editoria

Europa e Gran Bretagna

Dopo il varo della Brexit gli analisti, i politologi e gli esperti di geopolitica approfondiscono il significato dei rapporti e degli equilibri fra Europa e Gran Bretagna. In maniera organica, con un dossario esaustivo, la rivista Eurasia (numero 3/2017; pagg. 206; euro 18,00; www.eurasia-rivista.com), prende in esame il contesto politico europeo e la Gran Bretagna, il potere che ancora esprime, i rapporti con i paesi del Commonwealth, il confronto sempre più serrato fra Gran Bretagna e Germania, soprattutto alla luce della competizione anglo-tedesca nel vicino Oriente.

Nell’editoriale, il direttore della prestigiosa rivista, Claudio Mutti, spiega bene come da svariati secoli la contrapposizione di interessi fra Gran Bretagna ed Europa sono i motivi alla base di contrasti politici ed economici sfociati in guerre. Potenza marittima senza legami con la terra, “contro lo Stato e per il mare aperto”, la Gran Bretagna cambiò i rapporti con tutto il resto del mondo, soprattutto con l’Europa, per conquistare territori e ricchezze di altri popoli.

Carl Schmitt dimostrò molto bene questa visione politica. Per i popoli europei la terra era la patria, per gli inglesi la terra era “l’entroterra” del proprio impero “sparpagliato” in vari continenti. Ecco perché Claudio Mutti sottolinea che agli immortali principii del 1789 vennero contrapposti i principii del 1914 e richiama Spengler che vide in Inghilterra e Prussia le due alterità dello spirito nordico: individualismo, spirito mercantile e piratesco nell’Inghilterra ed etica del dovere e del servizio in quello prussiano. Per un popolo l’esistenza si dispiega in una dimensione insulare, per l’altro nella difesa di un territorio e di una comunità di destino. Anche De Gaulle si espresse contro la Gran Bretagna votando contro il suo ingresso nella Comunità europea motivando che gli interessi britannici non si coniugavano con quelli dell’Europa.

Ancora: il militante europeista e studioso di geopolitica Jean Thiriart rimarcò nei suoi scritti la posizione anti-europea della Gran Bretagna e la sua apertura verso gli Usa, altra talassocrazia. Ecco perché, dopo il vertice del G 7 di maggio scorso, nel quale sono emersi i disaccordi con gli Usa, la cancelliera Angela Merkel ha sostenuto che “Noi Europei dobbiamo veramente prendere il nostro destino nelle nostre proprie mani”. Posizione che preoccupa ovviamente gli Usa che temono una Germania egemone in Europa e magari pronta a un riavvicinamento alla Russia in un’ottica euroasiatica e di Europa libera e federata (quindi, non secondo gli attuali dettami di Bruxelles).

Al di là del dossario, che fornisce spunti e piste di approfondimento inedite, non mancano anche saggi di rilievo che affrontano temi come l’Europa e la sovranità, relazioni su convegni di particolare in teresse, studi di teoria geopolitica (Schmitt e Versailles) e un interessante gruppo di “documenti” di Schmitt, Drieu La Rochelle, Thiriart e la conseueta nutrita rubrica di recensioni.

http://www.barbadillo.it/71149-segnalibro-eurasia-se-la-perfida-albione-decide-di-contrapporsi-alleuropa/

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