Società

Equilibri precari

Stato di crisi, espressione di conio sociologico, indica in modo compiuto il senso del nostro esistere, del nostro, in senso etimologico, stare fuori, senza conoscere il nostro da dove né, tantomeno, il nostro per dove. La crisi da sempre ha connotato di sé l’essere al mondo: la vita è, per statuto ontologico, faticosa. Oggi lo è certamente in modo eclatante. Viviamo un’età senza certezze, riferimenti saldi, sia sotto il profilo esistenziale che comunitario. Tale è la ‘malattia’ del tempo in cui ci è dato vivere, la post-modernità. I nostri, per dirla con Bauman, sono anni liquidi, prodotto delle nuove modalità produttive del capitalismo cognitivo e transnazionale. In epoche siffatte, la letteratura e il pensiero sono chiamati a svolgere un ruolo essenziale: registrare sismograficamente i movimenti tellurici che animano, dall’interno, il presente, per rintracciarvi, non solo le cause che li hanno determinati, ma anche eventuali uscite di sicurezza.

A tale compito risponde un volume di recente pubblicazione di cui è autrice Angela Flori, Equilibri precari, da poco nelle librerie per i tipi de il seme bianco (per ordini: info@ilsemebianco.it, euro 13,90, pp. 139). Si tratta di una silloge di racconti brevi. Non poteva, del resto, essere diversamente: al nostro tempo, stante la lezione di Heidegger, è preclusa la via del sistema e della totalità e pertanto non ci è dato produrre opere conchiuse, ma suggerire itinerari. Ciò che tiene insieme i microcosmi esistenziali che il narrato presenta è, in ultima istanza, l’homo vacuus, succedaneo dell’homo oeconomicus, alle prese con un quotidiano dominato dall’aura salvifica delle merce. Aura caratterizzata dalla paradossalità. Ogni merce, infatti, si rivela deludente e rinvia ad un successivo consumo, in un processo di correlazione di coscienza nel quale, ciò che viene meno, è la possibilità di una vita davvero persuasa. Viviamo nella costante dispersione di noi stessi, dei nostri sentimenti, delle nostre passioni. Siamo attraversati dall’insecuritas e costruiamo rapporti centrati su equilibri precari.

Equilibri-precari-310x434Per questo, l’incipit del libro, il suo primo racconto, si sofferma sulle vicende di una precaria, in senso lavorativo, che riesce a dare momentanea sistemazione alla propria vita solo per tre mesi all’anno, periodo nel quale lavora per il call center dell’‘azienda del benessere’, 6Okay. Flori è attenta osservatrice della realtà, del mondo in cui vive, lo si comprende perfino dal nome della ditta ora ricordata. Il benessere oggi è qualcosa di assolutamente relativo, non ha più nulla a che fare con l’antica salus, ma è commisurato, un tanto al chilo, alla prestanza fisica di narcisi, uomini e donne che abitano e si crogiolano, senza eccessive pretese, nello stato di crisi. Il precariato, non solo economico, è al centro di un altro testo emblematico, Viaggio verosimile nel mondo assurdo della scuola. Queste pagine narrano l’iter tragi-comico di una docente di Lettere, che ottiene l’agognato incarico annuale in una scuola superiore. Impedimenti burocratici, insipienza legislativa, devono essere superati lungo tale strada. Quando l’incarico è ottenuto, l’impatto con la nuova realtà, con i colleghi, con le riunioni dei Dipartimenti disciplinari, è, quantomeno, demotivante. Tali consessi realizzano il trionfo della noia, per cui, quando qualcuno propone la pausa caffè: «Tra assensi mugugnati o semplicemente accordati con l’inchino del capo accennante, s’alzano in molti, trascinano sedie, urtano banchi, transitano sparpagliati tra le file, con lo stesso strepito […] delle scolaresche quando migrano dall’aula» (p. 80). E gli alunni? «Sono studenti senza studio, iniziativa, fatica, contributi» (pp. 84-85) pertanto, gli equilibri su cui si regge la scuola. non possono che essere attraversati dalla precarietà.

Non poteva mancare un racconto dedicato al tema del genere e dell’identità sessuale,  esemplificato fin dal titolo, L’odore di fragole rosse, sinestesia pascoliana che allude alla preclusione dell’esperienza sessuale. E’ una storia tragica che porta con sé un carico di dolore inenarrabile. Si tratta della presa di coscienza di Lorenzo, adolescente che decide di diventare Olimpia, sottoponendosi alla trafila burocratica e medica, necessaria per realizzare giuridicamente e biologicamente il cambio di sesso. E’ un’odissea di timori, di dubbi, di turbamenti, che coinvolgono non solo il protagonista, ma la famiglia. Ne nasce un confronto difficile, un corpo a corpo con il Sé, vissuto dal giovane sulla propria pelle. Il narrato dà voce a questo equilibrio precario, realizzatosi nell’: «attimo esatto in cui (il protagonista) si disse che (Lorenzo) sarebbe morto senza rinunce, anzi con il sollievo delle possibilità che in fretta si fanno e si disfano» (p.15) e, pertanto: «Olimpia è tanto forte quanto Lorenzo aveva la pelle sottile alle ferite. Lei sa cacciare via le lacrime, una dopo l’altra » (p. 19). Ce lo auguriamo, ma temiamo che la vita persuasa, oltre il pianto, esiga l’esplodere del riso.

