Argomenti vari

Spiritualità

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Conferenze e Convegni martedì 17 settembre 2019 ore 17

​Il Vitruvio Ferrarese e Leonardo da Vinci

Conferenza di Claudio Sgarbi

L’uomo ideale tra eros e morte

Introduce Gianna Andrian
Due pagine del Vitruvio Ferrarese – uno straordinario manoscritto rinascimentale conservato alla Biblioteca Ariostea – contengono due disegni che ci permettono di leggere e guardare con occhi diversi uno dei momenti più incisivi della nostra storia e della nostra immaginazione: quel momento in cui Leonardo da Vinci decise di illustrare l’uomo ideale del Rinascimento, una figura che ora ci accompagna ovunque con una insistenza ossessiva e pervasiva. Eppure l’uomo di Leonardo sembra perfino troppo orgoglioso e troppo bello per essere in grado di comprendere i propri limiti. Sentirsi troppo sicuri e fieri di noi stessi non è forse ciò che ci deve preoccupare oggi? Cosa significa per noi interrogarsi e cercare di capire come e perché questa immagine sia stata creata?
Per rispondere a queste domande Claudio Sgarbi cercherà di descrivere quei due disegni densi di significati, presenti nel manoscritto – forse opera di un umanista educato nello Studio ferrarese e amico fraterno di Leonardo – per mostrare come queste immagini siano specchi che riflettono e distorcono tutto l’amore di cui gioire e tutta la “passione” che l’essere umano deve saper esprimere per sapersi rappresentare.
Claudio Sgarbi, Philosophiae Doctor e Master of Science in Architecture (University of Pennsylvania),  Dottore in Architettura (Istituto Universitario di Architettura di Venezia), insegna Storia, Teoria e Progettazione in Canada (Adjunct Professor – Carleton University), in Libano (Visiting Professor – LAU),  ed esercita la professione in Italia. I suoi campi di ricerca teorica riguardano l’immagine e il ruolo dell’architetto nella società, la relazione tra filosofia e architettura, le tecniche costruttive e la rilevanza della storia dell’ architettura nel nostro dibattito contemporaneo. Ha pubblicato articoli, saggi e un libro dal titolo: Vitruvio Ferrarese. “De architettura”: la prima versione illustrata (Franco Cosimo Panini Editore, 2004). Le sue sue ricerche, tutt’ora in corso, e le sue scoperte su questo importante manoscritto ferrarese sono state presentate a diversi convegni e sono st ate pubblicate in diverse riviste internazionali. Sta inoltre lavorando a un libro dal titolo: Misconceptions. The Infertile Belly of the Architect. Ha partecipato come progettista a diversi concorsi nel mondo e compie ricerche ed esperienze in diversi settori dell’arte. www.claudiosgarbi.com
Al termine dell’incontro in Sala Ariosto sarà inaugurata la mostra curata da Mirna Bonazza.
Con il patrocinio di Comune di Ferrara, Regione Emilia Romagna, Ctg Blu Start, Caschi Blu della Cultura, AlimentiAmolArte.

Conferenze e Convegni mercoledì 18 settembre 2019 ore 17

I Camerini di Alfonso I d’Este

Conferenza di Cecilia Vicentini

Coordineranno Nicoletta Zucchini e Federica Graziadei
Alfonso I d’Este,terzo duca di Ferrara fra il 1505 ed il 1534, raccolse nel suo appartamento nel castello della città un nucleo di dipinti di inestimabile valore realizzati da Tiziano, Giovanni Bellini e Dosso Dossi, tutti a tema bacchico e strettamente legati a fonti letterarie classiche. Le stanze del duca, note come i Camerini d’Alabastro, hanno attirato negli ultimi anni l’attenzione di molti studiosi spinti a comprendere il complesso programma iconografico sotteso al ciclo pittorico ma anche a ricostruire le dinamiche collezionistiche successive alla devoluzione del 1598, da quando cioè le opere da Ferrara presero strade diverse fino a comparire oggi in diversi musei del mondo.
A cura del Gruppo Scrittori Ferraresi

Incontro con l’autore giovedì 19 settembre 2019 ore 17

Il viaggio in Germania

Presentazione del libro di Barbara Rosenberg

Tralerighe editore, 2018
Prosegue il progetto SLOW READING dell’Associazione culturale Olimpia Morata presente l’autrice che reciterà alcuni brani, essendo anche un’ottima attrice teatrale.
Francesca Mariotti dialogherà con lei ed affronterà il tema della Shoah per le generazioni che non l’hanno vissuta, ma che ne sono inevitabilmente ancora coinvolte dalla storia.
“Nonno, perché Hanukà è la festa della luce?” “Che significa Yiddish?” “Cosa sono le Leggi Razziali?” Questi e altri interrogativi accompagnano il viaggio in Germania della giovane protagonista. Siamo nell’estate del 1986 e il Paese è ancora diviso. L’itinerario, a bordo di una Tipo bianca, si snoda tra Heidelberg e Magonza, tocca Francoforte e Colonia, raggiunge Brema e si conclude ad Hannover. La Memoria è il filo conduttore del romanzo: Barbara conoscerà finalmente la storia di nonno Wolfgang, ebreo fuggito da Hannover nel ’35 e perseguitato anche in Italia a causa delle Leggi razziali. Affascinata dalla cultura ebraica, sentirà per la prima volta di avere delle radici. Allo stesso tempo, coltiverà un forte legame con la nonna, una donna intelligente, che alterna discorsi serie a battute in dialetto pugliese e riconoscerà in lei il suo ideale femminile.
A cura dell’Associazione culturale Olimpia Morata

Conferenze e Convegni venerdì 20 settembre 2019 ore 17

Benedetto Croce, maestro di libertà

Conferenza di Maurizio Villani

Presenta Roberto Cassoli
La relazione affronta il tema della concezione crociana della libertà, affrontandola sia dal punto di vista filosofico, sia dal punto di vista della storia e della consapevolezza di una crisi profonda della civiltà europea. La fine degli anni Trenta del Novecento, come hanno sottolineato gli studi più recenti su Croce, rappresenta un momento di svolta nel pensiero del filosofo napoletano. Sono gli anni in cui Croce prende sempre più le distanze dalle teologie della storia di matrice idealistica e avverte la necessità di rifondare su basi nuove “una teoria speculativa della libertà”. Questa riflessione, sempre più venata di pessimismo, passa attraverso confronti, in Italia con le tesi di Salvemini, di Gramsci, di Einaudi, in Europa con le considerazioni di Thomas Mann e di Husserl.
Croce chiede alla filosofia, “in mezzo a un mondo in tempesta”, gli strumenti concettuali per analizzare le ragioni della progressiva scissione tra libertà e storia verificatasi nel corso del Novecento. Solamente se questa scissione viene superata e se la libertà torna a calarsi nella realtà storica, allora essa non resterà una mera astratta idea regolativa, ma tornerà ad essere il principio costituente della storia.
Per il ciclo “Maestri”, a cura di Istituto Gramsci e Istituto di Storia contemporanea  di Ferrara

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