conferenza, festival, filosofia

Filosofi lungo l’Oglio

Prosegue il viaggio per il Festival Filosofi lungo l’Oglio, che riscontra sempre maggior afflusso alle lezioni magistrali dedicate al tema della gratuità.
«Una riflessione che non si deve esaurire nella contingenza e nell’immediatezza» – come ha commentato Umberto Curi durante il suo incontro.

Vi ricordiamo gli incontri di questa settimana:

FRANCESCA NODARI
Donare tempo o della gratuità

Martedì 28 giugno 2016 – ore 21.15 
Chiesa SS. Vito, Modesto e Crescenzia
Via Roma – Barbariga (Bs)

Francesca Nodari si è laureata in Filosofia all’Università degli studi di Parma e specializzata in Filosofia e linguaggi della modernità nell’Ateneo di Trento. Ha conseguito, sotto la guida del Prof. Bernhard Casper (Università di Friburgo), il Dottorato di ricerca in Filosofia presso l’Università degli Studi di Trieste. Ha collaborato con la facoltà di Filosofia dell’Università Milano-Bicocca. Ha conseguito l’abilitazione nazionale di seconda fascia nel settore di Filosofia morale nel novembre 2014.
È Direttore scientifico del Festival Filosofi lungo l’Oglio e del Festival Fare memoria . È Presidente della Fondazione Filosofi lungo l’Oglio.
Tra i suoi libri: Il male radicale tra Kant e Levinas (Giuntina, Firenze 2008), Il pensiero incarnato in Emmanuel Levinas (Morcelliana, Brescia 2011), Piovani interprete di Pascal, (Massetti Rodella Editori, Roccafranca 2012); Il bisogno dell’Altro e la fecondità del Maestro. Una questione morale (Giuntina, Firenze 2013); Quale pane? Massetti Rodella, Roccafranca 2015. Oltre ai libri-intervista a S. Natoli, A. Luzzato e S. Givone, ha curato e prefato: B. Casper, Evento della pittura ed esistenza umana vissuta. Su due opere di Vincenzo Civerchio a Travagliato, tr. it. di L. Bonvicini, Morceliana, Brescia 2014; B. Casper, Levinas: pensatore della crisi dell’umanità, La Scuola, Brescia 2016. Presso Massetti Rodella Editori, dirige le Collane: «Filosofi lungo l’Oglio», «Granelli» e «Fare Memoria».
Collabora con riviste («Humanitas», «Studium», «Nuova Secondaria») e testate gior­nalistiche. È tra le vincitrici del Premio Donne Leader 2012 conferitole dall’Associazione internazionale EWMD – Delegazione di Brescia e tra le assegnatarie del Premio Donne che ce l’hanno fatta edizione 2015.


ALESSANDRO MELUZZI

La metafisica del dono e del perdono

Giovedì 30 giugno 2016 – ore 21.15
Teatro Comunale Le Muse
Viale Aldo Moro, 109/a – Flero (Bs)

Alessandro Meluzzi, fondatore della Cooperativa Sociale A-B Agape «Madre dell’Accoglienza» Onlus di Albugnano in provincia di Asti, è attivo come Psichiatra, Psicologo Clinico e Psicoterapeuta presso gli studi di Torino, Roma e Rimini. Dopo la maturità classica, si è laureato in Medicina e Chirurgia e specializzato in Psichiatria a Torino. Ha inoltre conseguito il Baccalaureato in Filosofia e Mistica presso il Pontificio Ateneo S. Anselmo di Roma. Insegna come docente presso prestigiose università ed è direttore Scientifico presso l’Istituto di Psicoterapia Umanistico-Esistenziale I.P.U.E. e Presidente della Società Italiana di Criminologia Investigativa di Roma. Meluzzi è anche autore di oltre duecento pubblicazioni scientifiche e dieci monografie in materia psicologica, psicoterapeutica, psichiatrica e antropologico – filosofica ed è autore televisivo, volto noto della trasmissione “Quarto Grado”, nonché collaboratore di servizi su programmi nazionali ed esteri. È portavoce della Comunità «Incontro» fondata da Pierino Gelmini. È autore di varie pubblicazioni dedicate alla religione. Nel 2007, presso l’Arcieparchia di Homs, in Siria, è stato consacrato da Teodoro Battista diacono della Chiesa greco-melchita, chiesa di rito orientale che riconosce il Papa. Nel mese di maggio del 2015, è stato ordinato presbitero ortodosso della Chiesa ortodossa italiana, da mons. Adeodato Mancini in punto di morte, e il 6 novembre 2015 è stato proclamato Primate di questa chiesa col nome di Alessandro I. È autore di numerose opere, tra le quali ricordiamo le più recenti: Crimini e Mass Media. Distorsioni e suggestioni di stampa e tv nei grandi casi di cronaca nera, Infinito edizioni, Modena 2014; Cura all’anima, anima alla cura. Il counseling religioso come guida terapeutica dell’essere umano, Infinito edizioni, Modena 2015; Madri assassine. Dal dramma di Medea alla psicopatologia del quotidiano, Imprimatur, Reggio Emilia 2016.


FRANCESCA RIGOTTI

Grazia, dono e gratuità: un percorso pagano

Venerdì 1 luglio 2016 – ore 21.15
Parco Comunale
Via Risorgimento – Paratico (Bs)

in caso di maltempo l’incontro si terrà presso la Sala Consiliare in via Dell’Assunta

Dopo aver studiato alla Scuola Normale Superiore di Pisa e aver conseguito il dottorato di ricerca in Filosofia, Michela Marzano è diventata ordinario all’Université Paris V (René Descartes). Si occupa dello statuto del corpo e della condizione umana nell’epoca contemporanea: ha approfondito in particolare il rapporto tra etica e sessualità e le forme del potere biopolitico nelle organizzazioni aziendali nonché il posto che occupa al giorno d’oggi l’essere umano, in quanto essere carnale. L’analisi della fragilità della condizione umana rappresenta il punto di partenza delle sue ricerche e delle sue riflessioni filosofiche. Eletta nel 2009 da «Le Nouvel Observateur» uno dei cinquanta nuovi pensatori più originali e fecondi del mondo, è autrice di numerosi saggi e articoli di filosofia morale e politica.
Tra i suoi libri in italiano ricordiamo i più recenti: La filosofia del corpo, Il Melangolo, Genova 2010; Gli assassini del pensiero. Manipolazioni fasciste di ieri e di oggi, Edizioni Erickson, Trento 2012; Avere fiducia. Perché è necessario credere negli altri, Mondadori; Milano 2012; La morte come spettacolo. Indagine sull’horror reality, Mondadori, Milano 2013; L’amore è tutto: è tutto ciò che so dell’amore, Utet 2013; Il diritto di essere io, Laterza, Roma-Bari 2014; Non seguire il mondo come va. Rabbia, coraggio, speranza e altre emozioni politiche (con G. Casadio), Utet, Torino 2015; Papà, mamma e gender, Utet, Torino 2015. Con il libro: L’amore è tutto: è tutto ciò che so dell’amore ha vinto la sessantaduesima edizione del prestigioso «Premio Bancarella». Michela Marzano dirige una collana di saggi filosofici per le Edizioni PUF e collabora al quotidiano «Repubblica». Da febbraio 2013 è deputata del Parlamento italiano.

SOSTIENI LA FONDAZIONE ATTRAVERSO IL CROWDFUNDING!

Prosegue la campagna di crowdfunding lanciata dalla Fondazione Filosofi lungo l’Oglio a sostegno delle attività culturali.
Chiunque può contribuire al raggiungimento dell’obiettivo, basta andare sul portale di Innamorati della cultura al seguente link http://www.innamoratidellacultura.it/campaigns/festival-filosofi-loglio/#.V1mP0NSLRnI e fare la propria donazione!