L’uomo vacuus è sovrastato da un destino ineluttabile: sopportare l’insensatezza nella quale vive, il mondo della post-modernità. L’amore che, etimologicamente, allude alla condizione del senza morte, in una realtà siffatta, è dimidiato, privo di slanci. E’ sentimento senza passione che ha smesso di guardare al sempre e all’eterno, per accontentarsi di un’qui ed ora deludente, feriale. E’ ciò che accade ai protagonisti de, L’amore è una risposta, Luca e Mara. L’allergia per il pelo dei gatti di cui soffre il primo, è segno tangibile della sua impossibilità di comprendere nel profondo la seconda, inveterata gattofila. E’ la storia di un amore sospeso. Mara vive nell’attesa di parole che non arriveranno mai dal compagno, il loro è un amore ormai afono: «Le parole non si possono cancellare: sono spire di serpenti. Se le dici non puoi sbarazzartene, solo ciò che nessuno dice non esiste per davvero». Entrambi vivono in una finzione, che consente a Mara di sperare nel domani, tacitando la mesta realtà dell’oggi.

http://www.barbadillo.it/79716-libri-equilibri-precari-della-fiori-i-rapporti-umani-al-tempo-dellinstabilita/

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Letteratura

Amiche geniali e tempi cretini

sostituite da emozioni omologate di sapore commerciale oltre che da cliché variamente intrecciati secondo i moduli di un artigiano seriale

Il simplicissimus

imageFaccio seguito al post di ieri  Siam tre piccoli porcellin  per concluderlo con l’attualità e per tentare un azzardato paragone che comprende due millenni. Nel post si parlava delle manipolazioni culturali, mediatiche e politiche portate avanti durante la guerra fredda e fino ai nostri giorni operate da Washington attraverso tutti i suoi strumenti, Cia in prima fila. Oggi prendo spunto da uno sceneggiato televisivo di questi giorni, mal imbastito sul filo di un  romanzo “L’amica geniale” che è quasi un prototipo di banalità narrativa oltre ad essere zeppo di cliché all’americana. L’autrice Elena Ferrante è, come si sa un nom de plume, dietro cui molto probabilmente non si nasconde un singolo personaggio, ma un pool di editor come è desumibile dallo stile quasi impersonale che esprime, ma qui possiamo cogliere qualche interessante collegamento: la Ferrante “collettiva” è divenuta davvero nota in Italia solo dopo essere stata celebrata in Usa…

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fantascienza, Letteratura

Regno a venire

Visto che in diverse occasioni ci siamo occupati di Cybercultura, vi proponiamo un nostro libro:

Shopping nel paese di distopia

Hardcover, 78 Pages
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Price: $18.59=€16,36
Prints in 3-5 business days
Tesi di laurea in letteratura inglese condotta sull’originale del libro di J.Ballard “Kingdom come” ed.It. “Regno a venire”
Mentre il libro di Ballard lo trovate su Amazon : https://amzn.to/2QOk2Rr
Ovviamente sono entrambi in italiano
fantascienza

La nube purpurea

M. P. Shiel, "La nube purpurea"

M. P. Shiel, “La nube purpurea”, Urania Collezione n. 192, gennaio 2019

A gennaio 2019 esce in Urania Collezione n. 192 la nuova traduzione di un grande classico della fantascienza, “La Nube Purpurea” di Matthew Phipps Shiel. Abbiamo incontrato Davide De Boni, che ha curato questa versione del testo.

 

Ciao Davide, innanzitutto una domanda introduttiva: perché tradurre di nuovo “La nube purpurea”? E come ti sei confrontato con la precedente traduzione di J. Rodolfo Wilcock?
Ciao, Redazione. L’esigenza di proporre una nuova traduzione è nata dal fatto che la versione di Wilcock risale al 1967, e da allora non ha subito alcun aggiornamento: di qui la necessità di “svecchiarla” per renderla più compatibile con i lettori d’oggi. Oltretutto, trattandosi di una traduzione d’autore, Wilcock si era concesso alcune libertà stilistiche, che in parte si discostavano dal testo originale di Shiel. Con questa nuova traduzione, perciò, ho cercato di riavvicinarmi allo stile originario del romanzo, recuperandone la suggestività e le atmosfere più autentiche. Chi ha letto la traduzione precedente scoprirà per la prima volta anche alcuni brani che erano stati omessi nelle edizioni passate.

