biblioteca

Italiani in Messico

Conferenze e Convegni lunedì 20 maggio 2019 ore 16,30

Da spazio verde a giardino. La trasformazione di luoghi pubblici e privati

Conferenza di Raffaella Piva

Introduce Gianna Borghesani
L’architetto Raffaella Piva Piva presenterà alcuni dei progetti più interessanti ai quali ha lavorato in questi anni: il proprio giardino e quelli della Palazzina di Marfisa e di Casa Niccolini, nuova biblioteca per i ragazzi del Comune di Ferrara.
Interventi di Germana Nigrelli, esperta di giardini e piante, e di Raffaela Vitale, architetto, direttore dei lavori di recupero di casa Niccolini.
Al termine della conferenza, se le condizioni lo permetteranno, visita al giardino di Casa Niccolini per godere la vista della maestosa Paulonia.
A cura del Garden Club Ferrara

Incontro con l’autore martedì 21 maggio 2019 ore 17

Detti e motti e loro origine

Presentazione del libro di Carla Baroni

Stravagario editore, 2019
Dialoga con l’autrice Tito Manlio Cerioli
Lettori Patrizia Fiorini e Sandro Mingozzi
Il volume, come dice il titolo, si occupa di un’infinità di modi di dire la cui origine per alcuni è molto conosciuta, per altri un po’ meno. L’autrice si è divertita a raccoglierli nel corso degli anni pescando un po’ dappertutto con l’intento di divertire anche chi li leggerà. Si tratta di briciole di cultura frammiste a fantasiose notizie che sanno molto della presa in giro ma che sono state inserite per la loro intensa sapidità. Un libro, quindi, senza grandi pretese ma all’insegna della cultura popolare e del buonumore.
Carla Baroni, il cui cognome completo è Baroni Parmiani, è nata a Cologna Veneta in provincia di Verona. Ben presto, però, si è trasferita a Ferrara dove tuttora vive e dove ha compiuto tutti gli studi che si sono conclusi con due lauree, una in Scienze matematiche e l’altra in Giurisprudenza. Ha insegnato matematica in diverse scuole secondarie. Ha iniziato a scrivere poesie a tredici anni, ma solo da qualche anno partecipa attivamente ai concorsi letterari ricevendo molteplici riconoscimenti sia per l’edito che per l’inedito tra cui più volte il primo premio al “Pietro Niccolini” che consacra i letterati ferraresi. Fa parte anche dell’Italian Poetry Association che riunisce i poeti più significativi dal novecento ad oggi. Ha pubblicato oltre una ventina di libri prevalentemente poemetti e inoltre una traduzione insieme alla madre Rina Buroni delle Bucoliche di Virgilio in endecasillabi (N uovecarte, 2018).
L’incontro è inserito nel calendario del “Maggio dei libri 2019

Eventi mercoledì 22 maggio 2019 ore 17

Italiani in Messico. Architetti, ingegneri, artisti tra i secoli XIX e XX

A cura di Olimpia Niglio e Martin Checa-Artasu

La cultura dell’architettura e dell’arte italiana in Messico tra storia e contemporaneità (Olimpia Niglio)
Riscoprendo storie dimenticate di architetti e scultori italiani in Messico (Martin Checa-Artasu)
Presenta il volume Marco Petrelli, professore ordinario di Restauro Architettonico all’Università di Bologna.
Lucio Scardino e Cinzia Ammirati approfondiscono la figura dell’architetto ferrarese Adamo Boari e dialogano con i curatori.
Il volume permette di conoscere l’importante contributo al Messico di vari professionisti italiani nei campi dell’architettura, dell’ingegneria e delle arti. Un libro che getta le basi per un ulteriore approfondendo dei percorsi professionali e del talento di questi migranti.
Olimpia Niglio, Architetto, specializzata in conservazione dei beni architettonici, master in Management dell’Arte, PhD e post PhD, è professore di Storia dell’Architettura comparata. Già professore presso la Kyoto University in Giappone e la Universidad de Bogotá Jorge Tadeo Lozano in Colombia. Dal 13 dicembre 2018 è stata nominata Direttore del Ministero della Cultura presso AIRC International Research Center, quartiere ONU a Vienna, quale responsabile delle politiche culturali e di formazione per le diverse sedi del Centro presenti nel mondo. È responsabile di una unità di ricerca sulla storia dell’architettura italiana in Messico in collaborazione con la UAM Iztapalapa di Città del Messico ed è membro del gruppo di ricerca CONACYT “Centros Históricos de Ciudades Mexicanas” dell’Universidad Nacional Autonoma de México. È autore di numerose monografie (in diverse lingue) nel settore della storia e del restauro dell’architettura nonchè visiting professor presso diverse università sia asiatiche che americane. Dal 2004 è direttore scientifico della rivista internazionale di architettura EdA Esempi di Architettura.
Martín M. Checa-Artasu, catalano, nato a Barcellona è geografo e storico dell’architettura. PhD in Geografia Umana presso l’Università di Barcellona in Spagna. Si trasferisce in Messico dove assume  l’incarico di professore ordinario in Geografia Umana presso il Dipartimento di Sociologia dell’Universidad Autónoma Metropolitana, Unidad Iztapalapa a Città del Messico. È membro del Sistema Nazionale della Ricerca e del CONACYT del gruppo “Centros Históricos de Ciudades Mexicanas”. È membro dell’Academia Mexicana de Ciencias e di ICOMOS México. È coordinatore di numerosi progetti di ricerca ed in particolare si occupa della storia e della cultura europea in America Latina. Moltissime le pubblicazioni al suo attivo.