I sostenitori verranno premiati con delle ricompense simboliche:

Dal ringraziamento pubblico sulla pagina facebook della Fondazione Filosofi lungo l’Oglio alla “Corona d’alloro del Filosofo”, consegnata con una speciale cerimonia durante una serata del festival.
E ancora dai  «Granelli» (gli instant books che raccolgono i pensieri degli illustri ospiti del Festival Filosofi lungo l’Oglio) al cesto di prodotti tipici del territorio, per alimentare anima e corpo, come ci insegna l’antico detto.

Aiutaci e sarai ricompensato!

SCARICA IL PROGRAMMA DEL FESTIVAL!

Annunci
fantascienza

Ucronie

0be28a1b299af22ea5a05f1453e39e3aImmaginate una storia alternativa per il nostro pianeta. Ma non semplicemente una delle tante variazioni del flusso degli eventi storici, bensì qualcosa di più radicale.

Immaginate che sulla Terra si sia sviluppata una civiltà il cui progresso scientifico sia imperniato sulla manipolazione genetica di ogni forma di vita. Una civiltà in grado di costruire città con il tessuto vivente di multiformi specie arboree, di solcare il mare a bordo di grandi pesci-nave, di attaccare i suoi nemici con rampicanti velenosi, di studiare i tessuti utilizzando il potere di ingrandimento visivo di animali dotati di lenti naturali, di sparare usando come fucili i corpi sottili di bestie che emettono dalla loro bocca spore venefiche prodotte da altre piante a loro volta modificate, di combattere il freddo con animali termostatici da indossare, di suturare le ferite o nettare i corpi con animaletti coagulanti o pulitori. Gli individui di questa civiltà così fortemente integrata nel proprio ecosistema non sarebbero mai in grado di sopravvivere al di fuori della propria “città vivente”. Immaginate inoltre che essi vivano in una società matriarcale, in cui le femmine sono deputate alla guida della società, e i maschi invece sono considerati inabili ad altro che fecondare e allevare piccoli, e sono isterici, sottomessi, sciocchi e frivoli, oltre che sessualmente succubi delle femmine (donne, leggete questi libri!).
Ora, immaginate infine che gli esseri umani siano i soli odiati nemici di questa specie, e che la terra sia sede di conflitti fra “noi” e “loro”.

Qualunque “ucronia”, che sia ambientata nel presente o nel futuro, prende spunto dall’immaginaria modifica di un particolare evento storico, e la domanda a monte della narrazione è la classica “what if…”, ovvero “cosa sarebbe accaduto se…”

{F01CC995-4A68-4144-8356-ABA04C23275C}Img100Nella Trilogia degli Yilanè, questo motore di fondo della fiaba ucronica raggiunge il parossismo: la domanda che Harry Harrison si pone e a cui nei tre romanzi (L’Era delle Yilanè, Il Nemico degli Yilanè e Scontro finale) dà la sua intrigante risposta è “cosa sarebbe accaduto se i dinosauri non si fossero mai estinti?”.

Potremmo obiettare facilmente che, in un caso simile, i mammiferi, nella scala evolutiva, avrebbero avuto la peggio, che il mondo sarebbe stato dominato dai rettili, e che di certo la selezione delle specie non sarebbe culminata nell’esistenza degli esseri umani. Harrison immagina invece precisamente un pianeta in cui entrambe le classi, mammiferi e rettili, si sono evolute fino alla selezione di esseri intelligenti: Umani, e “Murgu”.

La vicenda prende il via dal rapimento del piccolo Kerrick, un bambino umano, ridotto in schiavitù dai sauri intelligenti dopo lo sterminio del suoSammad, la tribù dei cacciatori. Grazie ad una vitalità fuori del comune, Kerrick dimostra di essere in grado di apprendere la loro lingua, e per questo motivo Vainté, l’Eistaa (ovvero la comandante con potere di vita e di morte su tutte le altre) della città di Alpeàsak, decide di salvare la sua vita e ne fa il suo servo personale. Kerrick dimentica gradualmente le usanze umane e si integra completamente fra i Murgu (ovvero gli/le Yilané, in lingua murgu).

covers_227691Nel comunicare con essi, il suo corpo impara a muoversi esattamente come accade a loro: i sauri bipedi e intelligenti non si limitano ai suoni per parlare, perché anche le movenze di tutta la loro figura, la postura della coda e il movimento delle mani, e i cambiamenti di colore della loro pelle di esseri a sangue freddo, partecipano attivamente allo scambio di informazioni, di idee, e alla manifestazione delle emozioni.

Il piccolo prigioniero possiede due sole armi: la sua insopprimibile esigenza di sopravvivere e la capacità di mentire, che ai murgu invece non è consentita per la natura stessa del loro linguaggio “gestofonico”, in cui il movimento fisico e il colore della pelle tradiscono e impediscono ogni tentativo di simulazione, per l’esigenza di armonia fra corpo e parola (al punto che la massima simulazione consentita a un Yilanè è la reticenza).
Quando Kerrick parla, i murgu non hanno dunque motivo di dubitare della sua parola, e così conquista la loro fiducia.

La prigionia del ragazzo va avanti per anni di umiliazioni ed esperienze (fra cui un impensabile accoppiamento sessuale con la sua despota); infine, a seguito di una battaglia tra murgu e umani, Kerrick ritrova in sé la sua identità originaria e fugge, per tornare a vivere fra gli esseri a sangue caldo e ritrovarsi alla guida della ribellione al dominio dei sauri. La trilogia è ricchissima di suggestioni, la cui portata, come di consueto, va spesso al di là della semplice trovata fantascientifica. Per sviluppare questo ciclo, Harry Harrison inventò per intero tecnologia, linguaggio, epistemologia, cultura, e una vera e propria filosofia di vita, tipici di questa civiltà immaginaria, e spiegati con cura nelle appendici ai volumi.

L'era degli YilanéSolo un autore del suo calibro poteva riuscire nell’impresa di rendere plausibile, quando non attraente, la creazione di un sistema di valori apparentemente incomprensibile agli esseri umani, ma dotato di una sua coerenza di fondo, tanto che il protagonista, Kerrick, non potrà mai rinnegare completamente la parte di cultura murgu che ha segnato la sua crescita, e il suo divenire una sorta di ibrido Umano-Yilanè. Il lettore non fatica a identificarsi con quest’ambivalente disposizione d’animo che caratterizza il protagonista rispetto ai suoi carcerieri, poi suoi nemici.

Se probabilmente non possiamo riconoscere all’autore la volontà consapevole di sviluppare uno studio “antropologico” (e “saurologico”, dovremmo aggiungere) immaginario in senso stretto, il risultato, pur senza il tramite della valenza scientifica delle riflessioni sociologiche di Ursula K. Le Guin o di M. Bishop, raggiunge appieno una simile vetta.La società degli Yilané è fortemente gerarchizzata, suddivisa in classi, militarizzata e anti-democratica, ed ha una sua precisa logica organizzativa, con una forte connotazione rituale (che la fa apparire di stampo feudale) da un lato, e una altrettanto evidente vocazione ambientalista (che la fa sembrare invece estremamente progredita) dall’altro.

Se per il buon esito narrativo, oltre che per ovvie ragioni, sono gli esseri umani a rappresentare i “buoni”, la distribuzione dell’intelligenza terrestre, e delle qualità affettive, fra mammiferi e rettili è narrata all’insegna del tentativo perenne, e fruttuoso, di aggirare gli stereotipi. Kerrick rispetta le Yilané.

Il nemico degli YlanéSe da un lato muove loro guerra perché gli uomini possano raggiungere un Eden in cui vivere al riparo dalle loro aggressioni, dall’altro ama e rispetta la loro cultura, e ne sente a tratti la nostalgia, non esitando a comprenderne la superiorità, rispetto all’arretratezza in cui vivono gli uomini. Kerrick è il solo essere umano in grado di parlare la lingua dei nemici, e una volta al di fuori della loro società non demorde dal tentativo di stabilire un contatto con i pochi individui propensi al dialogo.

