libri

Piangi pure

Di Lidia Ravera avevo letto solo “Porci con le ali” e qualche articolo sul suo blog. Casualmente, in biblioteca, mi sono vista sotto gli occhi il suo ultimo romanzo “Piangi pure”, come se fosse lì apposta perché  lo leggessi e così ho fatto. Ne avevo sentito parlare,  ma non mi era certo passata per la mente l’idea di comprarlo. Adesso che l’ho terminato da poco, devo dire che questa storia di tre donne mi ha coinvolto più di quanto pensassi,  a tratti mi ha anche emozionato, fatto riflettere e divertire parecchio. Lidia Ravera parla del suo libro, molto meglio di quanto possa fare io, in questo articolo: http://www.repubblica.it/rubriche/passaparola/2013/06/12/news/piangi_pure-60940456/

Io posso solo aggiungere che questo romanzo  mi è piaciuto anche perché ha saputo mettere  in evidenza, con profonda sensibilità, un sentimento che mi è particolarmente caro,  essendo ben presente in me in questi ultimi anni: la tenerezza. Un sentimento tipico forse della vecchiaia o almeno  di quelli che la sanno  dimostrare e ben  gestire.

Prima di riconsegnare il libro in biblioteca, le riporto un paio di brani che non ho potuto ovviamente sottolineare,  ma che mi fa piacere riscrivere per meglio ricordarli:

“La sincerità è l’unica forma di fascino alla portata della donna anziana. Pochi possono permettersela, ma lei sì…. Può permettersi di essere sincera perché non ha quasi niente da perdere. Spesso niente del tutto. Può accettare il rischio di essere considerata sgradevole, di essere evitata o derisa. L’odio è una funzione dell’invidia, E quando sei vecchia non ti invidia più nessuno. Il peggio che ti può succedere è di essere ignorata. Ma quello ti succede comunque. Quindi la verità puoi dirla. Puoi dire tutto quello che pensi. E pensare senza censure.”

E poi le riporto questa breve conversazione  fra i due protagonisti principali  Carlo e Iris:

“ Hai avuto un tale orrore della vecchiaia che ti ci sei buttata a capofitto. Molto prima del tempo. L’hai anticipata…Ti sei fatta da parte. Ti sei caricata di rinunce, di silenzio, di espiazione. Hai scansato il piacere.”

“ E adesso? Che cosa devo fare adesso…chiedere i tempi supplementari?”

“ Adesso è un bene. Ti ritrovi una intatta riserva di vita non vissuta. E’ venuto il momento di godertela!”

    Ho trovato questa conversazione di una tenerezza incredibile, un vero inno alla vita, gioioso e commovente insieme,  se penso che la scrittrice ha voluto mettere in bocca queste parole ad un’anziana signora di 79 anni e ad un suo coetaneo prossimo alla morte. 

Paola Paganelli

 

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