Primo piano

Le origini del caos

9) Un elemento assai importante del caos è stata la crescita di ciò che i suoi sostenitori, soprattutto nel mondo finanziario, chiamano la “nuova economia” – un’economia che contempla la disoccupazione permanente, la mancanza di investimenti sociali, una riduzione delle imposte per i grandi capitali, la marginalizzazione dei sindacati e una riduzione del ruolo dello Stato come regolatore e garante della giustizia sociale. Le disuguaglianze stanno raggiungendo livelli senza precedenti. Le 85 persone più ricche del mondo possiedono la stessa ricchezza di 2,5 miliardi di persone.

10) Tutto ciò ha un suo corollario. Non è un caso che tutti i media mainstream in tutti i paesi abbiano la stessa lettura, visione del mondo. L’informazione oggi ha sostanzialmente eliminato analisi e processo, per concentrarsi sugli eventi. La loro capacità di seguire il caos mondiale è minima, e essi si limitano a ripetere ciò che afferma chi si trova al potere.

È assai istruttivo vedere come i mezzi di comunicazione siano molto analitici per quel che riguarda gli affari nazionali e molto superficiali per ciò che concerne le questioni internazionali. I media dipendono in gran parte da tre agenzie di stampa internazionali, che rappresentano il mondo occidentale e dei suoi interessi. Avete letto qualcosa, su qualsiasi giornale, in merito all’accordo del gas tra l’Austria e la Russia?

In ultima analisi, vi lascio con un ultimo punto: non siate mai soddisfatti di ciò che si legge sui giornali, cercate costantemente di ottenere ulteriori e opposti punti di vista attraverso la Rete. Ciò vi aiuterà a guardare il mondo con i vostri occhi, e non con gli occhi di qualcun altro che probabilmente è parte del sistema che ha creato questo caos. Non siate gregge [nel testo “non andate con la marea NdT]… cercate l’altra faccia della luna. E se vi dicono che conoscono le cose, bene, basta che guardiate i risultati. Quindi, siate voi stessi e, se commetterete un errore, almeno sarà un vostro errore.

(12 luglio 2014)

Fonte: www.informationclearinghouse.info

Link articolo

* Roberto Savio, fondatore e presidente emerito della Inter Press Service (IPS), agenzia di stampa, ed editore di Other News.

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di PG.

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conferenza, festival, filosofia

Bernhard Casper

Presentazione in prima nazionale del libro di B. Casper: Evento della pittura ed esistenza umana vissuta. Su due opere di Vincenzo Civerchio a Travagliato, tr. it. di L. Bonvincini, intr. e cura di F. Nodari, Morcelliana, Brescia 2014

Si conclude con una lezione magistrale di Bernhard Casper – che lo scorso martedì è intervenuto a Palazzolo sull’Oglio con la mirabile conferenza dal titolo: Fidarsi-cibo della nostra vita. Momenti del suo accadere – sull’Assunzione del Civerchio custodita nella Chiesa S. Maria dei Campi a Travagliato (Bs), la nona edizione del Festival Filosofi lungo l’Oglio. Per ragioni logistiche, l’incontro si terrà domenica 20 luglio, sempre alle ore 21.15, nella chiesa parrocchiale SS. Pietro e Paolo, in via Marsala 1 a Travagliato. Se nel 2013 il pensatore di Friburgo – tra i massimi filosofi della religione viventi – aveva concentrato la sua attenzione su la Salita al Calvario del pittore di origine cremasca (1470 circa-1544) – benché il Vasari lo consideri bresciano, nello stesso testamento è detto «cremensis vir» – quest’anno Casper – insignito della cittadinanza onoraria di Travagliato in data 7 luglio 2012 – porta in dono alla comunità che lo attende con gioia e, più in generale, al popolo del Festival, una preziosa analisi dell’Assunzione; analisi su più piani dove storia dell’arte, teologia, filosofia si fondono tra loro, sullo sfondo di uno sguardo fenomenologico ermeneutico. Ciò che Casper mostra con molta chiarezza – sulla scorta di una theologia monumentalis – è il darsi di una «trascendenza narrativa» dei personaggi e di una «temporalizzazione dell’immagine» che svela il significato esistenziale delle scene pittoriche. I due testi sulle sopra citate opere del Civerchio sono stati raccolti nel volume B. Casper: Evento della pittura ed esistenza umana vissuta. Su due opere di Vincenzo Civerchio a Travagliato, tr. it. di L. Bonvicini, intr. e cura di F. Nodari per i tipi della Morcelliana. Il libro sarà presentato nel corso dell’incontro in prima nazionale. Al termine della serata, sarà annunciata la parola chiave della decima edizione del Festival Filosofi lungo l’Oglio.

