conferenza

Il marketing della paura

Didattica 8-14 maggio 2017

Quante Storie nella Storia

XVI settimana della didattica in Archivio

Laboratori didattici e conferenze

“Quante storie nella storia”, XVI Settimana della Didattica in Archivio 2017, è promossa dalla Soprintendenza archivistica per la Regione E-R, da I.B.A.C.N. (Istituto per i beni artistici, culturali e naturali) Regione Emilia Romagna – Servizio Biblioteche, Archivi, Musei e Beni culturali, da A.N.A.I. (Associazione Nazionale Archivistica Italiana) Sezione Emilia-Romagna Gruppo di lavoro sulla didattica, con il supporto e la collaborazione delle Province e degli Archivi di Stato dell’Emilia-Romagna.
Il programma dettagliato è inserito negli appuntamenti dell’Archivio Storico e allegato alla newsletter.

 

Incontro con l’autore lunedì 8 maggio 2017 ore 17

Gesù e Buddha in dialogo

Presentazione del libro di Raffaella Arrobbio

Saggezza e Amore nel Buddhadharma e nei Vangeli (Lorenzo de Medici Press, 2016)
Introduce Marcello Girone Daloli
L’autrice esporrà, sulla base dei suoi studi e della sua esperienza diretta, alcuni principi fondamentali del Dharma esposto dal Buddha, proponendo un parallelismo diretto con l’Evangelo di Gesù. L’ultimo libro, appena pubblicato, porta alla luce le affinità di origine e contenuto del messaggio di Gesù e di Buddha e propone esempi – tratti dai testi tradizionali di entrambe le Vie – del loro comune messaggio di Saggezza e Amore. Affinità di insegnamenti e di cuore: entrambi i Maestri mettono al cuore della Via la saggezza che genera sguardo equanime e amore incondizionato.
Raffaella Arrobbio, laureata in Filosofia e in Psicologia, specializzata in Psicoterapia Cognitiva e diplomata in Shedrà, corso tradizionale di studi buddhisti, da più di trent’anni pratica meditazione secondo gli insegnamenti del Buddhismo Vajrayana, sotto la guida di esponenti della tradizione Buddhista del Tibet. Psicoterapeuta, con una visione della psicoterapia non solo come strumento di cura, ma anche come via per accedere alla vastità del mondo interiore in cui abita l’autentico benessere. Ha collaborato per molti anni alla Rivista di Studi Buddhisti Paramita e ha partecipato al volume antologico Psicoterapia e Meditazione (Mondadori, Milano 1991). Ha pubblicato Il Tesoro Nascosto –Le vie al benessere interiore (SEI, Torino 2001).

Didattica martedì 9 maggio 2017 ore 17

Gli studenti raccontano…

La Resistenza e “Il sentiero dei nidi di ragno” di Italo Calvino

Coordina l’incontro Davide Pizzotti
Comunicazioni di studentesse e studenti delle classi III A, III C e IIII D dell’IC “Dante Alighieri” di S. Agostino (Fe) accompagnati e coordinati dai proff. Davide Pizzotti , Anna Maria Cristiano e Michela Cis.
Parole immagini voci pensieri di ragazzi che presentano i loro elaborati, secondo diversi linguaggi, realizzati durante laboratori intorno alla Resistenza e al testo di Italo Calvino “Il sentiero dei Nidi di Ragno”. I lavori in classe sono stati introdotti da Daniele Civolani e Daniela Cappagli e realizzati in collaborazione con i docenti sopra indicati.
A cura di ANPI, Istituto Gramsci e Istituto di Storia Contemporanea

