biblioteca, conferenza

Kant e l’autonomia della ragione

Conferenze e Convegni Lunedì 27 marzo 2017 ore 17

Moriremo moderati?

Il ritorno della Balena Bianca

A cura di Sergio Gessi
Continua il ciclo di incontri organizzato da FerraraItalia con l’intento di “leggere il presente”. Ogni mese il quotidiano online, fedele al proprio motto di “informazione verticale”, proporrà un approfondimento su un tema di attualità, locale o nazionale. Lo farà mettendo a confronto voci e opinioni diverse, per alimentare dibattiti costruttivi che contribuiscano ad ampliare la conoscenza dei fatti, a favorire l’elaborazione di fondati punti di vista, nella convinzione che l’autonomia di giudizio sia imprescindibile condizione per l’esercizio dei diritti di cittadinanza e stimolo per una partecipazione attiva alla vita pubblica.
Per il ciclo “Chiavi di lettura – Opinioni a confronto sull’attualità”, in collaborazione con il quotidiano online Ferraraitalia – L’informazione verticale

 

Conferenze e Convegni Martedì 28 marzo 2017 alle ore 17

La veduta settecentesca da Gaspar Van Wittel a Giovan Battista Piranesi

Conferenza di Alberto Andreoli

La presenza, sempre più numerosa, di aristocratici e ricchi viaggiatori europei – spesso accompagnati da artisti conterranei di fiducia – nelle località italiane più rinomate del Grand Tour, oltre a favorire la ritrattistica aulica e aristocratica, fu di stimolo al sorgere del vedutismo. Per i suoi scorci e vedute prospettiche, soprattutto di Roma barocca, iniziatore del nuovo genere pittorico viene ritenuto l’olandese Gaspar Van Wittel, nella penisola dal 1674. Nel corso del XVIII secolo, molto accreditate a Venezia, e particolarmente tra i facoltosi sudditi di sua maestà britannica, furono le raffigurazioni cronachistiche  e i “capricci” di Canaletto. Ampia fortuna riscossero pure, sia in Italia che a nord delle Alpi, le poliedriche produzioni artistiche di rovine e prospettive di Roma antica e moderna del piacentino Gian Paol o Pannini e del veneziano Giovan Battista Piranesi.
Per il secondo ciclo di “Non solo arte – Conversazioni di storia dell’arte a Palazzo Paradiso”, quest’anno dedicato alla tematica “Viaggio in Italia all’epoca del Grand Tour”, in collaborazione con l’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Beato Giovanni Tavelli da Tossignano” della Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio

Conferenze e Convegni Giovedì 30 marzo 2017 ore 17

Siria 1999

Proiezione del documentario di Alfredo de Filippis

Introduce Gina Nalini Montanari
Preziosa testimonianza di un viaggio compiuto in Siria nell’ottobre del 1999, quando questa nazione era pacifica e lontana dagli orrori della guerra. Il viaggio prende il via da Damasco e si snoda attraverso località ricche di storia e di tradizioni. Ci consente di ammirare capolavori della architettura musulmana (moschea Omayyde di Damasco) e bizantina come la imponente basilica cristiana di San Simeone, ai confini con la Turchia e, ancora, imponenti fortificazioni  militari crociate come il Crac dei Cavalieri fino alle rovine di epoca romana (la mitica Palmira) e ai siti preistorici degli scavi di Ebla. Un fascino particolare emanano  la Cittadella di Aleppo e i Suq in cui il tempo sembra essersi fermato. Un territorio ricco di contraddizioni legate , in parte, alle vicende storiche della Siria , da sempre, al centro di invasioni e di conquiste per la sua posizione strategica per i commerci tra Mar Mediterraneo e Regioni dell’interno.
In collaborazione con il Gruppo Scrittori Ferraresi

Conferenze e Convegni Venerdì 31 marzo 2017 ore 17

Kant: l’autonomia della ragione e l’uscita dell’uomo dallo stato di minorità

Conferenza di Giuliano Sansonetti

Coordina Antonio Moschi
L’Illuminismo rappresenta per Kant l’uscita dell’uomo dallo stadio di minorità, ovvero dalla condizione di subalternità politica e religiosa. Tale condizione è quella propria dell’uomo capace di autonomia morale, ovvero di saper condurre la propria vita sulla base della ragione pienamente sviluppata. Questa e non altra è per Kant la condizione della vera libertà, ossia di ciò che in ultima istanza rende l’uomo diverso dall’animale. La libertà, non l’arbitrio. Per Kant infatti non c’è libertà senza moralità, ovvero senza la determinazione a fare ciò che si deve, non solo ciò che si vuole. Per Kant dunque l’Illuminismo è un movimento storico di emancipazione, che ha le proprie basi nella capacità degli uomini singoli di emanciparsi in virtù dell’autonomia morale e della libertà.
Giuliano Sansonetti è stato da ultimo professore di Filosofia morale all’Università di Ferrara. Il suo campo di ricerca è costituito soprattutto dalla fenomenologia e dall’ermeneutica contemporanee cui ha dedicato vari volumi e numerosi articoli, con particolare riferimento a Emmanuel Levinas, Hans Georg Gadamer, Michel Henry. Ha svolto altresì attività di traduttore nel campo della filosofia e della teologia francese e tedesca.
Per il ciclo “Libertà” a cura di Istituto Gramsci di Ferrara e Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara

 

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storia

L’Italia di Salò

“L’Italia di Salò” è una raccolta di dati preziosi e di voci perdute. Lo Stato sorto sul lago, dichiarato fantoccio, era però composto di funzionari che, solo pochi mesi prima, avevano lavorato per l’apparato statale monarchico; funzionari meridionali, che, con la guerra tedesca, non avevano nulla in comune, volevano lavorare e poi si ritrovarono a pagare di persona.  In generale, questa ricostruzione  dice che “L’Italia di Salò” è una realtà da decifrare maggiormente, non solamente una realtà riferita da una storiografia politica, la quale non volle approfondire l’analisi sul consenso a quella repubblica nata lungo sponde nebbiose.

Dal 1943 1945, fiducia e sfiducia facevano egualmente male. Soldati sbandavano. I bandi di reclutamento spaventavano, “Sulla carta la chiamata riguarda circa 186.000 uomini… ma se ne presentano 87.000”, perché gli americani avanzavano, la guerra stava finendo, la gestione del reclutamento era difficile per le quattro divisioni repubblichine organizzate in pochi mesi. Allora, il capitano degli alpini Eugenio Bonardi testimoniava alla famiglia, “Non pensavamo più che avremmo vinto la guerra, ma consideravamo doveroso di vender cara la pelle e di ridare il senso dell’onore all’esercito italiano così duramente vilipeso.”