CHI È BERNHARD CASPER

Nato a Trier nel 1931, Bernhard Casper si è abilitato nel 1967. Allievo di Bernhard Welte – del quale ha curato la Gesammelte Schriften per l’editore Herder (l’edizione è divisa in 5 sezioni, per com¬plessivi 15 tomi) – Casper è professore emerito di Filosofia della religione all’Università Freiburg im Breisgau. La sua ricerca, che va dal pensiero dialogico al plesso linguaggio e tempo si impernia su due linee metodiche costanti e dialetticamente articolate: quella fenomeno-logico-ermeneutica (Martin Heidegger) Heidegger) e quella del «nuovo pensiero» (Franz Rosenzweig). Per Casper l’oggetto della filosofia della religione consiste fondamentalmente nell’evento della preghiera come «atto estremo di un essere umano razionale che si temporalizza». Questo oggetto presuppone la fede e Casper non nasconde il suo legame con il cristianesimo, intendendo il pensare filosofico strettamente congiunto con la teologia per la comune dimensione ermeneutica. Inoltre la preghiera rappresenta un evento universalmente comprensivo, non dandosi religione senza preghiera. La preghiera qui è intesa come evento, la cui analisi rivela lo stretto legame con il linguaggio, mettendo in evidenza una peculiare relazione con l’Altro. Qui va precisato il concetto di Ereignis (evento), la cui differenza da quello di Erlebnis (vissuto) è così delineata: «Mentre il «vissuto» può rimanere nell’ambito di ciò che è meramente interiore, del meramente soggettivo e privato, nel senso di «evento» l’accento è posto sul fatto che nell’evento l’uomo, che fa esperienza e comprende, viene strappato a sé e trascinato verso qualcosa che gli è estraneo e altro». Dall’analisi della preghiera sia del singolo che della comunità e della festa, emergono temi tipici quali: l’attenzione, la temporalizzazione dell’uomo, la formazione del linguaggio, la corporeità, la quotidianità. Temi che trovano il loro fondamento nella storicità del pensiero, in una determinata esperienza religiosa, sulla quale Casper radica la possibilità di una Theologia philosophica. Conosciuto dal pubblico italiano per numerosi saggi, frutto in particolare della sua partecipazione ai Colloqui Castelli di Roma e per le numerose conferenze tenute in molti atenei nazionali, Casper si è imposto nel dibattito filosofico contemporaneo proprio per la sua impostazione teoretica innovativa: «la quale, pur proseguendo la linea della tradizione ermeneutica – scrive Adriano Fabris nella premessa a Essere ed evento –, va al di là di essa e si confronta in maniera originale con il pensiero ebraico del Novecento. A Casper – continua Fabris – dobbiamo l’impulso decisivo che ha portato all’edizione delle opere di Franz Rosenzweig, il pensatore ebreo-tedesco che ha elaborato un neues Denken, un pensiero che risulta attraversato in maniera concreta dall’esperienza e dal linguaggio. A Casper dobbiamo inoltre la riscoperta nel nostro tempo di Ferdinand Ebner, il maestro austriaco pensatore del dialogo. E sempre a Casper la cultura tedesca deve l’introduzione nel dibattito filosofico post-heideggeriano, degli stimoli decisivi legati alla riflessione di Emmanuel Levinas – fondamentale il suo Angesichts des Anderen. Emmanuel Levinas. Elemente seines Denkens, Ferdinand Schöningh, Paderborn-München-Wien-Zürich 2009 (n.d.r.) – e di altri pensatori della fenomenologia religiosa francese contemporanea». Insignito del Dottorato honoris causa presso l’Institute Catholique di Parigi, Casper è stato proclamato vinci¬tore della Prima Edizione del Premio Internazionale di Filosofia/Filosofi lungo l’Oglio. Un libro per il presente con il volume: Das Dialogische Denken. Franz Rosenzweig, Ferdinand Ebner und Martin Buber (Alber, Freiburg-München 1967; 2002); tr. it. Il pensiero dialogico. Franz Rosenzweig, Ferdinand Ebner e Martin Buber, Morcelliana, Brescia 2009. Tra le altre opere tradotte in italiano ha pubblicato: Ermeneutica e teologia, Morcelliana, Brescia 1974; Evento e preghiera. Per una ermeneutica dell’accadimento religioso, a cura di S. Bancalari, CEDAM, Padova 2003; Per una fondazione della teologia filosofica nell’evento, in «Humanitas» 3(2004); Passività e trascendenza nel pensiero di Emmanuel Levinas, in Etica, Religione e Storia. Studi in memoria di Giovanni Moretto, a cura di D. Venturelli, R. Celada Ballanti, G. Cunico, il nuovo melangolo, Genova 2007, pp. 209-213; Rosenzweig e Heidegger; L’esistenziale della tentatio, in Heidegger e San Paolo, a cura di A. Molinaro, Urbaniana University Press, Roma 2008, pp. 31-55; Essere ed evento, Morcelliana, Brescia 2008; L’uomo disorientato e la ricerca della sua vera libertà, in Vizi e virtù, tr. it. di S. Bancalari, a cura di F. Nodari, Massetti Rodella, Roccafranca 2008, pp. 71-94; Sul senso del nostro corpo, in Corpo, tr. it. di S. Bancalari, a cura di F. Nodari, Massetti-Rodella, Roccafranca 2010, pp. 23-46; La felicità, il dono e la fede, tr. it. di S. Bancalari, a cura di F. Nodari Massetti Rodella, Roccafranca 2011; Dignità e responsabilità. Una riflessione fenomenologica, tr. it. di S. Bancalari, a cura di F. Nodari, Massetti Rodella, Roccafranca 2012; In ostaggio per l’Altro, (con E. Levinas), a cura di A. Fabris, ETS, Pisa 2012; La scoperta dell’umanità nell’inferno dello Stalag 1492, tr. it. di L. Bonvicini, a cura di F. Nodari, Massetti Rodella, Roccafranca 2013; Sui diversi modi di intendere e vivere la tolleranza, tr. it. di S. Bancalari, a cura di F. Nodari, Massetti Rodella, Roccafranca 2013; Grundfragen des Humanen. Studien zur Menschlichkeit des Menschen, Ferdinard Schöningh, Paderborn 2014; Fidarsi – Cibo della nostra vita. Momenti del suo accadere, tr. it. di L. Bonvicini, a cura di F. Nodari, Massetti Rodella, Roccafranca 2014; Evento della pittura ed esistenza umana vissuta. Su due opere di Vincenzo Civerchio a Travagliato, tr. it. di L. Bonvicini, intr. e cura di F. Nodari, Morcelliana, Brescia 2014.

editoria

Criteri editoriali da adottare per la stesura dei testi

Caratteri, corpi (dimensione del carattere) e interlinea
·       Titolo: indicare sempre l’autore e il titolo proposto per l’articolo, da ripetere anche nel nome del file.
·       Il testo va scritto in Times New Roman corpo 12, interlinea singola, senza lasciare spazi bianchi e senza rientri dal bordo pagina, allineamento a sinistra.
·       Citazioni: se fatte andando a capo, corpo 11 Times New Roman interlinea singola, lasciando una riga di spazio prima e dopo il periodo citato senza rientrare. Se inserite nel testo, restano in corpo 12 e vanno messe tra «virgolette caporali» (le virgolette a caporale si trovano nel menu word “Inserisci – Simbolo” oppure possono essere generate digitando il codice asci ALT+171 per « e ALT+187 per »). Nel caso che il testo citato riporti delle virgolette, usare i doppi apici (es.: L’autore ricorda infatti che «la città, in quanto intrico di relazioni individuali, può essere metaforicamente definita come “rete di reti”. E pertanto…»). Se si espungono delle parti intermedie, la lacuna va segnalata con […];
·       Ibidem e Ivi: si usa Ibidem per indicare “nella stessa opera (sopra citata)” e può essere seguita dal numero della pagina (se è una citazione letterale). Quando invece si cita di seguito non solo la stessa opera, ma la stessa pagina, si usa Ivi. Ibidem e Ivi non vanno in corsivo, capolettera maiuscolo.
Spazi bianchi all’inizio della pagina e tra il testo: eliminarli sempre, salvo i due ritorni a capo per separare due paragrafi..
Evitare sempre i rientri dal bordo pagina!
Evitare di sottolineare le parole. Scriverlein corsivo, se si vuole differenziarle.
Citazioni in corpo minore, tabelle e grafici: lasciare una riga bianca sia prima d’iniziare la digitazione sia alla fine.
Parole straniere
Vanno digitate in corsivo se sono parole che hanno un corrispettivo esatto in italiano. I termini “tecnici” d’uso corrente vanno invece in tondo e rimangono invariati al plurale.
Maiuscole e controllo ortografico
Evitare il più possibile le maiuscole di rispetto.
Sillabazione
Effettuare sempre la sillabazione del testo (comandi “strumenti” “lingua” “sillabazione” “sillaba automaticamente documento”).
Altre regole
·       Apostrofi: gli articoli la, lo, una, della, dello vanno apostrofati quando la parola che segue inizia con una vocale es. “un’aquila”. “Qual è” deve essere sempre senza apostrofo. Non spaziare dopo l’apostrofo.
·       Accenti: usare sempre le lettere accentate (à, è, è, ì, ò, ù), anche per le maiuscole (quindi È e mai E’. Si può trovare questo carattere nel > menu word “Inserisci – simbolo” oppure digitando il codice asci ALT+200).
Bibliografia e citazioni bibliografiche in nota:
à                    Note e bibliografia di riferimento (in Times New Roman 11, interlinea singola, allineamento a sinistra) con questa sequenza:
à                    nome autore in tondo: se l’opera citata ha più autori, separarli con la virgola e MAI con la congiunzione “e”. Indicare il nome proprio dell’autore con le iniziali seguite dal punto;
à                    titoli dei libri in corsivo senza virgolette;
à                    titoli di periodici riviste, quotidiani, in corsivo senza virgolette;
à                    titoli degli articoli di riviste, tra doppi apici (“”);
à                    editore: indicarlo solo per i volumi, dopo il titolo, separato da questo da una virgola;
à                    evitare di indicare il luogo di pubblicazione;
à                    data di pubblicazione: va messa dopo l’editore, preceduta da virgola;
à                    abbreviazioni:

