festival

Futuri digitali

Da venerdì 29 settembre teatro Storchi, San Filippo Neri, biblioteca Delfini, Musei e Comune ospitano conferenze, talk e laboratori. In bus tra luoghi dell’innovazione

Prende il via venerdì 29 settembre “After Futuri Digitali – Modena Smart Life”, il primo festival nazionale sul digitale che trasformerà per tre giorni Modena in un laboratorio urbano di applicazione della Banda Ultra Larga. Al tema “Connettere – Strategia Nazionale della Banda Ultra Larga” saranno interamente dedicate conferenze, incontri e dimostrazioni della tre giorni.

Nella prima giornata After propone conferenze, talk, laboratori e dimostrazioni pratiche per raccontare il futuro già possibile grazie alla connettività e processi di digitalizzazione.

Alle 9 al San Filippo Neri si parte con il laboratorio “Digital Changemakers” condotto da Open Group in cui i partecipanti, anche grazie alla piattaforma You Rock http://www.yourock.jobs/it, potranno misurare propri talenti e skill in un’ottica proattiva. Contemporaneamente alle 10 all Biblioteca Delfini si svolge “Ubiquità cercasi. La banda ultra larga nelle aree rurali e montane”, relatori ed esperti discutono della scommessa che si sta giocando nelle aree rurali e montane: la diffusione della Banda Ultra Larga come strumento di sviluppo e cambiamento.

Alle 10.30 al Teatro Storchi va in scena “Si può fare! 30 azioni per fare amministrazione digitale”, incontro curato dai coordinatori delle 9 Comunità Tematiche dell’Agenda Digitale dell’Emilia-Romagna, che anticipa la Prima Conferenza Nazionale sullo stato di attuazione del Piano Nazionale Banda Ultra Larga di sabato 30 settembre al quale parteciperanno partner istituzionali di Ministero, Regione, Comune e rappresentati di altre istituzioni, tra cui la Commissione Europea e l’Anci.

Alle 14 dal Teatro Storchi di largo Garibaldi 15 parte il tour fra spazi privati e pubblici della città dove si sviluppano idee innovative: Fab Lab, Centri di co-working e Palestra digitale. Il tour, della durata indicativa di un paio d’ore, si svolge su un bus offerto da Seta e vede la presenza a bordo dei referenti delle strutture che saranno visitate.

Alle 15 alla Biblioteca Delfini si svolge la conferenza “Noi vogliamo il wi-fi! La connettività è un diritto umano?”: l’eurodeputata Cecile Kyenge, insieme ad altri relatori esperti di inclusione digitale, affronteranno il fenomeno dell’immigrazione e della connettività digitale come canale attraverso cui intercettare, aiutare e valorizzare la presenza dei migranti.

Al San Filippo Neri (ore 15) c’è “Come ti invecchio bene al tempo della Banda Ultra Larga”. Rappresentanti della società cooperativa sociale Anziani e non Solo e del progetto Activage discuteranno di come tecnologie digitali e soluzioni smart living possono contribuire a far sì che le persone anziane partecipino il più a lungo e attivamente possibile alla vita sociale e a migliorare la loro qualità di vita.

Alle scuole Mattarella (ore 15) è in programma “Dire, fare, twittare. Alla scuola serve la BUL”. I nativi digitali non devono ‘imparare il digitale’, semmai capire cosa farci e nel mediare questo processo di apprendimento la scuola ha un’enorme responsabilità. Damien Lanfrey, Chief Innovation Officer del Miur, insegnanti ed esperti di progetti digitali nel mondo della scuola discutono di quali politiche servono per dare pari opportunità di accesso alle tecnologie.

Alle 17 al Teatro Storchi va in scena “Generazione Y. Che ci facciamo con tutta questa banda?”: il teologo Vito Mancuso e il giornalista de ‘Il Sole 24 Ore’ Luca De Biase accompagneranno le riflessioni di tre tra i più seguiti giovani youtuber italiani, Enzuccio, ShantiLives e Sabaku No Maiku, per comprendere alla luce della loro esperienza il fenomeno youtube e la sua valenza economica e sociale.

A Palazzo Comunale (ore 17) si svolge “Il digitale nei servizi alle imprese”. La connessione a banda ultra larga è indispensabile per garantire ad imprese e cittadini servizi efficienti e all’altezza delle sfide imposte dal nostro tempo. Enrico Pagliarini, conduttore di 2024 su Radio 24, intervisterà Damiano Pietri (Confartigianato) Luca Puccini (Lapam) e Pablo Pellegrini (SB Italia) per comprendere come soddisfare le aspettative e le esigenze delle piccole, medie e micro imprese.

A Palazzo Dei Musei  (ore 17.30) Piacere Modena presenta GUSTI.a.MO17 Tutto il Bello e il Buono di Modena, Navigando tra Cibo e Arte del Territorio, un talk show che pone sotto i riflettori l’importanza della relazione tra cibo, arte, territorio e cultura a Modena nel ventennale del riconoscimento Unesco al complesso monumentale di Piazza Duomo. Al termine seguirà un percorso guidato a tema arte e cibo ai Musei Civici di Modena.

Nel complesso San Geminiano alle 20 con “Visioni Digitali” esperti in visione artificiale, cinematografia, editor e regia parleranno del video come strumento di cultura, divertimento, interazione virtuale e conoscenza nelle nuove professioni per la computer vision e l’intelligenza artificiale.

In chiusura di giornata, il concerto “Modena 29 settembre” della Premiata Forneria Marconi – All The Best, alle 21 in Piazza Roma.

Durante tutta la durata della manifestazione (29 settembre – 1 ottobre) la Galleria Europa e Piazza Grande ospitano un’esposizione interattiva a cura dei technical partner della manifestazione dove la realtà aumentata sarà a disposizione di tutti, con robot e software che trasformano l’irreale in tangibile.

Per informazioni: http://www.afterfestival.it

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fantascienza

Renato Pestriniero

Nella sua lunga carriera di scrittore il senso del mistero lo ha sempre accompagnato. Renato Pestriniero è una delle figure storiche della narrativa fantascientifica italiana e nei circa sessant’anni nei quali vi si è dedicato ha lasciato una traccia indelebile ottenendo alcuni tra i più importanti riconoscimenti letterari del settore, dal Premio Tolkien, al Premio Europa, al Premio della critica Ernesto Vegetti, vincendo anche numerose edizioni del Premio Italia.
Tra i suoi scritti maggiormente conosciuti citiamo il racconto Una notte di 21 ore dal quale il regista Mario Bava, con la sceneggiatura di Alberto Bevilacqua e Callisto Cosulich, realizzò nel 1965 il film Terrore nello Spazio che rimane una pietra miliare nei film di fantascienza italiana “che ha lasciato un ricordo indelebile nel pubblico internazionale”, come ha scritto Giuseppe Lippi nell’antologia Contact -Tutti i film su Ufo e Alieni (a cura di R.Chiavini, G.F. Pizzo e M.Tetro).
Ma c’è anche un altro scritto di Renato che avrebbe potuto divenire un film se solo il grande regista Federico Fellini fosse vissuto ancora. Inoltre, il Nostro ha altre due passioni che ne animano la creatività: l’arte pittorica informale e Venezia, la sua meravigliosa città. Abbiamo avuto il piacere di poter intervistare Renato Pestriniero, il quale con ampiezza di pensiero non solo ci ha parlato della fantascienza ma ci ha anche svelato tante altre cose della sua arte e di sé. A questo punto, se vi siete incuriositi (ne siamo certi), mettetevi comodi e leggete quello che ci siamo detti, non ve ne pentirete!

https://www.worldsf.it/?p=1562

illustrazione

L’arte in tasca

L’arte in tasca
Calendarietti, réclame e grafica 1920-1940
15 settembre 2017 – 18 febbraio 2018

Al Museo della Figurina di Modena, una mostra sui piccoli capolavori dell’Art Déco: i calendarietti tascabili, piccoli omaggi profumati nati tra il 1920 e il 1940 dal talento di artisti, grafici, pubblicitari e illustratori dell’epoca.

