fantascienza

Coyote

Uno dei problemi principali dei regimi totalitari, che impongono la stessa ideologia a tutti i loro cittadini, sono quelli che la pensano in modo diverso. Ribelli, anarchici, buonisti, attivisti vari, e pure quelli troppo fanatici dall’altra parte. Nella storia è stato risolto spesso facendoli sparire, o mandandoli in esilio. In futuro potrebbe esserci una soluzione migliore: lasciarli fuggire, o scaricarli direttamente, su un altro pianeta.

Coyote è un pianeta colonizzato da ribelli fuggitivi da un regime oppressivo. È abitato da ogni genere di attivisti politici, ed è diventato anche un luogo nel quale smaltire i terrestri indesiderati. La storia della sua colonizzazione e poi del suo successo è raccontata in tre romanzi di Allen M. Steele, tutti usciti su UraniaCoyoteCoyote Rising e Coyote Estrema Frontiera e molto apprezzati dai lettori della collana da edicola di Mondadori.

Ma la serie non si ferma qui. Steele ha scritto diversi altri romanzi basati sul pianeta Coyote, tra i quali c’è anche il romanzo breve The River Horses, uscito nel 2007 e collocato cronologicamente tra Coyote Rising e Coyote Estrema Frontiera, anche se vive benissimo anche a se stante, senza necessità di aver letto il resto del ciclo. The River Horses esce oggi in italiano col titolo I fiumi di Coyote nella collana Biblioteca di un sole lontano curata da Sandro Pergameno, con copertina di Tiziano Cremonini e nella traduzione di Lamberto Lolli. Dategli una possibilità, potrebbe nascere una nuova passione (con moderazione però, che poi mandano su Coyote anche voi).

NOVITÀ – FANTASCIENZA

Allen M. Steele
I FIUMI DI COYOTE

Un romanzo breve del popolare ciclo del pianeta Coyote

Biblioteca di un sole lontano n. 46

Titolo originale: The River Horses

Traduzione: Lamberto Lolli

Copertina: Tiziano Cremonini

Genere: Fantascienza

ISBN: 9788825407136

Versioni per Kindle e formato epub per tutti i reader e le app per tablet e smartphone

ROMANZO BREVE – PAGG. 88 – EURO 2,99

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Società

L’eunuco occidentale

In un tempo in cui il politicamente corretto ha operato nel maschio gli stessi cambiamenti, vale la pena di rileggersi il saggio di Germaine Greer

L’eunuco femmina di Germaine Greer
(G. Greer, The Female Eunuch, G. Greer 1970)
 


L’eunuco femmina. Il tempo e la società (V-XVII)
Breve profilo del movimento femminista in Italia (XVIII-XXIII)
Riassunto (pp. 9-20)
Corpo (pp. 21-52)
(Genere, Ossa, Curve, Capelli e peli, L’utero maligno)
Anima (pp. 53-146)
(Lo stereotipo, Energia, Bambina, Ragazzina, Pubertà, La materia prima, Lavoro)
Amore (pp. 147-262)
(L’ideale, L’altruismo, Egoismo, Ossessione, Romanticismo, L’oggetto della fantasia maschile, Il mito borghese dell’amore e del matrimonio, Famiglia, Sicurezza)
Odio (pp. 263-330)
(Ripugnanza e disgusto, Insulto, Infelicità, Risentimento,
Rivoluzione (pp. 331-350)
Rivoluzione
Note (pp. 351-365)

Nel 1970 Germaine Greer scrive The Female Eunuch, testo di grande successo destinato a diventare un classico del femminismo angloamericano.
Il Movement americano è a quel tempo articolato in tre correnti principali.
La prima, il cui punto di riferimento è Betty Friedan, è un movimento democratico- borghese impegnato nel promuovere una politica integrazionista.
La seconda è la corrente delle femministe marxiste.
La Greer si colloca nella terza, il Radical Feminism di Kate Millett e S. Firestone, corrente principale del Movement che pone al centro della propria riflessione politica il rapporto uomo-donna e la famiglia.
La tesi della Greer è che la liberazione della donna consiste nel rivalutare sé stessa, riappropriandosi della propria energia. La donna ha infatti perso la sua identità umana e sessuale: è un eunuco femmina. Se il dogmatismo della scienza indica lo stato delle cose come inevitabile e naturale, è compito del femminismo mettere in dubbio e criticare le convinzioni per quanto concerne la normalità femminile.

Nella prima parte, l’autrice osserva i pregiudizi relativi al corpo, ed in particolare alla sessualità femminile. Alla critica alla psicoanalisi, la Greer affianca quella alle femministe che rifiutando la teoria freudiana della sessualità femminile, si limitano ad opporre i due orgasmi femminili senza mettere in discussione quanto la genitalità sia enfatizzata. Se la donna è stata desessualizzata, afferma la Greer, occorre invece valorizzare e liberare la sessualità senza ridurla alla genitalità.

La dea della civiltà dei consumi è un prodotto artificiale; cerchiamo di esaminare allora come questo prodotto viene costruito, occupiamoci della manifattura dell’anima.
Nella seconda parte l’autrice analizza come avviene la soppressione dell’energia nella donna e come si procede alla costruzione dello stereotipo dell’eterno femminino, nelle fasi che vanno dall’essere bambina, alla ragazzina, alla pubertà e poi più oltre, nel corso della vita.

Un aspetto della perdita d’identità consiste nella perdita della capacità di amare, che la Greer studia nella terza parte, amore. La femminista inglese definisce l’amore come un sentimento possibile solo inter pares e tra soggetti capaci di amore in primo luogo verso sé stessi. Ma la donna non possiede questo tipo di amore, essendo quasi sempre parte di un rapporto di coppia sado-masochistico. La Greer procede osservando i miti dell’amore ed affermando che, se la famiglia sopravvive, è anche perché le donne non sanno liberarsi dalla potenza del mito. Può essere interessante notare che in quest’occasione la femminista dimostra apprezzamento per la grande famiglia contadina valorizzandone gli aspetti comunitari.