Non dimentica la natura sanguinaria della sua persecutrice, Vainté, ma nemmeno rimane cieco di fronte alla cultura “non violenta” delle “sorelle della vita” (una setta di Yilané che potremmo definire “pacifiste” e per questo perseguitate ed esiliate dalle altre), né di fronte alla fragilità sociale, e alla stolidità, dei maschi, ai quali, in un riuscito capovolgimento dei ruoli storici e deteriori dei due sessi, cerca di insegnare la via all’emancipazione dal dominio femminile.

Non ammette, infine, che gli uomini uccidano le Yilané se non per difendere la propria vita, e prova tanto odio per le cacciatrici sanguinarie quanta ammirazione per le comandanti di nave dedite al loro “uruketo” (la nave vivente).

Scontro finaleKerrick è dunque l’individuo più profondamente e drammaticamente solo di tutta la Terra: troppo umano fra le Yilanè, troppo murgu fra gli esseri umani. Il solo punto di contatto fra due civiltà parallele in guerra perenne. Grazie a questa sua identità, plasmata inizialmente dalla sua storia infantile e poi forgiata e rifinita dalla ritrovata umanità, Kerrick si innamora inoltre di una donna reietta, emarginata dagli altri per via di un lieve difetto fisico, e mette a frutto anche questa diversità, cimentandosi in un rapporto autenticamente sano, senza pregiudizi. Esattamente come con i sauri.

Se c’è un significato profondo di questi tre romanzi, probabilmente risiede nella fiducia che l’autore sembra nutrire nelle potenzialità dell’essere umano nel rapporto con il diverso, nella capacità di superare le barriere del pregiudizio, e fare dell’identità e della conoscenza lo strumento privilegiato per combattere la paura dell’altro da sé, e trovare invece in esso la fonte di nuova conoscenza e vitalità.

Eccellente prova anche del traduttore Gianluigi Zuddas.
Un altro esempio della miglior “fantascienza umana”.

Francesco Troccoli

Harry HarrisonL’AUTORE

Harry Harrison, (Stamford, 12 marzo 1925 – Crowborough, 15 agosto 2012), visse in diversi parti del mondo come il Messico, l’Inghilterra, l’Irlanda, la Danimarca e l’Italia. Fu un forte sostenitore dell’Esperanto tant’è che il linguaggio appare spesso nei suoi romanzi e in special modo nelle serie del Ratto d’acciaio (Stainless Steel Rat) e del Pianeta impossibile (Deathworld); fu anche presidente onorario dell’associazione esperantista irlandese nonché membro di altre analoghe associazioni nel mondo. Prestò servizio nell’USAAF (aeronautica militare statunitense) durante la seconda guerra mondiale come istruttore e meccanico diartiglieria. Da ultimo visse in Irlanda, conservando un alloggio a Brighton in occasione delle visite in Gran Bretagna. Harrison si sposò con Joan Merkler nel 1954 a New York: la loro unione durò fino alla morte di lei, nel 2002. Dal matrimonio nacquero due figli: Todd nel 1955 e Moira nel 1959; a loro il padre ha dedicato il libro Largo! Largo! (Make Room! Make Room!) Prima di diventare uno scrittore, Harrison fece l’illustratore per due riviste di fantascienza per la EC Comics, Weird Fantasy e Weird Science. Nelle sue prime storie brevi usava spesso degli pseudonimi come ‘Wade Kaempfert’. Nel 1958 scrisse anche due episodi di un fumetto inglese incentrato su Rick Random, Detective dello Spazio, creato dallo scrittore Conrad Frost e disegnato da Bill Lacey. Harrison fu noto per il suo stile intriso di humour e satira. In tal senso le sue opere più note sono la serie del Ratto e il romanzo Bill, the Galactic Hero (parodia di Fanteria dello spazio (Starship Troopers) di Heinlein). Durante gli anni sessanta fu lo scrittore principale della serie di Flash Gordon che appariva sui quotidiani, e una delle sue storie fu serializzata sulla rivista Comics Revue. Harrison disegnava anche schizzi per aiutare i disegnatori ad essere più precisi nei dettagli tecnici e scientifici, ma era quasi sempre ignorato. Non tutte le opere di Harrison sono commedie od opere leggere. Scrisse molti libri su temi più impegnativi: il più noto è Largo! Largo! (Make Room! Make Room!), che sviluppava i temi della sovrappopolazione e dell’esaurimento delle risorse globali. Il testo fu la base per la sceneggiatura del film 2022: i sopravvissuti (Soylent Green, 1973). Harrison, che per questioni contrattuali non poté collaborare alla sceneggiatura, discusse dell’adattamento cinematografico nel libro Omni’s Screen Flights/Screen Fantasies (1984), dichiarandosi soddisfatto a metà del lavoro svolto dagli sceneggiatori di Hollywood. Negli anni settanta Harrison lavorò con Brian Aldiss, impostando antologie con le quali i due autori cercarono di indirizzare pubblico e critica verso una fantascienza di qualità. Fu insignito del Damon Knight Memorial Grand Master Award 2009

http://andromedasf.altervista.org/lucronia-assoluta-il-libro-degli-yilan-eden/

Salva

festival, Letteratura

Festival letterario della Sardegna

Festival Letterario della Sardegna / XIII Edizione

 

Gavoi, 30 giugno – 3 luglio 2016


 

Festival Letterario della Sardegna XII edizione, Gavoi (NU), © Nanni Angeli

Comunicato stampa

 

Gavoi, 16 giugno 2016 – Esiste sempre un prima e un dopo e tutto ciò che accade nel mezzo cambia spesso la nostra percezione delle cose e l’idea di partenza. E’ quanto di solito accade a chi arriva per la prima volta a Gavoi, nel cuore della Barbagia, da ospite o da semplice spettatore del Festival Letterario della Sardegna. Il dopo, differente per ciascuno, è qualcosa che entra dentro, una sensazione che nel tempo accompagna chiunque vi sia stato.

 

La XIII edizione del Festival Letterario della Sardegna si svolge dal 30 giugno al 3 luglio ed è dedicata al grande maestro Pinuccio Sciola recentemente scomparso.

 

La rassegna inaugura ufficialmente giovedì 30 giugno con lo spettacolo della Banda Osiris “Degni di nota. Riflessioni semiserie sulla musica e sui musicisti” accompagnato dalla voce narrante di Federico Taddia.

 

Durante il fine settimana si può godere di numerosi incontri, spettacoli, mostre ed eventi ospitati nelle suggestive piazze del paese che come sempre accolgono un pubblico numeroso e affezionato.

 

Grande attesa per l’attore, scrittore e funambolo della parola Alessandro Bergonzoni ospite venerdì nella piazza di Sant’Antriocru.

 

Dal Balcone, si affacciano quest’anno: Mariusz Szczygiel, scrittore e giornalista polacco pluripremiato per i suoi reportage al confine tra cronaca e finzione, in un incontro in collaborazione con l’Istituto di Cultura Polacco di Roma, Cristina Comencini regista e scrittrice, che presenta l’ultimo romanzo Essere vivi e la traduttrice e scrittrice Laura Pagliara con Romana Petri, autrice de Le serenate del ciclone, a metà strada tra romanzo e memoir familiare.