A Palazzo Santa Margherita (corso Canalgrande 103, Modena), dal 15 settembre 2017 al 18 febbraio 2018, L’arte in tasca. Calendarietti, réclame e grafica 1920-1940, a cura di Giacomo Lanzilotta, approfondisce una forma d’arte molto diffusa in quel ventennio che intercorre tra la due guerre mondiali e che vede anche la nascita e l’evoluzione dell’Art déco: i calendari da tasca, i cosiddetti ‘calendarietti del barbiere’, rappresentati in mostra da ottanta esemplari, per un totale di oltre 300 immagini, accanto ai prodotti affini a quel mondo – réclame, etichette, confezioni di profumi, cosmetici e oggetti rari come un curioso apparecchio spuzza-profumo a monete degli anni Trenta  – in un percorso espositivo suddiviso per tematiche (dalla profumeria alla seduzione fino al fascino dell’Oriente, passando per letteratura e spettacolo)  e illustratori.

La mostra è prodotta in occasione del festivalfilosofia 2017, dedicato quest’anno alle Arti, dal Museo della Figurina in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena.

Nella prima metà del ‘900, i calendarietti condividono con le figurine il piccolo formato, le tecniche di stampa, la serialità, la vocazione a diventare oggetti da collezione e, soprattutto, il fatto di veicolare messaggi pubblicitari, funzione che in seguito le figurine perderanno. Specchio dei gusti, delle tecniche pubblicitarie e dei consumi del secolo scorso, i calendarietti rappresentano documenti preziosi anche dal punto di vista della storia della grafica e più in generale dell’arte, poiché frequentemente disegnati e firmati da artisti famosi, altra cosa che li distingue dalle figurine, i cui autori sono spessissimo ignoti.

Quella tra il 1920 e il 1940 è la stagione più felice per i calendarietti e la micrografica sia per l’apporto di illustratori di grande richiamo – da Codognato a De Bellis, da Carboni a Romoli, solo per fare qualche nome – sia per lo stile di cui erano significativi testimoni: quei prodotti rappresentavano il risultato di un’estetica nuova, ricca di fascino ed eleganza, che presto si definì come l’imperante gusto déco. Un linguaggio figurativo fondato su una ricercata armonia geometrica, ridondante di motivi ritmici quali scacchiere, cerchi concentrici, linee segmentate onnipresenti nella decorazione dei costumi e degli arredi, dove le storie erano spesso rappresentate in ambientazioni da sogno, tra le profusioni d’oro e di argento che ne ornavano le pagine.

Profumato con qualche essenza spesso reclamizzata all’interno, nel suo formato più diffuso il piccolo almanacco si presentava in forma di libriccino di dodici o sedici facciate. Ciò che poi lo ha fatto diventare un genere artistico autonomo degno di rilevanza e oggetto di collezionismo, sono stati i suoi contenuti, le incantevoli pagine a colori finemente illustrate in cui i mesi del calendario campeggiavano all’interno di una tematica: la bellezza delle dive del cinema, le avventure d’amore lette nei libri o viste a teatro, gli eroi e i grandi personaggi della storia, il fascino dei lontani paesi esotici, e tutto ciò che poteva offrire innocenti evasioni della fantasia, ispirate dalle immagini seducenti e dalle fragranze che quelle pagine emanavano.

Ma al di sopra di ogni altra cosa è stato il mondo della bellezza, dei profumi e dei cosmetici il tema dominante che ha influito non poco per la fortuna stessa di questo genere artistico: il legame tra i calendarietti tascabili, la loro profumazione e le correlate réclame delle diverse case produttrici è stato infatti uno dei fattori più importanti per la loro stessa popolarità, permettendo che quei piccoli foglietti illustrati fungessero da veicolo pubblicitario gradevole e duraturo nelle tasche di intere generazioni.


Accompagna la mostra il catalogo L’arte in tasca. Calendarietti, réclame e grafica 1920-1940 (Franco Cosimo Panini) con testi del curatore Giacomo Lanzilotta e di Maurizio De Paoli. Accanto un ampio repertorio iconografico di circa 300 immagini, i testi di Giacomo Lanzilotta mettono in luce per la prima volta in maniera completa e sistematica le biografie di artisti noti e meno noti che hanno lavorano nella micrografica. Maurizio De Paolo si concentra invece su un’analisi storica approfondita di questa particolare forma d’arte.

Sabato 16 e domenica 17 settembre dalle 16.00 alle 18.00 a ciclo continuo, sarà possibile partecipare a Questione di naso. Indovina l’odore, percorso olfattivo a ingresso libero per testare le nostre capacità di riconoscere gli odori. Ai partecipanti, grandi e piccoli, un piccolo omaggio profumato.

mostra L’arte in tasca. Calendarietti, réclame e grafica 1920-1940
a cura di Giacomo Lanzilotta
sede Museo della figurina, Palazzo Santa Margherita, Corso Canalgrande n. 103 – Modena
periodo 15 settembre 2017 – 18 febbraio 2018
prodotta in collaborazione con Fondazione Cassa di Risparmio di Modena
percorso olfattivo Questione di naso. Indovina l’odore, sabato 16 e domenica 17 settembre, dalle 16.00 alle 18.00 (a ciclo continuo, ingresso libero)
Orari
da mercoledì a venerdì 10.30-13; 15-19
sabato, domenica e festivi 10.30-19
lunedì e martedì chiuso
Orari per il festivalfilosofia
venerdì 15: 9-23
sabato 16: 9-01
domenica 17: 9-21
Ingresso gratuito
Info http://www.museodellafigurina.it – tel. 059 2032919
Ufficio stampa Pomilio Blumm
Irene Guzman tel. 349 1250956, irene.guzman@comune.modena.it

 

didascalie immagini:

Les fleurs niçoises Bruyère,1930-40, Pubblicità profumeria Cosmydor, Parigi, Etichetta per scatola di saponi profumati

Balli Russi, 1928. llustratore Sergio Nicolò De Bellis, Pubblicità Farmacia Boscia, Pesaro, Calendarietto

