festival, filosofia

Credere e fidarsi oggi

Prosegue con il solito ritmo incalzante e coinvolgente il tour filo-rivierasco del Festival Filosofi lungo l’Oglio. A partire dal cuore della Bassa bresciana, Orzinuovi, per poi sbarcare nuovamente in Franciacorta, la kermesse propone due appuntamenti imperdibili. Lunedì 23 giugno, alle ore 21.15, a Orzinuovi (Bs) – viste le avverse previsioni meteo direttamente nella Chiesa Parrocchiale S. Maria Assunta, in Piazza Vittorio Emanuele – è atteso Massimo Cacciari, tra i maggiori e più apprezzati filosofi contemporanei, professore di Estetica all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, che terrà una lectio magistralis dal titolo: Le migrazioni di un nome: la fede. A seguire, mercoledì 25 giugno, sempre alle ore 21.15, nel cortile della Pieve di S. Maria Maggiore, in via Castello a Erbusco (Bs) [in caso di pioggia nella chiesa S. Maria Assunta, sita nella medesima via] toccherà a Franco La Cecla, allievo di Ivan Illich, è antropologo e architetto, interrogarsi su I malintesi della fiducia mal riposta. «Come ha dichiarato recentemente Massimo Cacciari – commenta Francesca Nodari, direttore scientifico del Festival – “nessun pensatore che sia veramente tale e onestamente impegnato nell’esercizio della ragione può evitare di giungere alla domanda metafisica fondamentale, che riguarda l’ultimo e il primo, cioè Dio stesso.» E, richiamando l’espressione di Leibniz, Cacciari ha ricordato che “iniziamo ogni nostra indagine da filosofi e finiamo da teologi”. Ma se è indubbio il legame che intercorre tra fede e fiducia, tra l’abbondonarsi all’Assolutamente Altro e l’abbandonarsi all’altro, è altrettanto evidente che, nella ‘città terrestre’ che abitiamo la scommessa che ci apre a colui/colei di cui riteniamo di poterci fidare può riservarci sorprese amare, delusioni, frustrazioni. L’uomo, come scrisse molto acutamente Kant, è un «legno storto» e la menzogna, l’egoismo, l’ipocrisia non cessano di tentarlo. Tuttavia, nonostante questo, e per quanto possa sembrare paradossale, non possiamo non fidarci degli altri. Non potremmo vivere».

CHI È MASSIMO CACCIARI

Massimo Cacciari è professore di Estetica presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Nel 1967, sotto la guida del professor Dino Formaggio, si laurea in Filosofia all’Università di Padova con una tesi sulla Critica del giudizio di Immanuel Kant, avendo come relatore Sergio Bettini. Nel 1980 diviene professore associato di Estetica presso l’Istituto di Architettura di Venezia, dove nel 1985 diventa professore ordinario. Nel 2002 fonda la Facoltà di Filosofia dell’Università Vita-Salute San Raffaele a Cesano Maderno, di cui è Preside fino al 2005. È tra i fondatori di alcune riviste di filosofia, che hanno segnato il dibattito dagli anni sessanta agli anni ottanta, tra cui «Angelus Novus», «Contropiano», «il Centauro». Ha rivolto la sua attenzione alla crisi dell’idealismo tedesco e dei sistemi dialettici, valorizzando la critica della metafisica occidentale propria di Nietzsche e di Heidegger e seguendo la genealogia del pensiero nichilistico nei classici della mistica tardo-antica, medievale e moderna. Sulla scorta della tradizione neoplatonica ha ripensato il tema dell’inizio oltre il Deus esse. Tra i numerosi riconoscimenti sono da ricordare la laurea honoris causa in Architettura conferita dall’Università degli Studi di Genova nel 2003 e la laurea honoris causa in Scienze politiche conferita dall’Università di Bucarest nel 2007. Ha pubblicato numerose opere e saggi, tra i quali meritano una particolare attenzione: Krisis, Feltrinelli, Milano 1976; Pensiero negativo e razionalizzazione Marsilio, Padova 1977; Icone della legge, Adelphi, Milano 1985 (nuova edizione 2002); L’angelo necessario, Adelphi, Milano 1986 (nuova edizione 2002); Le forme del fare, (con M. Donà e R. Gasparotti), Liguori, Napoli 1989; Dell’inizio, Adelphi, Milano 1990 (nuova edizione nel 2001); Arte, tragedia, tecnica, (con M. Donà), Raffaello Cortina, Milano 2000; Della cosa ultima, Adelphi, Milano 2004; Tre icone, Adelphi, Milano 2007; Hamletica, Adelphi, Milano 2009; La città, Pazzini, Rimini 2009; Il dolore dell’altro. Una lettura dell’Ecuba di Euripide e del Libro di Giobbe, Saletta dell’Uva, Caserta 2010; I comandamenti. Io sono il Signore Dio tuo (con P. Coda), il Mulino, Bologna 2010; I comandamenti. Ama il prossimo tuo (con E. Bianchi), il Mulino, Bologna 2011; Doppio ritratto. San Francesco in Dante e Giotto, Adelphi, Milano 2012; Il potere che frena, Adelphi, Milano, 2013;Beato Angelico e l’Umanesimo, Città Ideale, Prato 2013; Labirinto filosofico, Adelphi, Milano 2014.

