autori, Letteratura

Dante e le “rime petrose”

Luigi Villani (Roma 1878-1931), il critico e poeta a cui dobbiamo la dimostrazione – molto  convincente – che i “Fedeli d’Amore” di cui  Dante era esponente e forse magister, era una confraternita segreta di stampo ghibellino, che impartiva ai suoi adepti una pratica ascetica specifica,  rituali e canali di  grazia con la quale ritenevano di poter giungere alla “illuminazione”, o stato ontologicodi realizzazione spirituale.

 

 

La Chiesa come Pietra

Era anche una setta ostile al Papato corrotto di allora, la Chiesa  chiamata “Pietra”   nel linguaggio convenuto dei settari. E’ la Chiesa  spostata ad Avignone, la Chiesa che ha distrutto l’ordine monastico dei Templari e mandato al rogo i suoi gran maestri; per il Dante delle “rime petrose”  e i  suoi Fedeli d’Amore, irati  DISPERATI ed agghiacciati, è una pietra tombale  che tiene prigioniera la Sapienza Santa, ed impedisce a i fedeli la salvezza eterna.  Tu “Ch’eri già bianca ed or sei nera e tetra –  aprimi, petra, sì ch’io Petra veggia – che il cor mi dice che ancor viva seggia – petra è di fuor che dentro petra face”:  invettiva ben chiara a chi vuol capire: fa’, o detestata Petra, chi’o veda sotto la tua pietra Pietro, ché  tu  ormai rendi “pietre” i fedeli e veri cristiani, non fai giungere a loro la grazia  santificante. Impressionante accusa, nata da un’esasperazione che anche i cattolici veri d’oggi conoscono, dove si accusa la Chiesa non da posizioni laiciste, ma da una fede cristiana autentica e potente; una fede e una ascetica superiore che può accusare a la gerarchia clericale, lo stesso Papa, di tradimento  metafisico, e di usurpazione del potere temporale – inteso come Impero, ossia un potere  sacrale, essenziale anch’esso perla salvazione umana.

Del resto, l’Alighieri non faceva mistero della sua esperienza mistica reale.  “Perché  appressando sé al suo disire [Dio Amore]/ nostro intelletto si sprofonda tanto/che retro la memoria non può ire”, dirà nel primo canto del Paradiso. E nell’epistola a Can Grande della Scala,  spiega che questi  versi alludono alla stessa esperienza del passo di San Paolo ai Corinti, dove parla di uno [Paolo stesso] che fu “rapito a questo modo al terzo cielo, se nel corpo o senza il corpo,  lo sa Dio”.   E se   gli invidi (invidiosi) non credono ciò possibile, “leggano Ricardo di San Vittore, e non invidieranno”.

Riccardo di San  Vittore (1100-1173) fu amico di San Bernardo –  colui che scrisse la regola per i Templari – ed autore di testi di ascetica che mirano a portare il fedele alla  visione diretta del divino  –  l’apice spirituale dove “non sono più io che vivo”,  dove l’amante si identifica con l’Amato –  tanto che fu chiamato Magnus Contemplator.

http://www.maurizioblondet.it/segreto-dante-perche-el-papa-orrore/

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conferenza, editoria, Letteratura

Donne di Carta

Invito alla lettura Lunedì 30 ottobre 2017 ore 17

ARIOSTO, OPERA, AND THE 17TH CENTURY – Evolution in the Poetics of Delight

Presentazione del libro di Edward Milton Anderson a cura di Nicola Badolato.

Olschki Editore, Firenze, 2017
A cura di Nicola Badolato
In collaborazione con Amyrose McCue Gill
Saluto di Enrico Spinelli, dirigente del Servizio Biblioteche e Archivi del Comune di Ferrara
Intervengono Gianni Venturi in rappresentanza del Comitato Nazionale V Centenario dell’Orlando furioso e Paolo Cecchi, musicologo dell’Università di Bologna.
Momento musicale a cura dell’Associazione “Aminta”.
La fortuna dell'”Orlando furioso” nel teatro per musica italiano è vasta e complessa. Questo volume ripercorre le tappe principali della diffusione e influenza del poema sulle scene musicali del Seicento, sia attraverso la ricostruzione di un profilo storico-critico complessivo, sia mediante il recupero e la trascrizione filologicamente accertata di una trentina di testi drammatici derivati dai principali filoni narrativi ariosteschi.
Con il patrocinio del Comitato Nazionale V Centenario dell’Orlando furioso – MiBACT

Incontro con l’autore Martedì 31 ottobre 2017 ore 17

BAVIERA, LA TERRA DI RE LUDWIG

Presentazione del libro di Antonio Quarta

Casa Editrice Polaris, 2017
Oltre ad Autorità civili e Militari presenzieranno all’evento: il Luogotenente Giovanni Palantra, Presidente Capo dei Sottufficiali, Graduati e Militari di Truppa dell’Aeronautica Militare; Davide Zeggio, curatore del sito http://www.tuttobaviera.it; Michele Nussbaumer da Monaco di Baviera, traduttore e partner in innumerevoli viaggi in Baviera.
L’evento sarà condotto da Dalia Bighinati.
Un appuntamento con la cultura per scoprire attraverso quest’affascinante volume la Baviera e il mondo di Re Ludwig II, la cui morte è ancora avvolta nel mistero. Nessuno, infatti, è mai riuscito a decifrare pienamente l’universo mentale del “re delle favole”, come lo chiamano i Bavaresi. Fu davvero un folle eroe romantico o semplicemente rappresenta la perfetta metafora del mondo nobile che soccombe inesorabilmente alla visione borghese tipica del XX secolo? Quarta, vero appassionato della Baviera, per approfondirne la conoscenza ha trascorso innumerevoli periodi nel più grande, e probabilmente più bello, dei Länder tedeschi.
Antonio Quarta, Sottufficiale dell’Aeronautica Militare, autore del fortunato volume “La Baviera di Ludwig”, profondamente ammaliato fin dal primo viaggio, approfondirà il personaggio del sovrano bavarese, ancor oggi tanto ricordato, con particolare attenzione ai suoi famosi castelli, primo fra tutti quello di Neuschwanstein che ispirò anche Walt Disney, tra splendidi paesaggi e stupendi tesori artistici, dove, ancor oggi, antiche tradizioni e modernità convivono felicemente insieme.
Con il patrocinio del Comune di Ferrara.