Argomenti vari

Riprendono le attività all’Ariostea

Conferenze e Convegni Lunedì 11 settembre 2017 ore 17

Vita e pensiero di Ernst Bloch, filosofo della speranza e dell’utopia concreta, a quarant’anni dalla morte

Conferenza di Nicola Alessandrini

Coordina Davide Nanni
Lo hanno definito uno “Schelling marxista”, un “profeta del Vecchio Testamento”, un “corruttore degli studenti”, un “intellettuale singolarissimo e scomodo” e ancora: “pirata sotto falsa bandiera”, uno studente “troppo stupido per fare filosofia” nonché “uno dei dieci uomini più dotati della terra”. Ernst Bloch (1885-1977), annoverato oggi tra i più fecondi e controversi pensatori del ventesimo secolo, è passato alla storia come il filosofo de Il principio speranza e dello Spirito dell’utopia, concetti cui ha dedicato oltre settemila pagine, lavorando instancabilmente fino all’età di novantadue anni. Ebreo, ateo e marxista, Bloch ha attraversato i grandi stravolgimenti del secolo scorso, fuggendo prima dalla barbarie nazista e poi dalla Repubblica democratica tedesca, nella quale aveva riposto i propri sogni socialist i. A quarant’anni dalla sua morte, ripercorreremo le trame della speranza attraverso l’avventura biografica e filosofica dell’”eretico più produttivo del marxismo contemporaneo”.
A cura di Istituto Gramsci di Ferrara e Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara

 

Incontro con l’autore Martedì 12 settembre 2017 ore 17

Ferrara e i suoi mille misteri

Presentazione del libro di Graziano Gruppioni

(2G Editrice, 2016)
Dialoga con l’Autore Alessandro Gulinati
Il volume ha come fondamento una serie cronologica di cento puntate a cadenza settimanale apparse fra gli anni 2010 e 2011 sul quotidiano “La Nuova Ferrara”. L’interesse suscitato da quegli articoli ha stimolato l’autore ad unirli e raccoglierli in un primo volume, ampliandone e rielaborandone il testo con l’aggiunta di quella bibliografia generale che ha costituito la base della sua ricerca. L’autore ci informa che quest’opera non ha la pretesa di voler fornire un quadro completo della nutrita storia di Ferrara, ma intende evidenziare e illustrare argomenti e nodi cruciali, a volte misteriosi e sconosciuti ma di particolare interesse storico-politico del territorio ferrarese. Il volume illustra la storia di Ferrara dalla sua fondazione fino all’alba del 26 maggio 1425 quando un carro con tre corpi, mentre la città dormiva e il sole arrossava l’aurora, si allontana dal castello Estense per raggiungere dalla strada d i Terranova la chiesa di San Francesco e scaricare, all’ombra del campanile, il suo macabro carico in fosse comuni scavate sul sagrato della basilica: i giovani amanti Parisina Malatesta e Ugo, figlio di Niccolò d’Este, non trovarono infatti posto nel sepolcro che accoglieva i membri di casa d’Este, ma trovarono riposo in due fosse, di cui si persero le tracce quando nel 1494 chiesa e campanile furono ricostruiti dalle fondamenta. Il libro, scritto con grande emozione e passione per la storia locale, ha l’intento di far avvicinare e coinvolgere un numero sempre più alto di lettori alla meravigliosa e gloriosa storia della nostra bella Ferrara.

Invito alla lettura Mercoledì 13 settembre 2017 ore 17

Ribelliamoci!

La letteratura della rivolta nei vari contesti culturali e sociali

Quando esprimere risolutamente il proprio dissenso significa avere il coraggio di lottare
Letture ed analisi di Silvia Lambertini, Sara Suzzi, Alessandro Tagliati, Sabina Zanquoghi
“…perché si tratta pur sempre, come si diceva anche allora, e come sarebbe bene tornare a dire anche oggi, io credo, di cambiare la vita e di modificare il mondo. Cambiare la vita, modificare il mondo sono due motivazioni alla base della creatività e quindi dell’arte.” (Edoardo Sanguineti)
La Compagnia Del Libro torna con i suoi consueti appuntamenti letterari per proporre, in questo caso, una riflessione sulla ribellione in vari contesti culturali e sociali: ribellione nei confronti di un’autorità costituita, di un pensiero dominante, ribellione alle menzogne e al perbenismo. Da Danilo Dolci alla Giménez-Bartlett, dal Sandinismo alla lotta per la liberazione degli schiavi d’America: un viaggio attraverso diverse lotte sostenute nel mondo per i diritti dell’uomo e la libertà di pensiero.
A cura della Compagnia del Libro – Il Gruppo del Tasso di Ferrara

Incontro con l’autore Giovedì 14 settembre 2017 ore 17

L’età Jonica della Grecia antica

Presentazione del volume di Ada Negri

(Edizioni Arstudio, 2017)
Dialoga con l’Autrice Gina Nalini Montanari
Il libro tratta del periodo Jonico della letteratura greca dall’VIII al V secolo a.C. con analisi delle opere degli autori più importanti e famosi nei vari generi letteratura dell’epoca “Tra epica, lirica storiografica, filosofia, favola e commedia” è il primo volume di una trilogia che comprende “L’età classica della Grecia antica” e “Sintesi storica letteraria dell’età ellenistica e greco romana”, questi due ultimi già presentati. L’opera è di uguale uso per gli studenti liceali e strumento di apprendimento o rievocazione di conoscenze per adulti appassionati di cultura greca.
Ada Negri, nata a Conselice (Ravenna), risiede a Ferrara dal 1947. Laureata in Lettere Classiche a Bologna. Ha insegnato per 32 anni Latino e Greco nei licei ed ha partecipato a molte Commissioni per gli esami di maturità. In pensione ha scritto una ventina di libri di poesia, saggistica e narrativa ed è presente con alcune opere in una trentina di Antologie. Si diletta anche di pittura, fotografia ed enigmistica.

Conferenze e Convegni Venerdì 15 settembre 2017 ore 17

Libertà ed economia

Conferenza di Patrizio Bianchi e Maurizio Zenezini

Coordina Diego Carrara
Karl Polany (1886-1964), il grande economista e filosofo ungherese, in una serie di saggi affrontò il tema che sarà oggetto del dialogo tra i due economisti Patrizio Bianchi e Maurizio Zenezini: come conservare la libertà in una società complessa. E, a fronte della ‘grande trasformazione’ e dell’avvento dei totalitarismi negli anni venti e trenta in Europa, la sua risposta argomentata fu questa: il modo per impedire la scomparsa delle libertà nell’economia e nella società consiste nell’espanderle. Come si pone oggi questo difficile e contrastato rapporto tra libertà ed economia? Come conciliare le libertà dei vari attori sociali e individuali presenti nel mercato? Come tenere insieme libertà, crescita economica, creazione di nuovo lavoro e diritti dell’imprenditore e dei lavoratori? Domande difficili nel tempo della globalizzazione, delle crisi economiche, dell’innovazione tecnologica che riduce i posti di lavoro, del primato dell’economia e del mercato rispetto ai diritti fondamentali.
Per il ciclo “Libertà” a cura di Istituto Gramsci di Ferrara e Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara

Conferenze e Convegni Lunedì 18 settembre 2017 ore 17

​Lo sviluppo interiore nella Scienza dello Spirito di Rudolf Steiner

Conferenza di Fabio Burigana

Introduce Marcello Girone Daloli
Rudolf Steiner propone una Scienza dello Spirito quale evoluzione della Scienza naturale. Nella prima parte della sua vita Rudolf Steiner può essere considerato l’epistemologo del pensiero scientifico di Goethe, che vuol cogliere la Vita presente nella Natura.
Chi brama di conoscere
qualcosa di vivente e di descriverlo,
cerca da prima di scacciar lo spirito;
… non gli manca, ahimè, che l’essenziale:
il nesso spirituale! (Goethe)
Questa conoscenza vivente della Natura, quale premessa ad una Scienza dello Spirito, implica una trasformazione di chi si pone in ricerca. Questa conferenza di Fabio Burigana, medico antroposofo, allievo di Massimo Scaligero, vuole indicarne i punti fondamentali.

Incontro con l’autore Martedì 19 settembre 2017 ore 17

Ricordati di te

Presentazione del libro di Fabio Valenzisi

(Edizioni ArgentoDorato, 2017)
Introduce e coordina Francesca Mariotti, presidente dell’Associazione culturale Olimpia Morata, promotrice della rassegna di Slow Reading, “Perchè leggere libri è ciò che ci insegnerà a PENSARE e CAPIRE nella vita!”
Un interessante incontro con Fabio Valenzisi in un dialogo con Paolo Bianconi, psicoterapeuta e psicologo, sulla necessità di ricerca del proprio mondo interiore per una più profonda consapevolezza di sé e dell’altro. Metodi tradizionali e alternativi.
Letture a cura di Eleonora Ippolita Belletti.
Fabio Valenzisi è un professionista nel settore del wellness e della medicina alternativa da oltre 15 anni. Svolge la sua attività presso i suoi studi di kinesiologia applicata. Tiene regolarmente corsi e conferenze su psicologia del benessere, psicosomatica integrata e Lavoro su di sé, e collabora con psicologi e psicoterapeuti trattando le dinamiche psico-corporee correlate allo stress.
Per il ciclo “Slow reading” a cura dell’Associazione Olimpia Morata di Ferrara

Incontro con l’autore Mercoledì 20 settembre 2017 ore 17

Vicolo cieco delle adultere

Presentazione del libro di Paolo Molinari

Una storia di giovinezza, cinema & indiscrezioni dalla Ferrara medievale al Maggio 1977 (Faust Edizioni, I nidi, 2017)
Dialoga con l’Autore Paolo Sturla Avogadri
Un Signore di Ferrara violento e dissoluto: Niccolò III d’Este. Un romantico giullare dalla lingua lunga: Bracco de’ Robusti. Un enigmatico boia tormentato dai rimorsi: Gualtiero Pandermili. Una donna da conquistare ai tempi di Ugo e Parisina: Lea Falzagalloni. Una regista americana con l’ossessione per Antonioni: Charlene Howlette. Ho potuto riscontrare e apprezzare, oltre a una notevole e fantasiosa creatività, altrettanta dimestichezza e competenza nella storia della nostra città, per non parlare poi dell’impeccabile forma lessicale” Dalla prefazione di Paolo Sturla Avogadri, autore del best-seller “La Ferrara segreta”.
Con il patrocinio della Pro Loco di Ferrara

Conferenze e Convegni Venerdì 22 settembre 2017 ore 17

Libertà e società aperta

Conferenza di Maura Franchi e Antonio Moschi

Coordina Sergio Gessi
Il concetto di società aperta è cambiato nel tempo. Cosa intendiamo oggi con tale espressione? Abbiamo la consapevolezza che non potremo tornare ad una società composta da individui che condividono le stesse radici e, d’altra parte, viviamo la complessità proposta da una società che non può ripristinare confini, che non avrà più l’omogeneità di cultura e di storia che in passato aveva connotato una nazione. La globalizzazione ha dato luogo ad un processo irreversibile di flussi di informazioni, di beni, di capitali e di persone. Intanto, i cavi di Internet sotto gli oceani avvolgono la terra come il filo di un gomitolo attraverso cui passa il traffico intercontinentale di dati. La globalizzazione sollecita, per comprensibili ragioni, risposte difensive, sentimenti di paura e insieme di impotenza. Per tornare alla riflessione sulla libertà: la società aperta allarga la libertà indiv iduale? E non da ultimo, cosa significa essere cittadini di una società aperta? Quali prospettive per la libertà nell’epoca dell’incertezza, parola chiave di un tempo caratterizzato dalla crisi delle grandi narrazioni, da una pluralità ed eterogeneità di relazioni e giochi linguistici, dalla labilità di strutture e modelli?
Per il ciclo “Libertà” a cura di Istituto Gramsci di Ferrara e Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara

Conferenze e Convegni Martedì 26 settembre 2017 ore 17

La comunicazione chimica negli insetti. Ricerca e applicazione.

Relazione del prof. Giuseppe Rotundo

Dopo la pausa estiva riprendono le iniziative dell’Accademia delle Scienze di Ferrara, presieduta da Adolfo Sebastiani, con una conferenza dedicata all’affascinante mondo degli insetti e alle loro forme di comunicazione.
L’Accademia delle Scienze di Ferrara è la più antica associazione culturale ferrarese, fondata nel 1823, insignita nell’anno 1847 di decorazione accademica dal Sovrano Pontefice Pio IX, eretta in ente morale con decreto reale del 19 settembre 1935, ha per scopo l’incremento delle scienze.
A cura dell’Accademia delle Scienze di Ferrara

Incontro con l’autore Mercoledì 27 settembre 2017 ore 17

Virgilio – Bucoliche

Presentazione del libro di Rina Buroni e Carla Baroni

Traduzione italiana in endecasillabi
Ne parla con Carla Baroni Tito Manlio Cerioli.
Introduce Silvia Casotti, Nuovecarte – Ferrara
Questa traduzione a due mani nasce da un’esercitazione scolastica che Rina Buroni si trovò ad affrontare all’età di soli tredici anni; si trattava di rendere in italiano l’incipit delle Bucoliche di Virgilio. Lo fece in endecasillabi perfetti e le valse parecchi riconoscimenti. Solo molto più tardi la figlia, Carla Baroni, cercò di convincerla a proseguire il suo lavoro, ma senza successo. Di qui la decisione della poetessa ferrarese di completare, dopo la morte di Rina, le parti mancanti, e di dare finalmente alla stampa e divulgare questo impegnativo lavoro. Si tratta di un ulteriore tardivo omaggio al lavoro di una poetessa del tutto sconosciuta, dopo la pubblicazione recente dell’opera completa di Buroni, e assume un significato particolare proprio perché da qui ha avuto inizio quella visione bucolica della vita che ha permeato molte delle sue liriche. Per quanto riguarda le parti tradotte da Car la Baroni, invece, lei stessa commenta: “Mi sono rifatta un po’ a quanto – si dice – rispondeva Salvatore Quasimodo a chi gli criticava la non perfetta aderenza filologica della sua stupenda traduzione dei Lirici Greci: ‘Io ne ho tradotta l’anima’, sperando di esserci riuscita anch’io, almeno in piccola parte”.