Il romanzo di Matthew Phipps Shiel risale all’inizio del secolo scorso (1901). Ha ancora qualcosa da dire al pubblico del XXI secolo?
Assolutamente sì: a dispetto della veneranda età, questo romanzo è straordinariamente attuale, sia per i temi che per le modalità con cui li affronta. Shiel ci accompagna in un viaggio nei meandri dell’animo umano, esplorando il peso della solitudine, i mali di una società votata al consumo e all’indifferenza, l’incapacità dell’uomo di imparare dai propri errori, ma anche la bellezza e l’ingenuità che si celano in ciascuno di noi, l’ambizione che nonostante tutto ci guida, e il destino comune che lega ogni individuo in questo mondo e livella qualsiasi disuguaglianza. In questo senso, cento e passa anni sulle spalle non impediscono a La nube purpurea di avere ancora molto da insegnarci

http://blog.librimondadori.it/blogs/urania/2018/12/20/urania-collezione-192-matthew-phipps-shiel-la-nube-purpurea/

conferenza

Pico Deodato Cavalieri

Conferenze e Convegni martedì 18 dicembre 2018 ore 17

L’invenzione delle razze. Ottant’anni dopo le leggi razziali

Incontro con Guido Barbujani

Introduce Giuseppe Ferrara
La parola razza è tornata di moda proprio a ottant’anni dalla Promulgazione delle Leggi Razziali. Ma siamo sicuri di sapere cosa significhi esattamente razza, e abbiamo effettivamente motivo di credere che la specie umana sia costituita di razze biologiche diverse, come i cani o i cavalli? Il Professor Guido Barbujani, docente di genetica presso l’Università di Ferrara e autore di numerosi testi significativi sull’argomento (Gli africani siamo noi. Alle origini dell’uomo, L’invenzione delle razze. Capire la biodiversità umana, Sono razzista, ma sto cercando di smettere, Europei senza se e senza ma. Storie di neandertaliani e di immigrati, Dilettanti. Quattro viaggi nei dintorni di Charles Darwin, Questione di razza), ci accompagnerà in questo incontro tra Storia e Scienza.
Con il Patrocinio del Gruppo Scrittori Ferraresi e dell’Accademia delle Scienze di Ferrara.

Incontro con l’autore mercoledì 19 dicembre 2018 ore 17

Cus’ha fat la Spal?

Presentazione del libro di Roberto Tonioli

Dialoga con l’Autore il giornalista Ruggero Veronese.
“Ciascuno conserva piccoli frammenti, ricordi apparentemente insignificanti eppure scolpiti nella memoria che riaffiorano in un gesto, un immagine, un libro. E non se ne andranno mai.” Per fortuna. …..A mia madre il calcio non interessava proprio per nulla. Ma “Cus’ha fat la Spal?” l’ha sempre chiesto, anche molti anni dopo, quando gli avversari non si chiamavano più Milan o Inter o Juve ma Imolese, Aquila Montevarchi o Mezzolara. Perché? Ma perché la Spal faceva parte di tutti, anche dei tanti che allo stadio non avrebbero mai messo piede, come lei. Era quasi un mantra, un modo di dire. “Admènga a vag a la Spal…” non è mica da tutti. A Milano non si dice “vado al Milan”, a Torino “vado alla Juve”, a Napoli “vado al Napoli”. Solo qui si diceva, e si dice, “Admenga a vag a la Spal!”. E il lunedì, giorno di mercato, era scontato il “iet andà a la Spal?” Sei andato alla Spal? Io sognavo di andare alla Spal, a vedere una partita vera. Babbo lo prometteva, e io aspettavo, aspettavo, aspettavo.”
Ripercorrendo alcuni episodi della propria biografia, l’autore ci porta in viaggio lungo la storia recente di Ferrara che è anche la storia della sua squadra, ricca di aneddoti, sogni e passioni biancoazzurre.
Roberto Tonioli è nato e vive a Ferrara. Nel 2010 ha pubblicato il suo primo romanzo “Le città del tempo” (Giraldi Editore) e nel 2011 il suo secondo romanzo “Zucchero Brillante” (Este Edition).

Conferenze e Convegni giovedì 20 dicembre 2018 ore 16,30

It’s Christmas Time!!!

100 anni di emozioni del Natale in musica, nelle canzoni e nella vita di Frank Sinatra