 

Per indicare gli intervalli di pagina citati, usare sempre “p.” o “pp.” (mai pag. o pagg.). Per le opere già citate in precedenza all’interno di uno stesso testo usare “op. cit.” (in corsivo) preceduto solo dal nome dell’autore (in torno), dalla virgola e dall’abbreviazione in corsivo “op. cit.”.
conferenza, festival, filosofia

Per non tradire la fiducia dei bambini

Altro appuntamento da non perdere nell’ambito del ricco calendario della nona edizione del Festival Filosofi lungo l’Oglio. Venerdì 18 luglio, a partire dalle ore 21.15, nel cortile della Biblioteca Comunale C. Cantù, in corso Bonomelli, 37 a Rovato (Bs) [ in caso di pioggia nel Teatro San Carlo, sito in via Castello 32] è atteso l’intervento di Maria Rita Parsi – psicoterapeuta, scrittrice, Presidente della Fondazione Movimento Bambino nonché madrina del Festival– che affronterà la parola chiave della Kermesse concentrando l’attenzione sui più piccoli: Per non tradire la fiducia dei bambini. Un titolo che sembra quasi un imperativo e che pare richiamare gli intenti contenuti nel «Manifesto sulla visione Bambinocentrica del mondo» denominato Carta di Roma, recentemente ideato e promosso da Maria Rita Parsi e da un comitato scientifico ad hoc. L’importante documento sintetizza in 10 punti l’essenza di «un mondo a misura di bambino» e ne sprona la messa in pratica «quale l’unica, vera e ultima Rivoluzione possibile». Maria Rita Parsi – che ha dedicato la sua vita ai bambini e alla loro innocenza, spesso, preda della violenza quale «atto di potere» da parte degli adulti: dalla totale noncuranza, alla mancanza di dialogo per arrivare all’abbruttimento di chi pratica la pedofilia – scrive in Le mani sui bambini (Mondadori, Milano 1998) «Alle mani del potere nascosto, nemico di ogni umana convivenza e crescita, assomigliano le mani di chi non considera i bambini persone, di chi li fa crescere nel vuoto dell’indifferenza, di chi li umilia scandalizzando il loro cuore. […] Le mani di chi li sopraffà e li sfrutta, di chi li rende vittime di soprusi, di abbandoni, di abusi, di sevizie, di chi approfitta del “silenzio di Isacco” e della sua rassegnazione al sacrificio. Sono mani di adulti immaturi, irrealizzati, violenti, perversi». Spezzare il silenzio che si cala, troppo spesso, su questi atti disumani è già un primo, anche se piccolo passo, per non tradire la fiducia dei fanciulli.

CHI È MARIA RITA PARSI

Psicoterapeuta e scrittrice, svolge da anni un’intensa attività didattica e di formazione presso università, istituti specializzati, associazioni private. Ha elaborato una metodologia psicologica della «psicoanimazione»: ha fondato e dirige la SIPA (Scuola Italiana di Psicoanimazione). Negli ultimi trent’anni, ha formato migliaia di persone con la metodologia a mediazione creativo-corporea – da lei ideata e messa a punto – per lo sviluppo del potenziale umano. Nel 1986 è stata insignita del titolo di Cavaliere al merito della Repubblica italiana. Nel 1991 Maria Rita Parsi ha dato vita alla Fondazione Movimento Bambino che conta fulcri in tutta Italia e nella Svizzera Italiana per la diffusione del pensiero e dell’arte dei bambini contro gli abusi e i maltrattamenti e per la tutela giuridica, sociale, culturale dei ragazzi. Recentemente è stato attivato il progetto Fondazione Movimento Bambino per Haiti e Santo Domingo. Nel 2012 viene eletta al Comitato ONU per i Diritti del Fanciullo, organismo con sede a Ginevra che ha il compito di verificare che tutti gli Stati aderenti alla Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti del Bambino ne rispettino gli obblighi. Per Mondadori ha pubblicato, tra gli altri: L’amore violato (1996); Le mani sui bambini (1998); La trilogia della città di R. (1999); Più furbi di Cappuccetto Rosso (2000); Fragile come un maschio (2000); Cuore di mostro (2002); L’alfabeto dei sentimenti (2003); Amori imperfetti (2004); La natura dell’amore (2005); Single per sempre (2007); Alle spalle della luna (2009); Ingrati. La sindrome rancorosa del beneficato (2011), Doni. Miracoli quotidiani di gente comune (2012); Amarli non basta. Come comprendere il linguaggio misterioso dei nostri figli e riuscire a comunicare con loro (con A. Gangeri), a cura di F. Zagarella (2013). Ricordiamo inoltre: Onora il figlio e la figlia (con M.B. Toro), Salani, Milano 2006; Un bambino maleducato (con T. Cantelmi, M.B. Toro), Salani, Milano 2007; Il cervello dipendente. Un’intervista di Maria Rita Parsi (con L. Pulvirenti), Salani, Milano 2007; Promiscuità. Confusione, profusione o diffusione, (con F. Zagarella), Compositori, Bologna 2008; La virtù dell’ascolto, in Vizi e virtù, a cura di F. Nodari, Massetti Rodella, Roccafranca 2008, pp. 15-31; L’oppio dei popoli. Quando la religione narcotizza le coscienze (con V. Andreoli, P. Crepet, D. Meghnagi), Piemme, Milano 2009; Amore e destino, in Destino, a cura di F. Nodari, Massetti Rodella, Roccafranca 2009, pp. 35-53; Il corpo delle donne, in Corpo, a cura di F. Nodari, Massetti Rodella, Roccafranca (Bs) 2010, pp. 111-137; Felice-mente. La felicità al tempo delle escort, a cura di F. Nodari, Massetti Rodella, Roccafranca 2011; L’assassinio di Margherita Lessure, Gruppo Editoriale Viator, Milano 2012; La felicità è contagiosa, Piemme, Milano 2012; Dignitoso come un bambino in Dignità, a cura di F. Nodari, Massetti Rodella, Roccafranca 2012, pp. 103-111; Maladolescenza. Quello che i figli non dicono (con M. Campanella), Piemme, Milano 2014.