Incontro con l’autore Giovedì 28 settembre 2017 ore 17

Ritorno in Montenegro

Presentazione del libro di Vittorio Ferorelli

(Edizioni ABao AQu, 2016)
Dialoga con l’autore Angelo Andreotti (poeta e saggista, dirigente dei Musei d’arte antica e storico-scientifici di Ferrara. È uno dei fondatori dell’Accademia del Silenzio di Anghiari).
Il 2 maggio 1943, sulle montagne del Montenegro, perde la vita, con molti altri soldati, un giovane ufficiale dell’esercito italiano, già sopravvissuto alla guerra in Grecia. Un episodio dimenticato, perso tra le pieghe di una storia più grande, l’occupazione militare dei Balcani, a sua volta rimossa. Settant’anni dopo, un uomo, guardando la medaglia d’argento assegnata a quell’ufficiale, che era il padre di suo padre, si accorge di non avere mai saputo chi fosse, e decide di ricostruire la sua vicenda. Guardando le foto di famiglia e ricercando tra le carte d’archivio, nasce l’idea di fare un viaggio solitario per vedere i luoghi di quegli avvenimenti e scoprire se conservino ancora qualche traccia di memoria.
Vittorio Ferorelli, giornalista e scrittore. Lavora all’Istituto per i beni culturali della Regione Emilia-Romagna dal 1997. È stato a lungo caporedattore della rivista “IBC. Informazioni, commenti, inchieste sui beni culturali”. Da “Ritorno in Montenegro” è stato tratto un monologo, letto nei teatri di Castelnuovo nei Monti e Mirandola.
Con il patrocinio dell’Istituto per la storia e le memorie del Novecento “Parri” Emilia-Romagna

Eventi Venerdì 29 e sabato 30 settembre 2017

​Internazionale a Ferrara 2017

Dibattiti, interviste, proiezioni, workshop e mostre

Dal 29 settembre al 1 ottobre si terrà l’undicesima edizione di “Internazionale a Ferrara”, una delle iniziative più significative del panorama culturale italiano.
La manifestazione, ospitata nei prestigiosi spazi del centro storico di Ferrara, affronta tematiche di grande attualità e di rilevanza sociale, economica e politica, in grado di suscitare l’interesse e il coinvolgimento di un numeroso e attento pubblico, in gran parte giovane. Gli spettatori del festival potranno ascoltare e incontrare giornalisti, studiosi, scrittori, fotografi e artisti provenienti da tutto il mondo grazie a dibattiti, interviste, proiezioni, workshop e mostre.
In Biblioteca Ariostea venerdì 29 e sabato 30 settembre sono previsti alcuni incontri ancora in via di definizione.
Il programma del Festival sarà disponibile online da metà settembre sul sito www.internazionale.it/festival

Didattica Anno scolastico 2017/2018

TRA CARTE E LIBRI

Proposte didattiche per l’anno scolastico 2017-2018

A scuola di biblioteche e archivi

Tra Carte e libri, a scuola di Archivi e Biblioteche, è il titolo della proposta didattica per l’anno scolastico 2017/2018, che il Servizio Biblioteche e Archivi del Comune di Ferrara, con il patrocinio dell’Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia di Ferrara, propone alle scuole e al pubblico interessato, per promuovere la lettura e la conoscenza del vasto e prezioso patrimonio libraio e documentario. Il programma, offre complessivamente 40 attività e consiste in laboratori di lettura, visite guidate, ricerche bibliografiche e archivistiche, incontri con l’autore, conferenze, attività di animazione ecc.,
Tutte le attività si svolgeranno presso le biblioteche e gli archivi comunali: Biblioteca Ariostea (Via Scienze,17-FE), Biblioteca G.Bassani (Via Grosoli,42-Barco-FE), Biblioteca G.Rodari (Viale Krasnodar, 102-FE), Biblioteca A. Luppi”, (via Arginone, 320 Porotto-FE), Biblioteca D.Tebaldi (Via Ferrariola, 12, FE) e Archivio Storico Comunale (Via Giuoco del pallone,8-FE).
Il calendario è flessibile e ogni attività va prenotato e  concordato direttamente con gli operatori.
Il programma dettagliato di tutte le proposte formative è in distribuzione presso le strutture del Servizio Biblioteche e Archivi del Comune di Ferrara e scaricabile dalla homepage del Servizio.
Per informazioni contattare Beatrice Morsiani allo 0532-418213/418242 (b.morsiani@edu.comune.fe.it)

Eventi Media Library On Line – Press reader

​La nuova edicola elettronica delle biblioteche ferraresi

Quasi tremila testate digitali disponibili gratuitamente

Da agosto, grazie al nuovo servizio Media Library On Line – Press reader, gli utenti delle biblioteche ferraresi possono accedere gratuitamente a un’edicola elettronica ricca di migliaia di testate, fra quotidiani, settimanali e periodici nazionali e internazionali.
Il nuovo servizio permetterà a tutti gli iscritti al Polo unificato ferrarese di sfogliare digitalmente giornali e riviste nella stessa identica versione del formato a stampa, dalla prima all’ultima pagina con testi e immagini.
L’elenco delle testate disponibili, pubblicate da 92 Paesi e in 48 lingue diverse, è vastissimo: quotidiani nazionali e locali (Corriere della Sera, Gazzetta dello Sport, La Stampa, The guardian, The Washington Post, Le Monde, corrieri e gazzette locali, … ), free press (Metro, Leggo, City, …), riviste di cucina (Sale & pepe, Cucina moderna, …), periodici di divulgazione scientifica e intrattenimento (Focus, National Geographic, BBC History, Computer, …), mensili dedicate al benessere e alla salute (Star bene, Saper vivere, Men’s Health, …), riviste di moda e attualità (Vanity fair, Cosmopolitan, Marie Claire, Elle, …). La vastità e la varietà delle testate disponibili è talmente ampia – ad oggi ammonta a ben 2.863 titoli – che non resta che l’imbarazzo della scelta. La piattaforma digitale consente di selezionare le testate per lingua e paese di pubblicazione; di stampare, salvare e ascoltare gli articoli; di effettuare ricerche per parola all’interno dei titoli e dei testi di ogni singolo giornale, nell’archivio dei sessanta giorni precedenti l’uscita della copia corrente.
Per utilizzare l’edicola elettronica con i propri dispositivi digitali (pc, tablet, smartphone), da casa, in ufficio o in biblioteca, sarà sufficiente accedere al portale MediaLibraryOnLine del Polo unificato ferrarese (http://ferrara.medialibrary.it). Inoltre, nelle biblioteche Ariostea, Bassani e Rodari, alcune postazioni saranno dedicate a questo nuovo servizio. Per ulteriori informazioni il personale delle biblioteche è fin d’ora a disposizione negli orari di apertura delle singole strutture.