A cura di Stefano Caracciolo
Le celebrazioni sacre della Natività hanno ispirato musiche meravigliose ed immortali dalle sacre rappresentazioni medioevali fino alle recenti canzoni dei giorni nostri. Il permanere di composizioni musicali religiose e di tradizione ha definito un ‘corpus’ musicale vario ed eterogeneo che spazia dagli antichi inni popolari europei (Christmas Carols, accreditate dal 1400) alla musica colta di Bach, Haendel e Vivaldi fino ai più moderni ed eterogenei esempi della musica leggera popolare. La canzone più diffusa, White Christmas di Irving Berlin (1940), è rimasta leader incontrastata delle classifiche di vendite dei dischi nel dopoguerra e prima dell’avvento del digitale.
Ma le emozioni del periodo natalizio, legate alle diverse culture, usanze, tradizioni e, naturalmente, alla fede religiosa, sono strettamente connesse alla esecuzione e all’ascolto di musiche cosiddette ‘natalizie’ le cui determinanti emotive ruotano intorno ad emozioni positive come la gioia, la sorpresa, la anticipazione ansiosa positiva dell’imminente arrivo dei giorni di festa, carichi di risonanze religiose ma anche di aspetti familiari, di tradizioni ed usanze gastronomiche e di comportamenti positivi, prima fra tutte la consuetudine dello scambio di doni.
Il festeggiamento del Natale nel mondo si confronta però inevitabilmente con le moderne ‘canzoni’, confinate per lo più nella durata obbligata di 3 o 4 minuti dei dischi ‘microsolco’ a 45 giri che sono state originariamente interpretate dalle celebri voci di cantanti ‘confidenziali’ – in inglese ‘Crooners’ -, per lo più statunitensi, nella seconda metà del secolo scorso, quali Bing Crosby, Nat King Cole, Perry Como e, naturalmente, Francis Albert Sinatra detto Frank.
Nella vita di Frank Sinatra (1915-1998), figlio di immigrati italiani, una alternanza di strepitosi successi e di fasi depressive di crisi ha caratterizzato la sua parabola di cantante, attore di cinema e produttore. Le canzoni natalizie hanno costruito una grande parte del suo enorme successo discografico per il suo peculiare stile canoro, caratterizzato dal timbro caldo e profondo della sua voce (da cui il soprannome ‘The Voice’) e dallo spontaneo e unico effetto di ‘glissando’, che gli hanno consentito inoltre di spaziare dal swing al blues, dalla bossanova alla musica latino-americana, dalla canzone napoletana al pop.
Stefano Caracciolo, medico, psichiatra, psicologo, psicoterapeuta, professore ordinario di Psicologia Clinica – Università di Ferrara / Az.USL di Ferrara. Autore di oltre 150 pubblicazioni a stampa su riviste scientifiche italiane ed estere del settore, nonché di diverse monografie, socio di numerose Società Scientifiche nazionali e internazionali. Dirige e coordina il Centro Interaziendale per i Disturbi del Comportamento Alimentare.
Per il ciclo Anatomie della mente – Conferenze dei Giovedì di Psicologia – Anno Dodicesimo, in collaborazione con la Sezione di Neurologia, Psichiatria e Psicologia Clinica della Facoltà di Medicina, Farmacia e Prevenzione dell’Università di Ferrara

Mostre Dal 27 novembre 2018 al 2 febbraio 2019

​Pico Deodato Cavalieri, la sua città, le sue guerre

A cura di Enrico Trevisani, Donato Bragatto e Paolo Varriale

Inaugurazione martedì 27 novembre 2018 ore 17
Una pubblicazione e una mostra dedicata a Pico Cavalieri nel Centenario della Grande Guerra
Il Servizio Biblioteche e Archivi del Comune di Ferrara e l’Associazione Pico Cavalieri nella ricorrenza dell’ultimo anno del Centenario della Grande Guerra vogliono ricordare Pico Deodato Cavalieri, valente pilota della Prima guerra mondiale, che si è distinto in numerose azioni tra cui quella del bombardamento alla fabbrica di siluri di Fiume, ricevendo per questo la Medaglia d’Argento al Valore.
La mostra ripercorre, attraverso i materiali documentari e fotografici del fondo famigliare, la vita civile e militare di Pico che, dalla partecipazione alle Grandi Manovre del 1903, giunge sino al 14 gennaio del 1917, data in cui perde la vita in un incidente aereo, durante un volo, ad Arona, sul Lago Maggiore. La ricca documentazione fa riferimento in particolare alla sua partecipazione alla Guerra di Libia e soprattutto alla Prima guerra mondiale, dove assolve numerosi compiti sia di comando che come mitragliere, osservatore e poi pilota sui bombardieri Caproni Ca.3. L’esposizione, nella quale saranno esposti documenti originali, pannelli fotografici e vari oggetti, sarà allestita, nella Sala Ariosto della Biblioteca Comunale Ariostea a Ferrara e sarà visitabile dal lunedì al sabato e ad ingresso gratuito.
L’inaugurazione è prevista per mercoledì 27 novembre alle ore 17 alla presenza di numerose autorità civili e militari a testimonianza del ruolo di primo piano che ha avuto il protagonista di questa storia che travalica gli ambiti cittadini.
Il materiale storico utilizzato proviene dai fondi dell’Archivio Storico Comunale, del Museo del Risorgimento e della Resistenza, del Centro di Documentazione Storica-Centro Etnografico Ferrarese e dell’Associazione Pico Cavalieri.
La mostra inoltre si avvale della partecipazione dell’Aeronautica Militare – Comando Operazioni Aeree di Poggio Renatico ed Ufficio Storico AM e del Comando Aeroporto Militare di Aviano.
Collaborano all’iniziativa il Comune di Lugo – Museo Baracca, il Comitato delle Associazioni Patriottiche Combattentistiche d’Arma e Culturali di Casa della Patria “Pico Cavalieri”, l’Associazione Arma Aeronautica sez. di Ferrara.
Accanto alla mostra, verrà edita una pubblicazione che conterrà materiali documentari e fotografici per lo più inediti. La pubblicazione sarà presentata il 28 novembre presso la Casa della Patria “Pico Cavalieri”, sede dell’Associazione nell’ambito delle serate storiche “Sulle Tracce della Grande Guerra”, 2014 – 2018 Ricordare la Grande Guerra.
L’iniziativa nel suo complesso è realizzata grazie al contributo di Endas Emilia Romagna, nell’ambito del progetto regionale culturale Intrecciare cultura sostenuto dalla Regione Emilia Romagna.
La mostra e la pubblicazione godono del patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri

fantascienza

In ricordo di Giuseppe Lippi

Giuseppe Lippi (Stella Cilento, 3 luglio 1953 – Pavia, 15 dicembre 2018), curatore di Urania dal 1990 al 2018.

 

Ci ha lasciati la scorsa notte Giuseppe Lippi, nostro storico curatore fin dal 1990. 65 anni di età, di cui 28 dedicati anima e corpo a Urania.

Giuseppe era una persona poliedrica, oltre che redattore è stato autore, giornalista, saggista e traduttore. Andava particolarmente fiero di aver realizzato l’edizione di tutti i racconti di H. P. Lovecraft, usciti in quattro volumi tra il 1989 e il 1992 sugli Oscar Mondadori.

Ha collaborato anche con la rivista Robot dell’editrice Armenia, con Mursia, Arnoldo Mondadori Editore, Delos Books, Bonelli e molti altri.

Giuseppe ha fatto moltissimo per la fantascienza italiana, per esempio sostenendo e facendo crescere il Premio Urania, introdotto un anno prima del suo sbarco sul pianeta omonimo.

La malattia lo accompagnava ormai da vari anni ed era in ospedale da un paio di settimane.

Come scrisse Giuseppe stesso su Urania Millemondi n. 3 (ne L’uomo senza qualità): «L’esistenza è un affar pieno di senza, / Di rinunce, d’affanno e d’astinenza, / Ma io dico al lettor che ha sapienza / Quest’adagio ripeti: Pazienza e Fantascienza

Addio, Giuseppe, e grazie di tutto. A rivederci su un altro pianeta, su un altro piano di esistenza o, come sempre, nei nostri sogni che ci portano oltre il tempo e lo spazio, nel regno della Fanta(scienza)sia.

 

Il ricordo di Franco Forte

«Ho incontrato Giuseppe diverse volte nella mia vita. La prima è stata più di trent’anni fa, in un ospedale, quando io portavo mio fratello per delle cure per una malattia che lo aveva colpito, e lui era uno degli altri pazienti, affetto dallo stesso male di mio fratello. In quelle occasioni si parlava poco, i pensieri erano tutti per il travaglio che stavamo vivendo. Mio fratello non ce l’ha fatta, mentre Giuseppe sì, per fortuna. La seconda volta in cui ho allacciato relazioni profonde con Giuseppe è stato quando, verso la metà degli anni ’90, mi ha chiesto di scrivere degli articoli da mettere in appendice a Urania (curavo una rubrica chiamata “Cyberscopio”), di preparare le introduzioni a diversi libri e persino curare con lui una antologia tutta italiana, un Millemondi che uscì con il titolo Strani giorni. E infine, la terza tappa di questi incroci è avvenuta quando, nel 2011, sono diventato editor di Urania, di cui lui era curatore. Un’avventura intensa e piena di alti e bassi (Giuseppe non era certo una persona facile con cui rapportarsi, in certe situazioni professionali), che però mi ha insegnato molto. Immagino che ci sarà una quarta tappa, un incontro da qualche parte quando anche per me arriverà il momento di dire stop. Dove e quando non lo so, ma mi auguro di ritrovare un po’ di serenità nello sguardo di Giuseppe. E nel mio.»

 

Se volete, lasciate anche voi il vostro ricordo di Giuseppe Lippi nei commenti.
Il funerale si terrà a Pavia lunedì 17 dicembre alle ore 15.

http://blog.librimondadori.it/blogs/urania/2018/12/15/in-ricordo-di-giuseppe-lippi/

libri

Un giro di piazza


Anche la foto di copertina è dell’autore

Fabrizio Resca è nato a Ferrara nel 1956, Laureato presso l’Univer-sità di Ferrara con una tesi in antropologia culturale, tour leader e travel consultant professionista, ha esordito con la silloge di poesie Viaggio infinito (1989) a cui hanno fatto seguito Passi nella polvere (1991), Anime di passo (1998), Le nubi del Caribe. Appunti di viag-gio in poesia (1999), Fata Morgana (2000), Intervalli di marea (2001), II gioco delle Parche (2001). In narrativa ha pubblicato il vo-lume di impressioni di viaggio Odore di Russia (1995), il romanzo breve II volo del gabbiano azzurro (2002, premio “Niccolini”, Fer-rara 2003), Pensieri on the Road (2007) e Pensieri on thè Road (again) (2010), nonché altri racconti ed articoli pubblicati in varie antologie e riviste nazionali.