 

biblioteca, fumetto

Lupus in fabula

LUPUS IN FABULA!
Giovedì 17 luglio 2014 – dalle ore 20.30
Giardini Ducali, Modena
Una delle più belle avventure della “Modena capitale del fumetto”: LUPO ALBERTO e SILVER
fra disegni, cartoon e sorprese per ripercorrere divertendosi quarant’anni di successi!
con
Silver, Valerio Massimo Manfredi, Laura Panini, Mario Gomboli, Rodrigo Vacchi, Alberto Zazzarini, Riccardo Rovatti, Loredana Franceschi e Danilo Bertelli
Conducono Guido De Maria e Clod
Ingresso gratuito
Seguirà taglio della torta e brindisi finale
A cura del Museo Civico d’Arte di Modena

Programma

• Dalle 20.30 è aperto lo Spazio fumetti a cura di Panini Comics

 

• 21.30. Serata-spettacolo dedicata al lupo più famoso del fumetto, nato a Modena dalla fantasia di Guido Silvestri in arte Silver. Un appuntamento da non perdere tra disegni, cartoon, doppiaggi in diretta di strip e colpi di scena per riviverne la storia e spegnere insieme quaranta candeline

• Brindisi finale offerto dal Consorzio Marchio Storico dei Lambrusche Modenesi

 

• 22.45. Allo Spazio fumetti saranno presenti: Silver per autografare le copie dei suoi ultimi fumetti, assieme ai disegnatori Guido De Maria, Clod e Mario Gomboli

 

Guido Silvestri, in arte Silver, è nato a Modena nel 1952. Giovanissimo entra nello studio di Bonvi, l’autore delle Sturmtruppen, e poco dopo conosce Guido De Maria con cui collabora alla celebre trasmissione Supergulp! Fumetti in TV. Nel 1974 crea Lupo Alberto, metafora dell’uomo comune, perennemente innamorato della gallina Marta che cerca di sottrarre alla Fattoria McKenzie, sorvergliata dal cane-custode Mosè. Attorno a loro tanti personaggi irresistibili, tra cui Enrico La Talpa, convinto da sempre che Alberto sia il suo amico Beppe.

Con l’editoria, il merchandising e l’animazione televisiva, Lupo Alberto è diventato famoso in molti paesi europei e in Sud America. Del mensile Lupo Alberto sono stati ad oggi pubblicati oltre 300 numeri accompagnando generazioni di ragazzi.

 

In caso di maltempo l’iniziativa si terrà presso la saletta conferenze della biblioteca Delfini

 

INFO: Musei Civici, Palazzo dei Musei, Largo Porta S. €™Agostino 337 – 41121 Modena
T. +39 059 2033101/125; F. +39 059 2033110
museo.arte@comune.modena.it
www.comune.modena.it/museoarte
seguici su Facebook: museoartemodena
(a cura del Museo Civico d’Arte – aggiornamenti periodici)

editoria

Roma eterna

Roma Eterna:
il ritorno di Silverberg
Iniziano le spedizioni il 14 luglio

Grande curiosità ha suscitato l’annuncio che per la ripresa delle pubblicazioni di Libra Fantastica la nostra casa editrice si è assicurata i diritti italiani del più recente, controverso, ispirato romanzo di Robert Silverberg, settantasettenne maestro del fantastico che ha ricevuto il maggior numero di Premi Hugo, Nebula, onorificenze in una carriera ormai ultracinquantennale, iniziata a metà degli anni ’50 con una produzione avventurosa e classica, proseguita con le visionarie e sperimentali opere degli anni ’60 e ’70, arricchita da grandi cicli di ampio consenso popolare, come quello di Lord Valentine, sempre al centro dell’attenzione e sempre all’avanguardia, tanto che molti lo considerano il più grande scrittore di fantascienza (e del fantastico) vivente.
Già sulle pagine di Fantasy & Science Fiction, rivista che ha ospitato molte delle sue opere migliori, i suoi numerosissimi fans italiani hanno ritrovato storie inedite e nuove, dopo un silenzio prolungato che ha riguardato solo il nostro paese, perché Silverberg si mantiene attivissimo e al centro dell’attenzione sull’altra riva dell’Atlantico. Ma Roma Eterna, romanzo ciclico costruito con potenza e intuito da uno scrittore che, non dimentichiamolo, è laureato in letteratura, è profondo conoscitore dei classici latini, ed è tra i pochi che si possono considerare anche buoni italianisti, è davvero uno di quei romanzi che non solo si leggono con emozione e partecipazione, ma offrono anche spunti e motivi che vanno ben al di là di quelli contenuti in una semplice opera di fantasia.

L’ascesa dell’Impero romano, le storie di intrighi, battaglie, meschinità, eroismi dei Cesari, le battaglie con i barbari alle frontiere, la divisione e la coesistenza degli Imperi d’Oriente e Occidente, la caduta stessa, sia pure temporanea, di Roma, le pagine epiche sulla spedizione inviata da un imperatore folle alla conquista delle Americhe, la civiltà che fiorisce sotto l’aquila imperiale, offrono un libro corale, affascinante, pieno di personaggi, irresistibile. Un libro che, come ogni opera ambiziosa e nuova, ha diviso la critica. C’è chi ha contestato a Silverberg di avere seguito la storia romana dal punto di vista delle classi sociali privilegiate, c’è chi ha contestato l’idea che, togliendo alla storia sia il cristianesimo che l’integralismo islamico, Roma non sarebbe caduta e avrebbe mantenuto per duemila anni la pace e la stabilità nel mondo, c’è chi lo ha esaltato per le accurate e trascinanti ricostruzioni storiche, e così via. Davvero uno di quei romanzi che si leggono ogni vent’anni, una grande prova d’autore di un talento riconosciuto come uno degli ultimi Grandi di un’epoca leggendaria.