Invito alla lettura venerdì 3 novembre 2017 ore 17

Il mondo che racconta

Presentazione del Progetto Fahrenheit 451 – Le PersoneLibro

Arianna Chendi dialoga con Maria Rosaria Ambrogio, presidente dell’Associazione Donne di Carta
Leggere è un diritto, non un privilegio. Leggere è uno strumento di relazione con se stesse e con gli altri. Leggere è ricerca della propria espressività. Leggere è ascolto, è relazione. E’ abitare più mondi, più Vite. Nasciamo lettrici e lettori, di ogni realtà che ci circonda. Acquisire strumenti di lettura significa entrare in comunicazione con ogni “oggetto di lettura”. Non solo libri.
«Leggere è un’arte dell’interpretazione che non si limita all’oggetto libro e ai suoi contenuti (lettura libraria) ma si esercita continuamente sulla vastità stessa del mondo naturale e del mondo culturale, dei suoi segni e dei suoi simboli» (dalla Carta dei Diritti della Lettura).
“Donne di Carta” è un’Associazione culturale nazionale, nata nel 2008 da un’idea di quattro imprenditrici del mondo dell’editoria. Da qui l’origine del nome, ma “Donne di Carta” è un’Associazione aperta a tutte/i, che promuove la lettura attraverso ogni forma possibile di comunicazione.
• Il “Proyecto Fahrenheit 451 – Las Personas Libro“: dal 2009 l’Associazione “Donne di Carta” è portavoce italiana del progetto “”, fondato in Spagna da Antonio Rodriguez Menendez. Le PersoneLibro sono lettrici e lettori che imparano a memoria brani dei libri che amano e che “dicono” con la propria voce. Ovunque. A chiunque abbia desiderio di ascoltare. Cercando, sempre, le parole per dirsi.
A cura del Servizio Biblioteche e Archivi del Comune di Ferrara

fantascienza

Parassiti della mente

Certo non si tratterà di forze aliene desiderose d’invadere la nostra realtà: ma dopotutto, cosa sono dei semplici parassiti psichici in confronto degli agenti del pensiero unico globale? Un mondo massificato e massificante, in cui l’uomo è un atomo di desolazione, con un Grande Fratello sempre in agguato come nell’incubo letterario di Orwell?
In vista di ciò I parassiti della mente, romanzo visionario dal soma paranoide, ci appare quanto mai attuale. Infatti, a ben vedere, in esso è contenuto un monito di grande potenza che vuole, oggi a distanza di tanti anni, metterci in guardia dai pericoli insiti nell’assopimento mentale di chi s’affida senza riserve al politicamente corretto, al buonismo imperante, al materialismo, all’opinione generale acritica. In altre parole a tutto ciò che rappresenta un plastificato surrogato della riflessione personale, dell’idea, di quell’esperimento divino che i filosofi d’ogni epoca hanno chiamato pensiero. Anche in questo risiede la bravura di Colin Wilson: nella sua personale visione del mondo e del suo futuro, nell’implacabile discernimento di quanto ci può attendere dietro l’angolo della storia. Egli, in un certo senso, sembra affidare a questo suo romanzo, nella stessa disposizione d’animo d’un naufrago che getta tra le onde la fatidica bottiglia, un’alta esortazione che è anche grido d’allarme: “Svegliatevi, poiché il sonno dello spirito è peggior cosa della morte!”

*”I parassiti della mente”, di Colin Wilson, Urania Collezione (2017), pag. 252

http://www.barbadillo.it/70465-libri-i-parassiti-della-mente-il-romanzo-di-colin-wilson-che-sarebbe-piaciuto-a-jung/

libri

New York city Babe

Antonio Rovaldi
New York City Babe

 

Presentazione del libro con
Davide Ferricuratore indipendente
Silvano Manganaro, Fondazione VOLUME!

 

Venerdì 3 novembre, ore 14.00

 

Artissima
I Salotti by Edra

OVAL Lingotto Fiere, Torino

New York City Babe è una passeggiata tra le strade di New York con lo sguardo ad altezza bambino e la musica nelle orecchie.
New York City Babe è la documentazione di un attraversamento della città che il montaggio delle immagini trasforma in narrazione.

 

Image

 

Accompagnati da uno slide show realizzato dall’artista, i curatori Davide Ferri e Silvano Manganaro parleranno di città, di passeggiate, di derive, di immagini e del lavoro di Antonio Rovaldi, che per les cerises ha concepito un libro per un pubblico speciale: i bambini.

www.lescerises.net

 

 

Argomenti vari

Congressi, convegni, conferenze, seminari

1917 – 2017 La Rivoluzione d’Ottobre tra mito e realtà

Conferenze all’Istituto di Storia contemporanea

  • 25 ottobre 2017

  • Sala conferenze Istituto di Storia Contemporanea, Vicolo Santo Spirito, 11 – 44121 Ferrara
  • Programma:
    Mercoledì 25 ottobre – ore 17.00
    Rivoluzione d’ottobre cento anni dopo: note e riflessioni per un bilancio storico-critico
    Andrea Baravelli – Università di Ferrara
    Fiorenzo Baratelli – Istituto Gramsci Ferrara
    Info: Tel e Fax: 0532/207343
    istitutostoria.ferrara@gmial.com
  • http://www.isco-ferrara.com/category/notizie/
  • Orari: Ore 17.00
  • Ingresso: gratuito

Incontri all’Ibs + Libraccio

Presentazioni librarie

  • Ottobre 2017

  • Ferrara – Ibs + Libraccio – Palazzo di San Crispino – Piazza Trento Trieste
  • Programma:
    25 ottobre ore 17.30
    Presentazione di Franco Mari
    La vammana. Dialoga con l’autore Riccardo Roversi
    27 ottobre ore 18.00
    Presentazione di Massimo Onofri
    Benedetti Toscani. Pensieri in fumo
    Dialoga con l’autore Roberto Pazzi

    28 ottobre ore 15.30
    Laboratorio creativo per bambini
    Sabbiarelli… da paura!
    Partecipazione gratuita con prenotazione obbligatoria. Max 15 bambini
    Durata dell’incontro 1 ora circa. Età: dai 5 anni
    Info: 0532241604; eventife@libraccio.it

