festival, filosofia

Tre appuntamenti filosofici

«Anche al povero tendi la tua mano, perché sia perfetta la tua benedizione. La tua generosità si estenda a ogni vivente, ma anche al morto non negare la tua pietà. Non evitare coloro che piangono, e con gli afflitti mostrati afflitto. Non esitare a visitare un malato, perché per questo sarai amato» (Sir 7, 32-35)

«In verità, in verità vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avrete in voi la vita» (Gv 6,53).

«Allora tu invocherai e il Signore risponderà, tu griderai e lui dirà: Eccomi» (Is 58, 9).

Continua con un ritmo incalzante la decima edizione del Festival Filosofi lungo l’Oglio. Domani, giovedì 18 giugno, alle ore 21.15, nella meravigliosa cornice di Villa Morando, in via G. Calini 9 a Lograto (Bs) – in caso di pioggia nella Chiesa Parrocchiale Ognissanti, in via Antonio Fratti 19 – protagonista della serata sarà Chiara Saraceno, honorary fellow al Collegio Carlo Alberto di Torino e tra le sociologhe italiane di maggior fama, che rifletterà su un tema di estrema attualità: Contrastare la povertà: un dovere civile e una necessità politica. Il giorno successivo, venerdì 19 giugno, sempre alle ore 21.15, nella splendida Chiesa Santa Maria delle Grazie, in via F. Galantino a Soncino (Cr), è atteso Arnoldo Mosca Mondadori – editore, saggista e poeta nonché curatore dell’opera mistica della poetessa Alda Merini tra il 1998 e il 2009 – che proporrà un intervento dal titolo: Rivoluzione eucaristica. Domenica 21 giugno, alla stessa ora, nella suggestiva corte di Villa Suardi, in via G. Camozzi a Ludriano (Bs) – in caso di pioggia nella Chiesa Parrocchiale, in piazza Vittoria 4 – toccherà a David Meghnagi, Professore di Psicologia Clinica, Psicologia dinamica e Psicologia presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università Roma Tre, dove insegna anche Psicologia della Religione e Pensiero Ebraico– focalizzare l’attenzione su Il pane della sofferenza. «Tre incontri di grande interesse – ha dichiarato il direttore scientifico, Francesca Nodari – e, in certo senso, uniti non solo dal fil rouge, pane quotidiano, che è la parola chiave del Festival, ma dalla pazienza di calarsi tra le pieghe del reale per auscultarne, il disagio, le paure, la vulnerabilità, la fragilità. Se per un verso Chiara Saraceno, che interroga da tempo le trasformazioni dei sistemi di welfare state, nei rapporti tra le generazioni, con particolare riguardo alla “questione femminile”, si concentrerà sull’emergenza della povertà nei paesi ricchi e dei così detti nuovi poveri, persone che appartengono ad una vasta zona grigia in costante aumento, per non dire dei working poors (lavoratori poveri) costretti a salari modesti e assaliti dal ricatto del lavoro gratuito proporrà, come sostiene ne Il lavoro non basta, la necessità di prevedere “forme di integrazione economica per chi ha un reddito insufficiente”, quale, ad esempio, il sostegno di inclusione attiva (Sia); dall’altro, Arnoldo Mosca Mondadori opporrà all’homo æconomicus che ha di mira solo il ‘particulare’, ‘l’homo eucaristicus,’ mostrando come ha dato prova nel suo ultimo volume, che il Cristo non divide ma piuttosto si diffonde sulla terra “come un profumo”. Se il messaggio cristiano – il Figlio dell’Uomo che muore in croce e di cui si esperimenta l’unione di corpo e spirito nell’incontro eucaristico – è rivoluzionario, non meno paradossale è la lirica di cui l’Autore dà prova nello sforzo di valorizzare un’etica condivisa da credenti e non credenti con un forte richiamo alle virtù: fede, speranza, carità, umiltà, tensione senza fine verso l’altro. Ma, in fondo questa centralità dell’Altro non può tradursi levinasianamente nel tentativo di rendere, facendomi suo ostaggio, la sua sofferenza non inutile? Il popolo ebraico, eletto da Dio, eppure perseguitato nella storia sin dai suoi albori e, attraverso i secoli, sperimentando l’acme del male con quel “controevento” che è la Shoah fino