Il romanzo apparirà nelle edicole nella prossima settimana, distribuito da SO.DI.P., lo stesso distributore di Fantasy & Science Fiction, per intenderci il distributore nazionale di Diabolik. Le spedizioni per i lettori che lo hanno prenotato presso di noi – trattandosi di un libro e non di rivista, è possibile infatti effettuare anche presso di noi le ordinazioni – iniziano il 14 luglio. Potete prenotarlo presso la vostra edicola, ma se volete essere certissimi di riceverlo in plico raccomandato all’uscita, potete già effettuare l’ordine attraverso il nostro sito con Paypal, o con i tradizionali mezzi (conto corrente postale, assegno con assicurata, ecc.)

Robert Silverberg
ROMA ETERNA
336 pagine – Eur 13,50
Libra Fantastica

Sarà anche possibile effettuare gli acquisti diretti nel corso delle fiere e delle mostre alle quali Elara parteciperà, e dei quali si darà sempre comunicazione con preavviso nel sito http://www.elaralibri.it.

filosofia

La fiducia, cibo della nostra vita

Si apre con un’ospite d’eccezione la settimana conclusiva della nona edizione del Festival Filosofi lungo l’Oglio. V’è grande attesa e fermento per l’arrivo di Bernhard Casper – professore emerito di Filosofia della religione all’Università Freiburg i. B. nonché vincitore della Prima Edizione del Premio Internazionale di Filosofia/Filosofi lungo l’Oglio. Un libro per il presente con il volume Das Dialogische Denken. Franz Rosenzweig, Ferdinand Ebner und Martin Buber (Alber, Freiburg-München 1967; 2002); tr. it. Il pensiero dialogico. Franz Rosenzweig, Ferdinand Ebner e Martin Buber, Morcelliana, Brescia 2009. Lo studioso, tra i maggiori filosofi della religione viventi, terrà la sua lectio magistralis dal titolo: Fidarsi-cibo della nostra vita. Momenti del suo accadere, martedì 15 luglio, a partire dalle ore 21.15, nella suggestiva cornice dell’Auditorium San Fedele, in Piazza Zamara a Palazzolo sull’Oglio (Bs). Luogo che ha già ospitato, il 30 giugno scorso, Armando Savignagno con il suo apprezzato intervento su Don Chischiotte, cavaliere della fede.
«Bernhard Casper – ha dichiarato il direttore scientifico del Festival, Francesca Nodari – muovendo da un metodo fenomenologico ermeneutico, affronterà la parola chiave in oggetto insistendo non tanto sul che cos’è la fiducia, ma sul come si dà l’evento della fiducia, che trova il suo fondamento nella responsabilità. Un accadimento questo che è la condizione per incamminarsi sulla strada della giustizia e della salvezza. Siamo particolarmente grati al Prof. Casper per averci assicurato il dono del Suo alto pensiero e della Sua irrinunciabile presenza anche nell’ambito di questa nona edizione che si chiuderà proprio con un secondo intervento del filosofo di Friburgo, una lezione di teologia monumentale sull’Assunzione del Civerchio, il prossimo 20 luglio, sempre alle ore 21.15, nella Chiesa di S. Maria dei Campi a Travagliato (Bs). Ulteriori dettagli verranno forniti nei giorni immediatamente precedenti l’evento».

