Economia, libri

Oltre la siepe

oltrelasiepe-chiarelettere“Oltre la siepe” (Chiarelettere) di Mauro Gallegati (che insegna Macroeconomia avanzata presso l’Università Politecnica delle Marche, ad Ancona, e che collabora in varie attività di ricerca con il premio Nobel Joseph Stiglitz e con Bruce Greenwald, docente alla Columbia University) prova a ripensare l’economia senza cavalcare la moda della decrescita felice. Gallegati mette al centro della sua riflessione la nostra vita, rilegge la crisi economica di questo inizio secolo come un fatto strutturale, smaschera la natura profonda della legge innaturale che da decenni contraddistingue il nostro stare al mondo (vivere per lavorare, lavorare per consumare). Il paradigma della crescita quantitativa e illimitata è fallito, ma c’è un’altra economia possibile (Gallegati la chiama a-crescita), in cui l’innovazione ha un ruolo fondamentale, la distribuzione del reddito può essere più giusta, l’essere umano può riscoprire quella dimensione del vivere bene che non è un’utopia. Basta solo saperla vedere.

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estratto da: http://www.syloslabini.info/online/ripensare-leconomia-senza-cavalcare-la-moda-della-decrescita-felice/

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libri

Moni Ovadia a Bologna

MONI BLUES
IL TEATRO DI MONI OVADIA
presentazione del libro di Paola Bertolone, con MONI OVADIA e l’autrice;
coordina l’incontro, Marco De Marinis

Lunedì 17 marzo 2014, ore 16
ai Laboratori delle Arti/teatro, via Azzo Gardino 65/a – Bologna

INGRESSO LIBERO FINO AD ESAURIMENTO POSTI

La presentazione del volume di Paola Bertone, offre a tutto il pubblico un’occasione per dialogare con MONI OVADIA, uno dei maggiori artisti dello spettacolo contemporaneo in Italia, da sempre impegnato a dare visibilità al mondo culturale dell’ebraismo est-europeo. La sua attività si svolge in diversi ambiti: dalla musica come interprete e come produttore alla scrittura saggistica, dalla radio a interpretazioni cinematografiche, dal giornalismo allo spettacolo teatrale. In oltre 25 anni ha esplorato drammaturgia, regia, danza, recitazione, canto e la direzione pluriennale del Mittelfest di Cividale del Friuli. Il patrimonio dell’ebraismo che si esprimeva in yiddish è la vasta costellazione che nelle sue opere assume consistenza e vita. Riconoscimenti quali il premio Ubu per la sperimentazione su teatro e musica nel 1996, due lauree honoris causa nel 2005 e nel 2007, il premio De Sica per il teatro nel 2010 sono testimonianze del suo valore

L’incontro fa parte del progetto “IL TEATRO DEI LIBRI” a cura di Marco De Marinis, per la rassegna LA SOFFITTA 2014 del Centro La Soffitta del Dipartimento delle Arti – Università di Bologna

Il volume “MONI BLUES. Il teatro di MONI OVADIA” di Paola Bertone (UniversItalia 2012) affronta il lavoro di Moni Ovadia nel suo complesso, attraverso variegati materiali – anche inediti – come copioni, disposizioni di scena, immagini fotografiche, recensioni, interviste con molti dei suoi collaboratori, fra cui Daniele Abbado, Roberto Andò, Mara Cantoni. Integra il volume, arricchito da numerose immagini, una raccolta di interventi di Moni Ovadia sul teatro, estrapolati da articoli di quotidiani, dichiarazioni, programmi di sala.

