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La comunità dei virtuosi

http://www.ibs.it/code/9788840018706/piro-pietro/comunita-dei-virtuosi.html

Ai margini del mondo accademico, lontani da ogni vincolo contrattuale, l’attitudine a pensare è considerata  con sospetto. Chi è delegato d’ufficio all’attività del pensiero ragiona perseguendo obiettivi concreti, assolvendo impegni didattici, proponendo simulazioni di scenari utili per la produzione.

Pensare diventa così una funzione accessoria del funzionamento della megamacchina sociale, prodotto edulcorato dalla definizione ossessiva di obiettivi concreti. Si pensa con la mentalità del trafficante e con la stessa mentalità si costruisce il sociale.

Restano pochi margini per una deviazione positiva, per un errare fitto d’incontri inattesi, per l’esplorazione dei confini ignoti. Ogni sforzo deve fruttare, deve far aumentare gli indici di rendimento, gli indici di qualità: il pensiero deve apportare un evidente “avanzamento del benessere pubblico e privato”.

L’efficientismo del pensare ha seppellito definitivamente l’epoca delle passioni filosofiche e ci ha insegnato un professionismo tanto specializzato quanto sterile. I professionisti del pensiero si accontentano di alimentare i propri circoli, le proprie strutture sempre più inaccessibili, i propri legami con i poteri dominanti.

Se ne ricava un quadro fosco, in cui ogni pensare luminoso appare bloccato da una struttura di cooptazione che agisce per mutilazione e per abbrutimento. Pensare dunque. Criticamente, sarebbe da augurarsi.

http://www.uncommons.it/village/la-fine-del-pensiero-libero-579

Autore
Pietro Piro (Termini Imerese 1978) è Sociologo. Cultore della materia in Sociologia presso l’Università di Roma Tre. Dottore di ricerca in Comunicazione Politica, si è formato nelle università di Urbino “C. Bo”, UNED Madrid, Complutense (UCM), Roma Tre. Ha svolto ricerche sui documentari No-Do presso la Filmoteca Española di Madrid. I suoi più recenti lavori sono: Auschwitz è ancora possibile? (2015); I frutti non colti marciscono (2014), Nuovo Ordine Carnevale (2013); Francisco Franco. Appunti per una fenomenologia della potenza e del potere (2013); Il dovere di continuare a pensare (2013). Ha tradotto e introdotto J. Ortega y Gasset, Appunti per un commento al Convivio di Platone (2012) e S. Ramón y Cajal, Psicologia del Don Quijote e il Quijotismo (2012) e curato la postfazione a J. Ortega y Gasset, Meditación de la Técnica (2011). Curatore delle opere collettive: Agire o non agire? (con P. Chierichetti) (2015); Il gioco e il giogo (2013); Perché guardare a Oriente? (con K. Del Toso) (2013). Ha ideato e diretto le sei edizioni del Seminario Popolare sul Pensiero dell’Estremo Oriente. È stato redattore della Rivista “Filosofia e nuovi sentieri”. Suoi contributi sono apparsi in numerose riviste in Italia e all’Estero. È membro della Società Italiana di Storia delle Religioni.


http://www.edizioniunicopli.it/Novita_2016_Febbraio.html#b5

 

 

 

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Argomenti vari, conferenza

Conferenza sulla legalità

Venerdì 8 aprile ore 17

LEGALITA’