    La merenda è offerta da NaturaSì

    Sabato 28 ottobre ore 18.00
    Presentazione di Matteo Bussola
    Sono puri i loro sogni
    Dialoga con l’autore Cristina Corazzari
  • http://negozi.libraccio.it/eventi
  • Ingresso: Ingresso libero

Contatti

Ibs.it bookshop – Piazza Trento e Trieste – Palazzo S. Crispino – Ferrara

tel. Tel. 0532 241604

Un autunno di delizie alla Pinacoteca Nazionale di Ferrara

Conferenze, visite guidate momenti musicali alla Pinacoteca Nazionale di Ferrara

  • 28 ottobre 2017

  • Pinacoteca Nazionale – Palazzo dei Diamanti – Corso Ercole I d’Este 21 – Ferrara
  • Programma:
    28 ottobre, ore 16.00
    Conferenza con buffet barocco
    June di Schino, I segreti dell’arte dolciaria barocca

    Al termine della conferenza, a compendio di quanto ascoltato, nella Sala delle Cene della Pinacoteca, proprio ai piedi delle “Nozze di Cana”, sarà offerto a tutti i partecipanti alla conferenza un buffet di dolci barocchi, allestito secondo la moda del primo Seicento.
    Il banchetto è offerto dall’Associazione Ferrariae Decus.
    Prenotazione obbligatoria

  • http://www.gallerie-estensi.beniculturali.it/pinacoteca-nazionale/
  • Ingresso: Ingresso in Pinacoteca: 6 euro; 3 euro ridotto, ingresso libero fino a 18 anniLe iniziative sono gratuite.

Contatti

Pinacoteca Nazionale – Corso Ercole I d’Este 21 – Ferrara

tel. 0532 205844
fax 0532 204857

Ludovico Ariosto e il secondo Rinascimento a Ferrara

La cifrematica, la dissidenza. Le donne e la scrittura. Interviene Panthea Shafiei

  • 26 ottobre 2017

  • Ferrara, Castello Estense, Sala Alfonso
  • Info: 393.9883206

  • Orari: ore 20.45
  • Ingresso: libero

Progetto “Focus Africa” o delle identità negate

In collaborazione con istituzioni e associazioni culturali della città, sono programmati inoltre appuntamenti letterari, proiezioni cinematografiche, incontri sulla società africana e le sue emergenze.

  •  29 ottobre 2017

  • Ferrara – Sedi diverse
  • Programma:
    [ CINEMA ] Teatro Off
    domenica 29 ottobre, ore 18
    IL COLORE DELLA LIBERTÀ di Bille August
    Sudafrica, Italia, Regno Unito, Lussemburgo,
    Belgio, Germania, Francia, 2007, durata 141 minuti
  • http://www.teatrocomunaleferrara.it
  • Ingresso: libero

Contatti

Biglietteria Teatro Comunale di Ferrara “Claudio Abbado” – Corso Martiri della Libertà 5

tel. 0532 202675
fax 0532 206007

Ferrara tra le due guerre: storie e racconti

Ciclo di conferenze al Museo del Risorgimento e della Resistenza in collaborazione con l’Istituto Gramsci e l’Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara

  • 25 ottobre 2017

  • Museo del Risorgimento e della Resistenza – Corso Ercole I d’Este n. 19 – Ferrara
  • Programma:
    25 ottobre, ore 21 – Conferenza RINVIATA a data da destinarsi
    ANTONELLA GUARNIERI
    Ferrara fra le due guerre mondiali e il Ventennio fascista
  • Orari: Ore 21.00
  • Ingresso: gratuito
biblioteca, conferenza, convegno

Acqua, patrimonio dell’umanità

Conferenze e Convegni Lunedì 23 ottobre 2017 ore 17

ALIGHIERO BOETTI, LE MAPPE, LA GEOGRAFIA DEL TEMPO

Conferenza di Ada Patrizia Fiorillo

Torinese, vissuto dai primi anni Settanta a Roma, Alighiero Boetti (1940-1994) è considerato uno dei maggiori rappresentanti dell’arte concettuale e dell’arte povera. Partendo da tale cornice, si traccerà un profilo dell’artista, del suo particolare propendere per una dimensione di mentalismo dalla quale nascono le sue opere più conosciute. Dalla “Lampada annuale” del 1966, ai cicli “Dossier postale” del 1969-70 e “720 lettere dall’Afganistan” del 1974, alla serie delle “mappe” avviate nei primi anni Settanta e nel tempo riproposte come geografie del mondo e dei suoi mutamenti. Per tutte la dimensione del tempo come cifra unificante, mette in luce un artista teso costantemente tra i poli opposti della programmazione e del caos, dell’essenzialità e dell’estro, filtro anche delle scene creat e nel 1993 per lo spettacolo “Erodiade, fame di vento”.
Per il ciclo Libri in scena, in occasione del balletto “Erodiade, fame di vento 1993 – 2017, in scena mercoledì 25 ottobre al Teatro Comunale di Ferrara.
A cura dell’Associazione Amici della Biblioteca Ariostea

 

Eventi Martedì 24 ottobre 2017 ore 16

RICORDO DEL PROF. FRANCESCO DONDI

Ordinario di Chimica analitica dell’Università degli Studi di Ferrara, scomparso nel 2015

Introduzione del Prof. Adolfo Sebastiani (Presidente dell’Accademia delle Scienze di Ferrara)
Interverranno: Prof. Giorgio Zauli (Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Ferrara), Prof. Gianna Borghesani Foschini (Presidente del Garden Club Ferrara), Prof. Alberto Cavazzini (Professore Ordinario di Chimica Analitica).