La quarta parte è dedicata all’odio, degenerazione di un amore malato e pervertito, nelle sue forme masochiste e sadiche.

Infine l’ultima, rivoluzione, delinea una forma di possibile correzione dell’impiego negativo che gli uomini e le donne fanno delle proprie energie. E’ importante sostituire la costrizione e la coazione col piacere inteso come liberazione dell’eros di cui l’uomo dev’essere parte attiva. Le donne hanno paura della libertà, ma questa paura è parte della conservazione dello status quo. Rifiutare la polarità maschio-femmina, significa per le donne come per gli uomini, accettare l’esistenza del rischio e la possibilità dell’errore.

https://www.amazon.it/Leunuco-femmina-Germaine-Greer/dp/B01N0TIOYQ/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&qid=1539593121&sr=8-1&keywords=eunuco+femmina&linkCode=ll1&tag=terzapaginain-21&linkId=dcc616518c8fa71594ca77e29f942998&language=it_IT

biblioteca, conferenza

Le viaggiatrici

Un uomo assolutamente buono. L’Idiota di Dostoevskij

lunedì 15 ottobre 2018 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara
Sala Agnelli

Conferenza di Daniela Rizzi (UniVE)

In occasione dello spettacolo di danza “The Idiot” in scena il 16 ottobre al Teatro Comunale Claudio Abbado, Daniela Rizzi introduce e rilegge il capolavoro di Dostoevskij, che ha ispirato il coreografo giapponese Saburo Teshigawara a trasformare in movimento la sofferenza e la bontà d’animo del principe Miskyn.
Per il ciclo “Libri in scena” a cura dell’Associazione Amici della Biblioteca Ariostea e del Teatro Comunale Claudio Abbado

Album di una vita

martedì 16 ottobre 2018 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara
Sala Agnelli

Presentazione del libro di Ada Negri

Este Edition, 2018 – Collana Faber
Dialogano con l’Autrice Gina Nalini Montanari e Riccardo Roversi
Questo album fotografico spazia dall’infanzia di Ada Negri ai giorni nostri; comprende foto delle tappe fondamentali della sua vita, delle circostanze che l’hanno vista impegnata o gratificata, immagini delle persone care, degli amici e dei personaggi importanti che ha incontrato; foto di molte città visitate durante numerosi viaggi e crociere e quelle dei luoghi ove ama tornare, di panorami, fiori e bellezze naturali, dei circoli culturali che frequenta, di sports praticati.
Ada Negri ha fatto molti viaggi, anche all’estero e, in pensione, ha scritto una ventina di libri di poesia e saggistica, per i quali ha ricevuto numerosi Premi letterari, fra i quali il “Colosseo d’Oro”, il “Lucus Feroniae”, il “Leonardo da Vinci” ecc. Fa parte di diversi circoli culturali e coltiva vari hobbies, fra i quali la pittura e la fotografia.

Il Grande Fiume

mercoledì 17 ottobre 2018 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara
Sala Agnelli

Viaggio letterario lungo il Po ed il suo territorio

Letture e analisi di Alberto Amorelli, Silvia Lambertini, Elisa Orlandini, Stefano Poledrelli e Sabina Zanquoghi.
Con la partecipazione dell’Associazione culturale Fiumana di Ferrara.
Il Po è insieme Natura e Cultura. Gli scrittori l’hanno sempre saputo” (Marco Belpoliti)
Nell’immaginario collettivo il Po veste un ruolo ragguardevole, soprattutto per chi, come noi, vive nel territorio che nel corso dei millenni ha formato e che da sempre attraversa.
Protagonista di una memoria letteraria fertile e ricchissima – che passa da Zavattini a Bacchelli, da Guareschi a Pavese – il nostro Grande Fiume è sì linea di confine, ma anche punto di unione di tradizioni, di stili di vita e di linguaggi.
Durante l’incontro la Compagnia del Libro affronterà questo micromondo attraverso alcuni richiami alla letteratura più classica, per poi passare a romanzi contemporanei, anche grazie al prezioso contributo dell’associazione culturale Fiumana, che da anni propone iniziative atte a mantenere vivo il rapporto tra gli abitanti del nostro territorio e il Po, rivalorizzandolo come via di comunicazione e di scambio, risorsa ambientale e identità culturale.
A cura della Compagnia del libro di Ferrara

Le Viaggiatrici

giovedì 18 ottobre 2018 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara
Sala Agnelli

Conversazione con Emiliana Losma e Cristina Balma Tivola

Ne parlerà con le autrici Francesca Mariotti, presidente dell’Associazione culturale Olimpia Morata.
Nuovo incontro di SLOW READING con “Le Viaggiatrici – DONNE ALTROVE”, con Emiliana Losma  e Cristina Balma Tivola. Una donna che viaggia da sola ancora oggi sorprende. Nella storia, tuttavia, sono presenti molte avventuriere – donne intrepide, curiose viaggiatrici – che hanno esplorato luoghi sconosciuti attraversando oceani e continenti, lanciandosi in imprese straordinarie, tracciando nuove vie, stabilendo primati. Non c’è solo il modello “angelo del focolare”, a nostra disposizione: al di là di questo ve ne sono ben altri che possiamo incarnare! Basta lasciarsi ispirare da Freya Stark, Nellie Bly, Jeanne Baret e Louise Michel – nostre antenate/progenitrici incontrate da Emiliana Losma durante le sue ricerche d’archivio – o da Nathalie, da Erika, dalla regina di Portimaõ – che Cristina Balma Tivola ha ritratto nel libro di racconti di viaggio “Andare altrove“.
Un racconto a due voci ve le farà conoscere portandovi lontano geograficamente, ma dimostrandovi altresì che la distanza dall’immaginazione alla realizzazione d’un desiderio può essere ben più ridotta di quanto non sembri al primo sguardo.
A cura dell’Associazione Culturale Olimpia Morata di Ferrara

