festival, Letteratura

Festival letterario della Sardegna

Gavoi, 26 maggio 2015 – Il Festival Letterario della Sardegna, giunto alla dodicesima edizione e diventato nel tempo un appuntamento fisso per gli amanti dei libri e delle storie, anticipa la kermesse letteraria con un Preludio di metà estate – 13 e 14 giugno – che ospita nel pomeriggio di domenica, il noto scrittore, umorista e sceneggiatore Stefano Benni, mentre sabato alle 19.00 si celebra il Centenario 1914-18, in Piazza Sant’Antriocu, con Un anno sull’Altipiano, recital di teatro e musica tratto dall’omonimo romanzo di Emilio Lussu. Adattato per il palcoscenico da Daniele Monachella, voce recitante accompagnato in scena dal chitarrista e compositore Andrea Congia e da Andrea Pisualle launeddas e percussioni, il testo è una preziosa testimonianza del popolo sardo che con migliaia di vite umane, pagò l’immane prezzo della Grande Guerra.

 

Per l’occasione, negli gli spazi del Museo Comunale, inaugurano alcune mostre che resteranno aperte fino a luglio: Setta. Quadri di comportamento di Claudia Castellucci – artista, drammaturga, coreuta, teorica e didatta, co-fondatrice della compagnia Socìetas Raffaello Sanzio – curata da Silvia Fanti e presentata dal Museo MAN di Nuoro insieme a una doppia personale intitolata Occhio riflesso degli artisti sardi Enrico Piras e Alessandro Sau. Trova poi spazio la mostra dell’illustratore irlandese Brian Fitzgerald  Bounce Bounce, vincitore Silent Book 2014, il concorso che Carthusia, insieme al Comune di Mulazzo e all’Associazione Montereggio Paese dei Librai, ha lanciato a livello mondiale, chiamando gli illustratori a ideare e realizzare un progetto completo di libro in grado di raccontare una storia ed emozionare il “lettore” usando soltanto le immagini. A questa prima edizione hanno partecipato centinaia di autori provenienti da tanti Paesi. La mostra comprenderà anche una selezione delle tavole dei sette illustratori finalisti.

Ritorna anche la fotografia con la personale dello sloveno Žiga Koritnik dal titolo Dedicated minority, un percorso a ritroso attraverso volti, luoghi e atmosfere che raccontano i sette anni di partecipazione al festival dell’autore come fotografo ufficiale.

 

Dopo il Preludio, il nuovo appuntamento con il Festival è per giovedì 2 luglio con il “Concerto per l’Europa a Gavoi” un progetto musicale nato tre anni fa dalla sinergia tra l’Isola delle Storie e gli Istituti di Cultura Europei invitati a portare in Sardegna le loro eccellenze in fatto di musica e di letteratura. A questa terza edizione partecipano l’Istituto di Cultura Polacco e l’Istituto Slovacco a Roma.

 

Per tutto il fine settimana turisti di ogni età e provenienza, scrittori e volontari si riuniscono nelle piazze del paese per seguire i numerosi incontri e condividere un momento di svago e riflessione comune.

Si comincia come sempre al mattino con gli incontri Dal Balcone, condotti quest’anno dalla giornalista e caporedattore di Rai Sardegna Anna Piras, di cui sono protagoniste tre figure femminili diverse tra loro ma ugualmente interessanti quali Lidia Ravera, giornalista e scrittrice prolifica, appena tornata in libreria con il romanzo Gli scaduti, Chiara Gamberale, autrice di numerose pubblicazioni, conduttrice radiofonica e televisiva di alcuni programmi Rai, e Daria Bignardi celebre giornalista, scrittrice e conduttrice televisiva, da poco uscita con il suo ultimo libro Santa degli impossibili.

 

Lo spazio Mezzogiorno di fuoco, ospita il giornalista investigativo Lirio Abbate autore del libro inchiesta I Re di Roma. Destra e sinistra agli ordini di Mafia Capitale, l’ex Ministro dei Beni Culturali Massimo Bray con Lidia Ravera presentati dal giornalista ed inviato del Tg3 Paolo Piras. Il terzo giorno è invece il momento del poliedrico scrittore Antonio Moresco da poco in libreria con il romanzo Gli increati – terzo ed ultimo volume della trilogia cominciata con Gli esordi e proseguita con Canti del caos – ospite anche nello spazio ragazzi con Piccola fiaba e le favole della Maria condotto dalla redattrice editoriale Sandra Querci. Moresco arriva a Gavoi nei giorni di Festival al termine di un cammino a piedi attraverso la Sardegna realizzato con Repubblica Nomade, un’associazione che si propone di fare del cammino la prefigurazione di un diverso modo di vivere.

 

I Reading pomeridiani sono invece affidati a Giuseppe Culicchia con Federica Maffucci in Tutti giù per terra. Remixed, a Teresa De Sio con L’Attentissima e al giornalista Luca Sofri con Notizie che non lo erano.

 

Sempre nel pomeriggio, per l’appuntamento Altre prospettive, lo scrittore Paolo Di Paolo – protagonista anche dello spazio Leggevo che ero con letture da Alice nel paese delle Meraviglie, un grande classico che da 150 continua a stupire – incontra Marco Peano al suo debutto letterario con L’invenzione della madre, il tedesco Oliver Bottini – in collaborazione con il Goethe-Istitut, Istituto Culturale della Repubblica Federale di Germania – noto in patria per i suoi gialli ed edito per la prima volta in Italia con Omicidi nella neve, la scrittrice e giornalista austriaca, vincitrice di diversi premi, Eva Menasse – in collaborazione con il Forum Austriaco di Cultura di Roma – di cui in Italia è stato pubblicato il romanzo Tutto il resto è di primaria importanza, ed il giallista Stefano Piedimonte autore del libro L’Assassino non sa scrivere; sullo stesso palco, per un momento dedicato alla poesia, anche Bruno Mazzoni professore presso l’Università di Pisa di Lingua e Letteratura Romena che presenta Ana Blandiana – in collaborazione con l’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia – poetessa, saggista e scrittrice romena – vincitrice di prestigiosi premi letterari tra cui, in Italia, il premio Giuseppe Acerbi premio speciale per la poesia ricevuto per l’antologia Un tempo gli alberi avevano gli occhi e il premio Campione, entrambi nel 2005 – ed Ewa Lipska – in collaborazione con Istituto Polacco di Roma – una delle più autorevoli poetesse polacche contemporanee, molto apprezzata e tradotta in numerose lingue, di cui in Italia è uscito il primo libro di prose poetiche nel 2013 L’occhio incrinato del tempo, che racchiude due pubblicazioni precedenti.

 

Nel primo dei due appuntamenti serali, nella piazza di Sant’Antriocu, dedicato agli autori stranieri, sono ospiti Pavel Vilikovsky una delle massime voci delle letteratura slovacca sul palco insieme a Miroslava Vallová, Direttrice del Centro d’Informazione Letteraria di Bratislava – in collaborazione con l’Istituto di Cultura Slovacco  – Jhumpa Lairi  nota autrice di origini indiane, vincitrice del Premio Pulitzer e autrice del recente libro autobiografico In altre parole – scritto coraggiosamente in italiano che narra dell’amore dell’autrice per la nostra lingua – introdotta da Caterina Bonvicini, e Joseph O’Connor scrittore irlandese autore di grande successo in Gran Bretagna e non solo, pubblicato in oltre 29 paesi.

 

A fine giornata, invece, sono attesi lo scrittore americano Jeff VanderMeer autore del bestseller di grande successo Trilogia dell’area X e il giovane autore francese Miguel Bonnefoy che dopo il grande successo in patria è appena uscito anche in Italia con Il meraviglioso viaggio di Octavio.

 

Da non perdere sabato mattina, nella bellissima piazza panoramica di San Giorgio a Lodine, l’incontro Il Mattino ha l’oro in bocca con Francesco Guccini uno dei più importanti cantautori italiani e maestro della parola e lo scrittore Loriano Macchivelli, insieme autori di numerosi libri tra cui La pioggia fa sul serio. La sera del sabato, invece, c’è il Mirto con l’autore, un momento ludico e divertente insieme agli ospiti chiamati a turno sul palco.

 

Infine, gli incontri Nelle terre di Mezzo con la poliedrica scrittrice e cantautrice Grazia Verasani in Gli altri sono io: il mestiere di chi scrive…. intervistata dalla giornalista Beatrice Masini e con la scrittrice Licia Troisi in Fantasy: Robe dell’altro (questo) mondo in cui spiga come scrivere un libro di genere.