Seguirà una lezione magistrale del prof. Lucio Ubertini (Centro Interuniversitario di Formazione Internazionale – H2CU, Sapienza Università di Roma) sul tema “Acqua e Patrimonio Mondiale dell’Umanità”.
Tre quarti della superficie terrestre sono ricoperti d’acqua, ma solo una piccolissima parte è costituita da acqua dolce. Il 70 % di questa è utilizzata per irrigare le superfici agricole, con una domanda idrica in continuo aumento a causa dell’incremento della popolazione mondiale. Un numero sempre maggiore di regioni soffre per la mancanza cronica d’acqua, ma il problema si aggrava nelle parti più aride del mondo. In queste zone vivono più di 2 miliardi di persone e quasi tutta l’acqua dolce viene impiegata per l’irrigazione. Persino quelle città e Paesi con un’elevata disponibilità d’acqua dolce corrono il rischio di dovere affrontare la scarsità d’acqua a causa delle difficoltà di accesso a delle riserve idriche sicure e non inquinate. Su tutti i continenti le risorse idriche sono sempre più sfruttate per la crescente richiesta di interventi irrigui per scopi agr icoli, per le opere di urbanizzazione e per uso industriale. D’altro canto l’incremento della popolazione mondiale comporta anche l’aumento delle superfici impermeabili e il verificarsi di piene e inondazioni che comportano anche ingenti perdite umane e danni economici. Tali eventi determinano perdite di vite umane e ingenti danni non solo in aree industriali e agricole, ma anche in aree di grande valore storico, culturale, artistico note ed apprezzate in tutto il mondo. Questo contributo si propone di analizzare il ruolo e la partecipazione delle organizzazioni internazionali nell’ambito della gestione della risorsa idrica e della prevenzione del rischio idrogeologico. Tra le organizzazioni internazionali sono annoverabili le cosiddette “Unions”, rappresentate dall’European Geosciences Union (EGU) e l’American Geophysical Union (AGU); le associazioni non governative, come l’International Association for Hydro-Environment Engineering and Research (IAHR) e l’International Commission on Irrigation and Drainage (ICID); e le associazioni governative, come l’IHP-UNESCO.
A cura dell’Accademia delle Scienze in collaborazione con Garden Club Ferrara e Università di Ferrara

Invito alla lettura Mercoledì 25 ottobre 2017 ore 17

ARIOSTO, I CAVALIERI E I PUPI SICILIANI

Incontro di Slow Reading con Salvo Cammì

In quest’occasione l’Associazione culturale Olimpia Morata ospita il poeta e filosofo, nonché “puparo” siciliano, ormai ferrarese di adozione, Salvo Cammì, che racconterà la sua passione per l’Orlando Furioso e Ariosto attraverso una piacevole intervista con Francesca Mariotti, presidente del sodalizio ferrarese. Saranno esposti in sala i Pupi siciliani realizzati dal Maestro, veri capolavori di arte e storia a testimonianza della grande diffusione e importanza del Poema ariostesco in tutta Italia dal ‘500 ad oggi.
Interverranno Francesca di Raimondo, Ruben Garbellini e Roberto Gamberoni.
Letture recitate sui protagonisti del Poema.
A cura dell’Associazione Olimpia Morata di Ferrara
Con il patrocinio del Comitato Nazionale V Centenario dell’Orlando furioso – MiBACT

Eventi Giovedì 26 ottobre 2017 ore 16

SOCIETA’ DANTE ALIGHIERI – Apertura anno sociale

Coordina e introduce Luisa Carrà

Anche quest’anno, come di consueto, la Biblioteca Ariostea ospiterà l’iniziativa di apertura del nuovo anno sociale del prestigioso sodalizio ferrarese fondato nel 1897 da Pietro Niccolini, che fu suo Presidente fino al 1932. La Società Dante Alighieri, fondata nel 1889 da un gruppo di intellettuali guidati da Giosuè Carducci, ha lo scopo di «tutelare e diffondere la lingua e la cultura italiane nel mondo, ravvivando i legami spirituali dei connazionali all’estero con la madre patria e alimentando tra gli stranieri l’amore e il culto per la civiltà italiana».
Durante l’incontro verrà illustrato il Libretto Premio Dante 2017 e si procederà alle votazioni per il direttivo del Comitato 2017-2021.
Intermezzo musicale di Carlo Bergamasco al pianoforte e di Matteo Sartori al violino.
Recitazione di alcune poesie del Gruppo Giovani della Dante.
A cura della Società Dante Alighieri di Ferrara

Conferenze e Convegni Venerdì 27 ottobre 2017 ore 17

L’AMORE CHE NON C’È: “LACCI” DI DOMENICO STARNONE

Conferenza di Francesca Capossele

Romanzo stringato ed essenziale, “Lacci” è uno di quei libri che fanno riflettere attraverso il resoconto della semplicità. Si tratta di un comunissimo dramma familiare che tuttavia incide a fondo – e per sempre – sulle vite dei protagonisti. Nella raffigurazione scarna di una vita di coppia la denuncia dell’inconsistenza dei legami, anche i più cari, fa emergere quei dettagli che tengono in vita un matrimonio anche dopo l’amore. Costruito quasi come una pièce teatrale, in cui a turno entrano in scena i personaggi per raccontare la propria versione dei fatti, ben si presta all’allestimento teatrale che viene messo in scena nello spettacolo “Lacci”, con Silvio Orlando, in programmazione al Teatro Comunale dal 26 al 29 ottobre.
Per il ciclo “Libri in scena” a cura dell’Associazione Amici della Biblioteca Ariostea

Invito alla lettura Lunedì 30 ottobre 2017 ore 17

ARIOSTO, OPERA, AND THE 17TH CENTURY – Evolution in the Poetics of Delight

Presentazione del libro di Edward Milton Anderson a cura di Nicola Badolato.