 

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Continua la promozione per Nova SF

Continua intanto la grande offerta 1+1 (non cumulabile con altre offerte in corso) che permette di ricevere per ogni numero di Nova Sf* acquistato un volume della stessa collana COMPLETAMENTE IN OMAGGIO.

Ci sono 80 volumi su 81, tutti disponibili, nel catalogo di Nova Sf* che potete consultare nel sito www.elaralibri.it, con i sommari completi di ogni volume, volumi che vanno dalle 256 alle 500 pagine ciascuno, e che offrono romanzi completi, romanzi brevi, racconti, rubriche, illustrazioni, profili degli autori, servizi speciali, testimonianze dei protagonisti della storia della sf italiana, tanto cinema, rendendo ogni numero un’esperienza di lettura di altissimo livello, con i più grandi inediti dei più grandi autori.

Vi manca qualche titolo di questa impedibile collana? Oppure avete perso qualche volume e state cercando affannosamente di rimpiazzarlo? Un romanzo vi è rimasto in mente e vorreste farlo leggere anche a quel vostro amico che non conosce la fantascienza migliore? O siete nuovi lettori, troppo giovani o arrivati troppo tardi per vivere direttamente un’esperienza che ha formato generazioni di appassionati?

Ebbene, ora potete completare la vostra collezione, o iniziarla, nel modo più semplice e immediato:

Consultate il catalogo on line di Nova Sf*.

Scegliete il titolo o i titoli che più vi incuriosiscono, che più avete sentito menzionare, che da più tempo state cercando, e ordinatelo od ordinateli con il carrello PayPal.

Effettuate l’ordine.

Una volta effettuato l’ordine, scegliete nel catalogo di Nova Sf* uno o più numeri, nella misura del vostro ordine.

Fatto questo, inviate una e-mail a elara@elaralibri.it, indicando:

 – I TITOLI DA VOI ORDINATI CON PAYPAL

 – I NUMERI CHE DESIDERATE RICEVERE IN OMAGGIO

 – UN PAIO DI EVENTUALI TITOLI DI RISERVA (in questo momento stiamo trasferendo il magazzino librario e ci sono vari numeri dei quali esiste ormai un limitatissimo numero di copie).

Se non avete facilità a usare PayPal, potete effettuare l’ordine con VAGLIA POSTALE, segnalandoci con e-mail l’effettuazione, l’indirizzo di recapito e i titoli omaggio.

Il vaglia va inviato a

ELARA S.r.l.

Casella Postale 2022

40137 BOLOGNA

ATTENZIONE: Non usate nessun altro metodo per le ordinazioni, e sono escluse tutte le ordinazioni in contrassegno postale.

Se avete problemi a usare uno dei due metodi indicati, potrete scrivere a elara@elaralibri.it per concordare insieme un sistema alternativo.

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Premio Vegetti, la cronaca

VincitoriIl Premio Vegetti 2017 è stato assegnato a due importanti autori della fantascienza italiana: per la narrativa il vincitore è stato il connettivista Sandro Battisti, mentre per la saggistica è stato premiato un maestro quale Giovanni Mongini. La cerimonia di premiazione, rientrata nell’ambito del quarto Raduno Tolkieniano, si è svolta nella Città di San Marino sabato 26 agosto, presso l’elegante Teatro Titano alla presenza di scrittori, editori, giornalisti e appassionati del fantastico. Nell’occasione si è tenuto un dibattito sulla fantascienza. In apertura il presidente della World SF Italia, Donato Altomare ha ricordato l’incisiva attività divulgativa nella SF da parte di Ernesto Vegetti e l’impegno della World a proseguirne l’opera anche attraverso il consolidamento del Concorso a lui dedicato. Sono poi intervenuti i finalisti presenti ossia Sandro Battisti e Maurizio J. Bruno per la categoria romanzi e Cesare Cioni, Eleonora Federici, Riccardo Gramantieri e Giovanni Mongini per la categoria saggi. Ognuno ha illustrato il proprio lavoro dando vita ad una vivace e propositiva conversazione ricca di richiami non solo puramente letterari ma anche cinematografici, artistici, politico-sociali e tecnico-scientifici. In chiusura la signora Stefania Mainelli-Vegetti, segretaria della World SF Italia e moglie del compianto Ernesto, ha proclamato i vincitori, appunto Battisti e Mongini, consegnando loro le targhe ricordo e cogliendo l’occasione per ringraziare i finalisti, tutti i concorrenti e le giurie.
Il nostro socio Filippo Radogna, moderatore della serata, ha intervistato i vincitori. I profili dei due noti autori sono rafforzati dalle loro riflessioni che spaziano nella biografia, nei modelli seguiti e nel loro lavoro letterario, ma anche nei gusti, nelle amicizie, nelle passioni culturali (anche storiche e politiche) e nel modo che essi hanno di intendere la scrittura.
Abbiamo seguito l’ordine alfabetico per cui la prima intervista è con Sandro Battisti, con “L’impero restaurato” (Urania Mondadori), segue quella con Giovanni Mongini, vincitore con “L’Universo in celluloide – Il cinema di fantascienza tra stelle e pianeti” (Edizioni della Vigna). Buona lettura!

Intervista con Sandro Battisti

Sandro, dopo il Premio Urania nel 2014, “L’impero restaurato” ha ricevuto il Premio per la critica Ernesto Vegetti. Quando l’hai scritto avresti pensato a un successo così grande per il tuo romanzo?
Sinceramente, no. Il romanzo era nato praticamente su Sandrocommissione, mi era stato chiesto se potevo scrivere dei Bizantini, vista la mia familiarità con Roma antica, e io dopo anni che non creavo più romanzi mi sono gettato sul progetto, folgorato dalla suggestione per Giustiniano I. L’Urania è stato quasi un piano B, poiché nel frattempo la pubblicazione per la casa editrice originaria era svanita causa la dissoluzione dell’editrice stessa; quindi vincerlo è stato bellissimo, ma più che altro perché mi sono sentito parte della grande casa Urania, è stato un cambio di passo, di mentalità, di orizzonti. Il Vegetti, ora, completa il quadro, lo amplia, lo certifica semmai ce ne fosse stato bisogno. Sono molto soddisfatto della visibilità che tutto ciò ha donato all’Impero Connettivo, un sogno condiviso da chiunque voglia scriverne usandone il semplice canone, o da chiunque voglia leggerne.