«La fedeltà che la maggior parte degli uomini dimostra non è altro che un’invenzione dell’egoismo per attirare fiducia. E un mezzo per elevarci al di sopra degli altri e renderci depositari delle cose più importanti».

F. de La Rochefoucauld, Massime

CHI È FRANCO LA CECLA

Franco La Cecla, allievo di Ivan Illich, è antropologo e architetto, ha insegnato Antropologia culturale presso lo IUAV di Venezia e l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. E’ stato professore invitato presso l’École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi, alla Universidad Politecnica de Barcelona, all’École polytechnique fédérale de Lausanne(EPFL). È consulente del RPBW (Renzo Piano Building Workshop) ed è stato consulente di Barcelona Regional per l’impatto del progetto della Torre La Sagrera sul tessuto sociale della città. Ha fondato nel 2005 a Londra ASIA (Architecture Social Impact Assessment), un’agenzia per valutare l’impatto sociale delle opere di architettura e di urbanistica. In collaborazione con la Cineteca di Bologna ha creato un progetto quinquennale di censimento mondiale degli archivi di filmati sull’emigrazione italiana. Insieme al regista Stefano Savona ha realizzato alcuni documentari sull’emigrazione siciliana in Tunisia (Sicilia, Tunisia, un confine di specchi, 2003) e sull’impatto delle nuove tecnologie sulla vita quotidiana in India (Gestualités portables, 2005) per il Centre Pompidou di Parigi. Per gli speciali del TG1 ha realizzato il documentario «I mari dentro» sulla comunità di pescatori di Terrasini emigrata a Gloucester, Massachusetts (2009) che ha vinto il premio «Coast Culture» del San Francisco Ocean Film festival (febbraio 2010). Si è occupato di antropologia degli spazi architettonici e dei luoghi d’esperienza, nonché di identità di genere e di forme della relazione amorosa. Collabora con quotidiani e riviste. Tra i suoi libri ricordiamo: Saperci fare. Corpi e autenticità, Elèuthera, Milano 1999 (nuova ed. 2009); Jet-Lag. Antropologia e altri disturbi da viaggio, Bollati Boringhieri, Torino 2002; Lasciami. Ignoranza dei congedi, Ponte alle Grazie, Firenze 2003; Mente locale. Per un’antropologia dell’abitare, Elèuthera, Milano 2004; Perdersi. L’uomo senza ambiente, Laterza, Roma-Bari 2005; Il malinteso. Antropologia dell’incontro, Laterza, Roma-Bari 2005; Surrogati di presenza. Media e vita quotidiana, Arnoldo Mondadori Editore, Milano 2006; La moda rende felici, per mezz’ora almeno, Ponte alle Grazie, Firenze 2006; Contro l’Architettura, Bollati Boringhieri, Torino 2008; Modi Bruschi. Antropologia del maschio, Elèuthera, Milano 2010; Il punto G dell’uomo: desiderio al maschile, Nottetempo, Roma 2011; Una morale per la vita di tutti i giorni, (con P. Zanini), Elèuthera, Milano 2012; Non è cosa. Vita affettiva degli oggetti – Non siamo mai stati soli. Oggetti e disegni (con L. Vitone), Elèuthera, Milano 2013; Ivan Illich e la sua eredità, Medusa Edizioni, Milano 2013; Falsomiele. Il diavolo, Palermo, :duepunti Edizioni, Palermo 2014.

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