La famiglia islamica nelle società occidentali

venerdì 19 ottobre 2018 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara
Sala Agnelli

Conferenza di Sumaya Abdel Qader

Presentazione di Piero Stefani
Quando si parla di islam, spesso, è la figura della donna ad essere oggetto di maggiore attenzione, studio, polemica, dibattito, ecc. Spesso, purtroppo, in modo estemporaneo e decontestualizzato. Difficilmente si sente parlare del più ampio tema della famiglia nella sua globalità e specificità, dove certamente la figura della donna ha un ruolo di rilievo, ma non è l’unico soggetto presente. Nella mia relazione cercherò di offrire nozioni di base e spunti di riflessione, se pur in modo sintetico e non esaustivo, partendo dalla tradizione classica islamica (in merito al tema in oggetto) per arrivare a cogliere le nuove sfide che gli attuali contesti socio culturali lanciano dando il via ad una interessante spinta generativa nella via dell’esegesi/interpretazione/fatawi ecc. Svilupperò il discorso cercando di toccare in particolar modo i seguenti quattro punti avendo cura di arricchirli con esempi concreti:
– Il senso della famiglia nell’islam: un progetto di vita.
– La relazione uomo donna, tra diritti e doveri.
– Dopo Dio e il Profeta, i genitori.
– L’educazione dei figli.
– La famiglia musulmana in occidente -contesto di minoranza-, tra tradizione e cambiamenti, quali criticità e o opportunità.
Per il ciclo “La società degli individui – Famiglie” a cura di Istituto Gramsci e Istituto di Storia contemporanea di Ferrara

 

libri

Lo sprecato

In questo libro, lo «Sprecato» Raffaele La Serra, classe 1920 e Volontario di Guerra, ci racconta la sua storia, che è stata poi la storia di tanti soldati italiani, in modo vivo e spesso ironico, narrando la sua esperienza di guerra tra i Bersaglieri della Divisione Ariete nelle battaglie di corazzati in Nord Africa nel 1941, quindi nel rinato XXXI Battaglione Guastatori in Italia e dopo l’8 settembre 1943 nel Battaglione Guastatori Alpini Valanga della Decima Flottiglia MAS, coinvolto nelle operazioni di controguerriglia e di difesa del confine orientale dell’Italia nel 1944-1945, distinguendosi nei duri scontri contro il IX Corpus di Tito nella Valle dell’Isonzo e a Tarnova.In appendice, oltre alle fotografie di proprietà dell’autore, sono presentate numerose rare foto dell’archivio del ricercatore Riccardo Maculan e di veterani del Battaglione Valanga.

storia

Il 1968 a Bologna

mircoUn anno fa, in occasione del quarantennale dal 1977, la Soprintendenza archivistica e bibliografica dell’Emilia Romagna si fece promotrice di un progetto orientato a portare gli archivi bolognesi, e con essi l’intera città, a riflettere su un periodo storico che aveva rappresentato per Bologna un tornante importante nel secolo passato. Ne nacque la mostra Millenovecento77. Quarant’anni dopo: documenti dagli archivi e dalle biblioteche bolognesi, un percorso espositivo allestito nei mesi di maggio e giugno del 2017 in Archiginnasio e poi riproposto in forma virtuale, unitamente a un momento seminariale, in Archivio di Stato a Bologna nel successivo mese di settembre nell’ambito delle Giornate europee del Patrimonio.

Il bilancio di quell’esperienza – che aveva visto coinvolti numerosi Istituti di conservazione cittadini – fu più che positivo tanto che, durante la ricordata giornata seminariale di settembre, venne condivisa l’opportunità di proseguire lo scavo documentario anche sullo snodo del 1968, cogliendo l’occasione del cinquantennale che sarebbe caduto di lì a poco. È nata così l’idea di allestire una nuova mostra che – dopo un lavoro preparatorio durato oltre un anno – si è concretizzata nell’esposizione Non è che l’inizio: tracce del ’68 negli archivi bolognesi, che si inaugura l’11 ottobre 2018 nelle sale dell’Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna ed è attesa nella Sala d’Ercole del Comune di Bologna durante il successivo mese di novembre.

Rispetto al progetto incentrato sul 1977, questa seconda esposizione ha visto accrescere il numero degli Istituti coinvolti. Si è infatti passati da sei a tredici archivi, pubblici e privati cittadini. Vale la pena ricordarli tutti: Archivio di Stato di Bologna, Regione Emilia-Romagna, Città metropolitana di Bologna, Biblioteca dell’Archiginnasio, Fondazione Gramsci Emilia-Romagna, Camera del lavoro di Bologna, Archivio storico CISL metropolitana bolognese, Archivio storico della nuova sinistra “Marco Pezzi”, Archivio storico dell’Università di Bologna, Archivio di storia delle donne, Archivio storico UDI Bologna, Archivio storico Unione fotografi organizzati, Istituzione Gian Franco Minguzzi.

Questa grande partecipazione ha consentito di raggiungere un obiettivo per nulla secondario: indurre gli istituti di conservazione bolognesi che lavorano (anche) sul Novecento a dialogare tra di loro, a tessere relazioni, a confrontarsi su fondi e materiali. Una collaborazione positiva, per nulla segnata da conflitti e dispute che (a sentire gli interventi pubblici di alcuni politici e intellettuali cittadini) parrebbero aver contraddistinto la vita culturale di Bologna. Un altro risultato vale la pena richiamare: il fatto che la mostra ha portato alla realizzazione di una sorta di “censimento” delle fonti disponibili sul 1968 a Bologna, offrendo alla platea di storici e ricercatori un quadro nuovo e inatteso dei molteplici percorsi di indagine esistenti e meritevoli di essere approfonditi.