 

Gli omaggi sono questa volta dedicati allo grande scrittore uruguaiano Eduardo Galeano recentemente scomparso, a Pier Paolo Pasolini di cui ricorrono i quarant’anni dalla morte e all’autore cagliaritano Sergio Atzeni di cui ricorrono invece i vent’anni dalla morte, tutti personaggi di grande spessore e spicco del panorama culturale italiano ed internazionale.

 

Il programma ragazzi – curato da Teresa Porcella insieme all’Associazione Scioglilibro – ha quest’anno come tema Se io fossi te se tu fossi me. Come sempre sono previsti numerosi laboratori creativi che spaziano nelle diverse discipline artistiche: illustrazione, narrazione, scultura, arte e danza coinvolgendo i più piccoli in attività ludiche in cui imparano divertendosi. Oltre agli appuntamento già citati, da non perdere sono quelli del pomeriggio che vedono protagonisti Luigi Dal Cin con lo spettacolo Il vento e le sue ali, Beatrice Masini e Nadia Terranova in un incontro dal titolo Chi ha bisogno di una storia?, e Sabrina Giarratana nell’incontro spettacolo Voce di luce. Il programma prevede inoltre uno spazio cinema con le proiezioni di corti d’autore da tutto il mondo – a cura di Skepto International Film Festival -, uno momento dedicato alla musica con Rapcensioni, una serie di video realizzati dai ragazzi delle Scuole medie di Gavoi ed Ollolai, in cui i ragazzi danno consigli “rappati” di lettura e lo spettacolo teatrale Gli altri sono loro realizzato dal Teatro dell’Orsa che mette in scena alcune delle storie inventate dai bambini durante i laboratori nei giorni di festival.

 

Oltre alle mostre inaugurate durante il Preludio che proseguono, a luglio vengono presentati altri due progetti fotografici: quello di Daniela Zedda dal titolo Paesani. Residenze temporanee per gli ospiti del festival. Qualcosa è cambiato, dopo dieci anni infatti, i protagonisti del festival non sono più istrànzos, stranieri, ma diventano paesani. Se nelle precedenti edizioni i protagonisti erano stati ritratti all’interno delle case gavoesi, ora sono gli esterni del paese a trasformarsi in un grande set, dove le immagini stampate a misura reale acquistano una residenza temporanea, si mischiano ironicamente e giocosamente con gli abitanti di Gavoi, prendendo una cittadinanza simbolica, anzi una condizione sociale e culturale più vera: quella di paesani. Sempre restando in ambito fotografico, vengono  presentati anche gli scatti del gavoese Roberto Mulas, che con Kurdistan, un popolo che (r)esiste espone – il frutto della sua esperienza al confine turco-siriano del Kurdistan, regione distribuita tra Siria, Iraq, Iran e Turchia, per documentare la situazione attuale.

 

Grazie alla rinnovata collaborazione con Tiscali media partner e Moovioole, media technical partner, sarà possibile anche per questa edizione seguire via web i principali appuntamenti e incontri che saranno trasmessi in diretta streaming.

 

Il Festival Letterario della Sardegna ha ricevuto quest’anno un ulteriore riconoscimento da parte della giuria internazionale della EFFE (Europe for Festivals / Festivals for Europe) – un progetto pilota della Commissione Europea promosso insieme all’EFA (European Festivals Association) per la creazione di una piattaforma europea per i Festival nel campo della cultura – che lo ha selezionato per l’impegno artistico, la capacità di coinvolgimento delle comunità locali e la vocazione europea e globale e ha, quindi, assegnato all’Isola delle Storie la EFFE Label 2015/2016.

 

Il Festival è organizzato dall’Associazione Culturale l’Isola delle Storie con il sostegno di Regione Autonoma della Sardegna, Assessorato alla Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport della Regione Sardegna, Assessorato Turismo, Artigianato e Commercio della Regione Sardegna, Comune di Gavoi, Camera di Commercio, Industria Artigianato e Agricoltura di Nuoro, Fondazione Banco di Sardegna, Banca di Sassari, Enel, Bim Bacino Imbrifero Montano del Taloro, Comune di Lodine.

 

 

 

Scheda tecnica

 

Titolo
Festival Letterario della Sardegna XII edizione

 

Periodo
2 – 5 luglio 2015

Preludio 13-14 giugno 2015

 

Luogo
Gavoi (NU), Barbagia, Sardegna

 

Ingresso
Gratuito

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gioco

Giocare con i libri

Apparso in Huck Finn e gli altri, Amm.ne Prov.le di Ferrara, n.2 settembre ’89, pp.7-10