Gli italiani di quel triennio parlano in questa ricerca storiografica fatta bene. E ci sono le voci guascone dei veterani di Spagna. Le parole dei funzionari imborghesiti del Ministero dell’Interno. Con le reclute che bussavano alle caserme, però “né alloggi, né coperte” erano stati approntati e “il vitto sarebbe stato completamente insufficiente.” Vicende all’ italiana. Naturalmente. Caserme in cui si scopriva la passione dei diciottenni che si arruolavano per una rivolta generazionale contro la monarchia. (Chi fu che scrisse che i ragazzi di Salò anticipavano di tanto il 1968?) Quando scorgevano i giovani della X Mas o della Gnr, gli anziani comunque scrivevano, “I nostri soldati si vedono di nuovo circolare ovunque rispettati e quelli che danno l’esempio sono i giovanissimi  delle ultime classi, di 15 16 17 anni. Ciò vuol dire che il nostro tempo non è andato completamente perduto…” come si legge in una lettera genovese.

Avigliano e Palmieri scrutano nella galassia repubblichina. Guardano pure nell’ anomalia guerriera che fu la Decima Mas, un esercito nell’esercito, una concezione spartana: tutti insieme al rancio, promozioni solo conquistate sul campo, tante polemiche contro il vecchio Graziani. Marò del sud o del nord. Universitari romani che chiedevano di esser chiamati al fronte, pur avendo l’esenzione universitaria; volontari che aderivano, nel 1945, giorni prima della sconfitta; fascisti clandestini in Sicilia, in nome della Rsi, ossia nove studenti guidati da Cataldo Grammatico, detto Dino, tutti personaggi da romanzo alla Buttafuoco. Anime battute, anime bruciate. Esistenzialismo nero, “O si vince o si muore!” scritto da un volontario della Gnr.

Con Mussolini ammazzato, la nostalgia parlava ad una patria morta nel settembre ’43 – come insegnò Renzo de Felice -; ma i giovani repubblichini non volevano mica smettere di parlare; ecco, allora, la voce finale di Giorgio Pisanò, “E avevamo vent’anni. Con la vita davanti per dimostrare a noi stessi e agli altri di che pasta fossimo fatti”, giacché non era più questione di sistemi ideologici ma di pasta, di pelle, di sangue.

Mario Avagliano Marco Palmieri, ‘L’Italia di Salò 1943-1945’, Il Mulino, pagg. 473, euro 28.00

http://www.barbadillo.it/63930-libri-litalia-di-salo-1943-1945-le-voci-ritrovate-della-galassia-repubblichina/

libri

Samarcanda

L’antica “Samarcanda” cantata da Roberto Vecchioni mi convince poco. Lo storico, scrittore e filosofo Michel Foucault, pensava che “Se nel sonno la coscienza si addormenta, nel sogno l’esistenza si sveglia”. Non le sembra che il cantautore italiano abbia fatto un po’ di confusione invertendo i poli?

Vecchioni ha giocato sull’attrazione occidentale verso l’orientalismo, sul sogno del viaggio, sul senso della morte intesa come Grande Paura e al tempo stesso Grande Avventura, Grande Nemica e Grande Consolatrice. Da buon menestrello, ha scritto la sua ballata: che ha avuto successo anche perché, consciamente o inconsciamente, si è servito di grandi simboli archetipici.

Franco Cardini

Samarcanda. Un sogno color turchese

Editore Il Mulino, 03/11/2016

Pagg. 325, euro 16,00

http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=58493

conferenza

Ricordando Gianna Vancini

Conferenze e Convegni Lunedì 20 marzo 2017 ore 17

Lutero cinquecento anni dopo

Conferenza di Carlo Bitossi (UNIFE)

A mezzo millennio dall’episodio che diede avvio alla Riforma la religione è spesso sulla ribalta dei media. Ma non è il Cristianesimo. Anche la Germania è spesso alla ribalta. Ma non per le questioni religiose. L’Unione Europea è caratterizzata dal pluralismo confessionale tra i cristiani. Ma tutte le confessioni cristiane sono state investite dal processo di secolarizzazione. La comprensione reciproca ha infine sostituito quasi ovunque in Europa le opposte intolleranze. Qual è, dunque, lo sguardo degli storici di oggi su Lutero e la sua opera?
A cura dell’ Associazione Amici della Biblioteca Ariostea

 

Conferenze e Convegni Martedì 21 marzo 2017 ore 17

Pensieri, parole e ricordi per Gianna

Il Gruppo Scrittori Ferraresi dedica un cammino all’interno della produzione artistica di Gianna Vancini scrittrice

Saluti di Massimo Maisto, vicesindaco del Comune di Ferrara
Coordina Gina Nalini Montanari
A otto mesi dalla sua scomparsa e in occasione della Giornata Mondiale della Poesia, la Biblioteca Ariostea e il Gruppo Scrittori Ferraresi ricordano Gianna Vancini con un pomeriggio di letture a lei dedicate. L’improvvisa scomparsa nel giugno scorso di Gianna, animatrice intelligente e infaticabile di tante attività culturali, tutte segnate dalla passione per la scrittura, rappresenta una grande perdita per la nostra comunità. Sorridente e gentile, l’Ariostea ne serba un ricordo grato e affettuoso, riconoscente per il contributo culturale che ha profuso con tanta generosità alla nostra città. Gianna se ne è andata, ma rimarrà indelebile in tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerla il ricordo dei progetti che ha avviato, degli insegnamenti che ha lasciato, ma, soprattutto, delle sue qualità umane e culturali.
Durante l’incontro:
– verrà distribuito il numero speciale del periodico “L’ippogrifo”, interamente dedicato a Gianna, alla sua scrittura e al suo impegno per Ferrara e Broni;
– sarà proiettato il filmato di Alfredo De FilippisRicordando Gianna Vancini, scrittrice, poetessa, donna di fede”;
– verrà presentato il libro postumo di Gianna Vancini “Ferrara mia”, raccolta di saggi sulle chiese di Ferrara (Este Edition).
A cura del Gruppo Scrittori Ferraresi