Quali sono i temi trattati? Quale la chiave di lettura proposta? La mostra tenta una rilettura del periodo che va dal 1967 al 1973 attraverso materiali eterogenei selezionati alla luce di un asse tematico qualificante il ’68: la critica alla neutralità della scienza. A partire da questo particolare focus sono stati allestiti 5 percorsi tematici: la critica all’ordine globale; il movimento degli studenti medi e universitari; il mondo del lavoro e le problematiche connesse alla salute nei luoghi di lavoro; la medicina e la psichiatria; le diverse soggettività che si impongono attraverso il movimento.

Quale rappresentazione del 1968 esce da questa esposizione? In linea di massima il contesto bolognese pare inserirsi pienamente e senza eccezioni nel quadro del contesto nazionale e sovranazionale di quegli anni. Se osservato più da vicino emergono tuttavia alcuni dati interessanti, da cui si può evincere un quadro più mosso – dunque più vicino alla storia del ’68 che non al suo mito – del rapporto tra movimento e istituzioni, tra “vecchi” e “nuovi” attori collettivi. Come a dire che la richiesta di maggiore partecipazione, la messa in discussione della “neutralità della scienza” come messa in discussione più complessiva dei poteri costituiti, dei rapporti di forza operanti su scala globale, nazionale, locale per giungere fino all’ambito dei rapporti interpersonali e di genere, non era completamente estranea al mondo delle istituzioni.

Come ha scritto Marica Tolomelli nell’Introduzione generale del catalogo (in distribuzione in contemporanea agli allestimenti), “all’interno delle federazioni giovanili partitiche, dell’associazionismo femminile e soprattutto in ambito sindacale le istanze provenienti dal movimento si incontrarono con sensibilità e disponibilità a mettersi in discussione che favorirono l’instaurazione di un rapporto di dialogo, di apertura verso il movimento. Ciò in parte facilitò la mediazione politica o comunque rafforzò la pressione che il ’68 esercitò sulle istituzioni fino all’ottenimento di improcrastinabili riforme nel corso del decennio Settanta”.

Ognuno dei percorsi tematici che la mostra propone apre a questioni che, dal ’68 in poi, avrebbero profondamente orientato una serie di riforme sociali volte ad allargare la sfera dei diritti, le forme della partecipazione civile, i rapporti di genere, le relazioni tra sfera del pubblico e sfera del privato. Basti pensare alla sperimentazione di nuove forme di acquisizione e di trasmissione della conoscenza, a una diversa concezione della salute mentale e al rinnovamento della psichiatria, alla nascita degli ambulatori di quartiere e della medicina del lavoro, ai grandi passi avanti in materia di autodeterminazione delle donne e di tutela della maternità. A queste vanno aggiunti mutamenti profondi, sempre stimolati dal movimento del ’68, rispetto a ulteriori importanti questioni, come il rapporto tra sfera economica-lavorativa e ambito educativo-formativo (questione espressa con forza dalla ricerca di un dialogo e di forme di reciproco sostegno tra “operai e studenti uniti nella lotta”), la ricerca di forme di partecipazione al di fuori degli spazi istituzionali della politica, la controinformazione.

In questo complesso periodo di crescita democratica, di crescita degli spazi e di sviluppo delle pratiche di una cittadinanza intensa non tanto in termini di “popolo” quanto piuttosto nelle diverse articolazioni della società italiana di quel periodo, fatta di uomini e di donne, di giovani e di anziani, di lavoratori e lavoratrici, di studenti e studentesse, di infanzia da tutelare e di genitorialità da ridefinire. In questo processo il ’68 bolognese ha offerto un suo contributo, non eccezionale ma con tutte le peculiarità che il contesto locale presentava e che questa mostra intende rievocare.

Sono tematiche, come si comprende, ampie e difficilmente riducibili ai pannelli di una mostra; per questo il gruppo di lavoro e il Comitato scientifico che ha guidato il progetto ha pensato a una serie di eventi collaterali. A cominciare da un convegno inaugurale (venerdì 12 ottobre), passando attraverso una giornata seminariale di incontro con i protagonisti (domenica 14 ottobre nell’ambito delle “Domeniche di Carta” organizzate dal Ministero dei Beni culturali). A seguire 5 incontri in Sala anziani a Palazzo d’Accursio: 8 novembre: Il ’68 a Bologna e in altre città italiane; 13 novembre: Il ’68 nella memoria operaia; 15 novembre: ’68 e femminismo: dal contesto internazionale alla vicenda italiana; 20 novembre: Cultura diffusa a Bologna tra anni 60 e 70, luoghi e pratiche; 22 novembre: La volontà di cambiare: Crisi del modello psichiatrico, sperimentazione, territorio e istituzioni.

Nell’omonimo catalogo la Presidente del Consiglio regionale Simonetta Saliera ha voluto ricordare le numerose novità emerse dallo snodo del 1968 e che la mostra, anche indirettamente, racconta. “L’abolizione del numero chiuso nelle università, l’emancipazione femminile, lo ‘Statuto dei lavoratori’, il nuovo Stato di famiglia, il divorzio, la legge 194 sull’interruzione volontaria di gravidanza e il Servizio Sanitario Nazionale pubblico. Ognuna di queste innovazioni che hanno reso l’Italia una democrazia più forte fonda le proprie radici nelle battaglie di quell’anno ormai mitizzato. Ha cambiato il costume, la politica, la vita e la speranza di tre generazioni di uomini e di donne”. Ma, aggiunge “’68 vuol dire anche contraddizioni: un humus di tensioni anestetizzate nel culto del boom economico degli anni ’60, con le sue disuguaglianze e speranze tradite. ’68 vuol dire lotta per la Pace: il no ai bombardamenti al napalm da parte degli Stati Uniti sulla popolazione vietnamita e l’irrompere dei carri armati sovietici nella Cecoslovacchia del ‘socialismo dal volto umano’ di Alexander Dubcek”.

