mostra

Il Catasto Carafa

Sono documenti preziosi, di proprietà del Consorzio che mostrano chiaramente che l’evolversi della geografia estense è strettamente legata alla storia del territorio, nel tempo e nello sviluppo culturale ed economico. Sono carte uniche e bellissime capaci già nel ‘700 di mostrare un’impressionante precisione nel tracciare spazi, corsi d’acqua, città e con strabiliante minuzia, anche le podesterie e ville estensi. Queste preziose opere consentono di ricostruire l’economia del territorio, le caratteristiche produttive, di studiare il tracciato delle vie di comunicazione d’acqua e di terra ma anche la comparazione delle opere idrauliche presenti nel settecento con quelle attuali”

Il “Catasto Carafa”, costituito da 92 registri, fu realizzato nel 1779 da esperti agrimensori che eseguirono la misurazione e la classificazione dei terreni tassabili dei tre comprensori del Polesine di Ferrara, di San Giorgio e della Transpadana veneta. Importante bene archivistico e fantastica documentazione per studi, statistiche e confronti con le realtà consorziali attuale e storiche del territorio ferrarese.
Fu il cardinale Francesco Carafa, Legato di Ferrara, ad ordinare l’estimazione di tutti i terreni sottoposti alla “Congregazione dei Lavorieri”, antica istituzione che affidava ai proprietari diretti interessati la gestione e il controllo idraulico dei territori del Polesine di Ferrara, del Polesine di San Giorgio e della Transpadana Veneta, posti in gronda ai fiumi Po Grande, Po di Volano, Po di Primaro e Reno. Ne derivò un Catasto, che raccoglie i quadri d’unione, detti topografia o corografia, ed i singoli fogli di mappa. La rappresentazione cartografica, geometrico-particellare, è riportata sulla facciata destra del registro ed ogni particella è contrassegnata da un numero che rinvia al possessore descritto sulla facciata sinistra. Ciascuna particella è descritta secondo la qualità di terreno. L’opera di accatastamento prevedeva, infatti, la distinzione delle superfici agrarie in cinque classi e sulla base di questo estimo rurale (dimensioni del possesso fondiario e qualità del terreno) veniva graduato il pagamento della cosiddetta Tassa de Lavorieri per poter eseguire i lavori di sistemazione degli Argini dei corsi d’acqua e l’escavazione degli Scoli”

Dove

Museo di Casa Romei – Via Savonarola 30 – Ferrara

Quando

Dal 1° ottobre 2019 al 6 gennaio 2020

Orari

Da domenica a mercoledì 8.30-14.00; da giovedì a sabato: 14.00-19.30. La biglietteria chiude 30′ prima.

Tariffe

5 euro, ridotto 2,00 euro (dai 18 ai 25 anni). Gratuito fino ai 18 anni e con MyFeCard. Ingresso gratuito la prima domenica del mese.

Contatti

Casa Romei – Via Savonarola 30 – Ferrara
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