 

Nello spazio Mezzogiorno di fuoco, da sempre uno dei più seguiti, i numerosi protagonisti si interrogano e discutono su tematiche molto diverse tra loro. Nell’incontro Per altri versi, Bruno Mazzoni,  professore ordinario di Lingua e letteratura romena presso l’Università di Pisa, e l’antropologo Giulio Angioni dialogano di poesia e molto altro con Gian Mario Villalta, poeta, saggista, professore e curatore di Pordenonelegge e con Mircea Cărtărescu importante scrittore romeno contemporaneo, considerato tra i più interessanti e raffinati autori dell’Est Europa – incontro in collaborazione con l’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia – mentre nell’incontro Viaggio intorno a Bobo, dedicato all’arte dell’illustrazione come mezzo per raccontare l’attualità, si incontrano i fumettisti Otto Gabos e Sergio Staino, uscito con il nuovo romanzo Alla ricerca della pecora Fassina e protagonista – insieme al fumettista Sualzo – anche dello spazio Quando ero piccolo, dove legge La Sirenetta di Tizzoncino e altre storie di Yambo.

Domenica, infine, per un appuntamento tutto al femminile dal titolo Cosa pensano queste ragazze, l’autrice e redattrice Chiara Valerio presenta due firme della carta stampata: Concita De Gregorio, scrittrice e giornalista di la Repubblica e Florence Noiville direttrice di Le Monde des Livres uno dei più accreditati inserti letterari del mondo e autrice dell’intenso Quella sottile affinità, un libro sul mancato rapporto tra una figlia e una madre.

 

Per Quando ero piccolo, l’appuntamento dove i grandi leggono il loro libro preferito da piccoli, salgono sul palco anche gli autori e operatori dello spazio ragazzi per una lettura di storie di Roald Dahl e Saki.

 

Come da tradizione, i pomeriggi del festival aprono con i Reading al Giardino Comunale, dove salgono sul palco la scrittrice Bianca Pitzorno con La vita sessuale dei nostri antenati, il giornalista e conduttore Massimo Cirri con Un’altra parte del mondo introdotto da Federico Taddia conduttore, autore e giornalista – ospite anche nello spazio Quando ero piccolo per leggere GGG di  Roald Dahl – e l’attore Salvatore Striano, tra i protagonisti del film Cesare deve morire dei fratelli Taviani, con il suo nuovo libro La tempesta di Sasà.

 

Adatti ad un pubblico di tutte le età sono gli incontri con Ornella Della Libera, Ispettore capo della Polizia di Stato a Napoli che risolve misteri non solo nella realtà ma anche nelle sue storie, presentata da Roberta Balestrucci in Un ispettore tra il nero della cronaca e la luce del primo bacio…, Luigi Ballerini, che da anni si dedica alla narrativa per ragazzi, sul palco insieme ad Emanuele Ortu in Tra le righe o oltre le righe?, con Ortu anche l’illustratore e autore Manuelle Mureddu in Luci carsiche.

 

Sempre nel pomeriggio – per il ciclo Altre prospettive lo scrittore Marco Peano incontra, venerdì 1 Tommaso Pincio, recentemente uscito con il romanzo Panorama, e Maja Haderlap, drammaturga, poetessa e saggista austriaca, il cui romanzo d’esordio L’angelo dell’oblio ha vinto il prestigioso Premio letterario Ingeborg-Bachmann – incontro in collaborazione con il Forum Austriaco di Roma – sabato 2 Maurizio Torchio con il suo Cattivi, considerato tra i testi più belli dedicati sulla condizione carceraria, e Gabriele Di Fronzo con il romanzo d’esordio Il grande animale e infine domenica 3, Monika Zeiner, cantante e autrice tedesca il cui romanzo L’ordine delle stelle  è stato un sorprendente esordio letterario finalista al Deutscher Buchpreis – in collaborazione con Goethe Institut – e Alberto Garlini, curatore del festival Pordenonelegge, uscito di recente con Piani di vita.

 

Per l’appuntamento Nelle terre di Mezzo, presso la Scuola Elementare, sono invece attese la nota autrice di libri per ragazzi Annalisa Strada nell’incontro Declinarsi senza tradirsi, la scrittrice Chiara Carminati vincitrice quest’anno della prima edizione del Premio Strega ragazze e ragazzi con Fuori fuoco in un incontro dal titolo provocatoriamente antitetico Messa a fuoco, e la scrittrice Michela Murgia che in Memorie in controluce si confronta con Wlodek Goldkorn, per molti anni responsabile culturale de L’Espresso, autore di numerosi saggi sull’ebraismo e uscito da poco con il romanzo Il bambino nella neve un viaggio nella memoria della sua famiglia originaria della Polonia e nell’orrore dei campi di sterminio.

 

L’incontro Povera Patria di venerdì 1 ospita Antonio Pennacchi tornato con la seconda parte di Canale Mussolini a esplorare la saga della famiglia Peruzzi, sabato 2, invece, è il momento Edoardo Albinati tra i finalisti del Premio Strega di quest’anno con La scuola cattolica, in un incontro dal titolo La buona educazione, mentre domenica 3 per Esodi è atteso il giornalista e corrispondente per La Stampa Domenico Quirico uscito quest’anno con Esodo. Storia del nuovo millennio, libro intenso e quanto mai attuale, cronaca di un viaggio con i popoli migranti che si stanno riversando in Europa.

 

Per Storie di altri luoghi, sono attese Leila Slimani autrice del romanzo Nel giardino dell’orco con il quale ha vinto il prestigioso Prix Mamounia, il più importante premio letterario marocchino e Noo Saro-Wiwa scrittrice nigeriana, cresciuta in Inghilterra, autrice del romanzo d’esordio In cerca di Transwonderland storia autobiografica del suo viaggio di ritorno in Nigeria, patria di origine e terra del padre, attivista assassinato per essersi schierato contro le multinazionali del petrolio.

 

Grande attenzione anche per l’incontro Il mattino ha l’oro in bocca del sabato nella bellissima piazza panoramica di San Giorgio a Lodine che ospita il noto alpinista e autore di numerosi romanzi Mauro Corona con La via del sole.

 

La giornata di sabato si chiude con il Mirto con l’autore, appuntamento serale di svago e divertimento ormai diventato un’istituzione per il pubblico e tutti i partecipanti del festival.

 

Gli omaggi di quest’anno sono dedicati ad Umberto Eco, critico, saggista, semiologo di fama internazionale, recentemente scomparso, al maestro Albino Bernardini e alla scrittrice e regista algerina Assia Djebar grande sostenitrice dell’emancipazione femminile nel mondo islamico.

 

Luce e buio è il tema dello spazio ragazzi del Festival, curato da Teresa Porcella insieme all’Associazione Scioglilibro insieme all’Associazione Satta di Nuoro e con UNLA di Macomer.

Ad affrontare con grande sensibilità e maestria questo argomento, con numerosi incontri e laboratori multidisciplinari, importanti autori e illustratori tra cui: Evelise Obinu, Gianni Atzeni, Fabio Pisu, Massimiliano Tappari, Jorge Luján e Associazione Lughené, Bibliobus, Valeria Castellani, Vittoria Negro, Sonia Maria Luce Possentini e Lorenzo Tozzi – autori insieme a Roberta Balestrucci dello spettacolo Sulla linea dell’orizzonte, tributo a Maria Lai – IED di Cagliari e Società Cooperativa l’Aleph. Presente anche una sezione cinema dedicata ai corti di autore e curata dall’Associazione Skepto.