Conferenze e Convegni mercoledì 10 maggio 2017 ore 17

L’evoluzione della nostra visione dell’Universo, dalle origini ad oggi

Conferenza di Filippo Frontera

Durante l’incontro saranno ripercorse le tappe principali che hanno portato alla conoscenza dell’Universo come oggi è nota, a partire dagli “astronomi” babilonesi, attraverso gli antichi greci, Tolomeo, Copernico, Galilei, via via fino alla cosmologia contemporanea, basata principalmente su osservazioni con telescopi a terra e con esperimenti da satellite. Si potrà vedere il salto che c’e’ stato nella nostra conoscenza dell’Universo non appena si cominciato a osservare il cielo coi telescopi.
L’Accademia delle Scienze di Ferrara è la più antica associazione culturale ferrarese, fondata nel 1823, insignita nell’anno 1847 di decorazione accademica dal Sovrano Pontefice Pio IX, eretta in ente morale con decreto reale del 19 settembre 1935, ha per scopo l’incremento delle scienze. L’Accademia delle Scienze di Ferrara è divisa in tre classi: Scienze Mediche; Scienze Matematiche, Fisiche, Chimiche, Naturali; Scienze Giuridiche, Economiche, Storiche, Morali.
A cura dell’Accademia delle Scienze di Ferrara

Incontro con l’autore giovedì 11 maggio 2017 ore 17

Prima che io dimentichi

Presentazione del libro di Paolo Raneri

(Midgard Editore, Perugia 2015)
Dialogano con l’Autore Angela Natati e Stefano Cera (Segretario Nazionale APS)
Giacomo scrive la sua storia, vivendola in prima persona, senza sapere quale sarà l’esito del romanzo che sta vivendo, senza una quarta di copertina che lo riassuma, senza un’introduzione che lo guidi, semplicemente navigando a vista, soffermandosi scoglio dopo scoglio. Egli crede di aspettare una donna, invece aspetta di ritornare a se stesso, centrato, consapevole. Il suo restare, saldo, non è nella prospettiva di ricevere qualcosa in cambio, come i bambini che fanno i buoni perché sperano di ottenere il premio e rimangono delusi quando il premio non arriva o non è quello che si aspettano. Giacomo capisce che nonostante la nostalgia per il suo sogno perduto, il sogno vero è avere ancora la capacità di desiderare ma da una base sicura: se stesso. Al mare tutto arriva e tutto ritorna ed anche Giacomo, come un’onda, deve sperimentare il suo dover ritornare sulla stessa spiaggia da cui è cominciato il suo viaggi o verso la costruzione di sé
Paolo Raneri, psicologo-psicoterapeuta, ex giudice onorario Corte d’Appello Minorile, Perito Tecnico area psicologia giuridica, Presidente del Comitato Scientifico Associazione Padri separati, scrittore. Ha insegnato tecniche di comunicazione e gestione delle risorse umane preso la Scuola di Polizia di Spoleto ed ha insegnato presso la Uniglobus-Pusa psicologia sociale e di comunità. Coordinatore di numerose ricerche per enti pubblici e privati e progettista di servizi al cittadino per le Amministrazioni Locali. Autore di numerosi saggi tecnici, manuali e romanzi educazionali.
A cura dell’Avv. Angela Natati, Coordinatrice Regionale Associazione Nazionale Padri Separati

Conferenze e Convegni venerdì 12 maggio 2017 ore 17 in Sala Agnelli

Libertà e paura

Conferenza di Roberto Escobar

Coordina Francesco Lavezzi
La paura è tragica protagonista del nostro tempo e del nostro immaginario politico. Che cosa davvero è questo “sentimento” che crediamo di conoscere al punto di considerarlo ovvio? Si tratta di un’eccezione nella condizione degli esseri umani, o di una costante? È questa la prima domanda che ci si deve porre, per comprenderne il senso. E poi, che rapporto c’è tra paura e politica? I muri che sempre più vengono eretti per fare dei confini non più soglie, come dovrebbero essere, ma limiti invalicabili, stanno a indicare che sul “marketing della paura” si regge ormai da tempo la nostra politica, in primo luogo quella che comunemente chiamiamo populismo. E il populismo – ecco un’altra domanda necessaria – nasce solo da un cinico desiderio di potere, o è l’ombra proiettata sul presente e sul futuro dall’altra forma politica che oggi ci nega libertà, la tecnocra zia?
Per il ciclo “Libertà” a cura di Istituto Gramsci di Ferrara e Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara

Incontro con l’autore venerdì 12 maggio 2017 ore 17 in Sala Riminaldi

Chartacea supellex. L’inventario dei libri di Celio Calcagnini

Presentazione del volume di Antonella Ghignoli

(Roma, Istituto Storico Italiano per il Medio Evo, 2016)
L’evento sarà aperto dai saluti di Enrico Spinelli (Dirigente del Servizio Biblioteche e Archivi del comune di Ferrara), di Massimo Miglio (Presidente dell’Istituto storico italiano per il medio evo) e di Franco Cazzola (Presidente delle Deputazione provinciale ferrarese di storia patria). Il libro verrà presentato e discusso da Sandro Bertelli e Paolo Trovato dell’Università degli studi di Ferrara.
Il libro: Celio Calcagnini (1479-1541) appartenne a una delle famiglie patrizie più importanti, sul piano culturale e politico, di Ferrara: suo zio Teofilo fu il cortigiano prediletto di Borso d’Este, suo nonno Francesco fu allievo di Vittorino da Feltre e di Guarino Veronese e noto copista di importanti manoscritti; Celio stesso fu cancelliere della segreteria del cardinale Ippolito d’Este. Umanista ritenuto dottissimo dai suoi stessi contemporanei (tra questi, l’amico Ludovico Ariosto), Calcagnini dispose di una ricca biblioteca. Un codicetto manoscritto conservato oggi in Archivio di Stato di Modena ne porta le tracce, trasfigurate in brevi locuzioni e sparsi segni. Attraverso la critica testuale di questo «Überrest» prende forma, in questo libro, l’unica rappresentazione che storicamente è possibile dare di ciò che fu la raccolta di manoscritti (greci, latini, e volgari), di incunaboli e di stampe (greci, latini, ebrai ci e volgari)  di uno dei personaggi «più enigmatici e, nello stesso tempo, più rappresentativi del suo tempo» (Adriano Prosperi).
Antonella Ghignoli (Pisa, 1963) è attualmente ricercatore confermato di Paleografia e Professore Aggregato di Diplomatica presso Sapienza- Università di Roma, dopo aver ricoperto gli stessi ruoli in precedenza negli atenei di Viterbo-La Tuscia e di Firenze. Ha studiato a Pisa (laurea cum laude in Paleografia e Diplomatica), a Firenze (PhD in Storia medievale) e, come borsista di ricerca, a Lipsia e all’École française di Roma. Ha coordinato presso l’Istituto storico italiano per il medio evo – insieme ad Attilio Bartoli Langeli, Antonio Ciaralli e Paolo Mari – la «Scuola Nazionale per l’edizione delle fonti documentarie», e dirige con François Bougard (IRHT-CNRS) e Wolfgang Huschner (Universität Leipzig) la collana editoriale «Italia Regia. Fonti e studi per la storia medievale» presso Eudora-Verlag di Lipsia. La sua bibliografia, a partire dal 1991, inc lude volumi di edizioni critiche di testi documentari e numerosi studi condotti in quelli che sono i suoi principali ambiti di ricerca: scrittura e documentazione tra tarda antichità e alto medioevo; scrittura e documentazione regia del pieno medioevo (IX-XII secc.); notariato medievale; pratiche documentarie dell’Italia comunale; libri e biblioteche rinascimentali; metodologia della ricerca paleografica e diplomatistica; critica testuale ed edizione critica dei testi documentari.
Con il patrocinio del Comitato Nazionale V Centenario dell’Orlando furioso – Mibact

 