Conferenze e Convegni giovedì 23 maggio 2019 ore 17

Baruch Spinoza: il maestro della necessità e il pensiero come cristallo

Ne parleranno Nicola Alessandrini e Cinzia Carantoni

“Possano l’ira e la collera del Signore ardere, d’ora innanzi quest’uomo, far pesare su di lui tutte le maledizioni scritte nel Libro della Legge, e cancellare il suo nome dal cielo”. Ad attirare su di sé la severa maledizione della comunità israelitica di Amsterdam, nel 1656, è il giovane Baruch Spinoza. Fulgido esempio di razionalista moderno, Spinoza incarna il modello per eccellenza di intellettuale indipendente, sobrio, dedito alla scienza e alla ricerca della verità.
I suoi due capolavori, il Tractatus theologico-politicus e l’Ethica more geometrico demonstrata, mettono a punto l’idea di una Natura-Dio-Sostanza infinita, rigorosamente immanente, capace di risolvere l’aporia cartesiana tra res cogitanse res extensa. Ma è nell’orizzonte politico che lo spinozismo mostra eloquentemente la propria anomalia rispetto alla modernità: là dove Hobbes promuove un modello politico fondato sulla rappresentanza del sovrano, la Sostanza immanente di Spinoza riscopre il fondamento concreto della politica nel suo soggetto originario: la moltitudine.
Per il ciclo “Maestri” a cura dall’Istituto Gramsci e dall’Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara

Eventi venerdì 24 maggio 2019 ore 17

Apollo 10: guarda che Luna

Reading poetico “pre e post 1969” del Gruppo Scrittori Ferraresi

Coordinano Giuseppe Ferrara e Federica Graziadei
Lo sbarco dell’uomo sulla luna (sbarco!) nel Luglio del 1969, in Italia, più che in qualunque altro paese occidentale, fu seguito da un intenso dibattito culturale. L’Italia aveva avuto e conservava un certo commercio letterario con la luna: era (ed è) il Paese di Astolfo e del suo epico viaggio in groppa all’Ippogrifo. E poi, non eravamo, noi italiani, già stati in un certo senso sulla luna? Non ne avevamo, più di tutti gli altri, una consuetudine maggiore grazie a Galileo, primo scienziato a studiarla sistematicamente, a Leopardi che dialogò in termini cosi moderni con lei? (“Che fai tu, luna, in ciel? dimmi, che fai, Silenziosa luna? Sorgi la sera, e vai, Contemplando i deserti; indi ti posi. Ancor non sei tu paga...”).
Con questo incontro il Gruppo Scrittori Ferraresi e il Servizio Biblioteche e Archivi del Comune di Ferrara vogliono ricordare e rendere omaggio in un modo insolito a questa grande epopea umana che ha portato realmente degli uomini a passeggiare sul suolo lunare. Gli ultimi a essere arrivati così vicino da poterla toccare sono stati gli astronauti dell’Apollo 10, la missione precedente a quella dello sbarco vero e proprio del Luglio del 69. Nel maggio di quello stesso anno, possiamo dire, che gli uomini dell’Apollo 10 videro la Luna, per conto dell’umanità, un’ultima volta. Fino a quel momento sul nostro satellite erano già arrivati poeti, filosofi, artisti e musicisti ma anche animali come ippogrifi, draghi e perfino conigli e vi erano stati, per così dire, tutti gli amanti di Peynet! Quel maggio del 69 però ha chiuso l’era di una esplorazione mitologica, artistica e romantica per aprirne una nuova: scientifica, tecnica e… cosmica.
Con il reading poetico si cercherà di raccontarlo, o meglio, trattandosi di poesia, di cantarlo iniziando proprio da Tom Stafford (comandante), John W. Young (pilota del modulo di comando) ed Eugene Cernan (pilota del modulo lunare), gli uomini dell’Apollo 10: gli ultimi terrestri che videro la Luna.
L’incontro è inserito nel calendario del “Maggio dei libri 2019
A cura del Gruppo Scrittori Ferraresi in collaborazione con il Servizio Biblioteche e Archivi del Comune di Ferrara

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