 

Passando, invece, all’arte, nei giorni di Festival sono visitabili le tre mostre ospitate al Museo Comunale di Gavoi e inaugurate a giugno, in occasione della due giorni di Preludio al Festival. Due sono esposizioni di illustrazione: La faccia dietro il libro. Illustrazioni per l’editoria, personale di Angelo Monne che raccoglie opere realizzate negli ultimi anni, molto varie come tema e stile ma accomunate dal tentativo di fornire un supporto ai testi, e La danza dei corvi di Manuelle Z. Mureddu, che presenta 35 tavole originali tratte dall’omonimo libro, una libera interpretazione a fumetti de Il giorno del Giudizio di Salvatore Satta. La terza – presentata dal MAN – Museo d’Arte della Provincia di Nuoro – è invece la mostra di Diego Perrone e Andrea Sala a cura di MEGA e Nicola Ricciardi dal titolo Atleta Frottage. L’inedita collaborazione tra i due artisti ha trovato una sua prima originale formalizzazione con la mostra “Unghia” presso lo spazio MEGA di Milano. In occasione della XIII edizione del Festival LIsola delle Storie, due artisti tornano a confrontarsi con una disciplina distante dalla loro abituale pratica scultorea, ovvero la fotografia – intesa in senso etimologico come “scrittura per mezzo della luce” – con un progetto che si confronta e interagisce con gli ospiti del Festival invitati a scrivere frasi, pensieri e considerazioni all’interno di una camera oscura appositamente costruita e pensata per gli spazi del Museo Comunale.

 

Ma a Gavoi l’arte è tema fondamentale anche quando si rivolge ai più piccoli e sono, infatti, cinque le mostre aperte al pubblico nei giorni di Festival presso lo spazio ragazzi: Mentre tu dormi di Mariana Ruiz Johnson, Pois di Cristina Bazzoni e Orizzonti di Paola Formica pubblicate nella collana Silent Book di Carthusia – che sono state rispettivamente vincitrice e finalista della seconda edizione nel 2015 e finalista nel 2014 della prima edizione del concorso internazionale Silent Book Contest – la mostra Una cosa difficile, dedicata al tema dell’amicizia, di Antonio Sualzo e Silvia Vecchini – autori anche di alcuni laboratorio e dello spettacolo di Graphic Poetry DiSegni DiVersi e altre storie – e L’ombra e il bagliore storie, versi e immagini chiaro/scure per raccontare la luce e il buio della vita e del mondo che ci circonda, a cura dei Servizi Bibliotecari della Prov.di Cagliari, della Biblioteca Provinciale ragazzi e della Biblioteca Satta di Nuoro.

 

Immancabile, infine, la fotografia di Daniela Zedda che torna con il progetto PAESANI. Residenze temporanee per gli ospiti del festival, pensato per Gavoi e inaugurato lo scorso anno, in cui i protagonisti delle passate edizioni, immortalati in sagome rese ad altezza quasi naturale, sono accolti e accuditi tra le strade diventando parte integrante del paese e della comunità, non più dunque “ospiti” o “stranieri” ma per l’appunto paesani.

 

In collaborazione con Tiscali media partner e Moovioole e Streamera, media technical partner, è possibile seguire via web i principali appuntamenti e incontri trasmessi come sempre in diretta streaming.

 

Il Festival è organizzato dall’Associazione Culturale l’Isola delle Storie con il sostegno di Regione Autonoma della Sardegna, Assessorato alla Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport della Regione Sardegna, Assessorato Turismo, Artigianato e Commercio della Regione Sardegna, Comune di Gavoi, Camera di Commercio, Industria Artigianato e Agricoltura di Nuoro, Fondazione Banco di Sardegna, Enel, Bim Bacino Imbrifero Montano del Taloro, Comune di Lodine.

festival, filosofia

Filosofi sull’Oglio

Il festival, che ha registrato anche un aumento di giovani tra il pubblico, si configura come una «università invisibile che supplisce alla deficienza della scuola» – come ha affermato il sociologo Domenico De Masi durante l’intervento che ha dato il via alla rassegna.

Vi ricordiamo gli incontri di questa settimana:

MASSIMO CACCIARI
Gratuità

Martedì 21 giugno 2016 – ore 21.15 
Chiesa S. Maria Maggiore
Via Alcide De Gasperi – Chiari (Bs)
Massimo Cacciari è professore di Estetica presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Nel 1967, sotto la guida del professor Dino Formaggio, si laurea in Filosofia all’Università di Padova con una tesi sulla Critica del giudizio di Immanuel Kant, avendo come relatore Sergio Bettini. Nel 1980 diviene professore associato di Estetica presso l’Istituto di Architettura di Venezia, dove nel 1985 diventa professore ordinario. Nel 2002 fonda la Facoltà di Filosofia dell’Università Vita-Salute San Raffaele a Cesano Maderno, di cui è Preside fino al 2005. È tra i fondatori di alcune riviste di filosofia, che hanno segnato il dibattito dagli anni sessanta agli anni ottanta, tra cui «Angelus Novus», «Contropiano», «il Centauro».
Ha rivolto la sua attenzione alla crisi dell’idealismo tedesco e dei sistemi dialettici, valorizzando la critica della metafisica occidentale propria di Nietzsche e di Heidegger e seguendo la genealogia del pensiero nichilistico nei classici della mistica tardo-antica, medievale e moderna. Sulla scorta della tradizione neoplatonica ha ripensato il tema dell’inizio oltre il Deus esse.
Tra i numerosi riconoscimenti sono da ricordare la laurea honoris causa in Architettura conferita dall’Università degli Studi di Genova nel 2003 e la laurea honoris causa in Scienze politiche conferita dall’Università di Bucarest nel 2007.
Ha pubblicato numerose opere e saggi, tra i più recenti: Dell’inizio, Adelphi, Milano 1990 (nuova edizione nel 2001); Della cosa ultima, Adelphi, Milano 2004; I comandamenti. Ama il prossimo tuo (con E. Bianchi), Il Mulino, Bologna 2011; Il potere che frena, Adelphi, Milano 2013; Labirinto filosofico, Adelphi, Milano 2014. Teologia e politica al crocevia della storia (a cura di M. Gasparri e F. Capelli), AlboVersorio, Senago 2015. Filologia e filosofia, Bononia University Press, Bologna 2015.

UMBERTO CURI
In cambio di nulla. Logica della retribuzione e logica della riparazione

Giovedì 23 giugno 2016 – ore 21.15
Castello di Meano
Via Solferino – Corzano (Bs)

in caso di pioggia l’incontro si terrà presso la Chiesa Parrocchiale S. Martino Vescovo, via Curzio
Umberto Curi è professore emerito di Storia della filosofia presso l’Università di Padova e docente presso l’Università Vita e salute San Raffaele di Milano. È stato visiting professor presso numerosi atenei europei e americani. Nei suoi studi si è occupato della storia dei mutamenti scientifici per ricostruirne l’intima dinamica epistemologica e filosofica. Più di recente si è volto a uno studio della tradizione filosofica imperniato sulla relazione tra dolore e conoscenza e sui concetti di logos, amore, morte, guerra e visione. Dal 2009 contribuisce alla ricerca epistemologica in ambito socio-sanitario, grazie a cui ha vinto il «Premio Oscar Luigi Scalfaro» per l’interdisciplinarità nella ricerca. Ha vinto inoltre l’edizione 2010 del «Praemium Classicum Clavarense». Ideatore e curatore scientifico di «Popsophia. Festival del contemporaneo», è editorialista del «Corriere della Sera» e collabora con numerose testate. Tra le sue recenti pubblicazioni: Pensare con la propria testa, Mimesis, Milano 2009; Straniero, Raffaello Cortina, Milano 2010; Via di qua. Imparare a morire, Bollati Boringhieri, Torino 2011; Le verità del cinema, AlboVersorio, Milano 2012; Passione, Raffaello Cortina, Milano 2013; Prolegomini per una popsophia, Mimesis, Milano 2013; L’apparire del bello. Nascita di un’idea, Bolllati Boringhieri, Torino 2013; Prendersi cura della morte, a cura di  A. Marques Pinto ; M. Baldoni, A. Finucci, Ponte Blu Edizioni, Recanati 2013. Endiadi. Figure della duplicità, Cortina Raffaello, Milano 2015; La porta stretta. Come diventare maggiorenni, Bollati Boringhieri, Torino 2015; I figli di Ares. Guerra infinita e terrorismo, Castelvecchi, Roma 2016; Sfidare la paura. Gli imprenditori della paura sono destinati a vincere? (con G. Bettin), a cura di L. E. Pischedda, Becco Giallo, Padova 2016.
JEAN-LUC NANCY
Cosa resta della gratuità?