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Economia

Il caso dell’ecatombe

Il caso dell’“ecatombe”, il sacrificio di 100 buoi, è forse il più interessante e può aiutarci a chiarire molti aspetti di queste operazioni sacrificali. Recenti analisi linguistiche hanno dimostrato che in greco e in altre lingue indoeuropee il termine veniva usato sia in riferimento alla quantità dei buoi sacrificati sia come indicazione “esemplare” del valore “quasi-monetario” coperto da questo animale. Proprio in virtù di questo complesso sistema rituale Omero ha potuto stimare come corrispondenti ad un valore di 100 buoi le armi di Glauco che dovranno essere scambiate con quelle di Diomede valutate invece solamente 9 buoi (Il. VI, 235). Così anche Licaone dovrà dare ad Achille 100 buoi come pagamento di un riscatto (Il. XXI, 79), Laerte potrà acquisire Euriclea pagando 100 buoi (Od. I, 430-431), e ad ogni ascoltatore dei poemi omerici sembrerà cosa assolutamente normale che ciascun crine dorato dell’egida dell’eccelsa dèa Athena debba essere valutato 100 buoi, il massimo concepibile per ogni buon Acheo (Il. II, 449). Come risulta evidente da questi rapidi cenni, l’ecatombe non è solo il sacrificio omerico per eccellenza, quello “più gradito agli dèi”, ma anche un atto rituale con valore “esemplare” ed archetipico che ha una sua precisa base ponderale perché “vale 100 buoi” e “fa” 100 buoi.

Procedere ad una grande immolazione come l’ecatombe trascende le esigenze che dettano l’adempimento di ogni abituale sacrificio e colloca questo rito in una dimensione cosmica che non può essere delimitata all’interno di una delle solite manifestazioni di magnificenza dei sovrani omerici trasposta su un piano sacrificale. Non solo, proprio a causa dei suoi fondamenti sacrali il bue (e, dunque, per molti aspetti anche l’ecatombe, considerata sempre l’atto sacrificale più completo) è servito non solo a commisurare il valore di ogni singolo bene, ma anche ad indicare la forma sacra “archetipica” che ha orientato per lungo tempo molte misurazioni ponderali. Come è evidente, l’immolazione di “100 buoi” era considerata l’azione sacra “esemplare” del mondo omerico, quella che alimentava anche tutti i riferimenti ponderali ritenuti essenziali per indicare la quantità di beni occorrenti nella registrazione della ricchezza mobile. Bernhard Laum ricordava che “le diverse cifre relative ai buoi offerti in sacrificio ricorrono con molta frequenza nei poemi omerici”, e forse proprio a causa del loro radicamento rituale a poco a poco queste cifre furono considerate veri e propri “numeri sacri”, valori di una realtà spirituale e simbolica rivelantesi su un piano archetipale. L’intera serie di questi numeri assumerà il valore di un’“indicazione esemplare” cui sarà impossibile sottrarsi; questi numeri diventeranno “segni archetipali”, “forme formanti” con una loro fortissima carica simbolica che per molti aspetti continueranno ad avere un ruolo importante persino in molta parte delle successive speculazioni filosofiche. Si tratta di cifre, numeri e segni ordinati sempre, e con una costanza che non lascia spazio ad alcun dubbio, attorno al bue quale animale da sacrificio valutato, proprio come conseguenza inevitabile di questi aspetti rituali e non certo come frutto del puro caso, anche come  fondamentale unità di conto —forse con la sola eccezione del numero 4 del cui utilizzo rituale, d’altronde, si hanno modeste attestazioni che tuttavia sembrano autorevolmente confermate dalla menzione di Il., XXIII, 704-705: “per lo sconfitto come premio pose una donna / esperta in molti lavori, che valeva 4 buoi[1].

[1] Per le modalità valutative delle vittime dei sacrifici cfr. L. Soverini, Qualità e prezzi delle vittime sacrificali, in N. Parise (cur.), Bernhard Laum. Origine della moneta e teoria del sacrificio, cit., pp. 111-119.