CHI È BERNHARD CASPER

Nato a Trier nel 1931, Bernhard Casper si è abilitato nel 1967. Allievo di Bernhard Welte – del quale ha curato la Gesammelte Schriften per l’editore Herder (l’edizione è divisa in 5 sezioni, per complessivi 15 tomi) – Casper è professore emerito di Filosofia della religione all’Università Freiburg im Breisgau. La sua ricerca, che va dal pensiero dialogico al plesso linguaggio e tempo si impernia su due linee metodiche costanti e dialetticamente articolate: quella fenomenologico-ermeneutica (Martin Heidegger) e quella del «nuovo pensiero» (Franz Rosenzweig). Per Casper l’oggetto della filosofia della religione consiste fondamentalmente nell’evento della preghiera come «atto estremo di un essere umano razionale che si temporalizza». Questo oggetto presuppone la fede e Casper non nasconde il suo legame con il cristianesimo, intendendo il pensare filosofico strettamente congiunto con la teologia per la comune dimensione ermeneutica. Inoltre la preghiera rappresenta un evento universalmente comprensivo, non dandosi religione senza preghiera. La preghiera qui è intesa come evento, la cui analisi rivela lo stretto legame con il linguaggio, mettendo in evidenza una peculiare relazione con l’Altro. Qui va precisato il concetto di Ereignis (evento), la cui differenza da quello di Erlebnis (vissuto) è così delineata: «Mentre il «vissuto» può rimanere nell’ambito di ciò che è meramente interiore, del meramente soggettivo e privato, nel senso di «evento» l’accento è posto sul fatto che nell’evento l’uomo, che fa esperienza e comprende, viene strappato a sé e trascinato verso qualcosa che gli è estraneo e altro».
Dall’analisi della preghiera sia del singolo che della comunità e della festa, emergono temi tipici quali: l’attenzione, la temporalizzazione dell’uomo, la formazione del linguaggio, la corporeità, la quotidianità. Temi che trovano il loro fondamento nella storicità del pensiero, in una determinata esperienza religiosa, sulla quale Casper radica la possibilità di una Theologia philosophica. Conosciuto dal pubblico italiano per numerosi saggi, frutto in particolare della sua partecipazione ai Colloqui Castelli di Roma e per le numerose conferenze tenute in molti atenei nazionali, Casper si è imposto nel dibattito filosofico contemporaneo proprio per la sua impostazione teoretica innovativa: «la quale, pur proseguendo la linea della tradizione ermeneutica – scrive Adriano Fabris nella premessa a Essere ed evento –, va al di là di essa e si confronta in maniera originale con il pensiero ebraico del Novecento. A Casper – continua Fabris – dobbiamo l’impulso decisivo che ha portato all’edizione delle opere di Franz Rosenzweig, il pensatore ebreo-tedesco che ha elaborato un neues Denken, un pensiero che risulta attraversato in maniera concreta dall’esperienza e dal linguaggio.
A Casper dobbiamo inoltre la riscoperta nel nostro tempo di Ferdinand Ebner, il maestro austriaco pensatore del dialogo. E sempre a Casper la cultura tedesca deve l’introduzione nel dibattito filosofico post-heideggeriano, degli stimoli decisivi legati alla riflessione di Emmanuel Levinas – fondamentale il suo Angesichts des Anderen. Emmanuel Levinas. Elemente seines Denkens, Ferdinand Schöningh, Paderborn-München-Wien-Zürich 2009 (n.d.r.) – e di altri pensatori della fenomenologia religiosa francese contemporanea». Insignito del Dottorato honoris causa presso l’Institute Catholique di Parigi, Casper è stato proclamato vincitore, l’8 luglio 2012, della Prima Edizione del Premio Internazionale di Filosofia/Filosofi lungo l’Oglio. Un libro per il presente con il volume: Das Dialogische Denken. Franz Rosenzweig, Ferdinand Ebner und Martin Buber (Alber, Freiburg-München 1967; 2002); tr. it. Il pensiero dialogico. Franz Rosenzweig, Ferdinand Ebner e Martin Buber, Morcelliana, Brescia 2009. Tra le altre opere tradotte in italiano ricordiamo: Ermeneutica e teologia, Morcelliana, Brescia 1974; Evento e preghiera. Per una ermeneutica dell’accadimento religioso, a cura di S. Bancalari, CEDAM, Padova 2003; Per una fondazione della teologia filosofica nell’evento, in «Humanitas» 3(2004); Passività e trascendenza nel pensiero di Emmanuel Levinas, in Etica, Religione e Storia. Studi in memoria di Giovanni Moretto, a cura di D. Venturelli, R. Celada Ballanti, G. Cunico, il nuovo melangolo, Genova 2007, pp. 209-213; Rosenzweig e Heidegger; L’esistenziale della tentatio, in Heidegger e San Paolo, a cura di A. Molinaro, Urbaniana University Press, Roma 2008, pp. 31-55; Essere ed evento, Morcelliana, Brescia 2008; L’uomo disorientato e la ricerca della sua vera libertà, in Vizi e virtù, tr. it. di S. Bancalari, a cura di F. Nodari, Massetti Rodella Editori, Roccafranca (Bs) 2008, pp. 71-94; Sul senso del nostro corpo, in Corpo, tr. it. di S. Bancalari, a cura di F. Nodari, Massetti-Rodella Editori, Roccafranca (Bs) 2010, pp. 23-46; La felicità, il dono e la fede, tr. it. di S. Bancalari, a cura di F. Nodari, Massetti Rodella Editori, Roccafranca (Bs) 2011 e in Felicità, a cura di F. Nodari, Collana «Filosofi lungo l’Oglio», pp. 151-174, Massetti Rodella Editori, Roccafranca (Bs) 2011; Dignità e responsabilità. Una riflessione fenomenologica, tr. it. di S. Bancalari, a cura di F. Nodari, Massetti Rodella Editori, Roccafranca (Bs) 2012 e in Dignità, a cura di F. Nodari, Collana «Filosofi lungo l’Oglio», pp. 251-280. Di grande importanza è il volume E. Levinas-B. Casper, In Ostaggio per l’Altro (a cura di A. Fabris, ETS, Pisa 2012), trascrizione del colloquio che si svolse a Parigi l’11 giugno 1981 tra Levinas e Casper. L’intervista, che venne ripresa dalla Südwestfunk e trasmessa a cura di B. Casper e D. Rümmele, è pubblicata per la prima volta per i tipi della ETS. In essa vengono toccati, quasi in un compendio, i principali temi della filosofia levinasiana, tanto da risultare una vera e propria introduzione ai concetti fondamentali del pensiero del filosofo ebreo lituano. Ricordiamo inoltre: La scoperta dell’umanità nell’inferno dello Stalag 1492, tr. it. di L. Bonvicini, a cura di F. Nodari, Massetti Rodella, Roccafranca 2013; Sui diversi modi di intendere e vivere la tolleranza, tr. it. di S. Bancalari, a cura di F. Nodari, Massetti Rodella, Roccafranca 2013; Evento della pittura ed esistenza umana vissuta. Su due opere di Vincenzo Civerchio a Travagliato, tr. it. di L. Bonvicini, intr. e cura di F. Nodari, Morcelliana, Brescia 2014. È da poco uscito in Germania Grundfragen des Humanen. Studien zur Menschlichkeit des Menschen, Ferdinard Schöningh, Paderborn 2014, volume che raccoglie, insieme ad altri saggi, i contributi scritti da B. Casper per il Festival.

 

storia

Una “restaurazione del Califfato”?

Ma, in questo ingarbugliato contesto, che valore ha il califfato attribuito ad al-Baghdadi? Per rispondere, siamo obbligati a spiegar brevemente che cosa sia un califfo.

Nel 632, alla morte del Profeta che per un decennio aveva guidato gli arabi convertiti all’Islam secondo modalità di capo di un consiglio federale di tribù, in termini che ricordano molto quelli del governo di Mosè descritto nell’Esodo, i suoi compagni stabilirono di eleggere un khalîfa, cioè un successore alla guida dell’umma, la comunità musulmana. Il califfo assommava in sé i poteri esecutivi e giudiziari: non quelli legislativi, dal momento che la legge nell’Islam riposa sull’insegnamento coranico. I primi quattro califfi, detti râshidûn (“ben guidati”), furono scelti per elezione dai maggiorenti della comunità: non si poté però, fino da allora (siamo nel trentennio 632-661), impedire l’insorgere della fitna (i quattro caddero tutti uccisi, l’uno dopo l’altro), culminata nella scissione guidata da Ali, cugino e genero del Profeta, che fondò appunto la shî’a, il “partito”, che nella battaglia di Siffin del 658 si oppose al rivale Mu’âwiya. Nacque così lo sciismo, la “confessione” dell’Islam che si oppose a quella ortodossa, detta “sunnita” (da sunna, “regola”, condotta”). In sintesi, mentre i sunniti (distinti sul piano dottrinale in quattro scuole giuridiche) riconoscevano come fonti canoniche della fede sia il Corano sia la somma dei detti e dei fatti del Profeta tramandati in raccolte detti hadith, gli sciiti accettarono solo il Corano cui andarono aggiungendo più tardi gli insegnamenti dei loro îmam (“guide” dotate di particolare carisma), da Ali stesso in poi.

 

Franco Cardini

estratto da: http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=48834

Arte

Michelangelo e il novecento

Giovedì 10 luglio alle 21.00, nell’ambito delle iniziative organizzate dall’Assessorato alla Cultura comunale in occasione dell’Estate Modenese ai Giardini Ducali è in programma una conferenza dal titolo “Michelangelo e il Novecento. Uno sguardo tra arte, architettura e pop culture”. Intervengono Emanuela Ferretti, (Università di Firenze), Tommaso Mozzati (Università di Perugia) e Marco Pierini (Direttore della Galleria civica di M odena). A conclusione dell’incontro seguirà una visita guidata alla mostra sempre condotta da Marco Pierini accompagnato dagli altri due relatori.
Entrambe le occasioni sono ad ingresso gratuito senza prenotazione.