Sabato 25 giugno 2016 – ore 21.15
Parco Giovanni Paolo II
Entrata via Torbole e via Quasimodo – Castel Mella (Bs)

in caso di pioggia l’incontro si terrà presso l’Auditorium G. Gaber sito in via Onzato, 56
Jean-Luc Nancy, già docente di Filosofia presso le Università di Strasburgo, San Diego e Berkeley è dal 2002 professore emerito di Filosofia presso l’Università Marc Bloch di Strasburgo. Tra le figure di maggior spicco nel panorama filosofico internazionale, definito da Jacques Derrida «il più grande pensatore sul tatto di tutti i tempi», ha riformulato temi cruciali della tradizione filosofica post-heideggeriana. In una riflessione vertente in particolare sullo statuto della corporeità e delle sue rappresentazioni, ne ha mostrato anche la dimensione intersoggettiva e comunitaria. Tra le sue opere tradotte in italiano, ricordiamo: Corpus, Cronocopio, Napoli 1995; L’intruso, Cronocopio, Napoli 2000; Essere singolare plurale, Einaudi, Torino 2001; Un pensiero finito, Marcos y Marcos, Milano 2002; Decostruzione del cristianesimo. Vol: 1: La dischiusura, Cronopio, Napoli 2007; Ego sum, Bompiani, Milano 2008; Sull’amore, Bollati Boringhieri, Torino 2009; Decostruzione del cristianesimo. Vol. 2: L’adorazione, Cronopio, Napoli 2012; DHEL. La nascita della felicità,  tr. it. e cura di F. Nodari, Masetti Rodella, Roccafranca 2012; Politica e «essere-con», a cura di F. De Petra, Mimesis, Milano 2013; Prendere la parola, Moretti & Vitali, Bergamo 2013; L’altro ritratto, a cura di D. Calabrò, D. e M. Villani, Castelvecchi, Roma 2014; Il corpo dell’arte, a cura di D. Calabrò e D. Giugliano, Mimesis, Milano 2014; Ebbrezza (con T. Tuppini), Mimesis, Milano 2014; Dov’è successo?, youcanprint 2014; Non toccarmi. Maria Maddalena e il corpo di Gesù risorto, EDB, Bologna 2015; Il ventriloquo. Sofista e filosofo, Controluce, Nardò 2015; La comunità sconfessata, a cura di F. De Petra, Mimesis, Milano 2016.

VARIAZIONE AL PROGRAMMA

L’incontro con S.E. Cardinale Francesco Coccopalmerio in programma per venerdì 8 luglio è spostato a:

sabato 16 luglio – ore 21.15
Piazzetta Zenucchini – Rovato (BS)

Alle ore 18.00, presso la Chiesa S. Maria Assunta, si terrà la S. Messa presieduta da S.E. Cardinale Francesco Coccopalmerio.
 SCARICA IL PROGRAMMA DEL FESTIVAL! 

Argomenti vari

Pilastri, nasce piazza Po

Scrittore, archeologo, storico locale, tra i fondatori della cooperativa di arte e spettacolo “Unità e progresso”, 70 anni di vita, che gestisce il cinematografo e le altre attività della Casa del popolo.
Pilastri celebra Gianfranco Po, intitolandogli la piazza piazza principale proprio nell’occasione dei 70 anni della ‘sua’ cooperativa. Questo pomeriggio la cerimonia ufficiale, alla presenza del sindaco Fabio Bergamini, di Alan Fabbri, del vicesindaco Simone Saletti, autorità e familiari. La giunta nei giorni scorsi ha deliberato il nuovo nome della piazza, donando alla frazione una targa ricordo. Per l’occasione presenti anche il fratello di Gianfranco Po, Valentino, e il nipote, Moreno.
Gianfranco Po – da tutti chiamato ‘Giano’ – nasce nel 1925, di professione ufficiale d’anagrafe, è appassionato di storia locale. Realizza la mappa del passato di Pilastri, è il primo a individuare il sito archeologico de “I Verri”, oggi importante centro di scavo sulle tracce dell’antica popolazione Terramaricola dell’età del Bronzo. Appassionato scrittore, Po pubblica tre libri dedicati alla storia locale, un altro ancora inedito (Pilastri, storie, documenti, tradizioni”). Tantissimi i contributi sulle riviste di settore e sui giornali del territorio. L’autore muore nel 1998, lasciando tantissimi documenti e scritti. Fu anche radioamatore e, in tempi lontanissimi da cellulari e internet, riuscì a mettersi in contatto, via radio, con paesi come il Vietnam del nord e l’Indocina. “”Un cultore del territorio, un uomo fiero della sua appartenenza, uno studioso della nostra terra, un pilastrese illustre che ha investito la sua vita nell’approfondimento e nella divulgazione delle tante ricchezze del nostro territorio”: così lo ha ricordato il sindaco Bergamini questo pomeriggio. A illustrare le opere e l’apporto alla cultura locale è stato invece Daniele Biancardi, dell’associazione Bondeno Cultura. “Prima di Gianfranco Pilastri non aveva storia, ma solo memoria. Basti pensare che alla biblioteca Ariostea non c’erano scritti alla voce ‘Pilastri’. Gianfranco si mise a scrivere e colmò questo vuoto”. Moreno Po, il nipote, ne ha invece tratteggiato il profilo umano: “Gianfranco aveva le qualità che servono per conservare la memoria di un luogo: la curiosità e la pazienza, di ascoltare e di scrivere”.
Un ricordo e un ringraziamento l’ha espresso questo pomeriggio anche Angelo Caselli, presidente della cooperativa: “Gianfranco ha sempre creduto nella forza sociale della cooperazione e ne ha organizzato la prima festa, per il 25ennale. Era il 1971”.

Da sin Caselli, Moreno Po e Valentino Po, il fratello

Salva
estratto da http://www.comune.bondeno.fe.it/1376-pilastri-nasce-piazza-po

libri

A Ferrara il 31 agosto

“In Emilia Romagna lavoriamo come al Nord e ci divertiamo come al Sud”. È solo una delle tante chicche, veritiere, contenute nell’ultimo libro “…O no?” di Maurizio Ferrini in cui racconta uno spaccato di vita romagnola tutto da ridere. Lo showman lascerà il ‘sabbione’ della sua Cesena per presentare il romanzo proprio nella città ‘rivale’: Comacchio.

 

L’appuntamento con la comicità tipica dei nostri vicini di casa sarà sabato 18 giugno al bar Ragno, nel cuore della cittadina lagunare, per una delle punte di diamante della rassegna “Tutte le Direzioni in Summertime 2016” organizzata e ideata dal Gruppo dei 10.

 

Un racconto che non mancherà di risate e musica: la lettura degli sketch più divertenti dell’opera, che darà lo spunto all’autore per narrare altri aneddoti esilaranti legati alla nostra terra, sarà accompagnato in musica dal The Red Light Jazz Trio, composto da Stefano Calzolari al piano, Mauro Mussoni al contrabbasso e Lele Barbieri alla batteria, che ricreeranno un’atmosfera jazz da ‘luci rosse’.

 

Una presentazione letteraria-spettacolo in linea con la programmazione artistica del Gruppo dei 10 che da sempre, in virtù del nome ormai collaudato della rassegna, amplia la sua offerta fra diversi generi musicali e culturali.