Olschki Editore, Firenze, 2017
A cura di Nicola Badolato
In collaborazione con Amyrose McCue Gill
Saluto di Enrico Spinelli, dirigente del Servizio Biblioteche e Archivi del Comune di Ferrara
Intervengono Gianni Venturi in rappresentanza del Comitato Nazionale V Centenario dell’Orlando furioso e Paolo Cecchi, musicologo dell’Università di Bologna.
Momento musicale a cura dell’Associazione “Aminta”.
La fortuna dell'”Orlando furioso” nel teatro per musica italiano è vasta e complessa. Questo volume ripercorre le tappe principali della diffusione e influenza del poema sulle scene musicali del Seicento, sia attraverso la ricostruzione di un profilo storico-critico complessivo, sia mediante il recupero e la trascrizione filologicamente accertata di una trentina di testi drammatici derivati dai principali filoni narrativi ariosteschi.
Con il patrocinio del Comitato Nazionale V Centenario dell’Orlando furioso – MiBACT

Incontro con l’autore Martedì 31 ottobre 2017 ore 17

BAVIERA, LA TERRA DI RE LUDWIG

Presentazione del libro di Antonio Quarta

Casa Editrice Polaris, 2017
Oltre ad Autorità civili e Militari presenzieranno all’evento: il Luogotenente Giovanni Palantra, Presidente Capo dei Sottufficiali, Graduati e Militari di Truppa dell’Aeronautica Militare; Davide Zeggio, curatore del sito http://www.tuttobaviera.it; Michele Nussbaumer da Monaco di Baviera, traduttore e partner in innumerevoli viaggi in Baviera.
L’evento sarà condotto da Dalia Bighinati.
Un appuntamento con la cultura per scoprire attraverso quest’affascinante volume la Baviera e il mondo di Re Ludwig II, la cui morte è ancora avvolta nel mistero. Nessuno, infatti, è mai riuscito a decifrare pienamente l’universo mentale del “re delle favole”, come lo chiamano i Bavaresi. Fu davvero un folle eroe romantico o semplicemente rappresenta la perfetta metafora del mondo nobile che soccombe inesorabilmente alla visione borghese tipica del XX secolo? Quarta, vero appassionato della Baviera, per approfondirne la conoscenza ha trascorso innumerevoli periodi nel più grande, e probabilmente più bello, dei Länder tedeschi.
Antonio Quarta, Sottufficiale dell’Aeronautica Militare, autore del fortunato volume “La Baviera di Ludwig”, profondamente ammaliato fin dal primo viaggio, approfondirà il personaggio del sovrano bavarese, ancor oggi tanto ricordato, con particolare attenzione ai suoi famosi castelli, primo fra tutti quello di Neuschwanstein che ispirò anche Walt Disney, tra splendidi paesaggi e stupendi tesori artistici, dove, ancor oggi, antiche tradizioni e modernità convivono felicemente insieme.
Con il patrocinio del Comune di Ferrara.

 

Argomenti vari, libri

Quale felicità?

 

È in uscita per le edizioni del Mulino il libro Storia economica della felicità. Abbiamo intervistato l’autore, Emanuele Felice – in questo caso il nome è un presagio! – che è professore associato di Storia economica all’Università “Gabriele D’Annunzio” di Chieti-Pescara. L’intervista è a cura di Carlo De Maria.

 

Come è nata l’idea di scrivere un libro sulla storia della felicità?

L’idea è nata rileggendo alcuni autori dell’Illuminismo. Ad esempio, François-Jean de Castellux che nel XVIII secolo scrisse Considerazioni sopra la sorte dell’umanità nelle diverse epoche della storia moderna, che in effetti è il primo tentativo di tracciare una storia della felicità. Anche gli illuministi italiani hanno studiato la felicità come dimensione pubblica. E mi sono accorto che questi intellettuali avevano una visione della felicità umana che era in sostanza legata ai diritti dell’uomo. Una concezione diversa rispetto a quanto emerge, oggi, da studi condotti a livello internazionale dall’ONU, dove si predilige una interpretazione soggettiva della felicità essenzialmente rilevata attraverso sondaggi, in base alla quale paradossalmente alcuni Stati assoluti, in cui i diritti umani vengono violati, come Emirati Arabi e Uzbekistan, mostrano di avere i cittadini più felici.

Nelle mie ricerche da tempo mi occupo di Amartya Sen, dell’indice di sviluppo umano e degli altri indicatori alternativi al Prodotto interno lordo (PIL). In ambito internazionale, negli ultimi decenni due alternative al PIL si sono affermate, almeno in parte: l’approccio dello sviluppo umano e delle capabilities di Sen e Nussbaum e l’approccio dell’utilitarismo basato invece sui sondaggi, su domande del tipo “Quanto ti senti felice?” (che Sen critica perché i suoi risultati sono inevitabilmente frutto di condizionamento mentale).

L’approccio delle capabilities di Sen e Nussbaum (o delle libertà reali di van Parijs) è molto in linea con la visione che avevano gli illuministi (non tutti), fondata sui diritti umani e, in particolare, sul diritto a ricercare la felicità (“the pursuit of happiness”) sancito nella Dichiarazione di indipendenza degli Stati Uniti. In aggiunta, l’Illuminismo ha anche valenza nella storia economica mondiale, dal momento che costituisce la base ideale da cui poi prenderà slancio la rivoluzione industriale. Da queste premesse, sorgeva l’esigenza, e l’utilità, di scrivere una storia economica della felicità che fosse diversa dalla vulgata oggi prevalente.

Alla luce dello studio che hai condotto, è possibile rispondere alla domanda: qual è la natura della felicità?

La felicità è fortemente condizionata dall’idea che gli esseri umani si fanno su di essa. Cambia, dunque, nel corso della storia. Però è sicuramente legata a un aspetto, che è il senso della vita. Ovviamente quale sia il senso della vita è una risposta mutevole. Oggi, il senso della vita e, dunque, la nostra visione della felicità si orientano generalmente in due modi: cercare di soddisfare quanti più desideri possibili di arricchimento e godimento, oppure avere una visione che contemperi benessere materiale, libertà (soprattutto libertà da e, dunque, diritti umani), possibilità di realizzarsi (capabilities) e relazioni umane.

Un bivio, questo, che comincia a delinearsi, grosso modo, con l’Illuminismo, quando si superano le visioni precedenti della felicità, proprie del mondo preindustriale e agricolo. Anche in questo caso possiamo individuare due grandi modelli, entrambi influenzati da un contesto nel quale il progresso scientifico non era ancora contemplato: una felicità ultraterrena – “la felicità non è di questo mondo” – tipica delle grandi religioni monoteiste nella parte occidentale dell’Eurasia, e una felicità ascetica, soprattutto di impronta buddista, ma presente anche nel mondo romano (pensiamo ai cinici, agli epicurei, per certi versi agli stoici), che invece porta ad affermare che la felicità si ottiene limitando i desideri. In altre parole, la felicità si può avere anche su questa terra, a patto però di limitare i desideri. Isaiah Berlin, criticando questa visione, affermava ironicamente che, a forza di ridurre i desideri, “alla fine la persona più felice è quella morta…”. Si trattava, in ogni modo, di una visione terrena della felicità, ma ancora prettamente individuale e non orientata alla trasformazione del mondo.