Dalla prefazione al volume, firmata da Moni Ovadia, intitolata “Il teatrante spettatore di se stesso”:
(…), Il teatro con la sua libertà e la sua lingua capace di raccontare e inventare gli scenari più arditi, è stata una scelta ineludibile, per me, che avevo e ho l’irreprimibile ambizione etica di raccontare un mondo eradicato con inaudita brutalità dal corpo dell’umanità martoriata dal tragico e criminale rifiuto di riconoscere e di accogliere l’altro, per me che coltivavo e coltivo l’aspirazione utopica di contribuire a dare futuro ad una gente ridotta in cenere attraverso la trasfigurazione dei suoi valori e delle sue sublimi espressività. Il mio fare teatro è in questo senso la misura del mio impegno nei confronti dei miei simili e della dignità degli spettatori che mi onorano con la loro fiducia e il dono delle loro emozioni. (…) In ogni aspetto di questo libro, mi riconosco. Dal titolo, che non so se merito ma che mi commuove, alle scelte di ‘categorizzazione’ dei miei lavori e delle mie ricerche stilistiche nelle quali posso finalmente vedermi da fuori, come spettatore interessato ed appassionato di me stesso, un privilegio raro e perturbante. (…) Oggi Paola Bertolone, con la sua meticolosa disamina critica, con il suo sguardo acuto e partecipante, ricompone un ricco caleidoscopio di pensieri, di processi, di idee, di discussioni, di iridescenze, di smarrimenti, di ostinazioni sospesi fra urgenze stilistiche e imperativi etico-sociali in cui mi rivedo stagione dopo stagione, così come possono riconoscersi umanamente ed artisticamente le persone che con me sono state protagoniste e co-protagoniste e gli spettatori che mi hanno generosamente seguito nel corso degli anni.

PAOLA BERTOLONE è ricercatore in Storia del Teatro e dello Spettacolo all’Università di Siena. È autrice di articoli e saggi, fra cui L’esilio del teatro. Goldfaden e il moderno teatro yiddish (Bulzoni, 1993); I copioni di Eleonora Duse. Adriana Lecouvreur, Francesca da Rimini, Monna Vanna, Spettri (Giardini, 2000). Ha curato i volumi: con F. Bandini, Divina Eleonora. Eleonora Duse nella vita e nell’arte, catalogo della mostra (Marsilio, 2001); con Laura Quercioli Mincer, Café Savoy. Teatro yiddish in Europa (Bulzoni, 2006); Tournée, tornare. Carteggi Duse-Febo Mari e Duse- Bianca di Prampero del museo di Asolo (UniversItalia, 2012).

Informazioni al pubblico: CENTRO LA SOFFITTA  tel. 051. 2092400 –  http://www.dar.unibo.it

autori

Noam Chomsky

venerdì 14 marzo ore 17 – presso Biblioteca Ariostea

AVRAM NOAM CHOMSKY, CONOSCENZA E LIBERTÀ PER CAMBIARE IL MONDO – Daniela Cappagli, insegnante, Istituto Gramsci
Introduce Roberto Cassoli
“Quando studiamo il linguaggio umano ci accostiamo a quella che taluni chiamerebbero ‘essenza umana’, alle qualità distintive della mente…”
Linguista, filosofo e teorico della comunicazione, Avram Noam Chomsky (Filadelfia, 1928) è riconosciuto come il fondatore della grammatica generativo-trasformazionale. L’influenza del suo pensiero va al di là della stessa linguistica, fornendo interessanti approfondimenti nell’ambito della filosofia, della psicologia, della scienza dell’educazione, delle teorie evoluzionistiche, della neurologia e della scienza dell’informazione. A partire dalle proteste per la guerra in Vietnam, l’attivismo partecipativo lo ha portato a prendere parte a numerosi dibattiti sui più disparati temi sociali, dalla politica internazionale alla critica al neoliberismo inteso come dottrina economica basata sulla radicalizzazione della centralità del mercato che ha portato a vari disastri sociali, come il crescente divario tra ricchi e poveri e la perdita di controllo sul potere statale da parte dei cittadini.
A cura di Istituto Gramsci di Ferrara e Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara
autori

Romanzo Steampunk

Il romanzo steampunk del giovane autore finalese Carlo Vicenzi ispirato al palio di Finalestense (Ultima — La Città delle Contrade, Dunwich Edizioni, 342 pagg, Ebook € 2,49 Cartaceo € 9,90) sarà presentato ufficialmente dallo scrittore oggi dalle 18,30 presso il bar Hair café di via Rotta, in collaborazione con la libreria L’isola che non c’è.

Alla presentazione parteciperanno l’assessore alla cultura Massimiliano Righini, l’editore finalese Gianluca Borgatti e il giornalista della Gazzetta e libraio Manuele Palazzi.

