autori, Letteratura

Cetty Muscolino

Incontro con l’autore lunedì 28 gennaio 2019 ore 17

Quando scrivevo a Otto Frank

Presentazione del libro di Cetty Muscolino

Edizioni La Carmelina, 2019
Prefazione di Anna Quarzi
Cetty Muscolino, adolescente degli anni 70, resta folgorata dalla lettura del Diario di Anna Frank e, in maniera rocambolesca, entra in contatto con il padre Otto scampato al campo di sterminio instaurando un rapporto prima epistolare poi di amicizia.
Testimonianza, con lettere autografe e foto inedite di Otto, di un uomo che ha speso la sua intera vita per testimoniarci gli orrori del periodo più buio della storia.

Eventi martedì 29 gennaio 2019 ore 17

Nella “terra del niente”: quando la scomparsa nasconde il reato

Tavola rotonda sulle problematiche legate alle persone scomparse

L’evento sarà moderato da Alessandra Palma, presidente della Camera Penale Ferrarese.
Interventi di Pasquale Longobucco, responsabile della Scuola territoriale della Camera Penale Ferrarese; Nicola Bianchi, giornalista “QN- il Resto del Carlino”; Nicodemo Gentile di “Penelope Italia”, associazione nazionale delle famiglie e degli amici delle persone scomparse.
Dal privilegiato osservatorio di alcuni professionisti – esperti in discipline forensi, così come in giornalismo d’inchiesta – e, attraverso il racconto di storie toccanti (in ambito sia locale come quelle di Pier Luigi Tartari, Pier Paolo Minguzzi o Marco Coletta, sia nazionale come quelle di Sarah Scazzi, Roberta Ragusa o Guerrina Piscaglia), si cercherà di svelare le molteplici sfaccettature di un mondo ignoto ai più, quello della scomparsa di persone care, sfociata in processi per omicidio e distruzione, soppressione o occultamento di cadavere. Verranno illustrati aspetti pratici, legali, oltre a ricordi personali, testimonianze di sofferenze, illusioni, speranze, con uno spirito critico rispetto a una legislazione ancora carente e una burocrazia spesso avvilente, ma anche con trasporto e sensibilità. Senza mai perdere di vista il lato umano delle vicende, filtrato attraverso una lente di ingrandimento – l’esperien za diretta vuoi dell’uomo di legge, vuoi del cronista – che spesso costituisce lo strumento migliore di conoscenza.
Con il patrocinio di Camera Penale Ferrarese “Avv. Franco Romani”; Associazione “Penelope” Emilia Romagna; casa editrice “Faust Edizioni” di Fausto Bassini.

Conferenze e Convegni mercoledì 30 gennaio 2019 ore 17

Lettura di un duale ovidiano: Tiresia e Narciso

Conferenza di Claudio Cazzola

(Metamorfosi, libro terzo, vv. 316 ss.)
«D’un classico ogni rilettura è una lettura di scoperta come la prima»: così si presenta la quarta definizione proposta da Italo Calvino nel suo Perché leggere i classici (Milano, Mondadori, 1991, p. 13). Sia di guida codesta sentenza, giacché può costituire efficace esortazione a riprovare, compulsando la pagina ovidiana, il medesimo radioso stupore della prima volta, accresciuto però dal fatto di non aver notato, in precedenza, quel particolare, quella sfumatura, quella piega testuale nascosta. Lo schema progettuale delle Metamorfosi ovidiane risponde soprattutto a due esigenze d’Autore: da un lato raccontare, tramite un «carmen perpetuum», la storia del mondo dal Chaos primordiale al tempo della scrittura, e, dall’altro e in modo ben più sentito, instaurare una vera e propria sfida (in latino «aemulatio») con i modelli consacrati,  allora – Eneide virgiliana ai poemi omerici. La scelta è caduta sulla narrazione delle vicende di un “duale” – così detto, più forte ed espressivo il vocabolo rispetto alla normale “coppia” – costituito da Tiresia e Narciso, personaggi  accomunati dall’organo della vista, che, secondo Aristotele, ci offre maggiori esperienze rispetto alle altre sensazioni, rendendoci chiare tutte le differenze fra le cose (parafrasi libera di Metafisica, A, 1, 980a Bekker).
A cura del Gruppo Scrittori Ferraresi

Conferenze e Convegni giovedì 31 gennaio 2019 ore 17

Lev S. Vygotskij: le vie dell’uomo verso la libertà e l’individualità

Conferenza di Giovanni Fioravanti

Introduce Nicola Alessandrini
Nel 1978, sulla New York Review of Books, il filosofo Stephen Toulmin consacrò Lev Vygotskij come «il Mozart della psicologia», un genio pari al grande musicista, un innovatore le cui idee avrebbero potuto produrre chissà quali risultati in psicologia se non fosse morto prematuramente, a soli 37 anni. Di Vygotskij si è detto “una voce che emerge dal futuro”. Gli dobbiamo molto e portiamo gravi responsabilità nei confronti del suo pensiero. Il titolo dell’incontro prende a prestito il giudizio che Bruner dà dell’opera dello psicologo e pedagogista russo: una descrizione delle vie dell’uomo verso la libertà e l’individualità. Nelle radici storico-culturali del pensiero di Vygotskij sta la valorizzazione, l’importanza della base culturale di ciascuno di noi, fondata sulle relazioni e sulle connessioni inter-individuali dalla famiglia, alla scuola, alla società. La trasfo rmazione dell’apprendimento, questo è il contributo riconosciuto mondialmente di Vygotskij, l’evoluzione del concetto di apprendimento e delle pratiche scolastiche sotto l’influenza della teoria storico-culturale.
Per il ciclo “I colori della conoscenza – La lingua e i linguaggi” a cura dell’Istituto Gramsci e Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara

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