Per molti giovani, oggi, l’approccio ad una lettura matura e «adulta» passa per il libro-game, passa cioè per l’adesione ad una formula che è letteraria e Indica insieme.
Chi tende frettolosamente a condannare questo tipo di approccio, particolarissimo, al leggere, forse non sa nemmeno che cosa sia il libro-game, ignora insomma la ricchezza di stimoli che libri di questo genere, quando benfatti è ovvio, possono offrire al giovanissimo lettore.
Per questo ci è parso opportuno tentare un ‘analisi del libro-game, nei suoi connotati culturali, semantici ed anche commerciali, affidando l’operazione a due esperti del ramo: Paolo Giatti, insegnante presso una scuola superiore di Bondeno (Ferrara) e da sempre attento crìtico delle tecniche di comunicazione multimediali e Giulio Lughi, docente universitario, qui in veste di consulente qualificatissimo della casa editrìce E. Elle di Trieste.
Librigame: teoria
«L’elefante ti afferra con la proboscide e tifa girare come una trottola, poi ti molla e vai a sbattere come una freccia contro le mura dell’Arena, che incrini con la testa. Se la tua RES è 5000 o più, vai al 169. In caso contrario, il tuo cranio assomiglia molto ad un pomodoro spiaccicato. Purtroppo devi andare all’I». Lo stile di questo brano è facilmente riconoscibile ed è tratto da uno dei tanti librigame in commercio (1); quello che è più difficile è un inquadramento teorico, non tanto per pretese accademiche o a fini valutativi (che pure sono pienamente legittimi all’interno di questa pubblicazione), quanto per curiosità verso questo oggetto un po’ anomalo perché è un ibrido. Esso attiene infatti ad almeno tre sfere di competenza: la letteratura, il gioco, l’informatica.
La letteratura
Il  librogame è la perfetta esemplificazione di quel meccanismo narrativo che U. Eco chiama previsioni e passeggiate inferenziali (2): in breve, di fronte ad ogni opera (anche non letteraria) il fruitore si pone con delle aspettative, che possono essere sollecitate da fatti esterni (confezione, pubblicità), ma anche da espedienti narrativi.
«Il Lettore Modello è chiamato a collaborare allo sviluppo della fabula anticipandone gli stati successivi… Una volta che avrà letto si renderà conto se il testo ha confermato o no la sua previsione… In finale della storia, non solo verifica l’ultima anticipazione del lettore, ma anche certe sue anticipazioni remote, e, in generale, pronuncia una implicita valutazione sulle capacità previsionali manifestate dal lettore nel corso dell’intera lettura». Chi non ha letto il testo di Eco potrebbe chiedersi dove sta il piacere di leggere un libro di cui si immagina già il finale, ma, a parte che anche dei Promessi Sposi si sa come va a finire, qui entrano in gioco le «passeggiate inferenziali». «Per azzardare previsioni che abbiano una minima probabilità di soddisfare il corso della storia, il lettore esce dal testo».
Elabora inferenze, va a cercare una probabile premessa analoga alla situazione descritta nel libro e la susseguente risoluzione: va insomma alla ricerca del TOPOS.
Nella situazione descritta all’inizio dell’articolo il Topos era quello dell’Arena, situazione molto comune nei Kolossal hollywoodiani degli anni ’50 e, trattandosi qui di lettori-ragazzi, nei cartoni animati ahimè giapponesi.
Abbiamo a questo punto, gli elementi per alcune osservazioni: anzitutto il meccanismo del librogame ricalca quello della letteratura popolare (il finale è anticipato già nell’introduzione ed i Topoi si succedono in maniera decisamente meccanica) in modo ancor più semplificato, possibile che sia solo questo?
Certamente no, andando avanti infatti nella lettura di Eco si parla di fabulae aperte e di fabulae chiuse, prototipo delle seconde sono i romanzi gialli, dove, per quanti colpi di scena si possano accumulare, la conclusione è definitiva; esempio delle prime sono nientemeno che Finnegans Wake, che è normalmente citato come «letteratura alta». Ma allora i nostri giochetti innocui sarebbero parenti, sia pure alla lontana, di Joyce ? Evidentemente, almeno per questo aspetto sì, visto che di possibili varianti della storia di base ce ne sono parecchie, come sa chiunque non si è accontentato di provare una sola strada per arrivare alla conclusione della vicenda. Allora, per concludere il discorso iniziato da Eco, se la massima ambizione di un romanzo come quello di Joyce poteva essere quella di avere «un Lettore Modello, così cooperativo da essere capace di farsi le sue fabulae da solo», questo con i librigame già avviene; anzi, come proclama la pubblicità di una di queste collane, «in questo libro l’Autore sei tu!». Avendo così, spero, fugato i pregiudizi di coloro che ritengono sbrigativamente i librigame un sottoprodotto della letteratura, possiamo cercare di vedere, sulla base dei parametri sopradelineati, quali debbano essere le caratteristiche di un prodotto dignitoso nell’ambito di questo genere. Anzitutto l’obiettivo non dovrebbe essere esclusivamente paramilitare: uccidere o essere ucciso, ma avere anche altre finalità (questo già accade per alcuni, ma le indicazioni di lettura seguiranno in altra occasione), non tanto per moralismo, quanto perché la «trama» diventerebbe pura «contabilità». L’intreccio dovrebbe prevedere anche un minimo di «inquadramento» storico-sociale in modo da evitare il massiccio ricorso a «fondali» stilizzati (il che puntualmente succede nei cartoni animati fatti a macchina, che sono poi l’Immaginario referente di queste storie).
I percorsi dovrebbero essere abbastanza numerosi (nei limiti della credibilità) e qualitativamente stimolanti, ma questo non riesce molto bene neanche a libri più serii. Si dovrebbe evitare, ma questo va contro la convenzione dei produttori, il fenomeno così frequente nella letteratura di «consumo» (cfr. Harmony), dell’assuefazione, che invece di invogliare il lettore a imparare qualcosa di più, che so, sul Medio Evo, in cui sono ambientati molti di questi libri, lo chiudano in una «monocultura» (ma questo è compito degli educatori).
 Il gioco
Partiamo sempre dal libro citato all’inizio, Tunnel e Troll, è evidente come il precedente storico di tutti questi libri sia Tolkien, per lo sfondo fantasy, e DUNGEONS & DRAGONS (3) per la meccanica del gioco.
Non è questa la sede per un discorso approfondito, vale però la pena di ricordare alcune caratteristiche del gioco, per le evidenti analogie con i librigame. Anzitutto D&D fa parte della schiera, in rapidissima espansione, dei giochi di ruolo, cioè quelli in cui un giocatore, nelle vesti di Master, governa il mondo in cui si svolge l’avventura e gli altri, di solito in gruppo, si muovono per raggiungere l’obiettivo prefissato.
Ogni personaggio giocatore deve assumere all’inizio dell’avventura il ruolo di un personaggio (mago, elfo, guerriero eco.) con le relative caratteristiche fisiche e morali; deve poi attrezzarsi come meglio crede (nei limiti delle sue capacità, anche economiche) e partire per l’avventura. Una partita può durare, a seconda dei livelli di gioco e del tipo di avventura, da alcune ore a una settimana o più, tutto dipende dall’abilità del Master di renderla interessante. Sono evidenti a questo punto le analogie (preparazione del personaggio, incontri, avventura, finale); ma anche le differenze. Anzitutto non sempre i librigame hanno tabelle per definire il personaggio: alcuni si limitano ad un paio di coefficienti (ad es. intelligenza, abilità) da
ottenere lanciando un dado; la sequenza degli incontri è meccanica e la loro risoluzione o avviene col solito dado o a seconda di una chiave (nodo) non funzionale al gioco, ma solo al percorso. Altra semplificazione: l’avventura è normalmente giocata in solitario (anche qui però ci sono eccezioni, ad es. la serie Faccia a Faccia e la serie Uno Sguardo Nel Buio della EL) e questo, assieme al meccanismo semplificato di scelta, consente dì arrivare al termine in un tempo variabile da tre minuti a mezz’ora (va detto però che questi sono i tempi di un adulto, io, che di solito si accontenta di uno solo dei percorsi possibili). Pare invece che i ragazzi siano stimolati anche a provare tutte le alternative, probabilmente per farne tesoro all’avventura successiva. Per analogia con la procedura seguita in precedenza, si impone anche qui, dal confronto col gioco, l’evidenziazione delle caratteristiche che distinguono positivamente un libro dall’altro. Fermo restando che la mia opinione personale è che il libro, in questo caso, sia assolutamente perdente rispetto al gioco, occorrerà previlegiare quei libri che abbiano un apparato di tabelle (per costruire il personaggio e per risolvere gli incontri) abbastanza completo.
Da previlegiare inoltre quelli che siano giocabili da più giocatori che interagiscono tra loro, insomma quelli più vicini al meccanismo dei role-playing.
L’informatica
Chi è riuscito ad arrivare fin qui si sarà certamente domandato perché mai stiamo tanto a perdere tempo con i libri e con i giochi quando, anche al bar, possiamo vedere stuoli di ragazzini che passano il pomeriggio sui videogames, che non sembrano poi essere tanto differenti e sicuramente più immediati ed accattivanti.
Ma non necessariamente sono i videogames il prodotto finale del nostro discorso e, per chiarirlo, facciamo un passo indietro (piccolo, trattandosi di una scienza giovane come l’informatica). Diceva Ted Nelson, nel 1967, che «un ipertesto è la combinazione di un testo in linguaggio naturale con la capacità del computer di seguire ìnter-attivamente, visualizzandone in modo dinamico, le diverse ramificazioni di un testo non lineare, che non può essere stampato convenientemente con un’impaginazione tradizionale» (4). A parte che nei librigame si è superato il problema numerando le situazioni, ritorna qui il concetto di opera aperta espresso da Eco, con l’aggiunta di quello che gli informatici chiamano diagramma ad albero; la novità degli ipertesti è data dal fatto che diventa possibile non solo gestire i percorsi, ma riorganizzare le connessioni.
L’utente può aggiungere o togliere elementi; avere una visione globale dell’insieme; ristrutturare l’opera semplicemente agendo sull’indice; mantenere attive più strade contemporaneamente sullo schermo (a sinistra l’eroe finisce nelle fauci di un drago, a destra sposa la principessa, o viceversa!). Come si vede un bel salto in avanti rispetto ai videogames, nonché la realizzazione pratica del proposito Joyciano: il cerchio, aperto con la letteratura, si chiude con l’informatica. Non ancora però: le applicazioni di cui sopra, pensate da Ted Nelson nel 1967, cominciano ad essere applicate in via sperimentale solo ora e su workstation lontane dall’uso domestico; per cui il referente informatico attualmente più vicino ai librigame, sono gli adventure-games. Il loro limite attuale, oltre a quello di essere quasi tutti in inglese (e più complicati da tradurre dei libri) è quello di usare un vocabolario estremamente limitato, lontano dal linguaggio naturale, tanto che, attualmente, per ricchezza narrativa sono decisamente inferiori ai libri. Questo potrebbe costituire la risposta al nostro interlocutore dell’inizio: la facilità di gioco (relativa, se si pensa che per risolvare un adventure possono servire settimane o mesi) va a scapito della struttura narrativa, in genere praticamente inesistente.
 Conclusioni

Si possono fare, a questo punto, due ordini di considerazioni, alcune a breve, altre a lungo termine, su cosa ci si può aspettare da un librogioco. Nell ‘immediato:

che inviti alla riflessione, non solo all’azione;

che approfondisca la scelta degli scenarii, corredandoli di elementi storici e non solo fantastici;
che postuli scelte di ruolo più complesse delle attuali;

che tali scelte siano determinanti ai fini dell’esito delle azioni;
che l’interattività si estenda a più giocatori;

che approfondisca la scelta degli scenarii, corredandoli di elementi storici e non solo fantastici;
che postuli scelte di ruolo più complesse delle attuali, che stimolino il lettore a costruirsi un suo finale o racconto (come già avviene per gli adventure-games).
Nel futuro, ipertesti permettendo, anche il lettore «tradizionale» potrà togliersi alcune soddisfazioni (ad es. nell’«Educazione sentimentale» di Flaubert*
– cosa sarebbe successo se M. me Arnoux si fosse
concessa subito a Federico?
– dove hanno sbagliato i personaggi di Federico e Deslauriers, che non sono riusciti a raggiungere, rispettivamente, l’amore e il potere?
– addirittura, cosa sarebbe successo invertendo i ruoli tra loro ?
o infine, come cambierebbe il romanzo giocando la partita dalla parte delle donne ?