Mauro Maggiorani, Non è che l’inizio: tracce del 1968 negli archivi bolognesi, in “Clionet. Per un senso del tempo e dei luoghi”, 2 (2018) []. http://rivista.clionet.it/vol2/societa-e-cultura/archivi_vivi/maggiorani-tracce-del-1968-negli-archivi-bolognesi.

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A scuola di Archivi e biblioteche

lunedì 8 ottobre 2018 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara
Sala Agnelli

Presentazione dei libri di Lisa Lambertini

All’inizio di quest’anno il regista Luciano Silighini Garagnani ha completato le riprese del film “The dance of hearts” ispirato al romanzo “La danza di cuori”
Per chi ha un’eternità da scontare l’esistenza ha il rischio di essere senza significato e sapore. Per questa ragione alcuni vampiri si sono imposti di trattenere I loro istinti di predatori stipulando un baratto con umani consenzienti e consapevoli. Così si intrecciano le esistenze dei personaggi di questa storia. Vittoria, giovane mortale che poco a poco raggiunge una sua maturità e consapevolezza. Armedio, che grazie a lei ritrova interesse alla propria eternità. Gregory che si sente perdonato di quella colpa che lo tormenta. Ogni personaggio di questa storia riconosce il valore di  Vittoria e Vittoria dona un poco di se stessa in ogni sua scoperta.
Lisa Lambertini, bolognese, vive a Cento dal 1998. Lettura e scrittura sono da sempre sue passioni. Il mondo dei vampiri è quello che lei esplora con racconti scritti a più mani e pubblicati per alcuni anni in una rubrica letteraria del giornale Online Ventimiglia.biz, sfociato poi in una raccolta (I racconti della dimora dei vampiri – Edizioni Freccia d’oro). Il mondo delle emozioni lo esplora con pensieri che non definisce poesie, ma che trasmettono il suo sentimento (Pensieri della Luna – edizioni Freccia d’oro) illustrati da Giampaolo Casarini. Nel 2015 vede la luce “La danza dei cuori” seguito nello stesso anno dal seguito “Compromesso” (Casa editrice Freccia d’oro). In collaborazione con Andrea Moretti fonda il gruppo di interpretazione “moroVAMPIRElab”. Al momento è impegnata nella stesura del terzo capitolo della saga “Riscatto” e nella coorganizzazione degli eventi moroVAMPIRElab.

martedì 9 ottobre 2018 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara
Sala Agnelli

L’autore racconta, attraverso la sua personale interpretazione artistica, alcuni tra monumenti e palazzi del celebre architetto rinascimentale.

Con uno stile inconfondibile e gusto teatrale nella costruzione compositiva, Claudio Gualandi, grafico e illustratore ferrarese, dall’inizio degli anni Ottanta mette in scena Città, Palazzi e Monumenti affollati da un mondo bizzarro dove si muovono personaggi mai casuali che, sulla trama di un canovaccio sempre connesso al passato e al presente, ne raccontano le avventure.
In questo incontro propone, in particolare, la “lettura” di una selezione di grandi tavole disegnate, dedicate a importanti edifici rossettiani: Palazzo Costabili e Schifanoia, l’Abside del Duomo, il Torrione di San Giovanni, e la stessa casa di Biagio. Le illustrazioni presentate fanno parte del ciclo realizzato in occasione della mostra, svoltasi nel novembre 2016 presso il Salone d’Onore del Palazzo Ducale di Ferrara: “Omaggio a Biagio Rossetti muradore, architecto, inziniero. Nel Cinquecentenario della sua morte 1516-2016”.
Come nascono le illustrazioni, il percorso esecutivo, invenzioni, soluzioni e tecnica per arrivare al lavoro finito saranno altresì il motivo conduttore dell’incontro.
In apertura scorreranno le splendide immagini dei luoghi rossettiani della nostra città, in un video realizzato nel 2016 dalla scultrice Flavia Franceschini e dal titolo “Nel sogno e nel segno: la magica regìa di Biagio”.

Custode di dune

mercoledì 10 ottobre 2018 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara
Sala Agnelli

Presentazione del libro di Lucia Boni

Campanotto Editore, Udine, 2018
Introduce e dialoga con l’Autrice Angelo Andreotti, autore della prefazione
Letture di Fabio Mangolini
Esecuzione di brani musicali al pianoforte a cura diElisa Piffanelli
Sarà presente l’editore Carlo Marcello Conti della CAMPANOTTO EDITORE di Udine
“Ecco. Quando tutti i lavoratori del mare hanno terminato i loro gesti utili e si concedono una sosta, prima di separarsi per la cena e la notte, i racconti si fanno concitati, tra posture abbandonate e risa. Nella sabbia, nel mare e all’orizzonte, in questa luce, tutto è possibile e opinabile, ciascuno racconta le novità o i ricordi lontani, chi si dilunga o chi, avaro di parole, si limita ad annuire o mugugnare un commento. Tutt’altro che vacui i loro discorsi, pur tra le risate, osano parole e concetti importanti, saturi di esperienza, dai quali traspare un forte senso della vita e il mio ascolto si fa sempre più attento. M’invadono visionarie forme. Quella sera si parlava della presenza di una strana figura.”
Lucia Boni, diplomata all’Istituto d’Arte Dosso Dossi e all’Accademia di Belle Arti di Bologna, dal 1982 fino al 2015 ha lavorato presso il Laboratorio delle Arti del Comune di Ferrara. Al suo attivo ha le seguenti pubblicazioni: Imbuti di Cristallo, La Carmelina Edizioni, Ferrara, 2009, per i tipi Industrie Grafiche di Gigi Stocchetti;Pensieri di cioccolato e menta di Ideagramma, Bondeno (Fe) 2010; Noci & bauli, La Carmelina Edizioni, Ferrara 2014 Primo Premio Narrativa al X Concorso Niccolini 2015; Lembi e le sette chiese, La Carmelina Edizioni, Ferrara, 2016.