* * *

[Il presente studio è il cap. V, pp. 65-74 del libro di Nuccio D’Anna, Le radici sacre della monetazione, Solfanelli Editore, Chieti, 2017. riportato in http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=58851

conferenza

Donne e matematica

Mostra bibliografica e archivistica: focus sulle figure “ferraresi” come Olimpia Morata, Tarquinia Molza, Margherita Beloch e Gianna Calzolari

  • Dal 4 maggio al 15 giugno 2017

  • Palazzo Turchi di Bagno, Corso Ercole I d’Este 32, Ferrara
  • Programma:
    Inaugurazione: giovedì 4 maggio alle 17
    Laboratori didattici:
    11 e 12 maggio, ore 8 – 14: organizzati dall’Archivio Storico del Sistema Museale di Ateneo dell’Univrrsità di Ferrara sulle carte esposte nella mostra in collaborazione con il liceo classico Ariosto e il liceo scientifico Roiti di Ferrara.
  • Orari: dal lunedì al venerdì 10.00 – 18.00.
  • Ingresso: libero
  • martedì 2 maggio 2017 ore 17

    Filosofia dell’educazione

    Presentazione del libro di Francesco Lusciano

    Con questo volume si conclude una trilogia iniziata con Filosofia della felicità (2008) e Filosofia della Politica (2011). L’intento è quello di trasmettere, in modo divulgativo, l’amore per la filosofia nelle sue varie sfaccettature. IL XIX e il XX secolo hanno visto emergere la più grande rivoluzione educativa e pedagogica dall’inizio della storia umana. Diversi i fattori e le cause che determinarono questo sconvolgente evento educativo: la possente rivoluzione industriale della metà del XIX secolo in Inghilterra e poi in altri paesi, il sempre più forte movimento politico e culturale di radice marxista, sia rivoluzionario, sia riformista, che mise al centro la cultura, la scuola, l’educazione, strumenti in atto per un nuovo soggetto storico. L’educazione è ancora oggi, e nel futuro, lo strumento essenziale p er la crescita di tutta l’umanità e per un mondo nuovo, pacificato, responsabile, umano, capace di decidere in meglio e in bene, il destino di miliardi di esseri umani e del pianeta Terra.
    Francesco Lusciano, laureato in Filosofia a Napoli, ex insegnante e giornalista pubblicista, è stato assessore alla Cultura del Comune di Chioggia e due volte consigliere comunale della città lagunare. Ha pubblicato diversi saggi tra cui alcuni di filosofia divulgativa: Encomio della Filosofia; Filosofia e religione; Filosofia dell’amore. Ha dato alle stampe due romanzi: Eros a Venezia e Frau permette un tango? Aspettando l’Apocalisse. Partecipa attivamente alla vita culturale della LAPS (Libera Associazione Poeti e Scrittori), del Circolo Ignazio Silone di Venezia e Chioggia, del cenacolo filosofico-letterario di Romana de Carli Szabados e di altri gruppi culturali.