Incontro con l’autore Mercoledì 22 marzo 2017 ore 17

Le fate del Malabar

Presentazione del libro di Nicola Tenani

(Edizioni dell’Eremo, 2017)
“Le fate del Malabar” prosegue la tradizione iniziata con il precedente, primo della trilogia keralita, “Le fate del Travancore”. Anche in questo volume Tenani Nicola racconta la vita, la cultura, la spiritualità indiana del sud keralita tramite il racconto di tre storie dedicati a tre differenti donne: un vecchia mescitrice di chai (il tè tipico cucinato con latte e spezie) e del suo sogno di incontrare la santona Amma, una fiabesca storia narrante l’incontro e l’adozione di un elefantino da parte di una ragazzina tribal delle foreste a ridosso della catena del Gathi occidentale, scoprendo però che i ruoli non saranno quelli semplici di umana e animale, ma un legame divino e profondo legherà le due esistenze, nel terzo racconto una ragazzina musulmana, sulle coste dello stupendo Malabar, affida ogni sera al tramonto del sole sulle onde del mare arabico le sue riflessioni, speranze, le confessioni che mai udrete dalla vo ce reale ma solamente entrando nel cuore di una giovane bambina nelle sue fasi delicati della crescita. Tra fiaba e realtà, “Le fate del Malabar” narrano di vita vissuta e speranze, torti subiti e rivalse, piccoli sogni e cocenti delusioni nello spirito di un popolo meraviglioso nei suoi contrasti culturali e nelle arcaiche saggezze della cultura indiana…
Nicola Tenani, nato a Ferrara nel 1968, nel tempo ha fatto del viaggio una fonte di ispirazione per la sua scrittura. Il buon successo del primo libro della trilogia l’ha portato ad ottenere ottime critiche anche nei maggiori festival dedicati, tra cui Torino e l’internazionale del libro di Francoforte; durante la preparazione del terzo libro, che concluderà la trilogia dedicata alle donne del sud indiano, ancora il viaggio diverrà la fonte d’ispirazione: nei prossimi mesi l’autore partirà per un lungo tour in Asia che lo porteranno a stretto contatto con le popolazioni indocinesi privilegiando il rapporto principale delle zone rurali e dei monasteri buddisti della Cambogia.

Conferenze e Convegni Giovedì 23 marzo 2017 ore 17

Gli adolescenti a Ferrara e dintorni

Conferenza di Sabina Tassinari (Responsabile del Coordinamento Giovani del Comune di Ferrara)

Introduce Roberto Cassoli
Come è accaduto per le generazioni precedenti, oggi sono quasi quattro milioni adolescenti italiani chiamati a un compito molto importante è sempre più difficile ovvero imparare a prendere le proprie decisioni, affrontando i rischi, gli insuccessi e le inevitabili frustrazioni che ne derivano. Crescere significa confrontarsi con la parte più faticosa della vita che riguarda l’errore, il limite, l’incomprensione, il timore di non essere stimati. L’esperienza di questo scomodo compito che pone la vita, diventa proficua se e quando viene elaborata, compresa e resa parte del proprio vissuto. Come dire, la frustrazione che può derivare dal fare scelte sbagliate di per sé non fa crescere ma la sua metabolizzazione e rielaborazione, certamente sì. E questo delicatissimo processo non può non avere il supporto degli adulti che, spesso molto più numerosi che in passato, popolano la vita dei ragazzi. A ragi on veduta l’attenzione dedicata all’adolescenza deve necessariamente essere motivo di confronto non superficiale sull’educazione e sugli adulti che, a vario titolo, si occupano di giovani. E lo è oggi, più che mai, in una società dai contorni indefinibili, contraddistinta da forme di precarietà diffusa ormai accettata come condizione naturale. Una trasformazione avvenuta in modo repentino quanto apparentemente irreversibile che rende necessaria la presenza di figure competenti nei confronti delle quali i giovani possano riporre la propria fiducia.
Per il ciclo “I colori della conoscenza”, a cura di Istituto Gramsci di Ferrara e Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara

Incontro con l’autore Venerdì 24 marzo 2017 ore 17

Briciole di pane sulla strada

Presentazione del libro di Caterina Zanardi

Racconti e pensieri poetici (Nuovecarte editore 2017)
Con illustrazioni di Andrea Zampollo
Ne parla con l’Autrice Luciano Montanari
Gli elementi della natura entrano e colorano sentimentalmente tutta la poesia e la prosa di Caterina Zanardi con vere e proprie annotazioni cromatiche. La raccolta eterogenea di racconti e pensieri lirici e non è collegata da un filo sentimentale che fa presa su due elementi fondamentali, l’amore e le esperienze della vita: solitudini, sensi di limite, esaltazioni coloriste. Le costruzioni dell’Autrice sono diverse, a volte ribelli, con agonie vitali, anche se la malinconia e la tristezza spiano costantemente dai ristagni dell’anima. E le atmosfere sono di ansia, di desiderio, di spiritualità e d’erotismo al tempo stesso, e sono inoltre di vitalità e di abbandono (L. Montanari)

 

fantascienza

Neanche gli Dei

ucl128Apparso nel 1972, Neanche gli Deiha costituito il ritorno di Isaac Asimov al romanzo dopo una pausa di quindici anni, e immediatamente ha vinto i premi Hugo e Nebula per quell’anno. In piena era di crisi energetica, la scoperta del Plutonio 186 e la creazione della pompa positronica sembrano offrire all’uomo una nuova e illuminata fonte di energia… ma da dove proviene questa energia, insieme alle strane lamine di ferro che portano incisi simboli sonosciuti? L’uomo ha dunque finalmente trovato un mezzo per entrare in contatto con un’altra dimensione, con un Para-Universo abitato da creature amoboidi e trisessuate, ma la strada da percorrere è irta di ostacoli. I vantaggi offerti da questa inestimabile scoperta sono infatti minacciati da un pericolo antico quanto la Storia, il rischio dell’eterna idiozia umana. Perché resta ancora da verificare se, come diceva Schiller, “Contro la stupidità, neanche gli Dei possono nulla”.

Titolo: Neanche gli Dei | Autore: Isaac Asimov | Titolo originale: The Gods Themselves, 1972 | Romanzo vincitore del premio Hugo e del premio Nebula | Per tutte le edizioni del romanzo clicca QUI

Ero rimasto, mea culpa, all’Asimov del ciclo della Fondazione (ancora ai tempi in cui era ufficialmente la Trilogia Galattica), e ai racconti dei Robot e di “Testi e note”.

Ricordavo quindi un autore scientificamente affascinante ma un po’ legnoso, più adatto a ragazzi appassionati di scienza che a un adulto. Le lodi che sentivo rivolgere al suo ultimo romanzo (“il grande ritorno alla fantascienza dopo vent’anni di divulgazione”), però, mi hanno spinto a comprarlo non appena l’ho visto su una bancarella.

E davvero non sono stato deluso!

THGDSTHMSB1973“Neanche gli dèi” è diviso in tre parti nettamente distinte. La prima è il classico Asimov: ambientata unicamente in laboratori, dove poderose innovazioni scientifiche vengono discusse senza fine da scienziati inaciditi e scapoli, che litigano e cercano di farsi le scarpe a vicenda, mentre si intrattengono in passatempi infantili come lanciare noccioline per aria e inghiottirle al volo. La padronanza dell’autore nei riguardi della fisica di base e delle 4 forze fondamentali è ottima e permette di impostare una trama “hard” davvero interessante: c’è una soluzione a tutti i problemi energetici dell’umanità, peccato che potrebbe distruggere l’universo..