Il “papato” dall’antichità a Francesco: quale storia? Quale futuro?

giovedì 11 ottobre 2018 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara
Sala Agnelli

Una riflessione alla luce dei 5 anni di papa Bergoglio

Intervengono Leonardo De Chirico (Istituto di Cultura Evangelica e Documentazione di Roma) e Piero Stefani (Istituto Gramsci di Ferrara)
Il papa è uno degli ultimi esempi di sovranità assoluta nel mondo moderno e rappresenta una delle istituzioni più antiche della storia, che ha generato “dogmi” vincolanti e una serie di codici morali molto tradizionali, plasmando in modo significativo la civiltà occidentale e guidando il raggruppamento religioso più grande al mondo, cioè la chiesa cattolica romana. Ci sono diversi modi di guardare all’istituzione del papato, oltre i luoghi comuni e le caricature mediatiche. A partire da una prospettiva evangelica, in questo incontro proveremo a rispondere alle seguenti domande: chi è il papa e in che modo la chiesa cattolica romana definisce il suo ruolo? Come può una posizione di guida nella chiesa cristiana avere assunto una forma così“imperiale”? Perché Roma è stata così importante in questo processo? Qual è stato il ruolo della storia nello sviluppo del papato? Come veniva visto dai riformatori protestanti del XVI secolo e oltre? Che cosa si può dire dei papi contemporanei? Qual è il significato ecumenico del papato e quali sono le prospettive per il mondo globale?
Nell’ambito del ciclo di conferenze “La riforma protestante nella società. Le conseguenze della Riforma del XVI secolo”.
A cura dell’Associazione Evangelica CERBI di Ferrara

Società Dante Alighieri

venerdì 12 ottobre 2018 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara
Sala Agnelli

Apertura anno sociale

Coordina e introduce Lina Scolozzi
Anche quest’anno, come di consueto, la Biblioteca Ariostea ospiterà l’iniziativa di apertura del nuovo anno sociale del prestigioso sodalizio ferrarese fondato nel 1897 da Pietro Niccolini, che fu suo Presidente fino al 1932. La Società Dante Alighieri, fondata nel 1889 da un gruppo di intellettuali guidati da Giosuè Carducci, ha lo scopo di «tutelare e diffondere la lingua e la cultura italiane nel mondo, ravvivando i legami spirituali dei connazionali all’estero con la madre patria e alimentando tra gli stranieri l’amore e il culto per la civiltà italiana».
Durante l’incontro verrà presentato il volumetto “Premio Dante” a cura di Lina Scolozzi.
Seguirà un intervento dei Giovani della Dante coordinati da Raffaela Padricelli.
Il momento musicale vedrà esibirsi al pianoforte e al flauto Carlo, Giovanni e Beatrice Bergamasco con musiche di Clementi, Mozart, Fauré.
A cura della Società Dante Alighieri di Ferrara   

Inaugurazione venerdì 12 ottobre 2018 alle ore 17,30 in Biblioteca Ariostea (Sala Carli – ex Sala Rossa),

Mostra didattica realizzata dai volontari del Servizio Civile nazionale

Alla presenza del vicesindaco Massimo Maisto verrà inaugurata venerdì 12 ottobre  2018 alle ore 17,30,anzichè il 29 settembre come precedente annunciato, in Biblioteca Ariostea (Sala Carli – ex Sala Rossa),  la mostra dal titolo “A scuola di Archivi e Biblioteche. Dieci anni di attività didattiche e promozione alla lettura  del Servizio Biblioteche e Archivi del Comune di Ferrara”, curata da Beatrice Morsiani, in collaborazione con Arianna Chendi, Corinna Mezzetti e Angela Poli (O.L.P. Operatrici Locali di Progetto). La mostra presenta  un exscursus sulle attività, diversificate per livelli scolastici e tematiche, realizzate negli ultimi dieci anni nelle biblioteche e negli archivi del Comune di Ferrara e desidera sottolineare  la tipologia della “didattica” messa in campo da bibliotecari e archivisti del Servizio, per evidenziare  quel complesso di strumenti educativi volti a favorire l’approccio e la divulgazione del patrimonio documentario e bibliografico conservato in biblioteche e archivi.
Il progetto grafico dei pannelli e la sistematizzazione della documentazione tematica al loro interno è opera dei volontari civili, in servizio presso la Biblioteca Ariostea, l’Archivio Storico e la Biblioteca Bassani, attività realizzata nell’ambito del progetto del Servizio Civile Nazionale 2017/2018 dal titolo “A scuola di Archivi e Biblioteche: attività didattiche per promuovere la conoscenza degli archivi e delle biblioteche”.
La mostra chiuderà il 7 dicembre 2018.
Per informazioni: 0532-418213/8240

12-10-2018

Argomenti vari

Internazionale a Ferrara

giovedì 4 ottobre 2018 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara
Sala Agnelli