Il libro s’inserisce nella saga dell’Impero Connettivo sul quale hai scritto vari romanzi. A che punto sei dell’opera?
Dopo “L’impero restaurato” ho avuto bisogno di radunare un po’ le idee e l’anno scorso, complici notevoli cambiamenti personali e in preda a un’irrefrenabile necessità di scrivere, ho realizzato il seguito dell’Urania – questa volta con il focus incentrato su Annibale – insieme a un secondo ulteriore romanzo che non è imperiale, ma che in qualche modo è il complemento del primo; l’argomento di quest’ultima opera è sciamanico e ha una precisa collocazione temporale, diversamente dall’Impero che è forsennatamente nel futuro, così lontano da disintegrare il concetto stesso di tempo.
L’anno scorso, il 2016, è stato fruttifero anche per i racconti, ne ho scritti di imperiali e non; ho approntato anche una suite di proposte relative alla suggestione del sesso quantico, argomento trattato già dall’antologia multiautoriale intitolata “Hai trovato orgasmi nel collettore quantico?”, uscita per Kipple Officina Libraria, e così c’è stato anche tempo e modo per comporre una silloge di versi di ascendenza sciamanica.

Sei un appassionato di storia antica e della tua città, Roma: quanto quest’ultima è fonte d’ispirazione?
Per scrivere “L’impero restaurato” ho riletto il volume di Georg Ostrogorsky, “Storia dell’impero bizantino”; per il suo seguito mi sono concentrato su Annibale, leggendo tre o quattro titoli di Storia che riguardano il personaggio, e attualmente sto divorando il Mommsen, con i suoi dettagli sulle province imperiali. Ciò significa che in Italia abbiamo una possibilità che nessun altro autore mondiale può avere: partire dal passato più antico per estrapolare il futuro. In nessun’altra nazione è possibile fare questo e perciò sta a noi sfruttare al meglio questa possibilità culturale, ovvero fare della Storia una fonte inesauribile di creatività per il genere fantascientifico; possiamo potenzialmente farlo molto bene qui in Italia, bisogna solo crederci e studiare, i notevoli traguardi raggiunti da Silverberg e Turtledove possono essere ampliati da una nostra innata percezione di ciò che è stato e che è ancora visibile, poiché in Italia viviamo immersi nelle antiche vestigia.

Lo scrittore Paolo Cognetti è il vincitore del Premio Strega di quest’anno con “Le otto montagne” (Einaudi). Nel romanzo egli parla di un mondo cui tiene e in cui ama vivere, un mondo abbandonato: la montagna. Quanto, invece, ne “L’Impero restaurato” c’è della tua Roma, città che ami e nella quale vivi?
La Roma antica è presente nei miei scritti in forma di ombre ectoplasmiche, proprio perché la genesi dell’Impero Connettivo prende le mosse dalla Storia romana; Roma, ancora oggi, pullula di suggestioni antiche, se chiudi gli occhi vedi cosa successe lì all’epoca, in certe zone riesci perfino a vedere i contorni dell’antico abitato, anche tenendo gli occhi spalancati. Amo Roma, c’è poco altro da aggiungere, conoscendone la Storia posso anche capirne il presente e le dinamiche umane connesse.

Cos’è e com’è la Roma di oggi?
Il presente è un coacervo bestiale d’ignoranza delle proprie origini, anche di quelle più prossime; è un luogo che si è espanso secondo le più becere necessità, dove ogni evento è sacrificato alle esigenze di poche categorie dominanti. Spesso si vive male, compressi in quartieri asfissianti nati dalle borgate del Dopoguerra, oppure in nuovi agglomerati dove non si è badato ad altro che a costruire alla meglio, usando a volte materiali che nel giro di pochi lustri avranno bisogno di pesanti ritocchi: guardate le meraviglie imperiali, invece: sono lì da duemila anni e il cemento usato è ancora coeso, addirittura se è posto a contatto con l’acqua marina si rafforza… Ma questo avviene perché viviamo in un regime economico che definisco iperliberista, bisogna consumare e per consumare non c’è la necessità della qualità, ma della quantità. La rovina contemporanea, umana e strutturale, deriva da questo semplice fatto.

E come la vorresti?
Mi piacerebbe molto che avesse memoria della sua grandezza passata, mi piacerebbe che chi passeggia sul Lungotevere, verso l’isola Tiberina, vedesse che quello era l’antico passaggio commerciale con gli Etruschi, che occupavano Trastevere; mi piacerebbe che chi osserva il Circo Massimo intravedesse anche la Vallis Murcia, e Romolo e Remo, e il Lupercale, e le ombre del Palatino che tuttora sono impenetrabili, lì dove Augusto aveva percezioni del dio Apollo e dove volle essere il nuovo Romolo, per ampliarne la già notevole visione moderna così da renderla globalizzata. Vorrei che conoscendo la Storia, i romani capissero gli inganni del Cristianesimo e tutte le porcherie di cui esso si è reso colpevole in quasi due millenni di dominio culturale e politico, vorrei che il futuro cui tutti abbiamo diritto e bisogno fosse uno splendente scudo di rame che neutralizzasse gli errori del passato…

Dove e come nasce la tua scrittura?
Onestamente, non lo so. Sgorga come una sorgente e allora ho l’istinto di scrivere, sento la voglia e la necessità al contempo di rivelare le visioni che bussano alla mia attenzione: in quel processo non c’è nulla di strutturato, devo semplicemente seguire l’impulso e vivere il privilegio di sorprendermi di ciò che racconto; quindi, non potrei mai strutturare a tavolino un progetto, ne perderei la fascinazione e quindi l’interesse, ho bisogno di stupirmi e sono convinto che nessuna scuola di scrittura potrà mai donarmi l’estasi che provo ogni volta che mi getto nella stesura di qualcosa.

Quante ore scrivi al giorno? Com’è organizzata la tua giornata da scrittore?
Non ho organizzazione, non scrivo regolarmente. Se sono in periodo romanzesco, ho bisogno di arrivare in fretta alla fine perché altrimenti, se perdo la concentrazione, dimentico tutto e devo buttare ciò che ho scritto fino a quel momento; per cui, due mesi e finisco, scrivendo almeno cinquemila battute al giorno, da buttare giù appena possibile con costanza, senza fermarmi. In tutto ciò, il lavoro che svolgo sul blog hyperhouse.wordpress.com è propedeutico alla scrittura e mi costringo a scriverci ogni giorno: è un po’ come andare in palestra, serve a non perdere la consuetudine a esprimermi, è fondamentale tutto ciò.

Cosa ti dà la scrittura?
Visioni. Spesso inesprimibili nella loro totalità; penso sempre che un trasduttore craniale d’immagini cerebrali risolverebbe una gran quantità di problemi dati dall’esternalizzare le suggestioni, senza la necessità di doverle conciliare con le parole, che sono un mezzo di eloquenza alquanto carente dal punto di vista mediatico: una parola è sempre un metodo precario di traduzione interiore, per questo il Cinema è notevolmente superiore alla Letteratura, almeno dal punto di vista espressivo.

Quali sono gli ultimi libri di fantascienza che hai letto e quali quelli di mainstream? Quali di questi ti hanno maggiormente appassionato e perché?
Sono molto settoriale, non riesco a leggere il mainstream se non in determinate e rare situazioni, trovo che la sistematica indagine dell’umano sia noiosa, ripetitiva,inutile: nello spazio siderale, la presenza dell’umanità o meno non sarebbe nemmeno notata, siamo superflui, facciamocene una ragione, e siamo dannosi al pianeta Terra (non proliferiamo su altri pozzi gravitazionali, please). Perciò amo la fantascienza. Ultimamente ho letto Alastair Reynolds, “Chasm city”, e io amo quello scrittore e i suoi racconti così siderali, è Space opera di qualità sublime, ben scritta, ben esposta, che mette al suo giusto posto la postumanità che si perde nel respiro cosmico.

