festival, Letteratura

A Padova la “Fiera delle parole”

Parole, teatro e musica, un accordo perfetto che non smette mai di incantare e che trova alla Fiera delle Parole uno spazio dedicato alla parola cantata e recitata, sempre fonte di intense emozioni.

Tra gli appuntamenti da non perdere: il concerto di Roberto Vecchioni al Teatro Verdi che inaugurerà la 9° edizione del festival; la rappresentazione “Il canto del cigno” (di Cechov) a cura di Enrico Marino e Anita Santone; l’incontro con il cantautore Gualtiero Bertelli; lo spettacolo “L’annegato più bello del mondo” (di Gabriel Garcia Marquez) con Giancarlo Previati e i Coristi per caso; lo spettacolo del critico musicale Ezio Guaitamacchi che presenterà anche il libro “La storia del Rock” e le monografie su John Lennon e Jimmy Hendrix; lo spettacolo musicale “La strage dei congiuntivi” di Davide Zilli e Massimo Roscia; l’incontro con Renzo Alessi, autore dell’antologia completa su tutta all’opera di Bob Dylan e l’incontro con Salvatore Coccoluto tutto dedicato alla vita di Mia Martini; il reading di Filippo Martinez tratto dall’ultimo lavoro “Cammellini che entrano ed escono dalle orecchie” e accompagnato dalle chitarre de I Tremo; il concerto di Beppe Giampà “Della fatal quiete” che ha musicato i poeti dell’Ottocento, Le musiche e le canzoni di Mario Venuti per parlare del senso dell’amore  e ovviamente l’incontro con il grande cantautore italiano Francesco Guccini.

 

– See more at: http://lafieradelleparole.it/#sthash.x3CcbvU5.dpuf

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2 pensieri riguardo “A Padova la “Fiera delle parole””

  1. Ricordo con nostalgia le prime edizioni alla fiera di Rovigo: una sede unica, facilmente raggiungibile (e posteggiabile) e un calendario di incontri che si potevano seguire agevolmente.

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  2. Chiunque covasse speranze pensando a un Renzi rottamatore e/o riformatore, se le scordi; chiunque pensasse che in Italia esiste una solida opposizione politica (M5s, Sel e affini) agli accordi feudali di consociativismo medioevale tra la destra e la sinistra, se lo scordi.

    Pagheremo tra un anno la pesante penale europea e passerà tutto in cavalleria.

    In realtà si tratta della fine annunciata della libertà intellettuale in Italia, e il messaggio politico è molto chiaro, netto, distinto: decidiamo noi che cosa farvi leggere, come, e dove.

    Non stupiamoci se chiudono le librerie, i piccoli editori seri falliscono, e -come sostengono i dati statistici- la Repubblica Italiana segna il più avvilente e triste record dal 1946 a oggi: è il paese in tutto l’occidente in cui si legge di meno, e nei primi sei mesi del 2015 gli indici di lettura denunciano un crollo verticale.

    Siamo ormai considerati un paese di analfabeti funzionali.

    Lunga vita a Roberto Calasso.

    http://www.libero-pensiero.net/un-uomo-solo-al-comando-del-nulla-un-eroe-italiano-di-cui-nessuno-vuol-parlare/

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