Nella seconda parte iniziano i fuochi d’artificio: è ambientata nell’universo parallelo da cui proviene la misteriosa energia, gratuita e illimitata, che veniva discussa nella prima parte, e che ha rivoluzionato la vita sulla Terra. Viviamo direttamente la vita delle creature del para-universo, anch’esse soggette a seri problemi energetici; il buon dottore, tante volte “accusato” di non descrivere alieni, si dilunga nel dettagliare la vita sociale e personale di queste creature di energia, che presentano tre sessi con ruoli riproduttivi distinti e fasi di metamorfosi che li portano da Molli a Duri; conosceremo diverse di loro (il Genitoriale Tritt, il Razionale Odeen, l’Emotiva Dua) con le loro personalità e i loro conflitti, appassionanti come quelli tra terrestri. È una descrizione di società aliena degna della “Crociera nell’infinito” di Van Vogt o dei romanzi di Hal Clement come “Strisciava sulla sabbia”. Ma anche in questo mondo i ribelli non hanno vita facile, e vale l’amara frase di Schiller che dà il titolo, ovvero “Contro la stupidità, neanche gli dei possono vincere”: usata dall’illuminista Asimov verso le follie di massa (in quegli anni poteva essere la guerra atomica o l‘inquinamento o l’esaurimento delle risorse; oggi potrebbe essere il riscaldamento globale).

Nella terza parte, Asimov si diverte proprio: e raffigura la vita in un colonia lunare, di fatto uno Stato indipendente libero dai vecchi pregiudizi terrestri, al punto che i rapporti tra Lunariti e Terricoli sono basati sul reciproco disprezzo. È una città del futuro come si poteva immaginare nel ’72, al culmine degli entusiasmi per la liberazione sessuale e la conquista dello spazio: niente più matrimonio, molto sport per abituarsi alla bassa gravità e da praticarsi svestiti (in particolare ci descrive un nuovo sport appassionante e pericoloso, praticabile solo nella bassa gravità lunare), donne libere e sfrontate che stanno a seno scoperto (particolare più volte sottolineato da zio Isaac) chiamate Selene, Diana, Cynthia o Artemis: tutti nomi lunari nella mitologia greca, anche se dànno luogo a giochi di parole più da Brooklyn (‘Selene, do you.. “sell any”?’).

51bMAtAvCHLUno degli scienziati che nella prima parte del romanzo è stato sconfitto dalla stupidità della massa e dall’arroganza di chi se ne mette a capo si rifugia sulla Luna, nella speranza di rifarsi una nuova vita: la sua carriera scientifica è stata distrutta, è stato ridotto a fare il venditore di deodoranti (sia pure arrivando a essere dirigente vendite): in un nuovo pianeta spera di ricominciare a fare qualcosa che abbia un significato almeno per lui stesso. Forse senza saperlo si trova invischiato in un triplo gioco di spionaggio tecnologico: le autorità scientifiche sia terrestri sia lunari fingono di stimarlo, ma in realtà lo disprezzano e pensano solo ad usarlo per carpire i risultati delle ricerche più avanzate della controparte. Ignorando o sforzandosi di ignorare tutto ciò, egli porta avanti le sue ricerche in nome della propria dignità; e grazie anche alla assistente-spia che gli è stata affidata, in realtà stufa anche lei di manipolazioni e prevaricazioni, riusciranno a sbugiardare i ciarlatani che si erano attribuiti i meriti scientifici della scoperta iniziale, ma soprattutto a risolverne il problema energetico universale con un’ulteriore geniale scoperta, che non potrà che entusiasmare gli appassionati di fantascienza tecnologica!

A questi meriti aggiungo le descrizioni dei paesaggi lunari, meno liriche di quelle di Clarke ma concrete e ricche di dettagli credibili nell’immaginare le attività in superficie e nei sotterranei: quale sarà il modo più opportuno di camminare, se ci sia acqua sulla Luna.. Non manca l’idillio tra il vecchio scienziato reso cinico dalla vita e la giovane “Intuizionista” (qualcosa più di una scienziata), provocante e libertina ma con un fondo di purezza e ingenuità, che dopo aver a lungo deriso l’infatuazione del primo, cederà al suo fascino “vissuto”.

Questa è proprio fantascienza, dottor Asimov… o no?

Antonio Ippolito

asimovL’AUTORE

Isaac Asimov, nato Isaak Judovič Ozimov (Petroviči, 2 gennaio 1920 – New York, 6 aprile 1992), è stato uno scrittore e biochimico sovietico naturalizzato statunitense. Le sue opere sono considerate una pietra miliare sia nel campo della fantascienza sia in quello della divulgazione scientifica. È autore di una vastissima e variegata produzione, stimata intorno ai 500 volumi pubblicati, incentrata non solo su argomenti scientifici, ma anche sul romanzo poliziesco, la fantascienza umoristica e la letteratura per ragazzi.

http://andromedasf.altervista.org/i-classici-della-sf-neanche-gli-dei-the-gods-themselves-1972-di-isaac-asimov/

conferenza

Scoprire i Balcani

Conferenze e Convegni Lunedì 13 marzo 2017 ore 17

L’educazione sessuale. Una non-conoscenza

Conferenza di Gabriella Rifelli (psicologa, psicoterapeuta, psicoanalista, sessuologa, Direttrice della Scuola di Sessuologia Clinica del Centro Italiano di Sessuologia)

Introduce Lina Pavanelli
La necessità di un’educazione specificatamente dedicata alla sessualità è apparsa quando si è cominciato a parlare più apertamente della questione sessuale. L’evoluzione storica e sociale del precedente secolo, dalla libertà sessuale degli anni 70’ all’avvento dell’AIDS negli anni ‘90, ha portato a costruire veri e propri percorsi di Educazione Sessuale, ma come se fosse una materia a sé stante come storia o matematica. Ma la sessualità è dimensione della persona e delle relazioni sociali, è presente nella cultura, nei costumi e nell’arte, è parte del nostro quotidiano e della nostra storia e riservare ad essa un angolo educativo forse risolve le ansie sessuofobiche degli adulti, mentre non offre certo agli allievi la possibilità di integrare la sessualità nel loro sapere e nella loro personalità. È possibile quindi confinare l’ ;insegnamento sessuale dentro appositi spazi educativi, affidandolo a formatori specificamente preparati? È possibile definire un’età degli allievi in cui sia giusto cominciare un’educazione sessuale? Oppure dobbiamo chiederci come ogni adulto possa partecipare attivamente all’educazione sessuale della persona in evoluzione?
Per il ciclo “I colori della conoscenza”, a cura di Istituto Gramsci di Ferrara e Istituto di StoriaContemporanea di Ferrara

 