Gli stoici articolarono una posizione in parte diversa, legando sì la felicità all’atarassia però insistendo anche sull’importanza di un principio attivo, il logos, e cioè il connettersi con la ragione universale, alludendo in questo modo a una possibile trasformazione del mondo. La cultura stoica, tuttavia, non riuscì a trasformare il mondo romano perché non contemplava la conoscenza pratica, il progresso tecnologico.

Il lungo processo che parte dall’Europa medievale, si accelera con la Riforma e culmina nella rivoluzione scientifica e nell’Illuminismo, cambia radicalmente la visione della felicità. Si crea un nuovo paradigma che insiste sulla conoscenza utile: la conoscenza, cioè, deve essere orientata al cambiamento, al progresso. Questo porta all’idea che la felicità sia possibile su questa terra, e per tutti, attraverso la trasformazione delle istituzioni e la crescita economica. Alla conoscenza utile si lega anche l’uguaglianza formale tra le persone. L’idea che tutti abbiano il diritto a ricercare la propria felicità.

L’Illuminismo rappresenta, dunque, un cambiamento di paradigma che si associa alla Rivoluzione industriale. Cesura che porta alle due visioni odierne della felicità: quella improntata all’edonismo e quella che cerca di conciliare il piacere con l’etica, e quindi con i diritti umani. Naturalmente resistono anche le visioni preesistenti della felicità, quella ultraterrena e quella ascetica, che si confrontano faticosamente con le visioni odierne.

Arrivando agli anni Duemila, intravedi nel tempo presente una “curvatura” peculiare dell’idea di felicità?

C’è il rischio di una distopia della felicità, cioè il rischio che la felicità diventi non più un diritto, ma quasi un dovere. Questo avviene, ad esempio, in certe aziende, multinazionali e non solo, che obbligano di fatto i loro dipendenti a mostrarsi sorridenti verso i clienti (e ne controllano puntualmente l’atteggiamento). Oppure, in una monarchia assoluta come gli Emirati Arabi Uniti, dove è stato creato un ministero per l’happyness, la felicità. Un modello di felicità imposto, dove manca la dimensione genuina delle relazioni umane.

Un altro rischio incombente è quello di una felicità sintetica e artificiale, unicamente legata ai sensi, raggiungibile attraverso farmaci o droghe a buon mercato e facilmente disponibili (anche nei paesi meno sviluppati): un dollaro al giorno, una pilloletta, la prendi e sei felice… Manca però il senso della vita.

Contro questo modello distopico – anticipato da alcuni capolavori della fantascienza, come Brave New World (1932) di Aldous Huxley – rimane l’altra strada, che è quella che si rintraccia appunto ripercorrendo la storia degli ultimi secoli, nei quali alla crescita economica, alla crescita delle nostre disponibilità materiali, si è accompagnato anche un miglioramento etico, dei diritti e delle libertà. Questo collegamento (tra crescita economica e progresso etico) non è scontato, come ci mostra proprio la storia del Novecento con il nazismo e lo stalinismo, ma è comunque una partita aperta, che vale la pena di giocare. Si tratta di una partita individuale e collettiva, allo stesso tempo.

http://rivista.clionet.it/vol1/intervista/felice-storia-economica-della-felicita

 

conferenza

La via del distacco

Invito alla lettura Lunedì 16 ottobre 2017 ore 17

LA VIA DEL DISTACCO di Meister Eckhart

Conferenza di Marco Vannini

Introduce Marcello Girone Daloli
Meister Eckhart, domenicano tedesco, contemporaneo di Dante, è unanimemente considerato il maggior mistico dell’Occidente cristiano. Per l’audacia della sua speculazione, alcune sue affermazioni furono condannate dal papato avignonese, cosicché la sua figura è rimasta in ombra per secoli e solo di recente è riemersa in tutta la sua grandezza. La radicalità del distacco, che comprende anche il distacco da Dio (“Prego Dio che mi liberi da Dio”) è il punto essenziale del suo insegnamento, teso alla scoperta del “fondo dell’anima”, cioè del nostro vero essere, luogo di beatitudine infinita.
Marco Vannini, con il lavoro di quasi mezzo secolo, ha tradotto in lingua italiana tutte le opere, tedesche e latine, di Eckhart, cui ha dedicato anche numerosi studi. L’antologia La via del distacco offre una chiave di lettura agevole ad un pensiero straordinariamente profondo.

 

Conferenze e Convegni Martedì 17 ottobre 2017 ore 16

REPUTAZIONE, SOSTENIBILITÀ E WELFARE

I percorsi responsabili per un’azienda credibile

Azienda responsabile è l’azienda che pone la persona al centro del suo sistema, misurandola sulle azioni che compie, senza che questo sia da considerarsi un concetto astratto o una semplice teoria. La Responsabilità Sociale, definita dalla Commissione Europea come responsabilità delle imprese per il loro impatto sulla società, consiste in un impegno da parte della aziende di porre in atto un processo per integrare le questioni sociali, ambientali, etiche e le sollecitazioni dei consumatori nelle loro operazioni commerciali con l’obiettivo di fare il possibile per creare valore condiviso. La tavola rotonda ha lo scopo di mettere in evidenza queste tematiche così attuali, ma mai abbastanza analizzate, tramite le testimonianze di chi ne fa oggetto di studi accademici e di chi ha affronta tali temi nel corso del suo lavoro.
Saluti: Barbara Neri (Presidente AIF Emilia Romagna); Margherita Da Cortà Fumei (Presidente AIF Veneto)
Partecipano: Luca Scanavini (Consigliere AIF ER – La Corporate Social Responsibility: non un’etichetta, ma un mo(n)do di pensare); Vincenzo Marrone (Dottore di Ricerca in Sociologia – conciliazione famiglia-lavoro e prestazioni aziendali); Cristiano Zagatti (Segretario Generale CGIL Ferrara – Welfare Aziendale nella contrattazione territoriale e riordino assetti istituzionali: opportunità di rilancio socio-economico). Coordina: Luca Scanavini
A cura di AIF Associazione Italiana Formatori – Delegazione Regione Emilia Romagna in partnership con Delegazione Regione Veneto

Eventi Mercoledì 18 ottobre 2017 ore 17

DALLA PAGINA ALLO SCHERMO: PAROLE IN MOVIMENTO

È più bello il libro o il film?