filosofia

Lutto a San Felice

Si è spento, a Trento, il professor Maurizio Malaguti, professore  universitario di Filosofia teoretica

Nato a San Felice sul Panaro nel 1942, Maurizio Malaguti si è laureato in Filosofia teoretica all’Università di Bologna sotto la direzione di Teodorico Moretti-Costanzi e ha proseguito il suo percorso accademico all’Alma Mater, dove ha coniugato lo studio della metafisica antica e medievale, nel solco della quale ha inserito la sua riflessione teorica, a quello degli esponenti più significativi della filosofia degli ultimi secoli (senza dimenticare l’amato Dante, indagato sotto un profilo schiettamente filosofico).

Nel percorso del professor Malaguti ricerca e insegnamento sono stati sempre inestricabilmente intrecciati, e all’acume dello studioso si è sempre accompagnata l’umanità profonda e generosa della persona. Docente prima di Filosofia della religione e poi di Ermeneutica filosofica e Filosofia teoretica, ha saputo trasmettere a generazioni di studenti la sua passione per la ricerca e una tensione costante (per usare una delle sue espressioni preferite) a “vivere in filosofia”. Negli ultimi anni ha portato il suo insegnamento anche agli studenti detenuti nel carcere bolognese della Dozza, contribuendo all’attività del Polo Universitario Penitenziario.

Oltre a insegnare nei corsi di laurea filosofici, Maurizio Malaguti ha svolto attività di tutorato nel Collegio Superiore dell’Alma Mater. Nel 1996 gli è stato conferito il sigillo dell’Università degli Studi di Trnava (Slovacchia), nel 1998 il sigillo della Université de Bourgogne, nel 2003 il sigillo della Université de Montpellier, nel 2006 il sigillo della Università di Budapest e nel 2010 il sigillo dell’Università Ca’ Foscari (Venezia). È stato membro del Consiglio di Amministrazione della Association des Sociétés de Philosophie de Langue Française (ASPLF), per la quale ha curato l’organizzazione di alcuni congressi internazionali.

I colleghi dell’Università di Bologna, si legge in una nota dell’ateneo, consapevoli dell’inestimabile contributo che le sue rare doti di studioso e il suo tratto affabile e gentile hanno apportato alla ricerca e alla vita del Dipartimento di Filosofia e Comunicazione e dell’intera comunità accademica, lo ricordano con profondo affetto e riconoscenza.

 

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editoria

Idee Romane

Presentato durante la  17ª edizione di Più libri più liberi, che si è svolta per il secondo anno consecutivo alla Roma Convention Center La Nuvola all’EUR, un progetto che tende a rivoluzionare il settore editoriale.

A fronte di un mercato che vive una crisi che non ha riscontri negli altri paesi occidentali, dove a un’alta produzione di libri corrisponde una bassa percentuale di lettori, che diminuisce anno dopo anno, fa riscontro una presenza massiccia di editori, tra grandi e piccoli circa 1500, con un numero abnorme di titoli pubblicati: 61.188, per un totale di 129 milioni di copie! (dati 2016)

Se consideriamo che ogni anno transitano presso il cimitero dei libri di Santarcangelo di Romagna, via del Progresso n.21, circa 500 milioni copie, per un totale di 10.000 titoli, di cui il 15% finisce al remainder mentre il resto viene inesorabilmente distrutto, appare del tutto evidente che una qualche soluzione vada cercata.

Il progetto che ci è stato proposto dall’ AD de l’Asino Editore è semplice e geniale: il cliente lettore prenota il libro prima che venga dato alle stampe, con la possibilità di intervenire sulla trama, sulla struttura, sul punto di vista del narratore, addirittura sulla scelta dei personaggi, oltre che sul genere: romanzo (più di 60.000 parole), racconto (almeno 2000 parole), novella.

L’esordio di questa nuova forma editoriale ci è stata affidata per una copia pilota per verificarne la reale fattibilità, mentre in piena autonomia abbiamo deciso titolo e copertina. L’editore, non si sa in base a quali valutazioni, ritiene che, come coppia, potremmo rappresentare nella narrativa attuale, ciò che Anne e Serge Golon rappresentarono in quella degli anni sessanta dell’altro secolo.