Il primo romanzo del giovane scrittore finalese Carlo Vicenzi approda da subito nelle classifiche librarie. Il volume nella pubblicazione online ha raggiunto la classifica dei primi 30 titoli di Amazon conseguendo un buon successo nonostante il genere letterario poco noto in Italia, che gli ha valso il termine “Spaghetti-steampunk” dalla critica. Lo stile della tradizione steampunk con tubi d’ottone, macchine a vapore, ingranaggi e “la ribellione” della cultura punk, come ricorda il critico Uberto Ceretoli nella prefazione, affidata al folklore italiano. Al posto della solita Londra vittoriana e le ucronie del genere, Vicenzi ambienta la sua narrazione in uno scenario post apocalittico, in una società divisa in fazioni, che per determinare il potere si affidano al “Palio delle Contrade”.

Il richiamo al palio medievale finalese di “Finalstense” è implicito, come lo sono i nomi e i colori delle contrade, e “lo spirito di appartenenza e di competizione” come annuncia l’autore nella postfazione. Tra le righe si possono intravedere anche l’impronta di qualche personaggio di Finale, in un contesto immaginifico e fuori dal nostro tempo.

Nella trama d’intrighi e rivalse tra le fazioni, l’autore coniuga azione e psicologia con il suo protagonista Demetrio Deisanti e nella sua compagnia di reietti.

Carlo Vicenzi è un giovane scrittore originario di Finale, laureando in antropologia e lingue, è autore di molti racconti fra antologie e riviste, ha firmato per la serie fantasy “I Cento Blasoni” ed è tra gli autori di “The Tube”, una collana horror di grande successo digitale, che a breve apparirà in cartaceo per la Delos edizioni.

editoria

Editori a confronto

giovedì 13 marzo ore 17 – PRIMO PIANO

DUE EDITRICI SI RACCONTANO –
Cosa significa passare da un fascicolo di carte sparse, di immagini, o da uno o più file, che inizialmente rappresentano l’unica “fisicità” del lavoro di un’Autrice/un Autore, alla realizzazione di un’edizione? E qual è la differenza tra edito e non edito? Cosa c’è dietro, spesso nascosto, che fa prender forma concreta – di carta o elettronica che sia – al testo?
Luciana Tufani (Luciana Tufani Editrice) e Silvia Casotti (Nuovecarte) dialogano sul loro mestiere di editrici e sulle figure che ruotano attorno alla produzione del libro edito, con il contributo di alcune figure professionali impegnate nei diversi settori.
Gli editori, ferraresi e non, e tutti coloro che vogliono condividere la propria esperienza sono invitati a partecipare e a portare la propria testimonianza presso biblioteca Ariostea in Via Scienze 17 a Ferrara
autori

Ultimo romanzo di Pederiali

Ad un anno dalla morte del celebre scrittore finalese Giuseppe Pederiali esce il secondo romanzo inedito (Il monastero delle consolatrici, Garzanti 2014 17,60 euro). Il volume è già disponibile nelle librerie dai primi di marzo, e il 30 marzo sarà presentato nel suo paese natale, appena sarà pronta la nuova biblioteca comunale che verrà dedicata allo scrittore.

La data della sua scomparsa, il 3 marzo scorso, lo scrittore finalese vittima di un incidente stradale, si è spento a 76 anni. Pederiali continua tuttora a far sentire la sua voce con una nuova produzione postuma. Un romanzo sensuale e ricolmo delle tematiche di tutta la carriera di Pederiali. “Il monastero delle consolatrici” è ambientato nella sua Finale in tempi moderni, prima del sisma che l’ha sconvolta nel 2012, avvenimento però presente nell’altro romanzo postumo (Mangiami adagio, Barbera edizioni 2013 14,90 euro).

I personaggi di questo nuovo romanzo sono stanziati in un ex monastero in località Selvabella, dove vivono di amore. Amore in senso poetico, con le tante citazioni letterarie dei più famosi poeti come Macario, Tonino Guerra, Giorgio Caproni, John Keats, Pablo Neruda, e l’amore famigliare che dai due protagonisti Nara e il figlio Dimes, riescono a trasmettere alle prostitute che cercano di salvare dai protettori. Lo stesso amore che le ‘consolatrici’ offrono agli avventori, nascoste dai drammi sempre attuali della clandestinità e della prostituzione.

