Viaggi

Viaggiare

Sono stato ispirato da Un indovino mi disse, un libro di Tiziano Terzani. Volevo un viaggio diverso e introspettivo e avevo bisogno di lentezza. Volevo scoprire luoghi che normalmente non vengono toccati dai tragitti tradizionali.

Convivi con il diabete da molti anni. Come ti sei organizzato durante il viaggio?

Mi sono portato delle scorte di insulina ma non mi sono bastate. Molti amici mi hanno raggiunto durante il viaggio per venirmi a trovare e trascorrere un po’ di tempo insieme. Gli chiedevo di portarmi dell’insulina. Mi è capitato di rimanere senza in Argentina e ho contattato un gruppo di diabetici su Facebook. Mi hanno invitato a parlare della mia esperienza e mi hanno regalato in cambio delle fiale di insulina. Nulla è precluso, basta informarsi.

Ci sono stati momenti in cui hai avuto paura?

Sì, certo. La paura è fondamentale. La paura ci aiuta a prendere le decisioni più giuste. Chi non ha paura è un incosciente e prima o poi la paga. Ho convissuto con le mie paure e le ho affrontate e poi gestite. La mia paura più grande era che succedesse qualcosa a casa mentre ero lontano. E’ morto mio padre mentre ero in viaggio. Sono tornato a casa. Avevo appena attraversato la frontiera con la Birmania, una delle più difficili. Ho ricevuto un messaggio della mia famiglia e sono tornato a casa. Pochi giorni dopo il funerale sono ritornato e ho continuato il mio viaggio.

Qual è la cosa più interessante che hai visto?

Sicuramente i tramonti, le dune, i ghiacciai della Patagonia e tantissime altre cose mi hanno impressionato. In Nepal ho fatto un’esperienza in un orfanotrofio che mi ha colpito moltissimo.

Di cosa parla il libro?

E’ un libro in cui tutti si possono ritrovare. Non cito mai il nome del protagonista proprio perché potrebbe essere chiunque. E’ un viaggio all’interno del genere umano e di se stessi in cui il mondo fa da sfondo. E’ un libro scritto interamente in viaggio.

Adesso cosa fai?

Adesso ho fatto dei viaggi il mio lavoro e ho realizzato il mio sogno. Organizzo viaggi di tipo esperenziale. Ho chiamato il mio progetto Backpackers Academy. Ad esempio ho portato recentemente un gruppo di ragazzi a seguire in Marocco le migrazioni di una famiglia berbera. Riesco a fare queste cose perché nel mio viaggio ho preso contatti con le persone locali. Sto cercando di portare un gruppo in Nepal dove i ragazzi dell’orfanotrofio in cui ho lavorato ci faranno da guide. Ho la possibilità di viaggiare e accumulare materiale per documentari. Sto scrivendo, inoltre, un secondo libro. Sto facendo il lavoro più bello del mondo ed era quello che volevo fare.

Vuoi dire qualcosa a chi non ha ancora trovato il modo di seguire i propri sogni?

Credo sia importante fermarsi un momento a riflettere, ad essere sinceri verso se stessi e porsi le domande importanti. La mia più importante fu se ero felice e come avrei potuto essere felice nella vita. La conseguenza è stata, poi, il giro del mondo ma non vuol dire assolutamente che sia questo per tutti. Il mio messaggio è: interrogatevi, siate sinceri verso voi stessi e seguite soprattutto il vostro cuore e le vostre passioni.

 

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