Incontro con l’autore Lunedì 13 marzo 2017 ore 17 in Teatro Anatomico

Scoprire i Balcani, storie, luoghi e itinerari dell’Europa di mezzo

Presentazione del libro di Eugenio Berra

(Cierreedizioni, 2016)
Scoprire i Balcani è più di una comune guida turistica. Trecento pagine di descrizioni, schede immagini, informazioni, citazioni e preziose conoscenze che rendono finalmente paritaria la condizione storica, culturale e umana di territori e comunità che hanno a lungo faticato a costruirsi un’identità riconoscibile e riconosciuta sia nel passato che nel presente. Per un viaggiatore occidentale, curioso di immergersi nel mosaico territoriale dell’Europa di mezzo, tanti sono gli itinerari avvincenti proposti: Slovenia, Croazia, Bosnia-Erzegovina, Serbia, Montenegro, Kosovo, Albania, Macedonia, Bulgaria, Romania. Il libro propone un percorso alternativo alle mete tradizionali, attento alla scoperta di splendidi luoghi minori e ai loro racconti, siano essi narrazioni, memorie, ricette, poesie o antiche leggende, le comunità di contadini e produttori appartenenti a Terra madre, la rete mondiale di Slow Food viaggiare in modo consapevole ris pettando ambiente, culture e persone. A curare il volume è Eugenio Berra, responsabile dell’Associazione Viaggiare i Balcani (VIB) che ha scelto di vivere a Belgrado.
A cura dell’Associazione Culturale Amici della Biblioteca

Conferenze e Convegni Martedì 14 marzo 2017 ore 17

Lo Statuto del Malefici del 1394

Conferenza di Mirna Bonazza

Il Comune antico della città di Ferrara nel prezioso codice statutario restaurato
Durante la conferenza interverrà il restauratore Franco Antolini che illustrerà le fasi di restauro del codice.
Di particolare interesse in materia di diritto penale è il Liber Statutorum et Provisionum ad Maleficia deputati del 1394 con aggiunte del secolo XV. Le determinazioni, risalenti sino all’anno 1321, quando la Magistratura, costituita dai Dodici Savi, aveva sede nel Vescovado, offrono una panoramica riguardo alle normative che dovevano essere raccolte in un precedente codice andato distrutto nell’incendio del 1385 che cancellò l’Archivio del Comune e le sue preziose carte.
Per il ciclo “Testo e contesto” a cura dell’Associazione Culturale Amici della Biblioteca

Invito alla lettura Mercoledì 15 marzo 2017 ore 17

La Follia in Letteratura, da McGrath a Lehane

Analisi e letture di Alberto Amorelli, Alessandro Tagliati, Sara Suzzi, Linda Morini

“In psicologia, psichiatria e nel senso comune con il termine follia o pazzia si indica genericamente una condizione psichica che identifica una mancanza di adattamento che il soggetto esibisce nei confronti della società, tipicamente attraverso il suo comportamento, le relazioni interpersonali e stati psichici alterati ovvero considerati anormali fino a causare stati di sofferenza psicologica per il soggetto.” Questo è il tema che La Compagnia del Libro andrà ad affrontare a marzo. Attraverso le parole di quattro autori estremamente diversi tra loro, nell’incontro si cercheranno di mettere in scena diversi aspetti della Follia. Si inizierà con il bestseller di Patrick McGrath “Follia”, passando per “I Fisici” di Friederich Durrenmatt, per arrivare alla nostra Alda Merini con “L’Altra verità. Diario di una diver sa” e concludere con un autore di thriller d’eccezione come Dennis Lehane con il pluri-acclamato “Shutter Island”. Curiosità vuole che dal romanzo di McGrath e da quello di Lehane siano anche stati tratti due film, il primo con Ian McKellan e il secondo con Leonardo DiCaprio.
A cura dell’Associazione Culturale Gruppo del Tasso di Ferrara

Conferenze e Convegni Giovedì 16 marzo 2017 ore 16,30

Moby Dick, o della Melancolia

Psicobiografia di Herman Melville

A cura di Stefano Caracciolo
Nell’antico Teatro Anatomico della Biblioteca Ariostea continuano con successo gli incontri con i quali Stefano Caracciolo, ordinario di Psicologia Clinica all’Università di Ferrara, propone di esplorare paesaggi straordinari come la Storia, la Follia, la Musica, la Malattia, l’Anima, il Cinema, la Poesia, la Morte e la Vita attraverso la lente della psicologia. Un ciclo di conferenze nel quale la psicologia si presenta come moderno strumento di lettura per cercare di trovare punti di riferimento nella realtà contemporanea. Sei nuove tappe di un percorso di viaggio all’insegna della narrazione di molte storie di grande interesse scientifico e culturale.
Per il ciclo Anatomie della mente – Conferenze dei Giovedì di Psicologia – Anno Decimo, in collaborazione con la Sezione di Psicologia Generale e Clinica della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Ferrara

Incontro con l’autore Venerdì 17 marzo 2017 ore 17

I fiori rossi del melograno

Presentazione del libro di Eugenia Paola Giovannelli

(Edizioni Terra marique, 2017)
Con prefazioni del Vicesindaco di Ferrara Massimo Maisto, del Presidente del Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah Dario Disegni e dell’Assessore ai Saperi del Comune di Scandiano Alberto Pighini
Il libro prende il via dalla Calabria, regione ricca di melograni, dove soprattutto nel passato crescevano in abbondanza. Boris e Cora, guide turistiche di origine greca, conoscono Siria, la piccola che amava i fiori rossi del melograno. Rimasta sola dopo la catastrofe di un terremoto in Argentina, accompagnata da una suora, era stata ospitata in un orfanatrofio calabrese. Boris e Cora si affezionano a lei e ne chiedono l’adozione. Insieme si spostano dal Sud per cercare di esercitare la professione in terra estense. A questo punto incontrano Olga Ester, donna matura che la vita ha reso forte e generosa verso gli altri. Di origine ebraica visse nel ghetto di Ferrara dal 1939 al 1943. Con uno escamotage narrativo si ritorna indietro nel tempo, quando nel ghetto si viveva nella paura per la persecuzione razziale. La seconda parte del romanzo racconta la storia di alcune famiglie ebraiche, disperate per la dura sopravvivenza e la decisione di fuggire a Scandiano per proteg gere Olga Ester dalla deportazione nei campi di sterminio”. La terza parte si svolge  a Ferrara ai nostri giorni, quando nasce l’amore tra Siria e il giovane Alberto, appassionato nel campo della ricerca medica. Trova uno spazio speciale l’opera di Giorgio Bassani “ Il giardino dei Finzi – Contini “ attraverso la quale i due giovani ripercorrono il tormentato amore dell’autore per Micol e i tristi avvenimenti del particolare momento storico. Una storia frutto di immaginazione ma che rispecchia fedelmente i fatti e le date degli eventi storici.
Eugenia Paola Giovannelli, vive a Novellara (RE). Insegnante, ha scritto testi teatrali inerenti temi educativi, che hanno favorito il rapporto teatro/scuola. Ha pubblicato “Colin: immagini rubate al mare”, i racconti “Spazi Infiniti” e “La colonna sonora di una vita”.