La straordinaria modernità dell’endecasillabo

Scampoli di vita (the Writer Edizioni), Versi d’ottobre(edizioni Confronto), Canti d’amore per San Valentino(Panda edizioni).
Dialogherà con l’Autrice Tito Manlio Cerioli
Voci recitanti Patrizia Fiorini e Sandro Mingozzi
Carla Baroni è una scrittrice piuttosto prolifica e pubblica diversi libri in un anno: ha deciso, perciò, di proporre in un unico incontro qualcuno di questi suoi lavori che non hanno mai avuto l’occasione di una presentazione ufficiale. Scampoli di vita è il più recente ed è un diario in versi scritto durante la malattia della madre. Essendo appunto un diario l’autrice non ne ha voluto modificare nessuna parte del contenuto lasciando inalterati anche i suoi sfoghi verbali contro la poca sensibilità di un mondo esterno che le si mostrava ostile. Versi d’ottobre (illustrato dalle bellissime incisioni di Vito Tumiati) è invece una piccola silloge di liriche frutto della vincita del prestigiosissimo Premio Libero de Libero e risultata anche finalista al Concorso Caput Gauri. Racconta – come suggerisce il titolo – quel particolare momento della vita in cui si fa il bilancio della propria esistenza con le nostalgie, i rimpianti e malgrado tutto le speranze. InfineCanti d’amore per san Valentino è una raccolta di brevissime poesie scritte appositamente per la festa degli innamorati da regalare e da regalarsi. È una scrittura tutta al femminile in cui il lui è visto da tutte le possibili angolazioni – positive e negative – ossia contemplando un ventaglio di sentimenti che spazia dall’adorazione al je acuse. Tre libri sostanzialmente molto diversi sempre però nel rispetto della forma che è una delle caratteristiche di quest’autrice. A proposito di ciò ai primi due libri verrà abbinata l’antologia Modernità in metrica risultato di un concorso che ha visto come vincitrice assoluta Carla Baroni insieme ad altri due autori.

Venerdì 5, sabato 6 e domenica 7 ottobre 2018

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara
Sala Agnelli

Incontri in Biblioteca Ariostea

Dal 5 al 7 settembre si terrà la dodicesima edizione di “Internazionale a Ferrara”, una delle iniziative più interessanti del panorama culturale italiano.
La manifestazione presenta numerosi incontri(dibattiti, interviste, proiezioni, workshop e mostre) su tematiche di grande attualità e di rilevanza sociale, economica e politica. Durante il festival si potranno ascoltare e incontrare giornalisti, studiosi, scrittori, fotografi e artisti provenienti da tutto il mondo.
Il programma e la lista completa dei protagonisti sono online alla paginawww.internazionale.it/festival

In Biblioteca Ariostea sono previste le seguenti iniziative:

Venerdì 5 ottobre

ore 16 LIBRI
Un altro giorno di morte in America” di Gary Younge
ore 17.30 LIBRI
Le assaggiatrici” di Rosella Postorino

Sabato 6 ottobre

ore 11 LIBRI
Il morto nel bunker” di Martin Pollack
ore 15 LIBRI
La grande mattanza” di Enzo Ciconte
ore 17 LIBRI
Jonas Fink. Una vita sospesa” di Vittorio Giardino

Domenica 7 ottobre

ore 11.30 PROTAGONISTI
Palestina in agrodolce La vita nei territori occupati, con tanta ironia e un pizzico di amarezza
Suad Amiry (scrittrice palestinese) dialoga con Catherine Cornet  (Internazionale)

illustrazione, mostre

Vero o falso?

VISITA GUIDATA

Collezione permanente del Museo della Figurina

e mostra Vero o falso?

Sabato 6 ottobre 2018, ore 17

Museo della Figurina

Palazzo Santa Margherita

I visitatori saranno accompagnati all’interno del percorso espositivo permanente del Museo della Figurina e della mostra Vero o falso? Le figurine sotto la lente d’ingrandimento della scienza, che indaga il rapporto tra scienza e verità conducendo virtualmente  il pubblico all’interno del laboratorio scientifico.
L’evento rientra nel costo del biglietto valido per accedere alla mostra. Ingresso gratuito per gli under 18, gli over 65 e il primo accompagnatore di un bambino sotto i 10 anni.

Jon Rafman, Erysichthon 2015 Video HD (colore, con suono in stereo) Durata: 8’4”. Courtesy l’artista

INGRESSO LIBERO

Prima domenica del mese

Domenica 7 ottobre 2018

 

Ogni prima domenica del mese, la FONDAZIONE MODENA ARTI VISIVE garantisce l’ingresso libero alle mostre con biglietto a pagamento.

editoria

Le origini del Mulino

Mostra documentaria dal titolo Le origini del Mulino (1951-1964)

In occasione dell’anniversario della morte di Giovanni Evangelisti, nel quadriloggiato della Biblioteca dell’Archiginnasio sarà liberamente visitabile la mostra, allestita dalla Fondazione Biblioteca del Mulino in collaborazione con la Biblioteca dell’Archiginnasio. L’esposizione ricostruisce attraverso vari documenti – foto, libri, riviste, carteggi – la vicenda di questa casa editrice e del gruppo che le è collegato, un pezzo importante della storia culturale, poilitica e sociale di Bologna e dell’Italia.
I documenti, provenienti dai 160 metri dell’archivio del Mulino, sono il primo risultato, condiviso con il pubblico, di un importante lavoro di riordino di tutto l’archivio al termine del quale sarà completamente fruibile.

La mostra è il migliore modo possibile di ricordare un uomo che, nei 44 anni del suo rapporto con il Mulino, ha contribuito in maniera determinante a forgiarne la storia. La sede è significativa perché all’Archiginnasio la vedova e i figli hanno donato la preziosa bilbioteca personale di Evangelisti. La donazione verrà ricordata in un incontro di inaugurazione, 2 ottobre alle ore 17.30.

