una vita di peccato, si converte e vive i suoi anni santamente, ma dannato; il figlio, pur essendosi ravveduto solo negli ultimi momenti, si salva. Bonconte, valoroso uomo d’arme di parte ghibellina, venne ucciso nella battaglia di Campaldino – alla quale partecipò anche Dante – e il suo corpo non venne mai ritrovato.
Pier Luigi Montanari vive e lavora a Ferrara. Laureatosi in Lettere Classiche presso l’Università di Bologna è stato docente di italiano, latino e greco in vari licei dalla città. Collabora da parecchi anni con diverse istituzioni culturali, tra cui la Dante Alighieri e l’Università per l’educazione permanente. Ha pubblicato come opinionista su varie testate italiane e straniere.
A cura della Società Dante Alighieri di Ferrara

mercoledì 6 novembre 2019 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara

Presentazione del libro di Dario Gigli

Edizioni La Carmelina 2019
Nell’estate del 1964, a Settepolesini, piccola frazione del comune di Bondeno, localizzata nella vasta e rada pianura tra il capoluogo e la città di Ferrara, presso la casa colonica del fondo Trevisana, un’aratura particolarmente profonda fece emergere, spezzata in due parti, la stele funeraria dedicata a un personaggio vissuto in quei luoghi circa 1900 anni prima: Tito Giulio Urbano.
Ma cosa racconta la stele e chi era Tito Giulio Urbano?
Il breve racconto dello scrittore Dario Gigli ci svelerà una vicenda storica, ambientata in provincia di Ferrara, poco conosciuta ma incredibilmente affascinante.

giovedì 7 novembre 2019 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara

Presentazione del libro di Antonella Iaschi

Ludo Edizioni, 2019
Introduce Enrico Trevisani (CEF), dialoga con l’autrice Roberto Roda
“Quando la luna si specchia nell’acqua, le Anguane si recano alle fontane e lavano i vestiti della povera gente. Sono donne bellissime anche se hanno i piedi di capra girati all’indietro…”
Il romanzo di Antonella Iaschi, attinge al folklore e all’etnografia per costruire una storia di sentimenti, affetti e complicità fra donne. È una vicenda di formazione e maturazione femminile, scandita in filigrana da un racconto della tradizione orale alpina, quello delle anguane, che da il titolo al libro. La vicenda di Giulia, la  protagonista del romanzo, l’amicizia con Gloria, permette all’autrice di attraversare una  parte consistente della storia del ‘900, disegnando una serie di “commedie umane”, che affiancano e intersecano la storia principale. Le anguane diventano nella immaginazione di Giulia, una adolescente “difficile”, il motore per importanti e non facili scelte di vita e di emancipazione. Tutte le vicende, che nel romanzo si incrociano, delineano una cartografia che,  nel genius loci di una fonte alpina in cui le anguane parrebbero occultarsi, definisce il suo centro geo-narrativo: dalle malghe friulane il racconto seguendo i suoi personaggi, si irradia verso Parma e la Pianura padana, emigra negli Stati Uniti, per tornare infine, dopo un secolo, là da dove era partito.
Antonella Iaschi è nata a Parma nel 1956.Attualmente vive fra il Friuli e la Calabria. È autrice di raccolte poetiche, romanzi e testi teatrali. Fra i numerosi lavori pubblicati si ricordano: “Vorrei che fosse Pace”, poesie (1994); “Nuove foglie per terra”, poesie, (1995); “Gentili care persone”, testimonianze di un’esperienza umanitaria durante la guerra Jugoslava (1996); ” Respirando”, poesie (1996); “Non è tempo per tacchi a spillo” (2001); “La cavalla delle onde” (2006); “Parigi per sempre” (2010); “Coulisse” (2016), “La malga spiegata agli adulti”(2017); ecc.
A cura del Centro Etnografico del Comune di Ferrara

venerdì 8 novembre 2019 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara

Conferenza di Giuliano Sansonetti e Piero Stefani

Perché una conversazione su Levinas e Chouchani? Emmanuel Levinas è ormai un maestro riconosciuto, il cui pensiero è universalmente noto e le cui opere sono tradotte in tutte le maggiori lingue del mondo. Per farsene un’idea basta leggere Cecità morale, l’ultimo libro tradotto di un altro grande maestro contemporaneo: Z. Bauman, il teorico della “modernità liquida”. Nel libro infatti  la lezione del filosofo lituano, naturalizzato francese, viene continuamente richiamata. Levinas vi compare insomma come il maestro di un maestro. Altrettanto si può dire del rapporto tra Levinas e Chouchani, con la differenza che ciò che sappiamo di quest’ultimo, ci è noto soprattutto da ciò che ne dice Levinas e qualcun altro, perché Chouchani – come altri grandi maestri– non ha lasciato niente di scritto. Da Levinas e da questi pochi altri sappiamo del fascino e della grandezza del suo insegnamento. Di lui ha detto lo scrittore Premio Nobel per la Pace Elie Wiesel: “il Rav Chouchani è uno di quegli uomini che ti accompagnano, che ti inquietano e che ti abitano nel corso degli anni, senza dubbio fino al termine dei tuoi giorni”. Non è questo il proprio dei veri maestri?
Incontro conclusivo del ciclo “Maestri” a cura dell’Istituto Gramsci e dell’Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara

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