 

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Immigrazione

All’ordine del giorno resta, in tutta Europa, il tema dei migranti e la soluzione da assumere per affrontare questo problema sempre di più pressante. Intere baraccopoli con migliaia di immigrati vengono spazzate via, eliminate, come a Calais e a Foggia, in molti centri di raccolta si susseguono i tentativi di rivolta, le carrette del mare continuano a sbarcare carichi umani sulle coste italiane, il terrorismo incombe e le agenzie di intelligence indicano i rischio che fra le migliaia di migranti si infiltrino terroristi. Gli attentati periodicamente scuotono la coscienza degli europei. Che fare? A questa domanda i governi europei non sembrano pronti a rispondere. La rivista Eurasia, con gli strumenti geopolitici, di analisi demografica, e di prospezione, affronta questo tema nell’ultimo numero (Eurasia, 4/2016, Edizioni all’insegna del Veltro, Parma, pagg. 205, euro 18; www.eurasia-rivista.com).Lo fa con un dossario di 180 pagine interamente dedicato al tema “Migrazioni o invasioni?”.

Il direttore Claudio Mutti fa un’operazione necessaria quando si parla di migrazione, invasioni, trasferimenti, accordi: mette a posto i concetti basandosi sul significato delle parole e richiamandosi a eventi storici. Lo fa con chiarezza e efficacia. Sgomberato il campo da interpretazioni grossolane, ideologiche o approssimative, nel fascicolo, uno dei migliori pubblicati dalla redazione di Eurasia, si affrontano, con dati, bibliografie, analisi e revisioni storiche, aspetti fondamentali come le manovre geopolitiche dietro i flussi migratori (Giovanni Petrosillo) la situazione dei rifugiati e migranti nel Mediterraneo (Stefano Vernole) un’analisi economica dei migranti in Francia (Alain de Benoist) il piano di destabilizzazione dell’Europa (Wayne Madsen, Gennaro Scala, Enrico Galoppini) la diffusione del precariato (Gianluca Marletta) i flussi migratori (Alessandra Colla, Anna Bono, Ivelina Dimitrova), e un’analisi degli accordi sull’immigrazione (Aldo Braccio e Ali Reza Jalali). Non mancano due saggi storici sulle invasioni barbariche (Andrea Galletti e Claudio Mutti). Chiudono il fascicolo articoli sulla Russia e un’intervista al segretario regionale della Lega Nord in Emilia Romagna, Gianluca Vinci.

http://www.barbadillo.it/63595-riviste-eurasia-leuropa-e-vittima-di-migrazioni-o-di-vere-e-proprie-invasioni/

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conferenza

La libertà degli antichi

Conferenze e Convegni Lunedì 6 marzo 2017 ore 17

Gli adolescenti tra disagi e risorse

Conferenza di Chiara Baratelli (psicoanalista, psicoterapeuta)

Introduce Nicola Alessandrini
Gli adolescenti rappresentano sempre una sfida per gli adulti, si tratta quindi di comprenderne le ragioni e i tratti di un conflitto tra generazioni che si ripete in tutti i tempi. Alcune caratteristiche di cui gli adolescenti sono portatori sono eterne: l’energia, l’irruenza, la proiezione verso il futuro, la tendenza all’assoluto, l’incapacità di mediazione. Come si coniugano questi aspetti con le caratteristiche di questo tempo? Quali specifiche sfide ci presentano i giovanissimi oggi? Dobbiamo cercare tratti specifici dei nuovi adolescenti (che sono evidenti, in quanto ogni generazione respira l’aria del proprio tempo) o, anche, caratteristiche e attitudini di “questi genitori”, frastornati e inquieti, in balia di un tempo che cambia in fretta e di cui faticano a cogliere la traiettoria del cambiamento? Su queste e altre domande sarà articolata la riflessione.
Per il ciclo “I colori della conoscenza”, a cura di Istituto Gramsci di Ferrara e Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara

 

Conferenze e Convegni Martedì 7 marzo 2017 ore 16

Scienza e fede

Inaugurazione del CXCIV Anno Accademico dell’Accademia delle Scienze di Ferrara

Saluto e relazione del Presidente Adolfo Sebastiani
Introduzione di Francesco Maria Avato e prolusione sul tema “Scienza e fede” tenuta da Sua Eccellenza Reverendissima Mons. Luigi Negri Arcivescovo di Ferrara-Comacchio Abate di Pomposa.
L’Accademia delle Scienze di Ferrara è la più antica associazione culturale ferrarese, fondata nel 1823, insignita nell’anno 1847 di decorazione accademica dal Sovrano Pontefice Pio IX, eretta in ente morale con decreto reale del 19 settembre 1935, ha per scopo l’incremento delle scienze. L’Accademia delle Scienze di Ferrara è divisa in tre classi: Scienze Mediche; Scienze Matematiche, Fisiche, Chimiche, Naturali; Scienze Giuridiche, Economiche, Storiche, Morali.
A cura dell’ Accademia delle scienze di Ferrara

Incontro con l’autore Mercoledì 8 marzo 2017 ore 17

Dallo stalking alla vittimizzazione secondaria

Presentazione della trilogia di Marzia Schenetti

In occasione della “Giornata della Donna”, la biblioteca Ariostea ospita la reggiana Marzia Schenetti e la sua trilogia contro la violenza sulle donne che comprende “Il Gentiluomo. Una storia di stalking” (Edizioni IL Ciliegio 2011 – Premio qualità), “Evil. L’uomo del male” (Edizioni Il Ciliegio 2013), “Le Gentildonne. Dopo lo stalking” (2015)
“Ho vissuto sulla mia pelle il fatto di essere vittima di molestie, nel mio caso stalking…”
La storia di Marzia raccontata attraverso tre libri è un’inquietante esempio del difficile percorso di uscita dalla violenza. Un trittico fondamentale per capire le sfaccettature della violenza sulle donne da quelle più evidenti a quelle più nascoste e sotterranee che chiamano la collettività a una presa di coscienza.