 

Il libro, pubblicato a maggio da Manfredi Edizioni, intende sfatare in maniera comica la presunta rivalità tra l’Emilia e la Romagna. “Questa competizione è frutto di un fraintendimento storico talmente lungo che ci ho messo 5 anni a scrivere queste 339 pagine – rivela Ferrini –. Presentare a Comacchio il  ‘come eravamo’ in terra romagnola dal dopoguerra al 1991 sarà una esperienza davvero atipica che replicherò il 31 agosto a Ferrara, al ristorante Max, per chiudere una originale rassegna a cui sono lieto di partecipare”.

 

Maurizio Ferrini, comico, attore e personaggio televisivo, è nato artisticamente nella trasmissione “Quelli della notte” negli anni ’80, quando è stato  scoperto da Renzo Arbore che lo ha lanciato sul piccolo schermo. La popolarità si consolida nel decennio successivo con l’indimenticabile interpretazione della signora Emma Coriandoli. Attualmente è celebrato nei panni della conduttrice nord-coreana a “Che fuori tempo che fa”.

Teatro

Ferrara Off

Sabato 18 giugno – ore 21
Maria Paiato legge ‘Il Gattopardo’

di Giuseppe Tomasi di Lampedusa
Terza puntata
Le vicende della nobile casata dei Salina hanno ripreso vita al Teatro Ferrara Off già dai primi giorni di giugno quando, partendo da un’idea di Giulio Costa, l’attrice Maria Paiato, una delle più raffinate protagoniste del panorama teatrale italiano, con la sua coinvolgente interpretazione, ha iniziato la lettura, a puntate, dell’unico romanzo scritto da Giuseppe Tomasi di Lampedusa. “Il Gattopardo”, le cui prime due puntate sono già disponibili on line, ascoltabili in streaming sul sito www.ferraraoff.it/diario-di-viaggio, torna in scena a Ferrara Off con la terza puntata sabato 18 giugno alle ore 21. La lettura prosegue le vicende famigliari dell’aristocrazia siciliana che tanto ricordavano a Tomasi di Lampedusa quelle della propria famiglia e, in particolare, quelle del bisnonno, il principe Giulio Fabrizio Tomasi, vissuto durante il Risorgimento. Il romanzo fu pubblicato nel 1958, grazie alla lungimiranza di Giorgio Bassani, allora editore presso Feltrinelli, che, fin dalle prime righe, ne riconobbe la grandezza. Proprio ricordando Bassani è nata la volontà di leggere a puntate ‘Il Gattopardo’. Le letture si inseriscono infatti, nell’ambito di ‘Biblioteca itinerante di letteratura’, un’iniziativa culturale con più di venti appuntamenti, omaggio a Giorgio Bassani editore e scrittore, nel centenario della sua nascita, che per tutta l’estate e fino al 15 ottobre animerà vari luoghi della nostra città. Un progetto culturale per Ferrara, omaggio all’autore-editore che tanto l’ha resa celebre nel mondo, e che, oltre al patrocinio del Comune, del ‘Centro studi Bassaniani’ e della Regione Emilia-Romagna, vanta anche il patrocinio del ‘Comitato nazionale per le celebrazioni del centenario della nascita di Giorgio Bassani’, recentemente costituito dal Ministro Dario Franceschini, e del patrocinio della sezione di Ferrara di Italia Nostra, di cui Bassani fu presidente nazionale per quindici anni. La quarta e ultima puntata de ‘Il Gattopardo’ si terrà il sabato successivo, 25 giugno, sempre alle ore 21. È consigliata la prenotazione tramite il sito www.ferraraoff.it o telefonando al numero 333.6282360. Ingresso: euro 8 soci Ferrara Off, euro 5 under 20, euro 10 non soci (comprensivi di tessera associativa).

Associazione Culturale

Ferrara Off

Viale Alfonso I d’Este, 13

44123 Ferrara (FE)

ferraraoff@gmail.com

www.ferraraoff.it

Arte

Forlì, Musei di San Domenico

Inaugura sabato 18 giugno, a partire dalle ore 17.00, Nel punto immobile del mondo rotante, un progetto che include più interventi di Remo Salvadori nella chiesa di San Giacomo a Forlì, e che intreccia un dialogo tra la grande mostra Piero della Francesca – Indagine su un mito in corso ai Musei San Domenico e un artista italiano attivo nel nostro tempo, suggerendo la possibilità che la luce di Piero si estenda oltre i confini temporali in cui si inscrive la mostra, dunque anche nel presente.

L’identità dell’arte italiana attuale, infatti, è certamente rintracciabile anche in un legame con il Rinascimento non tanto per via di rimandi diretti o citazioni, ma come inevitabile sopravvivenza di una dimensione neoplatonica e geometrizzante, metafisica, una linea che attraversa tutto il Novecento e arriva ad alcune delle ricerche più attuali.

La scelta per questo appuntamento ricade dunque su Remo Salvadori, uno dei maggiori artisti italiani della sua generazione, una figura emersa nel panorama dell’arte a cavallo tra anni Settanta e Ottanta e che, proprio negli anni Ottanta, ha sviluppato un linguaggio legato alla scultura, all’installazione e a interventi site-specific in controtendenza con il diffuso ritorno alla pittura di quel decennio; un lavoro che, riletto a posteriori, funge da collante tra l’esperienza dell’Arte Povera e le poetiche degli artisti delle generazioni successive.

L’intervento, da leggersi come il primo di un’ipotetica serie a cadenza annuale, mira anche a ridefinire una delle possibili funzioni della chiesa di San Giacomo come spazio per l’arte contemporanea, con una serie di opere che siano in grado di ri-orientare gli sguardi dei visitatori sul luogo ospitante.

Nel corso degli ultimi giorni di apertura della mostra di Piero della Francesca il pubblico potrà così passare dalle sale del San Domenico allo spazio del San Giacomo e incontrare il lavoro di Salvadori. Qui, l’artista comunica una pratica e un’esperienza dell’opera come rapporto attivo con lo spazio architettonico in grado di proiettare lo sguardo e le riflessioni sul presente e sul futuro dell’arte.

Nel punto immobile del mondo rotante non è una mostra. È piuttosto un dialogo prolungato tra l’artista e l’architettura del San Giacomo – che si dispiegherà da giugno fino a settembre 2016 –, una lunga frequentazione tra il corpo dell’opera e quello dell’edificio ospitante, dove troveranno luogo lavori emblematici della poetica di Salvadori.

È proprio un’idea di vitalità dell’opera, dell’opera come luogo attorno a cui si addensa un’energia e si vive un’esperienza, uno scambio intimo e dinamico con lo spettatore, che gli interventi di Salvadori al San Giacomo attivano e nutrono. Le opere dialogano tra loro e con l’architettura da posizioni diverse e potenzialmente complementari, e, nel corso dei mesi, rinnovano il loro rapporto con lo spazio attraverso spostamenti, aggiustamenti e nuove collocazioni che accompagnano gli eventi programmati all’interno dell’edificio – concerti, conferenze e uno spettacolo teatrale.

Nel punto immobile del mondo rotante è inoltre un’esperienza di avvicinamento al lavoro di Salvadori attraverso le opere, ma anche attraverso azioni, incontri e conversazioni che si svolgeranno durante il tempo del progetto.
Sabato 18 giugno, alle 17.00, all’aperto, davanti alla chiesa di San Giacomo, si potrà assistere insieme all’artista alla realizzazione dell’opera Continuo Infinito Presente, un processo di costruzione di un anello in acciaio a svelare il passaggio da una corda lineare a una circonferenza dove inizio e fine si annullano. L’azione coinvolge sette collaboratori e ha una durata di circa un’ora e mezzo. Il flautista Angelo di Gregorio suonerà composizioni di Giacinto Scelsi –  prima dell’inizio dei lavori e a conclusione  – all’interno della navata del San Giacomo, quando l’opera troverà il suo luogo in risonanza con lo spazio e con le altre opere.