    Incontro con l’autore mercoledì 3 maggio 2017 ore 17

    Oltre la siepe buia dei pensieri

    Presentazione del libro di Carla Baroni

    (Blu di Prussia Editrice, Monte Castello di Vibio, 2017)
    Prefazione di Orazio Antonio Bologna, docente dell’Università Salesiana di Roma
    Dialogano con l’Autrice Luisa Carrà e  Luciano Montanari
    Letture di Sandro Mingozzi
    Il libro è certamente opera di densa umanità, che svela dubbi, incertezze, sgomenti, conflitti interiori, problemi esistenziali, profonda esigenza del divino, desiderio di conoscenza e di corretta interpretazione di una realtà dalla quale spesso Dio sembra essersi assentato o distratto. Di qui la continua, dignitosa invocazione a Dio perché le venga in soccorso, rimuovendo gli ostacoli che le impediscono il cammino verso la salvezza. Occorre però dire che la vera forza di quest’opera sta nell’afflato creativo che la pervade, perché la Baroni è artista di vaglia, sa vivere poeticamente ogni sua esperienza, anche quella del dolore abbondantemente effuso dalla vita; o semplicemente quella di una religiosità profondamente percepita. I suoi versi scorrono tersi e lievi, armoniosi e carezzevoli e rivelano mano abile e sicura, sapienza di canto. Ma, più, leggono la vita. Meglio ancora se poi lo scrigno ch e li racchiude -il libro- si segnala per la sobrietà e l’eleganza dell’edizione e per l’eccellente qualità dei materiali impiegati. (tratto dalla recensione di Pasquale Balestriere)
    A seguire, Carla Baroni presenterà anche il libro, da lei stessa curato, della madre Rina Buroni intitolato Tutte le poesie (The Writer, Marano Principato, 2016) che comprende quasi tutta la sua produzione poetica incluse poesie satiriche e canzonette.
    A cura della Società Dante Alighieri di Ferrara

    Invito alla lettura giovedì 4 maggio 2017 ore 17

    La pagina culturale del Corriere Padano 1925-1945

    Presentazione del libro di Luciano Nagliati

    Intervengono Luigi Davide Mantovani e Anna Maria Quarzi
    A poco più di due anni dalla scomparsa dell’autore viene presentata l’ultima opera interamente realizzata dal Professor Luciano Nagliati. Il lavoro ha l’impostazione delle opere precedenti del noto storico ferrarese (Bibliografia delle Pubblicazioni Periodiche Ferraresi di Carattere Culturale Locale all’Anno 2000, Repertorio Bibliografico di Cultura Ferrarese dai periodici locali 1886-2003, Repertorio Bibliografico di cultura e cronaca ferrarese tratto dal “Corriere Padano” 1925-1945) e consiste nella raccolta completa dei titoli di tutti gli articoli pubblicati nella terza pagina del Corriere Padano nei vent’anni di esistenza del quotidiano (1925-1945).
    Un enorme sforzo di catalogazione (realizzata per cronologia e per autore) che consentirà a studiosi e ricercatori di avere per la prima volta a disposizione uno strumento senza precedenti, necessario ed indispensabile per sfruttare appieno quanto apparso nella pagina culturale di uno dei quotidiani più importanti dell’epoca a livello nazionale ed internazionale. Si tratta di uno strumento rivolto anche ai semplici appassionati, che sfogliandone le pagine possono trovare i più svariati spunti di interesse leggendo i titoli degli articoli e le firme prestigiose che li hanno scritti (davvero tante, tra cui spiccano Giorgio De Chirico, Filippo de Pisis, Alberto Savinio, James Joyce, Ardengo Soffici, Carlo Carrà, Giorgio Bassani, Michelangelo Antonioni, Oscar Wulten, Filippo Tommaso Marinetti,  Jerome K. Jerome). A Ferrara questo libro (che verrà diffuso nelle principali biblioteche italiane) accompagnerà le due collezioni del Corriere Padano oggi disponibili, situate presso la Biblioteca Ariostea e presso l’Istituto di Storia Contemporanea. In occasione della presentazione non mancheranno testimonianze di altri esponenti della cultura cittadina e non solo, tra cui è attesa (tramite video intervista realizzata per l’occasione) quella di Folco Quilici, figlio di Nello. Quest’ultimo storico direttore del ‘Padano’ fino al 28 Giugno 1940, il giorno del noto disastro aereo nei cieli d’Africa in cui perse la vita con lo stesso Balbo.
    Luciano Nagliati, ferrarese autentico, è nato a Ferrara ed ha sempre vissuto nella nostra città, per la quale ha nutrito profonda passione e fine interesse. Laureato in Economia e Commercio, abilitato all’attività di Dottore Commercialista ed in seguito acquisito il Diploma in Sociologia, ha preferito l’insegnamento alla libera professione; per oltre trent’anni è stato docente nelle scuole medie superiori. Consigliere della Ferrariae Decus dal 1998 al 2006, dal 2007 ha fatto parte del consiglio direttivo dell’Accademia delle Scienze, associazione in cui è stato in carica come segretario dal 2010 al 2014. Da vero testimone di Ferrara, il Professor Nagliati vi ha reso omaggio diventando già all’inizio degli anni duemila autore di opere senza precedenti, oggi considerate un punto di riferimento per chi svolga studi sulla città e che gli sono valse riconoscimenti di primissimo piano a livello nazionale , su tutti il prestigiosissimo “Premio della cultura anno 2005” della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