Invito alla lettura Giovedì 9 marzo 2017 ore 17

Essere

Lettura e commento della celebre lirica di Fabio Tombari
Coordina Marcello Girone Daloli
Il “Gruppo Essere di Fabio Tombari”, accompagnato da Federico e Adriano che, con pianoforte e contrabbasso, esprimeranno liberamente le loro emozioni sonore, leggerà e commenterà il capolavoro poetico di Fabio Tombari che ha infiammato tutti coloro che lo hanno letto. “Essere” è una perla di saggezza, profondità e levatura spirituale che risuona nell’anima come un potente impulso alla crescita, alla ricerca del Sé, dell’Essere. La sua lirica, infiammando i cuori e illuminando le menti, è in grado di far risuonare l’Essere in noi.
Fabio Tombari (1899-1989), conosciuto come scrittore, vincitore nel 1956 del Premio Collodi, famoso in Italia e all’estero con il suo libro di ambiente popolare “Cronache di Frusaglia”, con il quale vinse il Premio dei dieci, uno dei maggiori riconoscimenti letterari di quell’epoca, prima di tutto è un degno portatore del profondo impulso spirituale del Cristo, di cui questa lirica è espressione.
A cura del Gruppo Essere di Fabio Tombari

Conferenze e Convegni Venerdì 10 marzo 2017 ore 17

La libertà degli antichi

Conferenza di Claudio Cazzola

Coordina Gianluca Pizzotti
«De la liberté des anciens comparée à celle des modernes» è il titolo di una prolusione letta nel 1819 presso l’Athénée Royal di Parigi da Benjamin Constant. Egli, di famiglia ugonotta emigrata in Svizzera, dopo essere divenuto cittadino francese nel 1795 partecipa attivamente alla vita politica della sua patria: vive il Termidoro, l’esilio in Germania a causa del suo atteggiamento antigiacobino, i Cento Giorni napoleonici; fuoriuscito in Inghilterra dopo Waterloo e rientrato alla fine nella Francia della Restaurazione, a partire dal 1816 è membro del Parlamento regio, voce sommamente ascoltata. L’errore della Rivoluzione consiste – a suo parere – nell’aver preteso di applicare l’essenza collettiva della libertà degli Antichi ai diritti soggettivi di quella dei Moderni. Ma chi sono i cosiddetti Antichi?
Per il ciclo “Libertà” a cura di Istituto Gramsci di Ferrara e Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara

 

fantascienza

La svastica sul sole

la svastica sul soleUscito nel 1962 per un editore generalista, Putnam, e tradotto in italiano già nel 1965, ma non da Urania (evidentemente Fruttero & Lucentini non lo gradirono, per strano che possa sembrare) col titolo La svastica sul sole (che ancora molti si incaponiscono a usare…), il più famoso del romanzi di Dick è anche quello che ha avuto il più importante riconoscimento al momento della pubblicazione, vincendo il Premio Hugo nel 1963. Si tratta di uno dei più classici esempi di storia alternativa, che racconta la vita quotidiana di un gruppo di personaggi in una California dominata dai Giapponesi attraverso un governo fantoccio, perché l’impero del Sol Levante, assieme all’Italia fascista e alla Germania nazista, ha vinto la II guerra mondiale.

Il fascino del romanzo non deriva solo dalla costruzione di un’America divisa in tre stati controllati dalle potenze vincitrici (sul modello di quel che accadde alla Germania dal 1945 alla riunificazione), ma dal gruppo di personaggi memorabili attraverso i quali viviamo in quel mondo rovesciato e inquietante: primo tra tutti il mite e onesto funzionario giapponese Nobosuke Tagomi, lodato da Ursula K. Le Guin come prima figura della letteratura fantascientifica che potesse tener testa al Leopold Bloom di Joyce o alla signora Dalloway della Woolf.

MNHCSTL1964Ma insieme a Tagomi spiccano Juliana Frink, donna inquieta e tormentata, istruttrice di arti marziali; il suo ex-marito Frank, brillante artigiano ebreo che vive sotto falso nome nel terrore di essere rintracciato e catturato dai nazisti; Robert Childan, antiquario che vive un complesso rapporto di ammirazione servile e odio razziale nei confronti dei dominatori giapponesi; il signor Baynes, uomo d’affari svedese che in realtà è un agente dei servizi segreti tedeschi incaricato di contattare un alto ufficiale delle forze armate giapponesi. Attraverso le trame multiple di questo romanzo sfaccettato, vediamo i fatti della grande storia dal basso: la morte del cancelliere del Reich Martin Bormann, erede di Hitler, e la lotta tra i gerarchi nazisti per assumere il potere, legata al piano segreto per un attacco nucleare a sorpresa sulle isole giapponesi, tramite il quale eliminare il vecchio alleato e diventare padroni del pianeta.

Ma la storia del piano “Dente di leone” contribuisce solo in parte al fascino del romanzo. Questo perché nel mondo alternativo circola clandestinamente La cavalletta ci opprime, un romanzo scritto dal misterioso Hawthorne Abendsen (che sarebbe l’uomo nell’alto castello); il libro è vietato perché descrive un mondo dove Stati Uniti e Impero Britannico (si badi bene, non l’Unione Sovietica) hanno vinto la guerra, la Germania è in rovina, e il Führer viene processato a Norimberga (e questo, come il precedente dettaglio, fa capire che il romanzo di Abendsen non descrive il nostro mondo dove Hitler si è suicidato per evitare l’onta della cattura).

THMNNTHHGH1976Tra la nostra storia, quella del romanzo e quella del romanzo-nel-romanzo si crea un complesso e disorientante gioco di specchi che mette in questione ciò che noi pensiamo di sapere sull’evento che ha generato il mondo in cui viviamo, cioè la seconda guerra mondiale. Nel 1945 ha veramente trionfato il bene ed è stato sconfitto il male, oppure quel che è avvenuto è la vittoria di un male minore, che ha comunque portato alla guerra fredda, alle atrocità staliniste, alla spartizione spietata e alla distruzione di interi paesi del terzo mondo? Non a caso nel romanzo di Dick si accenna alla distruzione dell’Africa da parte dei nazisti in un folle progetto di bonifica, e non si può dire che la nostra economia tardocapitalistica abbia fatto molto bene al continente nero.

Il romanzo è forse quello più analizzato dello scrittore californiano. Si è studiato il ruolo dell’I Ching nell’opera, il cinese “Libro dei mutamenti” che viene usato da tutti i personaggi per orientarsi nelle scelte difficili che si trovano ad affrontare. Ma l’I Ching, come si scopre alla fine è stato usato da Abendsen per scrivere il suo romanzo; e come hanno accertato i biografi, venne impiegato anche da Dick stesso per strutturare la trama dell’Uomo nell’alto castello. Abendsen allora è Dick? Probabile. Resta da capire, al di là delle celebrazioni stile Soldato Ryan di Spielberg, chi o cosa abbia vinto veramente quella guerra che si comincia a dimenticare (provate a parlarne con qualche adolescente italico…), ma la cui presenza nella nostra coscienza spiega gran parte del fascino che questo romanzo ancora ha per tutti noi.