Non pensate allora che ci siano sufficienti motivi di interesse per continuare a seguire ciò che si muove in questo settore ?

Paolo Giatti
Note
Moskowitz D.S.-St Andre K., Tunnel e Troll, l’amuleto dei Salkti, Oscar Mondadori, 1988p. 154
Eco U., Lector in fabula, Bompiani, 1979 pp. Ili e ss.
TSR, Dungeons & Dragons, gioco basico, distr. italiano Editrice Giochi, Milano
T.H. Nelson, cit. in Mauri G., Ipertesti-Mille percorsi del sapere, in Scuole & informatica, Armando editore, a. I n.2 sett. ott. 88, p. 16
Fonte: Commodore Gazette, a.III n.6, die.88, p.31-32

convegno, libri

Giornata di studi sul maestro Manzi

lunedì 25 maggio ore 15,30 – GIORNATA DI STUDI

NON È MAI TROPPO TARDI! – Giornata di studi sulla figura del maestro Alberto Manzi
Un affondo teorico da parte di testimoni, studiosi e ricercatori, per rendere omaggio alla figura del maestro Alberto Manzi (Roma 1924 – Pitigliano 1997), alla sua dedizione alla professione dell’insegnamento, alla competenza espressa nella sperimentazione didattica che ha aperto la strada ad un nuovo modo di fare scuola.
Interventi di Giulia Manzi (figlia del maestro); Giovanni Raminelli (insegnante, dirigente scolastico, collaboratore dell’Ufficio Scolastico Provinciale e cultore della storia locale); Giovanni Roncarati (Dirigente dell’Istituto Comprensivo n. 7 di S. Bartolomeo); un rappresentante del Centro Studi Alberto Manzi.
Coordina Angela Poli, responsabile della Sezione Ragazzi della Biblioteca Ariostea.
La giornata vede il momento di apertura alle ore 10,30 a San Bartolomeo (FE, Via Masi 114), con l’intitolazione dell’Istituto Comprensivo, all’illustre maestro, alla presenza delle autorità locali, di alcune classi delle scuole dell’Istituto Comprensivo, di una rappresentanza del Centro Studi Alberto Manzi di Bologna, e della figlia Giulia, che intratterrà adulti e bambini, presentando la “figura del maestro, con occhi di figlia”. Nella sede dell’Istituto saranno inoltre allestite per l’occasione due mostre: un percorso che espone elaborati degli alunni dell’Istituto e un percorso storico proposto dal Centro Studi.
A cura del Servizio Biblioteche e Archivi del Comune di Ferrara in collaborazione con Istituto Comprensivo n. 7 di S. Bartolomeo (Ferrara)
» martedì 26 maggio ore 17 – INVITO ALLA LETTURA
Francesco Scafuri – ALLA RICERCA DELLA FERRARA PERDUTA
Prefazione di Folco Quilici
(Faust Edizioni, maggio 2015, collana di Arte ‘Centomeraviglie’)
Con la partecipazione di prestigiose personalità del mondo culturale e associazionistico ferrarese
Sarà presente l’editore Fausto Bassini
L’atteso volume raccoglie la produzione giornalistica integrale, che lo storico Francesco Scafuri ha pubblicato sui quotidiani locali “il Resto del Carlino” e “la Nuova Ferrara”. Questi contributi, ampliati e aggiornati, condivideranno con il lettore sia l’esperienza della divulgazione delle vicende cittadine nel corso dei secoli, sia la ricerca documentaria che contribuisce ad arricchire la narrazione di immagini e particolari inediti e curiosi.
Potremo perderci nei giochi d’acqua della perduta magnificente fontana del Cortile Ducale; scambiare due parole con Annibale Borgognoni mentre sta fondendo la colubrina “Regina” per Ercole II d’Este; goderci un po’ di fresco davanti al Torrione quando ancora era merlato; inebriarci dell’odore straordinario del pane miracoloso di santa Caterina, nel convento del Corpus Domini; e potremo vedere uccelliere, grotte e labirinti paradisiaci che non esistono più, per poi entrare nella bottega di legno di uno dei tanti orefici in via Cortevecchia. E, ancora, potremo vivere gli ultimi istanti accanto al morente Federico da Montefeltro, quando esalò l’ultimo respiro in una stanza della nostra città che – adesso, per la prima volta – verrà svelata …
Luoghi centrali ma tutti da scoprire. Quartieri moderni con mille anni di storia. Un viaggio ‘controcorrente’, che è molto più di una guida di Ferrara perché unisce, al taglio giornalistico della narrazione, l’indagine archivistica e la rigorosa cura bibliografica.
A cura di Faust Editioni
» mercoledì 27 maggio ore 17 – CIBO, AMBIENTE, SALUTE
LE CINQUE DIETE MA-PI – Ne parla un allievo di Mario Pianesi
L’ultimo incontro del ciclo di appuntamenti dedicati al rapporto cibo-ambiente-salute, secondo la Macrobiotica Pianesiana è dedicato alle diete.
Il Prof. Pianesi ha ideato un sistema articolato in cinque regimi alimentari per il quale è fondamentale, oltre che la qualità degli ingredienti, la proporzione tra le diverse componenti nutrizionali. Studi clinici pilota hanno evidenziato l’efficacia di queste diete nella prevenzione e nella cura di patologie croniche non trasmissibili, quali obesità, ipertensione, diabete mellito di tipo 2 e sindrome metabolica.
A cura del Circolo Culturale “Un Punto Macrobiotico” di Ferrara
» giovedì 28 maggio ore 17 – INCONTRO CON L’AUTORE
Liliana Rampello – SEI ROMANZI PERFETTI Saggio su Jane Austen (Il Saggiatore 2014)
Introducono Paola Zanardi e Monica Farnetti
L’autrice identifica un nuovo tassello del percorso di conoscenza intrapreso dalla grande autrice inglese attraverso la lettura analitica dei suoi “sei romanzi perfetti”: “Ragione e sentimento”,”Orgoglio e pregiudizio”, “Mansfield Park”, “Emma”, “L’abbazia di Northanger” e “Persuasione”.
Personaggio, trama e spazio: tre snodi centrali dell’architettura del romanzo classico sono messi a fuoco a partire dalla più originale invenzione di Jane Austen, il romanzo di formazione femminile, in cui l’eroina tradizionale lascia il posto a una giovane donna protagonista del proprio destino.
Liliana Rampello, critica letteraria e saggista, ha insegnato Estetica all’Università di Bologna. Vive e lavora a Milano come consulente editoriale.
Tra le sue pubblicazioni, “La grande ricerca. Saggio su Proust” e “Il canto del mondo reale. Virginia Woolf La vita nella scrittura”. Ha inoltre curato la raccolta di saggi di Virginia Woolf, “Voltando pagina. Saggi 1904-1941”.
» venerdì 29 maggio ore 17 – LA DEMOCRAZIA COME PROBLEMA Ciclo di conferenze
Maura Franchi – SPAZIO PUBBLICO E SPAZIO PRIVATO
Riflessioni sulle forme della partecipazione nel tempo del web
L’idea moderna di democrazia assume la centralità dello spazio pubblico come luogo in cui si forma e si esprime l’opinione pubblica e si esercita il diritto alla partecipazione. Il rapporto tra lo spazio privato e lo spazio pubblico è segnato storicamente da una contrapposizione: il primo descritto come luogo degli interessi personali ed egoistici, il secondo considerato come spazio nobile che si staglia oltre gli interessi individuali e immediati. Una delimitazione etica che è venuta sgretolandosi con l’emergere della società degli individui, con le sue istanze di affermazione e di identità. Il web propone un ulteriore slittamento dei confini tra i due spazi: lo spazio privato si erode con la fine dell’intimità, lo spazio pubblico diventa uno spazio narrativo ed emozionale.
Quali sono le implicazioni degli slittamenti semantici dei concetti di pubblico e privato? Si può affermare che la rete trasformi la sfera pubblica? Con quali implicazioni per la democrazia?
A cura dell’Istituto Gramsci e Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara
biblioteca, conferenza