 

Quando

Dal 2 Ottobre al 4 Novembre 2018
dal lunedì al sabato dalle 9 alle 19, la domenica e i giorni festivi dalle 10 alle 14. Giovedì 4 ottobre 10-19.
Ingresso gratuito

Informazioni

Biblioteca dell’Archiginnasio

Tel. 051 276811

ingresso libero

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Biblioteche ferraresi

lunedì 1 ottobre 2018 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara
Sala Agnelli

Presentazione del romanzo di Barbara Gherman

Introduce Francesca Mariotti, presidente dell’Associazione culturale Olimpia Morata
Letture recitate con l’attore Roberto Gamberoni.
Riprendono gli incontri di SLOW READING con Barbara Gherman, autrice del romanzo “Dipingendo Maria”, secondo di una nuova serie da lei creata ed ambientata nei nostri Lidi. Conosceremo il protagonista del romanzo, Roberto, attraverso alcune letture con l’autrice. “«Maria, ferma così! Quella luce tra i capelli… voglio coglierla! È un effetto bellissimo!» disse Roberto con entusiasmo mescolando i colori sulla tavolozza”.
Barbara Gherman (Simonetta Ghersina) è nata a Ferrara, dove risiede. Ha pubblicato la raccolta di poesie “Uomo, natura… e stelle” (2001), con la quale ha vinto alcuni premi. Ha poi concepito questo originale progetto narrativo in sei romanzi, la serie “La Pensione di Gianni e Anella”, ricco di storie familiari, tematiche sociali della vita quotidiana, con qualcosa di misterioso, inspiegabile. Filo conduttore sono due ascoltatori particolari, Gianni e Anella, gestori di un’accogliente pensione in cui i clienti familiarizzano e confidano i propri problemi e le proprie storie…
Primo libro della collana “Marzia – una storia non proprio comune” è stato presentato prima dell’estate, mentre a dicembre uscirà il terzo romanzo “La libertà del mare”.
A cura dell’Associazione Culturale Olimpia Morata di Ferrara

Caratteri e comunicazione visiva

martedì 2 ottobre 2018 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara
Sala Agnelli

Presentazione del volume di Fabrizio M. Rossi

Introduzione allo studio della tipografia
Roma, edizioni IkonaLíber 2017
Ne parlano con l’autore Andrea Gatti e Sandro Bertelli
A distanza di alcuni anni dalla prima  uscita di questo libro, la nuova edizione offre all’autore l’occasione per domandarsi se la forma della scrittura, i caratteri, la tipografia, siano ancora cosí invisibili come sembrava fossero nel 2004, quando il libro è stato pubblicato; piú in generale, per domandarsi che cosa sia avvenuto in quest’àmbito nel tempo trascorso e dunque che senso abbia, oggi, un libro sulla tipografia. Le risposte a queste domande sono sembrate giustificare la (ri)scrittura di queste pagine, invitando i lettori a un viaggio nel mondo dei caratteri tipografici.
A cura dell’Associazione Amici della Biblioteca Ariostea

02-10-2018

Biblioteca Bassani

Dal 2 al 27 ottobre 2018

Biblioteca Giorgio Bassani Via G. Grosoli, 42 (Barco) Ferrara

Gli acquerelli di Letizia Minotti e Maria Pia Sabbioneda

Letizia Minotti e Maria Pia Sabbioneda (Mapi), due amiche ferraresi con la passione della pittura, si dedicano prevalentemente ai paesaggi ma esplorano anche altre tematiche. Entrambe partecipano da anni al contest ferrarese Diari di viaggio e Letizia è la vincitrice del 2014. I loro lavori si possono vedere sui siti:  https://sites.google.com/site/ilgiardinodipinto/ e http://www.colorinellacqua.it/.

La Biblioteca di Porotto per i bambini

Giovedì 4 Ottobre 2018 ore 16,30

Biblioteca Aldo Luppi – Porotto Via Arginone, 320 Ferrara

Le iniziative dedicate ai bambini, i nuovi acquisti per più piccoli e le novità in biblioteca

Per presentare le iniziative dedicate ai bambini,illustrare i nuovi acquisti per più piccoli e le novità in biblioteca
ci troviamo Giovedì 4 ottobre 2018

Alle ore 16.30
animazione e letture ad alta voce a cura del Gruppo Briciole di Fole*: la magia del racconto dal vivo

Dalle 15.00 visite guidate e letture in autonomia.
Lo spazio esterno è attrezzato con un gazebo, panchine, sedie e tavoli dove sarà possibile consumare la merenda in attesa dello spettacolo.

* “ Briciole di Fole” gruppo di lettura e racconta storie (testo a cura del gruppo Briciole di Fole)

Il gruppo le “Briciole di Fole” sono nate attorno agli anni 2008/2009, per una passione che piano piano ha fatto scattare la voglia di stare insieme e di metterci in gioco, la voglia di leggere a voce alta e di cercare di raccontare.
Abbiamo trovano nella Biblioteca “aldo luppi “ di Porotto il luogo ideale per poterci esprimere, pertanto abbiamo chiesto di poter essere partecipi alle attività che la Biblioteca proponeva.
Al gruppo le  “Briciole di Fole”  possono aderire tutti senza problemi e senza dover avere doti particolari e di qualsiasi età e senza qualche formazione particolare.
Il Gruppo è nato, al di là della passione personale , per cercare di portare i bambini in Biblioteca luogo di cultura, per farli sentire a loro agio anche in futuro quando saranno cresciuti e sentire la Biblioteca come luogo di aggregazione per gli studi ma non solo anche per leggere un buon libro solo per il piacere di farlo.
Per poterci contattare e far parte di questo gruppo, sempre aperto a tutti, ma anche solo per provare a fare una lettura, accompagnati da uno del gruppo, fino a che non vi sentire a vostro agio.
1 Biblioteca “Aldo Luppi “ di Porotto
2 Jessica Aleotti e Accorsi Tiziano       339 6604624     3304745214
3 Facebook: Amici Biblioteca di Porotto “Aldo Luppi”
( Ci teniamo a dire che far parte di questo gruppo porta via veramente poco tempo, non abbiamo riunioni se non in casi particolare e al massimo portano via 20 minuti e non si sera, siamo aperti a tutti le novità, non importa se pensate di non aver tempo quel poco adoperato bene e sufficiente. )