Nella narrazione i tratti folkloristici della cultura emiliana della buona tavola e della saggezza dialettale, incorniciate dalle ambientazioni suggestive magiche della nebbia e i riferimenti alle creature immaginifiche che hanno caratterizzato la sua prima produzione fantastico-medievale.

Tra i suoi tratti inconfondibili l’amore per gli animali, fino a dotarli di una vera e propria anima, come nell’ultimo libro presentato dall’autore ancora in vita (L’amore secondo Nula, Garzanti 2012 16,40 euro) in cui narra le passioni umane con gli occhi di un’adorabile cagnolino. Tra gli elementi narrativi di Pederiali confluiti in questa opera anche la grande perizia nel descrivere personaggi femminili, dotati di bellezze uniche, e personalità forti. I background dei protagonisti sono raccontati con sapienza e intelligenza di linguaggio, e permettono all’autore di narrare il periodo del primo dopoguerra, già trattato in diverse pubblicazioni, e qui riproposto e accentuato nell’omaggio alla comunità di Nomadelfia.

Un nuovo libro che oltre a raccontare una nuova e avvincente storia, rappresenta il curriculum letterario dell’autore, che con la sua prosa ha affascinato generazioni di finalesi e ha fatto conoscere la sua terra natale in tutto il mondo. La sua produzione conta più di cinquanta romanzi editi, oltre a numerose collaborazioni in antologie, sceneggiature per alcuni fumetti tra cui numeri di “Martin Mystere”, e diverse pubblicazioni sul folklore e la gastronomia emiliana.

Di particolare successo la trilogia fantastica che include “Le città del diluvio”, “Il tesoro del Bigatto” e “La Compagnia della Selva Bella”. Il tesoro del Bigatto è un long-seller da un milione di copie che dal 1980 continua a essere adottato nelle scuole italiane.

I romanzi ispirati ai fatti della seconda guerra mondiale: Stella di Piazza Giudìa; I ragazzi di Villa Emma; L’amica italiana. I romanzi storici Emiliana; Una donna per l’inverno e Donna di spade.

 

Giuseppe Pederiali (Finale Emilia 1937 – Milano 2013) è un noto scrittore originario di Finale. Dopo un’esperienza da marinaio, ha iniziato a scrivere dapprima come giornalista, poi l’esperienza itinerante con il “Cantagiro”, e reso celebre per i romanzi fantastici-medievali della trilogia: “Le città del diluvio” (1978), “Il tesoro del bigatto” (1980) e “La compagnia della selvabella” (1983). Ha collaborato per il cinema e la televisione, da un suo racconto è tratto il film “Luci lontane”, e lo sceneggiato televisivo per la Rai “Il sogno del maratoneta” con protagonista l’attore Luigi Lo Cascio, tratto dal romanzo omonimo sulla vita dell’atleta Dorando Petri.

Con Garzanti ha pubblicato gran parte della sua grande produzione letteraria, tra cui l’ultimo libro promosso dall’autore prima della scomparsa: “L’amore secondo Nula”, oltre alla serie di romanzi che ha come protagonista l’ispettore di polizia modenese Camilla Cagliostri: Camilla nella nebbia, Camilla e i vizi apparenti, Camilla e il Grande Fratello, Camilla e il Rubacuori.

Tra i premi conseguiti: per “L’osteria della fola”, il premio Chiara 2002 e premio Dessì 2002, “La vergine napoletana” ha invece vinto il premio Alessandro Manzoni 2009 per il romanzo storico, mentre nel 2010 è stato insignito del premio Pico della Mirandola per la carriera da scrittore.

I suoi libri sono tradotti in Germania, Inghilterra, Russia, Francia e Giappone.