“Michelangelo e il Novecento”, sezione modenese della mostra promossa dalla Fondazione Casa Buonarroti di Firenze e dalla Galleria civica di Modena in occasione del 450° anniversario della morte dell’artista, allestita alla Palazzina dei Giardini dal 20 giugno al 19 ottobre, ospita i risultati più recenti dell’influenza esercitata da Michelangelo sugli artisti contemporanei, giungendo fino ai nostri giorni
Accanto a due disegni di Michelangelo sono presenti lavori di Aurelio Amendola, Michelangelo Antonioni, Gabriele Basilico, Jan Fabre, Kendell Geers, Yves Klein, Robert Mapplethorpe, Ico Parisi, Thomas Struth.

 

mostra MICHELANGELO E IL NOVECENTO

a cura di Emanuela Ferretti, Marco Pierini, Pietro Ruschi

Modena, Galleria civica, (Palazzina dei Giardini, corso Canalgrande) 20 giugno-19 ottobre 2014
Firenze, Casa Buonarroti, (via Ghibellina, 70) 18 giugno-20 ottobre 2014

conferenza, festival, filosofia

La fiducia tra perseveranza e tenerezza

Continua con un calendario particolarmente fitto la nona edizione del Festival Filosofi lungo l’Oglio. In programma altri due appuntamenti da non perdere. Giovedì 10 luglio, a partire dalle ore 21.15, nella Piazza S. Chiara a Villachiara (Bs) [in caso di pioggia nell’adiacente Chiesa Parrocchiale] torna, a gran richiesta, Salvatore Natoli – professore di Filosofia teoretica all’Università Milano Bicocca, tra i maggiori filosofi contemporanei, nonché padrino Festival e cittadino onorario di Villachiara. Lo studioso terrà una lectio magistralis dal titolo: Perseveranza. Fedeli alla meta. Il giorno successivo, venerdì 11 luglio, sempre a partire dalle ore 21.15, nella Chiesa S. Maria Maddalena, in via IV Novembre a Brandico (Bs), sarà la volta di Stefano Semplici –ordinario di Etica sociale all’Università di Roma «Tor Vergata» e Presidente del Comitato Internazionale di Bioetica dell’Unesco. Semplici rifletterà su La città affidabile. Da Adam Smith a Papa Francesco. «Se per un verso Natoli – ha dichiarato il direttore scientifico, Francesca Nodari – partendo dalla constatazione di un paradosso nel quale oggi viviamo che non sta tanto nel dilagare della trasgressione, ma nel venir meno della sua possibilità: “Il trasgressore sa ciò che infrange: negando afferma […] oggi è venuta meno la capacità di orientarsi nel mondo” sosterà sul ritorno di una virtù dimenticata – ma quanto mai necessaria: la perseveranza – sottolineando che “persevera chi continua a lottare per un’idea, anche quando le smentite della storia spingono ad abbandonarla. E lo fa perché i fallimenti non sono sufficienti a intaccare la bontà del fine e meno che mai a persuadere che sia davvero irrealizzabile. Persevera chi resta fedele”; Stefano Semplici mostrerà in che termini oggi si possa parlare di comunità affidabile contrapponendo la teoria del self-love di Adam Smith, secondo il quale «l’amore di sé può essere un virtuoso motivo d’azione… il desiderio di diventare oggetti appropriati di stima e approvazione», al paradigma dell’inaugurare un cuore nuovo di Papa Francesco che, di contro al ricorrente iperindividualismo contemporaneo, sprona ad adottare tre atteggiamenti indispensabili: “la tenerezza (che) ci impegna, la speranza (che) ci proietta verso il futuro, la pazienza (che) accompagna la nostra attesa nel faticoso trascorrere dei giorni. […] Anche oggi la nostra cultura individualista si rifiuta di essere feconda, si rifugia in un permissivismo che livella verso il basso, anche se il prezzo di questa non fecondità è sangue innocente. […] Anche oggi la proposta culturale del ripiegamento su se stessi, in una dimensione egoisticamente individualista, si costruisce a spese dei diritti delle persone, dei bambini. È questo l’Erode moderno”».