Hai dedicato il Premio Vegetti ai tuoi amici e colleghi connettivisti. Quanto sono stati importanti nel tuo percorso?
Sono stati e sono tuttora importanti, non immagino un futuro senza i miei compagni di visioni e di condivisione degli ideali. Amo ripetere questo pensiero: i connettivisti sono, prima di tutto, un gruppo di amici molto uniti che condividono interessi, speculazioni, punti di vista; il nostro concetto d’interesse e di speculazione è puramente culturale, non monetario, siamo decisamente oltre ogni bassa considerazione data dalle merci. Siamo legione, siamo tutto.

Filippo Radogna
Intervista con Vanni Mongini

Vanni, quest’anno hai vinto, nella categoria saggi, il Premio Vegetti con il lavoro “L’Universo in celluloide – Il cinema di fantascienza tra stelle e pianeti” (Edizioni della Vigna). Si tratta di volume di ampio respiro di quasi seicento pagine nel quale hai messo a frutto la tua lunga Vanniesperienza e conoscenza nel settore. Quanto è importante questa opera nel tuo lungo percorso di scrittore e saggista?
Io amo questo saggio. Racchiude la mia storia. Sono nato con l’astronomia per poi andare con la fantasia dove non potevo andare con la realtà e quindi ho poi seguito i primi tentativi di esplorare la nuova frontiera e la stupidità umana che non solo non cerca nuovi sfoghi per cercare necessari nuovi mondi, ma distrugge il suo in perfetta imbecillità.

Nel testo unisci la fantasia dello scrittore, la competenza del cinefilo di Science fiction e quella del divulgatore scientifico riuscendo a legare la scienza con la fantascienza era questo il tuo principale intento?
Era ‘esattissimamente’ -anche se non si dice- quello che volevo fare da anni.

Il premio è dedicato a Ernesto Vegetti (1943-2010) che, come è stato detto nel corso della premiazione, fu uomo di pensiero e di azione: saggista e bibliografo, organizzatore di importanti convention di fantascienza, presidente per molti anni della World Science fiction Italia, già Premio Europa special nel 1980. Lo hai conosciuto? Che rapporti avevi? Com’era come persona?
Era una persona sincera, cordiale e di alta obbiettività: se quello che avevi scritto non gli piaceva te lo diceva tranquillamente senza alcuna cattiveria. Era gentile, disponibile, mi era molto caro proprio per questa sua lealtà verso tutto e tutti…
Dovevamo scrivere un racconto a tre: Lui, Adalberto Cersosimo ed io e, pensa, l’ho sentito pochi giorni prima che partisse per quel suo lungo viaggio ad esplorare nuovi, strani mondi.

Vegetti è stato artefice (con Pino Cottogni ed Ermes Bertoni) dell’insuperato ‘Catalogo Vegetti’ che rappresenta la massima fonte italiana nell’ambito del fantastico: uno strumento essenziale per studiosi e scrittori ma anche per appassionati. Immagino che ti sarà stato utile come strumento per le tue ricerche…
Chi non ha mai consultato quel catalogo? Ho dato a ‘Ernestone’, lo chiamavo così, anche dei libri che lui non aveva per fotografare le copertine e i dati che gli servivano. Una volta gli dissi: “Noi ci siamo divisi la fantascienza: a me il cinema e a te la letteratura, ma che faticaccia la tua rispetto alla mia!”.

Con tua figlia Claudia, anche lei scrittrice e saggista di fantascienza, hai realizzato una fornitissima cineteca relativa alla fantascienza. Dove si trova? Ce ne vuoi parlare?
Avevamo circa seicento film in pellicola, ma era troppo dispendioso conservarli e i comuni se ne sono sempre fregati altamente. Mia figlia è andata in Svizzera e io sono rimasto solo ed era una faticaccia. Li abbiamo venduti quasi tutti. In compenso abbiamo una videoteca di circa seimila DVD solo di fantascienza più altri generi.

Molto del materiale fantascientifico che hai collezionato in lunghi anni è stato donato al Musef il Museo della scienza e della fantascienza di Gaiba(Rovigo). Cosa contiene? Quali sono i pezzi più importanti? Il museo è aperto a chi vuole visitarlo?
Alt, non è stato donato affatto. È sempre di proprietà mia e di mia figlia. Gli orari, per il momento sono al pomeriggio di ogni giorno, manca il personale, purtroppo. I pezzi più importanti? La piastrella dello Shuttle, la tuta usata da Sean Connery in Atmosfera Zero, disegni originali di Carlo Rambaldi, libri di astronomia d’epoca, la storia del cinema di fantascienza attraverso i modellini… eccetera… eccetera. Per la location ed altro vi conviene dare un’ occhiata a Musef su facebook.

Un’ultima domanda riguarda anche la tua attività da romanziere. Dopo la bella trilogia cosmica che comprende “Il popolo che perse le stelle”, “La Galassia dei Soli nascenti” e “Gli Universi dei guardiani del tempo” hai in programma di scrivere altro sotto l’aspetto della narrativa? A cosa stai lavorando attualmente?
Sono usciti altri romanzi: “Prima del domani” (Ed. Della Vigna), “L’occhio argenteo del cielo” (Ed. Scudo), “La frontiera per l’eternità” (Ed. scudo), “L’odissea dei mondi” (Ed. Scudo) e un’antologia di racconti: “I miei Mondi” (Ed. Scudo). Poi ho scritto, in attesa di pubblicazione, altri due romanzi: “L’uomo che odiava le nuvole” e “Questa isola Terra”; quindi due saggi per le Edizioni Scudo sull’uomo e il cielo che lo circonda intitolati “Terzo dal Sole” e “Le costellazioni”. Sto scrivendo un altro romanzo, ma vado piano per ‘colpa’ della saggistica di prossima uscita dalle Edizioni Della Vigna. Mentre prosegue “Science Fiction All movies”, esce in due volumi la fantascienza sul Web, scritto assieme a mia moglie Emanuela Menci e “Dietro le quinte del cinema di fantascienza”, due volumi scritti con Mario Luca Moretti; gli aggiornamenti dei libri su Star Wars e Star Trek con Nicola Vianello e, in ultimo, almeno per ora, cinque volumi intitolati “Chi li ha visti? I B-Movie dimenticati”, come non dimentico il mio piccolo ma grasso ‘Bimbo’ “L’universo in celluloide tra stelle e pianeti” il saggio più venduto. E se mi chiedi il perché di tutta questa produzione ti rispondo con un detto di Woody Allen: ‘Vivi ogni giorno come se fosse l’ultimo. Prima o poi avrai ragione’.

Lunga vita e prosperità.

Filippo Radogna

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