Manuele Palazzi

conferenza

Vitaliano Brancati

martedì 11 marzo ore 17 – presso Biblioteca Ariostea di Ferrara
Franchino Falsetti, musicologo e critico d’arte – VITALIANO BRANCATI
In occasione del Sessantesimo dalla morte (1954-2014)
“Complessità e tormento di un intellettuale moderno che, nella sicilianità, trovò le fonti d’ispirazione per il gusto della satira di costume e le suggestioni comiche ed ironiche dell’anticonformismo”.
E’ possibile pensare ad uno scrittore fuori dal suo contesto d’origine, dalle sue radici, dal suo orgoglio di essere parte integrante di una realtà regionale, di una città, di una borgata, del proprio ambiente nativo? A conoscere e leggere Vitaliano Brancati, la risposta è no, senza alcuna esitazione. Tutta la poetica, la sofferenza, i tormenti, le contraddizioni, la vis polemica e la naturale ironia, comicità e anticonformismo, sono un amalgama di virtù e valori che ne delineano, con inequivocabili caratterizzazioni, la personalità letteraria e le straordinarie qualità di scrittore, che non vorrà sentirsi suggestionato dalle mode del suo tempo o dalle bizzarrie dei suoi “colleghi” scrittori o critici, ma vorrà esprimere, con naturalezza, quella originale espressione che era in lui la vena e la forza di un genuino sentire ed immediato comunicare.
Catania, la città della sua formazione, il “salone” delle idee, delle sue meditazioni, dei suoi ritorni di memoria, la fiamma delle sue invenzioni, sarà l’eterno viatico, che farà dire a Sciascia, altro grande protagonista di una sicilianità, senza ombre: “Brancati è nella letteratura italiana, uno scrittore diverso”. (F.F.)

conferenza, storia

Il pacifismo un secolo fa

venerdì 7 marzo ore 17 – LA GRANDE GUERRA E IL NOVECENTO EUROPEO

Alberto Castelli – IL PACIFISMO DI FRONTE ALLA GRANDE GUERRA
Nell’Ottocento, la convinzione più diffusa tra gli intellettuali europei era che la pace sarebbe stato il portato della storia, il prodotto dell’evoluzione delle civiltà. Si riteneva cioè che la guerra sarebbe scomparsa a causa dello sviluppo dell’industria, del commercio, della democrazia e della giustizia sociale. Il destino di questo ottimistico pacifismo sarà quello di essere messo in crisi, alla fine dell’Ottocento, da un’ondata di cultura irrazionalista, celebratrice della violenza, e nemica non solo della pace ma anche della democrazia, e di venire poi definitivamente travolto nell’estate del 1914. Di fronte a questa nuova cultura e alla guerra europea, i pacifisti, formatisi alla scuola ottocentesca della fiducia nel progresso e nelle virtù pacificatrici del libero commercio o della democrazia, si trovano disarmati. Molti di loro semplicemente abbandonano il pacifismo e si uniscono al coro degli estimatori della violenza; i pochi che invece restano fedeli al valore della pace si trovano nella scomoda posizione di non poter riproporre contro la guerra le vecchie idee, ormai inservibili, e di doverne elaborare di nuove.
Il relatore cercherà di mettere a fuoco come questo processo di elaborazione sia stato avviato fin dai primi anni della guerra da autori come Bertrand Russell, Romain Rolland, Hermann Hesse e altri.
A cura di Istituto Gramsci di Ferrara e Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara
presso Biblioteca Ariostea, Via Scienze 17, Ferrara
concorsi

Premio per privati e scuole

A Ferrara in occasione di Primavera Slow 2014, iniziativa organizzata da diversi anni nel suggestivo scenario del Parco del Delta del Po Emilia-Romagna e all’insegna del birdwatching e del turismo slow, l’associazione Delta Natour, in collaborazione con il Comitato Provinciale Endas di Ferrara, indice la terza edizione del premio letterario Ali tra le foglie per racconti inediti brevi (massimo tre pagine) dedicati alla natura.
In particolare il tema da cui si chiede di prendere ispirazione è la natura in ogni sua forma ed espressione comprendente quindi il mondo animale, vegetale e geologico.
La giuria sarà composta da ambientalisti e letterati, ancora in via di definizione, e i racconti, che dovranno essere inviati entro il 15 aprile, verranno premiati a Comacchio il 4 maggio in occasione della Fiera Internazionale del Birdwatching.

Per maggiori info: http://www.endas.net/index.php/140-ali-tra-le-foglie-il-premio-dedicato-ai-giovani-narratori