CHI È SALVATORE NATOLI

Conosciuto come il filosofo dello stare al mondo, Salvatore Natoli si è laureato presso l’Università Cattolica di Milano, in Storia della Filosofia. Già docente di Logica presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Venezia e di Filosofia della Politica presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Milano, Natoli insegna, attual¬mente, Filosofia Teoretica all’Università degli Studi Milano Bicocca. Natoli, che annovera tra i suoi maestri Emanuele Severino, Gustavo Bontadini e Italo Mancini, si distingue nel panorama filosofico italiano e internazionale, per la sua indagine incessante sullo stare al mondo, in serrato dibattito e confronto con il Cristianesimo, approdando ad una nozione di etica del tutto singolare e radicata nell’ontologia, prima che nella deontologia. I suoi libri sono diventati dei classici. Tra le sue opere ricordiamo: Soggetto e fondamento. Studi su Aristotele e Cartesio, Antenore, Padova 1979; Ermeneutica e genealogia. Filosofia e metodo in Nietzsche, Heidegger, Foucault, Feltrinelli, Milano 1981; L’esperienza del dolore. Le forme del patire nella cultura occidentale, Feltrinelli, Milano 1986; Giovanni Gentile filosofo europeo, Bollati Boringhieri, Torino 1989; Vita buona, vita felice. Scritti di etica e politica, Feltrinelli, Milano 1990; Teatro filosofico. Gli scenari del sapere tra linguaggio e storia, Feltrinelli, Milano 1991; La felicità. Saggio di teoria degli affetti, Feltrinelli, Milano 1994; I nuovi pagani. Neopaganesimo: una nuova etica per forzare le inerzie del tempo, Il Saggiatore, Milano 1995; Dizionario dei vizi e delle virtù, Feltrinelli, Milano 1996; Soggetto e fondamento. Il sapere dell’origine e la scientificità della filosofia, Mondadori, Milano 1996; La politica e il dolore, con Leonardo Verga, Edizioni Lavoro, Roma 1996; Dialogo su Leopardi. Natura, poesia e filosofia, con Antonio Prete, Mondadori, Milano 1996; La politica e la virtù, Edizioni Lavoro, Roma 1999; Dio e il divino. Confronto con il cristianesimo, Morcelliana, Brescia 1999, Progresso e catastrofe. Dinamiche della modernità, Marinotti, Milano 1999; La felicità di questa vita. Esperienza del mondo e stagioni dell’esistenza, Mondadori, Milano 2000, Stare al mondo. Escursione nel tempo presente, Feltrinelli, Milano 2002; Libertà e destino nella tragedia greca, Morcelliana, Brescia 2002; Il cristianesimo di un non credente, Qiqajon, Magnano (Bi) 2002; Parole della filosofia o dell’arte del meditare, Feltrinelli, Milano 2004; La verità in gioco. Scritti su Foucault, Feltrinelli, Milano 2005; Guida alla formazione del carattere, Morcelliana, Brescia 2006; La salvezza senza fede, Feltrinelli, Milano 2007; La mia filosofia. Forme del mondo e saggezza del vivere, a cura di F. Nodari, ETS, Pisa 2007; Edipo e Giobbe. Contraddizione e paradosso, Morcelliana, Brescia 2008; Avere cura di sé, in Vizi e virtù,a cura di F. Nodari, Collana «Filosofi lungo l’Oglio», Massetti Rodella, Roccafranca 2008, pp. 33-54; Crollo del mondo, Morcelliana, Brescia 2009; Far fronte al destino, in Destino, a cura di F. Nodari, Massetti Rodella, Roccafranca 2009, pp. 55-77; Il buon uso del mondo. Agire nell’età del rischio, Mondadori, Milano 2010; L’edificazione di sé. Istruzioni sulla vita interiore, Laterza, Roma-Bari 2010; Corporeità, soggettività, relazione, in Corpo, a cura di F. Nodari, Collana «Filosofi lungo l’Oglio», Massetti-Rodella Editori, Roccafranca (Bs) 2010, pp. 165-186; Non ti farai idolo né immagine (con P. Sequeri), il Mulino, Bologna 2011; La fecondità delle virtù, Massetti Rodella, Roccafranca 2011 e in Felicità, a cura di F. Nodari, Massetti Rodella, Roccafranca 2011, pp. 185-202; I comandamenti. Non ti farai idolo né immagine (con P. Sequeri), Il Mulino, Bologna 2011; Nietzsche e il teatro della filosofia, Feltrinelli, Milano 2011; Eros e Philia, AlboVersorio, Milano 2011; Sperare oggi (con F. Mosconi), Il Margine, Trento 2012; Dignità e rispetto. L’obbligo di renderlo, il dovere di meritarlo, in Dignità, a cura di F. Nodari, Massetti Rodella, Roccafranca 2012, pp. 311-327; La verità del corpo, AlboVersorio, Milano 2012; Dolore (con M. D. Semeraro), Il Margine, Trento 2013; Beati quelli che hanno fame e sete di giustizia, perché saranno saziati (con L. ciotti), Lindau, Torino 2013; «Non ti farai né idoli né immagini». Dall’idolatria al feticismo contemporaneo, Consorzio per il Festivalfilosofia, Modena 2013; Antropologia politica degli italiani, La Scuola, Brescia 2014; Perseveranza, il Mulino, Bologna 2014.

 

« […] siamo “custodi” della creazione, del disegno di Dio iscritto nella natura, custodi dell’altro, dell’ambiente; non lasciamo che segni di distruzione e di morte accompagnino il cammino di questo nostro mondo! Ma per “custodire” dobbiamo anche avere cura di noi stessi! Ricordiamo che l’odio, l’invidia, la superbia sporcano la vita! Custodire vuol dire allora vigilare sui nostri sentimenti, sul nostro cuore, perché è proprio da lì che escono le intenzioni buone e cattive: quelle che costruiscono e quelle che distruggono! Non dobbiamo avere paura della bontà, anzi neanche della tenerezza!».

Papa Francesco, Omelia per l’inizio del ministero petrino (Piazza S. Pietro, 19 marzo 2013)

CHI È STEFANO SEMPLICI

Nato ad Arezzo nel 1961, Stefano Semplici è dal 2006 professore ordinario di Etica sociale all’Università di Roma «Tor Vergata», dove è entrato nel 1986 dopo la laurea e il perfezionamento presso la Facoltà di Lettere e quella di Magistero dell’Università «La Sapienza», sotto la guida rispettivamente di Marco Maria Olivetti e Valerio Verra. La sua attività di ricerca si è articolata su due fondamentali direttrici: l’interesse per la filosofia contemporanea (il nichilismo, la ripresa dell’istanza trascendentale “a valle” del linguistic turn, il “nuovo pensiero”) e quello per la filosofia “classica” tedesca e la vicenda storico-culturale nella quale nasce e si consolida la “filosofia della religione” (l’illuminismo, Kant, Hegel). Negli ultimi anni, parallelamente ai nuovi impegni didattici, è cresciuta l’attenzione per le tematiche connesse all’etica pubblica e “applicata”, con particolare riferimento alla bioetica, ai processi di comunicazione interculturale e all’«etica degli affari». È Presidente del Comitato Internazionale di Bioetica dell’Unesco e direttore della rivista «Archivio di filosofia». Fa parte della «Internationale Hegel-Vereinigung», della Direzione scientifica della Collana di Filosofia morale e del Comitato scientifico dell’Annuario di Etica editi da Vita e Pensiero e del Comitato scientifico della Fondazione «Nova Spes». È direttore editoriale della Collana di Studi e Ricerche «Dario Mazzi» (il Mulino) e direttore scientifico del Collegio universitario «Lamaro-Pozzani» della Federazione nazionale dei Cavalieri del lavoro. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo: Un filosofo “all’ombra del nichilismo”. W. Weischedel, Armando, Roma 1984; Socrate e Gesù. Hegel dall’ideale della grecità al problema dell’Uomo-Dio, CEDAM, Padova 1987; Dalla teodicea al male radicale. Kant e la dottrina illuminista della “giustizia di Dio”, CEDAM, Padova 1990; La logica e il tempo. Il «Nuovo pensiero» e Hegel, Marietti, Genova 1992; Il soggetto dell’ironia, Padova, CEDAM, 2002; Bioetica. Le domande, i conflitti, le leggi, Morcelliana, Brescia 2007; Undici tesi di bioetica, Morcelliana, Brescia 2009; Invito alla bioetica, La Scuola, Brescia 2011; Bioetica. La dignità che divide, in Dignità, a cura di F. Nodari, Massetti Rodella, Roccafranca 2012, pp. 329-345; I diritti umani. Un baluardo della diversità o il diritto del più forte?, intr. e cura di F. Nodari, Massetti Rodella, Roccafranca 2013; Italia no, Italia forse. Perché i talenti fuggono e qualche volta ritornano, La Scuola, Brescia 2014. Ha al suo attivo numerosi articoli, saggi e curatele.