Le parole della Democrazia

Conferenza di Paolo Veronesi
Introduce Anna Quarzi
Nel linguaggio comune, agire per la “legalità” significa spesso contrastare la macro e microcriminalità che infesta le nostre strade oppure l’evasione fiscale; combattere per la legalità è diventato anche uno sinonimo della ribellione contro lo strapotere delle mafie. Come capita spesso, questi variopinti significati attribuiti a un’espressione d’uso comune derivano da un concetto “tecnico-giuridico”. Cos’è dunque la legalità per il diritto, o meglio, cos’è il principio di legalità?. Esso sorge (come qualcuno dice) da un “sogno antico”: il sogno che a governare i comportamenti umani siano le leggi e non gli uomini. Ma qual è la sua origine storica? Che evoluzione ha conosciuto nel corso dei millenni? E soprattutto cosa può concretamente garantire della “bontà” delle regole giuridiche che pretendono d’imporsi a tutti? Quali stratagemmi sono stati quindi escogitati per fornirci adeguate assicurazioni su questo fronte? Si risponderà a tali quesiti analizzando anche alcuni casi concreti che spesso scorrono sotto i nostri occhi senza che gli osservatori si rendano conto che essi esprimono pericolose violazioni della legalità oppure tipiche “reazioni” del “principio di legalità” che agisce per tamponarne gli effetti nefasti.
Paolo Veronesi è Professore di Diritto costituzionale presso l’Università di Ferrara. Autore di due monografie (“I poteri davanti alla Corte”, Giuffrè, Milano 1999 e “Il corpo e la Costituzione”, Giuffrè, Milano 2007) ha altresì curato numerosi volumi e pubblicato decine di articoli sulle principali riviste di Diritto pubblico e costituzionale. Dal 2000 cura, con altri colleghi ferraresi, la collana “Amicus Curiae“, edita dalla casa editrice Giappichelli. Dal 1995 è il Responsabile della redazione di “Studium Iuris“, rivista mensile dedicata alla formazione permanente del giurista. Ha collaborato stabilmente con la redazione della rivista “Quaderni costituzionali”, edita da Il Mulino. Fa parte del Comitato scientifico del Forum sul BioDiritto dell’Università di Trento e delle redazioni delle riviste on-line “BioLaw Journal – Rivis ta di biodiritto” e “Genius – Rivista di studi giuridici sull’orientamento sessuale e la parità di genere”. Ha collaborato alla stesura del “Trattato di Biodiritto”, curato da Stefano Rodotà e Paolo Zatti.
L’incontro è parte del ciclo Le parole della democrazia a cura di Istituto Gramsci di Ferrara e Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara

biblioteca

Presentazione libro

Incontro con l’autore Mercoledì 6 Aprile ore 17

TUTTO BRUCIA TRANNE I FIORI

di Roberto Dall’Olio

(Moretti e Vitali Editore, 2015)
Dialoga con l’autore Silvana Vecchio (Università di Ferrara)
Si tratta di un poemetto incentrato sulla straordinaria vicenda d’amore, di passione e di conoscenza che si snoda tra Abelardo e Eloisa, e che scosse per la sua tragica conclusione il mondo filosofico e religioso dei primi anni del XII secolo.
L’autore, docente di Filosofia al Liceo Ariosto, costeggia con fedeltà storica questa impressionante vicenda, affidando alla voce di Eloisa il lamento di una donna straziata, offesa nel suo amore. La sua Eloisa parla in una lingua poetica rapida, indocile, bruciante – fatta di versi brevissimi e incalzanti, di pensieri animosi e trasgressivi – che commuove, sdegna, stupisce, appassiona il lettore.
A cura dell’Associazione Amici Biblioteca Ariostea

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La cultura empirica nella scuola

Lunedì 4 Aprile ore 17 presso Biblioteca Ariostea

LA CULTURA EMPIRICA NELLA SCUOLA

di Augustin Escolano Benito

Esperienza, memoria, archeologia
Volta La Carta Edizioni
Dialoga con l’Autore Anita Gramigna, autrice della traduzione italiana
Il testo offre voce, immagine e testimonianza ad uno fra i silenzi più ostinati dell’educazione; un silenzio che ha condizionato lo studio della scuola, la ricostruzione storica, la riflessività pedagogica. Una sorta di strana omertà circonda, infatti, la cultura empirica della scuola, quella cultura che nasce dall’esperienza pratica come storia effettuale dell’educazione concreta. Si è parlato invece e a lungo di quella formazione che avremmo pensato e auspicato secondo una logica razionalista e un intendimento desiderante di emancipazione. A partire da una fenomenologia etnografica, l’autore riscopre il valore formativo e la semantica della memoria personale e collettiva della scuola, e ci invita ad accompagnarlo in un’affascinante operazione di archeologia, alla ricerca del senso profondo – e talvolta nascosto – dei discorsi sulla scuola e delle sue prassi taciute.
Agustin Escolano Benito ha insegnato nella Università Complutense di Madrid, di Oviedo, di Barcellona. È stato professore ordinario a Salamanca e a Valladolid, presidente della Società Spagnola di Storia dell’Educazione e membro del Comitato Esecutivo de la ISCHE. Attualmente dirige il Centro Internazionale della Cultura Scolastica (CEINCE) e collabora, come visiting professor, con diverse università spagnole e straniere, fra le quali, quella di Ferrara. È dottore honoris causa dell’Università di Lisbona. Fra le tante pubblicazioni ricordiamo: La memoria y el deseo (2002), Formazione e interpretazione (in collaborazione con A. Gramigna, 2004), Historia ilustrada de la escuela en España (2006), Currículum editado y sociedad del conocimiento (2006), Cambio educativo y cultura de la sostenibilidad (2007), La España cubista. Visiones desde la escuela (2014).