All’Ariostea dal 19 al 23 maggio

martedì 19 maggio ore 17 – INVITO ALLA LETTURA

Giuseppe Pietroni – OLTRE SPOON RIVER (Cerchi massimi e assoluti) (Edizioni Nuova COOP81, Rovigo, 2015)
Introduce l’Autore, Fausto Natali, responsabile Attività Culturali Servizio Biblioteche e Archivi del Comune di Ferrara
L’Antologia poetica edita cento anni dopo l’opera di Edgar Lee Masters, fornisce risposte a quesiti lasciati in sospeso dal poeta americano. Antologia del relativismo quella di Masters, del Positivismo quella dell’italiano. Lo specchio del XX secolo e la forza assoluta che deve permeare il presente tempo storico sullo sfondo di un neofuturismo sociale da rivedere e ritrovare.
L’antologia di Pietroni, formalmente simile a quella di Masters, contiene tutti gli elementi del creato, anche per questa “va oltre”.
Giuseppe Pietroni, nato a Milano, risiede nel Veneto. Ha pubblicato “Memorie e orizzonti”, “IL cosmo: la via del tempo” e “Canti del silenzio”.
In qualità di critico d’arte collabora con riviste in Italia e all’estero tra le quali “Il ponte italo-americano”, “Il club degli autori”, “Nuova Comunità”, “IL Simposiacus” e “Fiori del male”. Nella carriera del poeta veneto, quarantadue anni di attività, spiccano due importanti riconoscimenti: “Pioniere della Cultura Europea e Sommi Lauri di Roma ottenuti in Campidoglio”. La prima edizione, uscita nel 2010 e propulsione di quella definitiva, è stata definita “capolavoro della poesia moderna”.

» mercoledì 20 maggio ore 17 – VETRINA LETTERARIA
FARFALLE E SCORPIONI – Racconti e dipinti di Carla Sautto Malfatto (Este Edition, 2015)
Dialoga con l’autrice Riccardo Roversi
Questi quindici racconti, per la maggior parte premiati, sono delicati come ali di farfalla o pungenti come scorpioni, densi di vicende e personaggi delineati attraverso indagini psicologiche e ritmi espositivi molteplici. L’escalation narrativa che vi domina prende spunto dal quotidiano per sfociare in tematiche articolate e inattese, in cui realtà e surreale forgiano subitanee immagini e allegorie esistenziali, talvolta inquietanti. Nulla va dato per scontato: tra le pagine si aggirano “straniamenti” e si affacciano colpi di scena, alcuni destabilizzanti, felice esito dell’inesauribile labor limæ dell’autrice.
Carla Sautto Malfatto è scrittrice, poetessa, pittrice. Ha conseguito numerosi premi in concorsi nazionali ed internazionali, tra cui la Targa d’Argento della Presidenza della Camera dei Deputati per la poesia, la Medaglia del Senato per la narrativa, il premio “Terme di Salsomaggiore” 2002 per la pittura. Nel 2015, pubblica questa sua prima opera letteraria, con immagini di alcuni suoi quadri.
A cura di Este Edition Ferrara

» giovedì 21 maggio ore 17 – RITMI E MELODIE DELLA TRADIZIONE IBERICA
CANTIGA CARACOL – Silvia Cavalieri, voce; Vladimiro Cantalupi, violino; Agostino Ciraci, contrabbasso, Giovanni Tufano, chitarre e percussioni
Un repertorio musicale capace di ricreare atmosfere legate ai cicli della vita contadina, con il ritmo dei canti di lavoro, lo struggimento delle attese, il piglio beffardo dei contrasti amorosi, la dolcezza delle ninne-nanne e l’allegria della festa, insieme alla passione dell’impegno sociale dei brani di lotta politica.
Partendo da canzoni che provengono dalle zone più povere del Portogallo (arcipelago delle Azzorre compreso), utilizzando le testimonianze orali registrate da studiosi a partire dai primi anni Settanta, il campo di interesse dell’Ensemble si è poi esteso alle musiche tradizionali di altre aree della penisola Iberica – paesi Baschi, Andalusia, Catalogna – e al repertorio di quei cantautori che hanno saputo denunciare le violenze della dittatura fascista e che hanno raccontato la liberazione del Portogallo e la caduta dell’impero coloniale. Studi e frequentazioni che spaziano dal classico al popolare-etnico, hanno permesso ai quattro componenti del gruppo di fare una personale interpretazione di queste musiche, ancora troppo trascurate, specie in Italia.

» venerdì 22 maggio ore 17 – IL PRESENTE REMOTO IV – CICLO DI CONVERSAZIONI ETNO-ANTROPOLOGICHE
A CURA DI ROBERTO RODA – ORLANDO, FURIOSO FRA LE NUVOLE
L’influenza che il Furioso ariostesco ha avuto nella letteratura di genere fantastico e fantascientifico, scritta e disegnata, è stata davvero enorme. L’Orlando Furioso è diventato fra XIX e XX sec. un modello ampiamente praticato e persino abusato per romanzieri, illustratori, disegnatori di fumetti. In attesa delle celebrazioni ariostesche del 2016, per ricordare i 500 anni dell’Orlando Furioso, la conversazione chiarirà alcuni degli insospettabili debiti che la narrativa popolare contemporanea di genere intrattiene con l’Ariosto.
Al termine della conversazione alla Biblioteca Comunale Ariostea saranno donate due opere d’arte: la tavola originale del racconto l’”Orlando Ritornato” di Carlo Cianferoni, autore delle strip del Garage Diabolico; e una incisione di tema cavalleresco dello scomparso artista Bruno Vidoni. Saranno presenti i donatori Carlo Cianferoni e Marina Ferriani vedova Vidoni.
A cura di Centro Etnografico Ferrarese

» sabato 23 maggio ore 11 – INAUGURAZIONE MOSTRA
IL GUSTO NEI LIBRI – Ricettari e usi gastronomici tra gli scaffali della biblioteca Ariostea
Le tematiche relative al cibo e all’alimentazione, quest’anno al centro dell’interesse grazie all’Expo di Milano, ci hanno fornito il pretesto per far conoscere un’altra parte delle preziose e sorprendenti raccolte antiche e moderne della biblioteca.
Oltre ai ricettari veri e propri, saranno esposti i manuali di medicina con le indicazioni dietetiche, i trattati di agricoltura sulle coltivazioni e sugli allevamenti degli animali, ecc. Non mancheranno riferimenti su alcuni prodotti tipici ferraresi: la salama da sugo, il pane, la zucca, ecc.
Inaugurazione sabato 23 maggio alle ore 11
La mostra sarà visitabile in Sala Ariosto sino al 30 luglio
A cura di Arianna Chendi e Angela Poli, Servizio Biblioteche e Archivi del Comune di Ferrara
fantascienza

Premio Italia

Si è conclusa a Bellaria la 41a edizione dell’Italcon, la maggiore manifestazione del fandom italiano rinata a nuova vita da quando si è unita ad altre importanti manifestazioni quali la Sticcon e le Conventions degli amici di Star Wars, ritrovando i grandi numeri di partecipazione, mai alti come quest’anno, che sembra abbia raggiunto il terzo posto tra le presenze di ogni tempo. Ospite d’onore dell’Italcon lo scrittore Norman Spinrad, numerosissime le tavole rotonde, le proiezioni, le presentazioni, in un programma come sempre sapientemente assemblato dal direttore artistico Armando Corridore.
In occasione della Italcon, nella serata del sabato, vengono anche consegnati i Premi Italia, riconoscimento molto ambito, soprattutto nell’ambito del fandom, premi ai quali si sono aggiunti, in ricordo di due grandi protagonisti della scena del fantastico che ci hanno lasciati prematuramente, il Premio Vegetti, premio di qualità assegnato alle migliori opere di saggistice e narrativa, e il Premio Lisiero, assegnato a personaggi che si sono distinti nel mondo del fantastico.
Riportiamo l’elenco dei Premi Italia assegnati per le categorie professionistiche quest’anno:
Illustrazione di artista italiano: Franco Brambilla
Curatore: Luigi Petruzzelli
Traduttore: Annarita Guarnieri
Collana: Urania, Mondadori
Rivista professionale: Inside Star Trek Magazine, Ultimo Avamposto
Saggio in volune: Guida alla letteratura horror di Catalano, Chiavini, Pizzo e Tetro, Odoya
Romanzo di autore italiano: Oltre il cielo di Renato Pestriniero, Della Vigna
Romanzo di autore italiano, Fantasy: L’artiglio di fuoco di Adriana Comaschi, Domino
Antologia di autori italiani: Tutti i mondi di Mondo 9, di Dario Tonani, Delos Books
Racconto italiano su pubblicazione professionale: Né la prima volta né l’ultima, Claudio Chillemi, Delos Digital
Articolo su pubblicazione professionale: Maledettissimi UFO!, Donato Altomare, Della Vigna
Romanzo internazionale: Roma eterna di Robert Silverberg, Elara
Fumetto di autore italiano. Dimentica il mio nome, Zerocalcare, BAO
Film fantastico: Interstellar, Christopher Nolan
Serie televisiva: Doctor Who, Stephen Moffat.