ai recenti episodi di antisemitismo non ha mai smesso di fare i conti con il dolore fino ad arrivare alla lotta (riv) con Dio, come fece Giobbe, o al rifiuto di essere consolati come fece Rachele piangendo i suoi figli (Ger 31, 15) o all’esilio della parola come teorizza André Neher o allo zimzum ossia a ciò che Paolo De Benedetti definisce come “uno sforzo di spiegare in maniera non punitiva, non di onnipotenza, ciò che la tradizione ebraica, sulla scorta di Dt 31, 18, chiama hester panim (‘nascondere il volto’). Oppure ancora, ancora, al divenire consapevoli, Levinas insegna, di uno sfondamento del bene attraverso il male: paradosso di una teofania segnata dalla “perversa felicità nella sofferenza”. Forse, come recita il Salmo 42, 4, anche le lacrime sono un dono: “Le lacrime sono mio pane, giorno e notte”. Ciò che conta è che vi sia qualcuno pronto ad asciugarle. Solo così la povertà e la sofferenza risulteranno più lievi. E in questa condivisione, che è già segno di comunità, la speranza tornerà a riaccendersi e ad illuminare esistenze sempre più connesse, ma sempre più sole».
CHI È CHIARA SARACENO
Laureata in Filosofia, Chiara Saraceno ha insegnato Sociologia della Famiglia presso la facoltà di scienze politiche all’università di Torino. Dall’ottobre 2006 a giugno 2011 è stata professore di ricerca presso il Wissenschaftszentrum für Sozialforschung di Berlino. Attualmente è honorary fellow al Collegio Carlo Alberto di Torino. Chiara Saraceno è una delle sociologhe italiane di maggior fama. Si è occupata di mutamenti familiari e politiche della famiglia, della condizione femminile con particolare attenzione per la questione dei tempi di lavoro, di sistemi di welfare e politiche di contrasto alla povertà. Ha ricoperto numerosi incarichi accademici, anche a livello internazionale, e istituzionali in Italia. Ha partecipato a due commissioni governative sugli studi sulla povertà, la prima, presieduta da Ermanno Gorrieri, voluta dall’allora presidente del consiglio Bettino Craxi, successivamente , dal 1996 al 2001, a quella istituita dall’allora ministro della solidarietà sociale Livia Turco. Tra il 1999 e il 2001 ne è anche stata la presidente. Chiara Saraceno collabora con numerose riviste nazionali e internazionali, con siti quali lavoce.info, neodemos.it, sbilanciamoci.info, ingenere.it. È editorialista del quotidiano «la Repubblica». Nel 2005 è stata nominata Grand’ufficiale della Repubblica Italiana dal Presidente Carlo Azeglio Ciampi. Nel 2011 è stata nominata corresponding fellow della British Academy. Tra i suoi numerosi libri: Le politiche contro la povertà in Italia (con N. Negri), il Mulino, Bologna 1996; Separarsi in Italia(con M. Barbagli), il Mulino, Bologna 1998; Mutamenti della famiglia e politiche sociali in Italia, il Mulino, Bologna 2003; Povertà e benessere. Una geografia delle disuguaglianze in Italia (con A. Brandolini), Ricerche e studi dell’ Istituto Cattaneo, il Mulino, Bologna 2007; Dimensioni della disuguaglianza in Italia: povertà, salute, abitazione (con A. Brandolini e A.Schizzerotto) il Mulino, Bologna 2009; Onora il padre e la madre (con G. Laras) il Mulino, Bologna 2010; I nuovi poveri. Politiche per le disuguaglianze (con P. Dovis), Dati Editore, Torino 2011; Conciliare famiglia e lavoro. Vecchi e nuovi patti tra sessi e generazioni (con M. Naldini), il Mulino, Bologna 2011; Cittadini a metà. Come hanno rubato i diritti degli italiani, Rizzoli, Milano 2012; Coppie e famiglie. Non è questione di natura, Feltrinelli, Milano 2012; Stranieri e disuguali (con N. Sartor e G. Sciortino) il Mulino, Bologna 2013; Sociologia della famiglia (con M. Naldini), il Mulino, terza ed. aggiornata, Bologna 2013; Eredità, Rosenberg & Sellier, Torino 2013; Il welfare. Modelli e dilemmi della cittadinanza sociale, il Mulino, Bologna 2013; Eredità, Rosenberg & Sellier, Torino 2013; Il Lavoro non basta. La povertà in Europa negli anni della crisi, Feltrinelli, Milano 2015.