Remo Salvadori, vive tra Milano e Cerreto Guidi, in Toscana, dov’è nato nel 1947.
Ha partecipato alle più importanti rassegne e mostre internazionali d’arte contemporanea, come Documenta di Kassel (nel 1982 e nel 1992) e a diverse edizioni della Biennale di Venezia (1982, 1986 e 1993). Ha esposto in alcuni dei principali musei italiani e del mondo, e anche in siti storici e archeologici e prestigiosi luoghi pubblici (Piazza San Giovanni a Firenze, il Parco Archeologico di Ostia Antica, il Parco Archeologico di Istanbul).
Del suo lavoro si sono occupati a più riprese alcuni dei maggiori critici d’arte e curatori italiani, come Germano Celant, Bruno Corà, Pier Luigi Tazzi e Adachiara Zevi.

 
Scheda tecnica:

Remo Salvadori
Nel punto immobile del mondo rotante

a cura di Cristina Ambrosini e Davide Ferri

Musei San Domenico – chiesa di San Giacomo, Forlì
19 giugno – 18 settembre 2016
ingresso libero

inaugurazione: sabato 18 giugno 2016
ore 17.00, piazza Guido da Montefeltro (davanti alla chiesa di San Giacomo)
Realizzazione dell’opera Continuo Infinito Presente in presenza del pubblico
ore 18.30, inaugurazione degli interventi all’interno chiesa di San Giacomo

sponsor unico del progetto:


http://www.luxurylivinggroup.com

sede espositiva:
chiesa di San Giacomo
piazza Guido da Montefeltro, 47121 Forlì

autori, conferenza, Letteratura

Ultimi incontri all’Ariostea

Invito alla lettura Lunedì 13 Giugno ore 17

AGGUATO DI NOSTALGIA di FORTUNATO VESCE

(Edizioni Albatros, 2016)

Dialogano con l’autore, Elettra Testi e Anna Quarzi
I viaggi prediletti dal protagonista Osvaldo –  che possiede lo statuto di alter ego dell’autore – sono le ariostesche avventure della fantasia, e scopo del suo operare è la salvaguardia della comunicazione verbale, fatta salva la comunione delle arti e la corrispondenza tra emozioni musicali e letterarie […]. Ma, accanto all’indagine e allo studio solitario o d’equipe posti in essere dal protagonista, il romanzo mette in risalto un altro aspetto, quello della grande lezione della poesia. (dall’introduzione)
Fortunato Vesce, nasce nel 1945 a Pietradefusi, in Irpinia. Docente di Ostetricia e Ginecologia nell’Università di Ferrara, oltre ai lavori scientifici inerenti la sua disciplina, ha pubblicato una raccolta di poesie dal titolo Poesie ostetriche (1999) e le opere di narrativa Dialoghi della memoria (2003) e La vita come esperienza di pesca (2007).

 

Invito alla lettura Martedì 14 Giugno ore 17

SLOW READING

INCONTRO CON ROBERTO D’AMICO

Conduce Francesca Mariotti, presidente Associazione Culturale Olimpia Morata
Roberto D’Amico è autore di diversi saggi, articoli e libri, tra i quali Le terre del mito (1979) e L’anima segreta della Val Varaita (2000), che ha realizzato nonostante un lavoro impegnativo che lo porta in giro per il mondo. Nell’occasione leggeremo brani da Viaggio nella “Dimensione M, suo primo romanzo di fantascienza, cui seguiranno i romanzi Alba a New Krandor e Un segno nella sabbia. Le letture spaziano tra scienza e fantascienza, fisica quantistica…e fantasie tra la Terra e l’Universo!
Roberto d’Amico, vive a Torino, dopo aver vissuto e viaggiato in tutto il mondo per la sua professione, quale Ingegnere minerario. Negli anni ha scritto numerosi articoli che vanno dall’archeologia all’esoterismo, dalle civiltà scomparse all’ufologia e al fantastico. I suoi libri sono il risultato delle sue molteplici ricerche e curiosità sia come scienziato che come uomo. Sarà piacevole la conversazione con l’autore.
Nell’ambito del progetto SLOW READING, letture insieme tra classici e contemporanei
A cura dell’Associazione culturale Olimpia Morata di Ferrara

Invito alla lettura Mercoledì 15 Giugno ore 17

ON THE ROADS

La Letteratura di Viaggio

Letture e commenti di Albero Amorelli, Matteo Pazzi, Eleonora Rossi
“Le persone non fanno i viaggi, sono i viaggi che fanno le persone” (John Steinbeck)
Sulla strada, sulle strade. C’è chi viaggia assecondando un’irriducibile irrequietezza, oltrepassando un confine dopo l’altro. C’è chi non si muove, eppure è costantemente altrove. “Ci sono molti modi di arrivare, il migliore è di non partire”, scriveva Ennio Flaiano. Per Bukowski viaggiare non era “altro che una seccatura: di problemi ce ne sono sempre più che a sufficienza dove sei”. Carlo Emilio Gadda riconosceva a Baudelaire il merito di “averci dato una vivida drammatizzazione della dialisi degli umani in sedenti e migranti”: i “sedenti” sono “ più pratici, più fidi alla realtà, più giusti, più puri. Sognano sognando, ma vivendo vivono”.
E tu… da che parte stai? Dei sedenti o dei migranti? Ci occuperemo dei “migranti”, i “folli cercatori di una nuova fortuna”, quelli che “partono per partire”. Perché la Vita è un Viaggio, da vivere o da scrivere (o tutti e due). Ulisse Enea Dante Kerouac Chatwin…
Pronti a salpare per il mare magnum della letteratura di viaggio. Landa sconfinata, come il desiderio.
A cura de La Compagnia del Libro in collaborazione con Associazione Culturale Il Gruppo del Tasso

Invito alla lettura Giovedì 16 Giugno ore 17

LEMBI E LE SETTE CHIESE – di LUCIA BONI

Raccolta di versi accompagnati da “lembi” di pittura

(Collana Poesia e Teatro – Edizioni La Carmelina, Ferrara 2016 – di Federico Felloni)
Con contributi di Carlo Bassi e Piero Sacchetto
Immagini di Paolo Volta
Dialoga con l’autrice Gianni Cerioli
Non è senza un profondo significato che quei “lembi” siano frammenti di pitture quindi in un certo  senso già poesia essi stessi per quello che il lembo intende mostrare e per la scelta e il taglio che Lucia ha deciso di operare su di essi.
Questi lembi sono immagini di luoghi dello spazio abitato, brani di silenzio che Lucia Boni elegge a contenitori oltre che suscitatori delle sue affabulazioni. (C. Bassi)
È di un amore, dunque, che si parla, che si vuole raccontare, sensuale come le ruvidità evocate, le luci che, mai troppo uguali, rendono ciò che accarezzano o schiaffeggiano, sempre un po’ diverso. Un amore sensato, anche, come il senso che di questi sguardi e di questi passi, cercati ma anche lasciati andare, i pensieri cercano, trovano e provano a raccontare.”
(P. Sacchetto)
Lucia Boni, diplomata all’Istituto d’Arte Dosso Dossi e all’Accademia di Belle Arti di Bologna, dal 1982 fino al 2015 ha lavorato presso il Laboratorio delle Arti del Comune di Ferrara. Oltre a pubblicazioni di suoi testi di poesia e prosa su antologie, raccolte, riviste di letteratura e cataloghi della Galleria del Carbone (per la quale collabora alla direzione artistica), Lucia ha pubblicato la raccolta di poesie Imbuti di Cristallo (La Carmelina edizioni, 2009), il racconto Pensieri di cioccolato e menta (Associazione Bondeno Cultura, 2010), e la raccolta di racconti Noci & Bauli (La Carmelina edizioni, 2014), per il quale ha vinto il Premio Niccolini 2015 nella sezione narrativa.