I votanti per questa edizione sono stati 271, la categoria che ha riportato più voti è quella della Rivista Professionale, con 252 voti complessivi, quella meno votata la caterogioria Romanzo italiano fantasy, con 161 voti validi.
Non riportiamo i vincitori nelle categorie amatoriali, se non per rilevare una curiosità: la World Sf, nata in origine come associazione internazionale dei professionisti del fantastico, non solo sopravvive solo in Italia, ma, bizzarramente, ha riportato due vittorie nelle categorie amatoriali, con il suo bollettino Web e con il premio per il Fan alla bravissima Rosaria Leonardi, segretaria della World.
Congratulazioni e auguri a tutti.

Il Catalogo Elara collana per collana:
Le Opere di Clifford D. Simak

I nostri vecchi lettori, quelli che affettuosamente chiamiamo i Bradipi, erano abituati fino a una decina di anni or sono a un profluvio di comunicazioni cartacee, all’invio di catalogi e Notiziari, a tutta una serie di sollecitazioni che purtroppo appartengono ormai al passato.
Gli enormi aumenti delle tariffe postali, i tempi di consegna, i costi di produzionee i tempi di lavorazione dei metodi tradizionali di promozione e informazione del e sul libro, confrontati con la velocità e la rapidità ed elasticità di gestione del metodo elettronico, hanno decretato lo spostamento a quest’ultimo metodo d’informazione, decisione rafforzata dallo sviluppo epocale di questi ultimi anni, nei quali c’è stato un ricambio generazionale di quasi l’80% del vecchio pubblico del fantastico, un ricambio necessario per la sopravvivenza di una letteratura che solo nel rinnovamento può conservare e allargare il proprio bacino, ma comunque un po’ traumatico per i molti che erano abituati ai vecchi sistemi.
Le comunicazioni cartacee esistono ancora, ma sono molto rarefatte, e comunque riservate a quella piccola percentuale di vecchissimi lettori che non navigano in Internet, ai quali siamo comunque affezionati e che non possiamo trascurare.
Il Catalogo Generale però si trova esclusivamente on line, continuamente aggiornato, nel sito http://www.elaralibri.it, ma forse qualcuno vorrebbe ancora disporre di una copia cartacea sintetica e aggiornata.
Detto che si può scaricare tutto il catalogo, con i suoi quasi 300 titoli, da Internet, e stamparselo a propria immagine, comodità e somiglianza, abbiamo pensato di riproporlo, in questo periodo nel quale molte cose stanno cambiando e che per molti nuovi lettori è il momento nel quale possono mettersi al passo con quanto avevano perduto per il rimediabilissimo e veniale peccato di eccessiva gioventù, in questa Newsletter, per i più distratti, i più confusi, i più pigri, e comunque per tutti coloro che ci seguono.
Ogni iniziativa dipende sempre dall’interesse che suscita nei lettori, e dai risultati: così non siamo certissimi di completare l’operazione, dipenderà dai segni di consenso che ci darete. Iniziamo comunque dalla collana dedicata al più grande scrittore di fantascienza e del fantastico di ogni tempo, Clifford D. Simak, che riprenderà presto, e che finora ha visto la pubblicazione di 11 volumi.

http://www.elaralibri.it

autori, conferenza

90 anni di “Ossi di seppia”

lunedì 11 maggio ore 17 – LA COMPAGNIA DEL LIBRO

MUSICA PER UN UROBORO AVVINGHIATO A UN GHEPARDO ROSA – Libro di poesia a quattro voci
Alberto Amorelli, Isabella Bertasi, Eleonora Cinti e Matteo Pazzi presentano un volume che vuole essere un incrocio fra un dialogo a quattro voci e un primo esperimento di poesia “collettiva”.
Sotto l’insegna dell’ Associazione Gruppo del Tasso – La Compagnia del libro, il testo prende avvio con un grido (di disperazione? di rabbia? di ribellione?) messo in scena da un certo John Doe. Chi è John Doe? Nel mondo statunitense è il nome attribuito ai cadaveri di cui non si riesce a definire l’ identità. Nel caso di Amorelli, Bertasi, Cinti e Pazzi è un primo passo verso un “oltre-mura” di cui si vuole divorare ogni respiro.
Il libro si compone di quattro sezioni, ognuna di esse costituita da quindici poesie, ad opera di ciascun autore. Gli stili poetici diversi cozzano e si amalgamano fra di loro come un uomo ritratto in un quadro che all’ improvviso prende vita e, dopo mille sacrifici, riesce a spezzare la cornice del dipinto e a fuggire via. Un volume “anno zero” al quale, probabilmente, seguiranno altri sempre accompagnati dalla spinta propulsiva del Gruppo del Tasso.
In collaborazione con L’associazione Culturale Il gruppo del Tasso di Ferrara

» martedì 12 maggio ore 17 – ANNIVERSARI
OSSI DI SEPPIA – Nel novantesimo della pubblicazione dell’opera in versi di Eugenio Montale
Conferenza di Gianni Venturi e Fiorenzo Baratelli
“Ossi di seppia” è opera sulla cui nascita non esistono documenti formali e testimonianze dirette da parte di Eugenio Montale. Il tempo ne farà uno dei libri più importanti della poesia italiana (ma non solo) e del ventesimo secolo. La prima raccolta viene pubblicata nel 1925 a Torino per le edizioni curate da Piero Gobetti di “Rivoluzione liberale”, uno scarno libretto scelto dalle numerose pubblicazioni antecedenti questa data che pur tuttavia non ha la stessa coerenza da “canzoniere” delle opere posteriori. Ma gli “Ossi” rimarranno nella cultura europea, anche rispetto alle opere della maturità, come “Le occasioni” o “La bufera”, per citare gli esempi sommi della sua poesia, il suo libro più amato e nuovo nel panorama della cultura e della poesia italiane. Paesaggio come “correlativo oggettivo” di una vicenda tutta personale, straordinaria capacità di “sentire” le voci nuove della poesia e della pittura (non si dimentichi che l’incontro fondamentale con de Pisis avviene at torno al 1920, anno a cui datano gli inizi della prima sezione degli “Ossi”). La stessa lezione e volontà di scarnificare un lessico che si fa “scabro ed essenziale” prende le mosse da una attenzione acutissima alla lezione dell’immaginifico D’Annunzio ma anche da Pascoli di cui coglie le prime caratteristiche della modernità. La stessa pubblicazione molto ci dice sul clima culturale a cui Montale aderisce e si pensi alla fondamentale ripercussione nella sua Liguria della grande opera promossa a Torino da una rivista come “Rivoluzione liberale” fondata da Gobetti nel 1922 che lo invita a pubblicare per quelle edizioni. La proposta che i due relatori vogliono formalizzare è non solo quella di riproporre storicamente il clima in cui si forma e nasce la poesia di “Ossi di seppia” ma spingere di nuovo alla lettura di un testo a entrambi carissimo in grado di riservare a chi si accinge a leggerlo per la prima volta, il privilegio di una affascinante iniziazione a uno dei libri pi ù belli della nostra tradizione letteraria.
A cura dell’Istituto Gramsci e Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara

» mercoledì 13 maggio ore 17 – LA COMPAGNIA DEL LIBRO
COE E HORNBY: LA NEW WAVE INGLESE – Letture e analisi di Sabina Zanquoghi, Linda Morini, Alberto Amorelli e Silvia Lambertini
La Compagnia del Libro dedica un incontro alla letteratura inglese attraverso la presentazione di due autori contemporanei e quasi coetanei Jonathan Coe e Nick Hornby, che rappresentano davvero la nuova corrente letteraria inglese.
Nick Hornby classe ’57, scrittore e sceneggiatore inglese che vive ad Higbury, quartiere a Nord di Londra. La sua fama comincia con “Febbre a 90°” libro autobiografico del 1992 cui sono seguiti i romanzi di grande successo “Alta fedeltà”, “Un ragazzo”, “Come diventare buoni” e “Non buttiamoci giù”. Nel 2002 ha pubblicato “31 canzoni”, raccolta di saggi su 31 canzoni e album da mostri sacri come Bruce Springsteen e Bob Dylan ad artisti del circuito indipendente come Ani Di Franco, da artisti pop da classifica come Nelly Furtado, a canzoni note soltanto a Hornby stesso. L’ultimo suo lavoro pubblicato da Guanda nel 2014 è “Funny Girl”, molti libri di Hornby sono diventati dei film di successo.
Nato a Birmingham nel 1961, Jonathan Coe, dopo l’esordio nel 1987, pubblica numerosi libri, tra cui “La Casa del Sonno”, “La Banda dei Brocchi”, “Circolo Chiuso” “La Pioggia Prima che Cada”, “Expo 58”. i suoi libri contengono spesso una preoccupazione per le questioni sociali, anche se generalmente espressa in modo umoristico nella forma di satira. Il contesto storico e politico in cui si svolgono i suoi romanzi non è mai un semplice scenario di sfondo ma è trattato dettagliatamente. Di particolare rilievo è il suo affresco dell’Inghilterra degli ultimi trent’anni.
In collaborazione con Associazione Culturale Il gruppo del Tasso di Ferrara

» giovedì 14 maggio ore 16,30 – ANATOMIE DELLA MENTE 2015
ALBERT SCHWEITZER CINQUANT’ANNI DOPO – Un musicista, filosofo, medico che ha ancora molto da insegnare
A cura di Stefano Caracciolo
Albert Schweitzer, Nobel per la pace nel 1952 per la straordinaria opera come medico missionario in Africa, fu anche organista interprete di Bach, musicologo, teologo, filosofo, scrittore, conferenziere, fervente pacifista. Pioniere della medicina in Africa, fu creatore di un ospedale e di un lebbrosario – impresa per la quale fu definito da Albert Einstein “il più grande uomo vivente”.
Morto nel 1965 su suolo africano, il “dottore bianco” (bianco di pelle e di abito) veniva pagato in natura dai suoi pazienti: pollame, capre, maiali. Lui, rigorosamente vegetariano, distribuiva i “pagamenti” a chi più ne aveva necessità. Non fu semplicemente una vita illustre che il mondo ebbe la fortuna di avere e di conoscere. Fu una mente libera e protesa verso il prossimo che abbandonò un futuro certo e prestigioso in patria per convogliare tutto se stesso nelle zone dimenticate.
In collaborazione con Sezione di Psicologia Generale e Clinica della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Ferrara

» venerdì 15 maggio ore 17 – LA DEMOCRAZIA COME PROBLEMA
Giuliano Sansonetti – DEMOCRAZIA E LAICITÀ
La laicità indica un atteggiamento critico e antidogmatico che, partendo dal presupposto secondo cui non si può pretendere di possedere la verità più di quanto ogni altro possa pretendere, si ispira ai valori del pluralismo, della libertà e della tolleranza e quindi al principio dell’autonomia reciproca fra tutte le attività umane. In questo senso si parla di laicità con riferimento allo Stato democratico, ossia a un tipo di ordinamento che, prendendo atto della varietà delle opinioni e delle credenze, ritiene che lo Stato debba praticare una rigorosa neutralità in materia di ideologia e di fede. Ciò non significa tuttavia contrapporre laicità e religione. Una laicità ben intesa deve infatti difendere la libertà religiosa, in quanto non è indifferente o ostile al contributo che anche le culture religiose possono offrire alle società pluraliste; questione c he – com’è evidente – torna ad essere di drammatica attualità nel mondo contemporaneo.
A cura dell’Istituto Gramsci e Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara
Viaggi

Un reporter della belle époque in Brasile

In viaggio con il conte Ferruccio Macola.

Un reporter della belle époque tra miserie e speranze nell’epopea dell’emigrazione.

“Uno sportsman che sospira cose e paesi nuovi”, alla scoperta di un mondo tanto incomprensibile, quanto straordinariamente esotico.

 

 

ALLA CONQUISTA DEL BRASILE

1893 – Sulla rotta degli emigranti

 

Autore: Ferruccio Macola

 

ISBN 978-88-940330-3-8

 

 

In quarta di copertina:

Fuori delle stazioni, restaurants improvvisati portanti nomi italiani, spropositati, ma pieni di buone intenzioni. Accomodate dietro a piccoli banchi, contadine dal tipo veneto e ragazzi dietro assolutamente nostri, vendevano aranci e limoni, gridando la merce, come nelle sagre di campagna, senza curarsi di usare, almeno per pudore, un tantino di brasiliano per quanto contraffatto. L’illusione diventava allora completa.

Fra i passeggeri, il tipo più comune, che scendeva, montava, spariva, si rinnovava, chiacchierava, o dormiva, era quello del fazendero. Cappello di feltro basso, giacca larga, panciotto con tanto di catena d’oro, calzone chiaro e un grande ombrello fra le mani; faccia rossa un po’ abbrustolita dal sole, e barba grigia, quasi bianca, in contrasto col vigore ancora giovanile dell’organismo. Spedire caffè, ricevere lavoratori, contrattare, fare qualche acquisto, e spingersi a Rio o a San Paolo per lasciare nelle case da gioco le larghe banconote da 200.000 reis, ecco le cause di quell’andirivieni quotidiano lungo la linea, che segna l’arteria principale del movimento brasiliano.

 

Grazie dell’attenzione.

 

http://www.mnmprintedizioni.com/

http://www.mnmprintedizioni.com/1/anteprima_novita_2015_3974609.html

https://www.facebook.com/mnmprintedizioni

 

info: 320.0455634

 

storia

Manuale di storia per licei

Annunciamo l’uscita di un nuovo manuale di storia per i Licei

Una storia globale. Storia, economia e società
di Vera Zamagni, Germana Albertani, Carlo De Maria, Tito Menzani

Mondadori Education – Le Monnier Scuola
La scheda editoriale è disponibile a questo link

Pensato per il 2° biennio e il 5° anno dei Licei,
il manuale si articola in tre volumi:
1. Dal Medioevo all’Età moderna
2. Dall’Età delle rivoluzioni alla fine dell’Ottocento
3. Il Novecento e oggi

A ciascun volume è abbinato un Atlante di Geopolitica, demografia, economia e ambiente

Ecco le principali caratteristiche dell’opera:

  • Una storia globale, grazie ai tanti fili che collegano l’Italia e l’Europa al resto del mondo e agli Atlanti abbinati ai tre volumi.
  • Una storia dove le idee e le persone sono alla radice dei cambiamenti della società e delle istituzioni: l’autonomia come motore della storia.
  • Un’attenzione particolare alle grandi svolte della storia, per comprenderne le conseguenze di breve, medio e lungo periodo.
  • Una presentazione agile e chiara dell’evoluzione della dimensione economica, dei suoi strumenti e della sua importanza sulla vita sociale e civile.
  • Un’introduzione alla storia delle istituzioni politiche.
  • Tra i tanti materiali digitali: video biografici sui principali personaggi storici e filmati d’epoca, oltre a lezioni multimediali per ripassare e verificare.

Per maggiori informazioni si rimanda al sito di Mondadori Education

In collaborazione con l’editore, Clionet è disponibile a presentare il manuale nelle scuole e a partecipare all’organizzazione di corsi di aggiornamento per insegnanti.

Argomenti vari

Archivio Comunicazione

Apre al pubblico il Museo dello CSAC
Centro Studi e Archivio della Comunicazione
dell’Università di Parma

Dal 23 maggio 2015

CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione
Abbazia di Valserena

Strada Viazza di Paradigna, 1 (Parma)

 

Sabato 23 maggio aprirà al pubblico nell’Abbazia di Valserena, a pochi chilometri da Parma, il Museo del Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università (CSAC), che raccoglie e conserva materiali originali della comunicazione visiva, della ricerca artistica e progettuale italiana a partire dai primi decenni del XX secolo. Uno straordinario patrimonio di oltre 12 milioni di pezzi suddivisi in cinque sezioni: Arte (oltre 1.700 dipinti, 300 sculture, 17.000 disegni), Fotografia (con oltre 300 fondi e più di 9 milioni di immagini), Media (7.000 bozzetti di manifesti, 2.000 manifesti cinematografici,  11.000 disegni di satira e fumetto e 3.000 disegni per illustrazione), Progetto (1.500.000 disegni, 800 maquettes, 2000 oggetti) e Spettacolo (100 film originali, 4.000 video-tape e numerosi apparecchi cinematografici antichi), a cui si aggiungono gli Archivi della Moda, che riuniscono una collezione di circa 70.000 pezzi tra figurini, disegni, schizzi, abiti e riviste.

