festival

Libri al Biografilm Festival

10a edizione, Bologna, 6-16 giugno 2014
Biografilm 2014 – Biografilm Books
Torna l’appuntamento con i libri di Biografilm Festival: ospiti nazionali e internazionali presenteranno i loro romanzi al pubblico del Festival e risponderanno alle domande dei più curiosi.

Oltre all’ormai collaudata formula del Tagliere Letterario, in cui la presentazione è accompagnata da un aperitivo, si segnala la presenza di due interventi d’eccezione: quello di Giovanni Floris, che presenta il suo primo romanzo, e quella del cubano Armando Prieto Pérez.
Domenica 8 Giugno
20.30 – GIOVANNI FLORIS presenta Il confine di Bonetti (Feltrinelli)
Apre gli appuntamenti dedicati ai libri di Biografilm Giovanni Floris, che presenta al Festival il suo primo romanzo, il bestseller Il confine di Bonetti. La storia di un’amicizia tra due ragazzi destinata a durare una vita, un racconto di formazione nella cornice di un decennio, gli Ottanta, che l’autore riporta in vita con
ironia e commozione. La giovinezza e l’amore, l’ambizione e la paura di perdersi, sullo sfondo di una splendida Roma: una prova narrativa che ha conquistato il pubblico.
Mercoledì 11 Giugno
20.30 – ARMANDO PRIETO PÉREZ presenta Tutte le volte che vuoi (Rizzoli)
Cosa vuole un uomo da una donna? Cosa vede in un incontro? Come guarda, come tocca un’amante? E perchè, alla fine, si innamora? Il romanzo erotico più atteso del 2014 approda a Biografilm con tutta la potenza di una storia più vera della realtà, assieme al suo autore che ha già fatto innamorare mezza Italia!
TAGLIERI LETTERARI
Tutti gli incontri si svolgono nello spazio centrale polivalente nel cortile della Cineteca a partire dalle 18.30
circa. Durante l’incontro, ai partecipanti sarà offerto un aperitivo di prodotti tipici.
Sabato 7 Giugno
ANDREA SCHIAVON presenta Cinque cerchi e una stella (Add editore)
La storia piena di colpi di scena di Shaul Ladany, marciatore ebreo che da Bergen Belsen riuscì ad arrivare –
e rischiò di morire – alle Olimpiadi di Monaco.
Opening Act: ore 17.30 Enzo Gentile presenta John Lennon – Pop artist (Auditorium) e John Lennon,
Skywriting, a cura di Enzo Gentile e Antonio Taormina (Il Saggiatore)
Domenica 8 Giugno
GIANLUCA MOROZZI presenta Radiomorte (Guanda)
Cosa succede quando la famiglia perfetta viene messa di fronte ai suoi fantasmi? L’orrore comincia a
filtrare… Un reading musicale noir. con letture di Teresa Fava.
Opening act: ore 17.30 Laura Gramuglia presenta Rock in Love (Arcana)
Lunedì 9 Giugno
MASSIMO GARDELLA presenta Chi muore prima (Guanda)
Una scuola troppo tetra, una preside un po’ strana, una misteriosa epidemia di suicidi tra i ragazzi. E
l’ispettore Jacobi alle prese con gli incubi del suo passato…

Tutti gli incontri si svolgono nel cortile della Cineteca di Bologna in Via Azzo Gardino (a 50 metri dal parcheggio coperto a pagamento)

Annunci
conferenza, Primo piano

Il modello Olivetti

giovedì 5 giugno ore 16,30 – PRIMO PIANO

IL PENSIERO DI ADRIANO OLIVETTI – La centralità della persona nelle organizzazioni aziendali moderne
Ne parla Michele Fasano, regista del documentario “In me non c’è che futuro…” Ritratto di Adriano Olivetti
Introduce Galileo Dallolio, formatore AIF e pubblicista
Un’opportunità di confronto, a partire dal modello olivettiano, sull’esperienza delle aziende di oggi, sull’etica organizzativa adottata, e sul tipo di economia che esse contribuiscono a creare.
Nelle pratiche della “fabbrica” di Adriano Olivetti, si considerava la centralità della persona per massimizzare efficienza ed efficacia organizzativa. La preoccupazione principale era rappresentata dalla “gestione della conoscenza” (sia quella diffusa, inerente le competenze dei singoli, sia quella di processo, inerente l’esperienza che di esso fanno i singoli, che quella teorica, prodotta delle elite accademiche internazionali). L’attenzione verso la persona si spiegava sia in relazione al livello umano, sia dal punto di vista funzionale, nel senso della cura di tutti i prerequisiti esistenziali necessari alla migliore espressione dei talenti cognitivi e creativi. In tale ottica, il soggetto diveniva veicolo di circolazione e produzione di conoscenza per il bene della comunità.
L’organizzazione gerarchica, nel modello olivettiano, manteneva dunque un senso unicamente in relazione all’assunzione di responsabilità nelle dinamiche di reciprocità delle relazioni interpersonali e non aveva a che fare con il comando, perché era radicale la consapevolezza “di sistema” della natura dei processi di produzione/di conoscenza/ di comunicazione.
Un’organizzazione, quella olivettiana, che per la propria capacità di riflettere continuamente su se stessa, tendeva, come stato “normale” all’idea del cambiamento.
A cura di AIF -Associazione Italiana Formatori – Delegazione Emilia Romagna