Noi siamo fiduciosi e ci apprestiamo all’opera.

http://www.900letterario.it/attualita/mercato-editoria-italiana-infografica/

biblioteca

La Gerusalemme Liberata

Conferenze e Convegni lunedì 10 dicembre 2018 ore 17

Il debito dell’uomo verso il mondo animale alla luce della scienza e dello spirito

Conferenza di Annamaria Cugurullo

Introduce Marcello Girone Daloli
Solo di recente l’umanità ha assunto comportamenti più responsabili e amorevoli nei confronti dei suoi fratelli minori, gli animali. Ma per comprendere l’entità dei loro sacrifici, per iniziare a ripagarli dei doni e dei servizi che ci hanno reso, occorre dotarsi degli strumenti di
conoscenza che,anche in questo ambito,ci offre la scienza dello spirito di Rudolf Steiner.
Annamaria Cugurullo, ha lavorato a Milano nel settore saggistica della Mondadori e ha insegnato Discipline giuridiche ed economiche. Si occupa di Antroposofia da quarant’anni privilegiando il percorso “di conoscenza” anche attraverso l’arte – musica e pittura – come espressione del superamento del materialismo. Esponente di diversi gruppo di studi presso la Soc. Antroposofica di Milano, per anni ha tenuto suoi gruppi e conferenze sul messaggio della scienza dello spirito.

Eventi Lunedì 10 dicembre 2018 ore 20,30 presso il Teatro Comunale C. Abbado

Per Ariosto. Poesia, immagini, musica

Evento conclusivo del triennio ariosteo

Alla data del 31 dicembre 2018 il Comitato Nazionale V centenario Orlando furioso, istituito con decreto dal MiBACT nel 2015, concluderà le sue attività. Nel corso del triennio 2016-’18, il Comitato, riunitosi nella sua sede di Ferrara presso la Biblioteca comunale Ariostea, ha programmato una ricca serie di iniziative culturali e scientifiche, puntualmente realizzate in Italia e all’estero, con il supporto finanziario che il Ministero dei Beni culturali ha messo a disposizione nel triennio. La Giunta Operativa – composta da Lina Bolzoni, Ernesto Ferrero, Gianni Venturi – ha progettato per lunedì 10 dicembre 2018 presso il Teatro Comunale C. Abbado una cerimonia pubblica di chiusura delle attività del Comitato, organizzando una serata dedicata al Poeta e all’Orlando furioso. L’appuntamento si articola in un programma tripartito: immagini (video de l regista Garzella), letture dal Furioso (con l’attore Giuseppe Cederna), infine musica con una prima esecuzione d’opera del ferrarese Timoteo Pasini, composta nel 1874 per quel centenario ariosteo.
L’evento è gratuito e tutti i cittadini sono invitati a partecipare per un saluto al “Furioso” e al suo autore e per un arrivederci al 2033 per i cinquecento anni dalla morte di Ludovico Ariosto.

– Programma completo –

Ridotto del Teatro alle ore 20,30
Proiezione del video “IL LABIRINTO DELL’ARIOSTO”
Regia di Lorenzo Garzella, a cura del Gruppo di ricerca della Scuola Normale di Pisa

Teatro C. Abbado alle ore 21
“In viaggio per l’Orlando furioso. Seguendo Angelica che fugge”
Giuseppe Cederna legge il Furioso

Teatro C. Abbado alle ore 22
L’estasi d’Ariosto
Prima esecuzione assoluta dell’Opera di TIMOTEO PASINI (1829-1888)eseguita dalla Filarmonica G. Verdi di Cona di Ferrara diretta da Enrico Roccato

Eventi martedì 11 dicembre 2018 ore 17

Conservazione e restauro nella vita quotidiana

Esperienze professionali e suggerimenti pratici al servizio del patrimonio culturale pubblico e privato

Tavola rotonda con:
Massimiliano Furini
Problemi di consolidamento e ricostruzione post-sisma. Il caso del campanile pendente di Ficarolo come recupero di un monumento a forte valenza sociale e identitaria.
Loredana Di Marzio
Restauro come occasione di indagini e scoperte storiche e artistiche. La Famiglia Riario e gli affreschi quattrocenteschi ritrovati nel Palazzo Della Volpe di Imola.
Franco Antolini
Conservazione del libro e dell’opera d’arte su carta all’interno della biblioteca e della libreria di casa, con alcuni cenni sul restauro come intervento risolutivo di alcuni danni tipici.
Introduce e modera: Silvia Casotti, edizioni Nuovecarte
Tutti noi siamo abituati a immaginare le tematiche e gli interventi di conservazione e restauro come afferenti ad una sfera tecnica che non può riguardare se non esperti e situazioni eccezionali. In realtà, più spesso di quel che si pensi, gli argomenti e le azioni che attengono al restauro hanno ricadute tangibili su di noi e sulla nostra quotidianità.
A cura di Edizioni Nuovecarte

