sociologia

Genere e sesso

Illich fu un radicale nel senso più autentico, ovvero uno che va alla radice dei fenomeni per portare alla luce il lato oscuro della nostra civiltà, l’ideologia dello sviluppo illimitato. Rifuggendo dalle tesi metafisiche con la stessa energia con cui rigettò il massimalismo di Marcuse, svolse una penetrante indagine sugli effetti perversi dello sviluppo tecnologico moderno, passando dalla denuncia dell’inefficienza e della strumentalità del sistema scolastico che non educa, ma addestra all’adesione acritica ai fondamenti dell’ipermodernità, alla medicalizzazione della vita, alla paradossale paralisi dei trasporti per sovraccarico, sino alla crisi ecologica. Colse la pericolosità di un fenomeno centrale della nostra epoca, l’inversione di senso delle pratiche più basilari della vita umana, sottratte al limite e alla sorgente creativa disseccata della libertà personale.

Se è vero che esiste un kairòs, il momento giusto, la pienezza del tempo, l’ora di Ivan Illich è adesso. Ne è convinto il filosofo Giorgio Agamben nella densa introduzione dell’opera più problematica del prete di Cuernavaca, Genere e Sesso, il cui sottotitolo è “per una critica storica dell’uguaglianza”. Le sue opere degli anni 70, Descolarizzare la società e Nemesi medica lo avevano reso famoso e controverso, con un giudizio sospeso tra quanti lo consideravano un critico cristiano di scienza e tecnica in nome di ideali comunitari retrogradi o, al contrario, il “primo ricercatore sociale della nostra epoca, come Marx lo fu della sua” (Gilles Martinet e Jean Marie Domenech).

Un’altra lettura lo inquadra come esponente iconoclasta dell’onda lunga del Sessantotto. Possiamo considerarlo come il più complesso, problematico e trasversale degli autori comunitaristi, inclassificabile in qualsiasi categoria ideologica, eccetto, crediamo, nella personalità intimamente cristiana, di cui è testimonianza ciò che Illich scrisse nell’introduzione di Genere e sesso. “Nello studio della storia, è diventato per me motivo di scandalo sempre maggiore il fatto che gli orrori della modernità possano essere compresi solo come sovvertimento del Vangelo. (…) Mi ha spinto la ripugnanza di fronte alla corruptio optimi quae est pessima. Questa corruzione di ciò che è eccellente (il Creato N.d.R.) è per me l’enigma su cui fare luce.”

leggi tutto su https://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=61969

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Un pensiero riguardo “Genere e sesso”

  1. Il saggista e filosofo Michel Onfray dà alle stampe un libro nel quale costruisce una teoria della dittatura appoggiandosi all’opera di George Orwell. In questo libro afferma che noi siamo entrati In un tipo di società totalitaria che distrugge la libertà, abolisce la verità e nega anche la natura.

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