Umberto Rossi

Philip K. DickL’AUTORE

Philip Kindred Dick (Chicago, 16 dicembre 1928 – Santa Ana, 2 marzo 1982) è stato uno scrittore statunitense. La fama di Dick, noto in vita esclusivamente nell’ambito della fantascienza, crebbe notevolmente nel grande pubblico e nella critica dopo la sua morte, in patria come in Europa (in Francia e in Italia negli anni ottanta divenne un vero e proprio scrittore di culto), anche in seguito al successo del film Blade Runner del 1982 liberamente ispirato a un suo romanzo. In vita pubblicò quasi solamente opere di narrativa fantascientifica – un genere all’epoca considerato “di consumo” – ed è stato successivamente rivalutato come un autore postmoderno precursore del cyberpunk e, per certi versi, antesignano dell’avantpop. Gli sono stati dedicati molteplici studi critici che lo collocano ormai tra i classici della letteratura contemporanea. Temi centrali dei suoi visionari romanzi sono la manipolazione sociale, la simulazione e dissimulazione della realtà, la comune concezione del “falso”, l’assuefazione alle sostanze stupefacenti e la ricerca del divino.

Nato a Chicago, con la sorella gemella Jane, in una famiglia dai legami burrascosi (la madre, da lui descritta come nevrotica, divorziò dal padre pochi anni dopo la nascita dei gemelli), Philip Dick trascorse un’infanzia e un’adolescenza solitarie e tormentate: la sorellina morì a poche settimane dalla nascita (Dick le rimase sempre legato, e decise di essere seppellito accanto a lei); dopo il trasferimento in California, frequentò l’Università di Berkeley, ma non concluse gli studi a causa della sua militanza nel movimento contro la guerra di Corea e del suo pacifismo(per continuare gli studi universitari avrebbe dovuto sostenere un corso di addestramento – ROTC – come ufficiale della riserva, all’epoca obbligatorio), che lo portarono ad avere problemi col maccartismo di quegli anni. Iniziò a lavorare in un negozio di dischi dove conobbe la prima moglie, Jeanette Marlin (il matrimonio durò da maggio a novembre ’48). Le sue affermazioni secondo cui in quel periodo avrebbe lavorato in una radio locale non sono mai state provate, anche se è possibile che abbia scritto testi pubblicitari per qualche emittente di Berkeley. Sicuramente la nascita della sua conoscenza e del suo amore per la musica classica precedette gli anni in cui lavorò come commesso nel negozio di dischi.

L’incontro con la fantascienza avvenne, forse per caso, e forse nel 1949 (ma il suo primo racconto, “Stability” Stabilità, pubblicato postumo, fu scritto nel 1947), quando invece di una rivista di divulgazione scientifica ne acquistò per sbaglio una di fantascienza (la circostanza non è certa). Esordì nel 1952 sulla rivista Planet Stories. Lasciata la prima moglie, si risposò con Kleo Apostolides (dal 14 giugno 1950 al 1959), militante comunista di origini greche. In questo periodo pubblicò i primi romanzi e una notevole quantità di racconti. Il matrimonio con Kleo andò in crisi quando Dick si trasferì nella zona rurale di Point Reyes, a nord di San Francisco, in quella Marin County che fu l’ambientazione di diverse opere (tra tutte Cronache del dopobomba). Lì conobbe Anne Williams Rubinstein, che diventò la sua terza moglie (rimasero sposati dal 1º aprile 1959 all’ottobre 1965). Era una donna colta e di forte personalità, vedova e madre di tre figlie, che gli diede una figlia: Laura Archer (25 febbraio 1960). Dick si trasferì a casa di Anne, e per mantenere la famiglia e il tenore di vita della moglie abbandonò la fantascienza, poco remunerativa e per niente prestigiosa, per tentare di occuparsi di narrativamainstream. Ma Dick visse ciò come una sconfitta, di cui considerò responsabile la moglie. Il fallimento come “nuovo” autore fu la goccia; il matrimonio andò a pezzi, Dick si convinse che la moglie avesse assassinato il precedente marito e che avrebbe fatto lo stesso con lui. Divorziarono nel 1965, e Dick si trasferì a San Francisco.

Dick assumeva anfetamina fin dai primi anni Cinquanta, sostanza che gli era stata prescritta dallo psichiatra che gli aveva diagnosticato una lieve forma di schizofrenia; l’anfetamina era usata per combattere gli stati depressivi di cui lo scrittore soffriva occasionalmente. Man mano Dick sviluppò una vera e propria tossicodipendenza dalla sostanza, che lo agevolava nella stesura delle sue opere. L’abuso di stimolanti raggiunse livelli allarmanti durante la seconda metà degli anni Sessanta, proprio mentre l’autore scriveva due dei suoi romanzi più importanti (Il cacciatore di androidi e Ubik). La rottura con la quarta moglie, Nancy Hackett (sposata dal 6 luglio 1966 al 1972), che lo abbandonò assieme alla figlia Isolde Freya (ora Isa Dick Hackett ) (15 marzo 1967), e la morte del suo carissimo amico Jim Pike, mandarono Dick alla deriva; lo scrittore si trovò a vivere in una casa di sbandati, e la situazione arrivò al punto critico quando, in sua assenza, la sua abitazione subì un’effrazione durante la quale sconosciuti forzarono il suo schedario blindato (Dick fece innumerevoli ipotesi sulla loro identità, arrivando a sospettare che fossero agenti dell’FBI; a tutt’oggi la questione non è stata chiarita). In seguito Dick partecipò a una conferenza sulla fantascienza a Vancouver, in Canada, e decise di stabilirvisi. Anche l’esperienza canadese fu però un fallimento, dovuto al consumo eccessivo di psicofarmaci e alla mancanza di denaro. Dick si fece ricoverare in una comunità di recupero pertossicodipendenti, la X-Kalay, un’esperienza breve che però lo aiutò chiudere con le anfetamine. Molti eventi e situazioni risalenti al suo percorso esistenziale di questo periodo ebbero un ruolo importante nel suo romanzo Un oscuro scrutare. Tornato in California, Dick si stabilì alla periferia di Los Angeles e nel 1972 riprese a scrivere, anche in seguito all’incontro con Leslie (Tess) Busby (18 aprile 1973-1977), la quinta moglie, dalla quale ebbe il terzo figlio, Christopher Kenneth (25 luglio 1973). Tra il febbraio e il marzo del 1974 Dick iniziò a sentire voci e avere visioni in sogno e da sveglio. Convinto di vivere un’esperienza mistica, Dick prese a scrivere l’Esegesi, una vasta raccolta di appunti a carattere teologico-filosofico a partire dai quali scrisse la celebre Trilogia di Valis, punto d’arrivo della sua esperienza letteraria.

Morì a Santa Ana, in California, per collasso cardiaco, nel 1982, proprio quando i diritti delle sue opere cominciavano a dargli per la prima volta una certa sicurezza economica, e mentre era in lavorazione il primo film basato su una delle sue storie: Blade Runner, di Ridley Scott, che Dick non poté vedere completato, anche se riuscì a visitarne il set. (Biografia tratta da Wikipedia)

http://andromedasf.altervista.org/speciale-p-k-dick-la-svastica-sul-sole-luomo-nellalto-castello-the-man-in-the-high-castle-1962/

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