Lo CSAC, fondato nel 1968 da Arturo Carlo Quintavalle e in seguito diretto da Gloria Bianchino, dal 2007 ha sede nella Abbazia cistercense di Valserena, tradizionalmente identificata come la stendhaliana “Certosa di Parma”. Gli spazi dell’abbazia sono stati oggi rinnovati attraverso un importante progetto architettonico promosso e sostenuto dall’Università di Parma.

A partire dal 23 maggio, lo CSAC si propone però soprattutto come un nuovo spazio multifunzionale, una macchina viva dove si integrano un Archivio, un Museo e un Centro di Ricerca e Didattica, con una partecipazione attiva da parte della comunità scientifica e del circuito dei ricercatori, dei dottorandi e degli  studenti.

Una formula unica in Italia, che mantiene e potenzia le attività sino ad ora condotte di consulenza e di supporto all’istruzione universitaria con seminari, workshop e tirocini, di organizzazione di mostre e pubblicazione dei rispettivi cataloghi (oltre 120 dal 1969 ad oggi), e di prestito e supporto ad esposizioni in altri musei (tra quelli internazionali citiamo il MoMA di New York, il Centre Pompidou di Parigi, il Tokyo Design Center e il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia di Madrid).

Il percorso espositivo del nuovo Museo, attraverso gli spazi della grande Chiesa cistercense, della Sala delle Colonne e della Sala Ipogea e della Corte delle sculture, rappresenterà la complessità e la ricchezza delle collezioni dell’archivio con oltre 600 opere in mostra.

Le sedici sezioni dell’esposizione saranno dedicate a temi che faranno emergere la complessa natura di questo Archivio/Museo, attraverso le interazioni trasversali delle sue collezioni: dall’Arte  alla Moda, dal Design alla Fotografia, dall’Architettura alla Pubblicità fino al Disegno della satira, con opere e progetti, solo per citarne alcuni, di Lucio Fontana, Giorgio Armani, Gianfranco Ferré, Achille Castiglioni, Nizzoli e  Bellini per Olivetti, Man Ray, Luigi Ghirri, Dorothea Lange, Giò Ponti, Pier Luigi Nervi, Giuseppe Samonà, Armando Testa, Tullio Pericoli, Vincino.

Chiude questo percorso la mostra monografica dedicata alla cultura figurativa e progettuale degli anni ’60 e ’70 con opere di artisti entrate nelle collezioni dello CSAC sin dai primi anni di attività, come quelle di Enrico Baj, Mario Ceroli, Luciano Fabro, Emilio Isgrò, Enzo Mari, Giulio Paolini, Michelangelo Pistoletto, Mario Schifano, Ettore Sottsass, Emilio Tadini.

La Sala delle Colonne espone il lavoro di raccolta e studio delle opere conservate nell’archivio della Sezione Arte con un percorso cronologico dai disegni di Mario Sironi alla Poesia Visiva, insieme a documenti progettuali e di lavoro. Ai visitatori sarà offerta anche la possibilità di consultare, su prenotazione, i materiali degli archivi conservati nelle aree dell’Abbazia non aperte al pubblico

La Sala Ipogea, introdotta da Il Sentimento della Rivoluzione di Fausto Melotti, integra l’itinerario della scultura creato nella corte dell’Abbazia, che comprende numerose sculture di grandi dimensioni.

Il nuovo CSAC è dotato di servizi di accoglienza e ospitalità, come un bistrot e una foresteria allestita in quelle che un tempo erano le celle dei monaci.

Sarà presente anche un bookshop dove sarà possibile acquistare i cataloghi delle mostre che lo CSAC ha realizzato a partire dal 1969.

Lo CSAC ha in programma progetti didattici per le scuole primarie e secondarie, iniziative speciali per i visitatori e aperture straordinarie con eventi a tema.

CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione
Università di Parma
Abbazia di Valserena
Strada Viazza di Paradigna, 1

Apertura al pubblico da sabato 23 maggio 2015

Orari:
mercoledì, giovedì, venerdì dalle 10 alle 14
sabato e domenica dalle 10 alle 19

Ingresso:
10 euro
Riduzioni per gruppi, giovani sotto i 18 anni, studenti, docenti e persone con disabilità.
Gratuità per i bambini sotto i 12 anni. 

Per informazioni al pubblico
www.csacparma.it
info@csacparma.it
+39 0521 033652

Arte

Buffet di libri al MAR

Il Bel Paese. Dal Risorgimento alla Grande Guerra, dai Macchiaioli ai Futuristi

fino al 14 giugno 2015

appuntamenti al MAR (Ravenna, Via di Roma 13):
Buffet di Libri
Un caffè, un thè, una consumazione nella caffetteria del MAR per ricevere in omaggio un libro d’arte.
Dall’8 maggio a sabato 30 maggio, nei pomeriggi di venerdì e sabato dalle ore 15 alle 18, si potrà usufruire di un’occasione unica per arricchire la propria biblioteca personale con volumi editi dal museo che documentano l’attività espositiva organizzata e allestita dagli anni Ottanta ad oggi .
L’iniziativa è resa possibile grazie ai volontari che aderiscono al progetto “Laboriosamente”, gestito dall’Assessorato ai Servizi Sociali e Volontariato del Comune di Ravenna.
La notte dei Musei al MAR sabato 16 maggio la mostra Il Bel Paese. Dal Risorgimento alla Grande Guerra, dai Macchiaioli ai Futuristi è aperta straordinariamente fino alle 21 (la biglietteria chiude alle 20) con ingresso dalle 19 alla mostra a €7 e omaggio alla Pinacoteca.

In programma anche una Serata aperitivo, alle 19, che prevede l’aperitivo nella splendida terrazza della Loggetta Lombardesca e la visita guidata alla mostra (ingresso con aperitivo e visita guidata €17, su prenotazione).


Serata aperitivo
fino al 12 giugno 2015
Ingresso venerdì sera con aperitivo e visita guidata €17 su prenotazione
la visita guidata ha una durata minore, di circa un’ora, per permettere la consumazione dell’aperitivo
Genitori & Bambini
Tutti i sabati pomeriggio alle 16.00 proseguono gli appuntamenti Genitori & Bambini dedicati alla mostra. La Sezione didattica propone visite guidate e laboratori per bambini dai 5 anni con le loro famiglie. Ogni appuntamento è articolato in un breve percorso guidato in mostra per proseguire poi nelle sale del laboratorio didattico dove genitori e bambini insieme potranno realizzare, sotto la guida di esperti operatori, le loro originali opere d’arte ispirandosi alle creazioni degli artisti
su prenotazione tariffa bambini € 3, tariffa adulti €7.
Visite guidate
Tutti i sabati e le domeniche alle 16.30
su prenotazione tariffa unica €14
La mostra:
Il Bel Paese: dal Risorgimento alla Grande Guerra, dai Macchiaioli ai Futuristi, a cura di Claudio Spadoni è promossa dal Comune di Ravenna, dall’Assessorato alla Cultura e dal Museo d’Arte della città, con il generoso sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna. Un lungo ed avvincente itinerario negli straordinari scenari della nostra terra, così come sono stati visti e reinterpretati dai più grandi artisti italiani del tempo: Balla, Bianchi, Boccioni, Boldini, Caffi, Carrà, Cremona, De Nittis, Depero, Fattori, Fontanesi, Guaccimanni, Induno, Lega, Michetti, Morbelli, Palizzi, Pelizza da Volpedo, Previati Russolo, Segantini, Signorini, tra i tanti.
Prenotazioni
tel. 0544-482487
dal mar al ven 10-12
Mar e gio 10-12 e 15-17
Ingresso mostra:
intero €9, ridotto €7,
visita guidata sabato e domenica alle 16.30 €14
serata aperitivo €17