CHI È ARNOLDO MOSCA MONDADORI
Arnoldo Mosca Mondadori è figlio di Paolo Mosca e di Nicoletta Mondadori ed è pertanto pronipote di Arnoldo Mondadori, fondatore dell’omonima casa editrice Arnoldo Mondadori Editore. È inoltre nipote dello scrittore e umorista Giovanni Mosca e dell’editore Alberto Mondadori. Editore, saggista e poeta è stato il curatore dell’opera mistica della poetessa Alda Merini tra il 1998 e il 2009, pubblicata da Frassinelli. È segretario generale della Fondazione Benedetta D’Intino. È membro del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori. È membro del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Cariplo. Dal 2010 al 2013 è stato Presidente del Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano. Dal 1999 è ministro straordinario dell’eucaristia. È, inoltre, direttore della collana «Scritture profetiche», edita da Morcelliana. Tra i suoi libri ricordiamo: La Seconda Intelligenza, pref. di G. Canobbio, Morcelliana, Brescia 2010; Cristo nelle costellazioni, Morcelliana, Brescia 2012; La lenta agonia della Beatitudine, pref. di P. Sequeri, Morcelliana, Brescia 2013. Arnoldo Mosca Mondadori ha scritto anche due saggi di teologia: La fede è un bagaglio lieve (con P. Riches) Sperling&Kupfer, 1995/Mondadori, Milano 2000; La rivoluzione eucaristica, Morcelliana, Brescia 2015; Eucaristia, energia per l’universo, cammino liturgico-missionario verso la Pasqua 2015, Emi, Bologna 2015. Ha inoltre curato, con A. Cacciatore e S. Triulzi, il volume: Bibbia e Corano a Lampedusa, La Scuola, Brescia 2014.

CHI È DAVID MEGHNAGI
David Meghnagi è nato a Tripoli nel 1949. Nato da una famiglia ebraica in cui era fortemente coltivato l’amore per la musica e il canto liturgico, è ideatore e direttore del Master internazionale di secondo livello in Didattica della Shoah presso l’Università di Roma Tre, all’interno del quale dirige un progetto di catalogazione della musica concentrazionaria. Professore di Psicologia Clinica, Psicologia dinamica e Psicologia presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università Roma Tre, è altresì docente di Psicologia della Religione e di Pensiero Ebraico al Master Internazionale in Scienza della Religione presso la stesso Ateneo e Membro della Delegazione italiana presso la Task Force for International Cooperation on Holocaust Remembrance and Education. È stato Vicepresidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e delegato per l’Italia presso la Conferenza dell’OSCE contro l’antisemitismo. È stato consulente del Centro di Cultura Ebraica di Roma. Membro del comitato scientifico di numerose riviste scientifiche e divulgative italiane e straniere, tra cui, «Lettera internazionale» (rivista di cultura europea pubblicata in numerose lingue), «Quadrangolo» (rivista di psicoanalisi e scienze sociali) e la rassegna mensile «Israel». Ha collaborato a diverse testate giornalistiche e riviste italiane e straniere. Negli anni settanta e ottanta è stato attivo nello sviluppo di una cultura del dialogo interreligioso e di una politica di pace nel Vicino Oriente. Ha avviato un progetto di valorizzazione della musica liturgica del Mediterraneo. Tra le sue pubblicazioni: Il Kibbutz: aspetti socio-psicologici, Barulli, Roma 1974; La sinistra in Israele, Feltrinelli, Milano 1980; Freud and Judaism, Karnac Books, London 1993; Tra Vienna e Gerusalemme. Interpretare Freud. Critica e teoria psicanalitica, Marsilio, Venezia 2003; Il padre e la legge. Freud e l’ebraismo, Marsilio, Venezia 2004; Ricomporre l’infranto. L’esperienza dei sopravvissuti alla Shoah, Marsilio, Venezia 2005; Primo Levi. Scrittura e testimonianza, LibriLiberi, Firenze 2006; Le sfide di Israele. Lo Stato ponte tra Occidente e Oriente, Marsilio, Venezia 2010. Ha curato, inoltre, l’edizione italiana delle memorie di Marek Edelman, Memoria e storia dell’insurrezione del ghetto di Varsavia, Città Nuova, Roma 1985; con altri ha curato: La cultura sefardita, in tre volumi, Israel, Roma 1984; Antinomie dell’educazione, Armando, Roma 2004. È stato coautore di numerosi volumi tra cui: Il tempo del transfert, Guerini Associati, Milano 1989; Judentum Ohne Halacha, Ohne Zionismus, Judaica, Zurich 1986; L’oppio dei popoli. Quando la religione narcotizza la coscienze, Piemme, Milano 2009; ha curato (con A. Rolli) il diario di S. Rotem, Il passato che è in me, Editori Belforte, Livorno 2014. David Meghnagi ha, inoltre, partecipato alla sceneggiatura ed è stato tra gli interpreti del fortunato film-documentario Wolf, regia di Claudio Giovannesi proiettato al film festival di Torino 2013 aggiudicandosi il Premio speciale della giuria Italiana.doc.

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