    Incontro con l’autore venerdì 5 maggio 2017 ore 17

    L’anello di Melissa

    Presentazione del volume di Giovanni Guerzoni

    Deformità e mostruosità nell’Orlando Furioso
    (2G editore)
    Prefazione di Michele Collina.
    Introducono Angelo Andreotti e Roberto Roda
    Dialoga con l’autore Michele Collina
    Nell’Orlando furioso il ‘meraviglioso’ è la dimensione che corre accanto a quella del reale o, quantomeno, del verosimile. Questi due piani spesso si incontrano grazie all’intervento di maghi, streghe, oggetti magici, creature mostruose o fantastiche. Giovanni Guerzoni, come Astolfo in sella all’Ippogrifo, vola sul poema alla ricerca di tutti quei luoghi in cui ‘meraviglioso’, e ‘mostruoso’, si manifestano. Lo fa con la sorridente, ma consapevole, leggerezza non sempre consueta in un giovane (il lavoro è un elaborato confezionato ai tempi dell’Università e riemerge dagli archivi del Centro Etnografico Ferrarese di cui Guerzoni è stato attivissimo collaboratore) che ricorda quella dell’Ariosto; con la puntualità di un umanista curioso di cose straordinarie e con un acume critico già maturo e in grado di mettere abilmente in relazione i fatti narrati con la dimensione sim bolica e allegorica propria della grande letteratura. Siamo così guidati attraverso un viaggio lungo il poema che è pure il viaggio dei paladini e delle eroine che ne percorrono le strade costantemente alla ricerca di qualcosa, e che si imbattono nel mondo delle meraviglie ariostesche che è ora minaccia verso la virtù, ora tentazione alla quale resistere o cedere, ora completamento alla dimensione, egualmente misteriosa, del reale. Un reale che, nel Cinquecento così come oggi, per Ariosto così come per il lettore contemporaneo, forse non basta più.
    Giovanni Guerzoni vive di lato nella città dov’è nato e scrive, su carte di spoglio o su un foglio qualunque. Dall’altro insegna di arte al Liceo artistico “Dosso Dossi” e, per tutto il resto, gli resta pochissimo tempo.
    A cura del Centro Etnografico Ferrarese

    Didattica 8-14 maggio 2017

    Quante Storie nella Storia

    XVI settimana della didattica in Archivio

    Laboratori didattici e conferenze

    “Quante storie nella storia”, XVI Settimana della Didattica in Archivio 2017, è promossa dalla Soprintendenza archivistica per la Regione E-R, da I.B.A.C.N. (Istituto per i beni artistici, culturali e naturali) Regione Emilia Romagna – Servizio Biblioteche, Archivi, Musei e Beni culturali, da A.N.A.I. (Associazione Nazionale Archivistica Italiana) Sezione Emilia-Romagna Gruppo di lavoro sulla didattica, con il supporto e la collaborazione delle Province e degli Archivi di Stato dell’Emilia-Romagna.
    Il programma dettagliato è inserito negli appuntamenti dell’Archivio Storico e allegato alla newsletter.