Analisi e letture di Alberto Amorelli, Silvia Lambertini, Linda Morini e Eleonora Pescarolo
La Compagnia del Libro torna in biblioteca per cercare di dare risposta a uno dei grandi dilemmi dell’epoca moderna: è più bello il libro o il film? E’ una questione sulla quale ci si potrebbe soffermare a lungo senza mai arrivare ad una conclusione definitiva, ma, nonostante ciò, si possono proporre alcune riflessioni che mettano in evidenza aspetti positivi e negativi delle due differenti forme espressive. Attraverso quattro diverse opere letterarie, trasposte in altrettante pellicole cinematografiche e serie tv, l’incontro metterà a confronto due modi di raccontare la stessa storia. L’odore delle pagine e la possibilità di immaginare il volto dei propri personaggi preferiti da un lato, dall’altro le musiche e i colori del mega schermo in una sfida dall’esito non scontato che ci porterà dai giardini del Sussex ai deserti di Marte per l’ennesimo viaggio letterario targato Gruppo del Tasso.
A cura della Compagnia del Libro – Il Gruppo del Tasso di Ferrara

Conferenze e Convegni Giovedì 19 ottobre 2017 dalle 9.30 alle 19

‘IL PASSEGIERE DISINGANNATO’: GUIDE DI FERRARA IN ETÀ PONTIFICIA

Omaggio a Carlo Bassi (1923-2017)

La giornata di studio dedicata all’analisi e a una prima valutazione storico critica delle guide della città di Ferrara comprende testi editi ed inediti a partire dal XVII secolo sino alla unità d’Italia. È prevista, e in corso di organizzazione, una successiva sessione dal secolo XIX all’oggi. Gli studiosi che si sono occupati di storia ferrarese hanno ampiamente utilizzato i volumi pubblicati nell’età delle Legazioni: dal Compendio di Marcantonio Guarini (1621), alle settecentesche guide di Cesare Barotti (1770), di Giuseppe Antenore Scalabrini (1773), di Antonio Frizzi (1787), ai Due giorni in Ferrara di Ginevra Canonici Facchini (1819). Manca, tuttavia, un discorso complessivo che indichi non solo le qualità documentarie ma anche i valori civili, la cultura e le intenzioni che hanno mosso gli autori di quei testi. Un pu nto di sicuro interesse sarà la presentazione di volumi rimasti, per varie ragioni, inediti. Il convegno raduna studiosi specialisti delle università di Bologna, Ferrara, Roma, Parma, funzionari della Biblioteca Ariostea e dell’Archivio Storico Comunale: il loro impegno è quello di tentare di delineare un quadro generale che possa essere punto di riferimento per futuri e necessari approfondimenti.
È questa anche un’occasione per ricordare Carlo Bassi, autore di un’illuminante serie di guide che hanno consentito a tutti, ferraresi e no, di meglio conoscere e capire la città di Ferrara.
Il comitato scientifico della giornata di studio è composto da Franco Cazzola, Ranieri Varese, Silvana Vecchio, Paola Zanardi.
La giornata di studio è congiuntamente organizzata dalla Deputazione Ferrarese di Storia Patria e dall’Associazione Amici della Biblioteca Ariostea, con il patrocinio dell’Università degli Studi e del Comune di Ferrara.

Conferenze e Convegni Venerdì 20 ottobre 2017 ore 17

LA LIBERTÀ DELLA RELAZIONE: LA LIBERTÀ FEMMINILE E IL SUO RILIEVO COSTITUZIONALE

Conferenza di Barbara Pezzini

Coordina Micaela Gavioli
Una riflessione che esplora la dimensione più propriamente costituzionale della specificità di genere della libertà. Se i diritti declinati anche al femminile contribuiscono a definire l’universale, impedendo l’assunzione del maschile come suo riferimento e standard implicito, quali sono le condizioni perché i diritti, gli status, le relazioni giuridiche in cui vive concretamente la libertà delle donne che non siano segnati da una dimensione astratta di universalità, ma si collochino in uno spazio capace di concreta assunzione della differenza di genere in modo non subalterno e non discriminatorio?
Barbara Pezzini, costituzionalista, lavora all’università di Bergamo, dove ha introdotto l’insegnamento di Analisi di genere e diritto antidiscriminatorio; è attualmente pro-rettrice delegata alle politiche di equità e diversità. Nei suoi studi si è occupata di: bicameralismo, presidente della repubblica, diritti sociali, del referendum consultivo, del CSM e della condizione giuridica del non cittadino, nonché, a più riprese, delle tematiche connesse alle riforme istituzionali e costituzionali.
Nel suo percorso di ricerca è particolare l’attenzione all’ottica di genere nello studio dei diritti fondamentali e dell’uguaglianza costituzionale.
Per il ciclo “Libertà” a cura di Istituto Gramsci di Ferrara e Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara

 

Viaggi

Viaggiare

Sono stato ispirato da Un indovino mi disse, un libro di Tiziano Terzani. Volevo un viaggio diverso e introspettivo e avevo bisogno di lentezza. Volevo scoprire luoghi che normalmente non vengono toccati dai tragitti tradizionali.

Convivi con il diabete da molti anni. Come ti sei organizzato durante il viaggio?

Mi sono portato delle scorte di insulina ma non mi sono bastate. Molti amici mi hanno raggiunto durante il viaggio per venirmi a trovare e trascorrere un po’ di tempo insieme. Gli chiedevo di portarmi dell’insulina. Mi è capitato di rimanere senza in Argentina e ho contattato un gruppo di diabetici su Facebook. Mi hanno invitato a parlare della mia esperienza e mi hanno regalato in cambio delle fiale di insulina. Nulla è precluso, basta informarsi.

Ci sono stati momenti in cui hai avuto paura?