Invito alla lettura mercoledì 12 dicembre 2018 ore 17

Libri davanti al camino

I consigli di lettura per il Natale della Compagnia del Libro

L’arrivo dell’inverno e l’approssimarsi del Natale da sempre è sintomo e segnale di frenesia quando invece dovrebbe essere un periodo di riposo e adatto a ricaricare le batterie per il nuovo anno. Per la Compagnia del Libro le feste di Natale sono l’occasione per stare davanti ad un camino, sorseggiando una cioccolata in tazza in compagnia di buone letture, tornano quindi i consigli di lettura per il natale, i libri che vorreste trovare sotto l’albero, idee per scoprire nuovi autori o ritrovarne di sempre noti, la possibilità di spaziare tra un genere letterario e l’altro e dei genuini consigli su che libri regalare per Natale. Prima della pausa invernale che ci porterà fino a febbraio per un nuovo incontro in Ariostea, la Compagnia del Libro, mai doma, sarà in sala Agnelli per raccontare quali sono i romanzi che scalderanno maggiorment e le nostre feste invernali, con l’inconfondibile stile di un momento di condivisione tra amici senza mai salire in cattedra ci si confronterà, proponendo una selezione di libri e autori e si ascolteranno anche i consigli anche del pubblico per trovare sempre nuovi romanzi e nuove proposte.
A cura de La Compagnia del Libro di Ferrara

Incontro con l’autore giovedì 13 dicembre 2018 ore 17

Liberata per tutti

Presentazione del libro di Antonio Pirani

Albatros editore, 2018
Il celebre poema cinquecentesco del Tasso, la Gerusalemme Liberata, viene qui interamente ripreso e “tradotto” dal Pirani in un’impresa coraggiosa ed epica, al pari del suo contenuto, così sconcertatamente attuale. Il lettore potrà riscoprire un capolavoro della letteratura italiana scritto con linguaggio semplice, corrente, godendo così di un’opera grandiosa, ricca di pathos e azione, ma non solo; per l’argomento trattato, ovvero la prima crociata, che vide i cristiani partire alla conquista di Gerusalemme, l’occasione è propizia all’autore e ai suoi interlocutori per riflettere sui conflitti di oggi, i fanatismi, gli estremismi che armano gli eserciti e rischiano di condurre il mondo intero a una disfatta pressoché totale. Personaggi memorabili e amori impossibili fanno di quest’opera una lettura incisiva ed esaltante, adatta a lettori di tutte le età; un racconto di guerra che mai com e in questo tempo diventa un forte appello alla pace universale.
Antonio Pirani è nato a Ferrara il 25 luglio 1957. Pensionato dal 2016, dopo aver lavorato per molti anni alle dipendenze di una grande multinazionale del settore energetico, negli anni ha coltivato, da autodidatta, lo studio della storia e della letteratura, dedicandosi alla lettura di testi filosofici e dei grandi classici, spaziando da Omero a Cicerone, Machiavelli, Shakespeare, Goethe… per giungere ai contemporanei Kundera, Montanelli, Spinosa. Liberata per tutti è la sua prima pubblicazione.

Incontro con l’autore venerdì 14 dicembre 2018 ore 17

Divagazioni amorose

Presentazione del libro di Daniela Ginex

Algra Edizioni, 2017
Ne parla con l’autrice Francesca Capossele
Il libro narra, con implacabile precisione e con ironia, la crisi complessa di un uomo di mezza età. Una relazione complicata con una donna più giovane, ex allieva del protagonista, cancella una vita di certezze, che, dopo tutto, non erano poi così fondate e rassicuranti. La strada dell’autenticità non sarà comunque così facile da percorrere e perfino da individuare.
A cura dell’Associazione Amici della Biblioteca Ariostea

Eventi sabato 15 dicembre 2018 ore 9,15 in Teatro Anatomico

EcoMousiké

Laboratorio per l’apprendimento musicale secondo la Teoria di Edwin Gordon

In biblioteca è in gioco l’Audiation: lezioni aperte per bambini da 0 a 3 anni con un genitore  condotte da Barbara Mongiorgi dell’Associazione Ecomousike secondo la Teoria dell’Apprendimento Musicale di Edwin Gordon (MLT).
Partecipazione gratuita previa prenotazione per max 6 coppie bambino genitore
Info: Barbara Mongiorgi 3333022541 mongiorgibarbara@gmail.com
Teoria dell’Apprendimento Musicale di Edwin Gordon concetti e applicazioni.
Per approfondimenti: https://www.audiationinstitute.org/music-learning-theory.html

EcoMousiké – corsi già attivi da novembre

Corsi di musica per bambini basati sulla Music Learning Theory di E.E.Gordon (MLT)
La proposta formativa si articola in tre differenti proposte i cui contenuti e modalità didattiche adeguate all’età degli allievi.
Sviluppo musicale secondo la MLT per bimbi 3-5 anni; Avviamento al Pianoforte secondo la MLT 4-5 anni; MLT Alfabetizzazione Musicale e Pianoforte per bambini della scuola primaria 6+
Sede ed orario dei corsi: Biblioteca Ariostea da Novembre 2018 a Maggio 2019 il Venerdì pomeriggio 16,15 – 18,50.
Per informazioni consultare il sito http://www.ecomousike.com/sedi-dei-corsi/ oppure contattare l’insegnante: Gaetano Caggiano  cell. +393200889294, e-mail info@ecomousike.com

A Cura dell’ Associazione Culturale Ecomousikè