storia

Diritto di assemblea

Ferrara Novembre 1968
11 Oltre 600 studenti sui 1.600 iscritti al liceo scientifico Roiti occupano la scuola. Dichiarano che continueranno l’occupazione fino a quando le autorità scolastiche non si dimostreranno disponibili a discutere le richieste degli studenti: diritto di assemblea, diritti democratici, funzionalità e arricchimento delle attrezzature.
12 II Liceo viene sgomberato dalla polizia. Dopo l’intervento della polizia gli studenti si recano in corteo al provveditorato. Un sostegno alla protesta viene dal presidente dell’amministrazione provinciale.
Lo stesso giorno una folta rappresentanza di giovani dell’Istituto tecnico statale di Ferrara solidarizza con gli operai che occupano l’Eridania.
13 Gli studenti ottengono il diritto di tenere assemblee all’interno degli istituti. La decisione viene annunciata al termine di una lunga riunione dei presidi convocata dal provveditore agli studi dopo aver ricevuto una delegazione di alunni del Liceo Roiti.
20 Nella facoltà di Medicina inizia una “occupazione aperta”, intesa come nuova fase di lotta studentesca per la democratizzazione dell’Università. Negli istituti di biologia e anatomia oltre 150 studenti costituiscono commissioni di lavoro per discutere sia i problemi generali, sia la funzione del medico nella società e la completa riorganizzazione del piano di studi.
27 Gli studenti che occupano Medicina solidarizzano con i lavoratori dell’Eridania in sciopero contro il licenziamento di 142 operai.
29 Viene proclamato uno sciopero generale per l’Eridania al quale, secondo i sindacati, aderiscono oltre il 90% dei lavoratori. Nel pomeriggio alcune migliaia di lavoratori partecipano al comizio indetto dai sindacati. Al termine del comizio si forma un corteo di operai e studenti che percorre le vie della città fino allo stabilimento Eridania  occupato dai lavoratori. Al ritorno un nucleo di dimostranti si dirige verso il Castello Estense dove è riunito il Consiglio provinciale. Senza alcun preavviso, la polizia, schierata per impedire l’ingresso nel Castello, carica i manifestanti. Negli scontri rimane ferito uno studente; altre decine di giovani sono colpiti dai poliziotti.
Grazie all’intervento del presidente della Provincia e di alcuni consiglieri di sinistra i giovani riescono a salire in massa nella sala del Consiglio dove espongono i fatti accaduti poco prima. Al termine dell’incontro i manifestanti formano un corteo, con alla testa il presidente della Provincia e rappresentanti di vari gruppi consiliari, e si recano in Consiglio comunale dove si svolge un nuovo incontro con gli amministratori.
30 II movimento studentesco invita ad una nuova manifestazione nel pomeriggio.

http://books.bradypus.net/sessantotto_lungo_via_emilia

Il diritto fu sancito dai “decreti delegati” nel 1974, solo che gli studenti che lo avevano richiesto, nel frattempo, avevano lasciato la scuola.

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Un pensiero riguardo “Diritto di assemblea”

  1. NONANTOLA. Si apre con una gustosa anteprima la rassegna SALTO NEL SUONO. Mercoledì 14 novembre alle 21 alla Biblioteca di Nonantola in via Provinciale Ovest 57 è in programma una serata interamente dedicata ai suoni del 1968 intitolata “1968 – Erano tutti coinvolti? Rock, canzoni e ribellioni”

    Incontro con Luca Marconi

    A cinquant’anni da quel simbolico anno, Salto Nel Suono apre la programmazione con il musicologo Luca Marconi, per un’anteprima di rassegna che cerca di tracciare il ritratto di un periodo in cui la musica produceva nuove formule ed era nel pieno di mutazioni importanti.

    Rispetto alla storia del Novecento, dopo il centenario dei “dieci giorni che sconvolsero il mondo”, a partire dal gennaio del 2018 ci troviamo nel cinquantenario delle rivolte sessantottine. Se in entrambi i casi la considerazione delle relazioni tra le istanze di eversione e le pratiche musicali risulta opportuna, è soprattutto nei confronti delle ribellioni giovanili dell’anno dei fatti di Valle Giulia e del maggio parigino che i suoni musicali hanno giocato un ruolo fondamentale: un ruolo che chiunque voglia render conto di quell’anno non può ignorare.

    1968 – Erano tutti coinvolti?

    Come ricordava nel 1973 “Storia di un impiegato” di Fabrizio De André, il maggio parigino cantava che in quei giorni tutti erano “coinvolti”. Ma in cosa è consistito il coinvolgimento nei fatti del ’68 del rock e delle canzoni? Per rispondere a questa domanda si distingueranno quattro tipi di azioni musicali rilevabili quell’anno: la cronaca delle rivolte degli “street fighting men” da parte dei Rolling stones e di chi faceva canzoni di protesta, l’espressione di un modo alternativo di pensare il mondo da parte dei cantautori (Dylan in testa), la presentazione di gesti sonori che simboleggiavano la ribellione giovanile da parte di Jimi Hendrix, Jim Morrison e altre icone rock, e il dare “potere all’immaginazione” da parte dei Pink Floyd e di altri gruppi underground.

    The post Rolling Stones e Doors, Jimi Hendrix e Bob Dylan: si parla di musica del 1968 a Nonantola appeared first on SulPanaro | News.

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