Sì, certo. La paura è fondamentale. La paura ci aiuta a prendere le decisioni più giuste. Chi non ha paura è un incosciente e prima o poi la paga. Ho convissuto con le mie paure e le ho affrontate e poi gestite. La mia paura più grande era che succedesse qualcosa a casa mentre ero lontano. E’ morto mio padre mentre ero in viaggio. Sono tornato a casa. Avevo appena attraversato la frontiera con la Birmania, una delle più difficili. Ho ricevuto un messaggio della mia famiglia e sono tornato a casa. Pochi giorni dopo il funerale sono ritornato e ho continuato il mio viaggio.

Qual è la cosa più interessante che hai visto?

Sicuramente i tramonti, le dune, i ghiacciai della Patagonia e tantissime altre cose mi hanno impressionato. In Nepal ho fatto un’esperienza in un orfanotrofio che mi ha colpito moltissimo.

Di cosa parla il libro?

E’ un libro in cui tutti si possono ritrovare. Non cito mai il nome del protagonista proprio perché potrebbe essere chiunque. E’ un viaggio all’interno del genere umano e di se stessi in cui il mondo fa da sfondo. E’ un libro scritto interamente in viaggio.

Adesso cosa fai?

Adesso ho fatto dei viaggi il mio lavoro e ho realizzato il mio sogno. Organizzo viaggi di tipo esperenziale. Ho chiamato il mio progetto Backpackers Academy. Ad esempio ho portato recentemente un gruppo di ragazzi a seguire in Marocco le migrazioni di una famiglia berbera. Riesco a fare queste cose perché nel mio viaggio ho preso contatti con le persone locali. Sto cercando di portare un gruppo in Nepal dove i ragazzi dell’orfanotrofio in cui ho lavorato ci faranno da guide. Ho la possibilità di viaggiare e accumulare materiale per documentari. Sto scrivendo, inoltre, un secondo libro. Sto facendo il lavoro più bello del mondo ed era quello che volevo fare.

Vuoi dire qualcosa a chi non ha ancora trovato il modo di seguire i propri sogni?

Credo sia importante fermarsi un momento a riflettere, ad essere sinceri verso se stessi e porsi le domande importanti. La mia più importante fu se ero felice e come avrei potuto essere felice nella vita. La conseguenza è stata, poi, il giro del mondo ma non vuol dire assolutamente che sia questo per tutti. Il mio messaggio è: interrogatevi, siate sinceri verso voi stessi e seguite soprattutto il vostro cuore e le vostre passioni.

 

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libri

Il lavoro ombra

Il lavoro ombraIl lavoro ombra

Tra i tanti paradossi della nostra società, come la povertà in mezzo alla ricchezza, l’illegalità diffusa nell’abbondanza di leggi, la felicità apparente di un mondo depresso, spicca l’aumento del carico di lavoro imposto ai fortunati che hanno un impiego ordinario in tempi di straordinaria disoccupazione. Non parliamo solo del mancato turn-over di personale, per cui, quando un lavoratore va in pensione si distribuisce il suo lavoro ai superstiti, ma ci riferiamo alla mole crescente di lavoro “invisibile”. Probabilmente non ce ne rendiamo conto, ma, quando facciamo benzina a un distributore self-service o utilizziamo le casse automatiche di un supermercato e di un bancomat, oppure se, invece di un taxi, ci rivolgiamo a Uber, stiamo partecipando attivamente all’eliminazione dei posti di lavoro che spettavano rispettivamente al benzinaio, alla cassiera, all’impiegato di banca e al tassista. Lo stesso accade quando ci dobbiamo districare nell’intricato labirinto automatico dei servizi clienti telefonici che hanno sostituito la voce umana, oppure quando svolgiamo online quelle operazioni bancarie e postali che fino a pochi anni fa erano di esclusiva competenza degli impiegati delle poste o dei bancari, e ancora in tante altre occasioni quotidiane, ormai tanto diffuse che non ci facciamo più neanche caso. Ben venga, allora, la lettura di un libro provocatorio e brillante come Il lavoro ombra, di Craig Lambert (traduzione di Elena Vozzi, Baldini&Castoldi pp. 318 €18), che svela questo vero e proprio sfruttamento della classe media, tanto invisibile quanto dannoso per ogni singolo individuo e per la società nel suo complesso.  L’autore, giornalista americano di formazione sociologica, ci guida nel mondo dell’automazione dilagante, dove il concetto stesso di “lavoro” è diventato ambiguo: chi penserebbe mai, ad esempio, come a un vero “lavoro”, montare un mobile Ikea, o fare la raccolta differenziata, oppure sparecchiare dopo aver mangiato a un fast-food? Eppure, sostiene Lambert, stiamo svolgendo un’attività non retribuita, dalla quale ci sarà qualcuno che ne trarrà vantaggio senza dover pagare un operaio, un cameriere o uno spazzino. Allo stesso modo, e qui è ancora più difficile rendersene conto, forniamo gratuitamente un servizio a qualcuno che ci guadagnerà anche tutte le volte che usiamo i social o permettiamo a qualcuno di utilizzare i nostri dati, condizione spesso imprescindibile per firmare un contratto o attivare una garanzia. In quel preciso momento stiamo cedendo delle informazioni preziose, che si tramutano immediatamente in un guadagno per le società di servizi, sondaggi e statistica. Il pericolo maggiore, però, non è costituito dalla possibile, e in alcuni casi inevitabile, violazione della privacy, ma, come acutamente osserva l’autore, nell’inesorabile avanzata di una società atomizzata, costituita da singoli individui sciolti da ogni legame di appartenenza familiare, politico o generazionale per diventare docili strumenti nelle mani dei più forti, il cui unico scopo è il profitto: infinito, inesauribile, inesorabile.

Come reagire a questi soprusi? Ricette facili non ce ne sono, ma anche solo rendersi conto di quale sia la pervasiva realtà che ha invaso la nostra esistenza è una mossa efficace, un primo passo verso la consapevolezza che ognuno di noi ha una straordinaria ricchezza a disposizione, una ricchezza non negoziabile e non trasferibile: la propria vita e il proprio tempo che non è denaro, ma è quasi tutto il resto.

*Il lavoro ombra, di Craig Lambert (traduzione di Elena Vozzi, Baldini&Castoldi pp. 318 €18)

http://www.barbadillo.it/70017-libri-il-lavoro-ombra-di-lambert/