sociologia

Pareto

A partire da Weber e Pareto, i sociologi della prima metà del novecento appaiono disillusi circa le possibilità della ragione di costruire un modo migliore.

Karl Mannheim (1893 - 1947)Karl Mannheim (1893 – 1947)

Tra questi, oltre a Pareto, secondo il quale buona parte delle azioni compiute dagli uomini sono non-logicheintendendo per logiche quelle che uniscono in modo razionale «i mezzi ai fini», e quelle in cui il fine soggettivo coincide con quello oggettivo – si può citare Robert Michels – un elitista, come Pareto – il quale evidenziò tra i primi i limiti della rappresentanza democratica, attraverso un’analisi della progressiva autonomizzazione delle oligarchie di partito dalla base e lo sviluppo di una cultura d’élite in conflitto con gli interessi dei rappresentati; e Karl Mannheim, che travolse il mito positivista della scienza neutrale, evidenziando come ogni teoria in campo sociale fosse ideologica, cioè parziale e orientata alla difesa di determinati interessi a danno di altri.

 

Le azioni non-logiche e la teoria della circolazione delle élite

Il marchese di Salina: se vogliamo che tutto rimanga com'è, bisogna che tutto cambi Il marchese di Salina: se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi

La riflessione di Pareto inizia con l’osservazione che, dal punto di vista di chi agisce, le azioni appaiono logiche, perché le persone tendono a giustificarle con motivazioni razionali. Ad un esame obiettivo, esse però rivelano la mancanza di consequenzialità tra fini e mezzi:

Per i marinai greci, i sacrifizi a Posidone e l’azione di remare erano mezzi egualmente logici per navigare […] Gli uomini hanno una tendenza spiccatissima a dare una vernice logica alle loro azioni.

Secondo Pareto gli studiosi di politica e di scienze sociali hanno trascurato le azioni non-logiche e si sono concentrati su quelle logiche o sulle razionalizzazioni degli individui. Se si vogliono capire gli equilibri sociali effettivi, è però necessario studiare le azioni non-logiche. Pareto ritiene che la spinta principale all’azione venga da quelli che chiama residui, che sono istinti ereditati su base biologica e determinano l’inclinazione umana a fare accostamenti e combinazioni, a riunirsi e vivere in società, a manifestare con il comportamento i propri sentimenti, ad appropriarsi di ciò che è utile ecc.. Intorno ai residui si aggregano i principi di giustificazione, individuati nei sentimenti, nell’autorità, ecc. che Pareto chiama derivazioni. Questo, in sintesi, è il meccanismo di formazione delle azioni non-logiche, la gran parte delle azioni umane, prodotte in modo difforme a procedure razionali ideali.

estratto da : http://gabriellagiudici.it/pareto/

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